Filtra: 

Contenuti per tag: anatomia


La contrazione muscolare: come e quando

Il muscolo è l’elemento terminale visibile nella sua struttura macroscopica cui spetta la realizzazione della fase esecutiva del movimento. Ogni muscolo risulta composto da fibre muscolari il cui numero dipende dalla grandezza del diametro trasverso del muscolo (anche dal trofismo di ogni fibra) e dall’orientamento delle fibre. La fascia più esterna che avvolge l’intero muscolo prende il nome di epimisio,  mentre le successive fasce che avvolgono gruppi più piccoli sono il perimisio  e l’endomisio. La funzione delle fasce è di tipo elastica, serve a proteggere da aggressioni interne ed esterne, raggrupparle e tenerle insieme e mantenere il tono trofico muscolare. Tutto questo insieme permette la funzione contrattile del muscolo, la quale è desumibile dal movimento dei filamenti di actina e miosina i quali agganciandosi gli uni sugli altri permettono, in modo semplicistico, la funzione contrattile. La funzione contrattile a sua volta può distinguersi in tre sottotipi differenti tra loro, che sono: Concentrica Eccentrica Isometrica La contrazione concentrica si ha quando il muscolo sviluppa una tensione che dà luogo a una forza sufficiente per farlo accorciare. Questo accorciamento esercita una trazione che avvicina uno all'altro i filamenti scheletrici. Di solito, sebbene la trazione venga esercitata su tutte le ossa dell'inserzione, verrà mosso solo l'osso più lontano dal tronco. La contrazione eccentrica invece si ha quando la tensione esercitata dal muscolo non è abbastanza grande da generare movimento, agendo come freno per controllare la velocità del movimento provocato da un'altra forza. Durante una contrazione isomerica, o statica, il muscolo esercita una forza contro una resistenza che si oppone al movimento e non può essere superata, cosi la lunghezza del muscolo non cambia. La componente contrattile delle fibre si accorcia ma il tessuto connettivo si allunga in proporzione, dunque non si ha alcun cambiamento della lunghezza del muscolo. Ma come possiamo usare queste contrazioni nella vita quotidiana o nello sport? La contrazione muscolare, abbiamo detto che è quel processo attivo mediante cui si genera una forza in seno al muscolo. A tal proposito i tipi di contrazioni identificabili nella vita quotidiana e nelle attività sportive sono di due tipi: Contrazioni statiche e  contrazioni dinamiche. Le contrazioni DINAMICHE possono essere classificate a loro volta in: ISOTONICHE ISOCINETICHE AUXOTONICHE PLIOMETRICHE Vediamo una ad una di cosa si tratta; Contrazione isotonica La contrazione ISOTONICA (cioè a tensione costante) si ha quando un muscolo si accorcia spostando un carico che rimane costante per l'intera durata del periodo di accorciamento;  si può dividere anch’essa in due fasi: Fase CONCENTRICA o POSITIVA quando il muscolo si accorcia sviluppando tensione (ad es. sollevando un peso) Fase ECCENTRICA o NEGATIVA quando il muscolo si allunga sviluppando tensione (ad esempio riabbassando lentamente lo stesso peso) Contrazione isocinetica La contrazione ISOCINETICA si ha quando il muscolo sviluppa il massimo sforzo per tutta l'ampiezza del movimento, accorciandosi a velocità costante (definita tensione variabile) Contrazione auxotonica La contrazione AUXOTONICA aumenta progressivamente con l'accorciamento muscolare (es. esercizi che utilizzano elastici). Contrazione pliometrica La contrazione PLIOMETRICA è una contrazione concentrica esplosiva, immediatamente preceduta da contrazione eccentrica; così facendo si sfrutta l'energia accumulatasi nelle strutture elastiche del muscolo nella precedente fase eccentrica. Invece le contrazioni STATICHE sono quelle isometriche (che avvengono a lunghezza muscolare costante); si ottengono quando l'accorciamento del muscolo è impedito da un carico uguale alla tensione muscolare, oppure quando un carico viene sostenuto in una posizione fissa dalla tensione del muscolo come già chiarito sopra. Ricordiamoci che ogni volta che solleviamo una busta della spesa adoperiamo una Forza che a sua volta è generata da una contrazione, a seconda del modo in cui noi sosteniamo quel carico, inteso come peso della busta, così può cambiare la dinamica contrattile delle catene muscolari coinvolte all’esecuzione di quella contrazione motoria muscolare.

Continua...

L’anoressia nervosa nell’adolescente: il dolor...

L’anoressia nervosa non è soltanto un disturbo che coinvolge ed invade il corpo e le funzioni fisiologiche, ma anche e soprattutto una situazione psicopatologica, frutto della combinazione di fattori interni, psicologici, di malessere ed insicurezza, e fattori esterni, culturali e sociali, incarnati dagli ingannevoli ed illusori modelli di bellezza e magrezza proposti dai mezzi di comunicazione. Il risultato di questa infelice congiunzione è lo sviluppo e la grande diffusione di una estrema patologia, spesso sottovalutata o non riconosciuta, talvolta mortale, che colpisce nella grandissima maggioranza dei casi le donne, specie le giovanissime. Non esiste un profilo psicologico univoco che possa descrivere la giovane donna anoressica, le strade che conducono verso il tunnel dell’anoressia nervosa possono essere numerose e differenti. Ciò che le accomuna è il loro legame con il particolare momento evolutivo durante il quale emerge la psicopatologia: la pubertà, l’alba dell’adolescenza, l’età della transizione e dei grandi cambiamenti psicofisici.   I pericoli degli ingannevoli modelli sociali L’ingresso nella pubertà porta con sé i primi segnali di distacco e di rottura con il mondo infantile, manifestandosi attraverso il corpo e le sue trasformazioni, inizialmente ancora in fase di sviluppo e maturazione. Il fisico della giovanissima adolescente, ancora acerbo ed in una condizione intermedia tra il corpo della bambina ormai cresciuta e quello della donna non ancora sbocciata, urta e si scontra inevitabilmente con l’insidiosa richiesta sociale di seduttività femminile. Lo stereotipo della giovanissima e precoce “Lolita”, ragazza-copertina, favorito anche dal diffondersi di teenagers idoli del mondo dello spettacolo, sempre più giovani e patinati, conduce l’inesperta adolescente da poco affacciata al mondo degli adulti verso un ansioso inseguimento di quel corpo perfetto ovunque proposto ed imposto. L’attenzione per il proprio fisico germoglia e cresce in una spirale di progressiva ossessione fatta di diete e restrizioni sempre più tormentate e rigide.   Un non voler crescere: l’anoressia nervosa verso una regressione all’infanzia Paradossalmente, gli effetti della segreta e deleteria ossessione per il corpo mediante ostinate diete fai-da-te ed estenuante attività fisica si concretizzano in quella che si rivela essere una regressione verso un corpo infantile, iponutrito, privato delle sue forme e rotondità. La giovane adolescente che affronta il suo conflitto psicologico vivendo di compromessi (futuri sintomi della malattia), sminuzzando il cibo come per liberarsene, nutrendosi quasi esclusivamente di liquidi, talvolta vomitandoli e rigettandoli per non compromettere il fisico, si trasforma nel fantasma di una bambina alimentata da latte e vasetti di omogeneizzati: la bambina che  si è resa improvvisamente conto di non essere più, e verso la quale, inconsciamente, tenta di rifugiarsi per evadere dal terribile universo adulto.   Il confronto con la figura materna e la femminilità adulta Il corpo attaccato, torturato, sacrificato e malnutrito della giovane anoressica, come in una spirale di masochismo ed autolesionismo, è in realtà quel corpo in trasformazione, per la prima volta “sessuato”, dai primi accenni di femminilità, un corpo non riconosciuto come parte di sé ma, al contrario, come un qualcosa di estraneo e pericoloso, qualcosa (qualcuno) che non si vuole diventare. E’ il corpo che si rivela sempre più simile a quello materno, un fisico “sessualizzato”, pronto a ricevere le caratteristiche della femminilità adulta, come la comparsa del ciclo mestruale, dunque della capacità riproduttiva. Il tabù della vita sessuale, dell’avvicinamento all’altro sesso e del non essere più soltanto una figlia ma anche una potenziale madre fa sì che l’anoressia nervosa diventi un modo per mantenere il corpo asessuato ed infantile, una strada per tenerlo al sicuro.   La metafora di Biancaneve Spesso il rapporto tra l’adolescente e la madre esprime la sua conflittualità inconscia non più soltanto sul piano della sessualità ma anche su quello della relazionalità. Una forte ed aspra opposizione tra figlia e madre trasforma quest’ultima nella figura simbolica della matrigna ostile della fiaba, in guerra con la bellezza e la giovinezza della figlia, giovane donna in procinto di sbocciare. Nel suo immaginario inconscio la giovane anoressica, rappresentando una minaccia per l’infuriata ed invidiosa madre che invecchia e del quale sta per prendere il posto, teme la vendetta materna ed evita la sfida rifiutando il suo nutrimento come qualcosa di potenzialmente pericoloso e velenoso (la mela avvelenata che seduce e poi uccide). Nel medesimo tempo, però, rifuggire la crescita e rifiutare il nutrimento ed i doni materni conduce senza soluzione all’abbandono ed alla perdita del suo amore. Per la giovane adolescente si tratta di un conflitto inconscio irrisolvibile e privo di compromessi: il non voler crescere porta alla malattia del corpo, sfidare la femminilità materna e rimpiazzarla porta al senso di colpa, alla solitudine ed alla depressione. Maria Lupoli

Continua...

Are you looking for the best website template for your web project? Look no further as you are already in the right place! In our website templates section you will find tons of beautiful designs - for any kind of business and of any style. You are in a unique place - join us today BIGtheme NET

Filtro contenuti

Filtra: 
Our website is protected by DMC Firewall!