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Come improvvisare Allenamento in palestra: Schiena

Scopri in questo video un allenamento molto efficace per la schiena per aumentare la massa muscolare. Questo workout è perfetto nel caso tu trovi la palestra molto affollata all'orario di punta e tu abbia bisogno di improvvisare un allenamento solo con panca piana, bilanciere e dischi.Ecco gli esercizi:- rematore con bilanciere: la schiena mantiene le curve fisiologiche, gambe leggermente piegate. Il bilanciere si muove all'interno di un binario immaginario verso lo stomaco. Espiri quando contrai, inspiri nell'altra fase;- rematore a T: stesso postura vista in precedenza, cambia soltanto la disposizione del bilanciere;- rematore con dischi: utilizza due dischi che puoi gestire al meglio in termini di peso;- aperture con dischi: anche in questo caso non usare due dischi troppo pesanti ma due che puoi gestire al meglio.

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Esercizi Pettorali: Dips

Scopri in questo video come eseguire correttamente i dips per aumentare la massa muscolare dei pettorali e dei tricipiti. Per prima cosa assicurati di avere la forza necessaria per un corretto movimento in termini di efficacia e sicurezza. In generale per preservare l’articolazione della spalla adduci le scapole ed esegui il movimento con un arco che rispetti il tuo reale grado di flessibilità. Più sei piegato in avanti maggiore sarà l’apporto dei pettorali e più sei in posizione verticale maggiore sarà l’apporto dei tricipiti. Focalizzati sulla contrazione e sul pompaggio di questi muscoli mantenendo i gomiti distanti dal corpo come nel video.Gli addominali saranno contratti per mantenere la postura e stai anche attento alla respirazione: espira quando estendi le braccia ed inspira nell’altra fase.

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Come improvvisare allenamento in palestra: Pettora...

Scopri in questo video come improvvisare un allenamento in palestra nel caso in cui tu abbia a disposizione solo panca piana, bilanciere e dischi perché il resto dell'attrezzatura è impegnato nell'orario di punta.Ecco gli esercizi:- panca piana: piedi ben saldi per terra, zona lombare leggermente inarcata, scapole addotte per preservare l'articolazione della spalla. Espiri quando estendi le braccia e inspiri nell'altra fase.- Push Up: ottimo esercizio per allenare i pettorali. Assicurati di eseguirlo con un ampio arco di movimento;- Push U inclinato: in questo caso colpiamo in maniera importante la porzione clavicolare dei pettorali;- Diamond push up: lavorerà in maniera più efficace la porzione interna dei pettorali;- Plate bench press: eseguito con un disco per la massima contrazione ed efficacia a livello dei pettorali.

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La trappola delle “misure” (Concentrati solo s...

Nelle discipline sportive dove gli atleti si confrontano su distanze da percorrere, serie da completare o punteggi da raggiungere, le “misure ufficiali” creano assuefazione e diventano barriere mentali, soprattutto in allenamento, all’approssimarsi delle quali si innesca la profezia che si autoavvera. Per questa ragione, dobbiamo ingannare la nostra mente. Ricordi cosa dicevo nella Pillola 86, a proposito del “muro del trentesimo chilometro”, noto anche come “muro della maratona”? Il podista teme il muro, se lo aspetta, cerca di non pensarci, ma in realtà si logora e quando arriva, per effetto della profezia che si autoavvera, è già mentalmente sfinito.Questo processo si ripete in tutti i casi in cui l’atleta si confronta con misure standard, come ad esempio 100, 200 e 400 metri per un velocista; 5.000 e 10.000 metri per un fondista; serie da 25 piattelli per un tiratore; e così via.Su questi numeri si fissano ancoraggi negativi potenti, che vanno opportunamente disinnescati, perché l’atleta ogni volta che deve confrontarsi con la “sua” misura inizia a rivivere dentro di sé tutta la sofferenza fisica e mentale che tale prova comporta, a discapito della prestazione e delle riserve di energia nervosa. Qual è il trucco per ingannare la mente ed evitare l’autosabotaggio?Per ogni disciplina occorre individuare la soluzione adatta, che esiste, te lo assicuro, e ogni bravo allenatore la conosce, anche se il più delle volte la applica senza dare la giusta enfasi al perché è importante mettere in atto tali stratagemmi. Nel video trovi esempi riferiti all’atletica leggera, al tiro a volo e ad altre discipline.

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Hip Thrust

Fra i tanti esercizi per le gambe ed i glutei oggi vorrei proporre Hip Thrust con bilanciere, ossia il “ponte” con le spalle poggiate su una panca, i piedi ben piantati a terra ed il carico sul bacino. Questo esercizio, molto valido per il gluteo e nello specifico per la parte inferiore, ossia quella prossimale al bicipite femorale, è spesso sottovalutato. A parer mio invece è uno di quegli esercizi complementari per i glutei che migliorano la forma, donando la giusta rotondità per una silouette invidiabile. L’esercizio è abbastanza semplice nell’esecuzione , bisogna sempre tener presenti alcuni accorgimenti: innanzi tutto la panca su cui poggerete le spalle che sia ben stabile e totalmente parallela al terreno, il bilanciere classico con i pesi (carico simmetrico ovviamente) assicurati con delle mollette. Iniziate poggiando le scapole alla panca, mettendovi con le gambe piegate ed i piedi (larghezza spalle) paralleli a terra, oppure con le punte leggermente divergenti; poi aprire le spalle con un movimento di adduzione delle scapole, ossia avvicinandole fra loro, addome contratto e bacino su cui sarà poggiato il bilanciere alla stessa altezza delle ginocchia. A questo punto, mantenendo l’addome in contrazione, scendete leggermente e lentamente con sedere, piegando un po’ le ginocchia. Tenete saldo il bilanciere con le mani e mantenete le scapole attaccate alla panca. Quando il sedere sarà arrivato a pochi cm dal terreno contraete con un movimento deciso i glutei e tornate nella posizione di partenza; fate attenzione alle ginocchia che dovranno muoversi meno possibile e cioè si piegheranno ma non avanzeranno di un centimetro, e non si avvicineranno fra loro, la distanza resterà quella di partenza ossia la stessa dei piedi. Dovrete nel frattempo pensare di abbassare il pavimento con la pressione dei piedi e contrapporre una resistenza isometrica con le ginocchia. Ripetete il movimento lento in discesa ed esplosivo nella risalita, alla fine della quale terrete la posizione per 2/3 secondi con i glutei in contrazione isometrica. Effettuate 10/15 reps con un carico medio per almeno tre serie. Come varianti posso suggerire un elastico da posizionare ad altezza ginocchia, oppure due dischi in gomma, per la propriocezione, sotto i piedi. Dott. Dario Giuberi

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Esercizi Pettorali: Croci ai Cavi

Scopri in questo visdeo come eseguire le croci ai cavi per aumentare la massa muscolare dei pettorali. Assicurati di iniziare con un carico non troppo elevato per la massima efficacia di allenamento.La schiena mantiene le proprie curve fisiologiche. Esegui il movimento in maniera lenta e controllata espirando quando contrai i pettorali ed inspirando nell'altra fase.Quando sei con le braccia estese, contrai al meglio i pettorali sentendo in particolar modo lavorare la porzione interna.

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Ipertrofia Miofibrillare e Sarcoplasmatica

La Palestra molto spesso ha, tra i suoi clienti, coloro che hanno come obiettivo l'ipertrofia muscolare; questa consiste nell'aumento del volume muscolare (a carico soprattutto dei muscoli striati volontari). Questo processo può avvenire sia a livello miofibrillare che sarcoplasmatico. E' noto che le miofibrille sono le componenti della fibra muscolare (cioè quelle che contengono i miofilamenti di actina e miiosina che determinano la contrazione); il sarcoplasma è la componente liquida nella quale le miofibrille sono immerse. Quando programmiamo un allenamento possiamo stabilire su quale componente della fibra muscolare vogliamo agire per conseguire specifici risultati. Se l'allenamento è basato su carichi super-massimali (> 80% e oltre del massimale) con esercizi prevalentemente multiarticolari, alatticidi o parzialmente lattacidi (che attivano massivamente ATP), con forte impegno neurale, si va verso l'ipertrofia miofibrillare; viceversa con allenamenti con carichi <80% del massimale, lattacidi o aerobici (che attivano i macronutrienti), con impegno muscolare, si va verso l'ipertrofia sarcoplasmatica. Se osserviamo la morfologia dei pesisti, powerlifters, strongmen, ci accorgiamo che i loro allenamenti sono basati essenzialmente sulla ricerca dell'ipertrofia miofibrillare (e dell'iperplasia muscolare); invece i body-builders, i crossfitters, i calistenici ricercano quella sarcoplasmatica. La differenza di impostazione del processo di allenamento spiega una delle differenze morfologiche tra questi gruppi di atleti. Entrambi si allenano con il “ferro” ma con modalità ed obiettivi diversi. Nelle loro programmazioni comunque i pesisti includono microcicli o mesocicli di ipertrofia sarcoplasmatica e viceversa lo fanno i body-builders. Infine, è notorio che allenamenti selettivi producono risposte selettive ed adattamenti epigenetici specifici. Chi si allena per l'ipertrofia miofibrillare non ha bisogno di grosse quantità di carboidrati (i pesisti come già scritto attivano massivamente ATP) nella loro alimentazione, invece per l'ipertrofia sarcoplasmatica, in fase di bulk (massa) si ha un gran bisogno di carboidrati soprattutto complessi (e di una moderata dose di proteine).

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Esercizi Pettorali: Spinte con Manubri

Scopri in questo video come eseguire le spinte con manubri per aumentare la massa muscolare dei pettorali.Utilizza due manubri che puoi gestire al meglio per eseguire l’esercizio impeccabilmente. Espiri quando contrai ed inspiri nell’altra fase. Focalizzati al massimo sulla contrazione e sul pompaggio dei pettorali.Puoi eseguire le spinte con manubri anche su panca inclinata per colpire la porzione clavicolare dei pettorali, ossia la parte alta del petto per un sviluppo completo e armonico.

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Esercizi Pettorali: Croci con Manubri

Scopri in questo video com eseguire le croci con manubri per aumentare la massa muscolare dei pettorali. Innanzitutto assicurati di eseguirle impeccabilmente utilizzando due manubri che puoi gestire al meglio in termini di peso.L’obiettivo è sentire un’ottima contrazione e pompaggio a livello dei pettorali. Sentirai l’allungamento nella fase discendente e la contrazione nell’altra fase. Espira quando contrai ed inspira nell’altra fase.Puoi eseguire le croci anche su panca inclinata per colpire in maniera più importante la porzione clavicolare dei pettorali.

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Dove va il fitness? (7° puntata) Cosa mi piace

Il gioco mi piace, o meglio: mi piace il fitness che gioca. Il fissato e la fissata, lo zio e la zia, il papà e la mamma, la nonna e il nonno e tutto-il-resto-tutto-assieme nello stesso corso. Nella stessa palestra. Allo stesso palestra-pizza-party. A volte nello stesso allenamento: vedi i successi dei duetti training marito/moglie o mamma/figlia. Detto ciò, vorrei che qualche esperto di fitness marketing (??) m'illuminasse su cosa è realmente questa benedetta 'segmentazione' dell'offerta dei servizi fitness. Una deriva. Cosa vuol dire mettere gli anziani a pedalare da una parte e i teen-agers dall'altra? Se il primo giorno in palestra ci mettono piede insieme (padri e figli, nonni e nipoti, mogli e mariti) dovranno ragionevolmente camminarci anche dentro insieme. Alla Gold's Gym ho visto, su dieci bike, dieci cosiddetti 'target cliente'. Strano, pensavo: “La palestra migliore del mondo non segmenta”. Cito, a tal riguardo, alcuni target non segmentati presso “The Mecca of Body-Building”: il body builder, il manager, la casalinga, il professore, il rapper e il predicatore. Sportivo e ludico, il fitness. Perchè è quella la situazione che accomuna, è il gioco il filo conduttore. E' il ludico il fine. Giocano tutti assieme o giocano a casa. Tempo fa si segmentava il target cliente scoprendo poi che puntando solo sul target 'body builder' si sarebbe chiuso bottega. Di lì si avviava, per usare un termine elegante, la managerializzazione del palinsesto corsi e servizi fitness. Conseguenza? Segmentazione per fasce orarie: mattino anziani, pomeriggio teens e blocco fitnessista alla sera. Poi si è capito che le stesse schede d'allenamento scritte con vigoroso pugno ogni giorno richiedevano passaggi ovvii e continui tra fasi cardio e fasi isotoniche. Ciò modificava la disposizione macchinari in palestra ed oggi il cardio e l'isotonico sono spesso presenti nello stesso spazio. Capito ciò ci si è resi conto che la segmentazione era un limite mentale. Oggi anche i cartoni animati al cinema sono realizzati in chiave crossing. Il papà porta il figlio ma devono divertirsi entrambi. Conclusione: la segmentazione servizi non mi piace. E' il gioco (quello di squadra) che mi piace.

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Esercizi per Glutei

Scopri in questo video un allenamento molto efficace per allenare i glutei a livello muscolare e anche per bruciare il grasso. Sono tutti esercizi che può tranquillamente eseguire anche a casa. Mi raccomando massima enfasi sulla contrazione dei glutei e sulla respirazione espirando quando contrai.Nella prima parte vedremo esercizi con movimenti dinamici e balistici ottimi anche per bruciare il grasso mentre nella seconda parte solo esercizi statici.Eccoli:- jump squat: ottimo esercizio per rendere il classico squat (https://goo.gl/ogUB1C) più divertente ed efficace. Peso principalmente sui talloni espirando quando fai il salto;- pulsing lunges: inseriamo una componente dinamica nei classici affondi per renderli più efficaci;- squat jack: altra variante di squat più divertente rispetto al solito e anche più efficace;- hip thrust: iniziamo con gli esercizi statici dove manca la componente aerobica ma che ci permettono di focalizzarci al meglio sulla contrazione dei glutei;- glute bridge: simile al movimento visto prima per colpire al meglio i glutei;- dirty dog: movimento di abduzione per la massima efficacia.

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Accettazione e Autostima (Fai il tifo per te e per...

La Pillola dedicata all’autostima (https://www.youtube.com/watch?v=LjyEx...) ha suscitato molto interesse e la mia definizione, tratta dalla sesta sessione del videocorso Atleta Vincente (http://atletavincente.com), «Avere autostima vuol dire conoscere il proprio valore, pur nella consapevolezza dei propri limiti», è stata largamente condivisa, tuttavia il cammino verso il potenziamento dell’autostima parte da un’azione consapevole che non può essere data per scontata. Non basta, infatti, avere coscienza della propria dignità, rispettarsi e avere fiducia nelle proprie capacità: per poter sviluppare una sana autostima occorre sperimentare l’accettazione di sé. Accettarsi vuol dire tifare per sé stessi, vuol dire alimentare la propria “vocina” con espressioni quali “io sono la persona che sta facendo questa cosa ORA e mi sta bene così”, “io mi accetto ORA per quello che sono”, “io sto bene con il mio corpo e con la mia mente ORA e ho fiducia in me”, “io mi piaccio così come sono ORA”, “io mi tratto con rispetto perché me lo merito”. In altre parole, significa essere alleati di sé stessi e non avversari.L’accettazione di ciò che siamo scatena una vitalità straordinaria, perché quando impariamo a riconoscere ogni più piccolo dettaglio del nostro corpo e, più in generale, della nostra esistenza, difetti compresi, come qualcosa che ci appartiene e non come un alieno da combattere, l’energia che prima era sprecata in un conflitto interiore dannoso può essere canalizzata in azioni positive e utili per noi e per chi ci circonda. In che modo un atleta può usare la forza dell’accettazione a proprio vantaggio?

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Dove va il fitness? (6° puntata) Cosa non mi piac...

Il numero infinito di convention, corsi, stage, docenti, maestri, professori, attestati, diplomi, master, magazine spesso copia-e-incolla che s'annullano l'un l'altro. Facile promuovere unilateralmente i portali su cui porto modesto contributo e i magazine su cui presenzio affezionatamente da anni. Ma un'osservazione e una precisazione son d'uopo. Osservazione: il numero dei corsi, stage, docenti, luminari, sapientoni e saccenti aumenta e il numero dei partecipanti diminuisce proporzionalmente. Sarà un caso? La risposta è che, pare, non vi sia relazione tra la miriade d'offerte di formazione rispetto alla corrispondente quantità/necessità di forza lavoro nella fitness industry. La proposta stride con le necessità. Faccio un esempio: c'è troppa distinzione tra capacità tecniche del trainer e conoscenze gestionali dello stesso. Parlando sul campo con tanti istruttori, questi immaginano di lavorare perennemente in un villaggio turistico. Ma anche un villaggio turistico è un'azienda e se ogni collaboratore d'ogni azienda dovrebbe sapere come funziona la propria, perchè un trainer non riesce o non vuole capire come funziona il proprio centro fitness? Ogni volta che un personal trainer s'impossessa del Lat-machine a vantaggio del proprio cliente scontentando l'altro che non ha comprato il personal training pack, beh, sta auto-danneggiandosi. Fatto tal doveroso esempio, a partire dalla formazione si continua ancora ad insistere sulla divisione tra funzioni tecniche e manageriali del fitness coordinator. E dopo l'osservazione passo alla precisazione (per i trainer): quando decidiamo di spendere soldi sudati per presenziare a un fitness-update presso qualche convention, teniamo conto di quanto segue: ha mai messo piede in palestra quel docente? Se non è così, meglio una pizza con un gruppo d'altri istruttori. Ci si confronterà sul lavoro in campo e non sulle chiacchiere in forma di slide. No, gli pseudo-guru proprio non mi piacciono.

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Esercizi Pettorali: Panca Piana

Scopri in questo video come eseguire le distensioni con bilanciere alla panca piana.Per prima cosa posizionati sulla panca. Il bilanciere sarà all'altezza degli occhi. Utilizza la zigrinatura per trovare la presa giusta. Quindi afferra il bilanciere con presa simmetrica e inizia l'esercizio.Nella fase discendente il bilanciere si fermerà a mezzo centimetro dal petto. Espira quando estendi le braccia ed inspira nell'altra fase.Assicurati di eseguire il movimento lentamente con la massima enfasi su contrazione e pompaggio.

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Dove va il fitness? (5° puntata) Cosa mi piace

Gli istruttori/trici young nelle palestre. Non ce l'ho con i trainer over 60 che s'aggirano in qualche club con leggins super-attillati, magliette fucsia tre taglie sotto e la collezione dei minions stampigliati sul petto. Tra questi ne ho sott'occhio super-skilled che, ove si proponessero semplicemente con un look più sobrio, avrebbero grande successo. E non è tutto. Sempre tra questi, incontro, sul campo, Vecchi Guerrieri che potrebbero orientarsi al private-training, dove affidabilità e capello bianco sono indice di sicurezza per il cliente che vi si affida. Nel contempo potrebbero elegantemente trasferire parte dei loro skills agli Young Warriors. Quindi no, non ce l'ho con loro. Ce l'ho coi titolari di centri che propongono una paga oraria inferiore a quella della signora delle pulizie proprio a una categoria di trainer che, come detto prima, è quella che mi piace di più. La young armada. Non soddisfatti di ciò, titolari e coordinatori di network strabuzzano poi gli occhi se il turn-over di tali trainer, perennemente in panchina, è corrispondente a quello dei clienti. Altissimo. Con promesse (false) di far carriera e proposte (spesso scandalose) d'affitto sala pesi per allenare qualcuno, sta fuggendo una generazione di tecnici e istruttori palestra che rilancerebbero i club coll'entusiasmo di chi è predisposto al multi-tasking approach. Suggerimento per chi gestisce una o più palestre: teniamo a mente che tali ragazzi sono avvezzi a corsi, water, sala pesi e che la multifuzionalità è già nel loro DNA da under 25. Inseriamoli con strategie crossing e troveremo ricambio per i Vecchi Guerrieri. Tutto questo mi piace, o meglio: mi piacerebbe.

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Dove va il fitness? (4° puntata) Cosa non mi piac...

Le grullerie, le tecnologie e i “tools” del momento che... “Si autodistruggeranno tra cinque secondi” (Mission Impossible cit.). Il fumo-fitnessista venduto a caro prezzo. Proposte a destra e manca, quando il vecchio gradino, balzi e palla medica facevano di più. Da quei tappetini su cui, fin dalla notte dei tempi, si doveva scivolare rischiando due rotule in contemporanea, ai sacchettini d'acqua, a pesetti e pesettini dalla forma assurda a pedane rotanti-molleggianti, palloni, palloncini e pallonetti, palline e sciabolette, elasticoni elastichini spade e fioretti, tutto si tenta ma niente si fa. Più noi, fitness operators, introduciamo discipline assurde quanto inutili proposteci da correnti futurizzatrici e meno la gente a questi corsi ci va. Nel frattanto, il fitness-cliente-potenziale, confuso da corsi indefinibili, proposte commerciali grottesche, formule di partecipazioni assurde e strategie di marketing improponibili, torna al ragionamento semplice, alla razionalità contadina. Che lo porta a sostituire la membership con una corsa sul prato + compilation-list appena scaricata, scansando la paura a costo zerovirgolazero. Perché chiudermi in una palestra a correre su un pavimento che corre su un altro pavimento? Su un altro fronte si aggiungono sorprese che rompono equilibri già precari: i grandi centri vanno in affanno come i fissati che installano dieci app al giorno: molte palestre rincorrono fitness-tools a rapida obsolescenza che continuano a riempire magazzini. Mentre esplode il business di vecchi capannoni di periferia che, con qualche litro di vernice e due murales, si dotano di pneumatici di camion, funi, boxes-jump e fanno un botto d'iscrizioni a colpi di flessioni, pull-up e stacchi da terra. Luddismo o buon senso? La futurizzazione furba non mi piace.

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Dove va il fitness? (3° puntata) Cosa mi piace

Allenarmi e allenarmi ancora. Allenarmi sempre. Anche senz'aria condizionata, se non funziona, o se proprio non c'è. Mi allenerei (e infatti lo faccio) anche quando non dovrei per qualche acciacco che inizia a colpirmi. O quando non potrei per giornate piene d'impegni che non finiscono mai. Ma dietro e sopra di me avverto la sensazione che strutture, tecnologie e uomini abbiano ricevuto l'ordine, sublimato ad arte, d'azzerare questa voglia, determinazione, desiderio nostro e dei nostri pubblici di far la sola cosa per cui si va in palestra: allenarsi. E mettersi in gioco secondo approccio, secondo facoltà individuali. Fisicamente e mentalmente esausti a fine workout? Il massimo. E' nient'altro che un piacere, una sfida, è il quotidiano spingersi verso una nobile meta. Un'auto-terapia. L'allenamento è più o meno come la religione: non sai se “Lui” esiste e non sai nemmeno se diventerai come vorresti o come ti sei visualizzato. Però continui a crederci. Quell'allenamento reiterato, piazzato all'interno di una giornata maledettamente dura è una vera e propria Fede. La nostra fede. Ed è così, è solo con questo fuoco, questo desiderio incontrollabile e furibondo d'allenarci che tante rabbie e insoddisfazioni possiamo impacchettarle e spedirle verso l'impegno fisico portato, ognuno, al proprio massimo livello. Siamo vittime (per fortuna consapevoli) di teorie psico-sociologiche che vorrebbero convincerci che allenamenti fatti con trasporto siano premonitori di patologie e che una seduta in meno e una in più dall'analista siano la soluzione. Meglio un workout in più, bello tosto, che il lettino dello psicanalista che fuma mentre mi chiede: “Qual è il suo problema”? Vado, it's workout-time. L'allenamento mi piace.

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Come fare le misurazioni

In questo video scoprirai come effettuare le misurazioni delle circonferenze muscolari per valutare nel corso del tempo se la direzione è giusta verso il tuo obiettivo di forma fisica. Il consiglio è di fare le misurazioni sempre lo stesso giorno alla stessa ora prima di colazione al mattino ogni settimana. In questo modo, oltre alle sensazioni di allenamento, hai anche dei valori numerici per valutare se la strategia di allenamento è corretta.Ecco le misurazioni che farai con il metro da sarta:- petto: all’altezza dei capezzoli;- braccia: nel punto dove la circonferenza è maggiore, sia con il muscolo rilassato che contratto;- vita: all’altezza dell’ombelico;- fianchi: a livello dei fianchi nel punto più largo;- coscia: con il muscolo non troppo contratto nel punto più largo;- polpaccio: con il muscolo non troppo contratto nel punto più largo;Puoi quindi segnare queste misurazioni su questa tabella:Tabella Misurazioni Uomo: https://goo.gl/yVUzbBTabella Misurazioni Donna: https://goo.gl/C2YVSgTi consiglio anche di usare l’Impedenziometro per misurare su base regolare la % di grasso in autonomia.

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La ricerca della perfezione (Accetta i tuoi difett...

Il perfezionismo, in senso lato, può essere definito come il rifiuto di qualsiasi difetto, anche minimo, che in genere si accompagna all’incapacità di accettare i propri errori. La persona perfezionista è alla continua ricerca di risultati impossibili da raggiungere, un atteggiamento che può portare a frustrazione e a isolamento. Ma dal perfezionismo possono emergere anche aspetti positivi, in ambito sportivo e nella vita di tutti i giorni. Sul lavoro, il perfezionista non è mai soddisfatto del risultato che ottiene o della prestazione che si appresta a svolgere. Rimanda, non decide, non chiede aiuto e non delega ad altri, perché li ritiene incapaci di conseguire risultati all’altezza dei suoi standard, dunque tiene tutto per sé, accumula e si logora per il carico che aumenta. E più tenta di raggiungere la “sua” perfezione, sulla base di un modello di valutazione che in genere è ben più elevato di quanto la situazione richieda, più resta intrappolato in un labirinto mentale senza via d’uscita.Il segreto è buttarsi quando si ha la sensazione di essere all’80% del proprio obiettivo, per poi correggere il tiro in corso d’opera, perché la corsa verso il 100% porta a non iniziare mai, anzi: rischia di trasformarsi nel paradosso di Achille che insegue la tartaruga, lo conosci, vero?I ricercatori della scuola di Randy O. Frost, professore di psicologia allo Smith College di Northampton, hanno individuato diverse cause del perfezionismo negativo, tra le quali metto in evidenza queste quattro:1. la paura, del tutto irragionevole, di commettere errori per evitare di essere giudicati male o ritenuti dei falliti;2. il volersi imporre standard di qualità troppo elevati rispetto alle reali necessità;3. la bassa autostima e la conseguente insicurezza che scatena il bisogno irrefrenabile di verificare in modo ossessivo i propri comportamenti e i propri risultati, nel timore che siano errati;4. l’eccessiva ricerca dell’organizzazione e di un sistema rigido e schematico nella programmazione di un’azione, che alla fine comporta ritardi e il mancato raggiungimento degli obiettivi, ossia l’opposto di ciò che si intendeva conseguire.Il perfezionismo è patologico se ti frena, ma è un amplificatore della motivazione se ti spinge ad impegnarti per migliorare.

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