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Contenuti per tag: consigli allenamento


Tips &Tricks "under 17" (3)

1) Mai perdere tempo con esercizi che servono a 'disegnare quella parte di muscolo': dacci dentro con i movimenti fondamentali e qualsiasi muscolo... Si 'disegnerà' bene dappertutto; 2) Mai prendere l'abitudine di sostituire il classico-super-squat col leg press. Le gambe non ti cresceranno mai. E nemmeno i glutei; 3) Mai insistere coi pesoni nell'esecuzione delle croci (soprattutto inclinate). Molti 'teen' per fare i fenomeni lavorano troppo di tricipite e il petto non si espande; 4) Mai allenare i polpacci con pesi troppo pesanti se non ne vogliono sapere di crescere. Cambia gli angoli, le aperture dei piedi, rallenta quando sali e quando scendi. Sentirai che pumping.     Quattro trucchi alimentari... 1) Evita il pane bianco e occhio anche a quello integrale se ne mangi troppo. E' come far rientrare dalla finestra quell'amido che non entra più dalla porta. Il tuo nemico numero uno per il six-pack. 2) Evita la torta della nonna da sbafare tutte le mattine a colazione. Vero che è da urlo, ma fatti un bel paio di fette solo nel cheating-day. Anche tre (fette), ma poi salta i carbo nel pranzo! 3) Evita con tutte le tue energie la Coca Cola, anche quella 'Zero'. Datti alle bevande di soia mixate con succo di mirtillo. Sentirai che sapore e che potenza. Come il Palladio per Iron Man. 4) Evita i superalcolici. Ti si piazzano sull'addome e non si muovono da lì. Il tuo six pack sembrerà un budino nel frigo.

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Tips&Tricks per allenamento Under-17 (2)

1) Mai massacrarsi sul bench press senza un warm-up perfetto. Sei giovane e fai le cose in fretta, ma se non hai voglia di scaldarti, parti con le croci ai cavi, così fai un movimento complementare e metti sui fornelli pettorale e deltoide anteriore; 2) Mai trascurare i glutei. La schiena si affloscerebbe come una gomma bucata. Poi, i jeans ne rivelerebbero la 'carenza'. E la vestibilità dei jeans, conta! 3) Mai esagerare col peso nell'esecuzione del pull-over con manubrio su panca piana. Lavoreresti troppo col tricipite e stresseresti il blocco spalla. Non guastartelo ora; 4) Mai esagerare col running prima dell'allenamento: resteresti senza cartucce sullo squat e su tutti gli esercizi fondamentali, che richiedono una montagna d'energia!   4 DRITTE SULL'ALIMENTAZIONE: 1) Lascia stare il burro d'arachidi se ne mangi tonnellate. Una spalmata è ok, ma se esageri coi grassi, l'adipe si estenderà dal six-pack al bicipite. 2) Smettila con le patatine: va bene qualche 'pizzicata' nel piatto se hai una fame bestia, ma i sacchetti formato famiglia nel carrello del supermercato saranno la tua condanna. 3) Niente merendine nei distributori della scuola. Aspetta la domenica e sbafati una torta di mele fatta dalla mamma; 4) Stai attento al troppo pane e salame. Se vuoi un sandwich ad alto potenziale di 'gusto+proteine', passa al tacchino a fette e mettici dentro qualche salsina il più light possibile. Stai lontano dai grassi animali.

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Mamma e figlio: l'importanza del linguaggio

Il rapporto tra madre e figlio, o sarebbe meglio dire tra genitori e figli, rappresenta un pilastro portante nella formazione della personalità del bambino. Questo rapporto passa attraverso le abitudini, i gesti e le parole, che hanno un grande impatto sulla nostra parte inconscia, soprattutto quando si è bambini. Ed è proprio l’inconscio che governa gran parte delle nostre scelte e dei nostri comportamenti. In questo articolo voglio concentrarmi soprattutto sulle parole e sul tono con cui i genitori parlano ai propri figli. Sì, perché bisogna rendersi conto che le parole, soprattutto quando ci si rapporta con i bambini, possono essere dei veri e propri mattoni sui quali il bambino costruirà giorno dopo giorno la sua autostima, oppure possono essere delle vere e proprie voragini di insicurezza, dentro le quali il ragazzo crescendo sprofonderà poco a poco. Molto spesso mi chiamano delle madri per portarmi i loro figli a fare delle life coaching, affinché io possa aiutarli a raggiungere una maggiore autostima e fiducia in sé stessi. E mentre le ascolto parlare, sono le frasi che esse usano che mi raccontano i loro figli. “Ma sai Pierre, lei è una che non ha mai avuto fiducia in sé stessa. Certo non potrà eccellere nello studio, non sarà mai una cima”. Quello che si deve comprendere bene è che, se si aspira ad avere un figlio con una migliore autostima, il genitore deve essere il primo a seminare autostima nel proprio figlio. Sì, perché l’autostima non la si compra in farmacia. L’autostima è qualcosa che si costruisce, lentamente, giorno dopo giorno, già da piccoli, anzi, soprattutto da piccoli. Ecco perché è molto importante comunicare con i propri figli, con la consapevolezza che quando comunichiamo con loro, in realtà stiamo gettando in loro dei semi. Potrebbero essere dei semini di insicurezza, scarsa autostima, oppure semini di coraggio, di intraprendenza e di fiducia in sé stessi. Di questi semi vedremo i primi frutti nell’adolescenza… Le frasi tipo: “Sbagli sempre”, “Sei un disastro”, “Sei il solito, non finisci mai le cose che inizi”, “Cosa sto a perder tempo con te che non capisci”, “Da grande non combinerai mai nulla”, “Non capisci proprio le cose”, sono delle frasi che non contribuiscono proprio a gettare semi di autostima. Anzi, se poi si pensa che a queste parole si aggiungono sempre toni alti, atteggiamento non verbale aggressivo, emozioni negative, ecco che si aprono nel cervello del bambino crateri di insicurezza in sé stesso. A volte, quando spiego questi concetti, in qualità di life coach, mi sento rispondere: “… Ma i miei genitori non si sono mica posti tutti questi problemi eppure sono ben cresciuto anch’io!”… Sicuramente i nostri genitori, hanno cercato di dare il meglio di loro. E il modo che spesso hanno scelto è di fare quello che hanno fatto i loro genitori. Ma si può sempre migliorare! “Tutti sbagliano nella vita, tranquillo!. La prossima volta ti impegnerai di più e vedrai che andrà meglio”, “Ho fiducia in te, e stai certo che le cose miglioreranno se darai il meglio di te”, “E’ solo sbagliando che si impara e si cresce”, “Aumenta il tuo impegno e sfrutta tutto il tuo potenziale”, “Hai tutto quello che serve per riuscire... Ora basta che ci unisci l’impegno”. Questi sono solo alcuni esempi di come si può comunicare lo stesso concetto in modo più potenziante. Una cosa molto importante poi, è dare il giusto riconoscimento ai progressi che il bambino compie, anche i più piccoli: “Bene, hai fatto un buon lavoro”, “Bravo, vedi che se ti impegni riesci sempre”. Serve molto di più rafforzare un progresso, anche se minimo… Se non ci sono problemi o tensioni, così come se non ci sono particolari situazioni di successo conseguito dal bambino, può essere più utile seminare sensazioni positive andando a riprendere successi del passato. “Sono orgoglioso di te”, magari con un gesto, una carezza, una pacca sulla spalla, sono semini che un giorno germoglieranno e daranno quei frutti di una buona autostima. Pierre Joseph Vicari

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