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Definizione muscolare, gli errori da non commetter...

La definizione muscolare si ottiene abbinando a una ridotta percentuale di grasso sottocutaneo una massa muscolare più o meno sviluppata.  Generalmente l'errore più grave che si compie è aumentare in maniera drastica la durata degli allenamenti o il numero di giorni settimanali in cui ci si allena. Dato che per avere quel fisico muscoloso e asciutto che tutti desiderano occorre preservare il tessuto muscolare magro, l'intensità e la durata degli allenamenti dovrà essere calibrata in maniera ottimale. Inoltre capita spesso che, per "asciugarsi" velocemente, si aumenti in maniera significativa l'attività aerobica. Nonostante si tratti di una strategia utile per incrementare il consumo calorico, quando viene portata agli eccessi (sopra i 40-45 minuti per sessione), provoca un catabolismo proteico interno piuttosto rilevante. Questo fenomeno è ben visibile nell'atletica leggera: mano a mano che aumenta la distanza percorsa vediamo atleti sempre più magri e meno muscolosi; gli estremi sono i 100 metri, in cui vediamo fisici incredibilmente asciutti e con notevoli masse muscolari, e la maratona, in cui gli atleti sono particolarmente esili. Tutto ciò è dovuto al tipo di allenamento fisico che conducono; a questo punto è chiaro che troppa attività aerobica è controproducente su persone che ricercano ipertrofia e definizione muscolare. Se a questo sommiamo la tendenza ad abbassare, anche in maniera significativa, l'apporto calorico per aumentare la definizione muscolare, la frittata è fatta; il corpo è infatti sottoposto ad un duplice stress; la riduzione drastica delle calorie e l'aumento esagerato della mole di lavoro in palestra, pur portando in linea di massima ad una riduzione di peso e grasso corporeo, causano una forte perdita di tessuto muscolare magro. Il consiglio è di incrementare gradualmente l'intensità di lavoro, mantenendo lo schema di lavoro classico introdurre sedute aerobiche di intensità progressivamente crescente (nella fase iniziale la loro durata dovrà essere inferiore ai 20 minuti) e per quanto concerne l'alimentazione seguire una dieta "a sbalzi", basata cioè sulla sovralimentazione nei giorni in cui ci si allena e sulla restrizione calorica nei giorni di recupero. Tutto ciò con lo scopo di aumentare metabolismo e definizione muscolare.   Segue un elenco di consigli per chi si accinge ad iniziare un programma di allenamento mirato alla definizione muscolare: - mantenere almeno un esercizio base per gruppo muscolare, utilizzando serie al 75-80% del proprio massimale - utilizzare l'interval training come forma di attività aerobica - bere molta acqua durante gli allenamenti - aumentare l'introito proteico, senza eliminare completamente la quota di carboidrati e grassi - utilizzare un buon termogenico prima dell'attività fisica Questi consigli di carattere generale, che andranno modellati sulla singola persona, rappresentano un buon punto di partenza per raggiungere una definizione muscolare invidiabile.

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Scheda Palestra: quanti esercizi fare

Scopri in questo video come impostare una scheda per la palestra e più in generale in termini di allenamento con i pesi per quanto riguarda le sessioni da eseguire. Ovviamente le variabili da prendere in considerazione sono tante ed è difficile dare numeri precisi per tutti.Assicurati quindi sin da subito che la scheda che esegui sia personalizzata per le tue caratteristiche, il tuo obiettivo....etcSemplificando, se sei all'inizio, puoi iniziare con:- 2 esercizi per i gruppi muscolari più piccoli (polpacci, spalle e braccia);- 3 esercizi per i gruppi muscolari più grandi (petto, schiena e gambe).Quando sarai più avanzato patria effettuare:- 3 esercizi per i gruppi muscolari più piccoli (polpacci, spalle e braccia);- 4 esercizi per i gruppi muscolari più grandi (petto, schiena e gambe).Ovviamente quello che realmente conta alla fine è l'auto-consapevolezza per essere sicuro di ascoltare il muscolo sentendo cosa funziona meglio per lui.

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Botta e Risposta: come controllare ansia e tension...

Tu chiedi e Massimo Binelli Coach risponde. Questa settimana si parla del caso di un bravo portiere che in allenamento fa faville, ma in partita diventa una statua di marmo, paralizzato dall’ansia tra i pali della porta.Ecco cosa mi ha scritto Massimo un mio omonimo:«Buongiorno, mi chiamo Massimo e gioco a pallamano, sono un portiere. In allenamento do tutto e credo di essere anche un buon portiere, ma appena si gioca in campionato e mi ritrovo tra i pali divento un pezzo di marmo, sbianco, praticamente vado nel panico più totale.Vorrei un tuo consiglio su come eliminare questo mio punto debole, perché non vado in guerra, ma semplicemente pratico lo sport che amo e ciò nonostante non riesco a divertirmi. Spero che tu mi risponda presto». L’ansia da prestazione sportiva è un “mostro” con il quale molti atleti si trovano spesso a combattere. Cos’è l’ansia? È uno stato emotivo alterato che provoca disagio o addirittura ci fa diventare un pezzo di marmo, come dici tu, associato ad emozioni quali tensione, preoccupazione, nervosismo, agitazione, apprensione, paura e pensieri negativi. Se l’ansia supera una determinata soglia di guardia, diversa da atleta ad atleta, e più in generale da individuo a individuo, influisce in modo negativo sulla prestazione fisica e mentale, perché porta a perdita di lucidità, di attenzione e di concentrazione. Il “segreto” consiste nel riuscire a identificare la nostra personale soglia di ansia benefica, perché, entro certi limiti, l’ansia è un’alleata, non una nemica, e con questa “ansia amica” un Atleta Vincente deve imparare ad andare d’accordo. Per gestire nel modo giusto questo stato di tensione fisica, psichica e nervosa che si manifesta dentro di te non appena ti ritrovi tra i pali, ribalta la prospettiva. In allenamento dai tutto e ti ritieni un buon portiere? Applica la mia regola 9:Allenati ogni giorno con consapevolezza e concentrazione, come se fosse la tua gara più importante, e affronta la tua gara più importante come se fosse un normale allenamento.Riesci a percepire dentro di te l’effetto di questa strategia? Se affronti gli allenamenti immaginando, grazie alla visualizzazione, di essere in campo per una partita importante, farai diventare “normale” ciò che per te adesso è “eccezionale”. Quando poi sarai tra i pali per disputare una partita vera, non dovrai fare altro che ritrovare dentro di te le sensazioni sperimentate ogni giorno in allenamento. L’allenamento, oltre a servire per migliorare la preparazione tecnica e fisica, per te deve diventare il banco di prova delle tue emozioni, affinché il controllo dell’ansia si trasformi in routine, ossia in un automatismo, in una competenza inconscia.A questo punto ti stai forse chiedendo su quali aspetti dovrai lavorare maggiormente per eliminare il tuo punto debole?

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Dove va il fitness? (2° puntata) Cosa non mi piac...

La smaterializzazione, lo sbriciolamento progressivo del fitness. Dai suoi contenuti all'uso dei termini che lo rappresentano. Dal wellness prima al leisure poi, dal benessere prima (ma che vuol dire?) allo starbene poi. Negli anni recenti, noi comunicatori/operatori abbiano giocato su sequenze di logiche e illogiche semantiche che nascondono una cosa sola: confusione. Altro che “fitness-fusion-strategy”. Il punto di non ritorno verso la comprensibilità del fitness, che sarebbe un modo per vendere meglio le iscrizioni in palestra, è stato superato. No, non s'inietta più propositività e coraggio nelle offerte di servizi fitness che andrebbero toccati con mano, ma si tenta spasmodicamente di trasformare, fin quasi a snaturarlo, il concetto stesso di wellness. Si affumica, lo si rende ogni giorno più immateriale. E più invendibile.L'idea storica è che in palestra qualche sacrificio che dia risultati che non siano un six-pack impressivo ma un cuore che gira meglio bisogna pur farlo. Sembra, invece, che tale idea sia da qualcosa da temere perchè potrebbe allontanare l'utente invece d'avvicinarlo. La palestra, come dico ai miei allievi, non è il circolo degli scacchi. Il corpo non si rimette sui binari solo con liposuzioni, settimane a bagni di fieno e pappine vegetali. Mai visto nessuno entrare in una beauty farm come il simpatico bisteccone Galeazzi (soprannone che piace persino a lui) per uscirne come Brad Pitt. All'estremo opposto, le accuse d'esser drogati di troppo sport e troppa fitness-foga vengono mosse da chi incassa mille euro per qualche giorno di massaggi e tisane miracolose. Sarà per questo che tante palestre si svuotano e tante aree di remise-en-forme, per frequentare le quali ci vuole un mutuo, si riempiono. Qualcosa mi sfugge e questo qualcosa non mi piace. 

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Dove va il fitness? (1° puntata) Cosa mi piace

Il “body-building-spirit”, non sempre il “body-building-body”. Lo spirit mi piace nonostante ci s'impegni a comprimere l'anima del fitness da riviste light-fitnessiste e da certi fitness-forum depositari di verità. Ora si vuole eliminare lo spirit anche dalle palestre, dimenticando che il nonno del fitness è proprio il body-building (spirit). Una volta il capo o titolare palestra doveva essere grosso. Era costretto ad esserlo. Aveva 'barato' con le sostanze, forse, ma in fondo era un bonaccione che aveva partecipato a gare nei dintorni per tirare su qualche iscritto, sbarcare il lunario e fronteggiare i costi. E se qualcuno si fosse mai azzardato a parlare di sostanze dopanti, sarebbe stato lui il primo a tirargli le orecchie. Ai tempi non c'erano receptioniste o venditrici con l'autoreggente e alla calza firmata d'oggi si poteva contrapporre solo il quadricipite pennato di ieri. Atmosfere cameratesche, frizzi, lazzi e pacche sulla spalla pure alla girl che ci dava dentro con lo squat. Lo squat: strumento di misura della passione palestrara, nonché crocevia di discussione e livellamento sociale. Tutti uguali sotto il castello d'acciaio. Ben peggio di quel condottiero palestra di ieri, è il venditore in giacca e cravatta d'oggi, che martellandoti nel suo ufficio chiuso t'appioppa l'iscrizione fumo strappandoti il bancomat dal portafogli. Osservando queste figure in cui s'incarnano il 'Warrior Spirit' bonariamente tamarro del passato e il “Mercante” elegante del presente, mi piace molto, ma molto di più la prima.

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Trazioni: come iniziare a farle

Scopri in questo video come iniziare a fare le trazioni, un esercizio molto efficace per allenare i muscoli della schiena ma non solo. Prima di iniziare a fare il movimento completo ti allenerai per 12 settimane seguendo questa pronazione:- FASE 1: 8 settimaneIn questa fase ti allenerai per sviluppare la forza dei muscoli della schiena con 4 esercizi: due rematori e due esercizi alla macchine. 4 serie da 6 ripetizioni con una pausa di 45 secondi fra una serie e l'altra.- FASE 2: in questo caso eseguirai solo la fase eccentrica del movimento per colpire al meglio i dorsali allenando indirettamente anche la zona centrale del corpo in termini di stabilità.Dopo queste 12 settimane di preparazione sarai pronto per eseguire il movimento delle trazioni nella sua interezza.

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Il motore dell’autostima (Meritare la felicità ...

Nella sesta sessione del videocorso Atleta Vincente do questa definizione di autostima: «Avere autostima vuol dire conoscere il proprio valore, pur nella consapevolezza dei propri limiti». Significa che bisogna avere coscienza della propria dignità, prima come persona e poi come atleta. Significa che dobbiamo possedere la chiara percezione del proprio sé, rispettarsi e avere fiducia nella capacità di esercitare il controllo efficace delle possibili situazioni che ci troviamo ad affrontare, nella vita, in allenamento o in gara. Ecco la domanda: si può potenziare il motore dell’autostima? Partiamo da un presupposto: se affrontiamo la vita con un atteggiamento di bassa autostima è come scattare dall’ultimo posto della griglia di partenza del MotoGP a seguito di una penalità inflitta al pilota, e darsi per vinti ancor prima del via.Come dici? Ti sta venendo in mente la gara conclusiva del MotoGP 2015, a Valencia, quella del “biscottone” confezionato tra Jorge Lorenzo e Marc Marquez, dove Valentino Rossi fu costretto a partire dalle retrovie?Quando gareggi “per vincere”, non hai nulla da perdere, mentre quando gareggi “per non perdere”, hai tutto da perdere e nulla da guadagnare.Se mi segui, sai che uso lo sport come metafora potente della vita, pertanto il messaggio che intendo trasmettere ricordando l’impresa di Valentino è questo: se ci fidiamo delle nostre potenzialità e sappiamo di meritare ciò per cui stiamo lottando, in primis la felicità, che è lo scopo primario della vita, riusciamo ad essere più consapevoli delle nostre azioni e in un certo senso modifichiamo il nostro futuro. Chi è consapevole del proprio valore e ha sviluppato una sana autostima è attratto da persone come lui e vive meglio, perché si circonda di positività e adotta un atteggiamento proattivo, ossia reagisce ancor prima che gli eventi accadano, e coglie ogni opportunità mettendo in campo tutte le risorse e le potenzialità personali necessarie a conseguire un obiettivo. Chi vive nella pesantezza della propria bassa stima di sé, invece, tende ad essere attratto da persone negative, perché nella melma si sguazza molto meglio in compagnia, ci si consola condividendo le proprie disgrazie, cercando di conquistare il poco invidiabile primato della sfiga più grande di tutte. Se le nostre azioni sono guidate dalla paura, prima o poi finiremo per attrarre proprio gli eventi dai quali volevamo fuggire, perché nella nostra mente si formano pensieri e immagini di ciò che spaventa, e questo meccanismo innesca la profezia che si autoavvera. Il fatto di pensare a una cosa negativa, per la nostra mente, che rimuove la negazione, equivale a desiderare. Grazie all’allenamento mentale possiamo imparare ad alzare l’asticella del livello di felicità e del livello di successo giusti per noi, per far sì che si modifichi la nostra “immagine dell’io” e che la profezia che si autoavvera faccia accadere cosa è meglio per noi al posto di sabotarci.

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Stanchezza: vincerla naturalmente e realmente

Ecco come aiutare il nostro corpo a recuperare una forte spossatezza. Tutti abbiamo avuto una giornata (anche più di una) in cui le forze erano sotto le scarpe ma la giornata ci richiedeva concentrazione, forza e concentrazione fino alla sera. La stanchezza era a livelli altissimi e le nostre occhiaie erano di blu intenso. E tutti ci siamo lasciati abbindolare dal miraggio del caffè e delle varie bevande energizzanti e stimolanti per rimetterci in piedi e ripartire svegli e pimpanti. Peccato che tutto questo abbia un prezzo, e non sto parlando del costo in termini di denaro di questi prodotti, ma del costo in termini fisici richiesti al nostro corpo per vincere la stanchezza. Infatti, come ho già spiegato in questo articolo, queste sostanze danno si una sferzata di energia al nostro organismo, ma poi chiederanno il conto in futuro, proprio come un motore su cui viene azionato un turboboost e poi non potrà più essere usato per la gara successiva. Certo, non è un prezzo che pagheremo subito, ma a lungo andare questo chiedere energia extra (non presente nel corpo) può portare problematiche anche gravi. Ma allora come fare se proprio a letto non si può andare. Beh, una soluzione c’è, in realtà più di una. Sono pratiche naturali che hanno un grande potere energizzante e ricaricante, non hanno controindicazioni e sono praticabili da chiunque. La prima pratica di cui parlo è l’acqua fredda. Una bella doccia fredda (potete farla anche calda all’inizio) vi ricaricherà le batterie. Chiaramente non parlo di una sciacquata veloce sotto il getto fresco dell’acqua, ma proprio stare dentro una vasca gelata, o sotto il getto di acqua fredda per qualche minuto. All’inizio sarà un po’ traumatico, quindi andateci piano, anche perché l’acqua fredda risveglia emozioni e paure molto profonde, quindi fai un passo alla volta. La seconda è l’enteroclisma (o più comunemente clistere), è un toccasana per la mente che, per medicina tradizionale cinese, è collegata in maniera diretta al colon. Si tratta di una pratica che permette di riacquistare un po di energie e sopratutto lucidità mentale. Un’altra pratica sono i bagni genitali. Si tratta in pratica di tenere i genitali (il prepuzio per gli uomini e il clitoride per le donne) a bagno in acqua fredda (con ghiaccio) per 45-50 minuti. Infatti in questi punti passa il triplice riscaldatore e quindi questa pratica darà una sferzata di energia al corpo molto forte. Chiaramente il cibo ha un ruolo essenziale. Se siamo stanchi si avrà la tendenza ad avere più appetito, ma cerchiamo di non cadere nella trappola di mangiare qualsiasi cosa ci capiti a tiro. Prediligiamo cibi leggeri e che non appesantiscano il corpo, così da non rubare ulteriori energie. Per finire il consiglio migliore è quello, se possibile, di riposarsi facendo una sonnellino di almeno una ventina di minuti. C’è però da dire che tutte queste pratiche hanno due piccole controindicazioni. Infatti potrebbero dare l’effetto opposto, ovvero una grande sonnolenza, ma questo solo se siamo arrivati al punto in cui la stanchezza che ci prende non ci fa dormire. Allora queste pratiche possono avere un riscontro molto positivo sui peggiori casi di insonnia. Altra piccola controindicazione è che la maggior energia a disposizione potrebbero essere usata dal corpo per espellere tossine o cose che l’organismo non desidera. Quindi qualche brufolo o anche un po' di febbre potrebbero essere “comprese nel prezzo”, ma sono comunque casi estremi.

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Scarpe: come scegliere le più adatte per i tuoi a...

Quando si parla di scarpe in ambito sportivo, ci si concentra soprattutto su quali calzature siano più adatte alla corsa a seconda del tipo di terreno oppure a giochi sportivi come il tennis, il calcio e così via. Molto sottovalutata è invece l'importanza di indossare scarpe adatte per lavorare in palestra ed in particolar modo quando nei propri allenamenti sono previsti esercizi di sollevamento quali ad esempio Squat con bilancere o Push Press.  Come chi pratica frequentemente questi esercizi ben sa, uno dei fattori limitanti che va ad incidere sulla nostra capacità di carico e sulla stabilità è la mobilità delle nostre caviglie: è un solido contatto dei talloni con il suolo a garantirci prima una accosciata più profonda e poi una spinta maggiore e quindi a permetteci di generare più forza durante il movimento. Scontato ribadire che un maggiore arco di movimento si traduce in maggiore flessibilità e maggiore produzione di forza ed esplosività durante il sollevamento! Esistono in commercio scarpe specifiche per il sollevamento pesi, ma se i vostri allenamenti non si concentrano solo su questo il loro acquisto è senza dubbio eccessivo. Quello che però può essere utile è ricercare caratteristiche simili nelle calzature che andrete ad usare nei vostri workout, specialmente quando essi presenteranno esercizi come quelli appena descritti. Quali sono queste caratteristiche? - Uno spessore sufficentemente rigido sotto i talloni che consenta perciò un appoggio completo del piede a terra pur con il tallone sollevato (vi è mai capitato di veder effettuare degli Squat con dei piccoli rialzi sotto i talloni? La ragione era la stessa per la quale sto consigliando questa caratteristica nelle vostre scarpe: migliorare la stabilità laddove non ci sia una perfetta mobilità articolare della caviglia); - Una tomaia sufficentemente stretta e rigida che faciliti il recupero dell'appoggio "centrato" quando dovessero verificarsi dei leggeri sollevamenti laterali della pianta del piede. Inutile (ma lo faccio lo stesso) sottolineare che queste caratteristiche mal si sposano invece con allenamenti che prevedano corsa o esercizi di salto, a meno che non vogliate massacrare i vostri piedi! Se nei vostri allenamenti sono presenti entrambi i tipi di lavoro (sollevamenti ed esercizi ad alto impatto come corsa e balzi) meglio virare su calzature con caratteristiche intermedie o, meglio ancora, portarsi due paia di scarpe in modo da indossare ciascun paio al momento opportuno!

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4 Esercizi Spalle a Corpo Libero

Scopri in questo video 4 esercizi per le spalle da eseguire a corpo libero per la massima efficacia per aumentare la massa muscolare anche a casa. In tutti gli esercizi assicurati di espirare quando contrai con il massimo arco di movimento nell’intera esecuzione.Ecco gli esercizi:- pike push up facilitate: gambe leggermente piegate ed in questo caso interverranno in parte anche i tricipiti e la porzione clavicolare dei pettorali;- pike push up: gambe completamente estese utilizzando una panchetta per aumentare l’arco di movimento;- LYT: su una fitball (http://goo.gl/RhiaS6) eseguilo con un ampio arco di movimento e la massima contrazione. In questo caso in parte interverrà anche la cuffia dei rotatori oltre ai deltoidi posteriori;- Rotating Plank: il core sarà contratto per stabilizzare e colpiremo la porzione posteriore del deltoide;- wall slides: ottimo per allenare i deltoidi e per migliorare la mobilità e l’auto-consapevolezza muscolare a livello dei deltoidi.

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Le 25 regole di un Atleta Vincente (Strategie e af...

Nella mia lunga esperienza di sportivo e di mental coach, ho avuto a che fare con centinaia di atleti, compagni di squadra, avversari e coachee, che è il termine usato per definire i clienti di un coach. Ho trovato un’umanità molto variegata, formata da persone positive e persone negative; eterni ottimisti e insopportabili lamentosi; compagnoni logorroici e orsi solitari. Con ognuno di questi individui ho adottato adeguate modalità di relazione, fuggendo a gambe levate dai lamentosi e negativi, lasciati con piacere a crogiolarsi nel loro pantano mentale, e cercando di trovare le parole giuste per entrare in empatia con tutti gli altri, anche se non sempre ci sono riuscito. E sai cosa ho capito? Che certe volte è sufficiente una frase, un aforisma noto o inventato sul momento, per sbloccare energie nascoste. Nel tempo, ho raccolto 25 frasi suggestive ed efficaci, alcune mie e altre tratte da citazioni famose, e ho pensato di proporle in questa Pillola, che dunque esce dal solito schema dell’argomento specifico, sotto forma di regole. Se farai tue queste regole, o anche solo alcune di esse, potrai richiamare alla memoria quella giusta quando nella testa iniziano a formarsi pensieri negativi. Al posto di darti spiegazioni cervellotiche e spesso inutili, metti a tacere la tua vocina con una regola, vedrai che funziona!Ecco 3 delle 25 regole. Scopri le altre 22 nel video…1. Non ci sono scuse che tengano: la responsabilità della tua prestazione è soltanto tua.2. Quando gareggi “per vincere”, non hai nulla da perdere, mentre quando gareggi “per non perdere”, hai tutto da perdere e nulla da guadagnare.3. Allenati ogni giorno con consapevolezza e concentrazione, come se fosse la tua gara più importante, e affronta la tua gara più importante come se fosse un normale allenamento.Alla fine, scegli le tre regole che ti hanno colpito di più, che hanno suscitato in te le reazioni più potenti. Scrivilo nei commenti. Sarà utile a tutti avere un quadro dei diversi livelli di osservazione, ossia dei tasti che ciascuna regola riesce a far suonare, delle sensazioni che scatena e del perché ciò accade.

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14 Esercizi Gambe a Corpo Libero

Scopri in questo video un allenamento moto efficace per le gambe a corpo libero che puoi tranquillamente eseguire anche a casa. Vedremo 14 esercizi molto efficaci per aumentare la massa muscolare in maniera efficace senza il bisogno di utilizzare alcuna attrezzatura. In tutti gli esercizi assicurati di far lavorare al meglio le gambe senza che le ginocchia nella fase di accosciata vadano oltre il piano immaginario che parte dalla punta dei piedi.Espira sempre quando contrai.Ecco gli esercizi: - squat: sposata prima il bacino all’indietro e solo dopo fletti le ginocchia senza che queste vadano oltre il piano immaginato che parte dalla punta dei piedi;- step a corpo libero: ottimo anche per i glutei, attento all’equilibrio;- lunge: affondo molto efficace, stai attento all’equilibrio;- forward lunge: variante del precedente esercizio;- jumping split squat: ottima variante dello squat;- lateral squat: altra variante per per lo squat;- bulgarian spalti squat: sfida sia di equilibrio che di forza;- single leg box squat: per allenare la forza e la resistenza;- jump squat: per allenare l’esplosività;- box squat: altra variante di squat;- manual hamstring cura: per allenare al meglio i bicipiti femorali;- stability ball hamstring curl: altra variante molto efficace sempre per i bicipiti femorali;- calo raises: per i polpacci;- donkey calf: altra variante per i polpacci.

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Come vincere l’ansia anticipatoria (Sconfiggere ...

Sai cosa si intende con “ansia anticipatoria”? Perché ha un effetto così devastante in chi ne soffre? L’ansia anticipatoria si basa sul noto meccanismo della profezia che si autoavvera: so che avrò paura, e mi viene l’ansia, e più si avvicina il momento che scatenerà in me la reazione di paura e più l’ansia cresce. È come una valanga che diventa sempre più devastante man mano che scende a valle aumentando dimensione e velocità: l’ansia anticipatoria si autoalimenta fino ad assorbire tutte le mie energie vitali, senza via di scampo. E il guaio è che questo cortocircuito ogni volta si chiude con maggiore anticipo rispetto alla volta precedente. Torno ancora alla paura di volare. La prima volta può nascere in aereo, come conseguenza di una forte turbolenza. La seconda volta, l’ansia potrebbe iniziare a fare il suo mestiere in coda al check-in. La terza, potrebbe scatenarsi nel momento in cui si inizia a preparare la valigia, e così via, fino al punto che il solo pensiero di un aereo diventa paralizzante, perché il pensiero negativo scatena immagini negative; le immagini negative provocano sensazioni ed emozioni negative, quali angoscia, panico, insonnia; e tutto questo fa star male, molto male, ben più a lungo del tempo di volo. In ambito sportivo, l’ansia anticipatoria correlata a una gara importante può minare la struttura mentale dell’atleta che ne soffre, perché ben prima dell’evento agonistico la mente si inquina di pensieri negativi e il corpo subisce le conseguenze nefaste dell’effetto psicosomatico, a discapito della qualità degli ultimi importanti allenamenti di messa a punto della competizione. Vincere l’ansia anticipatoria vuol dire riuscire a vivere gli appuntamenti importanti della vita, lavorativi, sportivi o personali che siano, senza rinunciare a nulla di ciò che consideriamo importante per noi, con aumento di autostima e fiducia. Lasciamo sprofondare nell’oblio l’illusione che possiamo controllare tutto, e dunque, per tornare alla paura di volare, abbandoniamo l’idea balzana che guidare l’auto sia più sicuro che volare in aereo perché l’auto la guidiamo noi mentre l’aereo no: è una balla spaziale! Il segreto per vivere felici è imparare a riconoscere ciò che si può e ciò che non si può controllare, accettandone con serenità le conseguenze.Per combatterla, nella vita e in ambito sportivo, ti suggerisco tre tecniche che considero efficaci e attuabili da chiunque, in piena autonomia.

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Allenamento Massa: Gambe

In questo video ti mostro un allenamento per le gambe per la massa molto efficace per aumentare la massa muscolare. Eseguirai 4 serie da 8 ripetizioni per ogni esercizio con una pausa di 45 secondi fra una serie e l’altra. Come sempre focalizzati al massimo sulla contrazione e sul pompaggio.Ecco gli esercizi:- squat con bilanciere: sposta il bacino all’indietro quindi fletti l’articolazione del ginocchio. Il peso grava principalmente sul tallone e meno sulla punta del piede e le ginocchia non vanno oltre il piano immaginario che parte dalla punta dei piedi. Espira quando contrai assicuranti che la schiena mantenga le proprie curve fisiologiche;- Goblet squat: valgono gli stessi principi visti in precedenza. Cambia soltanto che il peso è sotto forma di manubrio mantenuto con le braccia flesse;- Farmer squat: manubri ai lati con le braccia completamente estese. Questo è il movimento che dovremmo fare per raccogliere i pesi da terra;- Squat suo: i piedi saranno più distanti rispetto alle altre varianti di Squat in questo modo colpendo in maniera più importante la porzione interna delle cosce a livello muscolare;- T Bar Squat: posiziona il bilanciere come se dovesse eseguire un rematore a T afferrandolo però dalla parte opposta eseguendo questo movimento per le gambe;- calf raises con bilanciere: per allenare al meglio i polpacci;- calf raises con manubri: valgono gli stessi principi visti in precedenza.

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Maratona, il muro del trentesimo chilometro (Abbat...

Il cosiddetto “muro del trentesimo chilometro”, noto anche come “muro della maratona”, è l’incubo di molti maratoneti. Anche quando il crollo fisico non avviene, si verifica comunque un pesante calo di energia mentale, per effetto della profezia che si autoavvera: temo il muro, me lo aspetto, cerco di non pensarci ma in realtà mi logoro e quando arriva sono mentalmente sfinito. E su quel muro spesso si infrange rovinosamente il sogno di arrivare al traguardo dei 42 chilometri e 195 metri.Dopo la Maratona di Roma 2016, ho ricevuto molte email da parte di atleti che per la prima volta hanno “visto” il muro. Anziché prendere spunto per uno dei miei Botta e Risposta (http://www.massimobinelli.it/il-blog-...) da uno dei tanti messaggi, tutti più o meno simili tra loro, il che mi avrebbe costretto a scegliere a caso, ho pensato di affrontare l’argomento “muro” in modo più ampio e, spero, più esaustivo per ogni runner. Sgomberiamo subito il campo da un possibile equivoco, per evitare di creare false aspettative in chi si immagina che adesso io mi metta a ragionare di preparazione atletica, di scorte organiche di carboidrati, di bilancio idrico o di integratori alimentari. Nella prima sessione del videocorso Atleta Vincente, parlo della Formula dell’Atleta Vincente (se ancora non la conosci, puoi approfondire subito, l’iscrizione è gratis!): http://atletavincente.com/ Ti rivolgo una domanda binelliana: secondo te, quanta energia hai ancora in corpo quando si accende la spia della riserva e la vocina che hai in testa inizia a ululare, ti grida di smettere, ti viene da vomitare dal dolore muscolare?Quando ti trovi di fronte al muro, sappi che in linea di principio ne hai ancora per percorrere altri 30 chilometri, come minimo, perché questi meccanismi ormai fanno parte del nostro patrimonio genetico, dunque la tua spia funziona ancora come funzionava un milione di anni fa.

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Il Ramping per lo sviluppo della Forza

Il peso non sbaglia mai, gli esseri umani sbagliano   Il Ramping è una tecnica di allenamento di intensità adottata soprattutto dai Powerlifters alla ricerca dell'aumento di forza (ipertrofia miofibrillare). E' una tecnica che esiste da più di un secolo che consiste essenzialmente nel caricare un peso progressivamente più pesante fino al set top (o serie pesante). Questa tecnica è stata usata e perfezionata da Powerlifters e Weightlifters degli anni '50 '60 e '70 e predispone l'atleta al carico progressivo fino alla serie (o serie target). Essa si differenzia da altre tecniche (tipo piramidali a base larga, media, stretta, ecc), in quanto le ripetizioni massime possibili per quella % di carico non sono “tirate” al limite (o come si dice a cedimento) se non l'ultima serie target. I vantaggi di questa tecnica essenzialmente sono:   Preparare il sistema nervoso centrale e le strutture muscolari e tendinee al carico progressivo; Testare la forma fisica ed eventuali problemi del giorno; Produrre un buon volume di allenamento in sicurezza; Incremento progressivo delle % di carico sul bilanciere.   E' una tecnica, ovviamente, applicabile egregiamente sugli esercizi base (squat, panca, stacco). In genere dopo la serie (o serie) target, si possono inserire serie a carico minore e % di carico minore come back off. Di seguito viene proposto un ramping adattato ad un esercizio base come lo squat; supponiamo un massimale di 150 Kg (peso fattibile per atleta giovane di livello intermedio se powerlifter di 75 Kg di bw, se body-builder di livello medio-alto, se praticante fitness non agonista di alto livello). La progressione può essere: Carico Ripetizioni Serie Recupero 90 8 1 1 105 6 1 2 112 5 1 3 120 3 1 3 127 2 1 5 135 2 2     Segue BACK OFF   112 3 1   105 3 1   Serie Totali:9 Ripetizioni Totali:34 Volume Tot: 3715 Kg Int.Media: 77,2%           Le ripetizioni del ramping possono essere fisse o variabili come pure le serie all'interno delle % di carico programmate. Il ramping logicamente deve essere inserito in una corretta programmazione e, possibilmente, sotto la supervisione di un Tecnico del settore. E' altamente sconsigliabile ai principianti ed a coloro che non hanno i giusti adattamenti ai carichi di un certo livello(pena infortuni gravi e invalidanti alle strutture muscolari o articolari). E' più facile applicare il ramping ad un solo esercizio base, più difficile è gestirlo su 2 esercizi base.

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Come ottimizzare il recupero e incrementare la pre...

Quando parliamo di allenamento, quasi sempre ci concentriamo su cosa (e come) fare durante le nostre sessioni in palestra, sul campo o ovunque si svolga la nostra attività. Quasi mai si pone l’accento su quella che forse è la parte più importante di un programma d’allenamento finalizzato al raggiungimento di un traguardo, sia esso estetico o di performance: la fase di recupero. Come spesso ripeto ai miei atleti, anche il più intenso degli allenamenti non produrrà il 100% dei suoi potenziali benefici se non sarà affiancato da un corretto stile di vita e di alimentazione. Tante volte mi capita di confrontarmi con persone stanche, al limite dell’esaurimento fisico e nervoso (ovviamente anche e soprattutto per motivi extra-sportivi, come il lavoro, beghe familiari e altre ragioni personali) che nonostante si allenino con impegno e dedizione non riescono ad ottenere il massimo o addirittura in alcuni casi vedono la propria prestazione ridursi sensibilmente, causando loro ulteriore frustrazione. Ed è qui che bisogna far capire che per ottenere i risultati sperati non servono solo costanza e impegno durante gli allenamenti, ma anche una organizzazione intelligente degli stessi e della propria vita in generale. Chiaro che se realmente ritenete importanti gli obiettivi che vi siete prefissati e li volete sul serio raggiungere, dovete essere pronti ad impegnarvi al massimo eliminando qualsiasi scusa o compromesso che possa allontanarvi da essi. Accettate i piccoli cambiamenti necessari per progredire costantemente e sensibilmente nel vostro percorso, permettete al vostro corpo di recuperare nel migliore dei modi e vedrete enormi progressi in tempi molto più brevi di quanto vi sareste mai aspettati! Andiamo al sodo. Consiglio numero 1: dormite! Il sonno è fondamentale e può avere un impatto enorme sull’allenamento. E’ soprattutto durante il ciclo del sonno che il nostro corpo si “ripara” dai danni e gli stress che gli causiamo durante i nostri training, e quindi si adatta ad essi migliorandosi e “salendo di livello”. E’ durante il sonno che viene secreta una grande quantità di ormone della crescita, fondamentale per il recupero. Conosco tantissime persone abituate a dormire 4-5 ore a notte e ad affrontare poi intense giornate di lavoro ed impegnative sessioni di allenamento: per quanto possano impegnarsi, non stanno mettendo il loro organismo nelle condizioni di trarre il massimo dagli sforzi a cui lo sottopongono! Migliorate le vostre abitudini, forzatevi a riposare a sufficienza, evitate le fonti di luce artificiale che possono ritardare l’insorgenza del sonno (tv, cellulari, tablet, pc e quant’altro). Altro consiglio, forse il più banale ma probabilmente il più importante: mangiate sano! Perché “ammazzarvi” di fatica in palestra per poi vanificare tutto a tavola? Se volete davvero raggiungere il vostro obiettivo, scegliete cibi che vi avvicinino ad esso e non che vi allontanino! Si tratta semplicemente di rispettare ciò che fate durante i vostri allenamenti non rovinandolo con scelte sbagliate. Gestite e programmate i vostri sforzi: bisogna essere in grado di capire quando è il momento di spingere al massimo, quando gestire le proprie forze e quando addirittura rinunciare e lasciare che il corpo recuperi a sufficienza. E’ impensabile allenarsi tutti i giorni spingendo sempre a tavoletta sull’acceleratore, migliorandosi ogni santo giorno. Allenarsi al top significa allenarsi in modo intelligente, programmando periodi più intensi e altri di “decelerazione”, capendo quando è il momento di modificare qualcosa ascoltando il proprio corpo, tenendo conto di eventuali limitazioni di tempo e della condizione psico-fisica del momento, non sacrificando la possibilità di allenarsi al meglio nei giorni successivi per aver voluto spingere troppo quando tutto ci indicava di rallentare. Siete stanchi per una giornata od un periodo particolarmente stressante? Riducete i carichi e/o il tempo dell’allenamento, dedicatevi un po’ di più allo stretching o agli esercizi di mobilità, fate del lavoro cardio a bassa intensità che possa allo stesso tempo scaricarvi e defaticarvi un po’: sono solo alcuni piccoli accorgimenti che potrebbero consentirvi di ottimizzare gli allenamenti dei giorni a seguire. Stretching e mobilità, dicevo. Se ci concentriamo solo ed esclusivamente sul potenziamento muscolare, alla lunga potremmo rendere la nostra muscolatura troppo rigida e rischiare di andare incontro ad infortuni o semplicemente a prestazioni non ottimali. Inserite nei vostri allenamenti tecniche di allungamento mio-fasciale, stretching classico ed esercizi di mobilità articolare che vi mantengano forti ma anche agili! Argomento già ampiamente trattato in altri articoli: gli integratori. Non sono la panacea di tutti i mali, non servono da soli ad ottenere risultati senza fatica e se usati senza criterio vi allontaneranno dal vostro obiettivo e inficeranno la vostra salute. Lo dice la parola stessa, gli integratori hanno l’unico scopo di “integrare” una alimentazione bilanciata per dare sostegno ai vostri allenamenti e ad uno stile di vita particolarmente impegnativo. Se non seguite già un corretto stile di vita, non mangiate bene e non gestite intelligentemente i vostri allenamenti, parlare di integratori non ha davvero alcun senso! In caso contrario essi potranno rappresentare, se assunti in modo corretto e ovviamente sotto supervisione di un esperto (professionista dello sport e dell’alimentazione, non venditore!) possono rappresentare un valido supporto.

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Il punto zero della consapevolezza

Ognuno di noi vive in "diverse scarpe": oggi indossiamo quelle di figlio o figlia, domani quelle di adulto e adulta, poi quelle di manager, professionista, marito o moglie, collega, e così via. Ogni "scarpa" lascia una propria impronta e di cosa sia fatta quell'impronta dipende molto da noi.Proviamo a vedere ogni scarpa come un luogo o spazio vitale che ci caratterizza; pensiamo, a esempio, a un nome casuale, Davide e al suo ruolo di figlio, marito, collega, compagno, marito: ciò che riamane fisso è Davide, individuato in un punto zero centrale, attorno al quale si snodano i vari "luoghi" in cui egli abita nella sua quotidiana esistenza. Dove si trova Davide nella sua autenticità? Quanto è in contatto con la consapevolezza di essere all'interno di un ruolo o dell'altro, convinto di essere tutto quel ruolo o l'altro? Ovvero: essere nello spazio di "figlio" porta con sé dinamiche emotive, cognitive, sensoriali, immaginative diverse dall'essere nello spazio di "compagno". Se invece rimango nel mio essere "figlio" anche nello stato di "compagno", cosa accade?E' molto importante prendere consapevolezza di dover fare ritorno a un "proprio punto zero" in cui torniamo presenti a noi stessi, distinguendo ciò che si muove in noi, schemi, automatismi, immagini che forse, se poniamo attenzione, non fanno altro che trascinarsi da un ruolo o da uno spazio all'altro, nutrendo le nostre inquietudini e impedendoci di essere "veri" nelle singole relazioni che costruiamo. Non è facile, per nulla, ma in un percorso di coaching o counseling rivolto all'auto-conoscenza diventa più chiaro il passaggio da una identificazione settoriale a un ritrovamento di una propria area di libera percezione di sé. Prova a disegnare un fiore; al centro scrivi il tuo nome e ai lati, all'interno dei petali, scrivi i vari spazi che costellano la tua vita, dal lavoro, alla relazione affettiva, a quella amicale, a quella genitoriale, ecc., e prova a "osservarti" e a scrivere "come ti vedi?". E' un esercizio interessante, che ti porta a sperimentare per un po' il senso dell'essere "al centro" di un punto zero da cui riprendere fiato, fare benzina, per ripartire, con un motore più snello e disinquinato da molte increspature.    “Una volta accettata la consapevolezza che anche fra gli esseri più vicini continuano a esistere distanze infinite, si può evolvere una meravigliosa vita, fianco a fianco, se quegli esseri riescono ad amare questa distanza fra loro, che rende possibile a ciascuno dei due di vedere l'altro, nella sua interezza, stagliato contro il cielo”.(Rainer Maria Rilke)

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Allenamento Massa Addominali

Scopriamo in questo video un allenamento per gli addominali molto efficace per addominali scolpiti. In tutti gli esercizi espira quando contrai il muscolo. Vediamo gli esercizi:- ab rollout: ottimo per allenare l’intera zona centrale del corpo in termini di forza e resistenza. Assicurati di eseguirlo con un ampio arco di movimento espirando quando contrai;- reverse crunch con fit ball: interverrà la zona superiore del corpo a livello di pettorali, deltoidi anteriori e spalle per stabilizzare e ovviamente gli addominali per stabilizzazione e contrazione nel movimento di riverse crunch per portare le gambe verso il petto;- hanging leg raise: eseguilo senza dondolare per allenare solo gli addominali;- hay boiler al cavo: ottimo per allenare gli obliqui;- otis up: eseguito con un ampio arco di movimento e due manubri per allenare al meglio il retto dell’addome;- reverse crunch e hip lift: composto da 2 fasi per colpire gli addominali nella loro interezza;- leg raise: arco di movimento più ampio rispetto a quello visto in precedenza. Eseguilo solo se hai la forza necessaria;- stability ball rollouts: per allenare il core in termini di forza e resistenza.

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Vivi come guidi la tua auto (guarda avanti con con...

Saresti capace di guidare la tua auto guardando sempre e soltanto nello specchietto retrovisore? E riusciresti a guidare con i piedi infilati in due scarponi da sci, mentre con una mano stai scrivendo un messaggino sul cellulare e con l’altra spippoli sul navigatore? In futuro, quando le auto a guida automatica saranno sul mercato, forse potresti rispondere sì, che tutto ciò sarebbe possibile, ma quel futuro è ancora abbastanza lontano, quindi la risposta corretta è no: per evitare di spiaccicarti sul primo platano, devi guardare avanti e devi avere la piena padronanza del tuo corpo. Riesci ad afferrare la potenza di tale immagine? In questa metafora, l’auto rappresenta la tua vita, che governi e conduci dove vuoi tu solamente se usi i tuoi sensi con piena consapevolezza. Cosa succede se guidi guardando nello specchietto retrovisore, perché stai ancora pensando al bivio appena superato, dove avresti preferito svoltare ma non l’hai fatto? E cosa succede se hai entrambe le mani impegnate? E cosa succede, infine, se, pur vedendo la curva e pur riuscendo a sterzare, non riesci a frenare perché hai i piedi immobilizzati dentro a due ingombranti scarponi da sci? Per riuscire a governare la nostra auto, ossia per essere davvero padroni della nostra vita, delle nostre scelte, dobbiamo sempre guardare avanti con consapevolezza, padronanza e attenzione, perché continuare a rimuginare sugli errori commessi è dannoso e inquina la mente. Dobbiamo riuscire a dire a noi stessi, con convinzione, che se stiamo percorrendo la strada lungo la quale cui ci troviamo adesso è a causa o per merito delle scelte fatte in corrispondenza di tutti gli incroci che abbiamo superato fino a quel momento, e questa piena consapevolezza ci consente di pensare in modo proattivo a quale direzione prendere prima del prossimo bivio, mettendo così in atto, passo dopo passo, tutte le azioni necessarie a far emergere le nostre potenzialità e a indirizzare al meglio le nostre risorse.Vuoi saperne di più su come sviluppare un atteggiamento consapevole e proattivo nei confronti delle scelte da compiere giorno per giorno? Contattami e ne parliamo.

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