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Esercizi da palestra: la Leg Extension

altDal punto di vista biomeccanico, ciò che avviene quando effettuiamo una ripetizione alla Leg Extension è l’estensione dell’articolazione del ginocchio.
È un esercizio a catena cinetica aperta che coinvolge solamente un’articolazione, quella femoro-rotulea per l’appunto. Per comprendere con chiarezza ciò che accade quando utilizziamo questa macchina è utile un piccolo ripasso anatomico del ginocchio in alcuni suoi aspetti.
 
Quest’articolazione è composta dai condili femorali (superiormente) e dal piatto tibiale (inferiormente).
I primi poggiano perfettamente sulla tibia grazie a due cuscinetti, i menischi, che hanno il compito di creare una base di appoggio anatomicamente compatibile e di permettere lo scorrimento dei due capi ossei nella flessione ed estensione del ginocchio.
Sono poi presenti due legamenti crociati che legano la tibia con i condili femorali, uno anteriore (LCA) e uno posteriore (LCP). In questo caso è utile soffermarci sull’LCA, quello cioè che ha la funzione di limitare lo scivolamento anteriore della tibia quando questa viene trazionata in avanti.

Invece, i muscoli su cui ci dobbiamo soffermare in questa trattazione sono:

  • il quadricipite femorale, muscolo anteriore della coscia che con il suo tendine si inserziona sulla parte antero-superiore della tibia (tuberosità tibiale) dopo essere passato sulla patella (rotula) e che permette l’estensione del ginocchio;
  • i femorali o Hamstrings e cioè i muscoli posteriori della coscia (tra cui semimembranoso e semitendinoso) che si inseriscono sulla parte postero-superiore della tibia (tuberosità tibiale mediale) e che permettono la flessione del ginocchio oltre ad avere l’importante compito di trazionare la tibia posteriormente durante la flessione di ginocchio o l’estensione del tronco (essendo bi-articolari).

 

Biomeccanica della leg extension

Ma arriviamo finalmente alla biomeccanica della leg extension: durante l’estensione del ginocchio la tibia scivola in avanti a causa delle cosiddette forze di taglio create dal quadricipite femorale e questo movimento viene limitato solamente dall’LCA poiché, essendo seduti, risulta pari a zero il lavoro dei femorali posteriori. Ecco che allora il legamento in questione si trova costretto a sostituire in toto il lavoro che in condizioni normali, come per esempio durante la camminata o l’esecuzione dello squat (non al multypower!), verrebbe svolto dai femorali.

Detto tutto ciò, abbiamo scoperto finalmente perché all’interno delle palestre gira quella famosa affermazione la leg extension fa male, lo squat no”.Ma sarà proprio così??
Il nostro corpo è nato per poter sopportare tutte queste forze esterne e interne al nostro organismo, quindi non dobbiamo allarmarci o organizzare con gli amici una retata in palestra per distruggere tutte le leg extension presenti.

Va infatti annotato che questa macchina può dimostrarsi più che utile in fase di recupero funzionale dell’articolazione del ginocchio utilizzando carichi leggeri e per enfatizzare il lavoro del fascio esterno o interno del quadricipite in caso di problemi alla rotula o lassità legamentosa; inoltre va sempre valutato il soggetto in questione se è o non è in grado di eseguire esercizi più complessi o gravosi come lo squat o la leg press, come può accadere per persone anziane o sedentari.



Matteo Brusa

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