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Allenamento funzionale vs allenamento classico

Torno su un argomento molto di attualità che riguarda la (ri)scoperta in questi ultimi anni di una metodica d'allenamento completamente diversa da quella classica e che prende il nome di Allenamento Funzionale (o Functional Training). Ma è davvero un allenamento così innovativo e, soprattutto, migliore? La risposta, come spesso accade, è: "dipende dall' obiettivo"!

La pesistica classica con manubri, bilanceri e macchinari isotonici si fonda prevalentemente su aumenti di forza e/o condizionamenti fisici di tipo localizzato e settoriale. Movimenti precisi, che sono spesso guidati dal macchinario stesso e, nel caso di esercizi di isolamento (ad esempio i bicipiti sulla Panca Scott), che prevedono un lavoro monoarticolare.
Perfetto, se il nostro obiettivo è solo il tono muscolare, l'ipertrofia o l'aumento della forza assoluta a carico di quel singolo distretto muscolare.

Fermo restando alcuni capisaldi della pesistica e del bodybuilding quali ad esempio le distensioni su panca, gli Squat, le trazioni alla sbarra ed altri esercizi multiarticolari fondamentali dai quali un allenamento a 360° non dovrebbe probabilmente mai prescindere, si sta riscoprendo un concetto di fitness più complesso e, a mio parere, maturo, che mira a un più generale benessere senza trascurare i giusti benefici estetici che, siamo sinceri, tutti noi ricerchiamo nell'attività fisica.

Così come in quasi tutte le preparazioni atletiche l'ultima frontiera è data dalla ricerca della riproduzione in allenamento del gesto che dovrà poi essere riproposto in gara, seguendo la massima specificità dello stimolo, anche nella vita quotidiana il nostro organismo deve muoversi in maniera coordinata, all'unisono, gestendo più distretti corporei contemporaneamente. 
Facendo un esempio, caricare pesi stratosferici nello squat non necessariamente aiuterà un saltatore a saltare più in alto; allo stesso modo molti movimenti dell quotidiano richiedono delle abilità particolari come un controllo posturale di tipo dinamico, capacità di movimento multiplanare, differenti ritmi esecutivi e così via.
Non siamo solo una sommatoria di muscoli, tendini e articolazioni a se stanti, ma un corpo unico e complesso e come tale dobbiamo muoverci. In virtù di questo l'allenamento funzionale e/o integrato rappresenta un approccio completo che mira a migliorare tutte le componenti fisiche essenziali per permetterci di svolgere prestazioni di ogni genere in modo ottimale.

Anche da un punto di vista metabolico, esercizi integrati (l'esempio perfetto è lo Swing con il Kettlebell) garantiscono un coinvolgimento significativamente superiore rispetto ad un qualunque esercizio base di muscolazione in quanto più numerosi sono i distretti corporei coinvolti nel gesto, con risposte adattative non solo di tipo locale ma, data la vasta parte dell'organismo coinvolta, sistemiche.
Ciò si traduce in maggiori risposte cardiovascolari e un aumentato consumo calorico!
 

Volendole quindi riassumere, tra le componenti principali di un allenamento funzionale troviamo
  • l' Equilibrio;
  • la Reattività Neuromuscolare;
  • la Potenza;
  • la Velocità;
  • la Forza Funzionale;
  • la Capacità Aerobica

Partendo dal presupposto che, come sempre avviene, la scelta migliore è quella di trarre il meglio da ciascuna tipologia di allenamento, moderna o classica che sia, riflettete bene sul vostro obiettivo e... buon fitness!



Giulio Bellini

Autore: 

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