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Contenuti per tag: crossfit


Flowing Training

Il Flowing è una tecnica proveniente dalla 'Corrente di pensiero del Movimento Funzionale'. Tale disciplina del fitness pseudo-futurizzato, in realtà, fonda le radici nella storia antica del fitness (vedi la tecnica Slide anni Novanta, del tutto simile). Oggi, il "Functional Training" e il "Flowing" che ne è parte, sono in auge tecnicamente e commercialmente. Salvo casi rari, ogni nuova disciplina che entri prepotentemente nel mercato delle palestre ha forma e sostanza. Perciò, bisogna provare per decidere se una nuova proposta o corso fa per noi. In passato, ciò che veniva lanciato nel mercato del fitness era poco sperimentato (i magazzini delle palestre sono pieni d'attrezzature inutilizzate), e non di rado si trattava di fitness-flop. Oggi, l'elaborazione dei movimenti da proporre ai 'fitnessisti' è sempre ponderata. Noi esperti ci lavoriamo su ogni giorno e dobbiamo esser certi che quel 'prodotto/servizio' da mettere in campo sarà utile per clienti sempre più preparati e redditivo per l'azienda-palestra, sempre più impegnativa da gestire. 1) Caratteristica del movimento "Flowing" vuol dire scorrere, scorrimento. Il termine illustra chiaramente di cosa si tratta. Se facciamo un passo in avanti non possiamo farlo scivolare ma dobbiamo far avanzare la gamba e poi appoggiare il piede. Mettere le pattine sotto i piedi, invece, è nient'altro che un uso casalingo della tecnica Flowing. Detto ciò, il vantaggio di quest'allenamento è che racchiude in un unico gesto tutte le qualità del training in palestra o out-door. Fare un affondo classico con o senza peso fa lavorare i muscoli agonisti (quadricipite, glutei) coinvolge parzialmente gli antagonisti (femorali, posteriori della coscia) e ancor meno parzialmente gli stabilizzatori (addominali, paravertebrali). Un affondo con tecnica Flowing, mettendo sotto il piede un tool che faccia slittare il piede in avanti (anche un pezzo di carta) coinvolgerà invece tutto l'insieme. Vantaggi: propriocettivizzazione e più controllo dei movimenti, migliore atteggiamento posturale, maggiore efficacia a livello di tonificazione (massimo risultato in tempo ridotto). Svantaggi: decisamente impegnativo se non si è allenati e stressante per muscoli e tessuti connettivi se si commettono errori gestuali anche minimi. 2) Tools utilizzati nell'allenamento Flowing Training PLATE in pvc e PADS rivestite in feltro. La prima è sorta di tappetino adattato allo scorrimento, le seconde qualcosa di simile alle pattine succitate che vanno poste sotto i piedi nudi. 3) Sequenza esercizi tipo Gli allenamenti funzionali hanno durata breve (15-30 minuti), almeno se non si è non è "Cross-Fitters" professionisti. Dovendo coinvolgere senza interruzione muscoli agonisti, antagonisti e stabilizzatori per tutta la durata della sessione, è richiesta una preparazione fisica ideale e grande concentrazione. Tale peculiarità esclude i fitness-principianti, ma può includere tranquillamente nel programma chi è intermedio o avanzato. Una sequenza ideale può essere quella che alterna un movimento in Flowing per la parte superiore del corpo (Flessioni in Flowing) con uno per la parte inferiore (Affondi in Flowing). A seguire, un terzo movimento per il core-body-anterior (Flessioni busto in Flowing) e per chiudere un esercizio per il core-body-posterior (Ponte Supino in Flowing). Per ogni esercizio 3-5 serie da 10-15 reps con recupero totale tra le serie (90 secondi).

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Le parole hanno sempre un doppio messaggio!

Lo strumento fondamentale per ogni tipo di relazione è la comunicazione. Ma come comunichiamo ai nostri cari? Come mai a volte ci arrabbiamo o siamo a disagio parlando di cose futili?   Vediamo un esempio Il marito con voce dura e le sopracciglia inarcate: “Dove sta la mia camicia?” La moglie con voce lamentosa, stringe le spalle, alza le sopracciglia e dice: “L’ho messa nel tuo cassetto!” Nelle transazioni possiamo individuare sempre due livelli di comunicazione: uno sociale (ciò che le persone dicono) ed uno psicologico (ciò che le parole sottendono, i “messaggi nascosti”). In questo esempio il livello psicologico potrebbe essere espresso in questo modo: Marito: “Tieni sempre le mie cose in disordine?” Moglie: “Tu mi critichi sempre ingiustamente!” Quasi sempre la nostra reazione emotiva e comportamentale risponde al livello psicologico della transazione. Lo psicologo canadese Eric Berne (1971) afferma che ciò che avviene in seguito ad uno scambio tra due persone è sempre determinato dai “messaggi nascosti” nella comunicazione. Ma come possiamo capire questi messaggi nascosti? Berne parlava di un piccolo omino che venuto da Marte scende sulla terra ad osservare le cose terrene. Questo omino non ha alcun preconcetto su cosa intendono significare le nostre comunicazioni ed osserva semplicemente come comunichiamo, poi nota i comportamenti che ne seguono. Se ci capita di sentirci a disagio o arrabbiati o delusi mentre parliamo con una persona, possiamo provare ad essere questo piccolo marziano, in modo da capire cosa la persona ci sta comunicando e cosa noi stiamo comunicando all’altro. Per “pensare marziano” è fondamentale osservare i segnali non verbali che ritroviamo nel tono di voce, nei gesti, nell’atteggiamento corporeo, nella respirazione, ecc. I bambini piccoli leggono intuitivamente questi segnali, tuttavia, crescendo veniamo educati a cancellare questa nostra intuizione (“Non è educato guardare fisso la gente mentre parla”). In un certo senso dovremmo ri-esercitarci a notare questi segnali che a volte sono addirittura contrari ai nostri messaggi verbali. Al fine di mantenere una comunicazione fluida è importante mantenere le transazioni parallele. Ma che sono le transazioni parallele? Peter con voce pacata e gentile chiede: “Ti andrebbe di passare a prendermi alle 20?”Andy con volto sereno risponde: “Va bene, a più tardi” Nelle transazioni parallele i protagonisti rispondono al livello sociale della transazione e i segnali corporei confermano i messaggi verbali della comunicazione. Invece nelle transazioni complementari le persone rivestono due ruoli, complementari appunto, tipo “genitore-bambino”, “persecutore-vittima”. Ad esempio il Capo rimprovera e critica Mary, la quale si scusa mortificata. Questo tipo di transazioni sono prevedibili e possono continuare senza fine. Capo: “Questa lettera la dovevi scrivere su un foglio di carta più piccolo, ti avevo detto di farti un promemoria” Mary con tono sottomesso: “Ho sbagliato, mi dispiace, in questi giorni ho avuto tanto da fare” Infine nelle transazioni incrociate si assiste ad una interruzione della comunicazione ed una o entrambe le persone dovranno cambiare il proprio “stato” affinché la comunicazione possa proseguire. Peter con voce pacata chiede: “Che ore sono?” Andy si alza, aggrotta le ciglia e dice: “Sei sempre in ritardo!” In questo tipo di transazione Peter pone una domanda da uno stato che potremmo definire “Adulto” ed Andy risponde da uno stato “Genitore Critico”. I due protagonisti, dunque, non condividono lo stesso “stato” ed è molto probabile che la comunicazione converga in argomenti diversi dallo stimolo di partenza. Ma quindi esistono transazioni “buone” e “cattive”? In realtà no. Utilizzare una transazione incrociata, ed esempio, potrebbe essere molto utile nel caso in cui il vicino di casa abbia deciso di raccontarci la sua vita sulla porta dell’ascensore, oppure se Mary decidesse di interrompere la catena comunicativa con il suo Capo, potrebbe incrociare la transazione dicendo: Mary: “Mi dica per favore su che tipo di carta vuole queste lettere in futuro”. Ed infine potrebbe essere piacevole utilizzare una transazione complementare con il proprio compagno: John buttandosi sulla poltrona: “Sono proprio stanco! Me lo faresti un massaggio?” June con tono carezzevole: “Certo, arrivo subito”. Secondo Stephen Karpman (1971) possiamo sempre scegliere nuovi modi di comunicare così da interrompere il nostro modo abituale di reagire agli altri. Ogniqualvolta ci sentiamo bloccati mentre comunichiamo, possiamo provare a riflettere su quanto accaduto “come omini venuti da Marte” e scegliere di volta in volta che tipo di transazione utilizzare. Noemi Di Lillo

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Metodologie di allenamento: Ladder

Con questo articolo andrò ad analizzare i vari metodi di training che possono essere utilizzati durante una sessione di allenamento. Una metodologia di base molto efficace nel campo Kettlebell / cross-fit è sicuramente il Ladder. Il Ladder si applica con un'unità di 5/6 ripetizioni per il primo minuto, al quale fa seguito un secondo minuto con 10/12 ripetizioni, ed un terzo minuto da 15/18 ripetizioni, per poi ricominciare con un minuto da 5/6 ripetizioni e cosi via. Richiede un adattamento adeguato, e quindi deve essere applicato, nelle prime sessioni, con estrema pazienza, ma si tratta di un sistema ad alto rendimento, dove le sessioni diventano sempre piu gestibili sia da un punto di vista sia fisico che psicologico.  Il Ladder rappresenta la preparazione base per poter poi affrontare con maggior profitto sistemi di allenamento più complessi. Attraverso l'utilizzo di pesi non troppo elevati, sviluppa la resistenza alla forza, la tonicità, la massa muscolare e aumenta la capacità aerobica totale, attraverso i suoi tempi di recupero sempre piu ridotti. In termini pratici, possiamo rappresentarlo con l'esecuzione del Clean&Press con due Kettlebell:   1° minuto - 5 movimenti Clean&Press; 2° minuto - 10 movimenti Clean&Press; 3° minuto - 15 movimenti Clean&Press; 4° minuto - 5 movimenti Clean&Press; 5° minuto - 10 movimenti Clean&Press; 6° minuto - 15 movimenti Clean&Press In questo pratico esempio otteniamo l'esecuzione di 60 ripetizioni in 6 minuti di lavoro. Il recupero è dato dal tempo che trascorre dalla fine dell'esecuzione dei movimenti prefissati all'inizio del nuovo periodo di lavoro. Il circuito è da ripetere per 3 serie e può esser utilizzato per l'allenamento di tutti i gruppi muscolari.

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Allenamento Funzionale: moda o rivoluzione?

Non esistono contro, ma solo pro! Scopriamo perché! È un ritorno alle origini, dai movimenti primitivi ai classici spostamenti che il nostro corpo compie nella quotidianitá, come sollevare una cassetta da terra e riporla su uno scaffale, sedersi e poi alzarsi, salire e scendere le scale ecc. E’ un allenamento incredibile (video), divertente e di grande interazione, in grado di sfruttare appieno la funzionalitá del proprio corpo. E’ un allenamento che lavora su lunghe catene muscolari, migliorando equilibrio, stabilitá e mobilitá delle nostre articolazioni, prevenendo cosi anche gli infortuni. Attraverso un circuito funzionale abbinato ad intervalli di cardiofitness, è in assoluto il miglior sistema di dimagrimento in circolazione.   Il Functional Training ha quindi un’altissima capacitá di attivare il metabolismo, arrrivando a bruciare in un allenamento fino a 700 kcal.  Inoltre, grazie al principale utilizzo del CORE (Fascia addominale, Girovita e Quadrato dei lombi) nella soglia cardiaca “bruciagrassi,” queste parti prenderanno forme sorprendenti, toniche e snellenti. Questa è l'identità dell'allenamento funzionale, qualcosa di unico nel mondo dell'allenamento perché unisce e formalizza gli elementi comuni di tutti gli sport, lo spirito sportivo e i migliori mezzi per esaltarlo. Allenarsi in modo funzionale vuol dire allenarsi con il cuore, i muscoli e la testa. Allenati per la performance, allenati alla performance. E tutto il resto sará una semplice conseguenza! CAMBIA. ADESSO PUOI

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