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Caffeina e dolori vertebrali, c'è un nesso?

Sicuramente il momento della “pausa caffè” è uno degli attimi più attesi e desiderati durante un intensa giornata lavorativa.

Ma è il caffè la vera esigenza che ci spinge a consumarlo? Oppure è soltanto la necessità di godersi un momento di tranquillità e di socializzazione, che difficilmente si prova, a farcene bere in continuazione?

Ci sono molti studi che riportano proprietà sia negative, sia positive del consumo assiduo di caffeina. Ne riporto in particolare uno, condotto da J.M. McPartland e J.Mitchell (1997) riguardo l'associazione tra consumo di caffeina e la presenza di algie al rachide vertebrale.

Gli autori hanno riscontrato che i pazienti con dolore cronico consumano 2,6 volte più caffè rispetto ai pazienti di controllo.

Se da un lato il consumo di caffeina influisce negativamente sul mal di schiena, dall'altro il dolore cronico può favorire l'abuso di caffè, infatti in tale condizione si favoriscono i disturbi del sonno che tante volte vengono affrontati consumando dosi elevate di caffeina, la quale talvolta viene utilizzata anche come analgesico.
 

Gli autori descrivono alcuni meccanismi plausibili attraverso i quali la caffeina potrebbe agevolare l'insorgenza dei dolori muscolari.

  • Dal punto di vista cardiovascolare la caffeina, come la nicotina ha un effetto vasocostrittore: ne consegue una riduzione dell'apporto sanguigno a livello dei muscoli e delle strutture del rachide e, di conseguenza ai dischi intervertebrali.

  • Dal punto di vista neuromuscolare, la caffeina ha un effetto stimolante sulla contrazione muscolare, che produce un più rapido affaticamento dei muscoli a contrazione lenta e, di conseguenza, anche dei muscoli lombari.

  • Stimola, inoltre, la liberazione di catecolamine, come le epinefrine, che rendono più sensibili i nocicettori muscolari, aumentando la percezione del dolore e favorendo l'insonnia.

  • Dal punto di vista psicologico, la caffeina aumenta l'ansietà ed eccita il sistema nervoso. Essa è antagonista degli oppioidi e forse delle endorfine: di conseguenza, riduce la tolleranza al dolore e aumenta la sensibilità al mal di schiena.

  • La caffeina, infine, come la nicotina, provoca un aumento della percentuale di calcio nelle urine agevolando l'osteoporosi.

 

In molti casi si è riscontrato esserci una valida associazione tra dolore vertebrale e consumo assiduo di caffeina (da 5/6 caffè al giorno).

Inoltre essa provoca un leggero stato di dipendenza al consumo. Più caffè si bevono, più se ne berrebbero, meno se ne bevono, meno sentiamo l'esigenza di berne.

Inizialmente alternare una pausa bevendo caffè e l'altra concentrandosi soltanto alla socializzazione o facendo uno spuntino, per esempio consumare un frutto, potrebbe essere un buon modo per diminuire la quantità di caffeina introdotta giornalmente e migliorare il proprio stato di benessere.



Giorgio Mimini

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