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Contenuti per tag: allenamento


Scheda Palestra: che peso devo usare per la massa ...

Scopri in questo video nell’ambito scheda palestra ma vale anche per l’allenamento a casa quanto peso devi utilizzare sempre nell’ambito autoconsapevolezza. Ovviamente i carichi sono solo un mezzo poiché contano primariamente le sensazioni in termini di pompaggio muscolare con un movimento lento e controllato che massimizzi il tempo sotto tensione e migliori la connessione mente muscolo. Quindi il peso che utilizzi è solo l’ultima variabile poiché prima vengono le sensazioni che devono essere ottimali in un contesto di buona postura e buona esecuzione.

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Perchè ti Alleni in Palestra Se Non Sei Seguito?

In questo video vediamo una cosa leggermente diversa rispetto al solito che però riguarda sempre il paradigma dell’autoconsapevolezza per imparare a conoscersi e a comprendersi meglio per fare un grande salto di qualità in termini di forma fisica. Troppe volte vedo persone che non sono seguite in palestra che non hanno neanche il coraggio di allenarsi con una loro scheda personalizzata, magari fornita da me nell’ambito del servizio di personal online, e questo è una cosa che non capirò mai. Per questo è fondamentale che tu pretenda un servizio di alta qualità in termini di professionalità e di passione da parte della palestra altrimenti puoi tranquillamente allenarti a casa senza problemi. Dal momento che paghi per un abbonamento è fondamentale che ti aspetti un servizio all’altezza.

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Aumentare Massa Muscolare: perchè il peso è un m...

Scopri in questo video perché il peso è un mezzo e non il fine per aumentare la massa muscolare nell’ambito autoconsapevolezza anche a casa. I muscoli non ragionano in termini di peso ed esercizi ma solo in termini di contrazione e pompaggio muscolare. Quindi non conta quello che fai ma solo quello che senti in termini di sensazioni muscolari. Massimizza il tempo sotto tensione e la connessione mente muscolo per i migliori risultati.

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Scheda Palestra: come sentire quando ti sei allena...

Scopri in questo video come sentire quando ti sei allenato abbastanza per aumentare la massa muscolare anche a casa nell’ambito autoconsapevolezza. Fondamentale che il focus sia sulle sensazioni muscolari in termini di pompaggio perché sia il corpo a guidare. In questo modo ti alleni in un contesto di massima sicurezza ed efficacia facendo un grande salto di qualità. Ascoltando il pompaggio muscolare che cambia di muscolo il muscolo puoi sentire quando ti sei allenato abbastanza senza fare troppo.

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Attività motorie per i portatori della Sindrome d...

“Cos’è la sindrome di Down” La sindrome di Down è una condizione congenita, dovuta ad un’anomalia cromosomica e caratterizzata alla nascita da un insieme di lievi anomalie del cranio, del volto, delle orecchie e delle mani, accompagnate talvolta da una modesta riduzione di tono muscolare e da una cardiopatia congenita, più raramente da malformazioni del tratto intestinale. In seguito, quando il bambino cresce, si manifesta un modesto deficit dell’accrescimento, un ritardo dello sviluppo motorio e del linguaggio ed infine un variabile grado di insufficienza mentale che tuttavia non impedisce lo svolgimento di attività lavorative. Come detto in precedenza la sindrome di Down è dovuta ad un’anomalia cromosomica, è quindi utile avere qualche conoscenza di base sui cromosomi. I cromosomi possono essere immaginati come tanti bastoncini fatti a forma più o meno ellittici allungati, con le braccia superiori un po’ più corte di quelle inferiori, presenti in ogni cellula del corpo umano . Ogni cromosoma contiene migliaia di geni portatori delle informazioni che determinano le caratteristiche somatiche ed ereditarie di ogni persona, come ad esempio il colore degli occhi, dei capelli, forma del naso ecc. Tutte le cellule del corpo umano hanno 46 cromosomi: 22 coppie , uguali tra loro, e una coppia determina il sesso maschile (XY) o femminile (XX). Le cellule dei vari organi (ad esempio le cellule del sangue) quando si dividono per riprodursi (mitosi) generano cellule a 46 cromosomi, quelle degli organi riproduttivi (cellule uovo nella donna e spermatozoi nell’uomo , dette germinali) quando si riproducono generano cellule con soltanto 22 cromosomi più la X, se si tratta di cellule uovo femminili , oppure più la X o la Y , se si tratta di spermatozoi. Il meccanismo attraverso il quale da una cellula a 46 cromosomi si arriva a 23 cromosomi si chiama “disgiunzione” e fa parte del processo più complesso di maturazione delle cellule germinali detta meiosi. La disgiunzione dei cromosomi è un fenomeno essenziale per la riproduzione , altrimenti  ogni figlio avrebbe il doppio dei cromosomi dei propri genitori. Grazie a questo delicato meccanismo , al momento del concepimento, ogni genitore fornisce al figlio 23 cromosomi, per ricostruire il corretto numero totale di 46 cromosomi, stabilire il sesso generico (maschio se lo spermatozoo portava Y, femmina se lo spermatozoo portava una X) e determinare tutti i caratteri genetici del figlio. Esistono tre diversi tipi di anomalie cromosomiche nella sindrome di Down , il loro effetto finale è comunque identico: nelle cellule dei vari organi geni del cromosoma 21 sono in triplice dose. L’anomalia più frequente è la “trisomia 21 libera completa” (95% dei casi); in tutte le cellule dell’organismo vi sono tre cromosomi 21 invece di due; ciò è dovuta al fatto che durante la meiosi delle cellule germinali la coppia dei 21 non si è disgiunta come avrebbe dovuto (90% dei casi durante la meiosi della cellula uovo materna, 10%  durante la meiosi degli spermatozoi paterni). Più raramente si riscontra la “trisomia 21 libera in moasicismo” (2% dei casi) : nell’organismo della persona con la sindrome sono presenti sia cellule normali con 46 cromosomi che cellule con 47 cromosomi (la non disgiunzione della coppia 21 in questo caso si è verificata alle prime divisioni della cellula uovo fecondata).  Come conseguenza, non tutte le cellule dell’embrione che si sta fondendo conterranno il cromosoma in più.  La persona potrà avere meno aspetti legati alla sindrome, sia da un punto di vista fisico che mentale. Ma questo varierà da individuo ad individuo , e a seconda della sua percentuale di cellule trisomiche. La percentuale di cellule normali e di cellule trisomiche può variare da un numero minimo al 100%. Infine , il  terzo tipo di anomalia, anch’essa rara , è la “trisomia 21 da traslocazione”  (3% dei casi) : il cromosoma 21 in più  (o meglio una parte di esso , almeno il segmento terminale) è attaccato ad un altro cromosoma di solito al numero 14, 21 o 22. Non conosciamo affatto quali siano le cause che determinano le anomalie cromosomiche in generale. Sappiamo però che: Le anomalie cromosomiche , soprattutto le trisomie , sono un evento abbastanza frequente che interessano circa il 9% di tutti i concepimenti (alla nascita però solo lo 0,6% dei nati presenta un’anomalia cromosomica a causa dell’elevatissima quota di embrioni che va incontro ad un aborto spontaneo); L’incidenza delle anomalie cromosomiche in generale , e quella trisomia 21 in particolare, è assolutamente costante nelle diverse popolazioni, nel tempo e nello spazio (è influenzato prevalentemente dall’età della madre) Tutte le possibili ipotesi eziologiche fino ad oggi formulabili 8agenti chimici, radiazioni ionizzanti, infezioni virali, alterazioni metaboliche o endocrine materne) non sono state mai avvalorate dalle  molte ricerche condotte. Queste considerazioni indicano come sia molto improbabile che la causa del trisoma 21 libera sia riconducibile ad un qualche evento, condizione  o comportamento dei genitori che poteva essere previsto o evitato. In definitiva si ritiene che l’insorgenza delle anomalie cromosomiche sia un fenomeno “naturale” , in qualche modo legato alla fisiologia della riproduzione umana.   “Proposte motorie da svolgere in palestra”  I soggetti affetti da sindrome di Down sono sottoposti a maggiori e frequenti controlli medici. Gli stessi operatori sanitari riescono ad aiutare le famiglie molto più di quanto essi stessi possano immaginare. E’ stato verificato che i genitori ricordano, anche a distanza di venti anni, le esatte parole del medico e medici ricordati con gratitudine sono quelli che concedono tempo, che danno spiegazioni utili sulla sindrome  , riuscendo a comunicare ai genitori un’immagine accettabile del futuro del loro figlio. Il più delle volte gli stessi medici consigliano alle famiglie di far frequentare ai propri figli strutture ginniche idonee. Anche in questo caso il Personal Trainer può e deve essere una figura importante per soggetti affetti dalla sindrome di Down. Il compito del PT è soprattutto quello di instaurare tra lui e la persona affetta dalla patologia un rapporto amichevole. Dare la sensazione che quei momenti trascorsi insieme siano una sorta di “gioco” in modo tale da fargli sorgere interesse per una lezione che per molti potrebbe risultare noiosa . Il segreto è quello di saper somministrare, a piccole dosi,  un allenamento funzionale e mirato per la persona . L’azione psico motoria per i Down deve svolgersi sempre su di un piano empatico forte , tra l’allievo e il PT deve crearsi una forte intesa emotiva, in quanto tali soggetti hanno una grande labilità emotiva. In linea generale possiamo affermare che le situazioni , gli esercizi che vanno proposti per un soggetto normale di x età sono validi per un soggetto Down che abbia circa cinque anni in meno . Un protocollo adeguato in questi casi deve affrontare momenti psicomotori ben determinati quali:   In relazione al sé Percezione, conoscenza e presa di coscienza del proprio corpo Equilibramento e lateralità Educazione respiratoria   In relazione al mondo esterno Organizzazione dinamica dell’uso del sé Coordinazione oculo manuale Orientamento ed organizzazioni dello spazio Percezione e strutturazione temporale   “Percezione, conoscenza e presa di coscienza del proprio corpo“ Tra le tecniche utilizzate per la conoscenza e la padronanza del sé quella elettiva è il rilassamento sia globale che segmentale; le altre , fra le quali la distensione globale che lo procede , sono il dialogo tonico ed il gioco corporeo che si situano a livelli di organizzazioni più semplici e devono essere compresi in quello. Il rilassamento permette , nel contempo, l’educazione dell’immagine del corpo e della funzione tonica, ottenuto in particolare: Il decondizionamento degli atteggiamenti e delle attitudini che costituiscono la trama delle azioni abituali La percezione ed il controllo dei differenti elementi del corpo e dei rapporti fra loro L’indipendenza della cintura scapolo omerale e pelvica L’ammorbidimento delle rigidità e delle tensioni e, in associazione con la respirazione, un equilibrio emozionale Una migliore disponibilità generale Sul piano intellettivo il rilassamento facilita la funzione d’ interiorizzazione .Logicamente le situazioni proposte devono essere adeguate al soggetto in terapia e di una durata limitata nel tempo. Il dialogo tonico è un momento che pone il soggetto in rapporto con se stesso, permettendogli di conoscere, differenziare e progressivamente , coordinare singole parti del corpo e le parti fra loro. Estensivamente, questo movimento può essere utilizzato come una modalità per porsi in relazione con l’altro, un primo contatto che permette una risposta tonica di fiducia che segue, durante la prima fase di questo processo, la mobilizzazione guidata dell’adulto, in cui si ricostruisce il dialogo madre- bambino. Successivamente le varie situazioni vengono attuate dal soggetto da solo , e l’adulto vi si collega con la parola. Le tecniche con cui il dialogo tonico si attua costano di mobilizzazioni globali e segmentali con passaggi da una posizione all’altra e limitate azioni motorie di tutto o parte del corpo , quali: lanciare, far cadere , scivolare, raccogliere distendere, battere. Il dialogo tonico è molto importante per il Down , esso svolto in un’atmosfera di calma e distensione consente: Sul piano motorio la distensione globale, la regolazione tonica, l’associazione neuro – muscolare, la coordinazione dei movimenti, le informazioni propriocettive. Sul piano fisico la funzione di interiorizzare, la discriminazione della lateralità, l’accesso allo spazio orientativo. Sul piano affettivo – sociale di stabilire un dialogo attraverso il contatto fisico, di instaurare un rapporto di fiducia con l’altro. Il gioco corporeo ripete i momenti proposti per il dialogo tonico. Costituisce l’uso di sé all’interno di situazioni immaginarie, in cui l’elemento dinamico è più accentuato e vi è un più alto grado di coordinazione.   “Equilibrio” L’equilibrio del corpo è l’insieme delle reazioni del soggetto alla forza di gravità frutto di un adattamento alla stazione eretta ed in funzione dei vari spostamenti. Esso è condizione per qualsiasi azione differenziata. L’educazione dell’equilibrio è strettamente associata agli esercizi di presa di coscienza e di controllo del proprio corpo . ciò si ottiene educando i riflessi di equilibramento , che sono il risultato delle sensazioni propriocettive provenienti essenzialmente da varie fonti: sensazioni plantari, sensazioni cinestetiche, sensazioni labirintiche.  Nel bambino piccolo e nei soggetti Down , questa educazione è essenzialmente globale e si attua usando degli oggetti , se si passa da una fase iniziale con pochissime difficoltà a dei momenti un pò più complessi in cui è necessario trovare da soli i mezzi per realizzare atti semplici. Gli esercizi possono essere: Restare in equilibrio su un piede Camminare su di una linea tracciata al suolo Salire e scendere da un blocco Passare da un blocco ad un altro ecc. Sul piano affettivo tale educazione aiuta a mantenere la fiducia in se stesso, la sicurezza di base, l’autonomia motoria.   “Lateralità “  In merito alla relazione fra la scelta del lato del corpo per eseguire un compito e la dominanza cerebrale possiamo dire che esiste una lateralità d’uso derivante dall’educazione e dall’apprendimento ed una lateralità spontanea, più istintiva che rivela nelle attività gestuali non apprese. La prima è influenzata dal tono delle estremità dell’asse corporeo, la seconda dal tono assile. I disturbi dovuti ad una lateralità poco affermata o mal differenziata sono la causa dei disturbi dell’orientamento e dell’organizzazione spaziale e parallelamente delle difficoltà dell’apprendimento della scrittura, della lettura a cui, in genere, si accompagnano relazioni di un successo, apposizioni e fobia. L’educazione psicomotoria deve tendere a ricreare abitudini neuro – procettivo che si adattino alle esigenze scolastiche, altre a stabilire una lateralità completa e ben definita a destra e a sinistra.   “Respirazione” La respirazione è delegata al sistema nervoso autonomo; è un atto naturale che si adatta alle esigenze del soggetto in rapporto alle attività che sta svolgendo; può essere inibita oppure controllata , nei due tempi per una durata limitata. Di conseguenza l’aspetto educabile passa attraverso la presa di coscienza degli atti della respirazione e ciò presuppone prima una conoscenza e poi un controllo del ritmo respiratorio. Questo non si attua con la ginnastica tradizionale ma semplicemente, all’inizio, con un controllo della espirazione, attenta mediante atti concreti quali ad esempio soffiarsi il naso. Questa è una fase iniziale svolta in momenti di distensione globale, con l’attenzione rivolta a ciò che si fa. Si passa poi ad una fase basata sull’imitazione differita, per esempio: espirazione boccale mediante suoni che è legata al tempo e all’intensità . il lavoro sulla respirazione risolve solo i problemi fisiologici dei Down ma gli permette nel tempo di percepire i tempi della respirazione e la loro differenziazione.   “Organizzazione dinamica dell’uso del sé “  E’ realizzata attraverso lo sviluppo di attività di coordinazione globale che mettono in atto aggiustamenti motori sempre più fini e precisi . E’ attraverso l’esperienza vissuta del corpo, nei confronti con il soggetto e l’ambiente , che si acquista la disinvoltura motoria. Essa viene realizzata , nel periodo del corpo vissuto, mediante attività di espressione e giochi liberi, permettendo un primo abbozzo di schema corporeo. La natura e il carattere delle attività sono fra le più svariate e mirano a potenziare  la coordinazione dinamica generale e quella oculo – manuale. Tali attività devono essere scelte con grande accuratezza dai soggetti Down ed inserite al momento di maturazione nervose che si ritengono giusto , in questo modo si possono influenzare il miglioramento: delle sensazioni e percezioni , dei comandi nervosi, degli automatismi. Il soggetto deve sperimentare sé nell’ambiente mediante l’uso degli oggetti e il mezzo migliore è il libero gioco funzionale, a questa fase segue quella della riflessione su di sé che consente l’adattamento degli atti. La prima attività soddisfa il bisogno innato del soggetto , quello di giocare, la seconda permette di orientare l’azione verso la precisione e la padrona dell’esecuzione.   “Orientamento ed organizzazioni dello spazio”  La stretta interdipendenza fra motricità e rappresentazione dello spazio , è riconosciuta a tal punto che, quasi tutti gli autori, identificando quale fattore essenziale nei disturbi del bambino di fronte agli apprendimenti scolastici (dislessia, disgrazia ecc) , l’insufficiente capacità di discriminazione spaziale ed i disturbi dell’orientamento. La strutturazione spaziale si persegue su due piani , quello percettivo o senso motorio e quello rappresentativo o intellettivo, queste due strutturazioni presentano un fattore comune : la motricità. Dall’osservazione dell’evoluzione dello spazio del bambino si osserva il passaggio da uno spazio preferenziale , ad un altro che è strettamente legato ad una costruzione , sul piano senso motorio e sul piano rappresentativo, con l’intermediazione della motricità. La rappresentazione mentale dello spazio fisico evolve da quello topologico a quello euclideo . E’ importante perciò , che il bambino a livello operativo parta dalla conoscenza del proprio ambiente per passare a quello esterno. I riferimenti non saranno indicati a livello convenzionale, ma verranno differenziati con termini comuni (qua , là , sotto, vicino , lontano ecc).Saranno comunque le situazioni presentate che, prospettando determinati problemi di ordine spaziale, determineranno il richiamo delle notizie relative. Lo spazio verrà , pertanto , costruito ed organizzato come: Spazio vissuto, spazio affettivo , topologico, privo di forme e dimensioni , che si caratterizza con i rapporti di vicinanza , separazione, ordine e continuità ; Spazio euclideo, che si diversifica man mano, precisando i concetti di vicino, lontano , dentro fuori ecc ; Valutazione della direzione e dell’orientamento Valutazione della distanza Localizzazione di un oggetto in movimento Dopo questa prima fase, in cui il centro di riferimento è il corpo del soggetto, e tutto è organizzato partendo da esso si renderà necessario decentrare la rappresentazione, scegliere altri punti di riferimento, trasferire le nozioni di destra e sinistra nell’altro, acquisire i rapporti degli oggetti fra loro.    “Organizzazione e strutturazione del tempo“ Al di la del significato del ritmo, che non è un termine univoco , esiste un senso del ritmo: è il senso delle relazioni nel tempo. Il bambino risponde prematuramente alle sollecitazioni ritmiche assecondandole naturalmente con dei momenti, in special modo , allorché il suono è ritmato con cadenza uniforme. Questa risposta viene sollecitata ed  utilizzata quando si vuole economizzare il movimento , renderlo fluido, diminuire il dispendio nervoso e le tensioni parassitarie. Ne risulta  pertanto un movimento senza attenzione e quindi poco educativo. Nell’educazione psico – motoria l’interesse per l’attività ritmata , risiede nel favorire la soppressione delle  contratture e il rilassamento. Il tempo non è percepibile come la velocità e lo spazio; ciò che si percepisce sono gli avvenimenti, le azioni e i loro risultati. L’educazione psicomotoria , tralasciando inizialmente il tempo psicologico , rivolge la sua attenzione all’acquisizione ed al perfezionamento delle nozioni elementari del tempo fisico , attraverso le seguenti tappe: Nozioni di velocità , durata continuità Nozioni di intervallo , attesa , simultaneità , successione, cadenza prima , durante e dopo La sincronizzazione e la coordinazione dell’azione Per raggiungere tutto questo è necessario , nell’organizzare l’attività , dare agli elementi che entrano nel concetto di tempo una base materiale ad una traduzione visibile , che verranno potenziate mediante la rappresentazione mentale delle cadenze e l’analisi delle loro caratteristiche.  Le proposte operative per la strutturazione spazio – temporale posso essere interminabili, essere sono legate principalmente all’età, ai bisogni, alle condizioni dei ragazzi con i quali si opera. Importante è però la creatività e la preparazione dell’operatore che deve saper sfruttare al massimo l’ambiente ed il materiale che ha a disposizione. Inoltre il terapeuta deve lasciarsi invadere e sommergere dalle emozioni , egli deve saper mantenere una certa distanza riflessiva malvissuto per evitare di fare dell’altro un mezzo per risolvere i proprio problemi.   “Esempio di scheda di allenamento” (Prime 3 settimane) Esercizio Serie Ripetizioni Tempo % Di Carico   Bike     5’ Livello Medio-Basso Squat Overhead 1 15   60 % Cardio     2’ Livello Medio-Basso Squat Overhead 1 12   60% Cardio     2’ Livello Medio-Basso Step Up 1 10 x gamba   Corpo Libero Cardio     2’ Livello Medio-Basso Step Up 1 10 x gamba   Corpo Libero Cardio     2’ Livello Medio-Basso Distensioni Panca Oriz. 1 12   Solo Con Il Bilanciere Cardio     2’ Livello Medio-Basso Distensioni Panca Oriz. 1 10   Solo Con Il Bilanciere Cardio     2’ Livello Medio-Basso Lento Avanti Con Bacchetta (in piedi) 1 15   Bacchetta Di Legno Cardio     2’ Livello Medio-Basso Lento Avanti Con Bacchetta (in piedi) 1 15   Bacchetta Di Legno Cardio     2’ Livello Medio-Basso Crunch Su Fit Ball 2 10   Corpo Libero Cardio     2’ Livello Medio-Basso Il workout deve avere una durata massima di 45 minuti in modo tale da non far annoiare la persona che stiamo seguendo. Un riscaldamento su una bike della durata di 5 minuti sarà più che sufficiente. In sessioni successive,quando il soggetto sarà in grado di svolgere movimenti più complessi, sostituiremo la bike con il tapis roulant o una ellittica. Per mantenere l’allenamento ludico gli proponiamo una sorta di circuito dove i tempi di recupero tra le serie sono svolte su macchine cardio vascolari (recupero attivo). Non specifico su quale macchina cardio si svolge il recupero , in linea di massima le macchine dovrebbero essere svolte a rotazione tra loro in modo tale da variare il più possibile l’allenamento e stimolare sempre diversamente il soggetto. Tuttavia le macchina cardiovascolari da utilizzare dovrebbero essere: l ‘ellittica e/o  la bike da utilizzare dopo gli esercizi delle gambe in modo tale da non produrre ulteriori stress articolari alle ginocchia , tapis roulant e/o vogatore quando facciamo lavorare la parte superiore del corpo. Tuttavia non è una regola universale.   (Successive 3 settimane) Esercizio Serie Ripetizioni Tempo % Di Carico   Bike     5’ Livello Medio-Basso Squat Overhead 1 15   65-70 % Cardio     2’ Livello Medio Squat Overhead 1 12   70% Cardio     2’ Livello Medio Step Up 1 12 x gamba   Con Manubri Leggeri Cardio     2’ Livello Medio Step Up 1 10 x gamba   Con Manubri Leggeri Cardio     2’ Livello Medio Distensioni Panca Oriz. 1 10   60% Cardio     2’ Livello Medio Distensioni Panca Oriz. 1 8   65% Cardio     2’ Livello Medio Lento Avanti Con Bilanciere (in piedi) 1 12   Bilanciere da 6kg (senza caricarlo) Cardio     2’ Livello Medio Lento Avanti Con Bacchetta (in piedi) 1 10   Bilanciere da 6kg (senza caricarlo) Cardio     2’ Livello Medio Crunch Su Fit Ball 2 15-12   Corpo Libero Cardio     2’ Livello Medio-Basso   (Altre  4 settimane e variazione esercizi) Esercizio Serie Ripetizioni Tempo % Di Carico   Bike     5’ Livello Medio-Basso Squat Bilanciere 1 12   65% Cardio     2’ Livello Medio Squat Overhead 1 10   70% Cardio     2’ Livello Alto Affondi 1 10 x gamba   Con Manubri Leggeri Cardio     2’ Livello Medio Affondi 1 8 x gamba   Con Manubri Leggeri Cardio     2’ Livello Medio-Basso Distensioni Panca Inclinata. 1 10   60% Cardio     2’ Livello Alto Distensioni Panca Inclinata 1 8   65% Cardio     2’ Livello Medio Lat Machine Avanti 1 10   70% Cardio     2’ Livello Medio-Alto Lat Machine Avanti 1 10   70% Cardio     2’ Livello Medio Lat Machine Avanti 1 10   70% Cardio     2’ Livello Medio Crunch Obliqui Su Fit Ball 2 20-15   Corpo Libero Cardio     2’ Livello Medio-Basso

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Scheda Palestra: qual è quella migliore per me?

Scopri in questo video la risposta alla domanda: qual è la scheda migliore per me. Vedrai che non esiste necessariamente un qualcosa di esterno, assoluto che si applica anche a te senza spirito critico che possa darti risultati a prescindere. Quindi la cosa più importante consisterà nel tuo ascoltarti fidandoti di quello che senti per trovare nel corpo del tempo ciò che funziona al meglio per te in termini di sensazioni come il pompaggio.

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Allenamento a Casa a Corpo Libero

Scopri in questo video un allenamento a corpo libero da eseguire anche a casa per aumentare la massa muscolare in maniera efficace. Esegui gli esercizi solo se hai la forza necessaria senza compensare in maniera corretta sempre con un movimento lento e controllato espirando quando contrai ed inspirando nell’altra fase da eseguire lentamente per la massima efficacia.

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Allenamento Parte Alta del Corpo All'Aperto

Scopri in questo video un allenamento per la parte alta del corpo da eseguire all'aperto o anche a casa per aumentare la massa muscolare. In tutti gli esercizi assicurati che la postura sia corretta per quanto riguarda zona centrale del corpo contratta a livello muscolare, posizione scapole e respirazione espirando quando contrai ed inspirando nell'altra fase da eseguire lentamente per la massima efficacia.

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Scheda Palestra: come dividere i gruppi muscolari

Scopri in questo video come dividere i gruppi muscolari per il tuo allenamento posto che comunque devi personalizzare tutto in base alle tue caratteristiche individuali.Ecco le modalità:- total body: buono in alcuni casi ma non ti permette di focalizzarti al meglio in termini di intensità sui vari gruppi muscolari;- parte superiore/inferiore: già meglio per colpire al meglio i vari gruppi muscolari;- bro split: estremo opposto dove ogni giorno alleni un gruppo muscolare diverso (ad esempio lunedì petto, martedì schiena..etc);- push pull legs: in questo caso raggruppi i gruppi muscolari in base alla funzione che svolgono. Push: petto, spalle e tricipiti.Pull: Schiena e bicipitiLegs: gambe- il Metodo Butterfly: in questo caso ti alleni secondo il mio sistema di allenamento dividendo i gruppi muscolari così: petto e schiena, spalle e braccia, gambe.

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Dove va il fitness? (4° puntata) Cosa non mi piac...

Le grullerie, le tecnologie e i “tools” del momento che... “Si autodistruggeranno tra cinque secondi” (Mission Impossible cit.). Il fumo-fitnessista venduto a caro prezzo. Proposte a destra e manca, quando il vecchio gradino, balzi e palla medica facevano di più. Da quei tappetini su cui, fin dalla notte dei tempi, si doveva scivolare rischiando due rotule in contemporanea, ai sacchettini d'acqua, a pesetti e pesettini dalla forma assurda a pedane rotanti-molleggianti, palloni, palloncini e pallonetti, palline e sciabolette, elasticoni elastichini spade e fioretti, tutto si tenta ma niente si fa. Più noi, fitness operators, introduciamo discipline assurde quanto inutili proposteci da correnti futurizzatrici e meno la gente a questi corsi ci va. Nel frattanto, il fitness-cliente-potenziale, confuso da corsi indefinibili, proposte commerciali grottesche, formule di partecipazioni assurde e strategie di marketing improponibili, torna al ragionamento semplice, alla razionalità contadina. Che lo porta a sostituire la membership con una corsa sul prato + compilation-list appena scaricata, scansando la paura a costo zerovirgolazero. Perché chiudermi in una palestra a correre su un pavimento che corre su un altro pavimento? Su un altro fronte si aggiungono sorprese che rompono equilibri già precari: i grandi centri vanno in affanno come i fissati che installano dieci app al giorno: molte palestre rincorrono fitness-tools a rapida obsolescenza che continuano a riempire magazzini. Mentre esplode il business di vecchi capannoni di periferia che, con qualche litro di vernice e due murales, si dotano di pneumatici di camion, funi, boxes-jump e fanno un botto d'iscrizioni a colpi di flessioni, pull-up e stacchi da terra. Luddismo o buon senso? La futurizzazione furba non mi piace.

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