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Benessere psicofisico: come tenere a bada... lo stress!

Durante la giornata, mentre mi occupo di accompagnare i clienti verso il raggiungimento dei più svariati obiettivi mi capita sempre più frequentemente di sentire utilizzare questa parola solamente all'interno di frasi ad alto potenziale negativo: "Che stress, non ce la posso fare... Mi sono svegliato questa mattina già stressato...".
Quando chiedo loro di associare a queste frasi un'emozione correlata ecco che mi rivelano il significato intrinseco delle loro frasi: paura, ansia

Il significato della parola stress (termine inflazionato ed utilizzato spesso impropriamente) possiamo estrapolarlo rapidamente con una ricerca su Wikipedia dove per la suddetta si intende (cito, anzi "copio ed incollo"):

"Lo stress rappresenta la "pressione" di eventi psicologici che causano, nell'organismo, una reazione generale diadattamento agli stessi. L'adattamento può prendere varie forme, più funzionali o più disfunzionali, e si articola a vari livelli: cognitivi, emotivi, comportamentali, psicofisiologici.
Attualmente, in psicologia clinica, si utilizza il termine generico stress per significare la dinamica di pressione ambientale / adattamento dell'organismo, specificando poi in distress lo stress "negativo" e disadattativo, che può condurre anche a reazioni patologiche, ed in eustress lo stress "positivo", che deriva dall'attivazione ed energia che gli impegni derivanti dalle pressioni ambientali stimolano nel soggetto."

Quello che succede all'interno del nostro organismo, quando siamo sottoposti a "pressioni ambientali" sono reazioni organiche ereditate dai nostri antenati primitivi che servivano per adattare il nostro organismo ad una situazione di sopravvivenza estrema.
Per essere più chiaro, le ghiandole surrenali vengono stimolate a produrre maggiori quantità di adrenalina e cortisolo: la prima è un neurotrasmettitore e la sua azione ha come effetti fisici l'aumento del battito cardiaco, la maggior apertura dei condotti d'aria, il restringimento dei vasi sanguigni mentre il secondo è un ormone (a noi ben noto...) le cui funzioni sono quelle di aumentare la glicemia e dare un beneficio anti-infiammatorio a tutto il sistema.
Ma quali sono gli effetti di una tale associazione all'interno del nostro organismo?

Diciamo che il nostro corpo non si è evoluto per sopportare grosse quantità di queste due sostanze e soprattutto non per troppo tempo, poiché sono indubbiamente dannose: leggiamo gli effetti collaterali.
"L'eccesso di quest'ormone (cortisolo) viene detto ipercorticosurrenalismo, o ipercortisolismo, o sindrome di Cushing, ha come sintomi stanchezza, osteoporosi, iperglicemia, diabete mellito tipo II, perdita di tono muscolare e cutaneo, colite, gastrite, impotenza, perdita della libido, aumento della pressione arteriosa e della concentrazione sanguigna di sodio, strie cutanee, depressione, apatia, euforia, diminuzione della memoria." (Wikipedia)
 

Come fare, allora per diminuire i livelli endogeni di questa "pericolosa coppia"?

Il piano d'azione deve essere composto dal controllo della respirazione, alla quale consegue un rilassamento fisico ma soprattutto bisogna agire in maniera radicale cercando di migliorare il nostro umore.

  • Per quanto riguarda il primo fattore, saranno utili le tecniche di respirazione profonda e rilassamento che utilizziamo nella pratica del training autogeno oppure in discipline per noi occidentali un po'  più complesse come lo yoga.
  • Per quanto riguarda l'umore il cambiamento difficilmente può avvenire attraverso esercizi "fisici" ma passa attraverso una consapevolezza che può essere raggiunta per esempio attraverso delle sedute di Coaching studiate seguendo i bisogni del singolo individuo dato che gli stimoli stressanti sono completamente differenti per ognuno di noi.

Un ulteriore alleato endogeno sono le endorfine, un insieme di sostanze conosciute come neurotrasmettitori che vengono prodotte dal'ipofisi in seguito, per esempio a forti emozioni, esposizione alla luce solare ed attività fisica: ecco che anche in questo caso l'aggiunta di un moderato e piacevole allenamento (magari all'aria aperta) oltre a distogliere la nostra attenzione dai fattori stressanti, migliora ulteriormente la risposta del nostro organismo all'esposizione eccessiva a queste due dannose (seppur utili) sostanze.

Allora, impariamo a gestire la respirazione ed andiamo a fare un po' di moto per controllare i fattori stressanti e migliorare ancora un po' la nostra vita! 

 

Samuele Viotti

Autore: 

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