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Contenuti per tag: muscoli atrofia


Memoria Muscolare, cos'è?

Immaginate che vi state allenando da più di 1 anno e durante questo periodo, con molti sforzi, avete raggiunto risultati significativi in ​​termini di massa e forza muscolare. Ma nel corso del tempo, per qualche motivo, infortunio, vacanze ecc interrompete l'allenamento. Senza allenamento il corpo ha cominciato a perdere gradualmente i risultati raggiunti. Tutto l'allenamento svolto in un'anno è stato vano?  La pausa di due anni dagli allenamenti soggettivamente, comporta la perdita di circa il 50% di massa muscolare e di Potenza Cardiovascolare. Se mai tornerete ad allenarvi, ripartirete da zero? La risposta è no! Sapete cosa significa?   Quando vi allenate per aumentate la massa muscolare, nel vostro corpo si  producono diversi nuclei cellulari, che aiutano nello sviluppo del tessuto muscolare. Quando smettete di allenarvi perderete massa gradualmente, ma i nuclei cellulari si manterranno. Questo significa che nel caso voi smetteste di allenarvi, sarà piu facile recuperare la massa perduta.   PAUSA PER UNA SETTIMANA  Perdita di forza muscolare: Fino a 6% Perdita di resistenza aerobica: 3% Tempo di adattamento: Una settimana   PAUSA PER DUE SETTIMANE Perdita di forza muscolare: Fino a 12% Perdita di resistenza aerobica: 7% Tempo di adattamento: Una settimana   PAUSA PER UN MESE  Perdita di forza muscolare: Oltre il 17,5% Perdita di resistenza aerobica: 9% Tempo di adattamento: tre settimane   PAUSA PER DUE MESI  Perdita di forza muscolare: Oltre il 35% Perdita di resistenza aerobica: 18% Tempo di adattamento: sei settimane     PAUSA PER DUE ANNI >>   Perdita di forza muscolare: Sopra il 50% Perdita di resistenza aerobica: 50% Tempo di adattamento: dodici settimane

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La Paura: cos'è?

Un errore nel quale si incorre con una certa frequenza è quello di avere la pretesa che il mondo e le persone siano esattamente come noi vorremmo che fossero, e quando ci accorgiamo che così non è fare di tutto per far sì che lo diventino. Ovviamente ti impegnerai in uno sforzo titanico senza ottenere risultati apprezzabili poiché quello che tu vedi del mondo e delle persone, non è altro che il frutto delle tue esperienze, dei tuoi valori, delle tue convinzioni e dei tuoi pensieri. Ed è proprio attraverso queste immagini mentali che traduci il mondo e le persone  che ti circondano. E’ assodato che ognuno di noi ha  avuto le proprie esperienze, possiede i propri valori, ha le sue personali convinzioni e sulla base di questi da vita ai propri pensieri e interpreta in mondo nel quale vive.   Come si forma questo bagaglio esperienziale? Attraverso gli insegnamenti genitoriali durante la crescita, tramite le attività socializzanti come la scuola, le amicizie, le relazioni di qualsiasi natura, i contesti nei quali ti vieni a trovare, i risultati ottenuti a fronte di decisioni prese o non prese e tutto ciò che implica una tua presenza attiva. Questa sarà la mappa che ti guiderà attraverso il mondo che ti circonda e che ti posizionerà all’interno dello stesso. Quindi ciascuno di noi ha la propria visione e interpreta gli eventi filtrandoli attraverso i propri stati mentali ed è del tutto inverosimile pretendere che tutti la pensino come te, proprio perché la percezione delle cose è diversa per ognuno. E’ famosa in PNL l’affermazione “La mappa non è il territorio“, in parole povere ciò sta a dire che la tua mappa mentale è diversa da quella di chiunque altro, poiché sono diverse le esperienze personali. Il territorio è quello che è, immutabile, tu singolarmente lo interpreti e lo modifichi filtrandolo attraverso il tuo bagaglio esperienziale. Quindi, ogni volta che entri in contatto con una situazione sconosciuta che non fa parte delle tue esperienze, ecco che scatta l’allarme e ti trovi davanti a due scelte: Affrontare l’evento Fuggire dall’evento Chi affronta il rischio, dopo le dovute valutazioni, dimostra fiducia in sé stesso e capacità di risoluzione. Chi fugge dall’evento senza nemmeno fermarsi a valutare l’entità dell’eventuale rischio, dimostra scarsa se non inesistente fiducia nelle proprie capacità e cade preda della paura.   Ma cosa c’entra tutto questo con la paura? Mi spiego subito; intanto cos’è la paura? La paura è un campanello d’allarme che ti avverte che qualcosa non va come deve andare, è una percezione sensoriale che ti avverte che devi fuggire o devi attaccare. E’ un retaggio primordiale che abbiamo ereditato dai nostri antenati. La paura si riflette anche sulla fisicità, ti impone una certa postura, muta l’espressione, irrigidisce la muscolatura, modifica la respirazione, impedisce a volte di ragionare razionalmente ed è spesso bloccante. La paura in sé, è funzionale alla sopravvivenza, evitare di avvicinarsi ad un animale feroce o prepararsi ad una fuga in un qualsiasi caso di attacco alla nostra persona è sicuramente vantaggioso. Infatti, si cerca di evitare al massimo le situazioni di paura e la tua mente studia complesse strategie per evitare di entrare in contatto con certe situazioni mettendo in atto il meccanismo della risposta di evitamento, che consiste nell’evitare tutte quelle situazioni che possono metterti a rischio, e non sto parlando esclusivamente di rischio fisico ma anche situazioni che possono crearsi nei rapporti con gli altri o nelle scelte che ti trovi a dover fare. Ma fino ad ora ho parlato della paura provocata da accadimenti esterni, cioè situazioni nelle quali devi decidere il meglio da fare in quell’istante e che hanno, fortunatamente, una durata limitata al tempo che intercorre dallo stimolo alla decisione. Cosa diversa invece è la paura mentale, quella paura che sei tu stesso a costruirti, la paura che nasce dalla consapevolezza che non tutti siamo uguali e che “La mappa non è il territorio“ ma è solo la proiezione di quello che sei e tutto ciò che esula dalle tue conoscenze è un rischio. Alcune di queste sono: La paura che non è data da nessuna minaccia tangibile ma è soltanto il frutto dei tuoi pensieri distorti. La paura delle cose che ancora devono accadere. La paura data dal fatto che a fronte di una decisione presa una volta e non rivelatasi giusta determini il fallimento di tutte le tue decisioni. La paura nata da profezie auto avveranti e cioè dall’essere convinti che un dato evento debba avere per forza un esito negativo e sei talmente consapevole di questa convinzione che succederà davvero ciò che hai profetizzato. La paura di cambiare te stesso poiché non ti ritieni all’altezza di farlo. La paura di non essere idoneo e quindi di evitare qualsiasi situazione che ti metta in gioco. La paura di non essere accettato e quindi tendi ad uniformarti alla massa pur non essendo d’accordo con la maggioranza. La paura di esprimere te stesso, le tue idee, i tuoi concetti, le tue convinzioni. La paura di gratificarsi perché hai la convinzione di non meritartelo.   Si potrebbe andare avanti all’infinito, ma preferisco fermarmi per darti una buona notizia: tutte queste ed altre paure, figlie della tua immaginazione, possono essere sconfitte, superate, annientate. Se ti interessa, chiedimi come! Maurizio Guida

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