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Fitness 2021: se non ne siete dentro, ne resterete fuori  

La diffusione low cost aveva ridotto il business del club fitness tradizionale prima della tempesta. Le difficoltà, per le palestre più costose per se stesse e per gli utenti, sono fuori misura: o si cambia o si esce. Alla ripresa della stagione 2020-2021 (settembre), sarà ancora peggio per i gestori, ma per gli utenti qualcosa migliorerà. Riconversione palestre: dimensioni sale di attività, quantità di macchinari posizionati, numero istruttori presenti, cifra delle utenze contemporanee. Per un po', forse molto, via i corsi, via le attività d'acqua, via altro. Il superfluo sparirà e a fare la dieta non saranno i clienti ma le palestre: si snelliranno. Questo eccesso di servizi si era riflettuto troppo tempo sul prezzo d'abbonamenti “dopati”, che prevedevano l'acquisto di discipline grottesche: sempre più pressati da aggueriti venditori-inseguitori di budget. Come se, acquistando un'auto, fossimo stati costretti per anni ad acquistare ogni accessorio, anche quello che non avremmo utilizzato mai. Il fitness deve togliersi di dosso la polvere costata cara a tutti. Per un po' ci ha rimesso solo il portafoglio utenti, ma con l'avvento low cost, pretestuose palestre avevano cominciato a correggere il tiro. La pacchia era finita.

La prossima fitness season sarà da colpo di grazia, perchè vi saranno servizi “erogabili non in loco”. Per quel che riguarda la riconversione cliente, il nuovo fitnessista potrà fruire del fitness come un tagliando auto: tagliando-allenamento con presenza fisica una volta a settimana e sedute successive tracciate via via dal trainer. Sessioni da fare dove, quando e come si vorrà. Senza spendere un patrimonio in lezioni personali che, da un certo momento in poi, anche noi trainer sappiamo essere inutili. Peggio ancora quando competono con servizi a basso costo in remoto.

L'altra sorpresa è che due fette di domanda sono arrivate fresche fresche sul piatto: teen agers e anziani. Due mercati non considerati aree di business dai centri fitness, ma che col distanziamento si stanno attivando in un desiderio di movimento potente. Movimento più ludico che sportivo, più divertente che performante. Le palestre in grado d'intercettare questo coi servizi, saranno centri di produzione contenuti extra-struttura (tutorial su come allenarsi a casa, educativi su allenamento e alimentazione, di assistenza on-line e controllo). Molte proposte saranno mirate più fuori che dentro la palestra e così, un piccolo club potrà fornire servizi non ai 500 utenti iscritti prima, ma a 2.500. Sotto forme diverse.

A casa, in azienda, in viaggio, al parco, lo smart fitness pack (così definito perchè avrà costi accessibilissimi, quindi smart), non avrà uno spazio di svolgimento dedicato, non avrà macchinari ridondanti e soprattutto non avrà un tempo. La palestra come spazio fisico tradizionale si trasformerà in spazio fisico “occasionale”, come luogo, appunto, di messa a punto. Un'officina specializzata, dove non conta quanto è grande il capannone ma se il meccanico è esperto. Luogo e ora d'allenamento saranno scelti come opzione personalizzata dall'utente e non dall'app-corsi del centro, per un fitness capillarizzato sul territorio ma meno delimitato spazialmente. Sei giorni d'allenamento settimanali saranno improponibili, come improponibile sarà la prenotazione oraria per ogni seduta. Segnali dei quali tener conto nella riconfigurazione strutture in vista della prossima stagione.

 

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