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Contenuti per tag: metabolismo


Vuoi davvero dimagrire? Butta la bilancia!

La stra-grande maggioranza delle persone pensa che per DIMAGRIRE si debba mangiare molto meno e fare qualche camminata o al massimo dell’attività aerobica a basso ritmo.NIENTE DI PIU’ SBAGLIATO! Si proprio così, all'inizio il vostro corpo sarà colto di sorpresa dalla dieta estremamente ipocalorica e sbilanciata, quindi riuscite ad ingannarlo diminuendo di peso. Ma dopo qualche periodo sarà costretto, per fini di sopravvivenza, ad abituarsi ad un ridotto apporto nutrizionale, quindi adatterà il suo metabolismo a quelle misere calorie. E quindi? Che succed? Provate, per curiosità, a rilevare la percentuale di grasso corporeo, tramite una plicometria quando cominciate e quando finite quel fantastico programma dimagrante. Rimarrete sconvolti! Avrete perso 5 Kg in una settimana ma la vostra percentuale di grasso sarà uguale o addirittura superiore alla quota iniziale. Ma questo interessa poco, l'importante sono quei 5 Kg in meno. Quindi continuerete fino a quando le cose poco alla volta cambiano: vi sentirete sempre più stanchi, il peso non scenderà più, quelle camminate saranno diventate delle maratone, vi guarderete allo specchio e vedrete un corpo molliccio e con quelle tanto odiate maniglie dell'amore.Ragion per cui deciderete di dare un ulteriore taglio a quella fantomatica dieta mangiando solo una volta al giorno. Ma anche in questo modo le cose non sembrano più cambiare. Cosa è successo? Semplice, avrete ottenuto quello che volevate: perdere peso attraverso la distruzione della massa muscolare che ha portato conseguentemente alla riduzione del metabolismo. Eh si! Perché il grasso corporeo è un tessuto inattivo, una fonte energetica dalla quale il nostro corpo si “nutre” nei periodi in cui ingeriamo meno calorie. Ma solo fino a un certo punto! Perché studi hanno dimostrato che il corpo umano non è in grado di perdere più di 300 - 500g di grasso a settimana, ragion per cui, se negli ultimi sette giorni avete perso 5 Kg, facendo una semplice operazione scoprirete che, se è andato tutto bene, avete perso 300 - 500g di grasso e 4.5 Kg di tessuto magro e acqua.   Il muscolo, invece, è un tessuto attivo, che per sopravvivere ha bisogno di energia o meglio delle calorie che ingerite. Per l'organismo la massa muscolare è una notevole spesa energetica, quindi fa di tutto per ridurla. Non a caso il metabolismo basale (quantità di calorie bruciate nelle 24 ore dal nostro organismo per la sopravvivenza) è direttamente proporzionale alla massa muscolare. Più muscoli avete, più alto è il metabolismo basale e più calorie bruciate. Quindi? Quindi per DIMAGRIRE bisogna aumentale la massa muscolare! Bisogna faticare in sala pesi e non guardare la bilancia, perché magari il peso non scenderà di molto (questo è soggettivo,dipende anche molto da che tipo di sovrappeso ha un individuo) ma le taglie dei pantaloni si! A parità di peso, un kg di muscolo occupa meno spazio di un kg di grasso. Avere una buona percentuale di muscolo è il vero segreto per avere un corpo sano, magro e tonico!

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Le tre carte della consapevolezza

Il gioco diverte, per antonomasia, poi c'è gioco e gioco e ci sono inclinazioni e affinità, senza dubbio. Avete presente il gioco delle tre carte? Una va indovinata, le altre due sono neutre. Un turbinio di movimenti le rimescola e poi riappaiono allineate: dov'è finita quella "giusta"? Se abbiamo prestato attenzione alle mani del bravo giocoliere, velocissime, forse riusciremo a indovinare. Se ci siamo distratti, se abbiamo perso l'orientamento a un certo punto, beh, allora avremo meno possibilità di centrare l'obiettivo.  Dispiace non azzeccare la carta corretta. Si può ritentare? Certo, ma ci vorrà molta attenzione: questa è la parola "magica". "Attenzione" è una delle tre carte della consapevolezza, assieme a quella dell' "ascolto" e della "perseveranza". "Consapevolezza" di ogni situazione che ci accade non significa conoscenza di quella situazione, bensì conoscenza teorica e percezione fisica, in totale "allineamento con sé stessi", condizione in cui sperimentiamo le nostre sensazioni sia fisiche sia psicoemotive in modo totale. Questo ci radica nel momento "presente", quello in cui il fatto accade oppure ci accompagna o, ancora, ci muove dentro. Le tre carte, Attenzione, Ascolto e Perseveranza sono delle guide nella ricerca di uno stato consapevole di noi stessi: la prima ci aiuta a focalizzare, la seconda ad aprirci alla nostra voce più profonda e la terza ci dà la spinta necessaria per non perdere mai curiosità di aprirci a una conoscenza più autentica di ciò che siamo e che, spesso, non mostriamo agli altri. Createvi le vostre tre carte: mescolatele, ma, diversamente dal gioco tradizionale, sceglietene una a caso, dopo averle girate e rigirate. Cosa esce? "Ascolto"? Partite da qui. Le note della consapevolezza sono dolci melodie in grado di annientare il rumore dei pensieri. Maria Cristina Caccia

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I miei Maestri

Oggi ho fatto un incidente e son caduto nei ricordi con la mente. Riaffiorano da essa tanti ricordi legati ad alcune persone(che considero tra i miei maestri) che hanno condizionato il mio pensiero ed il mio operato come Tecnico. Alcuni di essi li ho conosciuti personalmente, altri studiando i loro libri. Il primo è Emilio They che ho conosciuto personalmente. Da Lui ho appreso anche delle tecniche di allenamento, le quali erano applicate in ambito dell’addestramento militare (Emilio era stato un legionario). They oltre ad essere un Bodybuilder era anche uno studioso eclettico ed i suoi interessi spaziavano in vari ambiti scientifici. Era un grande osservatore di ciò che gli stava attorno, era come un bambino assetato di conoscenze; bambino travestito da adulto, probabilmente felice. Rispettava profondamente i suoi Allievi ma, da essi, non si aspettava la gratitudine; infatti, a tal proposito diceva: “Quando alleni una persona non aspettarti la gratitudine, se sarai fortunato l’avrai”. Perso nalmente questa frase mi risulta difficile da digerire, ma riconosco che fa parte del gioco della vita( anche Einstein diceva una frase simile: “l’ingratitudine è il morbillo della razza umana”). Sull’allenamento diceva anche: “Quando non sei convinto di ciò che proponi ad un tuo allievo, fagli fare meno di ciò che pensi”. Diceva anche: "tu sei ciò che pensi e sei quello che vedi negli altri”. Gli dava fastidio che il Fitness avesse rubato tanto dal Bodybuilding e che lo abbia poi sopraffatto. Fondamentale per me è questa sua frase: “Nella mia vita ho fatto sempre ciò che ritenevo giusto, questo mi ha procurato molti nemici compensati dall’alta qualità dei miei pochi amici”. Di Lui hanno detto: “Ha fatto ciò che ha detto e ciò che ha detto ha pensato, per gli esseri umani è veramente imperdonabile”. E’ morto nel sonno nel suo letto con la tuta addosso (come vorrei morire io). La seconda persona è il Prof. V.E. Leonardi, ex Docente di Teoria dell’allenamento, mio Docente presso l’ISEF di Napoli, il quale diceva spesso: “Siamo ciò che siamo stati e saremo ciò che siamo”. Questa frase nasconde in sé una profonda verità; inoltre egli era bravissimo nell’insegnarci la struttura, le varianti e le componenti di un macrociclo di allenamento (come pure la diversità dell’impostazione di un macrociclo della Scuola Italiana in confronto a quella Russa, Bulgara, ecc). La terza persona è Albert Einstein. Di Einstein, oltre ai suoi testi scientifici, mi interessa la Filosofia Relativistica (Popper, ecc). Egli diceva spesso: “L’unica certezza della Scienza è il dubbio”. Mi ha insegnato, indirettamente, che più strade possono portare allo stesso risultato e che lo stesso allenamento applicato su un allievo può essere proficuo oggi ma non domani o addirittura inutile e/o dannoso in futuro. Come diceva Newton: “Bisogna salire sulle spalle dei giganti del passato e del presente per imparare qualcosa”.    Queste persone hanno acceso una fiammella per illuminarmi la lunga e tortuoso strada della conoscenza. Grazie a loro ed a tanti altri sono ciò che sono, anche se non so chi sono, ma ho dei forti sospetti. Ringrazio Dio che ha fatto incrociare le nostre strade.     Nello Iaccarino

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Prendere e dare carezze: è davvero così facile?

Mentre passeggiamo per strada incontriamo un nostro vicino, lo guardiamo e sorridendo diciamo: “Buongiorno!”, il nostro vicino contraccambia il saluto e risponde: “Buongiorno!”. In questa situazione ci siamo appena scambiati una carezza. Una carezza è definita una unità di riconoscimento (Stewart – Joines, 1987). Questi tipi di scambi sono talmente famigliari per noi che non ci facciamo più caso, ma ora immaginiamo la stessa situazione con una variazione, ossia il nostro vicino non contraccambia il nostro saluto, ci passa avanti come se non ci fossimo: che cosa provereste? Probabilmente vi chiedereste: “Che cosa è successo?”. In generale è possibile affermare che abbiamo bisogno di carezze e ci sentiamo deprivati se non le otteniamo.   Esistono diversi tipi di carezze? Si, vediamo quali Verbali o Non verbali: ogni tipo di comunicazione è una carezza e la maggior parte dei nostri scambi comporta anche carezze non verbali. Positive o Negative: una carezza per essere considerata positiva deve essere piacevole per chi la riceve, al contrario una carezza negativa è sentita come spiacevole. Ad ogni modo, qualsiasi tipo di carezza è meglio di nessuna carezza. Condizionate o Incondizionate: una carezza condizionata si riferisce a ciò che una persona fa: “che bel lavoro che hai fatto!”, invece una carezza incondizionata si riferisce a ciò che una persona è: “sono felice che sei qui!”. Come diamo le nostre carezze? Alcune persone hanno l’abitudine di dare carezze che cominciano col sembrare positive ma poi danno una “frecciata” negativa finale: “vedo che cominci a capire, più o meno”, queste carezze comunicano qualcosa di positivo ma poi è come se lo annullassero. Altre persone sono molto generose nel dare carezze positive ma lo fanno in modo non sincero: “che bello il tuo articolo! Quando l’ho letto ho pensato che era molto interessante, molto acuto…”. Ci sono anche persone che hanno difficoltà a dare carezze positive e non ne danno affatto. Spesso ai genitori capita di dare carezze in modo condizionato: “ti voglio bene se fai il bambino bravo”. La modalità con cui diamo carezze è strettamente legato al nostro background culturale e famigliare, se ci soffermiamo a pensare alla nostra storia da bambini possiamo trovare dei collegamenti con il nostro modo di dare carezze da adulti.   Ma tutti riusciamo a prendere le carezze che ci vengono date? Noi tutti abbiamo delle preferenze, alcuni preferiscono ricevere carezze per quello che fanno piuttosto che per quello che sono, alcuni preferiscono essere accarezzati fisicamente, altri solo verbalmente. La maggior parte di noi preferisce ricevere le carezze che è stato abituato a ricevere. A causa di questa famigliarità possiamo svalutare altri tipi di carezze, oppure può darsi che inconsciamente vorremmo ricevere le carezze che raramente otteniamo ma non siamo capaci di chiederle o di accettarle. Supponiamo che io da bambina abbia sempre desiderato ricevere un abbraccio da mamma e che lei raramente lo abbia fatto, per alleviare la sofferenza di non riceverle, può darsi che io decida di negare il mio bisogno di ricevere degli abbracci affettuosi e può accadere che da adulta io mantenga questa strategia senza esserne affatto consapevole.   Esiste quindi un filtro per le carezze? Si esiste. Quando una persona ottiene una carezza non in sintonia con la sua “modalità preferenziale” è probabile che la ignori o la sminuisca. Sentendo una carezza “non in sintonia” potreste dire: “Grazie”, ma nel dirlo potete arricciare il naso e storcere la bocca, oppure potreste mettervi a ridere e dire: “Si va be!”. Ma perché rifiutiamo alcune carezze? Ci avvaliamo del nostro filtro delle carezze per poter mantenere l’idea che abbiamo di noi stessi e degli altri. Le persone che hanno avuto un’infanzia molto dolorosa possono decidere che non è sicuro accettare nessun tipo di carezza e hanno un filtro così stretto che sfuggono a qualsiasi carezza viene loro offerta. Così facendo mantengono la loro sicurezza interiore ma si privano della possibilità di esperire da adulti le carezze in un modo nuovo e magari gratificante. Per riprenderci la nostra consapevolezza, spontaneità e intimità secondo Steiner (1987) possiamo cominciare pensando che: possiamo chiedere le carezze: le carezze che otteniamo chiedendo hanno altrettanto valore di quelle che riceviamo senza chiederle! possiamo provare piacere a dare carezze a noi stessi; possiamo rifiutare apertamente le carezze che non ci fanno piacere; le carezze sono disponibili in quantità illimitata: possiamo dare e ricevere una carezza ogni volta che lo desideriamo! Noemi Di Lillo

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Gestire la rabbia

Coloro che sono capaci di controllare le proprie emozioni riescono a riprendersi più velocemente dalle situazioni di difficoltà, mentre chi è privo di questa abilità si trova spesso a combattere con sentimenti tormentosi. Essere capaci di gestire le proprie emozioni non significa essere delle macchine prive di sentimento, significa per esempio controllare l’intensità o la durata dello stato emozionale. Prendiamo la rabbia che di tutti gli stati d’animo, secondo gli studi, è il più difficile da controllare. Dolf Zillmann, psicologo della Alabama University, ha scoperto che uno dei fattori universali scatenanti della rabbia sarebbe la sensazione di trovarsi in pericolo. Il segnale di pericolo può venire sia da una vera e propria minaccia fisica (l’automobilista che non rispetta lo STOP e ci taglia la strada) sia da una minaccia simbolica all’autostima o alla dignità della persona, quando ad esempio ci sentiamo trattati in maniera ingiusta o sgarbata o quando veniamo insultati e umiliati.   Esistono diverse strategie per disinnescare lo stato di rabbia La prima consiste nel fermarsi sui pensieri che la innescano e metterli in discussione. Lo scoppio d’ira viene infatti generato da una nostra convinzione, da un nostro giudizio. Nel caso dell’automobilista che ci taglia la strada saremo sicuramente portati a pensare le peggiori cose su quella persona e sul suo comportamento e queste alimenteranno lo stato di collera. Provare a pensare che forse l’automobilista non ci ha visto o che magari portava qualcuno all’ospedale, insomma avere un atteggiamento più possibilista e una certa apertura mentale, aiuta a mitigare la collera. Il secondo sistema è quello di raffreddarsi fisiologicamente, aspettando che il picco di adrenalina svanisca. Nel corso di un litigio per esempio allontanarsi per fare una passeggiata aiuta a calmarsi. In genere l’attività fisica è un ottimo modo per liberarsi di stati di collera in quanto ci distrae dalla sequenza di pensieri ostili. Infine, uno psichiatra della Duke University, Redford Williams, suggeriva di usare l’autoconsapevolezza per bloccare i pensieri negativi mettendoli per iscritto non appena questi si presentavano. In questo modo i pensieri venivano fissati e potevano essere messi in discussione e rivalutati. Alessandra Puggioni

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Perdere peso senza attività fisica è possibile?

La mia risposta a questa domanda, è NO. Non è certo possibile perdere peso corporeo con la sola dieta dimagrante, e senza praticare attività fisica. Vi spiego il motivo. Partendo dal concetto che per perdere peso c’è bisogno di un dispendio energetico maggiore rispetto all’introito calorico… allora l’attività fisica è fondamentale per avere una perdita di peso ponderale di successo. Molti di voi leggendo la mia prima affermazione, ossia che "non è possibile perdere peso senza pratica attività fisica", saranno contrariati; perché coloro i quali hanno adottato questo tipo di approccio per perdere peso, pesandosi sulla bilancia vedono dimunire la lancetta ugualmente, ma in realtà non è così. Spesso, o quasi sempre, per pigrizia non si pratica Sport o alcuna Attività fisica affidandosi a sé stessi per stilare una "Dieta Dimagrante" per così dire, che in realtà si tramuta in veri e propri digiuni... che risultano molto più che dannosi per il nostro organismo. Faccio chiarezza su un concetto che apparentemente può sembrare scontato, ma in realtà non lo è affatto. Tutti parlano di perdere peso, ma ciò che realmente si vuole ottenere è una perdita di grasso corporeo. In effetti, per il successo a lungo termine della perdita di peso, l’obiettivo è quello di perdere grasso corporeo, preservando la massa muscolare. Il peso corporeo è una misura scarsa della quantità di grasso che ci portiamo dentro e misurare i cambiamenti sulla bilancia non necessariamente riflettere le variazioni delle riserve di grasso del corpo. Quindi risulta chiaro che seguire un regime alimentare corretto è utile, ma senza attività fisica praticata costantemente ed in modo mirato soprattutto, non porta ai risultati sperati nel lungo termine. Questo perché la dieta dimagrante riduce l’apporto calorico, ma a lungo andare “svuota” i nostri muscoli che risulteranno ipotonici, molli ed alcune volte cadenti (soprattutto in alcuni distretti corporei), bensì l’attività fisica abbinata ad un regime alimentare corretto porta ad ottimi e piacevoli risultati per il soggetto, perché l’attività fisica tonifica i nostri muscoli rendendoli ipertrofici. Tutto ciò avviene per un semplice motivo, la dieta ipocalorica fa diminuire la quantità di massa grassa del nostro organismo, ma per ridurre realmente la percentuale di massa grassa bisogna inequivocabilmete aumentare la nostra massa magra; ecco perché l’attività fisica praticata costantemente risulta essere fondamentale. Il mio consiglio per coloro che decidono di intraprendere un percorso mirato alla perdita di peso corporeo è in primis affidarsi a professionisti del settore, quali Nutrizionisti per stilare un regime alimetare personalizzato, e Personal Trainer realmente qualificati in grado di stilare un programma di attività fisica in base alle reali necessità. Non improvvisatevi mai Nutrizionisti e Personal Trainer, spesso chi ci rimette è vostra salute.   Dario Pirozzi

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Ritenzione Idrica, cosa mangiare e cosa evitare

Come ho già detto nel precendete articolo, per Ritenzione Idrica si intende un accumulo di liquidi che causa un gonfiore anomalo (edema) soprattutto in alcune zone del corpo predisposte all’accumulo di grasso come addome, cosce, glutei e caviglie. Essa è un disturbo abbastanza diffuso, che colpisce soprattutto le donne.   Analizziamo la Ritenzione Idrica Alimentare In generale, è bene agire sullo stile di vita e sull’alimentazione, anche se nei casi più evidenti è bene rivolgersi al proprio medico per escludere patologie come insufficienza renale o cardiaca, ipertensione o allergie (anche intolleranze) che devono essere curate indipendentemente dalla ritenzione idrica. Sicuramente un utile rimedio è praticare dello sport ed attività fisica: preferite lunghe passeggiate a passo sostenuto e nuoto o bicicletta.   Andiamo più nello specifico Bere molta acqua è la soluzione migliore contro la ritenzione dei liquidi. Il corpo umano è composto per il 90% da acqua e quando  non è sufficientemente idratato, trattiene l’acqua che va ad accumularsi negli spazi extracellulari causando gonfiore, soprattutto nelle estremità del corpo. Bisogna, quindi, garantire sempre al nostro organismo una quantità di acqua sufficiente: bere almeno un litro e mezzo al giorno (preferibilmente oligominerali o minimamente mineralizzate).   Alcuni consigli In linea di massima, sono da evitare i cibi salati ed aumentare il consumo di frutta, verdura e cereali integrali; perché le fibre aumentano la motilità intestinale e diminuiscono la stitichezza. Scegliere frutta e verdura ricca di Vitamina C (o Acido Ascorbico), che protegge i capillari sanguigni. Gli alimenti più ricchi di questa sostanza sono: alcuni frutti freschi aciduli (agrumi, ananas, kiwi, fragole, ciliegie), alcune verdure fresche (lattuga, radicchi, spinaci, broccoletti), alcuni ortaggi freschi come broccoli, cavoli, cavolfiori, pomodori, peperoni e tuberi quali patate soprattutto se novelle. Risultano molto utili anche The e Tisane. Volendo schematizzare Alimenti sconsigliati: Il sale ed il sodio in esso contenuto sono alcuni tra i principali alleati della cellulite. Questo minerale è infatti uno dei tanti fattori in grado di aumentare la ritenzione idrica dell'organismo. Evitare quindi di consumare alimenti confezionati, formaggi e salumi stagionati. Esaltare la sapidità dei cibi con spezie, limone, aceto anche balsamico. Alcune bevande, come aranciate, coca cola, succhi di frutta, birra, caffè zuccherato, ecc. contengono sostanze molto caloriche (zuccheri, alcol). Queste bevande vanno assunte con moderazione. Ricordo che il sodio è un minerale essenziale per l'organismo ed un'eccessiva carenza, potrebbe avere effetti collaterali importanti.   Alimenti Consigliati Per assumere molto potassio e pochissimo sodio, favorendo così il drenaggio dei liquidi sono: funghi secchi, albicocche, fagioli bianchi, piselli, uvetta, mandorle, prugne secche, semi di girasole, ecc. Ovviamente questo è un consiglio, non bisogna mai eccedere in quanto l’alimentazione deve essere sempre bilanciata ed equilibrata. Infatti è bene rivolgersi sempre ad un nutrizionista. Dario Pirozzi

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Elimina il grasso in eccesso con una sana alimenta...

Per aver un corpo tonico o modellato bisogna ridurre il proprio livello di grasso corporeo. Scegli una dieta bilanciata accompagnata sia da allenamento con i pesi che da cardio training. Devi anche aumentare il tuo apporto proteico e ridurre quello dei carboidrati. Diversi studi hanno dimostrato che è possibile ridurre il proprio livello di grasso corporeo seguendo ogni giorno queste semplici abitudini.   Nutrizione Fare attenzione a quello che mangi non significa però rinunciare ai tuoi cibi preferiti! Il modo migliore per ottenere un corpo tonico e modellato è ridurrre i carboidrati e aumentare l’apporto di proteine. Le proteine attivano il metabolismo che aiuta a mantenere la muscolatura e quindi la forma. Questo non significa che le donne che fanno molto esercizio fisico otterranno una muscolatura eccessiva, ma semplicemente che il loro corpo sarà piu tonico.   Calorie Molti si concentrano solo sulle calorie, ma è la fonte di quelle calorie il fattore più importante. Ci si preoccupa spesso anche dei grassi, ma la ricerca ha dimostrato che il modo migliore di bruciare il grasso accumulato è ridurre l'apporto di carboidrati. Esagerare è molto facile e ogni eccesso viene immagazzinato dal corpo sotto forma di grasso, in particolar modo cel caso dello zucchero. Leggendo le etichette di bevande e alimenti capirai quali hanno un alto contenuto di carboidrati, zuccheri e grassi. Riduci il loro consumo e prediligi quelli con un alto contenuto proteico.   Proteine Le proteine sono fondamentali per la muscolatura, che permette di avere un corpo tonico e modellato, per il sistema immunitario e per la salute di pelle e capelli. Inoltre garantiscono una sensazione di sazietà prolungata. Purtroppo però gli alimenti ricchi di proteine contengono spesso anche molti acidi grassi saturi e calorie. Per questo motivo bisogna prediligire le proteine nobili presenti in alimenti contententi soprattutto grassi sani, come pesce, pollo, tacchino, manzo uova e noci (una manciata al giorno). Un apporto giornaliero di 1,6 grammi di proteine nobili per chilo di peso corporeo rappresenta un ottimo punto di partenza.   Verdure Le verdure, ricche di fibre, contengono una grande varietà di nutrienti essenziali, quali minerali e vitamine, garantiscono un basso apporto calorico e sono ricche di antiossidanti. Sono fondamentali per il nostro benessere e donano un senso di sazietà che ti permette di evitare eccessi. Mimmo D'Elia

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