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Circuiti "Peripheral Heart Action"

Conosciamo meglio il PHA, una tecnica poco usata ma che apporta notevoli benefici al nostro sistema cardiocircolatorio.
   
Una variante piuttosto interessante ma altrettanto trascurata dell’allenamento a circuito è il PHA o Pheripheral heart action. Questa tecnica fu introdotta da Chuck Cocker e perfezionata da Bob Gajda, mito del fitness statunitense ed è soprattutto utile per il miglioramento dello stato cardiovascolare del soggetto allenato pur presentando caratteristiche del classico circuit training.

Consiste nell’eseguire una classica stazione cardio e subito dopo una coppia o una serie di esercizi, con ripetizioni che possono variare da 8 a 20 e recupero ridotto o nullo, andando a interessare distretti muscolari il più lontano possibile tra loro per poi tornare nuovamente ad un’altra stazione cardio. Il numero di blocchi di esercizi da inserire è variabile e dipende dallo stato di allenamento del soggetto, di solito si resta intorno a 4 o 6 in modo da avere una durata complessiva dell’allenamento che non superi i 60 minuti.
Ma vediamo un esempio di scheda in PHA in modo da comprendere meglio di cosa parliamo:

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I vantaggi di questo tipo di allenamento si hanno soprattutto a livello cardiovascolare dove si nota un miglioramento della gittata sistolica ed una regolarizzazione della pressione arteriosa. L’aumento di tali capacità porta come conseguenza una migliore ossigenazione dei tessuti ed una ottimizzazione dell’utilizzo dell’acido lattico limitandone lo stoccaggio nei tessuti e nel sangue.
Viste le sue peculiarità, sarebbe interessante proporre questa tecnica a due tipologie di soggetti:

  • donne che hanno problemi di cellulite, proprio per il fatto che essa apporta un notevole miglioramento della circolazione e l’irrorazione dei tessuti;
  • tutti coloro che riprendono l’attività fisica dopo un periodo di pausa, magari come la pausa estiva, per gli indubbi benefici che questa tecnica apporta al nostro sistema cardiovascolare.

 
Non sarebbe invece applicabile su soggetti che si avvicinano all’allenamento con i pesi in quanto richiede un periodo di ricondizionamento che consenta di riadattare il fisico allo stress prodotto da questo tipo di allenamento sul nostro corpo.
Anche se lo stesso Chuck Coker afferma che il PHA è adatto a chiunque, faccio notare che tra una stazione aerobica e l’altra, eseguendo il blocco degli esercizi con le macchine isotoniche o a corpo libero, potrebbero verificarsi innalzamenti della frequenza cardiaca anche fino a 160 battiti, cosa che potrebbe non essere tollerata da tutti i soggetti.
Evitare di caricare troppo peso sulle macchine isotoniche quindi potrebbe essere un valido accorgimento per evitare di innalzare troppo la frequenza cardiaca, soprattutto per chi esegue per la prima volta questo tipo di allenamento.

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