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Succhi di frutta: tutto quel che c'è da sapere

Molto spesso si utilizza il termine succo di frutta in maniera non appropriata per definire una bevanda più o meno a base di frutta.
I consumatori, ignari delle differenze sostanziali presenti in un prodotto o un altro, credono di ingerire bevande “magre” e salutari, sovente come alternativa alla frutta fresca.
L’idea di genuinità che dilaga fa che queste bibite vengano iperdiffuse soprattutto tra i bambini, con un consumo smisurato quotidiano ed un conseguente eccessivo introito calorico che gettano le basi per il sovrappeso e l’obesità.
Partiamo sempre dal presupposto che la frutta utilizzata per la produzione di succhi o bevande non è di prima qualità, anzi, molto spesso proviene da scarti del prodotto fresco o da “avanzi” di altre produzioni industriali.
 

Facciamo chiarezza e dividiamo i “succhi” per categorie

1 – succo di frutta: è l’unica dicitura che garantisce il 100% di frutta presente nel prodotto, senza l’aggiunta di zuccheri o dolcificanti, la frutta viene spremuta e il succo imbottigliato.
 
2 – succo di frutta concentrato: tramite una lavorazione industriale al succo viene tolta una parte di acqua in modo tale da ottenere una bevanda dolce senza l’aggiunta di zuccheri, aumentando però il potere calorico (solitamente è il doppio del frutto corrispondente). Il succo concentrato può essere congelato, liofilizzato per essere spedito alle varie industrie alimentari. Un concentrato di “calorie vuote” dal punto di vista nutrizionale.
 
3 – succo di frutta da succo concentrato: si riaggiunge una parte di acqua che era stata tolta al succo (spesso aggiungendo anche aromi e stabilizzanti). In alcuni casi oltre all’acqua si aggiungono anche zuccheri. “Calorie vuote” diluite o potenziate.
 
4 – nettare succo e polpa di frutta: è una purea contenente tra il 30% e il 50% di frutta a cui si aggiungono zucchero e/o miele e/o dolcificanti e acqua. “Calorie vuote” con l’aggiunta di altre calorie provenienti da zuccheri aggiunti (la clientela preferita dalle industrie per questi prodotti sono i bambini) che spesso raggiungono e superano l’apporto calorico delle più diffuse bibite gassate o .
 
5 – bevanda a base di frutta: la frutta qui raggiunge al massimo il 12%, la restante componente se la dividono zuccheri, aromi, additivi e acqua.
 

Appare dunque chiaro come i succhi di frutta NON sostituiscano il consumo di frutta fresca, sia per proprietà organolettiche sia per quantitativo calorico.
Nei succhi ai quali vengono aggiunti zuccheri molto spesso si usa lo sciroppo di fruttosio/glucosio (uno zucchero che costa ancora meno del comune zucchero bianco) il quale inibisce l’azione della leptina (che indica al cervello quando nell’organismo si è accumulato troppo grasso) e non fa percepire il senso di sazietà, mettendo a dura prova il pancreas e creando i presupposti per l’obesità e il diabete di tipo II.
 
Se avete voglia di succo di frutta comprate la frutta fresca e spremetela a casa e abituate i bambini al consumo di frutta fresca e non di questi succhi-bomba!
 


Francesco Moschillo

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