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La miglior esecuzione dello stacco da terra

Nello stacco  da terra il carico grava direttamente sull'articolazione scapolomerale. Quanto piú grande è la distanza tra il carico e l'asse (anca) maggiore sará la leva meccanica e quindi sará piú difficile sollevare il carico.

C'é bisogno di una extra-stabilitá della colonna ed una contrazione volontaria della muscolatura scapolo-omerale per far si che gli estensori dell'anca trovino un punto fisso di trazione.
 

Corretta esecuzione
  1. Separazione dei piedi (serve per accorciare la leva);
  2. contrazione del dorsale;
  3. attivazione erettori della colonna;
  4. adduzione delle scapole e extrarotazione dell’omero.
La posizione di partenza deve essere con il busto spostato in avanti e il bacino più dietro possibile, il bilanciere è attaccato alle tibie così da contrarre il gran dorsale.
  • Il bacino va in anteroversione, cercando un pre-stiramento del femorale.
  • Le braccia vanno ruotate leggermente in avanti in modo da fovorire l’adduzione delle scapole.
  • Il petto va verso l’alto.
 
Stiamo parlando di un esercizio che, fatto nel migliore dei modi, può dare soddisfazioni ineguagliabili a livello di ipertrofia muscolare per: quadricipiti, femorali, glutei, lombari, dorsali, trapezio, bicipiti, tricipiti, deltoidi, addome e probabilmente anche il petto, tutti muscoli  coinvolti durante lo stacco da terra.
Viene considerato un esercizio molto gravoso per la schiena e spesso non eseguito nelle palestre, o peggio ancora eseguito con tecniche pessime, ma con questi determinati accorgimenti è possibile usufruire in tutta sicurezza dei suoi benifici.
 
Buon allenamento!


Fabrizio Bonanni

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