Filtra: 

Contenuti per tag: acido lattico


Dolore post allenamento, cause e rimedi

IL DOLORE POST ALLENAMENTO, ACIDO LATTICO? L'indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata, più comunemente chiamato con l'acronimo DOMS (Delayed onset muscle soreness) è un dolore muscolare che si presenta tra le 14 e le 72 ore dopo un'intensa attività muscolare. Cause La causa del DOMS, sia a livello medico che popolare, è comunemente stata attribuita a un deposito di acido lattico nei muscoli; tuttavia l'acido lattico, per il suo stesso ciclo metabolico, ad attività muscolare terminata non può permanere nel circolo sanguigno per più di qualche minuto, e questo permette che, successivamente, esso venga in larga parte smaltito anche a livello muscolare, nel giro di poco tempo. Recenti ricerche attribuiscono la causa dell'insorgenza del DOMS a micro-lacerazioni del tessuto muscolare dovute a contrazioni muscolari cosiddette "eccentriche". Comunemente questo fenomeno si verifica in soggetti generalmente non allenati (nello specifico non allenati a questo genere di movimenti), che effettuano sforzi di resistenza alla contrazione del muscolo: ciò si verifica -ad esempio- piegando le ginocchia nell'atterrare dopo un salto (sforzo di resistenza alla contrazione del muscolo quadricipite), o anche durante dei semplici piegamenti sulle braccia, per la precisione mentre si scende verso il basso (sforzo di resistenza alla contrazione del muscolo tricipite). Tuttavia, i DOMS colpiscono quotidianamente anche i body builder allenati, che considerano il fenomeno come una conferma dell'efficacia del lavoro svolto. Occorre infatti distinguere tra i dolori avvertiti dal principiante (fastidiosi e davvero dolorosi, che sono spesso micro-strappi) dai veri DOMS di chi pratica una costante attività di bodybuilding. In quest ultimo caso i DOMS sono descritti da chi ne è colpito, come un leggero inturgidimento del muscolo allenato, per nulla doloroso. Nei body builder allenati secondo tabella strutturata, i DOMS si accompagnano a volte da un effetto di PUMPING (è un sintomo del glicogeno muscolare che riempie il muscolo svuotato proprio di glicogeno durante l'allenamento). Decorso e cura La durata dei DOMS è correlata con il processo di ricostruzione muscolare (compensazione). Muscoli piccoli come i bicipiti possono compensare in pochissimi giorni, gruppi muscolari importanti come dorso o gambe, compensano in molti giorni (in un bodybuilder in gara si puo' arrivare anche a 10-15). Perciò i DOMS di norma scompaiono entro 2 o 3 giorni dall'attività fisica, ma possono perdurare anche fino a 6 o 7 giorni e oltre, raggiungendo il culmine proprio tra il secondo ed il terzo giorno successivo all'allenamento; durante il decorso, essi si ripresentano ogni qualvolta i muscoli interessati devono nuovamente porre resistenza alla contrazione: per questo, anche nello scendere banalmente delle scale (resistenza alla contrazione del quadricipite), potrebbero palesarsi i caratteristici fastidi o dolori locali ai muscoli interessati. Continuare con l'allenamento dei muscoli indolenziti può causare un prolungamento dei sintomi; secondo alcuni è dunque consigliabile non allenarsi in presenza del DOMS o comunque allenare solo i muscoli non soggetti. In attività fisica orientata alla costruzione della massa muscolare secondo tabella ad alta intensità, non si allena il muscolo prima che siano terminati i DOMS, segno dell' avvenuta compensazione (andando oltre questo periodo si parla di supercompensazione) per evitare di bloccare il processo di crescita muscolare. Per alleviare i sintomi si è spesso consigliato di effettuare Stretching sebbene vi siano tesi che ne sostengono la negatività (e d'altronde è difficile vedere un bodybuilder fare stretching, l'allungamento eccessivo del muscolo provocherebbe stiramenti). È stato dimostrato, infatti, che la stessa attività di stretching muscolare può causare il DOMS. Un rimedio meno discusso riguarda praticare l'idroterapia alternando getti di acqua calda a getti di acqua fredda sulla parte interessata. In realtà, essendo i DOMS paradossalmente graditi da chi fa attività sportiva regolare, non si cercherà affatto di curarli! Tuttavia, vi possono essere dei microstrappi o degli indolenzimenti dovuti ad un over-training (sovra-allenamento rispetto alle proprie potenzialità) che genereranno dolori muscolari ben oltre ai classici DOMS. In questo caso un rimedio diffuso sono gli impacchi di ghiaccio. INTEGRAZIONE ALIMENTARE I DOMS sono correlati con il processo di crescita muscolare. È opportuno capire quali sono i fattori principali della crescita: 1. allenamento 2. 8 ore di sonno per favorire la produzione di ormone della crescita 3. Alimentazione 4. compensazione e supercompensazione (sufficiente intervallo tra gli allenamenti dedicati al muscolo) Ai fini della corretta gestione dei DOMS, prendiamo in considerazione specifica il punto 3 "alimentazione". Sebbene la dieta possa variare in base al tipo di allenamento che vuole supportare, è dimostrata l'efficacia di in un regime di alimentazione completa (nel bodybuilding è importante non andare mai in negativo con il bilancio proteico per non innescare processi di cannibalismo\catabolismo muscolare). Anche le diete più complete necessitano di un'integrazione. Ai fini dei DOMS si tiene conto che nel processo di ricostruzione occorre un apporto continuo di amminoacidi essenziali (valina, leucina, isoleucina) e di alcuni altri amminoacidi come la glutammina che agevolando la ricostruzione accelerano il processo di smaltimento dei DOMS, ovvero li rendono più leggeri. L'importanza di questa integrazione deriva dalla difficile introduzione degli amminoacidi attraverso gli alimenti, a volte perché la dieta è povera di queste sostanze, altre volte perché occorrerebbe mangiare più volte al giorno quantità di cibo non tollerabili per ottenere pochi grammi di amminoacidi.

Continua...

Distinguere un infortunio dal semplice indolenzime...

 Un argomento sempre di attualità nel campo dello Sport e del Fitness in generale è quello del dolore. Come sappiamo, il dolore può essere una parte del processo di adattamento muscolare a seguito di nuovi stimoli allenanti (i famosi DOMS - Delayed Onset of Muscles Soreness) ma può essere altresì un indicatore importante di qualcosa che non va, come una infiammazione o, peggio, una lesione di qualche tessuto del nostro corpo. Quando qualcuno che alleno mi manifesta un fastidio o un dolore, ci sono una serie di domande attraverso le quali cerco di individuare quelle caratteristiche che mi permettono di capire se quel dolore fa semplicemente parte del processo di allenamento oppure è un segnale da non sottovalutare. Intanto un piccolo ripasso. Ho nominato i DOMS: l’allenamento provoca delle microscopiche lacerazioni del tessuto muscolare che portano gonfiore (spesso non evidente) e il rilascio di un liquido urticante che, a 24-48 dall’evento stressante, inducono quella sensazione di indolenzimento muscolare (per alcuni più forte e/o duraturo, per altri meno) spesso erroneamente associata alla presenza di acido lattico nel muscolo (nulla di più falso). Questo può già essere un primo indizio: se il dolore infatti si avverte già immediatamente dopo l’allenamento, quasi certamente non sarà dovuto ai DOMS! Allo stesso modo, come detto, i DOMS tendono a diminuire e poi sparire nell’arco di 2-3 giorni (a volte di più, ma comunque calando velocemente di intensità) mentre un infortunio può protrarre il dolore molto più a lungo. E ancora: per ridurre i DOMS è sufficiente un corretto uso dello stretching post-allenamento, mentre con dolori dovuti a infiammazioni o lesioni sono fondamentali l’uso del ghiaccio e, ovviamente, il riposo totale della zona. Analizziamo adesso la qualità del dolore. L’indolenzimento, lo dice la parola stessa, da la sensazione di muscoli rigidi, ipersensibili e affaticati. In presenza di infortunio, il dolore è invece quasi sempre di tipo acuto, con fitte improvvise e ben localizzate. Se siete in grado di indicare esattamente il punto in cui il dolore compare, sia esso a livello tendineo, osseo o articolare, molto probabilmente si tratta di un (più o meno serio) infortunio. Quando il dolore riguarda un’area estesa che corrisponde quasi per intero al muscolo, è molto più facile che si tratti di semplici DOMS. Un altra grossa differenza consiste nel fatto che spesso, in presenza di infortunio, il dolore viene avvertito anche stando fermi (persino la notte mentre si è a letto) mentre l’indolenzimento muscolare si manifesta nel momento in cui muoviamo la parte interessata. Anche capire se il dolore si manifesta su entrambi i lati del corpo è molto utile al nostro scopo, perchè a meno che non si faccia un allenamento monolaterale (come negli sport di lancio) i dolori muscolari dovrebbero comparire in egual misura sia a destra che a sinistra. Veniamo ora agli aspetti più evidenti: si è formato un edema o un gonfiore in una zona in particolare? La probabilità di infortunio è molto alta! Avete avvertito un rumore simile ad uno schiocco o un crepitio nel momento subito precedente l’insorgenza del dolore? Questo potrebbe indicare una lesione del muscolo, quindi interrompete subito l’allenamento e consultate un medico! Riconoscere queste differenze può fare una grossa differenza: sempre meglio fermarsi per tempo e lasciar guarire un muscolo in pochi giorni piuttosto che ignorare i segnali che il nostro corpo ci invia, continuare a lavorare sopra un tessuto infortunato e doversi poi fermare magari per mesi... usiamo la testa, sempre!

Continua...

Come migliorare l'attività aerobica

In questo video scoprirai come migliorare la tua attività aerobica e quindi anche il tuo condizionamento aerobico. Partendo dal presupposto che è fondamentale di base utilizzare il cardiofrequenzimetro (Lo trovi qui: http://goo.gl/xioIBb) per conoscere la tua frequenza cardiaca mentre ti alleni, ti parlerò delle due soglie che incontri allenandoti:- la soglia aerobica: il primo punto nel quale l'acido lattico comincia ad accumularsi. Puoi trovare questa soglia con il "talk test", ossia parlando mentre ti alleni per scoprire il punto nel quale la respirazione diventa più difficile e non riesci più a parlare;- la soglia anaerobica, il punto in cui l'accumulo di acido lattico è così elevato che non puoi continuare l'attività dal momento che il corpo non riesce più a riconvertirlo.

Continua...

Biotipi, cosa sono?

La biotipologia: nome strano, che cosa è? Consiste in una branca della medicina che si occupa dello studio e della classificazione della costituzione corporea esaminando i rapporti esistenti tra alcune determinate caratteristiche funzionali e mofologiche e naturalmente anche determinati stati patologici. Questo è il fondamento per tutti i personal trainer per riuscire a fornire a chi lo richiede un allenamento specifico e personalizzato. I tre tipi principali analizzati da da Sheldon sono: Ectomorfo, Mesomorfo ed infine Endomorfo.   LONGILINEO o ECTOMORFO Biotipo composto da muscoli e arti lunghi e sottili, e da un basso accumulo di grasso. L'ectomorfo per le sue caratteristiche non è predisposto ad immagazzinare grasso o alla formazione di muscolo, quindi è predisposto al mantenimento di un corpo sottile longilineo, poco muscoloso e magro.   NORMOLINEO o MESOMORFO Caratterizzato da ossatura di medie dimensioni, tronco robusto, con ridotti livelli di adipe, spalle larghe a vita stretta, solitamente definito come tipo muscolare. Il mesomorfo è predisposto a sviluppare la sua massa muscolare, ma non ad immagazzinare adipe; pertanto è predisposto ad avere una notevole massa muscolare.   BREVILINEO o ENDOMORFO Caratterizzato da un notevole accumulo di grasso, vita larga e  con una struttura ossea robusta. L'endomorfo è il biotipo che ha più facilità ad accumulare grasso, dunque i gradi di appartenenza all'endomorfismo portano questo soggetto ad accumulare lipidi con facilità Guido Capitanio

Continua...

Sport e sana alimentazione

Tre tappe fondamentali per il benessere: corretta e sana alimentazione; buona idratazione; costante attività fisica. L’attività fisica costante e un’adeguata alimentazione dovrebbero essere alla base del nostro stile di vita quotidiano per prevenire obesità e le relative malattie cardiovascolari.   Idratazione Una persona, normalmente, dovrebbe idratarsi in quanto il corpo umano è composto per il 70% di acqua e mediamente in una giornata si perdono almeno mezzo litro di liquidi anche senza sudare eccessivamente. Quindi per stare al meglio bisognerebbe bere circa 2 litri di acqua al giorno.   Assunzione delle proteine E’ necessario, inoltre, assumere le proteine nella quantità di un grammo per ogni chilogrammo di peso corporeo dipartite in tutti i pasti per permettere alla massa magra di svilupparsi correttamente: le migliori fonti di proteine sono i cibi con pochi grassi (petto di pollo e di tacchino, albume d’uovo, pesce, molluschi, latticini a basso contenuto di grassi) che abbinate ad un costante esercizio fisico contribuiscono oltre al rafforzamento della massa muscolare anche alla riparazione dei tessuti.   Un ruolo determinante viene svolto anche dai cereali e dai grassi I cereali, ricchi di fibre, sono costituiti da un involucro esterno di fibra, una parte interna di amido e un germe centrale a base di proteine e forniscono energia a lento rilascio dando un senso di sazietà prolungato. I grassi si dividono in buoni e cattivi e svolgono varie funzioni all’interno dell’organismo umano: energetica - costituiscono la fonte di energia maggiormente concentrata presente nella dieta; di deposito - vengono accumulati in diversi punti dell’organismo per costituire delle riserve di energia; plastica - costituiscono la struttura di tutti i tessuti dell’organismo; protettiva - i depositi di grassi circondano i principali organi (cuore, fegato e reni) e hanno il compito di proteggerli nella loro sede e inoltre uno strato di grasso sottocutaneo protegge il corpo dai cambiamenti della temperatura dell’ambiente; veicolante - l’ultima funzione dei grassi è quella veicolante perchè sono i vettori per le vitamine liposolubili e favoriscono l’assorbimento della vitamina “D” rendendo disponibile all’organismo il calcio, minerale necessario per la salute di ossa e denti. I grassi buoni sono presenti nella frutta con il guscio, nell’avocado, nell’Olio d’Oliva e nel pesce e sono quelli che si possono consumare; i grassi cattivi, possibilmente da limitare sono: lardo, burro, maionese, margarina, cibi conditi con sughi e salse.   Ossido Nitrico Oltre a queste nozioni di base, bisogna considerare un elemento molto importante per la salute: l’ossido nitrico. Esso è un gas prodotto naturalmente dal nostro corpo a livello dell’endotelio: permette di aumentare la capacità cardiovascolare e la circolazione facilitando il trasporto di ossigeno e nutrienti alle cellule. Inoltre aiuta le cellule stesse a liberarsi dei prodotti di scarto, regola il tono muscolare dei vasi sanguigni garantendo una ottimale pressione arteriosa ed evita la formazione di coaguli all’interno che possono provocare trombi, infarti ed ictus; aiuta il sistema immunitario a combattere minacce come batteri, virus e parassiti inoltre svolge un ruolo molto importante anche come antinfiammatorio dopo l’attività fisica. Questa importante molecola è la protagonista assoluta della nostra salute e della forma fisica, però alcuni fattori quali età, sedentarietà, dieta e stress posso influenzare le capacità del corpo di produrlo. Con l’avanzare degli anni l’organismo perde parte della propria capacità di produrlo probabilmente a causa di un danneggiamento nel corso del tempo del tessuto endoteliale; non fare esercizio fisico limita il rilascio di questo gas all’interno dei vasi sanguigni, contrariamente l’attività fisica regolare (anche una camminata di 30 minuti ogni giorno) e una dieta equilibrata con anti ossidanti (frutta e verdura) aiutano la produzione di ossido nitrico. Lorenza Casagni

Continua...

Acido lattico, DOMS e indolenzimento muscolare

Facciamo un po' di chiarezza per quel che riguarda l'acido lattico, DOMS e indolenzimento muscolare. I muscoli scheletrici ricavano energia per l’attività fisica mediante due sistemi energetici: aerobico e anaerobico (suddiviso a sua volta in anaerobico lattacido e anaerobico alattacido). Il sistema aerobico utilizza come “carburante” l’ossigeno per la produzione di energia, mentre il sistema anaerobico utilizza l’adenosintrifosfato -ATP- e la fosfocreatina (alattacido) o glucosio e glicogeno (lattacido). L’acido lattico è un prodotto del sistema anaerobico lattacido, il suo accumulo nel sangue determina la famosa fatica muscolare e la sensazione di “bruciore”. Sfatando il luogo comune “ho ancora i muscoli indolenziti da ieri: sono pieno di acido lattico”, l’acido lattico inizia ad essere smaltito dal circolo ematico nel giro di pochi secondi e viene completamente “eliminato” in circa 2 o 3 ore: l’acido lattico viene convertito in glucosio nel fegato grazie al ciclo di Cori, mentre il cuore lo metabolizza a scopi energetici. I “dolori” muscolari che si avvertono dopo una seduta di allenamento sono da attribuire ai D.O.M.S. (indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata). Il sistema anaerobico lattacido interviene in sforzi compresi tra i 20 secondi e i 2 minuti, sforzi molto prossimi alla soglia massimale in cui intervengono principalmente le fibre bianche-veloci come nei 400metri dell’atletica o nelle 6-15 ripetizioni dell’allenamento con sovraccarichi. L'acido lattico inizia ad accumularsi nei muscoli e nel sangue quando la velocità di sintesi supera la velocità di smaltimento. Approssimativamente, tale condizione si innesca quando durante un esercizio fisico intenso la frequenza cardiaca supera l'80% (per i non allenati) ed il 90% (per i più allenati) della frequenza cardiaca massima: questo aumento di acido lattico nel sangue corrisponde alla soglia anaerobica (con qualche possibile percentuale di scarto). Normalmente la concentrazione del lattato nel sangue è di 1-2mmoli/litro, mentre nella soglia anaerobica la concentrazione raggiunge i 4mmoli/litro…durante sforzi particolarmente intensi si possono raggiungere concentrazioni maggiori superiori anche ai 20mmoli/litro. L’acido lattico è uno stimolante naturale per la secrezione endogena di ormoni quali il testosterone e il GH: per ottenere quindi un piccolo aiuto nell’aumento di massa muscolare, l’allenamento con sovraccarichi ad alta intensità intervallati da brevi pause tra le serie farà la differenza!

Continua...

Acido lattico o indolenzimento muscolare?

Il dolore post work-out è... acido lattico o indolenzimento muscolare? Perchè spesso ricerchiamo questa sensazione?  Bene, iniziamo con lo sfatare alcuni miti sull'acido lattico. Il dolore che tra le 24 e le 48 ore dopo l'allenamento si avverte a livello muscolare non è "assolutamente" dato da accumulo di acido lattico. Lo smaltimento dell'acido lattico avviene in trenta minuti se eseguiamo un restauro in esercizio (ovvero un defaticamento), oppure in un'ora se non facciamo defaticamento. Di conseguenza capirete che i dolori che si avvertono i giorni successi all'allenamento sono dovuti a lesioni tessutali delle fibre muscolari, produzioni di sostanze alogene che stimolano i recettori del dolore dovuta a ischemia muscolare da allenamento, microtraumi del tessuto connettivale e di quello tendineo. La produzione di lattato può avvenire in una fase di start-up, dopo un lungo tempo di inattività o di sedentarietà; oppure qualvolta si rompi lo schema d'allenamento, cambiandone metodiche o carichi di lavoro. Ma essenzialmente tali tecniche e stimoli sono cosa buona e giusta per chi vuole aumentare la propria MASSA MUSCOLARE. L'acido lattico fa sì che il pH del sangue diminuisca e a questo fenomeno si associa un notevole aumento di secrezione del GH. L'accumulo di acido lattico è interessante anche perché essendo il glicogeno il suo substrato energetico, nel momento in cui il muscolo supercompenserà si avrà una reazione inversa durante la quale si avrà produzione di glicogeno che andrà a rimpinguare le scorte muscolari dando così fenomeno di "ipertrofia". Un po' di lattato sfugge alla distruzione nel sangue e passa nei testicoli dove stimola la produzione di testosterone. Adesso che abbiamo messo in luce le regole del gioco, dobbiamo solo metterle in pratica. Non spiegheremo i vari metabolismi energetici del corpo umano perché ci vorrebbe troppo tempo e spazio, ma ci limiteremo a dire che si ha grossa produzione di acido lattico quando si effettuano esercizi alla massima potenza per un periodo di tempo compreso tra 1 e 3 minuti. (a seconda dello stimolo e della reazione, a volte basta superare anche la soglia dei 30-40 secondi a carichi massimali). Ecco le due metodiche più facili con cui si può arrivare al nostro ambito traguardo: utilizzo di carichi massimali con recuperi brevissimi in modo da non dar modo al corpo di smaltire l'acido lattico accumulato; carico medio-alto ripetizioni elevatissime. Ad esempio si può arrivare anche a fare 100 reps con piccolissime pause quando non si riesce più a proseguire. PER TUTTE LE DONNE!!! Abbandonate le serie infinite di slanci per i glutei, perché oltre ad essere quasi inutili causa intensità inesistente, fanno sì che il corpo produca acido lattico, cosa che nel gentil sesso contribuisce alla formazione della CELLULITE!!! Quindi addio agli slanci e benvenuto al caro e sempre utile SQUAT, con un carico maggiore e minor ripetizioni! CAMBIA. ADESSO PUOI.™

Continua...

Acido lattico e creme bruciagrassi - le leggende d...

 Quante volte abbiamo sentito parlare di acido lattico, addominali bassi e alti, creme bruciagrassi, elettrostimolatori e tanti altri argomenti relative al mondo della palestra e del fitness, divenute ormai miti quasi insfatabili e facenti parte persino della cultura generale di molti. Iniziamo ad argomentarne alcune. L'acido lattico Ad esempio i tipici dolori del giorno dopo un allenamento particolarmente intenso a cosa sono dovuti? Quanti non risponderebbero che si tratta dell'acido lattico? Pochi vero? Ebbene no! Il famoso acido lattico non è altro che il prodotto della fermentazione dell'acido piruvico (prodotto della demolizione del glucosio) in condizioni di anaerobiosi, ossia in assenza di ossigeno. In parole povere in condizioni di intenso sforzo muscolare, l'ossigeno introdotto con la respirazione diviene insufficiente a ricoprire le richieste energetiche, l'acido piruvico pertanto anzichè essere utilizzato per produrre energia viene ridotto in acido lattico che accumulandosi nel sangue e nei muscoli determina il fenomeno della "fatica" e quindi la sospensione forzata dell'esercizio. Ciò che molti ignorano è che lacido lattico viene smaltito nell'arco di pochi minuti, con lo smaltimento la fatica quindi cessa e si può riprendere l'esercizio. I tipici indolenzimenti del giorno dopo (o DOMS) sono invece dovuti alle microlesioni delle fibre muscolari determinate dall'esercizio stesso. Creme bruciagrassi Veniamo ora alle creme bruciagrassi oltre a molte altre scorciatoie pressochè inutili su cui non mi dilungo. Da anni ormai siamo tartassati da tipici messaggi pubblicitari che ci incitano a bruciapelo all'acquisto di creme miracolose snellenti e tonificanti, elettrostimolatori dall'effetto ventre piatto e scolpito... Ma funzionano veramente? Iniziamo col porci questa domanda: "perchè si accumula il grasso?" Una delle funzioni del grasso è proprio quella di accumularsi nel tessuto adiposo sottocutaneo per costituire una fonte di riserva energetica principale. Bisogna ricordare infatti che gli alimenti introdotti con la nutrizione una volta soddisfatte le richieste energetiche immediate e le varie altre funzioni dell'organismo, le quote eccedenti vengono mobilitate in qualità di "scorta" nelle cellule adipose. Ed è stimato tra l'altro che in determinate condizioni patologiche e in casi di eccessivo squilibrio ipernutritivo le quantità immagazzinabili di grassi potrebbero addirittura divenire illimitate. Ma ritornando alle nostre creme bruciagrassi bisogna dire che affinchè una "riserva energetica" possa essere utilizzata, deve produrre e liberare energia, quindi anche volendo ipotizzare un effetto delle creme di mobilizzazione dei grassi dal tessuto adiposo qualora esso non venisse in seguito utilizzato come energia ritornerebbe presso la sua sede di origine, in quanto è assurdo pensare che esso possa scomparire nel nulla. Tra l'altro ad esempio come si può affermare che l'utilizzo di una crema durante la notte, quando le richieste di energia sono minime, possa risultare efficace? Elettrostimolatori Parlando di elettrostimolatori invece ricordo che per attivare un muscolo è necessario uno stimolo neuro-muscolare, tale stimolo richiede energia, l'elettrostimolazione non richiede energia e non parte da uno stimolo neurale (a partire da uno stimolo neurale vengono liberati ioni calcio nei muscoli, liberando pertanto energia e a partire dalla quale parte la contrazione muscolare). Numerosi sono ancora i miti sul fitness che potremo in seguito approfondire o trattare ma nel frattempo vi auguro buon allenamento e tanta vitalità!

Continua...

Are you looking for the best website template for your web project? Look no further as you are already in the right place! In our website templates section you will find tons of beautiful designs - for any kind of business and of any style. You are in a unique place - join us today BIGtheme NET

Filtro contenuti

Filtra: 
DMC Firewall is a Joomla Security extension!