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Alimenti

Pillole di nutrizione: i legumi

C’è qualcuno di voi a cui, almeno una volta nella vita, non siano state decantate le qualità nutrizionali dei legumi? Io credo di no, ed oggi voglio approfondire l’argomento andando ad analizzare le caratteristiche di questo vasto gruppo di alimenti così amato da dietologi e nutrizionisti. Iniziamo col dire che si tratta di alimenti di origine vegetale e più specificatamente dei semi delle piante appartenenti alla famiglia delle Leguminose. Queste venivano coltivate già in tempi antichi in tantissimi Paesi di Vecchio e Nuovo Mondo (a seconda delle diverse varietà di piante, ovviamente) e la loro caratteristica principale è proprio la presenza di questi baccelli che altro non sono che il frutto stesso della pianta contenente i suoi semi. Ne nominiamo qualcuno? Fagioli, ceci, cicerchie, lenticchie, fave, lupini, arachidi, soia e piselli, giusto per citare i più celebri esponenti della famiglia. Andiamo ad analizzare la loro composizione, che ovviamente varia a seconda della diversa tipologia: - tra il 20% e il 45% di contenuto proteico - tra il 25% e il 60% di carboidrati, presenti soprattutto sotto forma di amidi che ne determinano la consistenza e la capacità di assorbimento di liquidi - tra l’1% e il 6% di grassi tranne nel caso di soia e arachidi che ne contengono una quantità decisamente maggiore (fin quasi il 50%), sempre però di alta qualità - la restante parte di fibra.   Se prendiamo in considerazione l’indice glicemico, ossia la capacità di questi alimenti di alzare il livello di glucosio ematico, vedremo che fagioli, lenticchie e ceci sono decisamente più “efficenti” rispetto ad altri loro “colleghi”. Ma l’aspetto che probabilmente rende così speciali i legumi è il loro alto apporto proteico rispetto a tutti gli altri alimenti del mondo vegetale! E qui va approfondito un altro aspetto: che differenza c’è tra le proteine presenti nei legumi e le ben più note proteine di origine animale? In primis, le proteine vegetali contengono un quantitativo di ferro decisamente minore; secondo, contengono un tipo di ferro diverso (ferro non eme) che viene assorbito in quantità inferiori rispetto al ferro eme presente in quantità negli alimenti proteici di origine animale; terzo, i legumi non contengono la vitamina B12. Inoltre è importante introdurre il concetto di Valore Biologico: per valore biologico di una proteina si intende il rapporto tra la quantità di azoto (e quindi di aminoacidi) che viene effettivamente assorbito (e quindi utilizzato) e quello che viene “perso”. Provo a spiegarlo più semplicemente: prendendo come riferimento la proteina dell’uovo, il cui valore biologico è pari a 100, i fagioli hanno un VB di 34, la soia 75, gli arachidi 43 e così via. Questo ci fa capire come questi legumi non posseggano un perfetto equilibrio tra aminoacidi assorbiti e aminoacidi “ritenuti”. E qui si spiega perchè molto spesso si consiglia di associare la loro assunzione a quella di cereali (le celebri zuppe) che possano compensare questa loro “mancanza nutritiva” fornendo gli aminoacidi mancanti ma aumentando allo stesso tempo il rischio di innalzare eccessivamente l’indice glicemico del pasto e incrementare troppo i livelli di glucosio nel sangue. Altro aspetto da non trascurare, alcuni zuccheri presenti nei fagioli e in altri legumi possono in alcuni soggetti non venir riconosciuti e/o digeriti dagli enzimi digestivi, causando i noti fastidi intestinali spesso goliardicamente associati a pasti ricchi di tali alimenti. Quindi assumerne si, ma sempre con moderazione! Come tendo a fare ogni volta che parlo di qualche alimento in particolare, le parole che mi sento di sottolineare sono sempre le stesse: buon senso! I legumi sono un ottima fonte di proteine vegetali ma cerchiamo di inserire il loro consumo all’interno di una corretta rotazione proteica che comprenda anche le altre fonti biologiche di questi macronutrienti così importanti per il nostro organismo.

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Plastica ed alimenti: quale evitare e perché

La plastica utilizzata per la conservazione o confezionamento degli alimenti non è tutta uguale, osservate i simboli e i numeri della foto e preparatevi a fare una drastica selezione al fine di preservare la vostra salute. In alcune plastiche sono contenuti PVC (cloruro di polivinile), polistirene e BPA (bisfenolo A), potenti veleni classificati come cancerogeni dal 2006 dalla European Food Safety Authority (EFSA), in particolare, il Bisfenolo-A sembra favorire lo sviluppo di patologie come il Parkinson, l'Alzheimer, il Diabete di tipo-2, danneggia lo sviluppo sessuale e la fertilità del maschio e può avere effetti devastanti sullo sviluppo cerebrale del bambino. Il Bisfenolo A è una sostanza chimica di larghissimo uso: se ne producono tre miliardi di chili all'anno. Il Bpa si sprigiona spontaneamente a contatto con l'acqua (fino a 50 volte in più se il liquido è caldo), con i detergenti, le sostanze acide e quelle grasse, quindi anche con gli alimenti. In tutti i paesi industrializzati se ne fa uso quotidiano e gli studi dimostrano che si trova maggiore concentrazione del Bpa nel corpo delle donne e nei bambini (fino a 12 volte più degli adulti). Quindi quando cucinate o riscaldate i cibi al microonde, quando utilizzate dei contenitori per conservare sugo o alimenti grassi (burro, maionese, panna ecc), limone, alimenti conditi con aceto, comprate il gelato che è a contatto con la vaschetta di polistirolo, quando acquistate carne/pesce/formaggio a contatto con la pellicola in PVC, quando scaldate il latte nel biberon, beh, ci sono grosse possibilità di assumere massicce dosi dei sopracitati veleni. Ecco la classificazione delle plastiche: 1= PET polietilene tereftalato 2= HDPE polietilene ad alta densità 3=PVC o V vinile o cloruro di polivinile 4= LDPE polietilene a bassa densità 5=PP polipropilene 6=PS polistirolo 7= tutte le altre plastiche tra cui il policarbonato e le resine epossidiche Sono da evitare le plastiche 3,6 e 7! Quando dovete acquistare dei cibi confezionati (compreso alimenti in scatola e sughi), prestate attenzione al numero stampato sul fondo della confezione, quando invece dovete conservare dei cibi, cercate di utilizzare contenitori in vetro, terracotta, acciaio inox, stoffa o carta. Per quanto riguarda invece gli accessori per bambini, controllate che siano tutti siglati con il n°5 e la dicitura BPAfree, anche se sarebbe opportuno evitare qualsiasi tipologia di plastica. Ricordate inoltre che le plastiche non sono solo utilizzate per il confezionamento o la conservazione dei cibi: per mestoli, cucchiai, piatti, bicchieri, packaging per cibo takeaway, sacchetti per la conservazione in freezer, ecc... si dovranno osservare le stesse accortezze!

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Caffè e allenamento: si può?

La caffeina è una sostanza stimolante del sistema nervoso centrale, migliora i riflessi e la contrazione muscolare. La possiamo trovare nel caffè stesso, the, coca cola e cioccolato.  Può avere dei vantaggi per gli sportivi, in quanto se associata ad una buona dieta e allo sport ha effetti positivi come: Stimolazione del metabolismo basale; Aumento della concentrazione; Aumento della frequenza cardiaca.   Ma non sempre ciò può essere considerato un fattore positivo per l'uomo, perché l'assunzione di grandi quantità di caffè può: Essere considerata dopante nello sport; Aumentare lo stato infiammatorio generale; Provocare ulcera, gastrite e reflusso gastroesofageo.   Quest'ultimo aspetto può presentarsi perché nello stomaco viene prodotta una sostanza secreta dalla mucosa: il succo gastrico composto da sali, muco, acqua, enzimi digestivi e acido cloridrico, che ha un'alta concentrazione acida e che scontrandosi con il ph acido della caffeina può provocare delle lesioni alla parete gastrica (es.ulcere), se l'assunzione giornaliera supera il valori stabiliti dal LARN (istituto che si occupa dei Livelli di Assunzioni di Riferimento di Nutrienti ed energia). Prendere una tazza da caffè prima dell'allenamento può essere d'aiuto per tutti gli sportivi soprattutto se a digiuno, specialmente per coloro che hanno qualche chilo di troppo e vogliono liberarsene.  Attenzione... perché bere caffeina non è la soluzione. Il vero cambiamento è associare ad una dieta ipocalorica l'attività fisica per indurre un miglioramento del peso.

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Come alimentarsi in spiaggia: consigli utili!

E’ doveroso ricordare alcuni piccoli consigli inerenti l'alimentazione in riva al mare in questi giorni di grande caldo. Sicuramente pranzare in spiaggia in questo periodo è un abitudine a cui difficilmente si può rinunciare. Banditi sicuramente focaccia e gelato per chi segue già un regime nutrizionale consono ai canoni mediterranei, il consiglio principale è scegliere alimenti che forniscano una nutrizione adeguata soprattutto in funzione del fattore esterno. C’è la prassi classica del panino, ma è vivamente consigliato di virare su un pane integrale o comunque senza oli e strutto farcendoli con salumi magri (prosciutto cotto o tacchino al forno), tonno al naturale, roastbeef e verdure. Melanzane grigliate, insalata, pomodori freschi… vanno bene, ma evitare assolutamente le salse, che con il caldo possono deteriorarsi oltre che apportare un quantitativo di calorie extra. Bene la pasta fredda facendo sempre attenzione a bilanciare i nutrienti (ricordate le proteine e le fibre) e non esagerare con i condimenti, che possono rendere la digestione difficile. Insomma utilizzando carboidrati a basso indice glicemico non si sbaglia mai. Alimento imprescindibile in riva al mare è la frutta fresca, leggera e dissetante, che costituisce lo spuntino ideale. Assolutamente vietato il consumo di alcolici e superalcolici. Evitare bevande gassate e gelate. L’immersione in acqua deve essere graduale evitando tuffi repentini da accaldati che andrebbe a creare uno shock termico con conseguente svenimento. Seguendo questi piccoli accorgimenti non si dovrà sopportare il supplizio del luogo comune che vuole 2 ore senza bagno dopo il pranzo. Per fare il bagno sarebbe meglio aspettare che sia terminata la digestione, il cui tempo varia a seconda di cosa abbiamo ingerito, quanti grassi e proteine rispetto a cibi con zuccheri semplici: dopo un piatto di carne e un piatto di patatine fritte bisognerebbe aspettare anche 3 ore, mentre per digerire un gelato alla frutta 1 ora è sufficiente.

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Il Daikon, cos'è e le sue proprietà

Il Daikon è una radice di origine giapponese molto diffusa in Asia, ma ancora poco conosciuta nella cucina occidentale, anche se da alcuni anni viene prodotto in alcune parti d’Europa e in Italia. Il daikon assomiglia ad una grande carota ma di colore bianco, il suo sapore è decisamente meno dolce, più deciso e lievemente pungente. In realtà si tratta di una radice appartenente alla stessa famiglia di verze e cavoli, le Brassicaceae, con le foglie simile a quelle delle rape. Il daikon può essere servito crudo a fine di pasti a base di fritture o cibi molto grassi grazie alla sua proprietà di radice brucia grassi. Ha svariate proprietà benefiche, è ricco di vitamina C e la sua assunzione si prende cura del fegato e di tutto l’apparato digerente. Aiuta a digerire ed è un ottimo rimedio naturale contro nausea e vomito anche nei primi mesi di gravidanza. Il daikon è a tutti gli effetti un vero e proprio alleato della salute e del benessere del nostro corpo: gli enzimi contenuti aiutano a metabolizzare meglio i carboidrati complessi, i grassi e le proteine, rendendoli più facilmente digeribili ed assimilabili. Ha virtù disintossicanti, antigonfiore, diuretiche e drenanti, per questo è consigliato a chi desidera combattere la ritenzione idrica e la cellulite. Presenta effetti benefici anche su tutto il sistema respiratorio, in quanto aiuta a sciogliere il muco ed il catarro, combattendo in maniera efficace le malattie respiratorie quali asma, influenza e bronchite. Questo particolare ortaggio è anche utile per la salute delle ossa, infatti grazie al calcio contenuto nelle foglie, il daikon promuove la crescita sana delle ossa e ridurre il rischio di osteoporosi. Il daikon è buonissimo da consumare crudo, pelato come qualsiasi radice e tagliato a rondelle sottili per essere poi aggiunto a ricche insalate fresche e leggere, ma anche servito come carpaccio e condito con olio extravergine di oliva, sale e succo di limone. Può essere anche cotto come se fosse una rapa bianca, servito tagliato a cubettoni, bollito e condito semplicemente con olio, sale e limone o in alternative può essere aggiunto in zuppe detox e addirittura nella zuppa di miso. VALORI NUTRIZIONALI Ravanelli Daikon Quantità per 100 grammi Calorie 18 Lipidi 0,1 g Acidi grassi saturi 0 g Acidi grassi polinsaturi 0 g Acidi grassi monoinsaturi 0 g Colesterolo 0 mg Sodio 21 mg Potassio 227 mg Glucidi 4,1 g Fibra alimentare 1,6 g Zucchero 2,5 g Proteine 0,6 g Retinolo 0 IU Acido ascorbico 22 mg Calcio 27 mg Ferro 0,4 mg Vitamina D 0 IU Piridossina 0 mg Cobalamina 0 µg Magnesio 16 mg

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I vantaggi, le proprietà e gli effetti collateral...

Il peperoncino (Capsicum annuum) è un arbusto perenne a vita breve che, in condizioni di clima sfavorevole, viene coltivato come annuale. Originario delle Americhe ma attualmente coltivato in tutto il mondo. Tutte le specie possono essere coltivate in Italia, anche in balcone, seminando verso febbraio al Centro e al Sud e marzo al Nord, mentre i frutti si possono raccogliere in estate e in autunno.  Potenziale effetto antiossidante - Previene l'invecchiamento precoce. Il peperoncino ha proprietà antiossidanti dovute alla presenza di capsaicina. Gli antiossidanti lavorano nella prevenzione delle malattie croniche, del cuore, il diabete, il cancro, e l'invecchiamento precoce. Gli antiossidanti presenti nel peperoncino sono: vitamina A (carotenoidi, come il beta-carotene), vitamine C ed E, così come i flavonoidi, sostanze importanti per neutralizzare l'azione dei radicali liberi.   Prevenzione delle malattie croniche - Perché sono ricchi di antiossidanti come i carotenoidi, flavonoidi e vitamina C, il consumo di peperoncino può agire per prevenire malattie croniche come il diabete e il cancro. Inoltre contribuisce ad disintossicante il sangue, attiva il sistema immunitario ed è considerato un alimento funzionale.   Aiuta nella digestione e protegge la mucosa - l'assunzione di peperoncino aumentata la salivazione (aiuta la masticazione e tutela la salute orale), stimola la secrezione di acido gastrico (aumentando la produzione di enzimi e succhi gastrici, che aiutano a digerire), e motilità gastrointestinale (promozione e sensazione di benessere dopo aver mangiato). La capsaicina ha un effetto gastroprotettivo contro le lesioni della mucosa gastrica a causa di un aumento della produzione di muco gastrico.   Effetto termogenico (accelera il metabolismo) - l'ingestione di peperoncino alza la temperatura del corpo, che può aumentare la spesa calorica. La capsaicina è anche in grado di prevenire l'accumulo di grasso nella zona addominale.   Ruolo di supporto nella perdita di peso - L'uso di peperoncino rosso durante i pasti, stimola il sistema nervoso, la produzione ed aumento del rilascio di catecolamine, noradrenalina e adrenalina, con conseguente diminuzione dell'appetito e apporto calorico e di grassi nei seguenti pasti. Questo dimostra che il peperoncino può essere utile nella perdita di peso.   Promuove il controllo del colesterolo - Il consumo di peperoncino può aiutare a mantenere la pressione arteriosa a livelli normali, ma anche di mantenere i livelli di colesterolo LDL e trigliceridi sotto controllo.   Protezione contro il cancro - le sostanze fitochimiche presenti nel peperoncino sono considerate chemopreventive. La capsaicina ha proprietà anti cancerogene e antimutageniche.   Prevenzione del diabete - E 'stato provato in studi che la capsaicina provoca una riduzione del livello di glucosio nel sangue, aumentando il livello di insulina.   Sistema circolatorio - Contiene vitamine A, C, B, potassio e calcio, il peperoncino può essere utile non solo per la salute del cuore, ma anche per il sistema circolatorio.  Presenta proprietà  vasodilatatorie, impedendo la formazione di coaguli aumentando il calibro dei vasi sanguigni, fattore che riduce le probabilità di un attacco di cuore o ictus.   Anti depressivo - migliora l'umore e favorisce il sollievo dal dolore - adrenalina e la noradrenalina sono anche responsabili per la vigilanza, il peperoncino infatti può anche essere associato ad un miglioramento dell'umore nelle persone depresse. La sua capacità di aumentare il flusso di sangue periferico può essere utile nei casi di emicrania e depressione. Inoltre, agisce sul sistema immunitario, rafforza il corpo da invasori infettivi. La capsaicina è utile per mal di testa, nel caso della mucosite orale, allergie della pelle e tumori della pelle.   Nutre l'organismo - Il valore nutritivo del peperoncino è rilevante, con vitamina A (carotenoidi), C ed E, vitamine del gruppo B (tiamina, niacina, riboflavina), e minerali come potassio e calcio.   Azione anti-infiammatoria - Gli studi dimostrano che la capsaicina ha proprietà anti-infiammatorie. La raccomandazione è il consumo fino a 30 mg / giorno di capsaicina si può ottenere un effetto terapeutico.   Controindicazioni ed effetti collaterali dei peperoncini  I peperoncini devono essere tenuti lontano dagli occhi. Dopo ogni contatto con qualsiasi varietà di peperoncini, lavarsi sempre le mani. Dovrebbe essere usato in piccole quantità durante la gravidanza. Dosi elevate possono irritare la zona gastrointestinale e reni.

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Zucchero Semplice. Usarlo o No?

    Il saccarosio è un disaccaride cioè l'unione di una molecola di glucosio con una di fruttosio, spesso viene chiamato zucchero da tavola.Viene principalmente estratto dalla barbabietola e dalla canna da zucchero.  E noto che chi consuma abitualmente eccessive quantità di zucchero possa andare incontro a diverse problematiche o patologie che vanno dalla nota carie dentale fino al temuto diabete. La morte Bianca (già, cosi lo chiamano molti). Perché? Dovete sapere che lo zucchero viene sottoposto a complesse trasformazioni industriali: prima viene depurato con latte di calce, che provoca la distruzione di sostanze organiche, proteine, enzimi e sali di calcio; poi, per eliminare la calce in eccesso, il succo viene trattato con anidride carbonica. Il prodotto quindi subisce un trattamento con acido solforoso per eliminare il colore scuro; successivamente viene sottoposto a cottura, raffreddamento, cristallizzazione e centrifugazione. Si arriva così allo zucchero grezzo. Da qui si passa alla seconda fase di lavorazione: lo zucchero viene filtrato e decolorato con carbone animale e poi, per eliminare i riflessi giallognoli, viene colorato con blu oltremare o blu idantrene (proveniente dal catrame). Il prodotto finale, che viene venduto per dolcificare gran parte di ciò che mangiamo, è una bianca sostanza cristallina che non ha più nulla a che fare con il succo zuccherino di partenza, ricco di vitamine, sali minerali, enzimi, oligoelementi, che avrebbero fornito tutto il loro benefico apporto energia e salute. Ecco come il nostro zucchero da tavola perde la sua... innocenza! "Per poter essere assimilato, lo zucchero bianco ruba al nostro corpo vitamine e sali minerali, per ricostituire almeno in parte quell’armonia di elementi distrutta dalla raffinazione"  Le conseguenze di tale processo sono la perdita di calcio nei denti e nelle ossa, con l’indebolimento dello scheletro e della dentatura. Ciò favorisce la comparsa di malattie ossee (artrite, artrosi, osteoporosi ecc.) e carie dentarie. A livello intestinale, lo zucchero bianco provoca processi fermentativi, con produzione di gas e tensione addominale, e l’alterazione della flora batterica, con conseguenze quali coliti, stipsi, diarrea, formazione e assorbimento di sostanze tossiche. Lo zucchero bianco viene assorbito rapidamente nel sangue, cosa che innalza la cosiddetta glicemia. Di fronte a tale subitanea salita, il pancreas risponde immettendo insulina nel sangue e ciò provoca una brusca discesa del tasso glicemico (crisi ipoglicemica), caratterizzata da uno stato di malessere, sudorazione, irritabilità, aggressività, debolezza, bisogno di mangiare per sentirsi di nuovo "su". La conseguenza di questa caduta degli zuccheri è l’immissione in circolo, da parte dell’organismo, di altri ormoni atti a far risalire la glicemia, tra cui l’adrenalina che è l’ormone dell’aggressività, della difesa, della tensione.     

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Cinnamomum zeylanicum. Un aiuto per la tua salute ...

Certo questo nome, Cinnamomum zeylanicum, potrebbe far pensare al principio attivo di un qualche farmaco! Ma così non è. Sapete di cosa sto parlando? Di un alimento, o meglio, una spezia molto nobile: la Cannella. Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/Blog/Alimentazione/Cinnamomum_ZeylanicumUn_Aiuto_Per_La_Tua_Salute_E_Il_Tuo_Girovita--id265.html La cannella proviene da un albero tropicale e viene estratta dalla sua corteccia.Oltre a tannini, polifenoli, terpeni, fenilpropanoidi e zuccheri, la cannella è ricca di micronutrienti quali: Calcio, Manganese, Magnesio, Ferro, Potassio, Selenio, Zinco e vitamine A, C, B1, B2, B3, B5, B6. Ha proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, antitumorali, antimicrobiche. Ma ciò che vorrei mettere in risalto di questa spezia è l'effetto che ha come ipoglicemizzante. Grazie alla presenza di un polifenolo, detto MHcp (Methylhydroxychalcone polymer), la canella sarebbe in grado (secondo una ricerca Scientifica: Mang B, Wolter M, Schmitt B, et al. Effects of a cinnamon extract on plasma glucose, HbA, and serum lipids in diabetes mellitus type 2. Eur J Clin Invest 2006;36(5):340-4.) di attivare i recettori insulinici, favorendo l'ingresso del glucosio nelle cellule. Sembra che mezzo cucchiaino di cannella al giorno possa ridurre in modo significativo i livelli di zucchero nel sangue dei pazienti con diabete di tipo 2. Cosa dire! Usatela con fantasia (caffè, yogurt, avena, frutta) e chi più ne ha più ne metta! 

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Riso nero, una fonte di salute

Avete una cattiva circolazione sanguigna o problemi Cardiaci? Oppure carenze di minerali e di vitamine? Eccovi un alimento poco utilizzato, forse, ma tanto straordinario! Di cosa sto parlando? Del riso nero. Tra i cereali, il riso nero o " venere" vanta straordinarie proprietà! Eccone alcune... Come molti di voi sanno, il complesso vitaminico B è indispensabile ai nostri enzimi per svolgere migliaia di trasformazioni molecolari che avvengono nel nostro corpo. Si può dire che il riso nero contenga in buone quantità le vitamine: B1 (Tiamina): indispensabile per il catabolismo degli zuccheri e degli aminoacidi; B2 (Riboflavina): mantiene in buona salute le mucose respiratorie e digestive, ed è un ottimo alleato del nostro sistema nervoso centrale, della pelle e dei nostri occhi e tanto altro ancora; B3 (Niacina): ha riconosciuti effetti positivi sul diminuire i livelli di trigliceridi e di colesterolo LDL "cattivo" e aumentare i livelli di HDL "buono" nel sangue. Inoltre, il riso nero è fonte di microelementi minerali, come: calcio, un ottimo alleato per combattere l'indebolimento osseo, come l'osteoporosi di cui tante donne soffrono con l'andare del tempo; selenio, un minerale anti invecchiamento, che aiuta a contrastare il sovrappeso e l'organismo ad assimilare lo iodio per il buon funzionamento della tiroide; zinco, importante per il corretto funzionamento di ormoni come l'insulina, ormoni sessuali e ormoni della crescita; magnesio, un minerale dalle straordinarie funzionalità che aiuta a combattere l'irritabilità, il nervosismo, disturbi dell'umore, difficoltà di concentrazione, stanchezza fisica e mentale e altro ancora... un minerale tra l'altro molto apprezzato dagli sportivi; ferro, necessario per la sintesi dell'emoglobina, proteina che trasporta l'ossigeno nel sangue E non da meno un elevato quantitativo di antociani, i quali aiutano a proteggere da i vari processi di invecchiamento, da processi infiammatori e modificazioni cancerogene. Sono anche un valido aiuto in caso di fragilità capillare. Il riso nero non contiene glutine, ed è quindi ottimo per chi soffre di celiachia. Potremmo dire ancora molte cose su questo favoloso cereale, ma per concludere posso solo dire... provatelo se non l'avete ancora fatto!

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Cibi light: davvero salutari?

Durante l’ultimo decennio si è assistito ad un incremento esponenziale dell’offerta di prodotti alimentari classificati come “light” e “low calories” che hanno come obiettivo quello di apportare un quantitativo di grassi e di calorie inferiori nella dieta quotidiana. Tutto ciò è nato da un costante aumento della popolazione obesa/sovrappeso mondiale, tant’è che anche l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) l’anno scorso ha voluto rivedere e ridettare le linee guida sull’alimentazione ricalcolando i famosi GDA (Guideline Daily Amounts ovvero i valori giornalieri di riferimento). Per trasformare un alimento (ad esempio le sottilette) in un altro alimento light (ad esempio le sottilette light) occorre togliere il grasso. Ma cosa succede ad un alimento se lo si priva del grasso? Che perde di sapore, il gusto diventa simile ad un foglio di carta ed ecco che l’industria alimentare deve controbilanciare questo “effetto collaterale”: si aggiungono zucchero, additivi chimici e aromi affinché il consumatore finale non si accorga di nulla. Il trucco del marketing è quello di pubblicizzare questi prodotti come salutari e adatti alla perdita di peso, sfoggiando nelle pubblicità in tv e sulle confezioni a caratteri ben delineati la famosa scritta “light” oppure “10% di calorie in meno”, ecc… Eccoci quindi al cospetto di mozzarella, maionese, biscotti, torte, spalmabili, gomme da masticare, gelati, ecc... tutto light! Quindi se è light fa bene, fa dimagrire e posso mangiare quanto voglio. Ma è davvero così? Riprendiamo le nostre Sottilette (in questo caso le kraft), dunque la versione “base” ha per singola fetta 63kcal, 4,3gr di proteine, 0,9 gr di carboidrati (di cui zuccheri 0,9gr) e 4,5gr di grassi. La versione “light” ha per singola fetta 49kcal, 5,1gr di proteine, 2,4gr di carboidrati (di cui zuccheri 1,8gr) e 2,4gr di grassi. Visto che i media e la pubblicità in generale si basano esclusivamente sull’apporto calorico (quantità di calorie in un cibo) ecco che il consumatore, che ha scelto di fare una vita più sana o di perdere qualche chilo, sceglierà le 49kcal della sottiletta light rispetto alle 63kcal della sottiletta normale. In realtà, ciò che fa REALMENTE la differenza, è la qualità delle calorie assunte: dai valori nutrizionali dei due prodotti si evince chiaramente come il quasi dimezzamento dei grassi (da 4,5gr a 2,4gr ) sia stato bilanciato con una quasi tripla porzione di zucchero (da 0,9gr a 2,4gr). Lo zuccherò farà innalzare immediatamente i valori di insulina nel sangue creando inevitabilmente una conversione da zucchero in grasso ed immediato immagazzinamento (sui classici punti: pancia, fianchi, gambe, sedere, ecc). Senza tralasciare il non meno importante fattore dipendenza: ricordiamoci che lo zucchero è come la cocaina o l’eroina. I prodotti light sono prodotti dalle stesse industrie che producono i prodotti “base”, queste industrie non hanno come obiettivo la salute del consumatore ma solo quello di vendere… e molto! Da notare anche la fittizia dicitura light nei cereali: esaminati vitalis muesli croccante miele e mandorle dove per 100gr si hanno 479kcal, 21gr di grassi, 59gr di carboidrati e 10gr di proteine rispetto a vitalis light croccante classico dove per 100gr si hanno 437kcal, 16gr di grassi, 57gr di carboidrati, 11gr di proteine… praticamente due prodotti quasi identici, ma sulla confezione dei vitalis light appare una bella scrittona “ –37% di zuccheri rispetto alla media dei cereali croccanti più venduti”, sarebbe stato più corretto scrivere “solo 2gr in meno di zucchero rispetto alla nostra versione base”. Per perdere peso e condurre uno stile di vita sano ciò che dovete tenere sotto controllo non è il numero di calorie ingerite e il numero di calorie bruciate, ma la qualità delle calorie ingerite in un contesto bilanciato e con il giusto supporto dell’attività fisica. Soprattutto dovete ELIMINARE definitivamente i cibi industriali preconfezionati di tutte le versioni e modelli, a favore di cibi non lavorati e come si troverebbero normalmente in natura (difficile trovare un pacco di gocciole che cresca su di un albero…magari è più facile trovare delle mele, albicocche, ecc..) Altrimenti si potrebbe cadere in quel baratro di depressione e frustrazione in cui: “Ma non è possibile, ho mangiato poco, sto mangiando tutto light o con poche calorie, mi muovo e non riesco a perdere peso”. Ogni cibo che noi ingeriamo ha un effetto metabolico all’interno dell’organismo: è inutile conoscere il suo valore calorico se non si conosce l’effetto che avrà all’interno del corpo!       Francesco Moschillo

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Carne di maiale, meglio evitarla?

La Bibbia in merito al suino: “Il maiale è una bestia immonda, non disdegna di nutrirsi di rifiuti e carogne e si suppone che il consumo della sua carne provochi malattie della pelle”. Anche nell'islamismo la carne suina risultando impura è vietata nell'alimentazione.   Attualmente le procedure di allevamento permettono di avere maiali sicuramente più sani rispetto ad una volta, tuttavia tale carne è predisposta a contaminazioni batteriche che attraverso la cottura si debelleranno. Il valore biologico delle proteine è elevato ma pure l'apporto di lipidi e colesterolo, anche se ciò varia in base alla parte di maiale che terminerà in tavola:   TESTA - Farine proteiche GOLA - Guanciale, Insaccati e Salumi pregiati SPALLA - Cotto, Salsiccia, Cotechino e Salame COSTATO ANTERIORE - Pancetta COSCIA - Prosciutto crudo ZAMPE - Contenitore dello zampone VISCERALE - Frattaglie PELLE - Cotenna diventa gelatina animale GRASSO - diventa lardo.   La parte più grassa - COPPA CAPOCOLLO La parte più magra - BRACIOLE   In ogni caso dovrete cuocerla parecchio sino all'interno dell'alimento, sia per necessità igienica sia per amplificarne il sapore, infatti le proprietà organolettiche rispondono bene quando la carne è ben cotta. I grassi della carne di maiale sono di tipo saturo, tali trigliceridi sono composti da colesterolo ed acidi grassi che aumentano i valori del LDL (colesterolo cattivo) nel sangue, dunque da evitare per chi soffre di ipercolesterolemia. Sono presenti vitamine del gruppo B (1,2,3) A, D oltre a ferro potassio e fosforo.   Come capire se la carne è sicura ? Dal 1 aprile 2015 è entrato in vigore il regolamento UE 1337/2013 che estende una etichetta di origine per la carne di maiale, riportando luogo dell'allevamento, lotto numero, e Paese di macellazione.   I miei consigli: evitare gli insaccati se soffrite di ipertensione; prediligere parti magre se avete colesterolo alto; meglio evitare la carne suina in regimi di definizione; evitare tale carne se si soffre di gotta.   Personalmente mangio carne ma la evito assolutamente se suina; vi spiego perché:   Uno studio condotto dal Prof. H. Reckeweg, medico tedesco e fondatore dell'omotossicologia, ha dimostrato che la presenza di "sutossine" nel maiale è estremamente elevata e che nutrirsene potrebbe comportare danni al nostro organismo. Prima di essere ucciso per la macellazione, il maiale infatti subisce una cura ormonale diverse settimane prima, al fine di eliminare il cattivo odore che altrimenti avrebbe la carne al punto di non renderla commestibile!   Generalmente i maiali vivono circa sei anni, oltre questa età le loro cellule degenerano sviluppando tumori. C'è da considerare poi che nei polmoni dei maiali vi si trovano i virus influenzali che stazionano d'estate per poi liberarsi ed espandersi d'inverno e che è statisticamente provato che chi mangia salsicce riscontra una maggiore esposizione al virus invernale in arrivo... Il professore poi ha collegato problematiche di calcoli biliari con l'assunzione di affettati oltre alle forme d'infiammazione come ascessi, acne, cistiti, ed altro come reazione dell'organismo che tenta di "bruciare" le proprietà introdotte per sbarazzarsene. L'assunzione elevata di carne suina porta potenzialmente a ipercolesterolemia, ipertensione, arteriosclerosi, appendicite, tromboflebiti, adiposità, acromegalia, ipertrofia organi, obesità, artrite, osteocondrosi, miogelosi, reumatismi, agenti oncogenici iniziatori di fasi neoplastiche, parassiti e virus. Inoltre secondo il Professor Reckeweg, chi si alimenta di carne suina ha difficoltà ad eliminarla dalle abitudini come e quanto chi deve smetter di fumare, avvallando la sua tesi del gusto da suino-dipendenza. Paesi del Medio ed Estremo Oriente hanno spesso evidenziato conferme sulla tossicità del maiale ma questo non è mai avvenuto in Occidente. Che i testi Sacri abbiano argomentazioni concrete per aver bandito il "porco" oppure solo astratte dettate dall'ignoranza dei Tempi? Francesco Zoccheddu

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Succhi di frutta: tutto quel che c'è da sape...

Molto spesso si utilizza il termine “succo di frutta” in maniera non appropriata per definire una bevanda più o meno a base di frutta. I consumatori, ignari delle differenze sostanziali presenti in un prodotto o un altro, credono di ingerire bevande “magre” e salutari, sovente come alternativa alla frutta fresca. L’idea di genuinità che dilaga fa sì che queste bibite vengano iperdiffuse soprattutto tra i bambini, con un consumo smisurato quotidiano ed un conseguente eccessivo introito calorico che gettano le basi per il sovrappeso e l’obesità. Partiamo sempre dal presupposto che la frutta utilizzata per la produzione di succhi o bevande non è di prima qualità, anzi, molto spesso proviene da scarti del prodotto fresco o da “avanzi” di altre produzioni industriali.   Facciamo chiarezza e dividiamo i “succhi” per categorie 1 – succo di frutta: è l’unica dicitura che garantisce il 100% di frutta presente nel prodotto, senza l’aggiunta di zuccheri o dolcificanti, la frutta viene spremuta e il succo imbottigliato.   2 – succo di frutta concentrato: tramite una lavorazione industriale al succo viene tolta una parte di acqua in modo tale da ottenere una bevanda dolce senza l’aggiunta di zuccheri, aumentando però il potere calorico (solitamente è il doppio del frutto corrispondente). Il succo concentrato può essere congelato, liofilizzato per essere spedito alle varie industrie alimentari. Un concentrato di “calorie vuote” dal punto di vista nutrizionale.   3 – succo di frutta da succo concentrato: si riaggiunge una parte di acqua che era stata tolta al succo (spesso aggiungendo anche aromi e stabilizzanti). In alcuni casi oltre all’acqua si aggiungono anche zuccheri. “Calorie vuote” diluite o potenziate.   4 – nettare succo e polpa di frutta: è una purea contenente tra il 30% e il 50% di frutta a cui si aggiungono zucchero e/o miele e/o dolcificanti e acqua. “Calorie vuote” con l’aggiunta di altre calorie provenienti da zuccheri aggiunti (la clientela preferita dalle industrie per questi prodotti sono i bambini) che spesso raggiungono e superano l’apporto calorico delle più diffuse bibite gassate o tè.   5 – bevanda a base di frutta: la frutta qui raggiunge al massimo il 12%, la restante componente se la dividono zuccheri, aromi, additivi e acqua.   Appare dunque chiaro come i succhi di frutta NON sostituiscano il consumo di frutta fresca, sia per proprietà organolettiche sia per quantitativo calorico. Nei succhi ai quali vengono aggiunti zuccheri molto spesso si usa lo sciroppo di fruttosio/glucosio (uno zucchero che costa ancora meno del comune zucchero bianco) il quale inibisce l’azione della leptina (che indica al cervello quando nell’organismo si è accumulato troppo grasso) e non fa percepire il senso di sazietà, mettendo a dura prova il pancreas e creando i presupposti per l’obesità e il diabete di tipo II.   Se avete voglia di succo di frutta comprate la frutta fresca e spremetela a casa e abituate i bambini al consumo di frutta fresca e non di questi succhi-bomba!   Francesco Moschillo

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6 cibi crudi per dimagrire in una settimana

E' possibile dimagrire in una settimana? Prova con questi cibi crudi.   Alcuni cibi, come i sei che ti suggerisco in questo articolo, sono particolarmente salutari e benefici per l'organismo. Inoltre questi sei alimenti non mancano mai nella mia cucina in quanto sono semplicissimi da preparare, facili da reperire e si possono consumare appunto crudi così come sono.   Se vuoi dimagrire in una settimana, se segui un programma alimentare sano o una dieta per perdere 10 kg ti consiglio di includere questi sei alimenti.   Se vuoi ottenere risultati concreti devi comunque abbinare questo tipo di alimentazione ad uno stile di vita sano soprattutto devi fare regolare attività fisica. Sono sufficienti 45 minuti tre volte la settimana, ad esempio: delle camminate veloci, una pedalata o una nuotata in piscina.   Gli alimenti che ti suggerisco sono ricchi di proprietà nutritive che contribuiscono al benessere generale dell'organismo. Vediamoli nel dettaglio.   Se non sei abituato a questo tipo di alimentazione, non scoraggiarti, prova ad inserirli man mano nella tua dieta e vedrai che diventerà facile e divertente creare nuove ricette e provare nuovi sapori. La varietà e il gusto sono due ingredienti fondamentali per perdere peso se vuoi dimagrire in una settimana in quanto ti permettono di sentirti soddisfatto senza indurti a consumare cibi ricchi di calorie o altri spuntini improvvisati.   1. Alga Nori Dico sempre che le alghe sono le verdure del Mare e in quanto tali sono ricchissime di minerali e sostanze come lo iodio, il ferro, il calcio. Se vuoi dimagrire in una settimana acquista subito queste croccanti "sfoglie" e utilizzale come una nuova versione sana e gustosa del toast. Puoi usare i fogli di alga Nori per avvolgere le verdure accompagnate da salsa di avocado o per creare involtini con la quinoa.   Le alghe Nori aiutano a liberare l'organismo dalle tossine e a depurare il fegato.   2. Verdure Fermentate Se non le hai mai preparate ti suggerisco di provare, ti bastano dei barattoli di vetro del succo di sedano e dei grani di kefir per preparare ottime verdure fermentate dai numerosi effetti benefici per la salute. Se stai seguendo una dieta per perdere 10 kg o se vuoi dimagrire in una settimana, ti suggerisco di consumare una porzione al giorno di verdure fermentate. I microorganismi contenuti nelle verdure fermentate sono in grado di migliorare la salute dell'intestino, rendere luminoso il tono dell'incarnato e aiutano a purificare l'organismo.   3. Cacao Fra i sei ingredienti che ti suggerisco in questo articolo, il più sfizioso è sicuramente il cioccolato, l'importante è che sia fondente. Puoi consumare il cioccolato fondente fino a tre volte alla settimana, contribuisce ad alleviare lo stress e ad aumentare l'energia oltre che migliorare l'umore. Se vuoi dimagrire in una settimana e ti viene voglia di dolce, rinuncia a torte troppo elaborate o biscotti ipercalorici e scegli un pezzetto di cioccolato fondente.   4. Avocado L'avocado ha delle caratteristiche tali che lo rendono un super alimento immancabile in una dieta per perdere 10 kg o in un programma per dimagrire in una settimana. L'avocado è versatile ed è ricco di grassi buoni per l'organismo. Puoi schiacciarlo e creare un'ottima crema per accompagnare il salmone oppure tagliarlo a pezzetti e mescolarlo con altre verdure e cibi crudi, è perfetto con il pomodoro.   5. Anacardi Gli anacardi possono essere consumati come snack o frullati per creare gustose e cremose mousse. Se vuoi frullarli ti suggerisco di lasciarli ammollo una notte, oltre a renderli più morbidi in questo modo saranno anche più digeribili. Gli anacardi sono ricchi di minerali e possono dare un tocco in più ad una semplice insalata.   6. Foglie Verdi Tutte le foglie verdi che preferisci possono essere inserite in una dieta per perdere 10 kg o in un programma per dimagrire in una settimana. Dal basilico al coriandolo, dal prezzemolo alla menta. Tieni sempre in frigo della rucola fresca e pulita da consumare come antipasto con olive o pomodoro.   Questi erano i sei cibi crudi da inserire nel tuo programma alimentare sia che tu voglia perdere peso sia che tu voglia mangiare sano e mantenerti in forma. Ricordati di bere circa due litri d'acqua naturale tutti i giorni per idratare il corpo, mantenere la mente lucida e liberare l'organismo dalle tossine. Clarissa Lupi 

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Dieta per dimagrire velocemente: 10 effetti benefi...

Il pesce è un alimento fondamentale in una dieta per dimagrire velocemente. Infatti il pesce è un alimento ricco di proprietà nutritive e costituisce la principale fonte di acidi grassi Omega-3. Consumando il pesce fornisci al tuo organismo anche sostanze come le proteine e la vitamina D.   Alcune ricerche scientifiche hanno dimostrato quali sono gli effetti benefici del pesce sulla salute e in questo articolo scoprirai che è l'ingrediente ideale in una dieta per dimagrire velocemente.   1 - Anche se quasi tutti i pesci sono ricchi di proteine, iodio, vitamine e minerali esistono alcune specie da prediligere e ironicamente si tratta delle specie più grasse come il salmone, le trote le sardine, il tonno e lo sgombro. Questi sono i più ricchi di Omega-3, acidi grassi essenziali per la salute dell'organismo. Un giusto quantitativo equivale a circa 3/4 porzioni alla settimana.   2 - Alcuni studi sostengono che chi mangia pesce regolarmente è meno predisposto al rischio di infarto o di attacco cardiaco, per questo motivo suggerisco di inserirlo in un programma alimentare sano o nell'ambito di una dieta veloce.   3 - I nutrienti contenuti nel pesce sono essenziali per gli occhi e per il cervello in particolare si consiglia di consumare pesce anche per lo sviluppo, nella fase della crescita. Le donne in gravidanza o in allattamento non devono consumare pesce crudo come il sushi ad esempio, ma dovrebbero assumere il giusto quantitativo di Omega-3. E' importante fare attenzione ad alcune sostanze inquinanti come il mercurio i cui residui si possono trovare in alcuni pesci soprattutto di taglia medio-grande.   4 - Con l'avanzare dell'età il cervello può incorrere in alcune patologie neurodegenerative come l'Alzheimer. Alcune ricerche sostengono che il pesce sia in grado di incrementare la materia grigia nel cervello (il tessuto in cui si trovano i neuroni) proteggendolo e ritardandone il deterioramento. Non solo nell'ambito di una dieta per dimagrire velocemente quindi ma in generale si consiglia di consumare il pesce per la salute di tutto l'organismo.   5 - Le ricerche sostengono che, grazie all'azione degli Omega-3, il pesce sia in grado di attenuare la depressione favorendo il buonumore. La depressione causa apatia e sconforto quindi agendo su questi fattori si può migliorare la qualità della vita. Per incrementarne gli effetti benefici ti suggerisco di svolgere regolare attività fisica, non solo per dimagrire ma per migliorare l'umore e incrementare il livello di energia.   6 - La vitamina D è una sostanza di cui spesso si è carenti e questo costituisce un altro ottimo motivo per incrementare il consumo di pesce, in particolare del salmone e delle aringhe, che hanno il contenuto maggiore di questa particolare vitamina che funge da ormone steroideo per l'organismo.   7 - Alcuni studi dimostrano che un altro effetto benefico degli acidi grassi Omega-3 è quello di ridurre il rischio di contrarre malattie autoimmuni. Le malattie autoimmuni si verificano quando il sistema immunitario aggredisce le cellule sane (un esempio di malattia autoimmune è il Diabete di tipo 1).   8 - Tra i vari effetti benefici del pesce uno è legato alla riduzione delle infiammazioni croniche delle vie respiratorie, come l'asma. Assumere pesce è particolarmente benefico soprattutto per i bambini. Non solo nell'ambito di una dieta per dimagrire velocemente quindi ma il consiglio è quello di consumare il pesce minimo 3 volte la settimana per il benessere di tutta la famiglia. 9 - La degenerazione maculare può portare ad un calo drastico della vista soprattutto per le persone in età avanzata. Gli Omega-3 contenuti nel pesce, soprattutto nel salmone, proteggono la macula.   10 - Come abbiamo visto spesso le persone hanno carenza di vitamina D, questo si ripercuote nella qualità del sonno. La mancanza di vitamina D può causare disturbi del sonno quindi nell'ambito di un programma alimentare sano o di una dieta veloce si consiglia di assumere il pesce, fonte di vitamina D, 3/4 volte la settimana. Lo stress e la mancanza di sonno portano a vari problemi di salute fra cui anche il sovrappeso.   Se vuoi dimagrire, se vuoi vivere in modo sano o semplicemente vuoi mantenerti in forma, devi modificare gradualmente le tue abitudini alimentari. Non è necessario contare ogni singola caloria ma è molto più importante prestare attenzione alla scelta dei cibi che consumi nonché alla qualità di essi.   Il pesce è sempre consigliato nell'ambito di una dieta veloce e in ogni programma alimentare sano, inoltre è molto gustoso e semplice da cucinare.   Il salmone è considerato da molti nutrizionisti un Super Alimento e io ti consiglio di prediligere il Sockeye dell'Alaska. Una qualità di salmone selvaggio che contiene meno sostanze inquinanti e più Omega-3 rispetto alle qualità da allevamento. Clarissa Lupi

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Effetti indesiderati della Coca Cola Zero

Si ipotizza che le bevande fabbricate tipo "soft drink" (bevande dietetiche con zero calorie, tipo coca zero e altre) possano sostituire i bisogni del corpo per l'acqua. Si crede, solo perché queste bevande contengono acqua, che il corpo sarà adeguatamente servito. Questa idea è sbagliata, in quanto la scelta errata dei liquidi da ingerire è causa dell'aumento di tessuto adiposo. La Caffeina, uno dei principali componenti della maggior parte di queste bevande, è una droga. Ha proprietà di tossicodipendenza a causa della sua azione diretta sul cervello. Essa agisce anche sui reni e ha proprietà diuretiche, causando un incremento della produzione di urina. La Caffeina è, fisiologicamente, un agente disidratante. Questa caratteristica è la principale ragione per cui una persona è forzata a bere cosi tante lattine e a non essere mai soddisfatto. L'acqua non resta nel corpo abbastanza a lungo. La caffeina ha delle proprietà eccitanti e stimola la conversione di ATP in AMP per delle funzioni che normalmente non avrebbero accesso al prelievo quando esistono altri livelli di riserve. Finchè i soft drink contengono zucchero, almeno una parte dei bisogni del cervello viene soddisfatta. Se la caffeina fa rilasciare energia ATP per accrescere le prestazioni, almeno lo zucchero che la accompagna rimpiazzerà la parte di ATP perduta, anche se il risultato finale sarà un deficit di ATP per il cervello. Un altro componente molto comune è l'Aspartame, il quale risulta essere 180 volte più dolce dello zucchero senza apportare calorie. L'aspartame ha un effetto molto simile alla caffeina, favorisce un indiscriminato eccesso d'uso delle riserve energetiche nelle cellule cerebrali, provocando quindi la comparsa di sintomi, quali fame e sete, atti al ripristino dell'energia nelle cellule del cervello. Quindi le bevande dietetiche caffeinate bevute dalle persone sedentarie, possono causare un aumento di peso; esse indirettamente stimolano una maggiore ingestione di cibo derivata dal forzato uso da parte del cervello delle sue scorte di energia. Il riflesso più importante che ha luogo nel corpo è una reazione del cervello al gusto del dolce. Quando il sapore dolce stimola la lingua, il cervello programma il fegato a prepararsi ad accettare nuova energia dall'esterno, lo zucchero. Ma se il gusto dolce non è seguito dalla disponibilità del nutrimento, il risultato sarà un forte stimolo a mangiare. L'aumento di peso è soltato il primo e uno dei pochi danni che possono derivare da un alterata funzione fisiologica delle cellule cerebrali ed epatiche, facciamo in modo di evitarne la comparsa per poter salvaguardare l'organismo da eventuali problemi. Cerchiamo di mantenere una buona forma fisica quindi che non sia soltanto fine a sé stessa, ma che rispecchi il nostro stato di salute. Lo possiamo fare attraverso un giusto piano di allenamento, un programma alimentare adeguato e servendo dell'acqua sulle nostre tavole. Giorgio Mimini

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Prima e dopo l'allenamento: 4 snack per perde...

Sono due i concetti fondamentali da tenere presente se vuoi sapere come perdere peso velocemente: il primo è consumare meno calorie rispetto a quelle che bruci, il che significa svolgere regolare attività fisica; il secondo è: scegli con cura ciò che mangi. Per scegliere con cura devi fermarti a pensare prima di mangiare, pensa al valore del cibo che scegli, accertati che apporti benefici e nutrimento al tuo organismo.   Probabilmente ti sarai chiesto cosa mangiare prima o dopo l'allenamento e l'attività fisica, se segui una dieta veloce o un programma di dimagrimento ti sarà capitato di uscire dalla palestra e avere un calo di energia. Bisogna saper controllare e gestire al meglio gli attacchi di fame per evitare di accumulare chili in eccesso.   Se vuoi sapere come perdere peso velocemente devi ricordarti di fare uno snack tra un pasto e l'altro sia per non arrivare troppo affamato ai pasti principali, sia per mantenere sempre attivo il metabolismo.   Se ignori la sensazione di fame che potresti avvertire tra un pasto e l'altro il rischio è di arrivare al punto in cui sei talmente affamato da mangiare la prima cosa che ti capita sotto mano e poi pentirti subito dopo averla mangiata. Per questo motivo gli snack svolgono un ruolo fondamentale in un programma di dimagrimento e in una dieta veloce.   Se intendi seguire un programma alimentare sano, che indichi come perdere peso velocemente, non ricorrere a cibi confezionati o barrette senza gusto che molto spesso sono meno dietetiche di quanto si creda. Esistono vari snack salutari e pratici da portare ovunque anche nella borsa della palestra.   Qui di seguito vorrei consigliarti quattro snack nutrienti e pratici da poter consumare prima o dopo l'allenamento. Sono ricchi di nutrienti e ti daranno la giusta carica tra un pasto e l'altro.   1. Frutta Se vuoi sapere come perdere peso velocemente non dimenticarti le regolari porzioni di frutta e verdura da consumare tutti i giorni. Niente di più pratico di una mela, una pera, una banana o un frutto che preferisci da portare sempre con te in borsa, al lavoro o in palestra. La frutta contribuisce ad incrementare il senso di sazietà grazie all'elevato contenuto di fibre. Scegli a seconda della stagione il frutto che preferisci ma non dimenticarlo nella borsa!   2. Noci e Semi I semi oleosi come i semi di chia, di canapa e di lino sono ricchi di sostanze benefiche per l'organismo e puoi aggiungerli ad un frullato o ad uno yogurt per un ottimo snack. Se vuoi seguire un programma alimentare che indichi come perdere peso velocemente, non dimenticare i grassi buoni: la frutta secca. Puoi crearti un tuo mix personale da portare in palestra, in una bustina metti 2/3 delle tue noci preferite (mandorle, nocciole, noci, pistacchi) aggiungi un cucchiaino di cannella e agita un pochino la bustina per aggiungere sapore alle tue noci. Ecco pronta un'altra alternativa sana e gustosa per il tuo snack.   3. Carote e sedano Se vuoi perdere peso velocemente o se segui una dieta veloce non c'è niente di meglio di un po' di verdura fresca e croccante per uno snack ricco di sostanze nutritive. Taglia in due o tre pezzi due carote, un finocchio o due gambi di sedano e mettili in un contenitore di plastica comodo da mettere nella borsa della palestra. Un'alternativa, magari quando torni a casa dopo aver fatto un po' di jogging o una pedalata, è il sedano con della salsa Tahin (salsa di sesamo) da gustare con tutta tranquillità dopo l'allenamento tra un pasto e l'altro.   4. Latte vegetale mono-porzione Se vuoi sapere come perdere peso velocemente, i latticini sono da ridurre se non da sostituire del tutto con alternative vegetali. Se vuoi fare uno snack tra un pasto e l'altro puoi scegliere tra un'ampia varietà di latte vegetale. In commercio si trovano pratiche confezioni mono porzione da portare ovunque, scegli tra latte di soia, latte di riso, latte di mandorla o di cocco purché non ci siano zuccheri aggiunti.   In questo articolo ti ho suggerito quattro diversi snack da alternare nell'ambito di una dieta veloce. Si tratta di soluzioni pratiche e comode ideali dopo l'allenamento in quanto si possono tranquillamente mettere nella borsa della palestra o comunque sono pratici da portare ovunque.   Se vuoi sapere come perdere peso velocemente non dimenticarti di pensare prima di mangiare in modo da fare scelte consapevoli e non doverti pentire subito dopo. La seconda cosa da ricordare è: brucia più calorie di quelle che consumi, quindi fai un po' di attività fisica con regolarità. Clarissa Lupi

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Come perdere peso velocemente mangiando riso?

Nuove prove scientifiche dimostrano che il conteggio delle calorie sulla base delle etichette non sempre è utile. Il metodo di cottura, soprattutto per alcuni cibi, influisce sul modo in cui l'organismo li metabolizza. Se vuoi seguire una dieta veloce o ti stai chiedendo come perdere peso velocemente mangiando anche le patate e il riso leggi questo articolo...   Riconsideriamo i vecchi metodi fatti di conteggio di calorie e di bilance per pesare ogni grammo  del cibo che consumiamo.   Questo metodo scientifico sperimentale potrebbe ridurre le calorie del riso fino al 60% rendendolo così un cibo idoneo ad una dieta veloce o ad un altro programma dimagrante che spieghi come perdere peso velocemente. L'obesità è in crescita costante a causa anche dello stile di vita moderno sedentario, e delle scelte alimentari. Le porzioni sono sempre più abbondanti e le opzioni tra i vari cibi da scegliere e le pietanze sono infinite rendendo difficile il percorso di dimagrimento come una dieta veloce o un programma in grado di insegnarti come perdere peso velocemente. Oltre a consumare molti grassi e molti zuccheri si tende a consumare cibi ricchi di carboidrati e amidi. Lo sapevi che una sola scodella di riso bianco contiene 240 calorie? Sappiamo che per dimagrire, quindi nell'ambito di una dieta veloce, o semplicemente per mantenersi in forma è meglio optare per il riso integrale.   Ma come perdere peso velocemente se non si può resistere ad un piatto di riso bianco profumato ed aromatico? Il riso bianco ostacola il dimagrimento in quanto è ricco di amido e contiene pochi nutrienti. Il problema dell'amido è che, una volta consumato, si trasforma in zucchero e il nostro organismo lo converte in energia. Come perdere peso velocemente se non si brucia l'energia? E' difficile infatti l'energia in eccesso viene accumulata sotto forma di grasso. Fortunatamente per chi segue una dieta veloce e ama il riso bianco, alcuni scienziati hanno messo a punto un metodo, ancora in fase sperimentale, in grado di ridurre l'amido e di conseguenza le calorie contenute nel riso bianco. Il riso infatti è costituito da due diverse tipologie di amido: uno più digeribile che si trasforma in zucchero e potrebbe accumularsi sotto forma di grasso. E un altro tipo di amido, meno dannoso per il controllo del peso, in quanto non si trasforma in zucchero e richiede un processo di digestione più lungo.   Alcuni scienziati hanno messo a punto un nuovo metodo di cottura del riso che potrebbe ridurre la quantità di calorie assorbite dall'organismo fino al 60%. Se ti stai chiedendo come perdere peso velocemente mangiando il riso questa potrebbe essere una risposta. Con questo metodo si potrebbe inserire il riso bianco in un programma di dimagrimento come una dieta veloce Il metodo di cottura può influire sul tipo di amidi contenuto nei cibi come le patate, i piselli e il riso appunto. Questo metodo, studiato da alcuni scienziati nello Sri Lanka, pare che sia in grado di incrementare l'amido "buono" e diminuire l'amido "cattivo" (quello che si trasforma in zucchero) riducendo così la quantità di calorie di quel determinato alimento.   Come perdere peso velocemente mangiando il riso bianco nell'ambito di una dieta veloce? In che cosa consiste questo metodo? Si tratta semplicemente di aggiungere un cucchiaio d'olio nell'acqua di cottura. L'olio interagisce con gli amidi del riso convertendoli in amido resistente, quello "buono". Per incrementare ulteriormente questo amido e ridurre le calorie del riso è poi necessario lasciarlo riposare in frigorifero per almeno 12 ore.   Si tratta di uno studio ancora in fase sperimentale però questa semplice modifica del metodo di cottura potrebbe essere di grande aiuto nell'ostacolare l'obesità. Se vuoi sapere come perdere peso velocemente, o stai seguendo una dieta veloce, ricorda che è importante anche la qualità del riso che scegli. L'esperimento è stato fatto su 38 diverse tipologie di riso.   Istruzioni pratiche Ecco come devi fare se vuoi cucinare il riso bianco con questo metodo.   Ti occorre una tazza di riso bianco, un cucchiaio d'olio di cocco ( o di oliva se non trovi quello di cocco), tre tazze d'acqua. Fai bollire l'acqua, aggiungi il riso e l'olio. Copri e lascia cuocere per circa 25 minuti a fuoco lento. Quando tutta l'acqua sarà evaporata, versa il riso in una ciotola e lascialo riposare in frigorifero per circa 12 ore. Puoi scaldare il riso all'occorrenza senza alterarne le proprietà ma considera che lasciarlo raffreddare per 12 ore è un passaggio fondamentale per ridurne le calorie. Se segui una dieta veloce, o vuoi sapere come perdere peso velocemente e vuoi provare questo metodo, ti suggerisco di prepararne in abbondanza in modo da averlo sempre pronto all'occorrenza. Clarissa Lupi

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Caffeina e dolori vertebrali, c'è un nesso?

Sicuramente il momento della “pausa caffè” è uno degli attimi più attesi e desiderati durante un intensa giornata lavorativa. Ma è il caffè la vera esigenza che ci spinge a consumarlo? Oppure è soltanto la necessità di godersi un momento di tranquillità e di socializzazione, che difficilmente si prova, a farcene bere in continuazione? Ci sono molti studi che riportano proprietà sia negative, sia positive del consumo assiduo di caffeina. Ne riporto in particolare uno, condotto da J.M. McPartland e J.Mitchell (1997) riguardo l'associazione tra consumo di caffeina e la presenza di algie al rachide vertebrale. Gli autori hanno riscontrato che i pazienti con dolore cronico consumano 2,6 volte più caffè rispetto ai pazienti di controllo. Se da un lato il consumo di caffeina influisce negativamente sul mal di schiena, dall'altro il dolore cronico può favorire l'abuso di caffè, infatti in tale condizione si favoriscono i disturbi del sonno che tante volte vengono affrontati consumando dosi elevate di caffeina, la quale talvolta viene utilizzata anche come analgesico.   Gli autori descrivono alcuni meccanismi plausibili attraverso i quali la caffeina potrebbe agevolare l'insorgenza dei dolori muscolari. Dal punto di vista cardiovascolare la caffeina, come la nicotina ha un effetto vasocostrittore: ne consegue una riduzione dell'apporto sanguigno a livello dei muscoli e delle strutture del rachide e, di conseguenza ai dischi intervertebrali. Dal punto di vista neuromuscolare, la caffeina ha un effetto stimolante sulla contrazione muscolare, che produce un più rapido affaticamento dei muscoli a contrazione lenta e, di conseguenza, anche dei muscoli lombari. Stimola, inoltre, la liberazione di catecolamine, come le epinefrine, che rendono più sensibili i nocicettori muscolari, aumentando la percezione del dolore e favorendo l'insonnia. Dal punto di vista psicologico, la caffeina aumenta l'ansietà ed eccita il sistema nervoso. Essa è antagonista degli oppioidi e forse delle endorfine: di conseguenza, riduce la tolleranza al dolore e aumenta la sensibilità al mal di schiena. La caffeina, infine, come la nicotina, provoca un aumento della percentuale di calcio nelle urine agevolando l'osteoporosi.   In molti casi si è riscontrato esserci una valida associazione tra dolore vertebrale e consumo assiduo di caffeina (da 5/6 caffè al giorno). Inoltre essa provoca un leggero stato di dipendenza al consumo. Più caffè si bevono, più se ne berrebbero, meno se ne bevono, meno sentiamo l'esigenza di berne. Inizialmente alternare una pausa bevendo caffè e l'altra concentrandosi soltanto alla socializzazione o facendo uno spuntino, per esempio consumare un frutto, potrebbe essere un buon modo per diminuire la quantità di caffeina introdotta giornalmente e migliorare il proprio stato di benessere. Giorgio Mimini

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Fame inarrestabile? Evita lo sciroppo di glucosio-...

Il fruttosio (noto anche come levulosio) è un monosaccaride (zucchero semplice) che si trova nella stragrande maggioranza dei frutti zuccherini, nel miele e anche in alcune verdure. Combinato con il glucosio forma un disaccaride noto come saccarosio, ovvero il comune zucchero da cucina, ma si differenzia dallo zucchero per il suo indice glicemico (il fruttosio è uno dei carboidrati con l’indice glicemico più basso) e il suo potere dolcificante (un terzo maggiore).     Solitamente il fruttosio viene appunto associato a frutta e verdura, ma va considerata anche un’altra fonte: il mais. Il fruttosio viene ricavato per isomerizzazione del glucosio presente nell’amido di mais e dall’amido di mais si produce lo sciroppo di mais (sciroppo di glucosio-fruttosio) che è composto per il 55% da fruttosio e per il 45% da glucosio.   Lo sciroppo di glucosio-fruttosio è il peggior zucchero presente sul mercato! La moderna industria alimentare lo utilizza in tutte le produzioni (bibite, torte, biscotti, gelati, succhi di frutta, surgelati, affettati, ecc..) perché: costa meno dello zucchero bianco raffinato (quindi si può chiaramente dedurre la qualità di questo zucchero); conserva meglio e protegge da muffe; rende i prodotti più soffici; dolcifica di più, quindi crea maggiore dipendenza (maggiore è l’intensità “del gusto dolce” maggiore sarà l’assorbimento nell’intestino di glucosio, ecco anche spiegato il perché del fallimento delle bibite “zero” o prodotti “senza zucchero”)   Assunto in grosse quantità (e non è poi così difficile data la diffusione capillare negli alimenti), lo sciroppo di glucosio-fruttosio ostacola l’azione della leptina (l’ormone prodotto dal tessuto adiposo che segnala al cervello di ridurre la sensazione di fame quando si è accumulato troppo grasso) in quanto aumentando i livelli di trigliceridi nel sangue, viene impedito alla leptina di arrivare al cervello che non riesce ad inviare il segnale di smettere di mangiare.   A questo punto non può che accadere l’inevitabile: fame continua, chili che si accumulano, sovrappeso e obesità.   Il problema non sussiste con l’assunzione di frutta e verdura, ma bensì con produzioni industriali-chimiche che utilizzano questo famigerato sciroppo: il consiglio è sempre quello di leggere ATTENTAMENTE le etichette, soprattutto per chi ha deciso (o deciderà) di eliminare quei chili di troppo per ritornare in forma senza fare eccessivi sacrifici ma imparando a scegliere gli alimenti giusti alleati di un sano e corretto stile di vita!     Francesco Moschillo

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