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Contenuti per tag: thekkekara terapia


Uomo, unità di psiche e soma

La medicina psicosomatica considera la salute come un “armonico funzionamento dell’uomo, inteso nella sua unità di psiche e soma, inserito nel proprio ambiente, nel rispetto delle caratteristiche funzionali del corpo, dei suoi ritmi, dell’intensità e della sua capacità di autoregolazione, detta omeostasi”. Esisterebbe, dunque, un’intima interconnessione fra vita psichica e biologica, tesa a riscoprire la dimensione più intima e spirituale dell’individuo, fatta di emozioni, passioni, stati d’animo, vissuti depositati in quello spazio buio e inconscio che pulsa dentro di noi. Diventa, quindi, fondamentale comprendere che, dietro la malattia, esiste un “soggetto sofferente”, che ne disegna i contorni, li definisce, fino a immedesimarsi in quel dolore che, probabilmente, viene da molto lontano e ha una storia da raccontare. Nel IV secolo a.C., Ippocrate, considerato il padre della medicina moderna, teorizzò l’esistenza di una fondamentale interrelazione tra corpo, mente e ambiente. Giunse a definire gli equilibri chimici e ormonali come “umori” in contrapposizione con le “passioni”, sostenendo che è necessario un  reciproco equilibrio, affinché gli uni non prevalgano sulle altre e viceversa, pena il verificarsi di alterazioni cagionevoli per il benessere del corpo. Nel corso dei secoli, la medicina scientifica si è sempre più specializzata, fino a vantare scoperte importantissime per la cura e la prevenzione, in grado di salvare la vita a generazioni di persone, ma, questa corsa verso sperimentazioni sempre più sofisticate si è svolta a discapito della dimensione emozionale dell’uomo. Le “passioni” sono forze che vibrano dentro di noi, energia pura che alimenta i nostri stati d’animo, guida il nostro comportamento e il nostro modo di essere nel mondo. Le circostanze quotidiane, intrise di monotonia e, spesso, eccessiva superficialità, a lungo andare paralizzano la nostra spontaneità che teme di essere giudicata e, quindi, rifiutata, condannandosi alla solitudine. Per questo motivo, tendiamo a omologarci agli altri per non sentirci diversi e, quindi, più facilmente accettati. Così facendo, ci dimentichiamo di noi stessi. L’anima si appesantisce, il respiro si accorcia e l’ossigeno circola tra gli organi vitali in maniera insufficiente. Qualcosa, dentro, inizia a cambiare e il nostro corpo sembra procedere in completa autonomia. Lo scollamento tra mente e fisico è riconducibile allo sganciarsi di un carro dal suo prode cavallo: senza guida, la traiettoria è perduta e quel carro è destinato a sbattere, prima o poi, e a spezzarsi. L’approccio psicosomatico suggerisce di dedicare più attenzione ai messaggi del corpo, che riflettono il nostro sentire più profondo. Ascoltiamo cosa ha da dirci. Esistono dolori contro cui nulla possiamo e, che, per la loro stessa natura, difficilmente riusciremmo a vivere come espressione di un Io lacerato, ma un ritrovato rapporto con la propria interiorità, può rivelarsi un eccellente risorsa per non perdere mai il coraggio di guardare avanti e portare la vita in trionfo, contro l’irreversibile finitezza che ci appartiene dalla notte dei tempi.   Maria Cristina Caccia

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Ernia discale: sempre da operare?

Per malattia da ernia discale si intendono tutte quelle manifestazioni anatomo-patologiche e cliniche che inducono una salienza o protrusione o estrusione del materiale discale nel canale vertebrale come un cuneo, che a sua volta attua una compressione sul midollo spinale, sulle radici nervose, sui vasi sanguigni e su altri tessuti in essa contenute, provocando il conflitto disco-radicolare o la malattia da ernia discale, quindi il dolore ed altri sintomi. Cause La causa dell'ernia discale è prettamente meccanica e tutte le terapie che non fanno rientrare il disco erniato nella sua sede naturale sono immancabilmente destinate a fallire. Per comprendere meglio il concetto basti pensare alla lussazione di un articolazione: per guarire bisogna unicamente rimettere l'articolazione al suo posto. Così anche nell'ernia discale; il disco è protruso o sublussato dalla sua sede naturale ed è spostato nel canale vertebrale. Qualunque terapia venga applicata senza rimettere il disco al suo posto è un palliativo, inefficace e non risolutivo. Diffusione nel mondo La malattia da ernia discale è una malattia molto diffusa in tutti i paesi del mondo, specialmente nei paesi industrializzati. Circa il 70-80% della popolazione è affetta da patologia lombalgica e cervicoalgica e fra questa una buona percentuale soffre di malattia da ernia discale. E' una malattia molto dolorosa e invalidante, che colpisce prevalentemente i giovani e gli adulti in piena età lavorativa, tra i 20 e i 50 anni, creando enormi problemi sul piano sociosanitario ed economico. In Italia si calcola che almeno 15.000.000 di persone soffrano di tale malattia, e le statistiche sanitarie indicano che ben 50.000 ed oltre sono gli interventi chirurgici che vengono effettuati ogni anno per tentare di risolvere problemi legati all'ernia discale. Oggi i pazienti affetti da ernia discale dopo vari consulti medici specialistici, ortopedici, neurochirurgici e dopo aver provato molteplici terapie mediche, fisiche e tante altre anche per anni, sono confusi, disorientati ed angosciati si dirigono quindi a malincuore verso la terapia chirurgica quando il dolore diventa insopportabile senza però ottenere un reale beneficio. In tale scenario confuso e incerto, un medico indiano con tante specializzazioni italiane, se dicesse che si può guarire dalla malattia da ernia discale senza alcun uso di medicinali e senza ricorrere all'intervento chirurgico, non verrebbe preso in considerazione da nessuno. Ma è vero ed è possibile grazie al "Basculamento Soffice secondo Thekkekara per la cura dell'ernia discale" che dimostra scientificamente l'effettiva guarigione delle ernie discali senza discussioni ed alcun ombra di dubbio con i controlli TAC e RMN effettuati prima e dopo la cura. Le sedi più colpite Le sedi più colpite dall'ernia discale sono soprattutto il tratto basso lombare e quello basso cervicale della colonna vertebrale. Circa il 95% delle ernie colpiscono il disco fra L4-L5 e il disco fra L5-S1 nelle ernie lombari, e il disco fra C5-C6 e il disco fra C6-C7 nelle ernie cervicali. Diagnosi La diagnosi dell'ernia discale rimane essenzialmente una diagnosi clinica. Nell'85% dei pazienti si può fare una diagnosi corretta, con un accurato esame clinico neurologico e anamnestico, senza alcun ausilio di esami strumentali. Con l'avvento delle moderne tecniche visive, come la TAC e la RMN, la diagnosi dell'ernia discale è stata resa ancora più facile. TAC e RMN hanno sostituito le altre metodiche diagnostiche più laboriose di difficile applicazione ed interpretazione. Quindi non esistono grandi difficoltà per una diagnosi corretta della malattia; la vera difficoltà rimane sempre la sua cura. Decorso della malattia Il decorso della malattia si divide in tre stadi: Il primo stadio: protrusione o bulging discale o fase irritativa del nervo. In questa fase il disco è appena protruso e deborda nel canale vertebrale. Quindi non esiste una compressione vera e propria sul nervo, pertanto il dolore è saltuario, vago e non ben definito. In questo stadio il malato non è molto preoccupato perché il dolore è sopportabile, quindi riesce ad occuparsi dei suoi lavori quotidiani e di altre attività, pur con qualche difficoltà. In questa fase tutte le terapie possono dare il sollievo dal dolore; spesso è sufficiente anche il semplice riposo a letto, perché non esiste una vera compressione del nervo. Pertanto tutte le terapie sembrano funzionare, ma in realtà l'ernia rimane quindi la malattia prosegue il suo decorso normale, nonostante sia diminuito il dolore. Il secondo stadio: ernia piccola o grande o fase compressiva del nervo. In questa fase il disco è fuoriuscito ancora di più, pertanto esercita un'azione compressiva vera e propria sul nervo. Il dolore diventa molto forte, spesso anche insopportabile, e compaiono anche altri sintomi deficitari, come formicolio, parestesie, iporiflessia, ipotrofia, ipovalidità, alterazione della sensibilità tattile, termica, dolorifica e altro. In questa fase il malato è molto preoccupato perché spesso gli episodi di dolore sono molto ravvicinati e più acuti; spesso il malato è costretto a stare a letto a riposo, a ricorrere a cicli di cure mediche più frequenti e prolungati, con scarsi benefici. Pertanto necessita spesso di ricoveri ospedalieri e/o di interventi chirurgici e altro con risultati spesso insoddisfacenti. Il terzo stadio: ernia paralizzante o fase paralizzante del nervo. In questa fase il disco è fuoriuscito ancora di più, quindi esercita una massiccia compressione sul nervo; spesso il nervo perde la sua normale funzionalità, quindi non trasmette bene gli impulsi dolorifici, pertanto il malato può avvertire meno dolore, però si accentuano i segni deficitari, con ariflessia, ipovalidità , marcata ipotrofia o atrofia muscolare, ipoestesia o anestesia nei casi gravi. Di conseguenza il paziente rischia di non riprendere più la funzionalità del nervo con qualsiasi cura compreso l'intervento chirurgico.   Ognuno di questi stadi può rimanere come tale per giorni, mesi anche per anni e poi evolvere agli stadi successivi. Quindi ogni modificazione focale del disco compresa la protrusione o bulging devono essere considerate come malattia da ernia discale e vanno risolti quanto prima per non far progredire la malattia agli stadi successivi. Inutili polemiche Le terapie che non hanno una documentazione scientifiche sono terapie palliative, inefficaci e non risolutive. Al di là di qualsiasi discussioni e polemiche è possibile dimostrare scientificamente l'efficacia terapeutica di qualsiasi terapia con i controlli TAC e RMN eseguiti prima e dopo la cura. La vera cura per l'ernia discale è una sola, quella capace di rimettere il disco erniato nella sua sede naturale. Quindi fidatevi solo a quelle terapie che dimostri scientificamente l'avvenuta guarigione delle ernie Conclusioni Oggi pensiamo di avervi fatto scoprire una nuova strada e opportunità, sia che voi soffriate o meno di questa patologia, adesso sta solo a voi approfondire ulteriormente questa tecnica ("Basculamento Soffice secondo Thekkekara per la cura dell'ernia discale") e confrontarvi con qualche vostro specialista di fiducia, prima di fare certe scelte! CAMBIA... ADESSO PUOI. iPersonalTrainer™ Vincenzo Borrelli

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