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Contenuti per tag: psicosomatica


Quando il corpo spinge all'azione

Il corpo umano è un tempio e come tale va curato e rispettato, sempre. (Ippocrate) Siamo anime dotate di un corpo in esilio su un meraviglioso giardino. Ho scelto di credere alla dimensione spirituale dell'esistenza, la sento "vera", pertanto la porto con me in ogni aspetto della quotidianità. Abbiamo sentito tutti, in certi momenti, una sorta di "voce" interiore che spinge ad agire, spesso ignorata per paura di "essere nella propria autenticità": siamo intimoriti da una eccessiva istintività, perché non ci sentiamo protetti, siamo un po' "attori allo sbaraglio", pertanto tentenniamo e procastiniamo il "fare". Tutto ciò che "non diventa", ma "è nell'essenza", si aggrappa al corpo fisico, come le unghie di un micio impaurito, che graffiano e bucano la superficie prescelta come àncora di salvezza. In questo "tenersi forte", si producono sintomi, fastidi, "pesi", immobilità, stanchezza, senso di vuoto o vertigini, perché tutto ciò che è vitale, se imbrigliato, implode e fa girare la testa, non sente ossigeno. Il corpo ha un linguaggio, è composto di "parole" e di "melodie" come uno spartito, di note basse o alte, di pause: se ci mettiamo in ascolto, impariamo la musica che esso emette, ne decifriamo il senso, traducendo ciò che esso comunica in un dialogo bidirezionale. La voce del corpo è sottile, ma sempre presente. Occorre "mettersi in relazione con" le vibrazioni e le sensazioni che lo attraversano quando esprimiamo un'emozione, raccontiamo una storia, pensiamo, ci teniamo occupati: impareremmo a conoscerlo meglio, entreremmo più in confidenza con i messaggi che accompagnano il nostro "verbale". Sonorità che promanano dal profondo, dai molti "non detti" che vogliono essere visti, reclamano il diritto di poter dire la loro, finalmente! Esprimiamoci come percepiamo di voler fare, diamo identità alle nostre intenzioni, ai nostri desideri, appoggiamoli su un morbido materasso su cui possano saltellare e farsi notare, far sentire che esistono: è importante alleggerire il corpo dai molti "bozzoli" costruiti, giorno dopo giorno, dalla nostra abilità di nasconderci, filamenti spessi, che non lasciano passare l'aria. Azione! È tempo di muoversi e di mettersi in moto. Il cammino è soltanto all'inizio. Diamo dignità a quanto si muove in noi e seguiamo le orme delle nostre verità sommerse.

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Mente e corpo: emozioni e benessere psicofisico

Si è rilevato che, al variare degli stati di coscienza, come, per esempio, nella meditazione o nelle situazioni di stress, si producono variazioni misurabili a livello dei linfociti, a livello del sistema endocrino e del sistema gastrointestinale. Cioè si sta scoprendo che il nostro organismo è un sistema - non una macchina - in cui ogni parte parla con ogni altra parte e c'è un linguaggio comune fatto di molecole chimiche e di energie, che è in grado di mettere in comunicazione ogni cellula del corpo con ogni altra e queste con l’ambiente. Sono ormai moltissimi i dati che dimostrano che un certo tipo di stato di coscienza, un certo tipo di pensiero, cambia parametri anche sottilissimi, come la glicemia, le endorfine, il numero di recettori per certe molecole presenti sui linfociti, ma addirittura cambia, per esempio, la conduttanza elettrica della pelle, le onde elettromagnetiche emesse dall'organismo; un certo tipo di pensiero cambia il modo in cui la pianta del piede aderisce al suolo e, viceversa, una certa postura fisica ci permette di accedere a certi stati coscienza ed ad altri no. Facciamo un esempio I soggetti depressi hanno normalmente la colonna vertebrale ricurva in posizione cifotica, il capo chino e incassato sulle spalle, le pupille spesso rivolte in basso a sinistra. E' molto difficile essere depressi guardando in alto, aprendo il torace, saltellando qua e là, estremamente difficile. Gli orientali dicevano che il primo modo per vincere la tristezza è tirarsi su di forza gli angoli della bocca, come quando si sorride. Sul rapporto mente-corpo è interessante ricordare come vi sia una netta correlazione tra movimenti delle pupille e gli stati interiori a cui accediamo. Per esempio, guardando in alto, si accede ad informazioni di tipo visivo; viceversa, per poter accedere alle sensazioni corporee, le pupille si spostano in basso a destra. Il meccanismo è simile al funzionamento della radio: per trovare una certa stazione, si gira la sintonia in una precisa posizione. L'alzare le pupille in alto è un po' come attivare l'interruttore del nostro corpo che ci permette di accedere alle immagini. Invece, il movimento delle pupille in senso orizzontale o in basso a sinistra permette al nostro cervello di accedere a informazioni uditive, cioè a suoni e parole. Gli orientali tutto questo ce l'avevano ben presente molto prima di noi Per le culture orientali non esiste nel modo più assoluto una netta separazione mente-corpo, per cui non stupisce che molte delle discipline di integrazione mente-corpo arrivino dall'oriente, a partire dallo Yoga. Pertanto anche da un punto di vista fisiologico, e non solo filosofico, l’individuo dev'essere considerato in termini olistici (olos in greco significa “tutto”, “intero”). Infatti, è ormai da tempo provato che i sistemi nervoso, endocrino e immunitario comunicano tra loro. Ciò significa che la mente, le emozioni e il corpo non sono entità separate, ma interconnesse. Basti pensare che gli stessi neurotrasmettitori che operano in modo estremamente esteso sia nel cervello che nel sistema immunitario sono anche quelli più frequenti nelle aree neurali che regolano le emozioni. Alcune delle prove più convincenti dell'esistenza di una via diretta che permette alle emozioni di avere un impatto sul sistema immunitario sono state fornite da David Felten. Tale studioso partendo dall'osservazione che le emozioni hanno un potente effetto sul sistema nervoso autonomo, ha scoperto che le cellule immunitarie possono essere il bersaglio dei messaggi nervosi. Un'altra fondamentale via di collegamento tra emozioni e sistema immunitario si esplica nell'influenza esercitata dagli ormoni liberati in condizioni di stress. Le catecolamine (adrenalina e noradrenalina), il cortisolo e la prolattina come pure gli oppiacei naturali - particolarmente importanti nell'aiutare l'individuo a tollerare il dolore fisico - vengono tutti liberati in quello stato di attivazione fisiologica che segue allo stress. Ciascuna di queste sostanze ha un forte impatto sulle cellule immunitarie, in particolare tali sostanze agiscono inibendo le funzioni immunitarie dell'organismo: almeno temporaneamente, lo stress sopprime la resistenza immunitaria, forse per far fronte all'emergenza immediata, alla quale viene riconosciuta la priorità e che potrebbe essere più urgente per la sopravvivenza. Inoltre le prove dell'importanza delle emozioni rispetto al benessere fisico dell'individuo aumentano costantemente. Si è visto infatti che le emozioni fonte di sofferenza sono negative per la salute. Le persone che hanno sperimentato stati cronici di ansia, lunghi periodi di tristezza e pessimismo, continua tensione o costanti sentimenti di ostilità, implacabile cinismo o sospettosità, corrono un rischio doppio di ammalarsi di patologie quali asma, artrite, emicrania, ulcera gastrica e cardiopatie (Goleman, 1997). Per contro sembra che una condizione mentale serena determini un migliore andamento delle forme patologiche e una minore probabilità di ammalarsi. Il potere della mente è del 30%, quello del corpo è del 70% Quando la mente lotta direttamente contro il corpo, essa risulta sempre perdente, perché il corpo è più forte. Se la mente decide di scalare una montagna e il corpo si rifiuta, la montagna non verrà scalata e l’individuo entrerà in tensione. La mente deve arrendersi alle esigenze corporee perché queste sono prioritarie, più importanti, più forti. Il corpo ha i suoi tempi, i suoi ritmi e la mente li deve rispettare. Spesso si nega al corpo il dovuto riposo e si costringe a ritmi stressanti. Questo equivale ad una dichiarazione di guerra dall'esito scontato. Le tecniche di rilassamento, per esempio, agiscono come mediatori di pace tra le parti in conflitto. Infatti quando i muscoli si distendono, il sistema ipotalamico-ipofisario autorizza i capillari a distrarsi, il sangue a pervadere le fibre muscolari, a nutrire le cellule, a portare via i prodotti della “combustione” cellulare. Queste operazioni portano armonia nell’individuo. I rispettivi ritmi della mente e del corpo si allineano e si unificano, creando una circolazione sintonica delle energie, fonte di benessere, che faceva esclamare agli antichi: “mens sana in corpore sano”. Corpo e mente non sono due mondi separati, ma sono due parti, in continua influenza reciproca, di un tutt'uno: l'uomo nella sua unità somato-psichica.   A cura della Dott.ssa Paola F. Mantuano (Psicologa, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale, Trainer EMDR) in collaborazione con il dott. Emiliano Caputo.

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La mente ed il corpo, "mens sana..."

L'aforisma del poeta latino Decimo Giunio Giovenale “Mens sana in corpore sano” (satire, x, 357) ci fa capire come ci debba essere equilibrio tra la mente e il corpo: se uno dei due non è sano non lo sarà neanche l'altro. Ricerche scientifiche e mediche da sempre ne provano la stretta correlazione. Così come stati emotivi negativi, non gestiti e spesso repressi, assumono la forma di sintomi, di disturbi fisici, fino a degenerare in vere e proprie patologie, stati emotivi positivi possono portare alla guarigione. La  nostra vita è piena di impegni, è caotica, stressante, con ritmi disgiunti da quelli naturali. Tutto ciò porta ad un sovraccarico di stimoli e pressioni ambientali che comportano un'usura e uno scompenso psicofisico. Gli studi effettuati negli ultimi quaranta anni hanno mostrato che lo stress trae origine dalla “crisi” nella quale si trova l’organismo allorché non riesce a fare fronte ai cambiamenti, spesso inevitabili, che subisce l’equilibrio tra esso e l’ambiente circostante. Lo Stress non è un fenomeno della vita moderna; in passato sono stati fonte di stress la paura di essere aggrediti, le carestie, le pestilenze, i cataclismi naturali. Oggi tutto è stress, anche se con preoccupazioni per fortuna minori rispetto al passato (escludendo le tasse!). Nella società occidentale è nota l’importanza dei disturbi legati allo stress, tra cui l’ansia, gli attacchi di panico e la depressione. Secondo gli studi clinici, il 50-75% dei consulti richiesti ad un medico è motivata principalmente dallo stress. La maggior parte dei farmaci più utilizzati in occidente mira a curare problemi collegati allo stress: antidepressivi, ansiolitici e sonniferi, antiacidi, antiipertensivi e anticolesterolemici. L’ansia e la depressione spesso dipendono dalla carenza di sostanze chimiche necessarie al cervello sottoforma di neurotrasmettitori, che possono essere ripristinate in modo naturale migliorando l’alimentazione e con l’utilizzo di alcuni aminoacidi specifici. Se siete tra i tanti che soffrono di questi disturbi, prima di andare da un bravo psicologo - essendo un “profeta del natural” anche in questo, sconsiglio salvo in extremis lo psichiatra e ovviamente il fai da te, per evitare di iniziare ad assumere farmaci ed entrare in un circolo vizioso che aimé porta non pochi effetti collaterali tra cui tachicardia, tensione, pressione bassa, cefalea, perdita di memoria, stipsi e rischi seri tra cui la dipendenza e il suicidio - chiedete al vostro medico di fiducia di provare a sostituirli appunto con degli aminoacidi specifici (che come ben sappiamo sono le mattonelle necessarie per costruire le proteine e numerosi ormoni).   Umore, comportamento e biochimica del cervello sono strettamente legati tra loro Una carenza dell’aminoacido Gaba (acido γ-amminobutirrico), per esempio è correlata a stati di ansia alla quale possiamo aggiungere l’effetto negativo di alti livelli di minerali pesanti spesso presenti nell’organismo. Alluminio, mercurio, piombo e rame possono essere tossici interferendo con la funzione celebrale e contribuendo così a sollecitare depressione e ansia. Reintregando gli aminoacidi di cui è carente l’organismo ed eliminando i metalli pesanti si otterranno incredibili miglioramenti. Quando una persona assume un farmaco come ad esempio il Prozac contro la depressione sta cercando di innalzare i livelli di serotonina nel cervello. Le benzodiazepine come ad esempio il Valium e lo Xanax utilizzati soprattutto contro l’ansia, aumentano invece i livelli di Gaba. Quindi una carenza di serotonina tende alla depressione mentre quella di Gaba ad uno stato di ansia. Sostituendo i farmaci psicotropi con neurotrasmettitori naturali o i loro precursori di aminoacidi i risultati saranno più naturali e duraturi senza spiacevoli effetti collaterali. I fattori che provocano tutto ciò sono vari, dalla predisposizione genetica (che provoca la carenza di un determinato neurotrasmettitore) all’alimentazione scorretta (che provoca la carenza di vitamine e minerali, acidosi, allergie, intolleranze ecc), dal sovrallenamento ai traumi psicologici.   Gli stessi cereali sono carichi di esorfine (morfine che danno benessere e gratificazione ma anche assuefazione) che provocano iperglicemia e iperinsulinemia con successiva ipoglicemia reattiva fattori scatenanti per i soggetti predisposti di ansia e depressione. Sostanze simili, le casomorfine (sostanza oppioide, prodotta dalla lisi della ß caseina del latte) sono presenti anche nel latte bovino e umano con prevalenza netta nei cereali. Alcune casomorfine di origine bovina hanno dimostrato un'azione analgesica superiore a quella della stessa morfina Particolare attenzione deve essere rivolta anche al glutine, proteina contenuta in alcuni cereali (frumento, orzo, avena, segale). Alcuni studi hanno infatti mostrato come negli idrolisati del glutine sono presenti le exorfine, peptidi con azione simile a quella degli oppioidi. Recentemente è stato reso noto che queste endorfine alimentari possono agire, in individui suscettibili, direttamente od indirettamente a livello cerebrale causando od incrementando sintomi psicotici. Per maggiori informazioni su questi problemi, oltre alle analisi del sangue esiste l’analisi tissutale del capello o mineralogramma (http://www.imbio.it/terapie/capello.html). Non dimentichiamo che la mente e il corpo coincidono in un complesso percorso biochimico di stati d’animo e neurotrasmettitori. La psicoterapia è utile per far emergere le componenti psicologiche rimosse o dimenticate qualora fossero l’origine di ansia e depressione, E’ necessario quindi, con l’aiuto di un esperto guarire l’aspetto biochimico e occuparsi della componente psicologica per affrontare al meglio questi nuovi mali della nostra epoca. Ovviamente importanza fondamentale riveste l’attività fisica che aumenta le beta endorfine che migliorano l’umore e lo stato di benessere globale sia fisico che psichico, favorendo la produzioni di ormoni che agiscono come sedativi, diminuendo le tensioni nervose, le tossine prodotte durante la giornata, migliorando la stima di sé stessi (diminuendo soprattutto la % di massa grassa), i rapporti con gli altri, migliora la circolazione, la respirazione. L’attività fisica insieme all’alimentazione, integrazione di supplementi naturali e alla gestione dello stress (organizzando meglio gli impegni giornalieri, migliorando il riposo notturno, aiutandosi con sedute di training autogeno, yoga, tai chi, psicoterapie cognitivo-comportamentali, emdr, rebirthing ecc) aiutano quindi a migliorare la qualità della vita, prevenendo le malattie cardiovascolari, l’ipertensione, il diabete, il colesterolo alto, aiutando a dimagrire e a costruire più massa muscolare, prevenendo cosi anche lo stress, gli attacchi di panico, la depressione e l’ansia.

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