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Contenuti per tag: esercizio fisico


Esercizio fisico e tumore al seno

L’attività fisica agisce sui sistemi metabolici dell’organismo portando numerosi benefici a livello salutare. Numerosi studi epidemiologici hanno mostrato un forte legame tra lo sviluppo tumorale e la mancanza di esercizio fisico, almeno per quanto riguarda alcuni tipi di tumore. E’ quindi importante che tutti diventino più consapevoli degli effetti positivi dovuti all’allenamento nella prevenzione e nel controllo di numerose patologie, anche quelle più gravi. L’attività fisica agisce su alcuni meccanismi essenziali dell’organismo, come il metabolismo energetico e ormonale, l’infiammazione, il sistema immunitario. Muoversi aiuta a restare in forma, a mantenere giovane l’apparato muscolo-scheletrico e circolatorio e a perdere peso. Lo sport e il movimento hanno però altre virtù nascoste, che oggi i ricercatori sono in grado di studiare nel dettaglio e che spiegano anche gli effetti preventivi nei confronti delle malattie cardiovascolari e del cancro. Diversi studi sono riusciti a fornire una prova dell’utilità dell’esercizio nei confronti di specifici tumori, tra cui quello al seno. La conferenza europea sul tumore al seno nel 2014 ha confermato che un regolare esercizio fisico riduce di circa il 12% il rischio nelle donne, di ogni età e peso, di sviluppare questo tumore. Alcuni studi hanno verificato cosa accade alle donne che dopo la menopausa, nel momento di maggior rischio di ammalarsi, iniziano ad allenarsi, dimostrando che anche in questo caso vi è un beneficio in termini di riduzione del rischio se confrontato con quello delle donne sedentarie. L’esercizio andrebbe prescritto come un farmaco e, esattamente come il tipo, la dose e la durata dei medicinali, anche il tipo, l’intensità e la frequenza dell’esercizio andrebbero misurati sulla persona, in quanto ognuno risponde in maniera differente allo stimolo allenante (Fondazione Umberto Veronesi). Indagini recenti hanno rivelato che le donne che svolgono esercizio fisico regolare hanno in media un rischio di sviluppare cancro al seno inferiore di circa il 30% rispetto alle donne sedentarie (Friedenreich CM. et al., 2008). Nello studio di Antony MP. e i suoi collaboratori, sono stati presi in considerazione i diversi fattori di rischio che sono direttamente coinvolti nello sviluppo del tumore al seno, tra cui l’inattività fisica, scoprendo che un maggiore esercizio fisico riduce il rischio di sviluppare il cancro al seno. Una recente revisione suggerisce che metà dei casi di cancro al seno possono essere prevenuti attraverso il raggiungimento e il mantenimento di un peso sano, attività fisica regolare e un consumo minimo di alcool (Colditz GA. et al., 2014). Esistono prove epidemiologiche che suggeriscono che l’esercizio dopo una diagnosi di cancro al seno può migliorare la mortalità, la morbilità e la qualità della vita (Eyigor S. et al., 2014). L’esercizio è anche importante per prevenire o migliorare molti effetti negativi correlati al trattamento come la stanchezza, la debolezza muscolare, il declino delle funzioni cardiovascolari e delle capacità funzionali complessive (Wolin KY. et al., 2012). L’attività fisica e gli interventi di perdita o mantenimento del peso corporeo stanno diventando elementi chiave per la sopravvivenza al cancro al seno, poichè l’obesità è associata ad un rischio di mortalità maggiore del 30% per le persone affette da tumore, mentre il fatto di essere fisicamente attivi e mantenere un peso costante è associato ad un rischio inferiore del 30% (Patterson RE. et al., 2010).

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Troppo magro? Qualche idea per potenziarti

Sono troppo magro e non riesco a potenziare i muscoli. Che cosa faccio? Ho la tentazione di abbandonare la palestra proprio ora che ho cominciato. Quando la natura ci ha dato un fisic svantaggiato, la mossa vincente per aumentare la massa è chiedere aiuto alla “triplice alleanza”:workout intensi, sessioni brevi e allenamenti a giorni alterni o comunque distanziati. Allenati con manubri pesanti, per non più di 45-55 minuti e mai più di 2/3 volte a settimana.   Sono alto 1 metro e 82 e peso solo 64 chili. Per aumentare la massa il mio trainer mi ha consigliato di fare solo sei ripetizioni. È vero che “ingrossano”di più? Per diventare più massiccio fai poche ripetizioni (da un minimo di cinque - sei a un massimo di dodici) con un carico elevato. Sei ripetizioni sono l’ideale, perché ti consentono di usare i carichi più elevati. Esclusi i bicipiti, per i quali ti consiglio di stare intorno alle dieci-dodici ripetizioni.      I miei pettorali non hanno spessore, anche se faccio molte serie di panca piana.     Non concentrarti solo sull’allenamento specifico per i pettorali se hai il torace piatto,ma cura anche gli esercizi complementari, soprattutto quelli che comportano un’espansione della cassa toracica, come il pullover con manubrio.   Qual'è il metodo migliore  per chi è magrolino e vuole diventare massiccio?   Lo ripeterò fino alla noia: intensità e rarefazione delle sedute.    Il mio trainer mi ha detto di allenarmi cinque volte alla settimana per far crescere la mia massa, ma a me sembra di dimagrire.   Normalissimo: il sovrallenamento fa dimagrire e da quanto mi dici, ti sta tendendo una trappola. Tre workout a settimana e aumenterai il tono muscolare.    La mia scheda di allenamento dura un'ora e mezza: è un training troppo impegnativo per me che sono molto magro?   Sì. Un workout prolungato NELLA DURATA non ti darà risultati. Fai allenamenti voluminosi ma brevi. Un esempio? Venti serie per lo stesso muscolo in poco meno di un’ora.   Per far crescere i muscoli devo fare solo esercizi fondamentali o posso puntare anche su quelli complementari? Ti rispondo con una metafora. Immagina di dover costruire una casa: di sicuro ti preoccuperesti anche della pulizia e dell’ordine intorno al “cantiere”. In altre parole, ti consiglio di imparare a concentrarti fin d’ora anche sui dettagli.   Un integratore da consigliarmi per mettere su chili di muscoli se si è molto esili come me? Ti ringrazio per il consiglio, perché non so davvero come far esplodere la massa. Integrare una dieta equilibrata,che fa il 90% con glutammina (decisamente meglio della creatina). Questo aminoacido è un volumizzante, che però non ti gonfia d’acqua “appannando” maledettamente il tuo six-pack. I cicli d’assunzione sono compresi tra le sei e le otto settimane. Falli due tre volte l’anno e la massa ti ringrazierà a vita.   Se è vero che le proteine sono i mattoni dei muscoli, perché il mio trainer dice di mangiare molti carboidrati per sviluppare la massa? Se assumi pochi carboidrati, finisci con l’usare le proteine dei muscoli come fonte energetica. A quel punto, non avendo più proteine perché le hai appena utilizzate come carburante, come farai ad aumentare il volume dei tuoi muscoli?   Mangiare molto per incrementare la massa non mi fa perdere un po’ di definizione dell’addome? Sono alto un metro e 90 e peso 68 chili. Il rischio c’è, ma è meglio costruire massa senza fare caso a un po’ di grasso in più. Metti fieno in cascina, lo brucerai prima dell'estate e ti porterai in spiaggia muscoli e six-pack. Roby Romano

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Ritenzione Idrica: come procedere

La ritenzione idrica è la predisposizione di un soggetto ad accumulare liquidi (o soluti) negli spazi extracellulari del corpo. Colpisce maggiormente i soggetti femminili rispetto a quelli maschili. Il ristagno di questi liquidi tende a localizzarsi soprattutto negli arti inferiori e si va spesso a sovrapporre al tessuto adiposo. Spesso la ritenzione idrica viene confusa con l’accumulo adiposo, ma tale dubbio si risolve tramite BIA. A parte il fatto che il tessuto adiposo è pressoché anidro (povero di acqua), la ritenzione ha a che fare con i liquidi e/o soluti che si insinuano negli spazi extracellulari del corpo. Ovviamente per i medici essa rappresenta un segno premonitore di invecchiamento precoce del soggetto. La sua origine è multifattoriale e può essere causata da vari problemi quali: surrenalici; renali; cardiaci; venosi; linfatici; ecc.   Può anche essere favorita o aggravata da incongrua attività fisica e/o da errata alimentazione; come in questo caso: Soggetto Femminile (distribuzione del grasso di tipo Ginoide); Età: 30 Anni; Altezza: 1.68 Mt; Peso : 61 Kg; Attività: Casalinga; BMI: 21,6 (Normopeso) BPM a riposo: 72 Obiettivo: Dimagrire Cosce Frequenza Allenante: 4 volte la Settimana (quasi esclusivamente cardio). Il Soggetto in esame in Palestra effettua cardio sfruttando i simulatori aerobici (tapis roulant- stepper, glide, ecc) con range di frequenza cardiaca determinata con la classica formuletta: (220 - età) x 60-70% della FCMAX. Purtroppo tale allenamento le scatena cortisolo (ormone dello stress - surrenalico), il quale smonta le proteine muscolari i cui soluti in esse contenuti invadono gli spazi extracellulari aggravando la ritenzione idrica. Questo quadro è ulteriormente aggravato dal Soggetto che ha repentinamente ridotto l’apporto dei carboidrati (pane, pasta, frutta) nella dieta; il risultato è che ha “addormentato” la tiroide, la quale ha prodotto i suoi effettivbloccando il dimagrimento e la mobilizzazione del grasso corporeo. Cosa fare? Innanzitutto occorre affidarsi ad un PT esperto in tali problematiche (meglio se Laureato in Scienze Motorie) che possibilmente lavori in sinergia con un Dietologo; quest’ultimo si occuperà della parte alimentare e dell’eventuale integrazione.   Nello Iaccarino

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Jogging: stima del consumo calorico

Stima del consumo calorico di un praticante di Jogging in assenza di patologie manifeste.   Dati Soggetto: Maschio Professione: Impiegato Età: 30 Anni Altezza: 1,80 mt. Peso: 85 kg. BMI: 26,2 (leggermente sovrappeso) BPM a riposo: 78 % massa grassa da BIA: 19% (nella norma per la sua età e razza) Biotipo Morfologico: Longilineo Indice rischio cardiovascolare: 0,50    Il soggetto decide di fare 1 ora al giorno con frequenza trisettimanale percorrendo in media 9 km mantenendo una frequenza cardiaca compresa fra i 145 bpm e i 150 bpm (60-65% della FCMax ). Il soggetto consuma tra le 612 Kcal e le 918 Kcal al giorno. Ovviamente a livello trisettimanale il consumo è rispettivamente tra le 1836 Kcal  le 2754 Kcal. Come utilizzo dei macronutrienti durante tale attività si stima quanto segue:     Giornaliero  612 Kcal      92 gr. di carboidrati    27 gr. di grassi      918 Kcal     139 gr. di carboidrati    40 gr. di grassi   Trisettimanale  1836 Kcal    276 gr. di carboidrati      81 gr. di grassi       2754 Kcal   417 gr. di carboidrati    120 gr. di grassi                                       Nello Iaccarino                                                   

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Ciclo circadiano e allenamento

Avrete sicuramente notato che durante l’arco della giornata abbiamo maggior o minor vitalità, ci sentiamo più forti o stanchi. Ma questo non avviene solo in momenti prestabiliti della giornata ma anche in particolari periodi dell’anno. A cos’è dovuto tutto questo? Ai nostri ormoni! Ebbene si, il nostro corpo produce ormoni e lo fa seguendo dei ritmi prestabiliti e cadenzati, aumentando o diminuendo addirittura in alcuni periodi dell’anno seguendo quello che viene chiamato “ciclo circadiano”. Cerchiamo di analizzare meglio la cosa in modo da sfruttare al massimo la situazione ormonale in funzione del risultato che desideriamo ottenere dall’allenamento.   Quali sono i principali ormoni che dobbiamo conoscere e controllare? GH o ormone della crescita; Testosterone; Insulina; Cortisolo. Conosciamoli un po’ meglio.   GH E' un ormone fondamentale per la crescita non solo dello sportivo ma dell’essere umano in generale! Promuove la sintesi proteica, regola la crescita di ossa, organi interni e tessuto connettivo, influenza il metabolismo dei lipidi e ne promuove l’utilizzo a scopi energetici a discapito dei carboidrati. Durante la giornata ha un picco durante la notte intorno alle ore 2-3 e a livello annuale i suoi livelli sono più alti in generale nei mesi aprile e maggio.   Testosterone E' un ormone steroideo che deriva dal colesterolo. Viene sintetizzato dalle gonadi maschili e in minor percentuale dalla zona reticolare delle ghiandole surrenali. Determina lo sviluppo e il mantenimento dei caratteri sessuali maschili, e come il GH agisce stimolando la sintesi proteica. Durante la giornata rileviamo 2 picchi degni di nota, il primo intorno alle 7 del mattino e il secondo alle 17.30, mentre a livello annuale il suo picco si rileva nei mesi da settembre a novembre.   Insulina Viene prodotta nel pancreas ed ha una forte azione ipoglicemizzante. In pratica favorisce l’ingresso del glucosio nelle cellule abbassandone il livello ematico e favorendo l’accumulo sotto forma di glicogeno. Durante l’anno si rileva un picco durante i mesi di ottobre e novembre, anche se il livello è sicuramente influenzato in gran parte dall’alimentazione.   Cortisolo Veniamo ora al cortisolo, prodotto nelle ghiandole surrenali, è quello che viene definito ormone dello stress e spesso considerato nemico numero uno dei body builders! Questo perché è ormone iperglicemizzante, inibisce sintesi proteica e testosterone, ha capacità cataboliche, tende a far aumentare il grasso di deposito nella zona del tronco e ombelicale. Sembra abbia solo effetti negativi vero? In realtà non è cosi, ha anche funzione antinfiammatoria, antiallergica e favorisce la lipolisi ma anche la litogenesi, in pratica se da una parte libera i grassi del tessuto adiposo per utilizzarli a scopo energetico tende a riaccumularli parzialmente per compensare la lipolisi. Ha un picco di produzione dalle prime ore del mattino fino a metà mattinata. Ora bisogna capire cosa accade quando ci alleniamo con i pesi per poter cercare di sfruttare al meglio il ciclo circadiano. Il testosterone viene stimolato da allenamenti intensi, con esercizi base, soprattutto quelli a lunga catena cinetica, e con carichi elevati. Dopo un po’ però, la sua crescita subisce un rallentamento in quanto si fa strada il famoso cortisolo che contrasta l’azione del testosterone andando a svolgere tutte quelle funzioni piuttosto spiacevoli per gli sportivi, una su tutte il catabolismo! Proprio l’effetto contrario a quello che si vuole ottenere! Ecco il problema di tanti allenamenti in palestra e del perché si vedono spesso persone che nonostante facciano lunghe ed estenuanti sedute restano sempre uguali migliorando leggermente solo il tono muscolare.   La domanda a questo punto è: quando bisognerebbe allenarsi? Dipende dai vostri obiettivi! Se il vostro obiettivo è perdere peso potrebbe essere utile sfruttare il picco di cortisolo del mattino e la particolare situazione ormonale in cui ci troviamo. Abbiamo detto che il cortisolo tende a mobilitare i lipidi per usarli a scopo energetico ma è anche fortemente catabolico quindi bisogna fare attenzione. Una corsa al mattino a digiuno potrebbe essere un buon modo per cercare di perdere quei depositi adiposi più resistenti a dieta e allenamenti vari! Occorre però ricordare che questa pratica non è alla portata di tutti, non tutti reagiscono allo stesso modo ad allenamenti cosi “estremi” e anche chi li tollera deve ricordare una cosa fondamentale: è impossibile dimagrire senza perdere anche una piccola percentuale di massa magra! Quindi se da una parte viene consigliato di effettuare questi allenamenti a digiuno, dall’altra si può cercare di limitare al massimo la perdita di massa magra integrando prima di tale pratica! Cosa vi consiglio? A scopo anticatabolico e per preservare la massa magra potete utilizzare glutammina e BCAA, dipende dal vostro peso e dalla durata degli allenamenti ma direi che 5-7 gr di BCAA (Aminoacidi ramificati) e 7-10 gr di Glutammina potrebbero fare al caso vostro! Periodo dell’anno migliore? Be il cortisolo è alto in febbraio e marzo quindi si potrebbe sfruttare questo picco annuale per ottenere migliori risultati Volete allenare la forza? Bè allora bisogna tenere in considerazione sicuramente il picco di testosterone del pomeriggio alle 17,30! La prestazione inoltre migliora in quanto il ciclo circadiano contempla anche un aumento di temperatura corporea nelle ore del tardo pomeriggio-sera. Cosa cambia con la temperatura più alta? Vi siete chiesti perché prima di iniziare un allenamento vi viene consigliato di fare un piccolo riscaldamento? La temperatura corporea più alta implica un miglior effetto sulla propagazione degli stimoli nervosi fino al 30% in più con un conseguente miglioramento delle capacità reattive. Il compianto dottor Bosco, fisiologo italiano di fama mondiale ricordava sempre che il 90% dei record del mondo in atletica leggera sono stati fatti nelle ore pomeridiane tra le 16 e le 19 e non credo serva aggiungere altro! Aggiungiamo che essendo il periodo di picco di testosterone quello tra settembre e novembre l’ideale potrebbe essere proprio far coincidere questi mesi con i cicli di allenamento di forza. Veniamo ora all’integrazione! Si sa che l’allenamento di forza comporta carichi elevati e recuperi più lunghi, proprio per questo il consiglio classico che posso darvi è quello di utilizzare comunque 4-5 gr di BCAA (Aminoacidi ramificati) prima e dopo l’allenamento magari abbinandoli ad una Creatina visti i benefici che apporta la per il ripristino delle scorte di ATP effetti della creatina sul recupero e volendo anche ad una buona proteina, magari una Whey, un misurino mezzora dopo aver finito l’allenamento.   Veniamo ora al dunque! Uno dei problemi principali, e la cosa si può riscontrare in molte palestre, è che i cicli di "massa" nella programmazione annuale vengono fatti coincidere con i mesi di febbraio marzo e fin qui tutto bene se non fosse per il fatto che qualcuno dimentica che il profilo ormonale non è dei migliori! Siamo quasi in pieno picco di cortisolo quindi i nostri workout dovrebbero essere intensi e BREVI, e se dico brevi intendo da 45 minuti ad un massimo di un'ora perché poi, come spiegato in precedenza, subentra una produzione endogena di cortisolo che essendo già più alto in questo periodo contrasta notevolmente il testosterone endogeno portandoci al catabolismo! I mesi migliori per far massa dovrebbero coincidere con quelli in cui ci sono picchi di testosterone e GH, cosa che spesso non accade nelle palestre! Veniamo all’integrazione. Il consiglio dei 4-5 gr di BCAA (Aminoacidi ramificati) prima e dopo l’allenamento rimane sempre e qui sicuramente consiglierei di abbinare proteine Whey o isolate, un misurino mezz'ora dopo aver finito l’allenamento. Si potrebbe anche pensare ad usare un buon blend proteico o addirittura delle caseine prima di andare a letto in modo da non lasciare scoperta la notte visto il rilascio più lento di tali proteine. Se avete problemi con il recupero muscolare o comunque di stanchezza anche in questa fase potreste pensare di aggiungere 5-10gr di Glutammina. Interessante sicuramente potrebbe essere, soprattutto nei mesi di febbraio e marzo, utilizzare un integratore poco conosciuto: la fosfatidilserina che notoriamente ha effetti di contrasto del cortisolo. Luca Acciavatti   Vorrei vedere un buon integratore di Fosfatidilserina

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7 buoni motivi per metterti in forma

"...lavoro troppo, sono pigro, non ho tempo... " Se sei tra le persone che dicono spesso queste frasi per non fare attività fisica, in questa breve chiacchierata ti darò 7 buoni motivi per cambiare il tuo punto di vista sul fitness.    1. Aspetto fisico migliore Il nostro aspetto fisico è il nostro biglietto da visita con il mondo esterno, e chiunque desidera migliorarlo. Un’attività fisica adeguata ti aiuterà a scolpire il tuoi muscoli, a perdere il grasso nei punti giusti e a migliorare il tuo portamento, ma anche ad agevolarti nei rapporti interpersonali.    2. Stato di salute migliore (cardiovascolare; osteoporosi; obesità; colesterolo; diabete; sistema immunitario; cancro; rallentamento dei processi di invecchiamento; prevenzione infortuni) . “Se l’attività fisica fosse un farmaco, allora sarebbe il migliore di tutti”. Numerosi studi dimostrano i molteplici effetti benefici dell’attività fisica: è in grado di ridurre malattie coronariche,  diabete mellito, osteoporosi, obesità, artrite e declino delle funzioni cognitive. Recenti studi dimostrano anche come l’attività fisica possa essere associata a un ridotto rischio di sviluppo delle più comuni forme tumorali. L’attività fisica migliora le difese naturali dell’organismo contro i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare e, probabilmente, corresponsabili nelle malattie cronico degenerative. Quindi praticando attività fisica regolare e nella giusta quantità stiamo “vaccinando” il nostro corpo contro l’invecchiamento. L’attività fisica, inoltre, stimola il sistema immunitario, riducendo così il rischio di contrarre infezioni.    3. Prestazione atletica migliore Quante volte ti è capitato di perdere l’autobus per un soffio o di sentire le borse della spesa troppo pesanti per portarle a casa?! Una buona attività fisica è quello che fa per te, infatti allenandoti migliorerai la tua resistenza fisica, la tua forza e la tua flessibilità, costruendoti così un corpo tonico e prestante, pronto per affrontare qualunque tipo di sforzo fisico senza tirarti indietro.      4. Miglioramento delle facoltà cognitive Stimolando la produzione di nuovi vasi sanguigni, l’esercizio fisico aumenta il flusso sanguigno nel cervello. Con un maggior flusso sanguigno aumenta il nutrimento alle cellule nervose e migliora la rimozione di radicali liberi e metaboliti. In particolare, ai fini del miglioramento delle capacità cognitive è importante il miglioramento del microcircolo che si ha a livello dell’ippocampo, la parte del cervello implicata nella formazione della memoria. Da recenti studi sembra, inoltre, che l’esercizio fisico stimoli la produzione di potenti fattori di crescita cerebrali che manterrebbero in salute i neuroni esistenti, rendendoli quindi più longevi e funzionanti in modo migliore.    5. Miglioramento dell’autostima L’aumentata produzione di endorfine, l’entrata in contatto col proprio corpo e con le proprie capacità fisiche, il miglioramento estetico e la sensazione di salute dati dall’esercizio contribuiscono tutti insieme all’aumento della nostra autostima.    6. Migliore gestione dello stress Molti studi hanno dimostrato come l’attività fisica, per vie molteplici, contribuisca ad abbassare i livelli di stress se praticata in quantità e intensità adeguate.    7. E per concludere in bellezza: più vita sociale E inoltre: divertimento e nuove conoscenze. Inutile sottolineare che frequentare un centro sportivo, una palestra o una piscina ti darà l’opportunità di divertirti e di allargare il tuo mondo di conoscenze e... non si sa mai cosa ti possa riservare il destino ;) Diego Campaci

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Avena, la regina dei cereali

Ritengo che questo cereale sia fra i più importanti in quanto, oltre ad essere molto nutriente, è un ottimo alleato contro il diabete, l’ipercolesterolemismo e in più stimola la produzione endogena di gh (ormone della crescita). Generalmente assumo fiocchi d’avena al mattino, miscelati con latte di riso o soia (sugar e ogm free). Essendo una fonte di carboidrati a lenta digestione e a basso indice glicemico, è in grado di fornire energia per molto tempo senza causare picchi insulinici e di conseguenza anche stanchezza postprandiale. Chi pratica sport dovrebbe sapere che l’avena, tra tutti i cereali, detiene il primato di alimento più ricco in proteine e di grassi buoni come ad esempio l’acido linolenico. Inoltre è ricca di altri nutrienti essenziali come fibre e vitamine. Per far fronte ai sintomi dovuti a carenza dell’ormone della crescita, risulta utile l’integrazione nella propria dieta di sostanze vegetali ad azione stimolante il gh come l’avena ed il fieno greco. Per quanto riguarda il glutine, evidenze sperimentali indicano che la stragrande maggioranza dei celiaci può tollerarla, tuttavia si preferisce precauzionalmente non includerla nella dieta priva di glutine soprattutto per il rischio di contaminazione. In commercio potete trovare questo alimento sotto forma di fiocchi grandi e piccoli, farina, bevanda e crema.   Concludendo Se volete sentirvi più energici per tutta la mattinata e volete rimanere “in linea”, inizierei a valutare questo straordinario alimento e lascerei brioches e cappuccino zuccherato agli altri! Roberto Vecchi

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Pilates, cosa lo differenzia dal Fitness "cla...

Tra le attività di maggior rilievo degli ultimi anni, il Metodo Pilates è un sistema di allenamento sviluppato nel 1920 da (ma guarda un po') Joseph Pilates e si pone come principale obiettivo il miglioramento della fluidità dei movimenti e della forza di tutta la muscolatura del corpo, senza però creare un eccesso di massa muscolare; si tratta perciò di un sistema in netta antitesi con il bodybuilding tradizionale e con le classiche lezioni di fitness.   Tale metodo non è solo esercizio fisico, ma anche un importante lavoro di coordinazione fisica e mentale, svolto a corpo libero o con piccoli e grandi attrezzi studiati appositamente e sotto la supervisione di un trainer altamente specializzato.   I principi su cui si basa questo metodo sono diversi, e denotano la differenza tra il Pilates e gli allenamenti di muscolazione e cardiofitness più conosciuti: massima concentrazione ed attenzione nell' eseguire gli esercizi, ad ogni singolo movimento e a tutte le parti del corpo; controllo non solo del movimento specifico che si sta eseguendo, ma anche della postura, della posizione di capo, arti, bacino e perfino dita dei piedi; stabilizzazione del baricentro attraverso specifici esercizi che coinvolgono le regioni addominale, lombare e dorsale; rafforzamento del "centro del corpo", ossia di tutta la muscolatura del tronco (Core Stability); fluidità dei movimenti, sviluppata attraverso un controllo armonioso dei singoli segmenti corporei; precisione nell’esecuzione dei movimenti ottenuta attraverso il giusto bilanciamento tra tono muscolare e flessibilità dei differenti distretti corporei; coordinazione tra respirazione e movimenti effettuati.   Il Metodo offre numerosi benefici, tra cui: il miglioramento della forza e del tono muscolare senza un eccessivo incremento della massa muscolare (ipertrofia); un grande miglioramento della postura; una maggiore fluidità dei movimenti; un grande lavoro preventivo riguardo l'incidenza del mal di schiena e delle altre patologie della colona vertebrale, grazie al grande potenziamento dei muscoli della zona centrale del corpo; un importante effetto riabilitativo per gli squilibri dell'apparato locomotore grazie al recupero di una buona mobilità articolare e della flessibilità dei muscoli maggiormente retratti; una diminuzione dello stress ed una piacevole sensazione di benessere.   Il Pilates può essere praticato sia individualmente (soluzione che preferisco vista la grande attenzione che il trainer deve porre sui singoli movimenti effettuati dall'atleta) che in gruppo con l'ausilio di attrezzi quali swissball, elastici, bosu ma anche con altri più specifici del metodo quali Reformer, Cadillac, Chair e molti altri!     Giulio Bellini

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