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Contenuti per tag: cereali


Riso nero, una fonte di salute

Avete una cattiva circolazione sanguigna o problemi Cardiaci? Oppure carenze di minerali e di vitamine? Eccovi un alimento poco utilizzato, forse, ma tanto straordinario! Di cosa sto parlando? Del riso nero. Tra i cereali, il riso nero o " venere" vanta straordinarie proprietà! Eccone alcune... Come molti di voi sanno, il complesso vitaminico B è indispensabile ai nostri enzimi per svolgere migliaia di trasformazioni molecolari che avvengono nel nostro corpo. Si può dire che il riso nero contenga in buone quantità le vitamine: B1 (Tiamina): indispensabile per il catabolismo degli zuccheri e degli aminoacidi; B2 (Riboflavina): mantiene in buona salute le mucose respiratorie e digestive, ed è un ottimo alleato del nostro sistema nervoso centrale, della pelle e dei nostri occhi e tanto altro ancora; B3 (Niacina): ha riconosciuti effetti positivi sul diminuire i livelli di trigliceridi e di colesterolo LDL "cattivo" e aumentare i livelli di HDL "buono" nel sangue. Inoltre, il riso nero è fonte di microelementi minerali, come: calcio, un ottimo alleato per combattere l'indebolimento osseo, come l'osteoporosi di cui tante donne soffrono con l'andare del tempo; selenio, un minerale anti invecchiamento, che aiuta a contrastare il sovrappeso e l'organismo ad assimilare lo iodio per il buon funzionamento della tiroide; zinco, importante per il corretto funzionamento di ormoni come l'insulina, ormoni sessuali e ormoni della crescita; magnesio, un minerale dalle straordinarie funzionalità che aiuta a combattere l'irritabilità, il nervosismo, disturbi dell'umore, difficoltà di concentrazione, stanchezza fisica e mentale e altro ancora... un minerale tra l'altro molto apprezzato dagli sportivi; ferro, necessario per la sintesi dell'emoglobina, proteina che trasporta l'ossigeno nel sangue E non da meno un elevato quantitativo di antociani, i quali aiutano a proteggere da i vari processi di invecchiamento, da processi infiammatori e modificazioni cancerogene. Sono anche un valido aiuto in caso di fragilità capillare. Il riso nero non contiene glutine, ed è quindi ottimo per chi soffre di celiachia. Potremmo dire ancora molte cose su questo favoloso cereale, ma per concludere posso solo dire... provatelo se non l'avete ancora fatto!

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Mi piacerebbe... ma non ho tempo!

Quante volte ci siamo trovati a ripetere questa frase in maniera automatica senza recepirne il reale significato? Ogni cosa che ripetiamo, a lungo andare si ancora nel nostro inconscio il quale finisce per catalogarla come verità assoluta, limitando cosi drasticamente i nostri tentativi di cambiamento e miglioramento, in caso di affermazioni di carattere critico o pessimistico. La rielaborazione della stessa frase può aprirci invece delle finestre che ci permettono di avere uno sbocco ottimistico e di conseguenza indirizzato ad un cambiamento positivo. Proviamo per un attimo a cambiare la frase del titolo dandole un'altra direzione: "Mi piacerebbe farlo: come posso gestire al meglio il mio tempo?" Suona completamente diversa, vero? Quando ci poniamo una domanda infatti, indirizziamo il nostro cervello verso la risposta al quesito ed a questo punto dobbiamo solamente armarci di una penna per fissare velocemente su carta tutte le soluzioni che ci propone: se trovi la causa infatti, lui troverà la soluzione. Se immaginiamo la nostra materia grigia come un computer che possiede tutte le risposte, dobbiamo solamente rivolgergli la domanda nel modo giusto e lui farà il suo lavoro egregiamente, sfruttando in questo modo tutto il suo potenziale. Vi voglio raccontare una storia in merito, cambiando ovviamente i dettagli personali per ragioni di privacy. Poco più di tre mesi fa mi contatta Laura, una ragazza di 27 anni, presentandomi cosi la sua situazione: "Non sono capace di portare a termine niente: sono una fallita, una buona a nulla! Avevo un lavoro a tempo pieno che mi piaceva moltissimo e mi dava parecchie gratificazioni ma da quando è nato mio figlio è cambiato tutto: ho dovuto chiedere il trasferimento in una sede più vicina a casa ed un abbassamento delle mie ore lavorative fino ad avere un contratto part-time. Nello stesso periodo mio marito ha perso il lavoro ed è sempre chiuso in casa, depresso... Io devo occuparmi di tutto!!! Seguire nostro figlio, sistemare casa: insomma adesso siamo in crisi nera e ieri sera abbiamo litigato di brutto.. Risultato? Stamattina se n'è andato, facendo le valigie... Quando ha sbattuto la porta mi è venuto un attacco di panico vedendo mio figlio di 8 mesi e me, da soli in casa..Questa settimana andrò da un avvocato per farmi consigliare: voglio separarmi..." Una situazione tragica, una successione a cascata di eventi negativi... Dopo qualche minuto di sessione mi risulta evidente che Laura ha dei problemi di procrastinazione: ritarda ed evita costantemente i suoi impegni fino a ritrovarsi sommersa da una mole di lavoro talmente elevata che le portano stati di ansia, attacchi di panico ed un conseguente abbassamento della sua autostima. Mi sono fatto raccontare la sua giornata nei dettagli ed alla fine abbiamo concordato insieme che avrebbe dovuto iniziare a divenire più consapevole della quantità di tempo che dedicava alle varie attività: in che modo? Beh, attraverso l'utilizzo di un semplicissimo diario. La prima settimana avrebbe scritto tutte la attività quotidiane compreso il tempo passato al telefono con le amiche e sui vari Social ai quali era particolarmente avvezza. Inizialmente le pagine giornaliere erano piene di definizioni come "Facebook 3 minuti-Whattsapp 2 minuti-Telefonata con amica 4 minuti..." e cosi via: la somma settimanale finale l'ha talmente impressionata che ha disinstallato subito Facebook dal suo telefonino (quando si dice "acquisire consapevolezza")! La settimana successiva, una volta individuate e selezionate le varie attività quotidiane, abbiamo iniziato a segnare con un puntino rosso tutte quelle fondamentali, con uno giallo quelle non particolarmente urgenti e con uno verde tutte quelle "leggere" o decisamente inutili. Non sto a dilungarmi sui dettagli perché illustrerò passo dopo passo ogni passaggio in un  Ebook di prossima pubblicazione, in maniera tale che chi  abbia necessità di migliorare la gestione del proprio tempo possa beneficiare di questa strategia risultata vincente. Passo quindi alla conclusione In poco tempo Laura, oltre ad aver recuperato la sua posizione professionale, diminuito i livelli di ansia ed aumentato la sua autostima ha trovato ben nove ore settimanali da dedicare a se stessa ed alla sua passione, alla quale aveva dovuto rinunciare: il tennis. Il suo prossimo obiettivo è partecipare ad un Torneo, desiderio rimasto in sospeso dal 2004 in seguito al suo trasferimento a Firenze. Ora non lascia mai il suo Diario del Tempo, lo stila con grande cura ed ogni tanto mi manda una foto dello stesso con la dicitura: "Ciao: mi chiamo Laura, ho 27 anni e sono padrona del mio tempo! "...seguita da un emoticon sorridente e quello di una clessidra! Come dite? Il marito? Beh, su questo stiamo continuando a lavorarci ma sono certo che a breve troveremo insieme un piano d'azione anche per recuperare la sua vita amorosa: in fin dei conti ora Laura é molto più Consapevole, Responsabile e fermamente Motivata nel riprendere in mano il controllo della sua vita. Mi auguro di avervi acceso qualche scintilla, ispirato qualche idea per migliorare, ma soprattutto spero che la lettura di questo articolo non sia stata per voi una... PERDITA DI TEMPO! A presto!! Samuele Viotti

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Panca piana: ora muoviamo il bilanciere!

Nell'articolo precedente abbiamo visto il posizionamento del corpo durante l'esecuzione delle distensioni su panca, ora è quindi giunto il momento di muovere il bilanciere!   TECNICA DI ESECUZIONE DELLE DISTENSIONI SU PANCA   STEP 1 Staccate il bilanciere dai supporti (impugnatura e posizionamento del corpo sono già stati descritti nell'articolo precedente).   STEP 2 Prima di abbassare il bilanciere verso il petto imparate a "sentire" il carico, non fate l'errore che fanno in molti, di staccare il bilanciere, e poi abbassarlo subito.   STEP 3 Abbassate il bilanciere verso il petto (la parte bassa), eseguendo la discesa in maniera controllata (2/3 sec), ricordandovi in questa fase di inspirare.   STEP 4 Non fate rimbalzare il bilanciere al petto, nel punto più basso dell'alzata.   STEP 5 Invertite il movimento espirando e impiegando un tempo di sollevamento inferiore a quello usato nella discesa.    STEP 6   Ripetete il movimento per X volte, e poi riappoggiate il bilanciere sui supporti.      Come sempre spero di esservi stato d'aiuto!    OVER THE TOP   Alberto Fanin

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Dimagrimento: attiva il tuo metabolismo!

Molte persone non riescono a perdere peso in maniera efficace e duratura a causa di un approccio alimentare sbagliato ed alla mancanza di un allenamento ben strutturato. Il primo errore grave che si riscontra in questi casi è appunto la ricerca della perdita di peso. L’obiettivo di una dieta o di un buon programma di allenamento non è esclusivamente quello di provocare un calo del peso corporeo ma dev’essere quello di abbassare la percentuale della massa grassa attuale. A causa di regimi alimentari eccessivammente ipocalorici si rischia molte volte di innescare una riduzione alla massa muscolare invece che alla massa grassa e ne consegue un alterazione errata del peso corporeo. Bisogna sempre ricordare che la massa muscolare è un tessuto attivo e come tale consuma calore (Kcal) innalzando il metabolismo corporeo. Un altra strategia scorretta è quella di ricercare una perdita di peso in tempi troppo brevi, questo provoca una ulteriore riduzione del metabolismo corporeo perchè l’organismo si porta ad una condizione di difesa mantenendo il grasso se l’apporto calorico assunto è troppo ridotto. Da ciò ne derivano anche scompensi pericolosi negli organi interni, che necessitano di tempi utili di adattamento. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) consiglia una riduzione annua del proprio peso nell’ordine del 12% circa. In conclusione, posso affermare che una delle cose più sottovalutate ma più importanti per perdere grasso corporeo è preservare la massa muscolare in quanto può essere definita come la nostra centrale termica e non abbassare troppo l’introito calorico giornaliero in quanto anche gli alimenti sono in grado di stimolare il metabolismo (termogenesi indotta dagli alimenti, TID). Ogni piano alimentare deve però essere affiancato da un programma di allenamento adeguato che comprenda sia un lavoro aereobico ma soprattutto un lavoro con i pesi, i quali consentono di mantenere o aumentare la massa muscolare e di stimolare il consumo di ossigeno post esercizio, il che significa un ulteriore scossa al metabolismo.   Giorgio Mimini

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Coloranti chimici VS salute dei bambini

Quanto è importante la salute ed il benessere dei bambini? Ognuno di noi desidera sempre il meglio e il massimo per i propri pargoli. Spesso inizia tutto dall’alimentazione e dallo stile di vita che i figli apprendono dai genitori: sì perché i bambini non hanno colpe, loro imparano ed imitano ciò che vedono fare ai loro più importanti modelli, mamma e papà.   Nel 2007 uno studio pubblicato dall’Università inglese di Southampton ha puntato il dito contro 6 coloranti chimici (E102 tartrazina, E104 giallo di chinolina, E110 giallo tramonto FCF, giallo arancio S, E122 azorubina, carmoisina, E124 ponceau 4R, rosso cocciniglia A, E129 rosso allura AC) ed un conservante (il benzoato di sodio) in quanto responsabili di iperattività e deficit di attenzione nei bambini. L’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare con sede a Parma, dopo aver esaminato lo studio, ha ritenuto opportuno ridurre la dosa giornaliera ammissibile degli E104 (da10 mg/kg di peso corporeo/giorno a 0,5 mg), E110 (da 2,5 a 1 mg/kg), E124 (da 4 mg/kg a 0,7 mg/kg) - nuovo Regolamento UE n. 232/2012 del 16 marzo 2012 –   Dal 20 luglio 2010 è inoltre entrato in vigore l’obbligo di segnalare sull’etichetta dell’alimento contenete i sopracitati ingredienti, la dicitura: “Può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini”.   Ma dove si trovano questi “terribili 7”? Praticamente ovunque, soprattutto negli alimenti destinati ai bambini: merendine, yogurt, snacks, caramelle, gelati, torte, biscotti, bibite, succhi di frutta, surgelati precotti, negli integratori vitaminici che vengono prescritti alle donne in gravidanza, ecc… OVUNQUE!   Alcune industrie si sono attrezzate trovando nei coloranti ottenuti da vegetali (erbe, ortaggi, frutta, ecc..) una valida soluzione in modo da garantire le stesse tonalità e stabilità del colorante chimico ed anche per evitare di trascrivere sulla confezione una frase così preoccupante e poco invitante.   Consigli leggere ATTENTAMENTE le etichette degli ingredienti; evitare alimenti industriali preconfezionati e precotti, dai colori accesi e invitanti; non comprare alimenti di cui non si riesce a comprenderne la composizione. I bambini non vanno a fare la spesa, siamo noi i modelli e i responsabili del loro benessere: un’alimentazione e uno stile di vita sano genereranno adulti sani e meno corrotti! Francesco Moschillo

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Kettlebell: uno sguardo al passato per gli allenam...

Molti di voi lo conosceranno di sicuro, altri lo sentiranno nominare per la prima volta: questo non cambia la sostanza, ossia che il Kettlebell è un attrezzo che la farà da padrone nella preparazione sportiva per molti anni a venire. Noto anche come "Gyria", è tanto semplice quanto funzionale: è infatti composto esclusivamente da una sfera di ghisa di peso variabile e da una maniglia. I primi "esemplari" risalgono probabilmente ai tempi degli antichi Greci e consistevano in giare riempite di acqua e terra, utilizzate nella preparazione dei Giochi Olimpici. Anche i monaci Shaolin utilizzavano nei loro allenamenti una versione rudimentale di Kettlebell. Ma è in Russia che sin dal 700 (e forse anche prima) questo attrezzo è stato quasi l'unico mezzo di allenamento sia in ambito scolastico che sportivo, e soprattutto nella formazione e nell'addestramento dell'esercito sovietico.  Attualmente, i Gyria sono parte integrante di quasi tutti gli allenamenti di Functional Training, MMA (Arti Marziali Miste), Rugby, Pugilato, Wrestling e, ovviamente, nella preparazione fisica di Forze Speciali Militari. Ma cos'ha di speciale un attrezzo all'apparenza così essenziale? La loro particolare conformazione, più vicina agli oggetti di uso comune rispetto ai classici manubri, permette di stimolare i muscoli degli arti superiori con angolazioni altrimenti impossibili, stimolando anche i propriocettori di polso, spalla e gomito, che ne risulteranno notevolmente rinforzati. La stessa presa delle mani potrà avere dei grossi benefici. Ma il pregio più grande dell'allenamento con i Kettlebell è quello di permettere di lavorare come nessun altro strumento sulla forza esplosiva, sulla potenza e sulla reattività neuromuscolare, oltre che sul "core" (grazie alla massima stimolazione dei muscoli stabilizzatori) e sulla coordinazione. Si può affermare che i Kettlebell rappresentino una congiunzione ideale tra allenamento a corpo libero e allenamento con pesi liberi, garantendo traiettorie di movimento più naturali, e perciò più funzionali, che rinforzano l'apparato muscolo-scheletrico aiutando anche a prevenire infortuni e a recuperare eventuali squilibri di forza.   Un altro punto a loro favore è il forte condizionamento metabolico che inducono nell'organismo, vista la dinamicità della maggior parte dei movimenti previsti e la quasi totalità di gruppi muscolari coinvolti (vedi i classici Swing o Snatch), il che li rende ideali per un allenamento completo che miri al migiloramento dell'efficenza fisica dell'atleta in tutte le sue componenti.   Come per qualunque altro tipo di allenamento, bisogna però sottolineare come sia importante apprendere la corretta esecuzione di ciascun esercizio, iniziando con carichi leggeri finchè non si padroneggia il movimento, al fine di evitare infortuni o squilibri motori. Ogni gesto atletico deve essere preciso, controllato e coordinato, per questo l'assistenza di un professionista qualificato è sempre consigliata. Buon Kettlebell a tutti!     Giulio Bellini

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