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Contenuti per tag: vitamine


Integratori alimentari, quali e perché

Il presente articolo ha un intento meramente informativo, volgendo a dare un input di base in una materia nella quale vi e' una generale approssimazione. Se sei un (') atleta, tieni sempre a mente che il risultato a cui ambisci e' frutto della tua volonta', del tuo sudore, della tua passione infinita, dei tuoi sacrifici. Nulla puo' sostuire questi elementi, tanto meno un'"integrazione alimentare" che, in ogni caso, necessita della preventiva valutazione da parte di esperti delle condizioni e delle specifiche modalita' di sommininstrazione). Gli integratori vengono consigliati in caso di scarsa assunzione di determinati alimenti e servono a completare una normale dieta. La loro commercializzazione in Italia è regolamentata da rigide leggi che tutelano la salute del consumatore e vietano la vendita di prodotti risultati scientificamente dannosi. Gli integratori di aminoacidi, di proteine e di sali minerali risultano essere un utile apporto alla dieta degli sportivi, quale compensazione alla perdita dei sali che avviene attraverso la sudorazione e quale supporto alla richiesta di efficientamento della massa muscolare. Gli integratori energetici sono a base di zuccheri semplici e composti, integrati con vitamine del gruppo B, C, E e sono consigliati nel caso che non sia possibile o non sia sufficiente una normale dieta. Vi sono poi integratori di acidi grassi, di probiotici, di fibra che invece sono utilizzati da una grossa parte della popolazione al fine di arricchire l’acquisizione di sostanze benefiche per l’organismo. La stragrande maggioranza degli sportivi amatoriali e/o professionisti utilizzano integratori per gli scopi più vari, da quello puramente estetico, fino a diventare rilevante supporto per mettere in grado l’atleta di raggiungere velocemente l’apice del proprio potenziale genetico. Le proteine in polvere, ad esempio, sono indispensabili per i bodybuilders per aumentare la massa muscolare; gli aminoacidi ramificati sono invece di aiuto ad atleti di tante discipline, che richiedono allenamenti estenuanti, con elevati gradi di intensità di lavoro, come nel caso del Judo. Vediamo da vicino alcuni di questi prodotti maggiormente utilizzati e perché: Vitamine: per la salute del nostro organismo non sono sufficienti solo le sostanze in grado di produrre energia, come carboidrati, lipidi e proteine, ma è indispensabile l’apporto di un altro tipo di elementi: le vitamine. Sono nutrienti essenziali alla salute la cui regolare assunzione, con gli alimenti, ha effetti importanti nella prevenzione di numerose malattie, tra cui varie forme di anemia, di disturbi del sistema nervoso, del sistema immunitario ed endocrino. Vista l’incapacità dell’organismo umano di sintetizzare le vitamine, queste devono essere assunte ogni giorno in dosi piuttosto ridotte ma in maniera costante nel tempo. Proteine: L’assunzione di proteine è importante quando si fa allenamento con i pesi e si vuole aumentare la massa muscolare. Le principali fonti alimentari di proteine sono i legumi, le uova, i latticini, il pesce e la cerne. In teoria, la nostra dieta ci fornisce tutte le proteine delle quali abbiamo bisogno per essere sani, tuttavia non è sempre semplice poter assumere la giusta quantità di proteine, specie quando si ha uno stile di vita particolarmente attivo. In quel caso, diventa necessario assumere proteine che integrino il supporto di base. Per valutare la qualità di una proteina si può utilizzare un indice chiamato “valore biologico” che è legato al rapporto tra le proteine assimilate e quelle ingerite. Le proteine alimentari solide, come quelle presenti nella carne o nelle uova, devono essere trasformate dall’azione degli enzimi nello stomaco prima di arrivare nell’intestino. Questo trasformazione richiede un tempo particolarmente lungo. Le proteine in polvere sono pratiche e non necessitano di tempi lunghi di assimilazione come quello della digestione. Il siero di latte, per esempio, verrà indirizzato agli intestini rapidamente in meno di 45 minuti. Un altro vantaggio fornito dalla polvere di proteine è dato dall’assenza di grasso. La maggior parte dei supplementi in polvere, poi, sono estratti dal latte, perché le proteine del latte sono ad alta digeribilità e forniscono un alto valore biologico. Vi sono poi quelle derivate dalle uova, anche esse molto buone, e le proteine di soia. Aminoacidi: gli aminoacidi sono molecole organiche costitutive delle proteine. La loro funzione, tra le altre cose, è quella di rifornire il corpo di una sostanza indispensabile: l’azoto, che viene perso dall’organismo ogni giorno e deve essere reintegrato. Il fabbisogno di azoto nel corpo umano cresce in situazioni diverse quali lacicatrizzazione delle ferite, le emorragie, la crescita in altezza e lo sviluppo della massa muscolare. Gli aminoacidi che costituiscono le proteine sono venti: di questi alcuni sono definiti aminoacidi essenziali(ovvero quelli che l’organismo non sintetizza in quantità sufficiente e che deve assumere con l’alimentazione) e altri non essenziali, osemi-essenziali, che possono venire sintetizzati dall’organismo a partire dagli aminoacidi essenziali se presenti in quantità superiore al fabbisogno. Gli aminoacidi non richiedono digestione e vengono assorbiti in pochi minuti nell’intestino tenue, che li rende disponibili per l’organismo al 100%. Per l'adulto gli A.A. essenziali sono nove e più precisamente: fenilalanina, isoleucina, lisina, leucina, metionina, treonina, triptofano, valina e l’istidina, quest’ultima presente prevalentemente nella fase di crescita. Tra gli aminoacidi essenziali, ne esistono 3 che sono chiamati “ramificati” per la forma delle loro molecole che ricorda la struttura di un albero. La loro funzione è principalmente quella di “messaggeri”, ovvero portano agli organi le informazioni per l’utilizzo delle proteine a scopi energetici e per il metabolismo muscolare. Sono inoltre in grado di impedire che il muscolo si distrugga, favorendone la ricostruzione. Per questo ne è stato studiato l’impiego per gli atleti e per le persone anziane. La totale mancanza di zuccheri nella loro formula permette di sfruttare al massimo l’utilizzazione dei grassi bruciati per fornire energia. Essi sono: Leucina: stimola le funzioni cerebrali e aumenta i livelli energetici dei muscoli Isoleucina: necessario per la crescita e lo sviluppo dell’intelligenza. Regola l’equilibrio dell’azoto nel corpo e sintetizza altri aminoacidi non essenziali Valina: stimola la capacità mentale e la coordinazione muscolare Un altro importante aspetto della disponibilità degli A.A.R. è quello di contribuire, per il tramite della produzione di Glutammina post esercizio, allo sviluppo delle azioni immunologiche dei linfociti. Infatti la Glutammina endogena è ciò che rappresenta, insieme al glucosio, la sorgente preferenziale di energia per il sistema dei linfociti. Gli altri aminoacidi, definiti non essenziali sono: L’Alanina: rafforza le pareti delle cellule L’Arginina: è la molecola che compone circa l’80% del liquido seminale maschile. Il fabbisogno di arginina è condizionato dalla presenza di alcune patologie, dalla gravidanza ed è molto alto nei bambini L’Acido aspartico: favorisce la metabolizzazione dei carboidrati La Cistina: favorisce il metabolismo dei carboidrati e stabilizza gli zuccheri nel sangue; aiuta la funzionalità del pancreas L’Istidina: è un aminoacido essenziale per tutta la vita, in quanto l'organismo riesce a conservarla in modo efficiente e quindi nell'adulto il fabbisogno diventa poco rilevante. nei bambini e nelle donne in gravidanza, invece, il fabbisogno di istidina è notevole La Prolina: precursore dell’acido glutamminico, fondamentale per il funzionamento cellulare, il cui fabbisogno aumenta un caso di stress psico-fisico o malattia. La Serina:  coadiuvante nella formazione della guaina protettiva che ricopre i nervi La Tirosina: ritarda l’invecchiamento cellulare, regola i centri dell’appetito nell’ipotalamo, è responsabile della colorazione dei capelli e della pelle, previene le scottature derivanti dall’esposizione ai raggi solari. Può essere sintetizzato dalla fenilanina. In conclusione va detto che una corretta alimentazione che apporti il giusto quantitativo di macro e micro nutrienti, favorendo lo sviluppo di tutti quei meccanismi di difesa e di riparazione fisiologici al nostro organismo, è sicuramente la soluzione più consona e salutare da adottare. Di fronte a carenze o necessità accresciute, quali possono essere quelle di atleti sottoposti a stress elevati psicologici e strutturali, non va demonizzato l’utilizzo di prodotti che favoriscano il raggiungimento delle nuove e rilevanti esigenze prestazionali.

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Prendere e dare carezze: è davvero così facile?

Mentre passeggiamo per strada incontriamo un nostro vicino, lo guardiamo e sorridendo diciamo: “Buongiorno!”, il nostro vicino contraccambia il saluto e risponde: “Buongiorno!”. In questa situazione ci siamo appena scambiati una carezza. Una carezza è definita una unità di riconoscimento (Stewart – Joines, 1987). Questi tipi di scambi sono talmente famigliari per noi che non ci facciamo più caso, ma ora immaginiamo la stessa situazione con una variazione, ossia il nostro vicino non contraccambia il nostro saluto, ci passa avanti come se non ci fossimo: che cosa provereste? Probabilmente vi chiedereste: “Che cosa è successo?”. In generale è possibile affermare che abbiamo bisogno di carezze e ci sentiamo deprivati se non le otteniamo.   Esistono diversi tipi di carezze? Si, vediamo quali Verbali o Non verbali: ogni tipo di comunicazione è una carezza e la maggior parte dei nostri scambi comporta anche carezze non verbali. Positive o Negative: una carezza per essere considerata positiva deve essere piacevole per chi la riceve, al contrario una carezza negativa è sentita come spiacevole. Ad ogni modo, qualsiasi tipo di carezza è meglio di nessuna carezza. Condizionate o Incondizionate: una carezza condizionata si riferisce a ciò che una persona fa: “che bel lavoro che hai fatto!”, invece una carezza incondizionata si riferisce a ciò che una persona è: “sono felice che sei qui!”. Come diamo le nostre carezze? Alcune persone hanno l’abitudine di dare carezze che cominciano col sembrare positive ma poi danno una “frecciata” negativa finale: “vedo che cominci a capire, più o meno”, queste carezze comunicano qualcosa di positivo ma poi è come se lo annullassero. Altre persone sono molto generose nel dare carezze positive ma lo fanno in modo non sincero: “che bello il tuo articolo! Quando l’ho letto ho pensato che era molto interessante, molto acuto…”. Ci sono anche persone che hanno difficoltà a dare carezze positive e non ne danno affatto. Spesso ai genitori capita di dare carezze in modo condizionato: “ti voglio bene se fai il bambino bravo”. La modalità con cui diamo carezze è strettamente legato al nostro background culturale e famigliare, se ci soffermiamo a pensare alla nostra storia da bambini possiamo trovare dei collegamenti con il nostro modo di dare carezze da adulti.   Ma tutti riusciamo a prendere le carezze che ci vengono date? Noi tutti abbiamo delle preferenze, alcuni preferiscono ricevere carezze per quello che fanno piuttosto che per quello che sono, alcuni preferiscono essere accarezzati fisicamente, altri solo verbalmente. La maggior parte di noi preferisce ricevere le carezze che è stato abituato a ricevere. A causa di questa famigliarità possiamo svalutare altri tipi di carezze, oppure può darsi che inconsciamente vorremmo ricevere le carezze che raramente otteniamo ma non siamo capaci di chiederle o di accettarle. Supponiamo che io da bambina abbia sempre desiderato ricevere un abbraccio da mamma e che lei raramente lo abbia fatto, per alleviare la sofferenza di non riceverle, può darsi che io decida di negare il mio bisogno di ricevere degli abbracci affettuosi e può accadere che da adulta io mantenga questa strategia senza esserne affatto consapevole.   Esiste quindi un filtro per le carezze? Si esiste. Quando una persona ottiene una carezza non in sintonia con la sua “modalità preferenziale” è probabile che la ignori o la sminuisca. Sentendo una carezza “non in sintonia” potreste dire: “Grazie”, ma nel dirlo potete arricciare il naso e storcere la bocca, oppure potreste mettervi a ridere e dire: “Si va be!”. Ma perché rifiutiamo alcune carezze? Ci avvaliamo del nostro filtro delle carezze per poter mantenere l’idea che abbiamo di noi stessi e degli altri. Le persone che hanno avuto un’infanzia molto dolorosa possono decidere che non è sicuro accettare nessun tipo di carezza e hanno un filtro così stretto che sfuggono a qualsiasi carezza viene loro offerta. Così facendo mantengono la loro sicurezza interiore ma si privano della possibilità di esperire da adulti le carezze in un modo nuovo e magari gratificante. Per riprenderci la nostra consapevolezza, spontaneità e intimità secondo Steiner (1987) possiamo cominciare pensando che: possiamo chiedere le carezze: le carezze che otteniamo chiedendo hanno altrettanto valore di quelle che riceviamo senza chiederle! possiamo provare piacere a dare carezze a noi stessi; possiamo rifiutare apertamente le carezze che non ci fanno piacere; le carezze sono disponibili in quantità illimitata: possiamo dare e ricevere una carezza ogni volta che lo desideriamo! Noemi Di Lillo

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Dimagrimento: attiva il tuo metabolismo!

Molte persone non riescono a perdere peso in maniera efficace e duratura a causa di un approccio alimentare sbagliato ed alla mancanza di un allenamento ben strutturato. Il primo errore grave che si riscontra in questi casi è appunto la ricerca della perdita di peso. L’obiettivo di una dieta o di un buon programma di allenamento non è esclusivamente quello di provocare un calo del peso corporeo ma dev’essere quello di abbassare la percentuale della massa grassa attuale. A causa di regimi alimentari eccessivammente ipocalorici si rischia molte volte di innescare una riduzione alla massa muscolare invece che alla massa grassa e ne consegue un alterazione errata del peso corporeo. Bisogna sempre ricordare che la massa muscolare è un tessuto attivo e come tale consuma calore (Kcal) innalzando il metabolismo corporeo. Un altra strategia scorretta è quella di ricercare una perdita di peso in tempi troppo brevi, questo provoca una ulteriore riduzione del metabolismo corporeo perchè l’organismo si porta ad una condizione di difesa mantenendo il grasso se l’apporto calorico assunto è troppo ridotto. Da ciò ne derivano anche scompensi pericolosi negli organi interni, che necessitano di tempi utili di adattamento. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) consiglia una riduzione annua del proprio peso nell’ordine del 12% circa. In conclusione, posso affermare che una delle cose più sottovalutate ma più importanti per perdere grasso corporeo è preservare la massa muscolare in quanto può essere definita come la nostra centrale termica e non abbassare troppo l’introito calorico giornaliero in quanto anche gli alimenti sono in grado di stimolare il metabolismo (termogenesi indotta dagli alimenti, TID). Ogni piano alimentare deve però essere affiancato da un programma di allenamento adeguato che comprenda sia un lavoro aereobico ma soprattutto un lavoro con i pesi, i quali consentono di mantenere o aumentare la massa muscolare e di stimolare il consumo di ossigeno post esercizio, il che significa un ulteriore scossa al metabolismo.   Giorgio Mimini

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