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Come aumentare la propria massa muscolare

In questo video scopriamo insieme come aumentare la massa muscolare. Per prima cosa è fondamentale impostare un obiettivo che sia SMART, ossia specifico, realistico, raggiungibile e definito in un arco temporale.Una volta fatto questo, è ovviamente necessario stabilire un piano di allenamento che sia mirato al tuo obiettivo. Come vedrai non è fondamentale passare troppe ore in palestra, ma è importante allenarsi con intensità.Infine dobbiamo riuscire a fare in modo che tutto questo e altro di cui ti parlo nel video diventino uno stile di vita e non solo un percorso che fai per qualche settimana o mese.

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I “fissati” del defaticamento: ma che cos'...

Il defaticamento è una fase utilissima perchè ci porta dalla massima intensità al relax-post allenamento e pre-doccia. Quasi nessuno vuole effettuarla, perchè molti pensano che abbia una durata eccessiva e che si tratti di una perdita di tempo. Il trucco è trovare due-tre minuti al massimo nei quali procedere a un minimo di stretching leggero, senza forzare, lasciando andare il corpo dopo averlo 'frastornato'. Non c'è una tecnica di defaticamento prestabilita perchè, come molti sostengono: né il riscaldamento né il raffreddamento coi pesi, di fatto esistono (e ciò è vero). Se dedicassimo il tempo giusto al warm-up-perfetto ci vorrebbero dai 15 ai 20 minuti. Altrettanti per il cool-down-perfetto. Detto questo, suggerisco un paio di minuti di quello che... si preferisce fare: a volte si tratta di semplici movimenti a corpo libero, magari distesi, con respirazioni profonde. Di solito si tratta proprio degli stessi gesti che propongo di eseguire prima del workout, i quali vanno ripetuti alla fine come nella chiusura di un cerchio. Per chi subisce un forte effetto andrenalinico, aggiungerei un altro minuto con mani e avambracci sotto acqua fredda. Aiuta a scaricare l'energia accumulata nelle mani, evitando che si trasmetta al resto del corpo e a tenerlo in tensione anche nel riposo notturno, se l'allenamento è stato effettuato a tarda sera.

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Combattere lo 'Stand-by'

La cristallizzazione dei risultati muscolari e metabolici è sempre in agguato e non è solo questione di esercizi. Per solito 'l'inizio della fine' è mentale. Ci sono persone che pur ripetendo all'infinito la stessa sequenza migliorano sorprendentemente il loro fisico. Il concetto opposto, infatti, sarebbe sbagliato comunque: cambiando troppo spesso non 'memorizziamo' sufficientemente bene i movimenti e lo sviluppo muscolare (o la tonificazione nel caso di allenamento al femminile) risulteranno scarsi. Tornando allo stand-by, è quella sensazione che proviamo quando la sequenza di esercizi non ci stimola più. Il trainer deve captare il messaggio già a livello latente e trovare subito delle alternative al workout, prima che la situazione (e il fatturato della palestra) precipiti. La prima soluzione è quella più semplice, fattibile senza snaturare troppo le cose: basta invertire la sequenza degli esercizi, metterla in circuito (uno si alterna con l'altro) o alternarla con esercizi di cardiofitness, anche solo uno/due minuti, tre o quattro volte durante la seduta. La seconda soluzione è più forte e prevede il... cambio del trainer, (se il nostro non è in grado di apporre cambiamenti). La terza è quella più drastica, ma a volte necessaria: cambiare palestra, anche se solo per qualche allenamento. E' una soluzione anche questa, credetemi.

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Quante volte a settimana allenarsi?

Gli allenamenti ideali sono tre salvo non si sia super-strong, super-integrati (per non parlar d'altro) e super-liberi (o disoccupati). A giorni alterni, sarebbe l'optimum, così ci assicura il massimo rendimento e il massimo riposo post-workout. Di solito i giorni consigliati sono proprio il lunedì-mercoledì-venerdì, ma il trucco sarebbe farli slittare al martedì-giovedì-sabato, perchè le palestre sono magicamente più agibili. Il numero degli allenamenti dipende non solo dagli obiettivi e da quanto tempo si ha a disposizione per raggiungerli ma, udite udite, dalle esigenze personali. Un buon trainer perciò non stila il programma sulla base della sua esperienza 'tecnica' ma in funzione delle disponibilità di chi allena. Sennò non è un buon trainer. Se ad esempio una persona può allenarsi solo al week end, stilerà un programma comunque adatto a quella disponibilità. In linea generale i rapporti tra allenamento cardio, attività di pesi e stretching si equivalgono, perciò tre sedute di 90 minuti a settimana costituite da 1/3 cardio, 1/3 pesi, 1/3 stretching sono perfette. Altra considerazione da fare riguarda gli esercizi: tre sedute rendono possibile una scheda frazionata in tre parti, ma se il programma è diviso in due o prevede un giro di tutto, meglio invertire la sequenza per avere uno sviluppo equilibrato del corpo nella sua completezza.

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Allenamento cardio a quarant'anni: meglio pri...

L'allenamento cardio si può svolgere sia prima che dopo. La differenza nel farlo dopo è che facilita la metabolizzazione dei grassi, ma in fondo non è sempre un vantaggio: tenuto conto che nell'allenarsi a circuito con un mix pesi/cardio (e per le donne il circuito è sempre da preferire), il meccanismo è già messo in moto, inserire attività cardio aggiuntive può protrarre eccessivamente la seduta. Farlo prima Vantaggi: non si salta a piè pari e se si deve perdere peso ci si assicura che questa parte del workout venga svolta.Svantaggi: si ha meno energia per eseguire gli esercizi di tonificazione che, nel caso di una donna di 40 anni, può essere, invece, l'elemento vincente. Altro vantaggio: se la gamba è un po' 'forte' il cardio prima toglie 'carburante' all'esercizio e quindi s'ingrosserà meno. Farlo dopo Vantaggi: in estate o nelle palestre affollate si eviterà di girare tutti sudati tra un attrezzo e l'altro, ma come in molti casi succede, portarlo a fine allenamento creerà le condizioni per saltarlo inesorabilmente.   Consiglio sensato: nei casi normali, salvo non si abbia una determinazione feroce, meglio separare la seduta cardio da quella di tonificazione. Allenamento ideale per una donna di 40 anni? Meglio sempre optare per l'interval training, modificando non solo la velocità (lentissimo, lento, veloce, velocissimo) ma anche l'attrezzo. La noia è il nemico numero uno delle 'fitnessiste'.

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Come rendere l'allenamento più divertente

In questo video vediamo come rendere le tue sessioni di allenamento più divertenti. Capita spessissimo di sentire clienti che mi dicono che non trovano alcun divertimento nel proprio allenamento, e lo fanno solo per una questione di dovere. Si sentono appunto in dovere di svolgere una determinata routine solo per raggiungere un obiettivo.Come ho sottolineato in altri video, la sola ed unica strada per raggiungere un buon obiettivo e mantenerlo consiste nel trovare un modo di allenarsi che sia di proprio gradimento e perseverare nel tempo.Nel video ti fornisco qualche spunto utile per farlo.

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10 consigli Top per stimolare l'Ipertrofia Mu...

1. Le percentuali di lavoro Il muscolo per crescere ha bisogno di lavorare tra il 70 e l'80% del proprio massimale. 2. Allenarsi in un range compreso tra le 8 e le 12 ripetizioni Questa gamma di ripetizioni stimola la crescita muscolare per dimensioni (esempio 8 ripetizioni al 70% del proprio e 10 ripetizioni al 75% del proprio massimale). 3. Ogni gruppo muscolare del corpo deve essere allenato per un massimo di 6-9 serie per ogni allenamento e la durata della sessione non deve superare i 45 minuti Oltre questo tempo di allenamento si rischia il sovrallenamento. Ciò manterrà gli allenamenti più corti e mirati ed eviterà il rilascio degli ormoni catabolici che in realtà non aiutano a costruire il muscolo. L'allenamento deve durare al massimo 45 minuti. 4. Assumere abbastanza calorie Per tutto quello che facciamo, camminare, correre, parlare abbiamo bisogno di energie; il corpo prende queste energie dalle calorie, cioè le energie fornite dal cibo. Per mettere su peso, il corpo ha bisogno di più calorie di quelle necessarie a svolgere i suoi compiti quotidiani. Si deve dunque creare un surplus di calorie. Una delle formule più ampiamente diffuse per stabilire l’introito calorico necessario, tenendo in considerazione la condizione fisica e lo stile di vita di ciascuno, è l’equazione di Harris-Benedict. La raccomandazione generale è di consumare fra le 500 e le 1000 calorie di surplus e, se non si dovesse avere successo, aumentare ulteriormente. 5. Aumentare l’assunzione di proteine Secondo American College of Sport Medicine (ACSM), l’introito calorico per atleti di resistenza è fra 1,2 e 1,4 g di proteine per kg al giorno e fra 1,6 e 1,7g per atleti di forza. Tuttavia queste raccomandazioni non trovano consenso unanime. Peraltro molti bodybuilders assumono 2 g di proteine per kg di peso per ottenere un surplus energetico funzionale all’aumento di massa. È questo il riferimento su cui ci baseremo. Quindi, un atleta uomo di 60kg dovrebbe assumere all’incirca 120 grammi di proteine al giorno. Le proteine hanno un valore energetico di 4 calorie per grammo. 120 grammi di proteine corrispondono a 480 calorie. Pertanto, se l’obiettivo è di 3200 calorie giornaliere, il soggetto dovrebbe ottenere le restanti 2720 calorie dagli altri due macronutrienti (carboidrati e grassi). 6. Consumare grassi (quelli buoni) I grassi dovrebbero rappresentare il 20-25% del nostro introito calorico giornaliero (da 640 a 800 calorie, equivalenti rispettivamente a 71-89 grammi di grasso). Quando parliamo di grassi buoni (insaturi) intendiamo grassi polinsaturi e monoinsaturi. Alimenti ricchi di grassi monoinsaturi: olive, olio di arachidi, avocado, semi di sesamo, mandorle, castagne, noci e arachidi. I cibi ricchi di grassi polinsaturi sono: pesci grassi di acqua fredda (salmone, sgombro, tonno), noci, avocado, cavolfiore, semi di lino, semi di girasole, oli di mais, soia e girasole. Poi ci sono i “grassi cattivi”, saturi e trans. I grassi saturi sono la causa principale degli alti livelli di lipoptoteine a bassa densità (LDL) o “colesterolo cattivo” che può condurre a patologie cardiache. I grassi vegetali sono insaturi, ma se vengono fritti non sono salutari perché contengono grassi trans, responsabili dell’aumento del colesterolo LDL e l’abbassamento dei livelli di HDL, il “colesteolo buono”. Questo grasso che ostruisce le arterie si trova nei cibi elaborati come biscotti, crackers, torte, margarina ed in piccole quantità in carne e latticini. 7. Assumere Liquidi (Acqua) Una grande quantità di reazioni chimiche del nostro corpo, come quelle per aumentare la massa muscolare, richiedono molta acqua. Pertanto è consigliato integrare più acqua di quanto si farebbe normalmente, anche 3-4 litri al giorno, (1 litro ogni 20 kg di peso), se possibile lontano dai pasti, limitandosi a 1-2 bicchieri durante il pasto, per non gonfiarci ed ingolfare la digestione, per tenere l'organismo pulito e idratato ed i muscoli sempre ricchi di ossigeno e nutrienti. 8. Limitare gli allenamenti cardio Questo perché gli allenamenti cardio rilasciano l’ormone catabolico che può interagire negativamente nello sviluppo della massa magra, ma è ugualmente importante eseguire almeno 2 sedute settimanali di aerobica per render il cuore efficiente e migliorare la prestazione, oltre a sfruttare gli effetti benefici della corsa nell'innalzare il colesterolo buono HDL e nel migliorare le capacità polmonari. 9. Riposare e dormire bene Non tutti sanno che il muscolo cresce a riposo e per farlo il corpo ha bisogno di dormire e riposare nel modo giusto (almeno 7-8 ore per notte). 10. Avere costanza, passione e fare sacrifici Questa, secondo me, è la parte più difficile da gestire. Troppo spesso si ha fretta di vedere risultati, troppo spesso si dice "oggi non ho proprio voglia di allenarmi, in palestra vado domani"... Se si vuole migliorare e vedere risultati bisogna bisogna partire da questi tre punti fermi.

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Squat, scolpiamo i glutei e facciamolo nel modo gi...

In questo articolo andremo a trattare uno degli esercizi che mai dovrebbero mancare nell’allenamento degli arti inferiori: lo Squat. Questa tipologia di esercizio è fondamentale sia per i più esperti che per quelli che si stanno avvicinando al mondo del fitness. Imparare la giusta esecuzione è importantissimo per evitare infortuni (che altrimenti, probabilmente, si verificherebbero) e per non rendere inefficace un esercizio tanto valido. Andiamo a vedere come eseguire uno squat degno di questo nome. In primo luogo dovremo “staccare” il bilanciere dal rack (struttura apposita dove è riposto il bilanciere prima di essere sollevato con le spalle), per fare questo andremo ad inserire la testa sotto il bilanciere e posizionandolo dietro la nuca, sopra i nostri trapezi, il più centrato possibile; uno specchio di fronte a noi o l’istruttore potranno aiutarci a posizionare al meglio il carico. Una volta in posizione, con l’addome contratto e la schiena dritta spingeremo il bilanciere verso l’alto, non appena avremo tutto il peso sulle nostre spalle faremo due passi indietro e ci prepareremo per effettuare il vero e proprio squat. A questo punto è fondamentale che la postura di partenza sia corretta, per non incorrere in infortuni. Gambe divaricate, poco oltre la larghezza delle spalle, e mai iper-estese, piedi divergenti (orientativamente in asse con il ginocchio), schiena dritta ed addome contratto. Ed ora, mandando il bacino indietro, inizieremo lentamente, la discesa, è importante fare attenzione a che la totalità del peso vada a gravare sui talloni e non sull’avampiede, qualora accadesse il contrario sarebbe il ginocchio a dover sostenere tutto il carico, andando in contro ad un possibile infortunio. Un altro accorgimento importantissimo consiste nel fatto che le punte delle ginocchia durante la discesa, non superino sul loro asse longitudinale le punte dei piedi. In ultimo è fondamentale che la schiena rimanga, per tutta l’esecuzione dell’esercizio, dritta per far si che questo accada l’addome ed i glutei dovranno essere sempre contratti ed il petto dovrà spingere verso avanti, questi accorgimenti eviteranno di compromettere la curva lordotica. La discesa si interromperà nel momento in cui il bacino sarà situato alla stessa altezza delle ginocchia sul piano trasversale. L’accosciata massima, ovvero quando il bacino scende sotto il livello del ginocchio, è una variante che consiglio di eseguire solo quando avrete più dimestichezza con l’esercizio. Quando sarà il momento di risalire, bisognerà quindi fare pressione con i talloni ed attivare “volontariamente” tutta la muscolatura degli arti inferiori per evitare infortuni dovuti a sbagliate oscillazioni del ginocchio. Alla fine della risalita sarà importante non iper-estendere mai completamente il ginocchio e ricordarsi di mantenere la fascia addominale sempre contratta. Questi sono dei consigli utili su come eseguire uno squat corretto senza incorrere in infortuni e giovando delle fantastiche proprietà allenanti di questo esercizio!

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Gli... immancabili: la Bench Press

Dopo aver parlato nei mesi scorsi di esercizi fondamentali come lo Squat e le Trazioni alla sbarra, oggi voglio soffermarmi su un altro di quegli esercizi che mai dovrebbero mancare nella programmazione di un allenamento degno di tale nome: la "Bench Press", ovvero le distensioni su panca con bilancere. Questa la descrizione dell'esercizio nella sua forma più "classica": distesi su una panca orizzontale, con i glutei a contatto della panca ed i piedi a terra, bisogna impugnare il bilancere con le mani in pronazione poste ad una larghezza superiore a quella della spalle, inspirare e portare il bilancere fino al torace con un movimento controllato; da qui distendere le braccia espirando alla fine dello sforzo.   Si tratta probabilmente del miglior esercizio in assoluto per il grande pettorale nel suo insieme, ma sollecita in maniera significativa anche il piccolo pettorale, il tricipite, il deltoide anteriore, il coraco-brachiale ed i dentati. Esistono innumerevoli varianti di questo esercizio, vediamone le principali:  - lo stesso movimento può essere eseguito alla Multipower, con traiettoria guidata (e per questo a mio avviso anche molto meno efficace)  - i soggetti che presentano sintomatologie dolorose al tratto lombare possono eseguire l'esercizio tenendo le gambe sollevate. In questo modo il tratto lombare aderirà maggiormente alla panca e sarà possibile un maggior isolamento del muscolo pettorale, perdendo però qualcosa in termini di equilibrio e stabilità  - viceversa, è possibile eseguire il movimento accentuando l'inarcamento lombare alla maniera dei powerlifter (atleti di sollevamento pesi), consentendo così il sollevamento di carichi maggiori e stimolando anche la porzione inferiore del pettorale, in grado di erogare una grande quantità di forza. Questa esecuzione richiede però una notevole prudenza al fine di proteggere il tratto lombare da eventuali infortuni  - eseguendo la distensione con i gomiti aderenti al corpo e le mani piu vicine, si concentrerà il lavoro sui fasci anteriori del deltoide e sui tricipiti (ancor di più invertendo l'impugnatura)  - è possibile variare la posizione delle mani, avvicinandole per sollecitare maggiormente la porzione centrale del petto o distanziandole per concentrarsi ancora di più sulla sua parte esterna   - ancora, è possibile variare la traiettoria del bilancere abbassandolo all'altezza dello sterno per coinvolgere maggiormente i fasci clavicolari del pettorale, al centro del muscolo per coinvolgere i suoi fasci mediani e sul bordo inferiore della gabbia toracica per coinvolgere i fasci inferiori  - le distensioni possono essere eseguite con i manubri anzichè con il bilancere  - si può infine variare l'inclinazione della panca, coinvolgendo maggiormente i fasci clavicolari ed il deltoide all'aumentare dell'inclinazione e coinvolgendo viceversa i fasci inferiori del muscolo in caso di esecuzione su panca declinata.   Esercizio fondamentale, quindi. Ma con diversi accorgimenti necessari per prevenire infortuni di vario genere. In primis, si cosiglia sempre l'esecuzione con la presenza di un partner di allenameno che possa all'occorrenza assisterci. In secondo luogo, per ottenere la massima sicurezza consiglio di chiudere sempre la presa sul bilancere posizionando i pollici in opposizione con le altre dita. L'ultimo e forse più importante consiglio è quello di tenere sempre in considerazione le caratteristiche morfologiche individuali e in particolare la lunghezza delle braccia e lo spessore della gabbia toracica. Vediamo come: - più le braccia, e in particolare gli avambracci, sono lunghe, maggiore sarà lo stiramento del grande pettorale al termine della discesa del bilancere, esponendo il muscolo al rischio di lesione. E' per questo che a soggetti longilinei (ossia con arti proporzionalmete più lunghi) suggerisco spesso di non eseguire il movimento alla massima escursione - viceversa, più il torace sarà voluminoso, minore sarà lo stiramento del muscolo durante la discesa del bilancere e minori saranno i rischi di lesione. Per questo i soggetti brevilinei con un buon spessore toracico possono spesso arrivare, con un buon allenamento, a sollevare carichi molto elevati.

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Quale allenamento cardio è più adatto?

Molto spesso in palestra viene consigliato un allenamento “cardio” per dimagrire. Anzitutto è bene precisare alcuni aspetti: l’attività fisica fa sicuramente bene e contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di ciascuno, insieme allo stile di vita adottato e ad una corretta alimentazione. In base all’obiettivo che si desidera raggiungere va impostato il programma di allenamento, di tipo metabolico / aerobico, in modo che sia più efficace possibile. Uno degli errori più comuni è quello di salire sul tapis roulant e credere che mettendo velocità e pendenze elevate si ottengano i risultati desiderati; sbagliato. Non è mettendo velocità e pendenze elevate che si effettua un allenamento adeguato, anzi molto spesso ci si aiuta con le mani appoggiate (aggrappate) al tapis roulant, e tutto ciò può solo esser deleterio. Tanto per cominciare se volete camminare (o peggio ancora correre) con una pendenza importante non dovreste tenere le mani sul t.r. di fatto questo atteggiamento falsa l’allenamento, è un aiuto che non potete permettervi: meglio moderare la pendenza e/o la velocità e completare senza l’ausilio delle mani che tenete serrate ai sensori della frequenza cardiaca. Il problema è che l’utente medio vuole “bruciare i grassi” (evitiamo di ridere per favore) e consumare più calorie possibili, e quindi il macchinario indicherà a fine allenamento un dispendio di kcal più alto (teorico) in virtù di velocità e pendenze elevate, essendo un calcolo direttamente proporzionale. Il macchinario però non terrà conto dell’aiutino delle mani attaccate! (oltretutto non terrà conto delle caratteristiche del singolo utente che utilizza il t.r: al netto di alcuni dati forniti al macchinario come età e peso nella migliore delle ipotesi). Se osservate chi corre o cammina per strada o nei parchi noterete che userà le braccia per accompagnare il gesto della falcata e non userà mai le mani per aggrapparsi a qualcosa. Vedo molta gente sui tapis roulant dei centri fitness invece, che sembra fare delle arrampicate su pareti rocciose, oppure stanno in posizione cifotica come se stessero spingendo il carrello della spesa! Quindi come se non bastasse il falso risultato indicato dal t.r. in relazione alle kcal, queste persone spostano il loro baricentro in modo innaturale, gravando in modo severo sulla loro colonna vertebrale, sia quando sono appoggiati al t.r. in stile “spesa al supermercato col carrello” come detto prima, ma anche quando invece si aggrappano al t.r. e portano dietro le spalle, accentuando in modo innaturale la curva lombare del rachide, tutto ciò è altrettanto sconsigliato! Fatta questa doverosa premessa vediamo ora quali sono i vari tipi di allenamento metabolico aerobico: Allenamento Cardio Continuo (uniforme, variato, progressivo): Assenza di recupero; Impegno principale di fibre lente; Scarso intervento del sistema carica/scarica della fosfocreatina (PC); Aumento della proliferazione mitocondriale; Aumento del numero di capillari che avvolgono ciascuna fibra muscolare; Aumento del contenuto di mioglobina fino al 75-80% in più; Aumento dell’attività di enzimi ossidativi mitocondriali. Allenamento Cardio Intervallato (ripetute, interval training, intermittente): Presenza di recupero; Parziale reclutamento di fibre veloci e intermedie; Stimolazione del sistema carica/scarica della fosfocreatina (PC); Alternanza di fasi ad alta e bassa intensità; Parziale allenamento della componente muscolare. Nel dettaglio ecco le diverse varianti Allenamento continuo uniformeVelocità costante; Intensità medio-bassa; Tempo minimo di lavoro 20 min; Sviluppo dell’economia nel gesto specifico; Aumento dello stimolo lipolitico (su tempi lunghi) per l’intervento di adrenalina, Gh, noradrenalina e cortisolo; Stimola la supercompensazione delle scorte di glicogeno.Adatto a tutti.   Allenamento continuo variato (FARTLEK) Alternanza di lavori ad alta e bassa intensità (esempio 1’e 3’); Reclutamento delle fibre veloci e intermedie nella fase ad alta intensità; Produzione di enzimi atti al riutilizzo dell’acido lattico nella fase a bassa intensità; Discreta stimolazione del processo di carica / scarica del PC.In questo tipo di allenamento ci sono molte varianti circa i tempi e le % di intensità, adatto a tutti.   Allenamento continuo progressivo Aumento incrementale dell’intensità di lavoro; Incrementi di acido lattico nel passaggio tra i vari step dovuti al debito d’ossigeno; Raggiungimento del Vo2Max (vi consiglio di eseguire dei test per valutare questo aspetto); Sviluppo della capacità di compiere azioni intense nella fase finale. Indicato per soggetti allenati.   Ripetute Ripetizione di una data distanza a velocità submassimali o massimali; Tempo di riposo sufficiente ad un recupero totale; Apprezzabile intervento del sistema anaerobico lattacido; Indicato per soggetti allenati.   Interval Training Recupero compreso tra i 45” e i 90”; Condizionamento cardiaco generale; Discreto coinvolgimento del sistema anaerobico lattacido. Adatto a tutti.   Allenamento Intermittente Tempo di recupero massimo 30”; Ampia sollecitazione del processo di carica / scarica del PC; Aumento della potenza aerobica del soggetto; Utilizzo degli acidi grassi liberi nella fase di recupero. Indicato per soggetti mediamente allenati.   Ancora una volta il mio consiglio è quello di valutare insieme ad un trainer professionista quale sia il tipo di allenamento più adatto a voi e quello attraverso il quale possiate raggiungere il vostro obiettivo; sia esso dimagrire, aumentare il metabolismo basale, aumentare la capacità aerobica, aumentare il VO2max, ecc. Sottolineo che prima di proporre un qualsiasi tipo di allenamento andrebbe fatta almeno una anamnesi del soggetto, in secondo luogo sarebbe opportuno valutare la prestazione iniziale con dei test (anche per il massimo consumo di ossigeno: VO2max) misurando la frequenza cardiaca.

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Somatotipo Ectomorfo

Somatotipo Ectomorfo Qualche articolo fa abbiamo trattato i somatotipi, in particolare ci siamo soffermati sulla tipologia endomorfa o brevilinea, oggi invece abbiamo deciso di porre l’accento su un altro tipo di somatotipo: l’ectomorfo. Con questo termine si va a delineare una figura morfologica generalmente molto magra, esile, spesso con clavicole più corte del normale, con difficoltà per quanto riguarda l’accumulo della massa grassa (la ciccia) e della massa magra (i muscoli). Ora che abbiamo inquadrato la figura dell’ectomorfo, come abbiamo fatto anche per l’endomorfo, andiamo a vedere come allenarlo. Innanzi tutto c’è da dire che la difficoltà nell’aumentare di peso e quindi nell’aumentare la massa magra dipende in gran parte dell’apporto calorico che il soggetto riceve, in sostanza, “ magna poco” o male. Di conseguenza bisogna seguire una dieta che abbia almeno il 15-20% in più di apporto calorico rispetto al necessario, in particolare bisogna porre attenzione al fabbisogno proteico che deve orientativamente oscillare tra 1,8 ed i 2,7 gr * Kg di peso corporeo. Per quanto riguarda i carboidrati, il nostro consiglio è quello di assumerne con medio o basso indice glicemico (polisaccaridi o zuccheri complessi), quindi a lenta assimilazione, in sostanza: banane, ceci, lenticchie, patate, pane integrale, noci, riso integrale, avena, pasta integrale, cereali, pane bianco, cereali, cereali integrali, pasta bianca, riso bianco, farina integrale e molti altri alimenti. È importante che l’apporto calorico di cui parlavamo prima, avvenga con 5-6 pasti al giorno: una colazione, una merenda a metà mattinata, il pranzo, un'altra merenda a metà pomeriggio ed in fine la cena. È altrettanto importante che nei pasti principali che sono la colazione, il pranzo e la cena, proteine e carboidrati non vengano separati. In secondo luogo invece vi è la questione dell’allenamento che può essere però facilmente arginato, grazie alle competenze di un trainer ben qualificato. Molto spesso il soggetto ectomorfo manifesta, come abbiamo già detto, clavicole più corte del normale, ed una muscolatura della parte superiore della schiena non molto sviluppata, ciò può portare a patologie articolari come la scoliosi o la cifosi. Ecco perché distretti muscolari come il gran dorsale o il deltoide vanno allenati molto ed in maniera efficiente, al fine di garantire una buona struttura muscolare atta a prevenire eventuali patologie posturali. Il programma di allenamento ideale per questo tipo di somatotipo consiste a nostro avviso in 3 fasi: la prima, che prevede un ricondizionamento muscolare, di tutti i distretti, al fine di mettere una buona base per iniziare un programma di allenamento più mirato e costruito. La seconda fase, una volta che abbiamo creato la struttura muscolare di partenza, consiste nel proporre un allenamento che incrementi la forza così da consolidare le basi messe e poter preparare il soggetto alla terza fase: l’IPERTROFIA. Con quest’ultima possiamo dare inizio, a tutti gli effetti, al vero e proprio allenamento, quello che prevede, come abbiamo già detto in qualche articolo fà, l’aumento della massa magra, l’incremento del volume muscolare. A fronte della caratteristica del soggetto ectomorfo di bruciare zuccheri e grassi in maniera rapidissima, proporremo degli allenamenti che non saranno superiori ai 45 minuti, un ora al massimo, per una media di tre sedute a settimana, che consteranno di esercizi che andranno a toccare, volta per volta, quasi tutti i distretti muscolari. Il cliente dovrà allenarsi tre volte e non di più a settimana, proprio perché il riposo, come anche il recupero tra gli esercizi è fondamentale, ha benefici straordinari su chi deve aumentare la massa muscolare, ed in generale su chi si allena. Sostanzialmente, se non ci si riposa, si va incontro a catabolismo, un processo che va a intaccare la struttura tissutale del muscolo senza che però questa possa ricostituirsi, in sostanza diminuisce la massa magra. Seguendo questi consigli, possiamo mettere le basi per allenare un somatotipo ectomorfo, tendendo sempre a mente che ognuno è diverso e di conseguenza anche la risposta ad un qualsiasi allenamento sarà diversa di persona in persona.

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Somatotipo endomorfo

Somatotipi Qualche articolo fa abbiamo parlato di dimagrimento ed ipertrofia. Per quel che riguarda l’aumento della massa avremo modo e maniera di capire più approfonditamente come funziona, mentre oggi voglio porre l’accento su un argomento più affine al dimagrimento: i somatotipi, in particolare sul somatotipo ENDOMORFO e su come poterlo allenare. Partiamo dicendo che la classificazione dei somatotipi ha luogo intorno alla metà del ‘900 e catalogava le caratteristiche morfologiche dell’uomo in 3 branche: somatotipo ectomorfo, somatotipo mesomorfo e somatotipo endomorfo. Queste tre definizioni vanno a descrivere rispettivamente un fisico magro e longilineo, un fisico normale, mediamente muscoloso, ed un fisico in sovrappeso con ossa grosse e struttura eccessivamente robusta. Il somatotipo endomorfo è quello che andremo a trattare oggi Endomorfo o brevilineo come abbiamo detto manifesta un fisico in sovrappeso, più precisamente dai 5-10 kili oltre il normopeso ad aumentare, ossatura grossa, spalle strette e fianchi larghi. Questa categoria può essere a sua volta suddivisa in altre due brache: androide e genoide. La prima si riferisce generalmente al maschio mentre la seconda alla femmina. Somatotipo endomorfo androide Soggetto ad ingrassare maggiormente dalla vita in su, caratteristico nell’uomo, presenta un metabolismo iperlipogenetico (in sostanza aumenta e diminuisce di peso facilmente), queste caratteristiche somatiche portano ad una eccessiva produzione di cortisolo ormone che alza la glicemia stimolando la produzione di glucagone(ormone inibitorio dei recettori insulinici). L’aumento della glicemia ematica ha tutta una serie di conseguenze che portano: Ipertensione Obesità Debolezza muscolare Alterazione del ciclo Osteoporosi e facilita le fratture Acne Ecco perché è fondamentale poter contrastare tale fenomeno. L’allenamento è la nostra arma per evitare tutto questo, andiamo a vedere come allenarci Il miglior tipo di allenamento in questi casi non deve durare più di 45-55 minuti, in maniera tale che rimanga costante la produzione di testosterone e non subentri quella di cortisolo, che viene prodotto dal nostro organismo quando percepisce sforzi molto elevati, a tal proposito anche l’intensità dell’allenamento stesso non deve essere eccessiva. Questo non significa che il soggetto debba allenarsi in maniera blanda, tuttavia deve seguire un regime di allenamento che non lo porti ad “esaurimento scorte”. Somatotipo endomorfo genoide E' generalmente più vicino al genere femminile, poiché ingrassa dalla vita in giù. Ha la caratteristica di essere ipolipolitico, cioè ingrassa con facilità e dimagrisce con difficoltà. Le caratteristiche che delineano e differenziano maggiormente il soggetto genoide da quello androide sono solitamente la cattiva circolazione e la presenza di cellulite. Anche qui abbiamo delle “istruzioni per l’uso” su come allenare il nostro corpo ed ovviare a questa morfologia. All’inizio è consigliato un allenamento full-body che comprenda tutti i distretti muscolari, i circuiti sono caldamente consigliati per poter costruire una buona struttura muscolare su cui lavorare. Superata questa prima parte si inizia a “dividere” il corpo in funzione della sua morfologia, in poche parole si consiglia un allenamento a circuito per i distretti muscolari dalla vita in giù (zona che tende ad ingrassare più facilmente nel genoide) ed un lavoro di muscolazione, anche con i pesi per le strutture dalla vita in su. L’aumento della massa muscolare nella parte superiore del corpo comporta, oltre che un benessere fisiologico contro patologie articolari e posturali a carico della schiena, un notevole miglioramento per la circolazione sanguigna con tutte le conseguenze positive che ne seguono, una tra queste: rende più facile il dimagrimento.

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Fibromialgia: Imparare a convivere si può!

Iniziamo col dire che chi non ha un problema di questo tipo non può comprendere…  ma chi ha questo disturbo deve comprendere cosa ha e poi cercare di  convivere, cercando di alleviare o contrastare tale sindrome. In questa trattazione vedremo cosa è  e  come riuscire a conviverci. Cenni storci Il termine Fibromialgia deriva dal latino fibra e dal greco myo (muscolo) unito a algos (dolore).Si può dire che la sindrome  fibromialgica  è caratterizzata da dolore muscolare diffuso e rigidità cronica. Sin dal 1800 la sindrome  fibromialgica  era presente ma con altre denominazioni; solo nel 1976 vennero descritte in maniera accurata i sintomi e la denominazione su detta. Organi bersaglio La colonna vertebrale, le spalle le braccia, il cingolo pelvico, le gambe e i polsi subiscono un processo infiammatorio; inoltre si associano disturbi dell’umore, del sonno e astenia (stanchezza).  Chi colpisce In prevalenza chi è affetto da fibromialgia è di sesso femminile e può presentarsi nella fascia d'età che va dai 25-55 anni. Si pensa che alla base di questa sindrome ci sia lo stress sia d’origine fisico che psicofisico. Come conviverci Iniziamo col dire che qualsiasi malattia cronica (cioè permanente) non deve avere nel tempo la meglio su di noi. Ecco perché è importante prima conoscere e poi cercare con positività di reagire in modo da indurre noi stessi ad un possibile rimedio per riuscire a vivere con dignità la nostra esistenza. Oltre alla terapia farmacologica, che al momento non si è dimostrata ancora molto efficace, vi è anche la terapia naturale; che consiste nel riposo, ma non eccessivo, nei primi giorni in cui si manifesta la malattia.   Inoltre si è notato che le attività fisiche come il lavoro aerobico, come la ginnastica dolce,  il nuoto e altro, praticate regolarmente in maniera moderata e progressiva riducono i sintomi. Altro mezzo è l’utilizzo di massaggi e stretching (da non effettuare però, quando si ha il processo di infiammazione acuto in corso).  Non meno importante è osservare una alimentazione povera di cibi raffinati favorendo cibi “vivi”, frutta, verdura e proteine nobili (sia d’origine vegetale che animale, ma queste ultime con moderazione).   In conclusione possiamo dire che: Il giusto atteggiamento mentale verso  la malattia, la sana attività sia fisica che alimentare, possono giovare non poco sul nostro progresso vitale. 

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Esercizi a casa: fitball come sceglierla e i suoi ...

Nella piccola guida di esercizi a casa abbiamo parlato di come potersi allenare con noi e di quali attrezzi utilizzare. In questo articolo vorrei parlare della swissball o fitball. La Fitball o swissball è una palla in PVC piena d’aria dal diametro e dalla circonferenza variabile compresa tra i 55 e i 75 cm, adatta ad un allenamento globale di tipo neuro-muscolare che fa lavorare l’individuo quasi in assenza di gravità, migliorando la postura generale, tonificando i muscoli, prevenendo i disturbi articolari, modellando il corpo e migliorando l’equilibrio. Come scegliere il diametro della fitball I diametri della palla sono variabili; per scegliere il diametro della fitball bisogna prendere come punto di riferimento la propria altezza; quello più corretto è quello che permette di sedere sulla palla formando un angolo retto tra cosce e gambe. Indicativamente si può fare riferimento a questa tabella: Diametro fitball Altezza 45 cm <165 cm 55 cm 65 -175 cm 65 cm 175-185 cm 75 cm >185 cm Una cosa importante è che la fitball deve essere ben gonfia e la superficie sulla quale si posa non deve essere scivolosa.Adoperando questo attrezzo si attiveranno costantemente i recettori propriocettivi dell’organismo, che faranno contrarre tutti i muscoli necessari e utili a compensare tutte le variazioni del corpo nello spazio mantenendolo perciò sempre perfettamente in  equilibrio. I benefici che si hanno con l’utilizzo della fitball I benefici che si possono ottenere allenandosi con la fitball sono diversi: miglior postura; miglior equilibrio; tonificazione di tutti i muscoli del corpo anche con l’aiuto di manubri o elastici; benefici alla colonna vertebrale; aiuta a perfezionare il baricentro; potenziamento del Core. Gli esercizi a casa che si possono fare con la fitball sono svariati, qui di seguito ci sarà un allenamento per gambe, glutei e addominali che potete eseguire con la fitball e le cavigliere : 1) dimple creator (gamba destra)2) sumo squat & woodchop (dx -sx)3) dimple creator (gamba sinistra)4) hip rise + hamstring curl Per l’esecuzione degli esercizi e per le modalità dell’allenamento cliccate sul video sottostante! Buon allenamento ;)   Vai sul mio canale Youtube e puoi vedere altri workout in cui puoi utilizzare la fitball.

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Fitness funzionale e circuit training la super com...

L’allenamento a circuito,  più comunemente chiamato Circuit training, è uno dei metodi di allenamento del fitness funzionale, che preferisco, assieme agli allenamenti HIIT e TABATA . In questo articolo voglio parlarti del circuit training per poterti allenare nel migliore dei modi con questo metodo di allenamento. Il circuit training ti farà scoprire un nuovo modo di allenarti  Mi sono innamorata del fitness funzionale talmente tanto che ho deciso di diventare  un’istruttrice di Functional training e ormai lo sono da tempo. Ho trovato il mio stile di allenamento. Quando ho iniziato ad allenarmi cosi non pensavo quanto 15-20min al giorno potessero cambiare la mia vita e mi sono ricreduta già dopo un mese, quando ho iniziato a vedere i primi risultati! Provare nuovi metodi di allenamento mi permette di variare sempre workout, in questo modo posso darti maggiori scelte e allenarti nei modi migliori per raggiungere i tuoi risultati. Prima di farti conoscere i benefici e come funziona l’allenamento a circuito, puoi subito scaricare il programma di 4 settimane da svolgere in modo costante per raggiungere i tuoi risultati e provare subito adallenarti insieme a me con l’allenamento a circuito: FIT BODY ONE Il circuit training è composto da diversi esercizi, a corpo libero o con l’utilizzo di attrezzi,  da seguire in successione senza pausa tra loro per un tempo o per un numero di ripetizioni prefissato. Il circuito è completato quando sono stati eseguiti tutti gli esercizi nell’ordine stabilito e può essere ripetuto più volte. Questo metodo di allenamento, fu ideato nel 1956 da Morgan e Adamson, due professori del Dipartimento di educazione fisica dell’Università di Leeds, in Inghilterra. Negli anni seguenti l’allenamento a circuito si affermò in molti settori, dagli ambienti scolastici a quelli militari, sportivi e riabilitativi. L’allenamento a circuito aiuta a raggiungere diversi obiettivi come: migliorare e potenziare la muscolatura in generale, rendendo il corpo tonico e snello; allenare tutto il corpo per renderlo armonico; migliorare e sviluppare la forza e la resistenza; ottenere dei risultati efficaci dal punto di vista cardiovascolare e del dimagrimento aumentando il metabolismo. Il circuit training e il metodo HIIT sono tutti e due ottimi per rinforzare, tonificare, migliorare il ritmo cardiovascolare e la muscolatura in genere. Ti chiederai allora che differenza c’è tra i due metodi? Differenza tra circuit training e HIIT l’allenamento a circuito, come hai letto prima, non prevede pause tra un esercizio e l’altro, inoltre si eseguono esercizi mirati ad una singola parte del corpo; con l’allenamento HIIT, si eseguono esercizi che coinvolgono tutto il corpo, intervallati tra loro da una piccola pausa. Cosa aspetti? Se non hai mai provato nessuno dei due tipi di allenamento non perdere tempo e  provali subito! Allenamento HIIT  Allenamento a circuito FIT BODY ONE Spero che questo articolo possa averti chiarito di più sui metodi di allenamento funzionale e se hai delle domande... contattami pure. 

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Esercizi per glutei con interno ed esterno coscia ...

Esercizi per glutei con interno ed esterno coscia – GAG 04 In questo allenamento GAG, a circuito a ripetizioni, utilizziamo gli elastici per allenare in modo intenso gambe e glutei.   Non preoccuparti, se non hai gli elastici, potrai eseguire lo stesso questo allenamento a corpo libero o megliocon delle cavigliere per mantenere sempre un’alta intensità. Durante l’allenamento cambieremo intensità degli elastici useremo un’intensità bassa, media e alta, ma se tu hai solo un tipo di elastico usa sempre lo stesso cercando di dare il massimo. I primi esercizi saranno di riscaldamento, utilizzeremo una bassa intensità, per poi crescere con gli altri esercizi. Sentirai allenare e bruciare i muscoli di gambe e  glutei, mentre, anche se non faremo esercizi direttiper gli addominali, saranno in ogni caso coinvolti per permetterci di mantenere l’equilibrio durante gli esercizi.   Quando alleno gambe e glutei,  mi piace usare gli elastici perché posso lavorare con diverse intensità e mi piace sentire bruciare il muscolo, vuol dire che mi sto impegnando e mi sto allenando per bene. Proprio perché gli allenamenti che propongo durano poco, sono molto intensi e quindi dobbiamo dare il max in questi 15-20 min. Sentirai bruciare le gambe e i glutei, ma non mollare hai solo questo tempo a disposizione non sprecarlo. Ovviamente devi sentire il tuo corpo e allenarti al tuo livello, ma cerca sempre di spingere un po’ di più in ogni allenamento. Oltre a questo allenamento per gambe e gllutei, puoi inserire nella tua settimana di allenamento, un’altro allenamento GAG molto più intenso di 40 min. , con esercizi a corpo libero : GAG  glutei, addominali e gambe – 40 min Pronta per cominciare l’allenamento? Fai un po’ di riscaldamento e cominciamo !

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Pancia piatta: allenamento a casa HIIT Tabata - Fu...

Mi piace usare il  metodo Tabata come in questo vecchio workout : FUSION 01   In questo Tabata Fusion 04 ci concentriamo sul Core, snellendo pancia e fianchi e aiutando a rinforzare i muscoli dell’addome e della schiena per migliorare la postura ed evitare continui mal di schiena dovuti, anche, a dei muscoli poco tonici. Mi piace eseguire esercizi combinati  perché permettono di fare un lavoro completo coinvolgendo diversi muscoli in un unico esercizio e aumentare cosi l’intensità. L’allenamento comprenderà esercizi a corpo libero e con dei pesi, io uso la sandbag, se non ce l’hai puoi usare dei manubri, cerca però di usare un peso un po’ più alto rispetto al solito per intensificare di più l’allenamento. Dai il massimo durante questo Tabata e fai più ripetizioni possibili nei 20sec di lavoro. Gli allenamenti ad alta intensità come questo Tabata e, maggior parte dei miei workout, sono corti, ma intensi facendo si che ilmetabolismo rimanga a livelli alti anche dopo aver finito l’allenamento, quindi tu continuerai a bruciare calorie anche quando ti stai riposando. Ecco perché con solo 15-20min al giorno costanti otterrai fantastici risultati. Se è la prima volta che ti alleni con me  trovi tutte le indicazioni per iniziare a programmare i tuoi allenamenti nel modo migliore qui: Come allenarsi a casa con Corefxfitness e Ross Sei pronta? Cominciamo! Ross 

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Dimagrimento & Ipertrofia

Come faccio a dimagrire? Questa è una delle tante e più frequenti domande nel mondo del fitness.  La risposta è semplice: come per qualsiasi obiettivo che ci si pone in palestra, prima di tutto servono la voglia e la costanza, dopo di che bisogna affidarsi ad un trainer qualificato. L’allenamento aerobico è una delle diverse armi che abbiamo a  disposizione per il dimagrimento, andiamo a vedere insieme come utilizzarlo! Dimagrire significa anche utilizzare i grassi come fonte energetica “bruciandoli”, per fare questo, attraverso studi fatti nel corso degli anni, si è arrivati alla certezza che il nostro organismo utilizza come fonte di energia i lipidi quando si allena tra il 65 % ed il 75 % della frequenza cardiaca massimale (Fc max) dopo circa 20-25 minuti dall’inizio dell’allenamento. Arrivati a questo punto le reazioni della maggior parte dei clienti sono negative, la prospettiva di stare un'ora sul tapis roulant o sulla bike non è di certo allettante, questo lo sappiamo anche noi trainer, ma qui nessuno ha detto loro di annoiarsi in questo modo. Infatti qualsiasi esercizio va bene per l’allenamento di dimagrimento, purché sia fatto ad una intensità tale da garantire che la nostra Fc sia compresa nei valori sopra citati. Come calcolare la frequenza cardiaca massima teorica: 220-Età. Esempio per il dimagrimento: uomo, 35 anni. Deve lavorare tra il 65% ed il 75% della sua Fc max, quindi si calcola la frequenza cardiaca massimale, 220-35=185. A questo punto calcoliamo le percentuali:  (185x65)/100=120,25 (185x75)/100=138,75 Questo significa che il soggetto in questione deve allenarsi in questa “target zone” ovvero deve mantenere la Fc tra i 120 ed i 138 bpm (battiti per minuto). Un'altra domanda molto comune nel mondo delle palestre è: Come faccio ad “ingrossarmi”? Traducendola in italiano, ci viene chiesto sostanzialmente come fare ad aumentare la propria massa muscolare. Per rispondere a questa domanda vi do un paio di brevi cenni sulla fisiologia muscolare.  Per aumentare la massa muscolare c’è bisogno di un allenamento anaerobico, che quindi coinvolga processi metabolici che non necessitano di ossigeno per essere alimentati. Alcuni di questi processi sono ravvisabili nell’ATP/CP (processo energetico della fosfocreatina) ed in quello glicolitico. I primi due vengono solitamente attivati quando si effettuano allenamenti con carichi che hanno un range di ripetizioni inferiore alle 6; quando invece ci si allena tra le 8 le 12 ripetizioni si va ad attivare il processo della glicolisi anaerobica. Tale processo implica la produzione di acido lattico, il quale favorisce laproduzione di GH (ormone della crescita), a sua volta predisponente la produzione di IGF-1 (ormone proteico) che stimola ed attiva le cellule muscolari immature, dette cellule satellite, che vengono incorporate nel muscolo favorendo l’aumento della massa muscolare. Questa digressione sula fisiologia muscolare ci porta a dedurre che il range di ripetizioni adatto per l’ipertrofia è tra le 8 e le 12. L’intensità con cui eseguire le ripetizioni è compresa tra il 70% e l’85% del carico massimale che possiamo sollevare con quel distretto muscolare. Il massimale può essere calcolato con due metodi: diretto ed indiretto. Il primo metodo è sconsigliato nei soggetti non allenati, poiché si tratta di una sola ripetizione con un carico elevatissimo, ciò potrebbe comportare, qualora non si fosse abituati a carichi importanti, infortuni muscolari od articolari. Per quanto riguarda invece il metodo indiretto, ci si avvale di una tabella. Il suo utilizzo è di facile intuizione, si sceglie un esercizio, ad esempio la panca piana ed un carico con cui iniziare (il carico lo si valuta in maniera approssimativa cercando di accostarlo al soggetto che si deve valutare) per esempio 48kg. A questo punto si chiede all’atleta di eseguire il maggior numero di ripetizioni con il carico predisposto. Una volta conclusa l’esecuzione si utilizza la tabella per incrociare i parametri che abbiamo a nostra disposizione (numero di ripetizioni e peso) e si estrapola il nostro carico massimale.

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Le tre “Effe” del perfetto allenamento (al fem...

L'allenamento perfetto è uno sgabello tripode: se manca un appoggio, cede. Ho coordinato innumerevoli training-sessions negli anni: uomini, anziani, teen-agers ma è nel corpo femminile che l'insieme è davvero complesso. Un Coach-Trainer non è un allenatore tradizionale, perché nel pianificare la sequenza esercizi analizza in primis il quadro psicologico della propria allieva. La meta è l'equilibrio, il bilanciamento tra volumizzazione/devolumizzazione dei distretti muscolari, processo che si modifica anche nel corso della stessa lezione. Qualche esempio? Se si esagera con lo sviluppo dell'addome una schiena potrà iniziare ad inarcarsi, aumentando la cifosi dell'allieva. Inserendo troppi esercizi per il seno questo s'appiattirà, con uno sciagurato risultato estetico. E non è tutto. Vi sono approcci inadeguati e diffusi da parte dei trainer: eccedere con l'attività cardio che deprime seno e glutei o calibrare male serie e ripetizioni per cosce che s'ingrandiscono a dismisura. Il Coach-Trainer (mi piace definirlo anche 'Train-Manager') si muove in una direzione diversa da quella del personal trainer, non potendo trascurare il minimo dettaglio. Redige il programma, lo rivede, lo ricalibra, lo perfeziona, e se nei primi approcci l'informazione è unidirezionale, quasi imposta, nel procedere con le schede d'allenamento i feed-back dell'allieva diventano cruciali. L'allenamento perfetto nasce come opera d'arte di un singolo autore per trasformarsi in capolavoro tecnico a quattro mani. Il 'Train Manager' è un allenatore psicologo, uno straordinario motivatore che legge l'allenamento-partita cambiando tattica ove occorra. Mettere in forma un uomo è semplice: si realizza una sequenza d'esercizi che prevedano addome scolpito (six-pack) e pettorale tonico e il gioco è fatto. Ma è nell'allenare una una donna che la partita diventa professionalmente avvincente. Il mio concetto d'allenamento perfetto è quello delle tre “Effe”, equamente suddivise. F1- FITNESS: è l'attività cardio-fitness. Bike, tappeto, ellittica, sono macchine che si trovano in ogni palestra e vengono utilizzate per allenare cuore e apparato cardiovascolare. La forma perfetta inizia dal motore: essere tonici ma col fiatone alla prima rampa di scale è una grave mancanza del trainer. Inoltre, un corpo poco ossigenato non sarà in grado di portare adeguato nutrimento a muscoli che si tonificheranno meno. E c'è qualcosa ancor più al vertice d'incompiuto: i processi metabolici vedono sempre coinvolto l'ossigeno, dinamiche brucia-grassi in primis. Perciò, un piano d'allenamento che preveda la presenza dei soli due elementi F2 e F3, senza fitness-cardio, sarà sempre un programma incompiuto. F2-FORZA: la parola 'forza assoluta' è una prerogativa dei body-builders che mirano a una struttura muscolare imponente. Non è il nostro caso. Allenare la forza al femminile, significa fare progressi significativi ma non brutali nel sollevare pesi e bilancieri. Già un lieve incremento di tale fattore migliorerà il tono muscolare complessivo. Capita di tracciare piani d'allenamento per allieve che frequentano corsi d'aerobica: nonostante ore ed ore di corso settimanali, queste conseguono uno scarso risultato in termini di qualità del muscolo. Poche settimane di training coi pesi in palestra e le stesse notano l'improvviso cambio di rotta. Per concludere, se abbiamo resistenza alla corsa, siamo flessibili ma non diventiamo un po' 'forti', il nostro tono muscolare resterà basso. Da non trascurare, poi, che l'allenamento coi pesi migliora la densità ossea, che nelle donne over 50, se ridotta, è un rischio enorme in caso di caduta. F3-FLESSIBILITA': salvo non si sia ginnaste professioniste, non serve allenarsi alla flessibilità per prodursi in una 'spaccata'. Non è questo il punto. La terza F è semplicemente dedicarsi all'allungamento dei muscoli perchè il corpo-è-un-tutt'uno. Gli allenamenti in palestra, i movimenti d'ogni giorno, lo stare seduti in ufficio o in macchina nel traffico, ci rendono come un tovagliolo di carta a fine pranzo: accartocciati. L'obiettivo F3 perciò è stirare il tovagliolo per riportarlo alla condizione di relax originaria. Ogni sforzo, infatti, determina stress e retrazioni del muscolo che per ribilanciarsi dovrà essere riallungato a fine seduta. Eccoci quindi approdare alla condizione fisica ideale: resistenti a una rampa di scale grazie al fitness-cardio, forti e tonici grazie al sollevamento dei pesi e flessibili grazie a uno stretching eseguito con cognizione e non giocando ininterrottamente col nostro smartphone.  

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Palla!

La palla medica è uno dei wellness-tool più completi e sta tornando prepotentemente in “gioco”. La sua forma richiama la perfezione e in effetti è così: consente a un trainer d'eccellenza di realizzare un programma d'allenamento d'altissimo profilo. Ma non c'è solo questo. La palla medica è una vera e propria palestra trasportabile che va oltre manubri e bilancieri, meno agevoli nel trasporto veloce. La palla, calibrata nel peso secondo proprie forze/capacità, è perciò da consigliare sia per il training in palestra sia per l’home-fitness. Caratteristiche essenziali sono: la semplicità (non è altro che una sfera zavorrata con della sabbia); la praticità (occupa poco spazio e puoi utilizzarla a casa come in palestra); l'essere (all'attualizzazione) 'trendy'. Già, perché dopo essere sparita per anni, sostituita da tecnologie che hanno in qualche circostanza standardizzato troppo il movimento, è recentemente tornata alla ribalta grazie al boom del functional training, che prevede in qualche caso l’utilizzo della palla medica riproducendo gesti dinamici che eseguiamo normalmente. Perciò, nulla può essere reinventato, reso divertente, improvvisato (ma su capisaldi tecnici ben definiti) come nel corso di una lezione di training con la palla medica che è nel passato e si futurizza nel condizionamento fisico. Il trainer che la utilizza, comunque, dev'essere super-professionale e super-preparato. Esistono diversi tipi di palla medica. Realizzata in pelle, oppure in vinile, il peso di quella più comune varia da 500 grammi a 17 kg. La scelta del carico giusto, però, deve essere fatta in base a quali sono gli obiettivi del tuo allenamento: se vuoi allenare la velocità occorre puntare su quelle più leggere. Altrimenti, per la potenza, meglio orientarsi su quelle più pesanti. A ogni modo, le palle mediche più versatili sono quelle che pesano 2-4 kg, e costano circa 30-50 euro. Prova ad usarla al posto dei manubri quando esegui gli squat in sovraccarico, in modo da trasformare un esercizio ideale per le gambe in un allenamento che coinvolge tutto il corpo. O quando esegui i piegamenti: appoggiaci su una delle mani, in modo da rendere il tuo equilibrio più “instabile”, fattore che rende l’allenamento più produttivo perchè coinvolge il core-body. Altra soluzione, poi, può esservi nell'allenamento dei muscoli paravertebrali, nei quali la palla diventa un prezioso sovraccarico, o quando vuoi rendere più impegnativi gli esercizi per gli addominali. Le occasioni d'utilizzo proficuo della palla medica in un top-training sono perciò infinite, ma entriamo nel dettaglio di un circuito-tipo: ESERCIZIO 1: overhead-squat con palla medica Con le gambe divaricate e i piedi leggermente puntati verso l'esterno, tieni la palla medica in verticale sulla testa con le braccia tese. Espira profondamente e scendi inspirando intensamente come se ti sedessi su una sedia. Resta un secondo in posizione 'seduto/a' e riparti verso l'alto espirando di nuovo con forza. Esegui 5 serie da 10 ripetizioni con pause di 90 secondi tra le serie. MUSCOLI ALLENATI: GAMBE, GLUTEI, ADDOMINALI, PARAVERTEBRALI, SPALLE, BRACCIA.   ESERCIZIO 2: sit up-con palla medica; Con le gambe flesse e i piedi alla larghezza delle spalle, prendi la palla medica come se l'abbracciassi ed espirando solleva il busto, tendendo verso le ginocchia. Resta in sospensione un secondo e poi scendi lentamente. Non partire mai da terra utilizzando l'effetto 'balistico' ma sali solo con la forza degli addominali. Se è troppo duro, parti da un angolo di 30°, quindi, per intenderci, da posizione seduta con la schiena leggermente inclinata all'indietro. Esegui 5 serie da 10 ripetizioni con 90 secondi tra le serie. MUSCOLI ALLENATI: ADDMINALI, OBLIQUI, QUADRICIPITI, BRACCIA.   ESERCIZIO 3: estensioni del busto con palla Con le gambe fissate a un supporto (es: la base dell'armadio) o, se in palestra, all'attrezzo per le estensioni del busto (Hyperestension), impugna la palla medica cercando di tenere le braccia estese più che puoi e inizia a sollevarti fino a raggiungere il punto d'allineamento perfetto della parte superiore del corpo con la metà inferiore che resterà bloccata. Tieni la testa allineata con la colonna vertebrale. Se è troppo duro. puoi eseguire lo stesso esercizio appoggiato/a a terra su un tappetino, sollevando solo le spalle tenendo la palla tra le mani. Esegui 5 serie da 10 ripetizioni con pause di 90 secondi tra le serie. MUSCOLI ALLENATI: SPALLE, PARAVERTEBRALI, GLUTEI.   ESERCIZIO 4: push-up con mano destra su palla, poi mano sinistra su palla. Mettiti in posizione per effettuare il classico push-up, ma posiziona la palla medica sotto la mano destra. Inspira e inizia a sollevarti espirando, cercando, allo stesso tempo, di mantenere l'equilibrio sulla palla. Poi, ad ogni ripetizione, resta in sospensione e 'passati la palla' verso l'altra mano. Ripeti il movimento. Esegui 5 serie da 10 ripetizioni con pause di 90 secondi tra le serie. MUSCOLI ALLENATI: PETTORALI, SPALLE, BRACCIA, ADDOMINALI. N.B.: questo circuito può essere eseguito concludendo tutte le serie per ogni esercizio e passando al successivo, o facendo seguire un esercizio all'altro senza interruzioni per riposare solo alla fine di ogni circuito. Da consigliare.

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