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Forza Muscolare

In questo video parliamo di forza, intesa come la capacità del corpo di compiere azioni e sforzi come il sollevamento pesi. Se ti è mai capitato di vedere una persona non molto muscolosa ma che riusciva a esercitare una buona forza, avrai capito che non sempre ipertrofia e forza vanno insieme.Infatti due persone possono avere la stessa massa muscolare, ma se la prima è più efficiente a reclutare le fibre muscolari a livello neuronale, allora eserciterà più forza. Ovviamente questo aspetto non è controllabile direttamente, ma solo attraverso un allenamento specifico.Nel video vedremo anche le 6 variabili che influenzano la forza, tra cui gli ormoni e il sesso.

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Ipertrofia Muscolare

In questo video scopriamo che cos'è l'Ipertrofia muscolare. E' un fenomeno che il corpo mette in atto a seguito di uno stimolo ricevuto al fine di poterlo sostenere in futuro con maggiore efficacia ed efficienza.Quando il corpo riceve questo stimolo, reagisce aumentando il volume delle cellule muscolari. Non è chiaro ancora se può aumentare il numero di queste (iperplasia). Come forse saprai, ogni distretto e gruppo muscolare è costituito da due tipi di fibre: uno più adatto agli sforzi di lunga durata (pensa ai polpacci) e uno per gli sforzi più intensi, come il sollevamento pesi.Esistono due tipi di ipertrofia e nel video vediamo le differenze.

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Come migliorare l'attività aerobica

In questo video scoprirai come migliorare la tua attività aerobica e quindi anche il tuo condizionamento aerobico. Partendo dal presupposto che è fondamentale di base utilizzare il cardiofrequenzimetro (Lo trovi qui: http://goo.gl/xioIBb) per conoscere la tua frequenza cardiaca mentre ti alleni, ti parlerò delle due soglie che incontri allenandoti:- la soglia aerobica: il primo punto nel quale l'acido lattico comincia ad accumularsi. Puoi trovare questa soglia con il "talk test", ossia parlando mentre ti alleni per scoprire il punto nel quale la respirazione diventa più difficile e non riesci più a parlare;- la soglia anaerobica, il punto in cui l'accumulo di acido lattico è così elevato che non puoi continuare l'attività dal momento che il corpo non riesce più a riconvertirlo.

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Pensieri negativi – Paura di non farcela – Pau...

Tu chiedi e Massimo Binelli Coach risponde. Questa settimana si parla di Cambiamento, di Paura di vincere e di Rendimento in gara.Ecco cosa mi hanno chiesto Chiara, Cristiano e Davide.Domanda di Chiara, una brava mezzofondista iscritta al mio videocorso Atleta Vincente:«Buongiorno Massimo, ho iniziato il percorso con il primo video “Allenamento Mentale, Dialogo Interno e Pensiero Positivo” e ho svolto il “compito a casa”, quello dove dovevo scrivere i miei pensieri durante una gara e poi a fianco riformularli con il metodo CCCP. Ho lavorato sia con una gara andata bene che con una gara andata male, ti allego il risultato. Non sono riuscita a trovare un pensiero CCCP per ogni mia affermazione ma credo che sia perché quando corro penso troppo. Ieri sera in allenamento ho provato a mettere in pratica il tutto ma mi è risultato un po’ difficile, sembrava che dentro la mia testa ci fossero due vocine che discutessero fra loro, una positiva e una negativa, non è la prima volta che mi capita, però ieri ho provato d’istinto a non ascoltare né una né l’altra e a concentrarmi sul movimento di corsa che stavo compiendo, e sono riuscita a fare un buon allenamento. Che cosa ne pensi? Grazie, Chiara».Domanda di Cristiano, arrivata tramite il mio sito MassimoBinelli.it:«Ciao Massimo, sono un giocatore di tennis e vorrei iniziare un percorso mentale per poter finalmente fare quel passo avanti che da una vita aspetto. Quest’anno sono stato a un passo dal raggiungere la serie B tennistica ma ho dovuto combattere con la mia negatività, ansia, paura di non farcela, pessimismo e insicurezza, tutti fattori che mi hanno bloccato a un soffio dal traguardo. Io sono di Alghero, quindi non so se sia possibile incontrarci in qualche modo: un lavoro a distanza potrebbe essermi ugualmente di aiuto? Ti ringrazio, Cristiano».Domanda di Davide, arrivata tramite il mio sito MassimoBinelli.it:«Caro Massimo, ho 18 anni e pratico ciclismo da tre anni, vorrei qualche consiglio per prepararmi mentalmente prima di una gara, dato che ritengo che sia fondamentale. Quando sono in gara ho paura di rischiare, mi trovo in difficoltà ad affrontare alcune situazioni credendo di non riuscire ad andare avanti. Per esempio, quando affronto una salita e vengono a farmi male le gambe, cosa normale, tendo a mollare perché penso di non farcela. E quando arrivo al traguardo ripenso a quella situazione e mi dico “che stupido che sei stato, se tenevi ancora un po’, potevi scollinare con i primi”. Spero che tu mi risponda. Saluti, Davide».Ascolta cosa ho risposto…Hai una domanda da rivolgermi? Scrivila nei commenti, oppure visita il sito massimobinelli.it, inserisci il tuo nome e la tua email più importante per iscriverti e per ricevere subito la mia Guida per la tua crescita personale, poi clicca su Contattami: trovi tutte le istruzioni per inviarmi un messaggio. Se il tuo quesito sarà di interesse generale, ti risponderò in uno dei prossimi Botta e Risposta!

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Quali sono i migliori esercizi per far lievitare u...

Ad onor del vero, l'eccesso d'allenamento coi pesi potrebbe addirittura ridurlo il seno (mi sfugge il motivo per cui molti trainer si ostinino a far spingere le ragazze sulla panca), ma certi accorgimenti, nonché combinazioni di sessioni con sovraccarichi e movimenti di riassetto posturale, potranno far aumentare, anche se a livello ottico, l'imponenza del seno. Ad esempio, le croci su panca piana, il pullover, ed alcune estensioni braccia dietro il corpo con aiuto (“Dips” alla Easy Power Station) che coinvolgono la parte muscolare sottostante al seno, sono un'ottima soluzione poiché, contrariamente a quando spesso si sostenga, è la parte media e medio bassa del seno che va sollecitata. Il concetto è che insistendo con esercizi per la parte alta, finiremmo col ridurre la quantità di tessuto adiposo che invece dovrà restare intatta ma 'sostenuta' dalla parte muscolare sottostante. In quest'ottica, il rafforzamento della parte sottostante al seno con movimenti di apertura e non di spinta in avanti è il segreto per costruirsi una sorta di 'protesi naturale'. Se a questo allenamento mirato coi pesi si aggiunge una seduta di nuoto ogni tanto (soprattutto dorso) ed esercizi per la postura e per il rafforzamento dei deltoidi posteriori il risultato sarà interessante.

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In dolce attesa (4° mese di gravidanza). Che tipo...

Per guadagnare tempo con le mie allieve-future-mamme punto sempre ad eseguire lo stesso allenamento che si riprenderà a fare nell'immediato post-gravidanza. Questo per evitare l'impatto psicologico e rendere i muscoli più propriocettivi (e quindi più reattivi) dopo il parto. In buona sostanza, bisogna mettere subito in memoria certi movimenti per ripartire, poi, più veloci. Primo tra tutti, il distretto dorsali-schiena dovrà essere messo 'in tono' con gli esercizi previsti (trazioni dall'alto o dal davanti ma senza pressioni sull'addome) e con molto stretching alla fine. Il rafforzamento, poi, di gambe e glutei, sarà essenziale per prepararci al sostegno del peso in più. Il plan ideale è un tris di sedute che prevedano: a) una sessione cardio (per mantenere sotto controllo il peso); b) una sessione coi pesi (per mantenere il tono muscolare di gambe e schiena, che saranno sollecitate dal sovraccarico-pancione); c) una sessione di nuoto per decontrarre in acqua i muscoli tesi. La sessione cardio sarà caratterizzata da una durata complessiva di 45 minuti alternando tre attrezzi diversi. Un esempio: 15 minuti di bike, 15 minuti di ellittica, 15 minuti di tappeto con pulsazioni al 60-65% della FCMAX. La sessione coi pesi sarà un circuito Total Body (45 minuti complessivi) che prevederà tutto il corpo con alternanza di esercizi coi pesi e altri con macchine cardiofitness. Un esempio: 5 minuti di bike, cinque serie di trazioni per la schiena, poi ancora cinque cardio e così via. La sessione nuoto prevederà sempre 45 minuti con movimenti lenti e controllati privilegiando lo stile dorso.

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Mi sono iscritta in palestra e seguo il 'Tota...

Il Total Body Workout per l'allenamento al femminile (in sala pesi, non nei corsi d'aerobica) è adatto in ogni fase dell'anno, perchè ha un ritmo alto ma un'intensità massimale minore (i carichi sono più leggeri) rispetto all'allenamento tradizionale, preferito dai soggetti maschili. E' eccellente anche in una strategia di riduzione del peso corporeo. In linea di massima rimane la miglior soluzione per rimettersi in forma dopo un periodo di stop o per introdurci alle fasi successive dell'allenamento, laddove i gruppi muscolari verranno suddivisi con maggiore criterio o priorità. Il concetto è che in un solo allenamento si coinvolgono più muscoli (a volte tutti) perciò la concentrazione dev'essere tenuta alta per non incorrere nell'ovvio 'calo di rendimento' durante la seconda parte della seduta. Per solito il Total Body Circuit prevede delle fasi cardio, perchè passare da un muscolo all'altro senza interruzioni sarebbe arduo se non si è ben allenati. Le fasi cardio mantengono alta la frequenza cardiaca per un'azione bruciagrassi e per dar tregua allo sforzo muscolare appena sostenuto che sarà ripreso di lì a poco. Come in altre circostanze accennato, negli allenamenti a circuito è sempre meglio effettuare un'inversione delle sequenze ogni due-tre sedute, per evitare che i distretti sollecitati per ultimi siano meno stimolati degli altri con conseguente disarmonizzazione muscolare.

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I 4 tools per l'home fitness che non devono m...

Nell'ordine i 4 'Pilastri' sono:  a) tappetino professionale che delimiti l'area d'azione con un colore il più possibile 'motivante'; b) set di pesetti e un bilanciere di plastica (per evitare ruggini e/o rischi negli eventuali impatti sul corpo); c) step con base innalzabile caratterizzato da 'grip' perfetto; d) swiss-ball (o fit-ball) super-versatile da utilizzarsi anche come panca per l'esecuzione d'esercizi con bilanciere e pesetti. Budget: duecento euro o poco più. a) il tappetino ha un valore 'psicologico': delimita con chiarezza il nostro campo d'azione e segnala a noi stessi che vogliamo fare sul serio. Eseguire gli esercizi sul pavimento, su una coperta o quant'altro a portata di mano, è apprezzabile ma non 'motiva a fare' come lo spostamento delle suppellettili che precede il posizionamento del tappetino davanti a noi; b) il set di pesetti e bilanciere di plastica caricabile/scaricabile, serve ad aumentare l'intensità degli esercizi che eseguiremo. In realtà è possibile fare i movimenti a carico naturale (solo col peso del corpo), ma per certi meccanismi meglio trovarsi con una resistenza maggiore. Un esempio: se vogliamo tonificare le spalle o i muscoli dorsali dobbiamo disporre di pesi, anche minimi. Se alziamo lateralmente le braccia a corpo libero, provocheremo il primo effetto dopo un millennio. c) lo step è un attrezzo super-versatile e consente non solo innumerevoli posizioni per l'allenamento degli arti inferiori, ma è utilissimo se si vuol svolgere un'attività cardio (salire e scendere dallo step tiene alta la frequenza cardiaca). Inoltre, consente anche l'esecuzione dei push-up facilitati (se appoggiati con le mani) e, all'estremo opposto, di quelli più difficili, con i piedi appoggiati su; d) la swiss-ball o fit-ball ha un'utilità essenziale come base d'appoggio se si è seduti, perchè a differenza della panca tradizionale, essendo leggermente instabile fa lavorare non solo i muscoli chiamati in causa nell'esercizio (per esempio le braccia quando eseguiamo il curl) ma anche quelli stabilizzatori. Inoltre, consente l'esecuzione di esercizi eccellenti sia per l'addome che per la bassa schiena.

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Gap tra un buon trainer e uno poco affidabile: sfu...

Il trainer moderno non è solo un tecnico. Mettere insieme un programma d'allenamento, oggi, è possibile persino scandagliando la rete. E' per questo che il trainer dev'essere un Coach, un amico cui affidarsi, un riferimento tecnico e soprattutto mentale. Un Train-Manager, insomma. Un intercettore di sensazioni. Se c'è da allenare una donna in tarda età o una teen-ager che compie i primi passi nel fitness (responsabilità in questo caso sono enormi), un primo step per verificare se il trainer è d'alto profilo è quanto saprà ascoltare e inserire il wellness-plan nel contesto della vita extra-sportiva. Se ciò non avviene e se il programma d'allenamento è corrisposto non solo in termini d'obiettivo da raggiungere (quanto peso perdere, quanto occorre per recuperare la piena forma), ma soprattutto in relazione alla vita dell'allieva, resterà una mera sequenza, magari tecnicamente ineccepibile, ma obiettivamente irrealizzabile. Ciò determinerà il fallimento del programma d'allenamento e rivelerà la totale inadeguatezza professionale del trainer. Tornando all'esempio della teen-ager o dell'allieva senior, il discorso sarà identico: l'allenamento verrà tagliato a 'misura' come un VESTITO. Perciò, ecco la prima sfumatura: un programma estremamente vario nel primo caso e un piano semplice e familiare nei gesti nel secondo, saranno la migliore garanzia. Il trainer eccellente è un 'lettore' d'esigenze, desideri, movimenti personalizzati, non un depositario di verità. Come un buon allenatore, sa leggere sempre un match in corso.

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La Metafora del Surfer

In questo video ti illustrerò la metafora del surfer che ti potrà aiutare ad avere un prospettiva diversa e nuova sul fitness e su come approcciarti all'allenamento. Ti spiegherò che la cosa più importante non è tanto cercare di controllare tutto (dal momento che il controllo è un illusione) quando piuttosto permettere al tuo percorso di fluire il più liberamente possibile così da divertirti ottenendo grandi risultati con la giusta fatica. Così facendo lascerai che i dettagli e i risultati finali si prendano cura di se stessi senza dover preoccuparti e senza rendere il percorso complicato e troppo razionale.Se capirai il messaggio di fondo di questa metafora potrai davvero rivoluzionare il tuo allenamento e il tuo percorso in termini di miglioramento della forma fisica ottenendo ottimi risultati con una auto-consapevolezza nuova, fresca e liberatoria.

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Migliorare il proprio allenamento: qualche consigl...

Con questo articolo vorrei uscire un pò dagli schemi e dare dei suggerimenti per migliorare i propri workout rompendo la classica routine del "fare 1 o 2 ripetizioni in più rispetto alla volta precedente o aumentare il carico di un determinato esercizio". Provate a inserire ogni tanto queste varianti che andrò a elencare e vedrete come i risultati ne beneficeranno!   1 - Inserite sessioni di allenamento dedicate ad un solo esercizio: dedicatevi ad un esercizio base (Squat, Trazioni, Bench Press, ecc..) e cercate di eseguire il maggior numero di ripetizioni possibili nel tempo prestabilito. Chiaramente sarete costretti a dividere il lavoro in numerose serie, cercando di non arrivare mai all'esaurimento muscolare già nelle prime esecuzioni altrimenti durereste molto poco! Segnatevi il numero totale di ripetizioni eseguite e, periodicamente, riproponete lo stesso allenamento cercando di migliorare tale numero: sarete stimolati a migliorarvi riducendo i tempi di recupero e gestendo meglio le vostre forze e vi stupirete dei risultati ottenuti!   2 - Tenete sempre un Diario di Allenamento: collegato a quanto detto prima, segnatevi sempre tutto quello che fate in allenamento! Le sensazioni sono molto importanti, ma come si suol dire...carta canta! Analizzate e monitorate in maniera scientifica quello che eseguite in allenamento, numero di serie, numero di ripetizioni, carichi e tempi di recupero, perchè se i numeri aumentano (senza barare, ovviamente) anche il fisico non potrà che migliorare. Se la settimana scorsa avete fatto 100 piegamenti in 10 minuti e oggi nello stesso tempo ne avete fatti 120, siete diventati più forti. Punto.   3 - Allenate insieme muscoli antagonisti: come ogni supereroe dei fumetti ha inevitabilmente una controparte cattiva, una nemesi, ogni muscolo del nostro corpo ha un muscolo cosiddetto antagonista, ossia che esegue un movimeto esattamente opposto rispetto al muscolo "agonista". Degli esempi? Il bicipite brachiale è responsabile della flessione del gomito, mentre il suo antagonista, il tricipite brachiale, provvede esattamente al movimento opposto, l'estensione del gomito. La contrazione di un muscolo prevede il contemporaneo rilassamento del suo antagonista attraverso un processo neuromuscolare detto di "Inibizione reciproca", molto importante per lo sviluppo della coordinazione inter ed intra-muscolare, fondamentali per lo sviluppo della forza. Allenare nella stessa sessione muscoli antagonisti fra loro (magari in superserie, quindi alternando una serie di ciascuno dei due consecutivamente) porterà grandi adattamenti sia fisici che neurali (il cervello è il nostro motore, non dimentichiamolo mai) oltre a permettere una riduzione dei tempi di recupero (mentre l'agonista riposa si lavora con l'antagonista) e quindi un aumento significativo della densità dell'allenamento!   4 - Eseguite varianti degli esercizi più importanti: i pricipali esercizi di muscolazione sono modificabili in un'infinità di modi, cerchiamo di sfruttarli tutti! Pensate a uno Squat o alle spinte in alto; possiamo creare percorsi motori diversi e permettere continui adattamenti neurali, riducendo tra l'altro i rischi di infortuni, semplicemente modificando angoli di lavoro, tipi di impugnature, attrezzi utilizzati (manubri, bilancere, kettlebell...), modalità di esecuzione (lenta, esplosiva, pliometrica, isometrica, eccentrica, ecc..). Non sto dicendo di cambiare sempre, una base fondamentale deve chiaramente esserci, ma prevedete spesso delle variati e vedrete come gli stessi esercizi base ne trarranno benefici in tempi molto brevi!

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L'allenamento funzionale ed i suoi benefici

Negli ultimi anni, sempre più spesso si sente parlare di “Allenamento Funzionale” (Functional Training). Oramai nella gran parte dei centri fitness ci sono delle aree dedicate a tale tipologia di allenamento.  Ma cos'è l'allenamento funzionale? Per semplicità, un movimento si definisce “funzionale” quando rispecchia i gesti della vita quotidiana; quindi movimenti naturali realizzati grazie alla contrazione sinergica di più gruppi muscolari. Lo scopo di questo allenamento è sviluppare un corpo bello, armonico e forte tramite esercizi che richiamano le funzioni base per cui è nato; per questo si vanno a creare percorsi che si avvicinino il più possibile a quello che il corpo umano fa per natura. Parliamo di esercizi caratterizzati da movimenti multiarticolari con possibilità di svolgerli anche su piani ed assi diversi, quindi è un allenamento a 360°. Tutto ciò perché il nostro corpo, è nato e si è evoluto, per compiere movimenti ! L’allenamento funzionale ci rende forti in primis, ma anche agili, veloci, elastici e coordinati. Quali sono i benefici del Functional Training? Tale allenamento, và a sollecitare la muscolatura profonda, creando quindi stabilizzazione articolare. Sotto quest’ottica, ha una forte valenza anche per ciò che riguarda il riequilibrio posturale, e permette uno sviluppo armonico muscolo-scheletrico. Creando stabilizzazione articolare, rinforza le strutture articolari e previene molti infortuni (ovviamente se fatto con coscienza e ragione). Dal principio cardine della “stabilizzazione articolare”, non posso non parlare Core Training (allenamento e rinforzo dei muscoli profondi dell’addome e delle strutture muscolo tendinee del bacino). Avrete capito quindi che questa metodologia di allenamento, è quasi l’opposto rispetto al classico allenamento in sala attrezzi in cui l’isolamento muscolare la fa da padrone. E’ molto utile per la tonificazione, il dimagrimento ed ovviamente l’ipertrofia!

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Se smetto di allenarmi in quanto tempo perdo massa...

In questo video scopriamo l'importanza del riposo. La paura forse più grande di chi decide di iniziare un percorso finalizzato all'aumento della massa muscolare consiste nel credere che se ci si ferma, anche solo per un paio di giorni, perdiamo tutti i risultati.Perciò magari si allenano tutti i giorni, anche quando il loro corpo gli grida di fermarsi, col rischio non solo di non migliorare la situazione, ma di addirittura peggiorarla facendosi male.In realtà anche se concediamo una tregua al nostro corpo fermandoci per qualche giorno, i risultati non saranno persi, anzi. Scoprirai che una volta che riprendi avrai più energie e il tuo corpo reagirà meglio ai work out.

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Inverno: perdere peso indoor o outdoor?

Farei slittare l'analisi del dilemma alla fine. Andiamo per ordine. Optando per il treadmill perdiamo una grande opportunità, quella d'eliminare peso grazie alle basse temperature, perché la termoregolazione contribuisce sostanziosamente all'obiettivo. Quindi, a meno che il gelo non sia 'alpino', avendone l'opportunità meglio correre all'aperto, vista anche la maggiore quantità d'ossigeno rispetto al chiuso di una palestra. Tornando al treadmill, gli attrezzi d'ultima generazione sono ben ammortizzati, il che è un vantaggio se non abbbiamo voglia di rischiare le caviglie su un terreno duro. Teniamo presente l'orario in cui fare running sul tappeto: in certe fasi della giornata è arduo trovarne uno libero in palestra. Il race è sempre l'attrezzo prediletto dalle 18.30 alle 20.00 e non c'è verso che questa abitudine cambi. La folla attrae la folla. Il programma ideale (indifferentemente tra indoor e outdoor) è quello intervallato. Le intensità variano secondo il nostro stato di forma, ma il concetto è che bisogna alternare il più possibile fasi di corsa molto lenta, con accelerazioni (45-60 secondi) e fasi di camminata a pendenza variabile. Più cambiamenti di ritmo = più effetto bruciagrassi. Se si corre in strada, va benissimo farlo a giorni alterni per far prendere fiato... alle articolazioni. Questo per 60/75 minuti, con velocità di 7/9 kmh e frequenze intorno al 60/65% della FCMAX per un effetto metabolico ideale. Torniamo al dilemma-perdere-peso, che non è solo fisico ma mentale. Alla base c'è qualcosa che non funziona a livello di strategia d'allenamento o, ancor prima, alimentare. Può essere che l'introito calorico sia eccessivo e che quindi si debba intensificare l'attività cardio. Può anche darsi che il numero delle sedute di allenamento fissate con il trainer sia insufficiente quanti/qualitativamente. In un'ottica di calo ponderale, fissare solo due giorni di attività a settimana renderà irraggiungibile l'obiettivo nel breve. Le strade percorribili sono tre: quella del cambiamento immediato del programma di allenamento, quella della regolazione del piano alimentare e quella, accennata all'inizio, dell'approccio/svolta mentale. Leggere il giornale camminando sul tapis-roulant non porta a nulla. Prova ne sono alcune signore che, per solito, mi occupano i race al primo pomeriggio lamentandosi della mia 'incapacità' a far perdere loro peso. Deresponsabilizzazione e 'capro espiatorio' sono la ragione di vita di cotante allieve che, vi assicuro, mettono a durissima prova la pazienza di un trainer.

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Training time: mattino o sera?

La risposta più superficiale, qualunquistica e ovvia del mondo è: 'Non esiste un tempo d'allenamento'. Tuttavia prenderei a prestito un termine economico che sostiene, invece, l'importanza del 'Time-to-market'. Tale concetto ribaltato al fitness o body-building è che dobbiamo cogliere l'attimo (giusto) per allenarci. Negli anni ho sperimentato l'allenamento di primo mattino, quello di tarda mattinata, poi nel pausa pranzo, primo pomeriggio e tarda sera. Ogni momento ha avuto i suoi svantaggi e svantaggi ma la tarda mattinata e il primo pomeriggio non sono certo i momenti prediletti. Ciò nonostante, sono stato costretto a piazzare il workout proprio in quei momenti per esigenze personali e di disponibilità della palestra. Il colmo infatti è: tutti ritengono che tra le 17.30 e le 19.00 il loro livello di testosterone sia massimale perciò tutti si allenano a quell'ora. E tutti maledicono la fila che sono costretti a fare alla Smith-Machine. Ma ripartiamo dagli aspetti tecnico/metabolici: la sera è preferibile perchè tutto il corpo è sveglio ed è al massimo della sua operatività. Non c'è bisogno di una fase di lungo riscaldamento, nè di 'caricarsi mentalmente', poichè la concentrazione è già al massimo e l'andrenalina è già a livelli di guardia post-lavoro. Importante, è che l'allenamento non finisca troppo tardi, perchè l'agitazione prodotta dal movimento, più un pasto presumibilmente sostanzioso, potranno incidere negativamente sul sonno. Allenarsi alla mattina, invece, presenta il vantaggio opposto, ovvero l'opportunità di arrivarci più sereni e distesi, di scegliere se allenarsi a stomaco pieno o vuoto e di 'mettere da parte l'impegno' ove la giornata di lavoro sarà poi lunga e ricca d'impegni. Tra l'altro, lavorare nel post-allenamento sarà più agevole perchè le endorfine prodotte dal movimento ci consentiranno maggiore autocontrollo verso tutto e tutti. A ognuno il suo 'Workout-Time'.

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Home-workout senza attrezzi: “4” per tenersi i...

Sull'home-fitness ci sono teorie contrastanti. Come pure sul trend 'Calistenico', che per semplificare è il buon vecchio corpo libero. La mia opinione è che se non si è decisamente motivati, dopo pochi giorni, settimane al massimo, questa scelta (o via) viene abbandonata. Perciò, l'approdo finale è un buon personal trainer o... una buona palestra. Per restare in tema la parola d'ordine è: 'Flessioni ed estensioni'. L'esercizio UNO è la flessione gambe a corpo libero (squat senza se e senza ma). Coinvolge tutto il corpo, soprattutto la parte inferiore (gambe, glutei). Con le braccia distese in avanti o in alto per enfatizzare lo sforzo, piedi alla larghezza spalle, leggermente aperti, si scende lentamente utilizzando il solo peso del corpo. Effettuare 5 serie max-reps con pause di 60 secondi tra le serie. Chiusura primo quadro. L'esercizio DUE è il push-up (estensione braccia). In ogni salsa. Coinvolgerà anch'esso tutto il corpo ma ovviamente la parte superiore in prevalenza (petto e spalle). Con le braccia estese, mani alla larghezza delle spalle, piedi appoggiati e irrigiditi con pari distanza punte-spalle, eseguire 5 serie max-reps scendendo lentamente e risalendo esplosivi più che mai. Pause di 90 secondi tra le serie. Questa l'esecuzione standard, ma basta guardarsi in giro e di variazioni sul tema ne troveremo a iosa. Chiusura secondo quadro. L'esercizio TRE è l'estensione del busto che lavora dorsali, spalle e bassa schiena. Proni, con i piedi fissati ad un appoggio ancorato al terreno (armadio, termosifone, libreria, letto...), mani dietro la nuca, con le dita morbide e non irrigidite per non forzare sul collo, sollevare le spalle di circa 10 cm da terra, fermandosi per un secondo ad ogni sollevamento. Eseguire 5 serie max-reps con pause di 60 secondi. Fine terzo quadro. L'esercizio QUATTRO è la flessione del busto (crunch) cioè l'esatto contrario del movimento precedente: in questo caso, la posizione è supina, le mani sono dietro la nuca, dita morbide. Obbligo di sollevarci con sola la forza degli addominali senza un briciolo di balistica. Con i piedi fissati ad un appoggio ancorato, ma anche senza ancoraggio per andare sul difficile, solleviamo il busto ed eseguiamo 5 serie max-reps con discesa tre volte più lenta della risalita. Pausa minima tra le serie. Chiusura delle operazioni calisteniche in... libero corpo. Quest'allenamento-home, mette perciò insieme due flessioni e due estensioni e può svolgersi tre/quattro volte a settimana per chi non vuole perdere tempo in palestra. L'augurio è che nel giro di due-tre mesi ci si porti verso un buon condizionamento muscolare. Occhio, però, all'automotivazione: se dura, è già un successo.

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Come aumentare la propria massa muscolare

In questo video scopriamo insieme come aumentare la massa muscolare. Per prima cosa è fondamentale impostare un obiettivo che sia SMART, ossia specifico, realistico, raggiungibile e definito in un arco temporale.Una volta fatto questo, è ovviamente necessario stabilire un piano di allenamento che sia mirato al tuo obiettivo. Come vedrai non è fondamentale passare troppe ore in palestra, ma è importante allenarsi con intensità.Infine dobbiamo riuscire a fare in modo che tutto questo e altro di cui ti parlo nel video diventino uno stile di vita e non solo un percorso che fai per qualche settimana o mese.

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I “fissati” del defaticamento: ma che cos'...

Il defaticamento è una fase utilissima perchè ci porta dalla massima intensità al relax-post allenamento e pre-doccia. Quasi nessuno vuole effettuarla, perchè molti pensano che abbia una durata eccessiva e che si tratti di una perdita di tempo. Il trucco è trovare due-tre minuti al massimo nei quali procedere a un minimo di stretching leggero, senza forzare, lasciando andare il corpo dopo averlo 'frastornato'. Non c'è una tecnica di defaticamento prestabilita perchè, come molti sostengono: né il riscaldamento né il raffreddamento coi pesi, di fatto esistono (e ciò è vero). Se dedicassimo il tempo giusto al warm-up-perfetto ci vorrebbero dai 15 ai 20 minuti. Altrettanti per il cool-down-perfetto. Detto questo, suggerisco un paio di minuti di quello che... si preferisce fare: a volte si tratta di semplici movimenti a corpo libero, magari distesi, con respirazioni profonde. Di solito si tratta proprio degli stessi gesti che propongo di eseguire prima del workout, i quali vanno ripetuti alla fine come nella chiusura di un cerchio. Per chi subisce un forte effetto andrenalinico, aggiungerei un altro minuto con mani e avambracci sotto acqua fredda. Aiuta a scaricare l'energia accumulata nelle mani, evitando che si trasmetta al resto del corpo e a tenerlo in tensione anche nel riposo notturno, se l'allenamento è stato effettuato a tarda sera.

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Combattere lo 'Stand-by'

La cristallizzazione dei risultati muscolari e metabolici è sempre in agguato e non è solo questione di esercizi. Per solito 'l'inizio della fine' è mentale. Ci sono persone che pur ripetendo all'infinito la stessa sequenza migliorano sorprendentemente il loro fisico. Il concetto opposto, infatti, sarebbe sbagliato comunque: cambiando troppo spesso non 'memorizziamo' sufficientemente bene i movimenti e lo sviluppo muscolare (o la tonificazione nel caso di allenamento al femminile) risulteranno scarsi. Tornando allo stand-by, è quella sensazione che proviamo quando la sequenza di esercizi non ci stimola più. Il trainer deve captare il messaggio già a livello latente e trovare subito delle alternative al workout, prima che la situazione (e il fatturato della palestra) precipiti. La prima soluzione è quella più semplice, fattibile senza snaturare troppo le cose: basta invertire la sequenza degli esercizi, metterla in circuito (uno si alterna con l'altro) o alternarla con esercizi di cardiofitness, anche solo uno/due minuti, tre o quattro volte durante la seduta. La seconda soluzione è più forte e prevede il... cambio del trainer, (se il nostro non è in grado di apporre cambiamenti). La terza è quella più drastica, ma a volte necessaria: cambiare palestra, anche se solo per qualche allenamento. E' una soluzione anche questa, credetemi.

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