Filtra: 

Maratona per neofiti - Cap.7: la gara; durante e dopo

(leggi capitolo precedente)
Ebbene sì, alla fine è successo: c'è stato uno sparo, siete partiti con il "mucchio selvaggio" ed ora state calcando le vostre prime falcate in una gara di 42,195 km! Che cosa vi aspetta adesso, da qui allo striscione del traguardo?


Come conviene comportarsi durante la gara?

La partenza è sempre una fase concitata. Fondamentalmente, il rischio è quello di inciampare e finire lunghi per terra... il che può succedere principalmente per 2 motivi:

  1. si calpestano indumenti vecchi o i famosi sacchi della spazzatura per coprirsi, che i maratoneti improvvidi (e un po’ maleducati) partiti davanti a voi, hanno mollato lì per terra, anziché lanciarli di lato, al di là delle transenne;
  2. ci sono dei furboni, che poco prima hanno mangiato pane e volpe per colazione, che pur partendo da dietro, vogliono passare subito in testa: così si mettono a zigzagare, scartano di lato, spintonano, rallentano poi accelerano e si infilano, ne fanno insomma più di Bertoldo in Francia, pur di districarsi in mezzo alla folla dei maratoneti e guadagnare qualche posizione... e immancabilmente qualcuno, urtato su un piede, inciampa e rotola!

Senza contare che in gara conviene tenere un ritmo costante: accelerazioni e decelerazioni continue fanno consumare più energie.
Quindi state attenti a queste 2 insidie, che si manifestano al massimo nel primo chilometro di corsa. Poi il gruppo si allunga e di vestiti per terra non se ne incontrano più.

Il ritmo che dovete tenere è quello regolare che avete sperimentato in allenamento con i lunghi e con i medi: una via di mezzo tra i 2 va bene, senza esagerare. Correre 42 km al ritmo del medio è troppo, non arrivereste in fondo e dovreste rallentare o fermarvi; correrli al ritmo del lungo va bene, ma ora siete in gara e un po’ più di "pepe" potete di sicuro mettercelo, nella vostra minestra... non esageriamo, né per troppa prudenza, né per eccessiva audacia o presunzione!

Ma soprattutto, dopo la partenza, non lasciatevi lusingare da ritmi superveloci: lo so, ci sono moltissime persone che al VIA!! partono come palle di schioppo o come avessero il diavolo alle calcagna… magari vi arrivano da dietro, e vi superano come fossero una Formula 1. Lasciateli sfogare, e fissatevene qualcuno in mente, vedrete che prima o poi, molto probabilmente, lo raccoglierete lungo il percorso! Come in quasi tutte le cose, i conti si fanno alla fine: sono tutti buoni ad essere PRIMI alla PARTENZA.

Attenzione anche ai Pace Makers: chi è Tatianaaaa? e chi diavolo sono i Pace Makers?
Da qualche anno le maratone principali organizzano gruppi di atleti che corrono ad un determinato passo: quello per finire la maratona in 2h 30', quello per le 2h 45', quello per le 3h, quello per le 3h 15' e così via trotterellando.
Ogni gruppo è "capitanato" da 1-2 atleti che si mettono in testa e si contraddistinguono tramite palloncini colorati, ed hanno un cartello che indica il tempo previsto al traguardo.
Tutto ciò premesso, non è obbligatorio infilarsi in uno di questi gruppi: uno può correre per conto proprio, o con i suoi amici (se se li è portati dietro).

Mettersi in un gruppo col Pace Maker può essere un'arma a doppio taglio: se il ritmo è sostenibile per voi anche se un tantino "brioso", vi farà certamente arrivare in fondo col vostro nuovo record personale; ma se è troppo "brioso" quando ve ne accorgerete potrebbe essere troppo tardi e voi avrete esaurito la benzina.

Come prima maratona, il mio personale consiglio è quello di farvela serenamente per conto vostro, cogliendo tutte le sensazioni sul vostro fisico che la gara man mano vi esprime, senza aggregarvi a questo o a quel gruppo: in ogni caso, soli non ci rimarrete di sicuro, specie a New York!!
Io personalmente, le ho corse tutte e 28 per conto mio: tutt’al più mi è venuto voglia di farlo io il Pace Maker, non di farmi "trainare" da un altro.
 

Respirazione

Ne avrei dovuto già parlare con i consigli per gli allenamenti, e me ne sono scordato... ma se siete arrivati fin qui correndo, non sarà certo stato in apnea!! E quindi qualcosa per respirare ve la sarete inventata, spero!

Normalmente, si respira con ritmo regolare ogni 2 passi, e con i successivi 2 passi si espira.

Esempio: appoggio piede destro e inspiro, giù piede sinistro e ancora inspiro. Riappoggio piede destro ed espiro, poi appoggio di nuovo il sinistro e finisco di espirare. E il ciclo ricomincia...
Meglio invece evitare di "spirare", poco ma sicuro!

La respirazione va fatta con la bocca, magari non troppo spalancata per non inghiottire insetti e volatili, ma pur sempre e solo con la bocca: direi quindi che sono del tutto inutili quei cerottini che qualcuno si incolla sul naso per dilatare le narici, è più una moda che altro: e se non vengono mai usati dagli atleti professionisti per es. alle Olimpiadi, un motivo ci sarà, vi pare?

Durante la gara a partire dal 5 km e ogni 5 km ci sono i punti di ristoro: conviene sempre rallentare e bere acqua e/o sali minerali, per reintegrare i liquidi persi con il sudore. Come quantità, bere quanto se ne sente il bisogno e non di più, a piccoli sorsi, anche correndo piano (non serve fermarsi del tutto). Attenzione però che torna in agguato il rischio di inciampare, o scontrandosi fortuitamente con un altro runner, o scivolando su bottigliette o bicchieri di plastica abbandonati a terra... di solito ci sono ai lati della strada bidoni di raccolta per le bottigliette usate, quindi approfittatene e non buttatele per terra!! tutt'al più in mancanza di bidoni, lanciatele lontano da dove passa la maratona (e lontano dagli spettatori!!)

Attenzione che a New York, per esempio, e negli USA in genere, ti danno da bere liquidi gelati con dentro tonnellate di cubetti di ghiaccio: non proprio il massimo, per chi è sudato e sotto sforzo: roba da congestione fulminante. Ai ristori capita di trovare anche dei solidi (SOLIDI, non SOLDI !!), tipo frutta, biscotti, uva passa: anche questi, in particolare verso la fine della gara quando avete già una trentina di km nelle gambe, aiutano (sempre senza esagerare!)

Come già accennato, invece, ai ristori non si trovano integratori di carboidrati e maltodestrine, ed è bene che ve ne portiate con voi in corsa 3-4 bustine: sono la benzina del maratoneta! Prendetene una dose ogni 10-15 km, e non resterete "in riserva" (se non vi siete tirati troppo il collo...)

A metà tra un ristoro e l'altro, ci sono gli spugnaggi: servono per bagnarsi e detergere il sudore, a seconda delle temperature conviene approfittarne. Attenzione anche qui che gli inciampi e le conseguenti cadute sono in agguato!
A volte capita che gli spugnaggi siano sostituiti da vere e proprie docce collettive: si passa sotto delle arcate di acqua cadente, e qui conviene evitare o fermarsi un attimo e bagnarsi "a mano": questo perché con la doccia completa si bagnano anche scarpe e calze, e le calze bagnate possono formare delle pieghe interne sotto la pianta del piede che generano probabili vesciche: non è una grande trovata, quella delle docce collettive!
 

Salite e discese: come ci comportiamo?

Chi “disegna” il percorso di una maratona, tende a cercare percorsi dal profilo altimetrico piatto o comunque senza pendenze esagerate, tuttavia non sempre è facile progettare una “striscia” di 42 km senza qualche pendenza.
Diverso è il discorso per le “Sky Marathons” ovvero le maratone in montagna, sono fatte apposta… ma non è questo ciò di cui ci occupiamo ora!

Quindi, per strada troveremo ponti, sottopassi, brevi tratti collinari… sappiate allora che in SALITA conviene tenere una falcata del passo più CORTA, e magari un tantino più svelta se la pendenza lo consente senza sfiancarsi, aumentando quindi appena appena le frequenze dei passi: avremo il busto un po’ proteso in avanti, cercando comunque di avere un’andatura leggera e non caracollante!

In DISCESA, busto un po’ più all’indietro, allunghiamo la falcata e lasciamo “andare” le gambe, quasi a fare stretching per intenderci: conviene approfittarne per riposare un tantino (che non è una idea balzana: se siamo in discesa, vuol dire che la salita o c’è già stata, o sta per arrivare!)
Se correte la Maratona di Venezia, una volta arrivati in Laguna vi troverete a superare parecchi ponti correndo su delle tavole di legno, messe dall’organizzazione per evitarvi di fare le scale! Qui dovete fare molta ATTENZIONE nella discesa sulle tavole di legno: sotto il peso del rimbalzo del vostro corpo, tendono a fare da CATAPULTA e vi sparano verso l’alto. Inoltre (siamo in riva ai canali della Serenissima) le tavole sono spesso bagnate dalle onde dei motoscafi, dall’acqua alta se c’è, dalle bottigliette di acqua dei maratoneti,  ed ho visto molta gente scivolare e stendersi davanti a me: OCCHIO, quindi!!

Anche a New York ci sono i ponti, ovviamente ad arco, ma lì per fortuna non sono di legno e non ci si rimbalza… ma sono molto lunghi e non finiscono mai!

A Boston si va via lisci che è una bellezza, fino a dopo i 30 km: poi verso il 32°-33° c’è la famosa “Heartbreak Hill”… sì, avete letto bene: la “Collina dell’infarto”, e ve la “ciucciate” per quasi 1 km: niente di drammatico, salvo il fatto che la stanchezza si fa sentire, e che di strappetti in salita ve ne aspettano altri ancora, fin quasi all’arrivo!!
Beh, allora pensate che Gelindo Bordin nel 1990 costruì su questa salita la sua impresa di primo ed unico italiano nella storia a vincere la più antica maratona dell’era moderna!! Prima delle salite, aveva davanti 7 concorrenti (non ricordo se erano keniani o etiopi o un po’ di tutti, ma ricordo che fino al 30° km andavano via come motociclette, e Gelindo decise saggiamente di lasciarli sfogare… da qualche parte su YouTube si riesce a trovare il video: epico, ne vale la pena!!)

Firenze e Londra sono la “mamme” dei maratoneti, nel senso che li aiutano: la partenza è già in alto (in piazzale Michelangelo, sulla collina sopra l’Arno, a Firenze; dalla collina di Greenwich – dove c’è il famoso Osservatorio con il Meridiano – a Londra): così non resta altro da fare che scendere giù, e poi via in piano fino all’arrivo!

Dicevamo da qualche altra parte di questi “appunti” che la maratona si corre con le gambe, ma molto anche di testa, e questo è molto importante: sapersi ascoltare, non strafare specie all’inizio, reintegrare i liquidi, tenere un passo costante ed evitare “strappi” di ritmo, ecc. ecc. viaggiare in controllo, insomma.

A me faceva molto comodo mentalmente, e mi rilassava, dividere la maratona in 3 “tranches” da 14 km ciascuna, alla fine delle quali ne approfittavo per reintegrare i carboidrati con le bustine che mi portavo dietro: dopo tutti quei mesi di allenamento e di chilometri, pensare a 42 km può fare ancora paura, invece (anche se il risultato finale è lo stesso!) pensare a 14 km alla volta, psicologicamente fa un altro effetto… può darsi che con voi non funzioni, e allora vuol dire che ho qualche “rotella” fuori posto io!!!

Ancora: detto quel che ho già detto riguardo ai Pace Makers e a quelli che partono “a palla” (e cioè, non vi incaponite di tener dietro a chi va decisamente più veloce di voi, o perché ce l’ha nelle gambe, o perché è fuori di testa…), un’altra cosa che aiuta è quella di correre in compagnia… Intendo dire, va da sé che trovate da subito gente che va al vostro ritmo: accompagnatevi con loro, almeno per un po’, e intanto studiate la situazione: vi aiuterà anche a passare il tempo, e a tenere la mente occupata.

Facciamo un esempio: finite le fasi convulse della partenza, cioè passati i primi 1-2 km, vi trovate (non per vostra scelta…) con a fianco, davanti e dietro persone che viaggiano più o meno come voi. Qualcuno dopo un po’ si staccherà andando avanti, qualcun altro ve lo perderete indietro… la situazione non è statica ed immutabile, ovviamente! Voi restate lì, con il vostro ritmo, e man mano capirete se vi conviene tenere questa tattica più conservativa, “in braccio” al gruppo che vi porta a spasso, o potete spendere una “briciolina” in più… siccome, col procedere della gara, le distanze tra i vari “gruppi” tendono ad allungarsi sempre più (ripeto, sto parlando dei gruppi che si formano spontaneamente, non di quelli che corrono dietro al Pace Maker!!), voi vedrete sempre, per tutti i 42 km, un gruppo che corre davanti a voi: allora, valutate se spendere quella briciolina in più, allungando LEGGERMENTE il passo e man mano portandovi sotto al gruppo che vi stava davanti, per lasciarvi poi “inglobare” da questo per un po’, ed eventualmente rifare lo scherzetto più avanti…

E’ quasi come un gioco, ma come ho detto, oltre a farvi guadagnare qualche posizione di gara, vi farà sembrare meno lunga e noiosa la corsa. A patto che questo “elastico” sia fatto con ritmi non esagerati: il gruppo davanti non dovete raggiungerlo in 30 secondi scappando via a razzo, ma gradualmente nell’arco di 4-5 minuti (il tempo di percorrere 1 km o giù di lì…)

Di solito, il momento più critico in maratona, dal punto di vista della stanchezza, si ha verso il 35° km, sempre che non sia arrivato prima per altre cause (malesseri vari, ritmi troppo veloci, …)
Non è nemmeno detto che si manifesti, a volte capita che fila tutto talmente liscio che si arriva ai 42 non dico freschi come una rosa, ma nemmeno distrutti…

In ogni caso, se una “crisetta” dovesse arrivare verso il km 35, stringete i denti, fatevi “trasportare” dal 1° principio della dinamica detto anche principio di inerzia: se nessuna forza si applica ad un corpo già in movimento, esso continuerà nel suo moto rettilineo uniforme (Isaac Newton, Philosophiae Naturalis Principia Mathematica).

Proseguite quindi di conserva ovvero, per dar ragione a Newton (non si sa mai…), di moto rettilineo uniforme (curvate però, se la strada curva!!) e vedrete che di lì a poco qualcosa vi riprenderete: sia perché avrete incamerato il rifornimento del 35° km, sia perché emotivamente l’arrivo è ormai vicino ed il pubblico vi incita a gran voce!

A volte – a proposito di incitamento del pubblico - succede come a me a Boston 1996: stavo “evaporando” proprio sulla collina dell’infarto, quando all’improvviso dal pubblico esce un… invasato? energumeno? armadio umano? faccio solo a tempo a vedere che una specie di Incredibile Hulk si butta al mio inseguimento, urlando: oggi sono cent’anni di Maratona di Boston, e tu che fai, disgraziato?? rallenti?? ti fermi??????

L’effetto su di me fu quasi immediato: prima che mi mettesse le manacce addosso, ero già volato via, oltre la collina!! I meccanismi della persuasione, a volte: non diresti mai!!!

Bene, senza accorgercene mentre io continuavo a chiacchierare, siamo arrivati in vista del traguardo!! Abbiamo messo alle nostre spalle più di 40 km, e siamo ancora (più o meno…) interi!

Con un ultimo sforzo, dandoci anche un contegno e un aspetto passabili (da non sembrare usciti dal film: La notte dei morti viventi) tagliamo il traguardo mentre qualche fotografo ci immortala (per questo ho insistito di sembrare quasi passassimo di lì per caso…)

Tempo un mese all’incirca, ci arriveranno a casa le foto-ricordo della nostra maratona, e potremo acquistare quelle che preferiremo.

Che succede dopo il traguardo?

Intanto vi consegnano la medaglia-ricordo, vi ritirano il “chip” dandovi indietro l’eventuale cauzione, nel caso ne abbiate dovuto lasciare una quando lo avevate ritirato, e vi danno una copertura di plastica o di alluminio con cui avvolgervi per tenervi caldi…
Proseguendo dopo l’arrivo, trovate i banchi dove vengono distribuiti sacchetti con alimenti, e bevande fredde o calde, per un primo reintegro di “benzina” dal momento che la spia della “riserva” si è probabilmente accesa da un po’.

Infine, troverete i depositi borse per poter recuperare la vostra roba e cambiarvi: finalmente, potete rientrare in voi stessi, ma sarà utile fare anche 5-10 minuti di stretching per rimettervi un po’ in sesto!!

Finisce qui il mio racconto: spero vi abbia dato buoni spunti e che ora vediate quest’impresa sempre con il dovuto rispetto, ma non già come un mostro che vi divorerà!

Ma siccome mi chiederete subito il “bis”, come alla fine di ogni spettacolo che si è gradito (voglio sperare!) mi sono tenuto ancora un paio di consigli per la circostanza (sono un tipo previdente, io!):

  1. Nei 2-3 giorni successivi alla maratona, avrete le gambe imballate: potete evitare di andare a correre, ma sarebbe bene scioglierle con delle pedalate in bicicletta (1 ora al giorno, in pianura senza forzare)
  2. Se la maratona vi ha stregato, presto potrete correrne un’altra: ma mai prima di 1 mese dalla precedente, anzi lasciatene passare anche 2 o più per recuperare pienamente!

Autore: 

Are you looking for the best website template for your web project? Look no further as you are already in the right place! In our website templates section you will find tons of beautiful designs - for any kind of business and of any style. You are in a unique place - join us today BIGtheme NET

Filtro contenuti

Filtra: 
Our website is protected by DMC Firewall!