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Contenuti per tag: personal trainer reggio emilia


Ipertrofia muscolare: l'importanza di Volume,...

Uno degli eterni dilemmi che prima o poi si presenta a chiunque metta piede in una palestra per la prima volta, subito dopo la spiegazione di un nuovo esercizio da eseguire (sia esso a un macchinario o con pesi liberi) è il seguente: "per quante volte lo devo ripetere?"  Domanda legittima, ma in realtà non sufficente. Come sempre, la prima vera domanda da porsi è: "qual'è il mio obiettivo?" Già, perchè tutte le variabili fondamentali per l'efficacia dell'allenamento (Carico, Numero di Ripetizioni, Numero di Serie, Velocità di Esecuzione e Tempi di Recupero), per l'appunto, variano a seconda del nostro obiettivo. Voglio aumentare la mia Forza Massima piuttosto che la mia Potenza? Voglio allenare la mia Forza Resistente piuttosto che incrementare la mia Massa Muscolare (Ipetrofia)? Per quanto talvolta sovrapposti, questi obiettivi richiedono accorgimenti diversi. In questo articolo voglio soffermarmi sull'allenamento mirato all'IPERTROFIA MUSCOLARE, prendendo in esame tre parametri fondamentali quali Volume, Intensità e Densità del carico, analizzando come la giusta combinazione degli stessi possa influire sulla buona riuscita di un programma mirato d'allenamento.   Intensità Per Intensità si intende volgarmente quanto pesante sia il carico da sollevare o la resistenza da vincere in rapporto alla RM (Ripetizione Massimale), ossia il massimo carico che siamo in grado di vincere in un'unica ripetizione. Si tratta di un valore estremamente soggettivo e che andrebbe calcolato preventivamente con appositi test; una volta stabilita la propria RM, possiamo calcolare l'intensità del carico in percentuale della stessa. Se ad esempio la mia RM nella Panca Piana è di 100 Kg, lavorare con 70 Kg equivale a lavorare ad un'intensità del 70%. In un allenamento mirato alla crescita muscolare, l'intensità di carico ideale è stata stimata tra il 70% e l'85% ed andrebbe allenata con serie di 8/12 ripetizioni eseguite ad una velocità media (nè troppo lenta nè in modalità esplosiva), al di sotto delle quali si andrebbe a lavorare maggiormente sullo sviluppo della Forza Massima e al di sopra delle quali verrebbe stimolata di più la Forza Resistente.    Volume Il Volume del carico è sostanzialmete calcolato moltiplicando Peso, Numero di Serie e Numero di Ripetizioni effettuate nella sessione di allenamento e, a parità di tempo impiegato (che ricordo dovrebbe idealmente collocarsi tra i 45 e i 60 minuti per evitare di incorrere nel famigerato CATABOLISMO MUSCOLARE, quel processo che, letteralmente, "mangia" tessuto muscolare), dovrebbe andare ad aumentare sessione dopo sessione.   Densità Con Densità del carico si fa riferimento al tempo impiegato per terminare il workout, e qui i tempi di recupero assumono un'importanza fondamentale: migliorando la capacità di recuperare dallo sforzo muscolare senza essere costretti a ridurre i carichi di lavoro porterà i nostri muscoli a crescere più rapidamente. Per allenamenti di Ipertrofia, il tempo di recupero ideale tra una serie e l'altra è stato stimato tra 1' e 15" e i 2'.  E' stato dimostrato come un recupero incompleto (ma, badate bene, non inesistente!) porti grossi vantaggi in termini di crescita muscolare.   Capite bene come il continuo monitoraggio di queste variabili possa portare ad ottimizzare l'allenamento: quando la vostra RM aumenta, anche il carico con cui lavorate deve di pari passo aumentare per mantenere così l'intensità nel corretto range del 70/85%. Cercate inoltre di incrementare Densità e Volume, rispettivamente riducendo i tempi di recupero e aumentando carico o numero di ripetizioni, ma ricordate sempre di adattare il vostro allenamento in maniera graduale, cambiando uno solo di questi parametri alla volta per vedere quale di essi comporta in voi i migliori adattamenti! Giulio Bellini

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Esplorazione di sé: il nostro... bambino emoziona...

Non vi è mai capitato di pensare che, forse, molti dei nostri atteggiamenti riflettono condizionamenti subiti durante l’infanzia e interiorizzati nella parte più profonda di ognuno di voi? Come agiscono tali influenze sul nostro modo di essere, di vivere, di affrontare le varie situazioni che, giorno dopo giorno, si presentano più o meno difficili, più o meno comprensibili? Thomas Trobe, in arte Krishnananda, uno psichiatra americano, ci guida all’interno di questa interessante esplorazione di sé stessi, rivelandoci che, dentro di noi esiste un “bambino emozionale” ferito e spaventato con cui è necessario confrontarsi per capire quali e quante ferite porta con sé, superarle e raggiungere uno stato di quiete e di equilibrio interiore.  Tanto maggiore è l’identificazione con i traumi e le ferite del nostro “bambino”, che sfuggono al nostro controllo e creano un’immagine “deviata” di noi stessi, tanto più ci convinciamo di essere realmente quello che il “bambino emozionale”, in realtà, ci induce a sperimentare, pensare, credere. Esso rappresenta uno spazio interiore fatto di antiche paure, vergogna e insicurezza, bisogno e vuoto, angoscia, sfiducia e rabbia. A ognuna di queste emozioni è associata una determinata risposta comportamentale, ovverosia reazione e controllo, aspettative e pretese, compromesso, assuefazione e pensiero magico. “Identificati” in questo “spazio” reagiamo in maniera automatica agli eventi della vita, agli atteggiamenti degli altri; dallo stimolo passiamo subito alla reazione in maniera quasi compulsiva, senza riflettere.  Il “bambino” è impaziente, spaventato, incapace di contenere le emozioni più intense, la rabbia, la pressione del mondo esterno: è una miccia pronta ad “esplodere”. In balia di questa energia, reagiamo, dunque, perché ci sentiamo minacciati, per soddisfare i nostri bisogni oppure per contrastare la sensazione di non essere amati o accettati. Il “bambino ferito” nutre aspettative su di sé e sugli altri, pensa di dover essere liberato o salvato da qualcuno…del resto, in questo stato di insicurezza e impotenza, cos’altro potrebbe pensare per sentirsi al sicuro? In questa condizione mentale, di vergogna e paura, rischiamo di cedere al compromesso: siamo spaventati dal fatto di essere rifiutati, temiamo il giudizio degli altri, percepiti come migliori di noi, così perdiamo il contatto con il nostro “centro”, con la forza interiore che non “ascoltiamo”. Come uscirne? Con la consapevolezza. Con la lucida presa di coscienza che esiste questo “infante” laddove la coscienza diventa oscurità, che fa il bello e il cattivo tempo, scalpita e un attimo dopo giudica, nutre il rimorso e il senso di colpa e frena l’agire della nostra reale personalità. Impareremo che è fondamentale “accogliere” ogni tipo di emozione, senza negarla o giudicarla, come farebbe il “bambino”, senza alcun bisogno di lottare per eliminarla o reprimerla. Il vero cambiamento deve avvenire in noi. Riusciremo a costruire relazioni più consapevoli, basate su affettività più autentiche. Affrontare la vita con maggiore lucidità per capire chi siamo e dove vogliamo andare è un grande compito che richiede impegno e dedizione e, soprattutto, tempo. Dobbiamo interiorizzare il fatto che siamo sostanzialmente soli, quindi tutto ciò di cui abbiamo bisogno lo troviamo dentro di noi, laddove l’anima nel silenzio interiore riconosce di essere unica e speciale. Ciò che conta è il naturale dispiegarsi delle nostre qualità: dobbiamo ritrovare il nostro centro, entrando in un dialogo profondo e infinito con noi stessi per far crescere quel “bambino incontrollabile” e renderlo finalmente un adulto, irripetibile e meravigliosamente libero.  Maria Cristina Caccia 

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Termogenici: un valido coadiuvante per la perdita ...

I termogenici sono degli integratori che aumentano la quantità di calore prodotta dal nostro corpo mediante un’azione chiamata fosforilazione ossidativa, un processo nel quale il corpo brucia calorie a ritmo accelerato per mantenere normali le temperature dell’organismo. Anche se i termogenici non bruciano l’adipe direttamente, un miglioramento della funzione metabolica, del sistema cardiovascolare e respiratorio fa sì che il corpo abbia meno energia disponibile costringendolo a usare riserve di energie (grassi) come carburante. Gli integratori termogenici sono di solito composti da caffeina, the verde, arancio amaro, niacina, foglie di tarasacco, più altri componenti che variano a seconda di chi li produce. Di solito è consigliabile assumerli prima di colazione e almeno 45 minuti prima di fare attività fisica, stando molto attenti a non superare le dosi consigliate e tenendo sempre conto del parere del proprio medico, in quanto eccedere nel consumo di termogenici può portare a conseguenze anche gravi, tra le quali ansia, insonnia, tachicardia ecc. Naturalmente la sola assunzione di termogenici non basta per dimagrire, bisogna integrare il tutto con una dieta ipocalorica e praticare attività fisica. In conclusione, l’assunzione di questi integratori deve essere vista come un valido aiuto per perdere peso ma non come una pillola miracolosa. Andrea Buttè

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Allenamento HIIT: come e quanto allenarsi

L’allenamento HIIT (High Intensity Interval Training) è un metodo di allenamento funzionale, alterna momenti di estrema intensità a momenti di recupero. Per allenarsi correttamente, è bene preferire esercizi che abbiano un forte impatto sulla frequenza cardiaca e, come sempre, la sessione di allenamento deve essere suddivisa in: riscaldamento iniziale; lavoro specifico; defaticamento finale. L’allenamento dura dai 12 ai 20 minuti, con intervalli di 30-50” (secondi) di lavoro e 10”-15” (secondi) di pausa non servono particolari attrezzi e nemmeno capacità straordinarie, si posso eseguire esercizi a corpo libero o con l’utilizzo di piccoli attrezzi (manubri, kettlebell, sandbag…). Vista la breve durata dell’allenamento, si può pensare ad un ridotto consumo calorico, ma questo non è assolutamente così perché durante la sessione di lavoro il dispendio calorico è elevato, inoltre l’organismo brucia un maggior numero di calorie per ben 24 ore. Con questo tipo di allenamento è possibile dimagrire tonificando, perché le calorie bruciate durante e dopo l’allenamento provengono dai grassi, lasciando intatta la massa muscolare permettendo la tonificazione. Conoscere i vantaggi dell'allenamento HIIT ti porterà a spingere sempre di più durante l'allenamento.   Vantaggi del metodo HIIT Scopriamo quali sono i vantaggi di un allenamento HIIT: aiuta ad accelerare il metabolismo; abbassa il livello dei trigliceridi; aiuta a perdere peso in modo veloce; può essere eseguito ovunque; porta benefici sia a donne che a uomini; allenamento veloce dai 12 ai 20 minuti al giorno.   La vostra coach  Rossella Bellotti

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Mucuna Pruriens e secrezione di Gh

La Mucuna Pruriens è una pianta in grado di migliorare la concentrazione mentale e di migliorare la coordinazione. Viene presa in considearzione nel body building perchè in gardo di aumentare i livelli di GH. Grazie alla presenza di circa il 15% di L-Dopa che stimola il rilascio dell'ormone della crescita (GH). L'aumento del GH puo portare ad un aumento della massa magra e diminuzione di quella grassa. Le dosi consigliate sono sono circa 600-700mg 30 min prima di andare a dormire, per un recupero maggiore e massimizzare il rilascio di GH Studi di recenti hanno evidenziato confortanti benefici neurologici, con una eccellente tolleranza ed una quasi assenza di effetti secondari, anche se ovviamente non è indicata l'assunzione per soggetti che assumono farmaci anticoagulanti, per chi soffre di pressione alta e diabete, ed inoltre non è idicata alle donne in gravidanza e in fase di allattamento. Luigi Corvino

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Functional training: allenarsi a casa

Perchè allenarsi con l'allenamento funzionale Molte persone non hanno ancora appreso il vero significato di allenamento funzionale, pensano basti fare degli esercizi in condizioni di instabilità, a corpo libero o con i pesi, ma non è cosi! Il functional training (allenamento funzionale) è, come definito dall' allenatore Alan Collins, "l'esecuzione di esercizi specifici che hanno un beneficio od un transfert positivo sulla salute di una persona, sulla performance delle sue attività quotidiane, del suo lavoro e del suo sport e ne riducono la propensione agli infortuni", quindi allenandosi in questo modo si migliorerà la salute e l'esecuzione dei movimenti anche nella vita quotidiana riducendo il rischio di infortuni sia durante l'allenamento che nelle attività di tutti i giorni. E' semplice allenarsi a casa con l'allenamento funzionale. Sono esercizi a casa che si possono fare in  poco spazio e l'allenamento porta via poco tempo cosi chiunque riuscirà a mantenersi in forma. Gli esercizi a casa con questo tipo di allenamento si possono fare a corpo libero o con degli attrezzi (pesi, swiss ball, sandbag...), questo dipende da come è strutturato il workout. Chiunque si può allenare con questo tipo di allenamento, dai principianti agli avanzati, eseguendo esercizi a casa in base al proprio livello.   CARATTERISTICHE DEL FUNCTIONAL TRAINING Le caratteristiche dell'allenamento funzionale sono: instabilità e controllo del Core ottimizzazione dei tempi di allenamento coordinazione dei movimenti multiplanarietà dei movimenti alta sinergia muscolare e multiarticolarità   COSA E' POSSIBILE MIGLIORARE CON IL FUNCTIONAL TRAINING? L'allenamento funzionale permette di migliorare la nostra: forza (anche forza esplosiva) coordinazione flessibilità equilibrio resistenza al carico Con pochi e semplici esercizi a casa allenandosi con il functional training è possibile raggiungere qualsiasi obiettivo, dal dimagrire al semplicemente rimanere in forma. Forza alleniamoci tutti insieme!!! Rossella Bellotti

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Zeolite: il disintossicante naturale

La zeolite è un minerale di origine vulcanica che ha genesi dall’incontro tra lave incandescenti e l’acqua del mare. Viene definita “la pietra che bolle” in quanto si rigonfia e produce vapore acqueo se scaldata. Il minerale naturale si presenta con una struttura microporosa, costituita da migliaia di piccoli canali in grado di legare rilevanti quantità di tossine e metalli pesanti dannosi alla nostra salute: la zeolite risulta quindi un prezioso disintossicante naturale. Una volta ingerita, la zeolite esercita la sua funzione alcalinizzante - disintossicante - depurativa all’interno dell’intestino “ripulendo” l’organismo dalle sostante tossiche prodotte dal metabolismo delle cellule o introdotte tramite l’alimentazione e la respirazione. Non essendo assorbita dal tratto gastro-intestinale, la zeolite verrà espulsa tramite le feci insieme a tutto ciò che avrà assorbito durante il suo tragitto Le zeolite inoltre rilascia nell’organismo minerali quali il calcio, magnesio, sodio e potassio che ricaricano i depositi di minerali: il risultato finale sarà quello di avere un corpo basificato, purificato e “alleggerito”.   Per chi è indicata? Stili di vita scorretti, stress, smog, alimentazione errata, sedentarietà, prolungata esposizione agli agenti inquinanti o al sole, fumo di sigaretta, farmaci producono uno stress ossidativo che genera uno svuotamento dei depositi di minerali e accumulo di sostanze tossiche. L’uso di zeolite naturale contrasta l’effetto dello stress ossidativo, ma anche chi osserva uno stile di vita sano e attivo può beneficiare degli effetti del minerale. Gli sportivi, ad esempio, troveranno giovamento in quanto la zeolite favorisce la riduzione dell’acido lattico e della fatica, aumentando le performance: ideale dunque per atleti di endurance come triatleti, maratoneti, nuotatori e sciatori di fondo, ciclisti.   Dove si trova? La zeolite clinoptilolite (naturale e non sintetica) è un integratore alimentare di libera vendita acquistabile in erboristeria o negozi del settore. Dato l’elevato tasso di inquinamento, di stress della vita quotidiana, di “inquinamento” alimentare e continua esposizione a smog/onde elettromagnetiche/solventi, la zeolite può essere tranquillamente consigliata a... chiunque. Gli effetti del minerale sono reali e non ci sono controindicazioni particolari. Il corpo per essere sano ed efficiente ha bisogno di un ambiente interno basico e non acido, la zeolite è una validissima alleata per una vita meno inquinata! Francesco Moschillo

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Perdere peso per la prova costume? Allenamento e a...

Allenamento ed alimentazione adatti per l’estate? Siamo giunti al momento fatidico della prova costume e la domanda che mi viene più posta  è ”come posso rimettermi in forma? Come posso perdere peso per la prova costume?”. Perdere peso per la prova costume è fonte di stress per 7 italiani su 10 come indica un articolo del sito ansa, da semplici pensieri si passa a vere e proprie fobie. Frequentando le palestre trovo ancora persone che passano ore sulle macchine cardio e facendo sessioni interminabili di addominali sperano, in questo modo, di bruciare il grasso accumulato durante il periodo invernale.   Primo punto: l'alimentazione Per avere un fisico asciutto prima di tutto bisognerebbe curare l’alimentazione per tutto l’anno, non tentare di perdere peso all’ultimo minuto! Dobbiamo creare uno stile di vita più sano, cercando di limitare i consumi di latticini e carboidrati complessi come pasta, pane, focacce, etc. ed aumentare il consumo di fonti proteiche nobili, di frutta e verdura di stagione e grassi buoni come frutta secca (noci, mandorle, noci brasiliane e di macadania) utilizzare olio extravergine di oliva o di cocco per condire gli alimenti, il secondo esclusivamente non a crudo, utilizzare le spezie per aromatizzare gli alimenti contenendo così il consumo di sale e utilizzare le cotture semplici alla griglia, in forno o al vapore. Importantissimi sono gli spuntini sia nella mattinata che nel pomeriggio, che dovrebbero essere semplici e nutrienti prediligendo alimenti  come frutta, frutta secca, tonno al naturale, bresaola tacchino o pollo, invece che beveroni o barrette che non placano la fame e, sopratutto per quanto riguarda le ultime, disidratano il fisico. Un fisico tonico e asciutto si ottiene  nel tempo, riducendo massa grassa ed implementando massa magra. Perdere peso in poco tempo va a discapito della nostra muscolatura. Una delle cause maggiori che ci portano a mettere su chili durante l’inverno sono le macchinette degli snack e gli aperitivi; si posso aggiungere anche 1500 kcal al fabbisogno giornaliere di cose inutili. Certo, bisogna fare i conti con il lavoro e lo stress, ma organizzandosi un pochino si può mangiare anche fuori in maniera salutare, conservare nella borsa un frutto o della frutta secca non è un grosso problema. Ovviamente senza  rinunciare a mantenere un giorno a settimana di libero sgarro, dove non si contano calorie ed alimenti  per mantenere l’equilibrio psicofisico. Non potete perdere peso mangiando qualsiasi cosa capita!   Secondo punto: l'allenamento Dovrebbe essere molto intenso e della durata massima di 60′, prediligendo i pesi liberi. Mi rivolgo in particolare alle donne: non abbiate paura di ingrossare, sudate e smettetela di passare ore alle macchine per gli adduttori, abduttori e glutei, fate degli squat pesanti e profondi con tutte le loro varianti, front squat, squat bulgari, non trascurate affondi, squat jump etc.. Cercate di utilizzare esercizi a corpo libero che richiedono una grande coordinazione ed un grandissimo dispendio energetico. Non massacratevi con ore di addominali perché non avrete addominali scolpiti, ma solo più tonici, fare 1000 addominali non elimina il grasso, l’alimentazione è la base per la definizione. Non limitatevi ai crunch per gli addominali,  inserite dei sit-up, russian twist, ponte in camminata, tenute isometriche, hollow rock etc, ci sono una marea di  che utilizzano in maniera profonda gli addominali. Ultima cosa, chiedete consiglio ad un professionista, che abbia le dovute conoscenze e vi possa creare un programma di lavoro mirato e personalizzato. E' meglio investire per avere una scheda personalizzata da poter svolgere ovunque vogliate, anche a casa ed al parco, che pagare abbonamenti in palestra e rimanere sempre uguali. Allenamento, alimentazione, costanza ed impegno e... perdere peso sarà un obiettivo raggiungibile!   Paolo Marchini

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Coaching: Cervello docet!

Chi di voi sogna la notte? Qualcuno potrà dire: “Io non ricordo di averlo mai fatto”. Ecco, appunto “non ricordo”. Il fatto che “non si ricordi” non significa che non si sogni. Questo stato di “coscienza” attiva ma non vigile, su cui il nostro sistema “frenante” non ha controllo e che produce rappresentazioni, scene, colori e addirittura suoni, avviene nella fase cosiddetta REM acronimo di Rapid Eye Movement, quell’unica fase nota al feto nel grembo materno. Il mattino ci svegliamo con una certa quantità di sinapsi e recettori attivi. Nel corso della giornata, viviamo, introiettiamo, impariamo e tutto ciò che è stato filtrato attraverso il nostro pensiero, così come la rielaborazione della realtà diventa materiale prezioso per la costruzione di nuove sinapsi. Un mondo quasi magico. Di notte, mentre dormiamo, nella nostra Mente avvengono tantissimi processi osservati ogni giorno dalla Scienza, che ancora si interroga. Quanto rumore dev’esserci là dentro eppure noi non lo avvertiamo, è un “rumore silenzioso” per usare un ossimoro calzante.  Ciò che più elettrizza è sapere che “siamo nuovi ogni giorno”. Eh già. Nuovi! E veniamo allo stato di veglia. Quanta fatica facciamo a cambiare un’abitudine? Ci costa, anzi, potremmo andare per gradi: alcune abitudini saremmo anche disposti a cambiarle, ma per altre diventa più difficile e cambiare costa fatica, per non parlare di quelle che non cambieremmo per niente al mondo. Sulla base di cosa “decidiamo di affezionarci all’una o all’altra abitudine”? Bisogni? Emozioni? Vissuti esperenziali? Schemi? E sulla base di quali motivazioni scegliamo se cambiare o meno? Motivazione, una parola per descrivere un “atteggiamento dell’Anima” non così scontato.  Quindi, noi siamo “portatori di un Cervello che neanche i luminari della neuropsicobiologia riescono a spiegare al 100%”, quindi, deteniamo un “tesoro dal valore inestimabile” e ce lo portiamo appresso quotidianamente, eppure non siamo capaci di svestire gli abiti del “solito modo di fare”? Cosa ci blocca? Sinapsi mancanti? Oppure la “volontà” di cambiare davvero? Perché, poi, dovremmo “cambiare” e cosa? Innanzitutto “il modo di guardare noi stessi” rispetto al mondo e poi il mondo.  Cercare di cambiare le abitudini delle persone e il loro modo di pensare è come scrivere nella neve durante una tormenta. Ogni 20 minuti dovete ricominciare tutto da capo. Solo con una ripetizione costante riuscirete a creare il cambiamento. (Donald L. Dewar) Siamo spesso ancorati a un'unica visuale e ci perdiamo il contorno, come colui che è affetto da un’anomalia oculare tale per cui il “campo visivo” è limitato. Se fossimo coerenti con la miriade di connessioni sinaptiche che compongono il nostro Cervello, dovremmo vivere la complessità e, quindi, la molteplicità come una regola di vita e questo ci aiuterebbe a vedere più soluzioni rispetto a un problema.   Cervello. Un apparato col quale pensiamo di pensare. (Ambrose Bierce) In un percorso di Coaching non si apprendono i meccanismi di costruzione di vescicole contenenti i neurotrasmettitori, ma si percorrono strade che possono avere numerose diramazioni, quasi a simulare un “circuito sinaptico” della nostra esistenza day by day.  Il Coach diventa un driver per trovare nuove vie e per studiare nuove traiettorie dalle quali ripartire per ridisegnare un problema che ci assilla e che “non ci fa dormire”. Dal momento che aumentare lo stato di veglia è nocivo all’attività onirica notturna, perché è un dispendio eccessivo di energia psichica, è salutare preservare un buon sonno mettendo a nudo i piccoli “nodi emozionali o cognitivi” che si aggrovigliano in circostanze particolari. Così la dis-identificazione ci aiuta a prendere le distanze da quello che potrebbe diventare un nostro alter-ego infausto, aiutandoci a dire: “Ho un problema, ma non sono quel problema”. Il Cervello registrerà questa nuova consapevolezza e così pure lo stato emotivo imprimerà nuovi stimoli e darà diverse tipologie di risposte. La nostra Mente è un congegno apparentemente perfetto. Tutto è al posto giusto come in una grande centralina che ci troviamo per Natura e che si alimenta, cresce o deperisce, grazie alla nostra interazione con noi stessi e con gli Altri, nel continuo faccia a faccia con il contesto in cui attiviamo Relazioni e in cui cerchiamo, costantemente, di riconoscerci.  La bellezza in tutto questo è che il nostro Cervello sa perfettamente cosa deve fare, noi, invece, spesso, siamo confusi, ma abbiamo la possibilità di schiarire le nubi e di vedere anche nuovi scenari. E nel frattempo si originano connessioni neurali. E noi non siamo già più quelli di pochi istanti fa. Senza volerlo, abbiamo già iniziato a cambiare. Maria Cristina Caccia  

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Consigli per rimettersi in forma: approccio mental...

In questa nuova rubrica (CONSIGLI PER RIMETTERSI IN FORMA ), voglio dare dei consigli concreti, a tutte quelle persone che vogliono mettersi o rimettersi in forma. Tratterò di approccio mentale, alimentazione, allenamento,  e... STAY TUNED :)   Approccio mentale Ricordati tutto parte dalla mente! Se il tuo obbiettivo è rimetterti in forma, devi predisporre la tua mente in maniera tale da poterlo realizzare. Ora ti spiegherò  come fare:   Qual'è il tuo punto di partenza? E' importante che tu abbia ben chiaro il tuo attuale stato di forma fisica . Per fare questo ti consiglio di farti delle foto, di prendere le misure delle circonferenze corporee, di pesarti e se possibile di conoscere la tua percentuale di massa grassa. Tutti questi dati ti aiuteranno a capire alla fine del tuo percorso quanto effettivamente sei migliorato rispetto al tuo stato iniziale.    Dove vuoi arrivare? Ora che conosci il tuo stato di forma fisica devi capire  cosa vuoi ottenere in futuro. Vuoi dimagrire, aumentare la tua massa muscolare? Di quanto vuoi dimagrire?   Poniti obbiettivi concreti e realizzabili! In quanto tempo vuoi raggiungere i tuoi obbiettivi? Sono realizzabili per il lasso di tempo che hai prestabilito? Siamo sempre molto severi con noi stessi. Molte persone non riescono a mettersi in forma, perchè si pongono degli obbiettivi che non sono concreti, quindi soprattutto in questa fase chiedi consiglio ad un amico/a di fiducia, o ancora meglio fatti consigliare da un buon PT. Una volta che hai capito qual'è il tuo punto di partenza e che hai stabilito (numericamente) il punto di arrivo, e il tempo che ti è necessario per raggiungerlo, sei pronto per "sfruttare"  la tua mente per centrare il tuo obbiettivo. Nel prossimo articolo vedremo qual'è la forma mentis che dovrai utilizzare per raggiungere l'obbiettivo che vuoi raggiungere. Spero di esserti stato d'aiuto :) OVER THE TOP! Alberto Fanin

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