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Il Daikon, cos'è e le sue proprietà

Il Daikon è una radice di origine giapponese molto diffusa in Asia, ma ancora poco conosciuta nella cucina occidentale, anche se da alcuni anni viene prodotto in alcune parti d’Europa e in Italia. Il daikon assomiglia ad una grande carota ma di colore bianco, il suo sapore è decisamente meno dolce, più deciso e lievemente pungente. In realtà si tratta di una radice appartenente alla stessa famiglia di verze e cavoli, le Brassicaceae, con le foglie simile a quelle delle rape. Il daikon può essere servito crudo a fine di pasti a base di fritture o cibi molto grassi grazie alla sua proprietà di radice brucia grassi. Ha svariate proprietà benefiche, è ricco di vitamina C e la sua assunzione si prende cura del fegato e di tutto l’apparato digerente. Aiuta a digerire ed è un ottimo rimedio naturale contro nausea e vomito anche nei primi mesi di gravidanza. Il daikon è a tutti gli effetti un vero e proprio alleato della salute e del benessere del nostro corpo: gli enzimi contenuti aiutano a metabolizzare meglio i carboidrati complessi, i grassi e le proteine, rendendoli più facilmente digeribili ed assimilabili. Ha virtù disintossicanti, antigonfiore, diuretiche e drenanti, per questo è consigliato a chi desidera combattere la ritenzione idrica e la cellulite. Presenta effetti benefici anche su tutto il sistema respiratorio, in quanto aiuta a sciogliere il muco ed il catarro, combattendo in maniera efficace le malattie respiratorie quali asma, influenza e bronchite. Questo particolare ortaggio è anche utile per la salute delle ossa, infatti grazie al calcio contenuto nelle foglie, il daikon promuove la crescita sana delle ossa e ridurre il rischio di osteoporosi. Il daikon è buonissimo da consumare crudo, pelato come qualsiasi radice e tagliato a rondelle sottili per essere poi aggiunto a ricche insalate fresche e leggere, ma anche servito come carpaccio e condito con olio extravergine di oliva, sale e succo di limone. Può essere anche cotto come se fosse una rapa bianca, servito tagliato a cubettoni, bollito e condito semplicemente con olio, sale e limone o in alternative può essere aggiunto in zuppe detox e addirittura nella zuppa di miso. VALORI NUTRIZIONALI Ravanelli Daikon Quantità per 100 grammi Calorie 18 Lipidi 0,1 g Acidi grassi saturi 0 g Acidi grassi polinsaturi 0 g Acidi grassi monoinsaturi 0 g Colesterolo 0 mg Sodio 21 mg Potassio 227 mg Glucidi 4,1 g Fibra alimentare 1,6 g Zucchero 2,5 g Proteine 0,6 g Retinolo 0 IU Acido ascorbico 22 mg Calcio 27 mg Ferro 0,4 mg Vitamina D 0 IU Piridossina 0 mg Cobalamina 0 µg Magnesio 16 mg

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I vantaggi, le proprietà e gli effetti collateral...

Il peperoncino (Capsicum annuum) è un arbusto perenne a vita breve che, in condizioni di clima sfavorevole, viene coltivato come annuale. Originario delle Americhe ma attualmente coltivato in tutto il mondo. Tutte le specie possono essere coltivate in Italia, anche in balcone, seminando verso febbraio al Centro e al Sud e marzo al Nord, mentre i frutti si possono raccogliere in estate e in autunno.  Potenziale effetto antiossidante - Previene l'invecchiamento precoce. Il peperoncino ha proprietà antiossidanti dovute alla presenza di capsaicina. Gli antiossidanti lavorano nella prevenzione delle malattie croniche, del cuore, il diabete, il cancro, e l'invecchiamento precoce. Gli antiossidanti presenti nel peperoncino sono: vitamina A (carotenoidi, come il beta-carotene), vitamine C ed E, così come i flavonoidi, sostanze importanti per neutralizzare l'azione dei radicali liberi.   Prevenzione delle malattie croniche - Perché sono ricchi di antiossidanti come i carotenoidi, flavonoidi e vitamina C, il consumo di peperoncino può agire per prevenire malattie croniche come il diabete e il cancro. Inoltre contribuisce ad disintossicante il sangue, attiva il sistema immunitario ed è considerato un alimento funzionale.   Aiuta nella digestione e protegge la mucosa - l'assunzione di peperoncino aumentata la salivazione (aiuta la masticazione e tutela la salute orale), stimola la secrezione di acido gastrico (aumentando la produzione di enzimi e succhi gastrici, che aiutano a digerire), e motilità gastrointestinale (promozione e sensazione di benessere dopo aver mangiato). La capsaicina ha un effetto gastroprotettivo contro le lesioni della mucosa gastrica a causa di un aumento della produzione di muco gastrico.   Effetto termogenico (accelera il metabolismo) - l'ingestione di peperoncino alza la temperatura del corpo, che può aumentare la spesa calorica. La capsaicina è anche in grado di prevenire l'accumulo di grasso nella zona addominale.   Ruolo di supporto nella perdita di peso - L'uso di peperoncino rosso durante i pasti, stimola il sistema nervoso, la produzione ed aumento del rilascio di catecolamine, noradrenalina e adrenalina, con conseguente diminuzione dell'appetito e apporto calorico e di grassi nei seguenti pasti. Questo dimostra che il peperoncino può essere utile nella perdita di peso.   Promuove il controllo del colesterolo - Il consumo di peperoncino può aiutare a mantenere la pressione arteriosa a livelli normali, ma anche di mantenere i livelli di colesterolo LDL e trigliceridi sotto controllo.   Protezione contro il cancro - le sostanze fitochimiche presenti nel peperoncino sono considerate chemopreventive. La capsaicina ha proprietà anti cancerogene e antimutageniche.   Prevenzione del diabete - E 'stato provato in studi che la capsaicina provoca una riduzione del livello di glucosio nel sangue, aumentando il livello di insulina.   Sistema circolatorio - Contiene vitamine A, C, B, potassio e calcio, il peperoncino può essere utile non solo per la salute del cuore, ma anche per il sistema circolatorio.  Presenta proprietà  vasodilatatorie, impedendo la formazione di coaguli aumentando il calibro dei vasi sanguigni, fattore che riduce le probabilità di un attacco di cuore o ictus.   Anti depressivo - migliora l'umore e favorisce il sollievo dal dolore - adrenalina e la noradrenalina sono anche responsabili per la vigilanza, il peperoncino infatti può anche essere associato ad un miglioramento dell'umore nelle persone depresse. La sua capacità di aumentare il flusso di sangue periferico può essere utile nei casi di emicrania e depressione. Inoltre, agisce sul sistema immunitario, rafforza il corpo da invasori infettivi. La capsaicina è utile per mal di testa, nel caso della mucosite orale, allergie della pelle e tumori della pelle.   Nutre l'organismo - Il valore nutritivo del peperoncino è rilevante, con vitamina A (carotenoidi), C ed E, vitamine del gruppo B (tiamina, niacina, riboflavina), e minerali come potassio e calcio.   Azione anti-infiammatoria - Gli studi dimostrano che la capsaicina ha proprietà anti-infiammatorie. La raccomandazione è il consumo fino a 30 mg / giorno di capsaicina si può ottenere un effetto terapeutico.   Controindicazioni ed effetti collaterali dei peperoncini  I peperoncini devono essere tenuti lontano dagli occhi. Dopo ogni contatto con qualsiasi varietà di peperoncini, lavarsi sempre le mani. Dovrebbe essere usato in piccole quantità durante la gravidanza. Dosi elevate possono irritare la zona gastrointestinale e reni.

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Le Proteine: animali o vegetali?

Si tratta di una struttura molecolare composta da tante diverse unità, dette aminoacidi, legate tra loro tramite un legame peptidico. Le proteine sono presenti in ogni parte del nostro organismo, nei capelli, nelle ossa, nei muscoli, ed hanno funzioni differenti in base a dove si trovano. Tra i vari esempi, troviamo le proteine dette “carrier” che trasportano le sostanze presenti nel sangue, come l’emoglobina, ed altre invece che fungono da neurotrasmettitori. Ma, come si “creano” le proteine? È semplice, il nostro corpo ha bisogno di 22 aminoacidi per sintetizzare una proteina, 8 di questi, che chiameremo aminoacidi essenziali, li può ottenere solo dall’esterno quindi da alimenti o integratori, mentre i restanti, che sono invece gli aminoacidi non essenziali, li produce lui stesso. Affinché la sintesi delle proteine vada a buon fine, c’è bisogno della totalità degli aminoacidi e soprattutto di quelli essenziali. Le proteine rappresentano circa il 10-20 % del nostro fabbisogno calorico giornaliero, i 2/3 di questo dovrebbero derivare da proteine animali, mentre la restante parte da quelle vegetali. Ma dov’è la differenza tra queste due tipologie? Per prima cosa c’è da dire che le proteine di derivazione animale sono ricche di aminoacidi essenziali, a differenza delle vegetali dove invece è presente una deficienza di questi elementi. Ciò comporta, come abbiamo già detto, alla mancata o ridotta sintesi proteica. Un esempio di dove è presente la proteina vegetale sono i cereali, che però mancano della Lisina, un aminoacido essenziale. Oppure nei legumi, dove però è assente la Metionina, altro aminoacido essenziale. Ecco perché molto spesso le proteine animali vengono chiamate complete e quelle di origine vegetale, invece, incomplete. L’incompletezza delle vegetali però, può essere facilmente aggirata tramite l’integrazione di diversi tipi di proteine vegetali, compensando così l’aminoacido essenziale mancante, così facendo il nostro organismo potrà avviare la sintesi proteica. Per fare un esempio, il frumento manca di Lisina e Treonina(aminoacidi essenziali), che sono invece presenti nei legumi, che deficitano, invece, di Metionina(aminoacido essenziale), presente nel frumento. Queste caratteristiche rendono i due alimenti complementari al fine di garantire il giusto apporto amminoacidico per la creazione di nuove proteine, consumandoli entrambi si metterebbe il nostro organismo in condizioni favorevoli per la sintesi proteica. Possiamo quindi dire che nella dieta di una persona le proteine sono fondamentali, sia le animali che le vegetali.

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Dal divano alla palestra: chi ben comincia è a me...

Ci sono diverse cause che spingono una persona sedentaria e pigra a iscriversi in palestra: il voler perdere qualche kg, il desiderio di aumentare la massa magra oppure semplicemente praticare un’attività che lo faccia liberare dallo stress e dalla routine quotidiana. Qualunque obiettivo esso voglia raggiungere, all’inizio non conta. Il primo passo da fare (a parer mio quello più difficile) è quello di alzar le chiappe dal divano e mettersi in gioco, cambiando abitudini giornaliere e alimentari (magari affidandosi ad un nutrizionista fidato) e iscrivendosi in palestra, ma non in una qualunque. Una palestra seria, con istruttori e personal trainer professionali che lo seguano nel suo percorso,s oprattutto all’inizio ,cercando di farlo sentire a suo agio e cercando di farlo avvicinare allo sport nel modo più leggero e divertente possibile. Il primo mese deve essere di “conoscenza”, due-tre allenamenti di un’ora massimo a settimana sono più che sufficienti per cominciare. Dopo avergli fatto fare un’anamnesi,e dopo avergli fatto compilare la sua scheda personale (che io chiamo intervista), il cliente sarà pronto per cominciare in palestra. Dopo il lavoro delle prime due settimane (logicamente tenendo conto dei dati dell’intervista) bisogna conoscere i suoi massimali di carico (calcolati con diverse ripetizioni tramite l’apposita tabella) in modo da personalizzare al massimo l’allenamento a cominciare dalla seduta successiva. Trascorsi i primi due mesi e tirate le prime somme il cliente sarà pronto per affrontare delle nuove sessioni di allenamento, diverse a seconda degli obiettivi concordati insieme al personal trainer. Chi ben comincia è a metà dell’opera.   Andrea Buttè

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Nuoto Amatoriale: Stima del consumo calorico

Stima del consumo calorico di un amate del Nuoto Stile Libero in assenza di patologie manifeste. Dati:   Soggetto:  donna Professione:  impiegata Età:  35 Anni Altezza:  1,68 mt. Peso:  64 kg. BMI:  22,7 (Normopeso) BPM a riposo:  77 % massa grassa da BIA:  25% (leggermente sopra la norma per la sua età e razza) Biotipo Morfologico:  Longilinea Soggetto Ginoide (stasi venosa e linfatica)   Il soggetto decide di fare Nuoto Stile Libero  per 1ora al giorno con frequenza trisettimanale a ritmo lento mantenendo una frequenza cardiaca compresa fra i 142 bpm e i 148 bpm  (60-65% della FCMax). Il soggetto consumerà tra le 461 Kcal e le 614 Kcal al giorno.   Ovviamente a livello trisettimanale il  consumo è rispettivamente tra le 1383 Kcal e le 1842 Kcal; come utilizzo dei macronutrienti durante tale attività si stima quanto segue:    Giornaliero 461 Kcal    69 gr  carboidrati      21 gr  grassi 614 Kcal   92 gr  carboidrati     27 gr  grassi    Trisettimanale 1383 Kcal   207 gr  carboidrati        63 gr  grassi 1842 Kcal    276 gr  carboidrati 81 gr grassi                   Nello Iaccarino

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Dimagrimento: attiva il tuo metabolismo!

Molte persone non riescono a perdere peso in maniera efficace e duratura a causa di un approccio alimentare sbagliato ed alla mancanza di un allenamento ben strutturato. Il primo errore grave che si riscontra in questi casi è appunto la ricerca della perdita di peso. L’obiettivo di una dieta o di un buon programma di allenamento non è esclusivamente quello di provocare un calo del peso corporeo ma dev’essere quello di abbassare la percentuale della massa grassa attuale. A causa di regimi alimentari eccessivammente ipocalorici si rischia molte volte di innescare una riduzione alla massa muscolare invece che alla massa grassa e ne consegue un alterazione errata del peso corporeo. Bisogna sempre ricordare che la massa muscolare è un tessuto attivo e come tale consuma calore (Kcal) innalzando il metabolismo corporeo. Un altra strategia scorretta è quella di ricercare una perdita di peso in tempi troppo brevi, questo provoca una ulteriore riduzione del metabolismo corporeo perchè l’organismo si porta ad una condizione di difesa mantenendo il grasso se l’apporto calorico assunto è troppo ridotto. Da ciò ne derivano anche scompensi pericolosi negli organi interni, che necessitano di tempi utili di adattamento. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) consiglia una riduzione annua del proprio peso nell’ordine del 12% circa. In conclusione, posso affermare che una delle cose più sottovalutate ma più importanti per perdere grasso corporeo è preservare la massa muscolare in quanto può essere definita come la nostra centrale termica e non abbassare troppo l’introito calorico giornaliero in quanto anche gli alimenti sono in grado di stimolare il metabolismo (termogenesi indotta dagli alimenti, TID). Ogni piano alimentare deve però essere affiancato da un programma di allenamento adeguato che comprenda sia un lavoro aereobico ma soprattutto un lavoro con i pesi, i quali consentono di mantenere o aumentare la massa muscolare e di stimolare il consumo di ossigeno post esercizio, il che significa un ulteriore scossa al metabolismo.   Giorgio Mimini

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Coaching: il potere del giudizio degli altri

Quanto ti influenza il giudizio degli altri? Esiste una regola che non può essere smentita da nessuno, ed è la seguente: “Non si può essere in accordo con tutti. Chi lo è, sta rinunciando ad una parte di sé stesso” Una porzione di ciò che sei oggi ti è stata trasferita dalle persone che avevi vicine nel periodo dell’infanzia. Queste, sulla base delle proprie esperienze, esprimevano giudizi, opinioni e modelli educativi nei tuoi confronti e tu, soggetto passivo senza esperienza, li hai assimilati e considerati come veritieri poiché ti erano comunicati da persone alle quali attribuivi autorevolezza. Considera che nel periodo dell'infanzia le manifestazioni che pervengono sono per lo più positive e di incoraggiamento, ad esempio, quando da piccolo/a stavi imparando a camminare e cadevi, ti esortavano a rialzarti e riprovare, a non rinunciare al primo capitombolo, ad insistere nel perseguire il tuo obiettivo. Vero? Poi l’infanzia scorre via, lasciando il posto all’adolescenza e gradatamente raggiungi l’età adulta. In questa nuova condizione non sei più in uno stato di passività e di assorbimento incondizionato ma protagonista e creatore delle tue idee, tutto ciò in considerazione del fatto che nel frattempo hai accumulato una serie di esperienze tramite le quali hai scelto uno stile di vita. Probabilmente ti sarai trovato nella necessità di avere un confronto con gli altri, rispetto a qualche tuo sogno o progetto, ma se così non fosse stato, quanto meno ti sarebbe piaciuto poter condividere con qualcuno il tuoi obiettivo. A questo punto ti domando: Quante volte nell’esporre un’idea ti sei sentito criticato? Quante volte ti sei sentito dire"... no, lascia stare, non è cosa per te, rimani con i piedi per terra, smetti di sognare…" Quante volte un tuo comportamento o atteggiamento è stato preso di mira? Non ti è mai successo di aver assunto un modo di fare gradito agli altri ma nettamente contrario  ai tuoi principi, solo per il timore di essere emarginato o scarsamente considerato ? Se hai vissuto alcune di queste situazioni, conosci il senso di disagio nel quale ti sei ritrovato. Asserire che abbiamo in assoluto necessità del giudizio di altri pare condizionante, ma sapere che qualcuno ci appoggia, ci incoraggia e condivide le idee e i progetti che desideriamo realizzare, indubbiamente ci gratifica e ci predispone ad una maggior considerazione di noi stessi e ad un migliore rapporto con gli altri,  proprio in virtù del fatto che la condivisione di pensiero e di intenti ci rende più sicuri di noi stessi e il consenso degli altri consolida le nostre convinzioni. Considera che, spesso, chi disapprova o scoraggia le tue idee è colui/lei che misura sulle proprie capacità la realizzazione di un progetto come il tuo e, inconsciamente se lo ritiene troppo arduo o difficile, tende ad affossarlo, facendo passare la cosa come un consiglio dato nel tuo interesse, ma in verità, dichiarando una propria incapacità alla realizzazione. Oppure chi ti ostacola, lo fa per inconscio/conscio egoismo, temendo di perdere su di te determinati aspetti quali il controllo, la vicinanza, il livello sociale, per citarne alcuni, questo nel caso tu ottenessi il risultato che persegui. In altre circostanze, molti dei giudizi che subisci non sono diretti alla tua persona anche se li percepisci come tali, ma semplicemente riguardano il prodotto di ciò che pensi. Questo avviene perché le esperienze pregresse, il valore attribuito alle cose, l’autoconsiderazione, l’efficacia personale, la consapevolezza di chi non è d’accordo con te si trovano ad un livello più basso delle tue, in poche parole, loro hanno la convinzione che non ce la potrebbero fare e tendono a convincerti che anche tu falliresti. In ogni momento della vita devi essere pronto/a a confrontarti con chi ti sta intorno,  aperto/a condividere affinità di pensiero, ma anche a difendere con forza le tue visioni, dagli attacchi o dal giudizio di chi non approva il tuo operato.   Concludendo L'atteggiamento più saggio è quello di dare un giusto valore all’opinione degli altri, filtrandola accuratamente ma senza farsi condizionare. Mantieni sempre in grande considerazione la tua esperienza e sulla base di questa fai le scelte, attingendo da chi ti sta intorno solo positività. Rinunciare a seguire il tuo istinto, i tuo sogni, i tuoi obiettivi per non dispiacere qualcuno è molto pericoloso, in futuro potresti trovarti nella posizione di dolerti per non averci provato; e sicuramente sarebbe molto, ma molto più doloroso. Maurizio Guida

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Il Training Funzionale, conosciamolo meglio

In generale, gli esercizi funzionali prendono spunto dal movimento naturale dell’uomo che è rappresentato dagli schemi motori di base (camminare, saltare, spingere, calciare, afferrare, tirare, arrampicarsi, rotolarsi); la loro pratica quotidiana sarebbe sufficiente al mantenimento della nostra efficienza ed integrità fisica. Purtroppo questa vitale attività motoria viene solo parzialmente effettuata a causa della tendenza alla sedentarietà e dal passaggio dall’età infantile a quella adulta. Ecco che l'allenamento funzionale vuole ripristinare ciò che la natura ci ha donato nei riguardi del movimento. Per la sua caratteristica principale, basata sul coinvolgimento delle diverse capacità motorie, diventa trasversale a tutte le discipline sportive e per quanto ci riguarda, risulta interessante al fine di dare un ulteriore e superiore contributo in termini di vigore, benessere e prevenzione agli utenti della palestra. Bisogna distinguere ESERCIZI BASE (di tipo multiarticolare) ed ESERCIZI COMPLEMENTARI (di tipo monoarticolare). In ambito funzionale i protagonisti risultano gli esercizi base, sui quali è opportuno incrementare i livelli di difficoltà. Si tratta di mettere il corpo in condizioni di lavorare in maniera globale attraverso esercizi che saranno tanto più funzionali quanto più risulterano in relazione stretta con tali aspetti: coinvolgimento di tutte le catene cinetiche; traiettorie multiplanari; resistenze svincolate (manubri, cavi, corpo, libero); posture in piedi; movimento monolaterali, combinati o alternati; ausilio di appoggi instabili; impegno contemporaneo degli arti inferiori e superiori. Bisogna integrare esercizi come squat, affondi, trazioni e spinte con l’ausilio di manubri, palle e piani instabili per ottenere uno stimolo più complesso e globale sul piano motorio. Mimmo D'Elia

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Brain Fitness: allenare il cervello per cambiare!

La maggior parte delle persone crede che il proprio cervello abbia delle caratteristiche precise ed immutabili e che sia impossibile cambiare determinate caratteristiche del proprio carattere. Ebbene, sappiate che le ultime ricerche della Neuroscienza ci hanno permesso di mettere a punto degli esercizi attraverso i quali è possibile migliorare ogni lato del proprio carattere sul quale vogliamo agire.   Possiamo cambiare tutto! Il carattere, le abitudini, la capacità di avere amicizie migliori ed amori autentici, la volontà di stare bene ed essere felici. E' una strada a doppio senso: nel momento in cui il tuo cervello cambia avviene lo stesso alla tua mente, e viceversa... Questo significa che ciò a cui rivolgi l'attenzione, ciò che pensi, che senti e che desideri cambiano la struttura chimica del cervello e lo scolpisce: le aree attivate ricevono maggior afflusso sanguigno, poiché necessitano di maggior apporto di glucosio ed ossigeno. I geni all'interno dei neuroni diventano attivi in misura proporzionale al loro lavoro: per esempio, gli individui che si rilassano quotidianamente hanno espressioni genetiche migliori. le connessioni neurali, che sono relativamente inattive, appassiscono come radici secche. Questa sorta di adattamento determina la sopravvivenza delle cellule più attive: o le usi, o le perdi. Questo significa che i pensieri più frequenti della nostra giornata vanno ad attivare una maggior quantità di neuroni e sinapsi che vengono fortificati: quindi, in maniera semplicistica... se hai pensieri di ottima qualità, rinforzi quelle connessioni che ti porteranno al benessere e se invece i pensieri sono di pessima qualità rafforzerai neuroni e creando sentimenti negativi e deleteri.   I dettagli e le metodologie di applicazione degli esercizi sono complessi e non è possibile arrivare al punto solamente attraverso un articolo, ma il punto nodale è che il modo in cui usi la tua mente cambierà il tuo cervello, in meglio oppure in peggio!  Ad esempio se indugi quotidianamente su rabbia, preoccupazioni ed autocritiche negative il tuo cervello gradualmente ma inesorabilmente prenderà quella "forma mentale" e svilupperà di conseguenza strutture neurali di ansia, incertezze e reazioni d'irritazione nei confronti del prossimo.  Non puoi impedire che il cervello cambi, infatti la sua struttura si modifica giornalmente a seconda degli stimoli che gli forniamo. La domanda da porsi è: STO CREANDO TUTTI I PRESUPPOSTI PER OTTENERE IL CAMBIAMENTO CHE REALMENTE VOGLIO?  Samuele Viotti

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La dieta alcalina come rimedio all'acidosi cr...

Abbiamo visto, in un mio precedente articolo,  quali sono le conseguenze fisiche dell’acidosi. Ora vediamo cosa poter fare per invertire questo stato di cose. Il cibo e le bevande che utilizziamo ogni giorno sono “produttori di acido”: latte, latticini, proteine animali come anche tutti i cereali, dolci, dessert, vino, birra e caffè sono alimenti acidi. Ancora peggio i pasti veloci come quelli offerti dai fast-food e gli alimenti precotti.   Per eliminare l’acidità organica e rallentare o inibire il processo di distruzione cellulare bisogna intervenire quindi modificando l’alimentazione e adottare una dieta che privilegi l’assunzione di alimenti alcalini come vegetali, frutta fresca, noci, limitando quelli acidi, come cereali, carni e formaggi, alcolici, bevande gassate tipo cola e cibi molto salati. La dieta alcalina consiglia di consumare ogni giorno il 70-80% di alimenti alcalini per compensare l’assunzione del restante 20/30% di alimenti acidi, comunque necessari alla vita, soprattutto se consideriamo la necessità di un corretto apporto proteico alla nostra alimentazione. Tale modello alimentare è nettamente più vicino a quello seguito dall’uomo fino alla scoperta dell’agricoltura rispetto all’attuale (Paleo Diet?). Vediamo, nello specifico, quali e quanto sono acidi alcuni cibi e quali quelli alcalini Il valore positivo accanto all’alimento indica l’acidità; più è alto questo valore e più il cibo è acido. Il valore negativo indica la basicità dell’alimento; più è alto e maggiormente riesce ad abbassare l’acidità nei fluidi corporei. Esaminiamoli uno per uno e poi tiriamo le nostre conclusioni. Intanto notiamo che tra i cibi più acidi in assoluto ritroviamo i latticini. Ma come? Non ci hanno detto per tanti anni che il latte è l’alimento più completo in assoluto? Non ci hanno ripetuto, sino a farci venire il mal di testa, che se vogliamo dare il calcio alle nostra ossa dobbiamo mangiare il parmigiano (+34,2 di acidità). Ora lo ritroviamo tra gli alimenti che causano maggiormente l’acidosi cronica. Qualcuno potrà obbiettare che comunque ci rifornisce del nostro fabbisogno giornaliero di calcio. Falso! Compensare un alimento con un grado di acidità +34,2 sarebbe quasi impossibile con l’alimentazione. Dovremmo mangiare almeno una tonnellata di verdura, cosa impossibile ed anche controproducente. Costringeremmo, quindi, il nostro corpo ad attuare contromisure compensatorie evidenziate nella prima parte dell’articolo. Saremmo costretti a prelevare i sali minerali dalle nostre strutture organiche per mantenere l’omeostasi del nostro ph. Quali sono le strutture del nostro corpo che hanno la maggiore quantità di sali? Ed ancora quale è, oltre al bicarbonato di sodio, il minerale maggiormente alcanalizzante? La risposta per quanto sconcertante è la seguente: il calcio e le nostra ossa sono i depositi maggiori di questo minerale. Paradossalmente, l’alimento che ci hanno sempre suggerito contro l’osteoporosi, in definitiva è proprio quello che ci reca più danni. Vediamo, anche, gli altri alimenti Ci continuano a dire che che la carne e le proteine animali sono acide. Nella tabella vediamo, però, che il riso ed i tanti amati fiocchi di avena sono decisamente più acidi della carne. I cereali, in genere, hanno uno stesso grado di acidità della carne/pesce/uova. Alla luce di quanto visto credo che abbiate capito tutti che qualcosa non quadra. I vegani esaltano le proprietà negative, acide, della carne non considerando che la tabella degli alimenti acidi/alcalini afferma esattamente il contrario. Che fare allora? Esattamente quanto detto precedentemente e cioè consumare ogni giorno il 70-80% di alimenti alcalini per compensare l’assunzione del restante 20/30% di alimenti acidi. Abbinare ad ogni pasto una quota proteica/acida a 2-3 quote alcaline composte prevalentemente di verdure e poca frutta. Tornare, cioè, a quanto facevamo prima dell’avvento dell’agricoltura e dell’alimentazione industriale. Ma un’alimentazione alcalina non basta. Ancor di più fondamentale importanza è l’acqua. Il nostro corpo è costituito per il suo 60% di acqua che è quindi  il costituente principale del nostro organismo, tant’è vero che senza assumere acqua la morte sopraggiunge nell’arco di pochi giorni. L’acqua svolge, infatti, innumerevoli e vitali funzioni: è un ottimo solvente per numerose sostanze chimiche; regola il volume cellulare e la temperatura corporea; favorisce i processi digestivi; consente il trasporto dei nutrienti e la rimozione delle scorie metaboliche. È fondamentale quindi assicurare al nostro corpo una corretta idratazione ma soprattutto una idratazione con un’acqua che sia biologicamente corretta, ovvero alcalina, cioè ricca di Sali minerali! La specie umana originatasi e evolutasi nella Rift Valley, prima di partire alla colonizzazione del mondo, si è abbeverata per milioni di anni nelle acque del lago Turkana, il lago alcalino più grande al mondo con un Ph di circa 9,5-9,7. Ma anche i laghi Malawi e Tanganika ed Eyasi hanno un Ph compreso tra l’8,2 e il 9,4. I milioni di anni trascorsi dalla specie uomo nella Rift Valley hanno scolpito i nostri geni e la chimica del nostro organismo che si è evoluto con una grande disponibilità di liquidi basici necessari ad esplicare tutte le sue funzioni e al mantenimento di una omeostasi alcalina.   L’acqua del rubinetto, comunemente considerata potabile, ha un pH che varia da città a città, ma che è quasi sempre neutro. Ed è purtroppo anche caratterizzata negativamente dalla presenza di metalli pesanti. Recente è la scoperta di elevate quantità di arsenico, un metallo di elevatissima tossicità, collegato al carcinoma della vescica e mammario e ad alcune neoplasie della pelle.   Altro grande problema  che presenta l’acqua di rubinetto è il fatto che è sottoposta alla clorazione, cioè il trattamento di disinfezione ha lo scopo di distruggere completamente i microrganismi battericidi patogeni. Questo processo, se da un lato disinfetta l’acqua, dall’altro favorisce il rischio di sviluppare il cancro alla vescica e al colon. Purtroppo anche l’acqua in bottiglia di plastica che compriamo al supermercato presenta i suoi problemi. Anche se imbottigliata da una sorgente alcalina (per esempio l’“Acqua Panna” ha 8,1), perde quasi subito la sua basicità, perché la plastica permette al biossido di carbonio dell’atmosfera di passare nell’acqua contenuta e questo forma acido carbonico che abbassa così il pH dell’acqua. Inoltre il pH riportato nelle etichette è misurato alla sorgente, dove l’acqua generalmente è molto fredda e visto che il pH tende ad abbassarsi con il caldo, ci ritroviamo poi a bere nelle nostre tavole un’acqua sostanzialmente sempre neutra o acida, anche se inizialmente era alcalina. Le bottiglie di plastica presentano, inoltre, il problema del Bisfenolo A, prodotto organico della plastica stessa, che può dare problemi cardiovascolari, diabete e danni epatici. Si sa ormai da anni che la plastica è un elemento dannoso alla salute, ma è un problema destinato a non trovare una soluzione. Le  industrie delle acque  minerali non sarebbero più in grado di stare sul mercato a causa dei forti costi di produzione se, al posto delle bottiglie di plastica, dette industrie dovessero usare le più sane bottiglie di vetro, come si usava una volta. È ormai noto anche alla stampa che l’esposizione alle fonti di calore, e quindi alla luce solare, dell’acqua in bottiglia di plastica è altamente dannosa per la salute. Il calore infatti reagisce con i prodotti chimici della plastica rilasciando diossina, imputata di essere una delle principali responsabili nella formazione del cancro al seno.  Immaginiamoci cosa succede quando un carico di acque minerali in plastica sono trasportate dal nord verso il sud esposte a tutte le intemperie! A questo punto cosa bisogna fare? Cercare assolutamente un Acqua che corrisponda alle nostre esigenze e che cioè sia alcalina, ricca di sali minerali e biodisponibile. Attualmente, in commercio, è disponibile uno ionizzatore che soddisfa tutte queste caratteristiche: Acqua Kangen. Nata in Giappone dall’osservazione della longevità della popolazione degli Hunza ed utilizzata successivamente negli ospedali giapponesi é  diventata presidio medico e poi commercializzata in tutto il mondo.   I benefici di Acqua Kangen Antiossidante Acqua Kangen ha delle proprietà antiossidanti straordinarie, donandoti energia attraverso l’ossigeno attivo. Ha una forte carica negativa di ORP (potenziale di ossido riduzione) La normale acqua di rubinetto ha un ORP sopra lo zero e quindi positivo, con dei valori medi elevati, e di conseguenza non ha nessun potere antiossidante. Equilibrio del pH Le malattie prosperano in un ambiente acido, mentre non possono sopravvivere in un ambiente alcalino. Aumentando il pH, il tuo corpo è in grado di utilizzare tutte le sue difese immunitarie per combattere batteri, virus e malattie. Quando il pH del corpo è bilanciato verso il 7.0, tutte le funzioni dell’organismo lavorano in maniera ottimale, compreso il sistema immunitario. Siamo sempre alla ricerca di un pH equilibrato, ed Acqua Kangen ti aiuta a trovare il giusto equilibrio e stabilizzarlo nel tempo. Disintossicazione Quando cominci a bere Acqua Kangen alcalina, inizi a pulire il tuo apparato digestivo, il primo passo per iniziare una corretta disintossicazione. Senza un intestino pulito, una corretta disintossicazione dei tessuti sarebbe molto difficile. Acqua Kangen ti offre diversi livelli di acqua con pH alcalini, è importante per le persone che hanno sviluppato un accumulo di sostanze tossiche nel corpo, inizino a bere Acqua Kangen partendo dal livello più basso, ovvero pH 8.5 Questo permette una disintossicazione graduale  regolando il proprio livello di pH. Poi si può aumentare il grado di pH a 9.0 e, successivamente, a 9.5 Idratazione L’acqua ionizzata ha una capacità maggiore di muoversi nel corpo umano del 30% in più rispetto all’acqua convenzionale. L’acqua Kangen ha un potere di idratazione sei volte maggiore rispetto all’acqua normale. Nei torrenti di montagna dove l’acqua rimbalza sulle rocce, produce l’effetto di ionizzazione attraverso la creazione di ioni di idrossido. Questo si verifica anche nelle cascate o quando le onde si infrangono sulle rocce o sulla spiaggia. Le molecole di acqua normale formano gruppi di 10 o più grappoli, mentre Acqua Kangen ha una struttura di circa 6. Questa struttura molecolare si presenta in forma esagonale, penetra nel tessuto del tuo corpo più efficacemente ed è più assorbibile dall’organismo rispetto all’acqua normale. Viene chiamato micro-cluster o acqua micro strutturata, con ha una capacità di idratazione di gran lunga superiore. Ogni aspetto della guarigione può essere rafforzata attraverso una corretta idratazione, aumentando l’energia disponibile dell’organismo.   I benefici dell’acqua acida Pelle, capelli e cuoio capelluto Poiché la pelle ed i capelli sono leggermente acidi, l’acqua acida è perfetta. Quando l’acqua acida viene applicata sulla pelle agisce come astringente ed aiuta ad eliminare le rughe. Al contrario degli altri astringenti non lascia nessun tipo di residuo chimico sulla pelle. L’acqua Kangen aiuta anche nei casi di macchie della pelle ed acne. Per ottenere una pelle più morbida è consigliabile aggiungere 3 – 4  litri di acqua acida all’interno della vasca da bagno prima di immergersi. Dopo la doccia è consigliabile versare dell’acqua acida sopra la testa. Inoltre è adatta per le verruche ed i funghi, per la cura di eruzioni cutanee, ferite, graffi,etc. Per pelle secca è consigliabile starne in ammollo per circa 20 – 30 minuti. L’Acqua Kangen acida aiuta anche a rimuovere i pungiglioni dopo le punture di insetto ed il gonfiore derivato dalle punture di zanzara. Favorisce la crescita delle piante: la crescita e la salute delle piante può essere rafforzata con l’uso dell’acqua Kangen acida. Le piante crescono molto bene se il terreno è leggermente acido, di conseguenza il pH dell’Acqua Kangen acida è perfetto. Ritarda la crescita batterica: l’acqua acida ionizzata è in grado di uccidere i batteri al contatto. La sua efficacia dipende da quanto sarà alto il valore di ORP e dal pH. Con un pH 2.5 ed un valore ORP di + 1100 mV i batteri vengono uccisi al contatto con l’acqua acida.   Perdita del peso La maggior parte delle diete comportano una riduzione dell’apporto calorico ed una costante attività fisica per incrementare il metabolismo. Ciò che molte diete non riescono a sottolineare è l’importanza dell’acqua alcalina. L’acqua è alla base di tutto ciò che porta alla perdita del peso in eccesso. Attraverso l’acqua il tuo fegato riesce ad utilizzare e metabolizzare il grasso immagazzinato per trasformarlo in energia. L’acqua favorisce il trasporto delle sostanze nutritive attraverso il corpo, contribuendo alla costruzione di massa muscolare durante gli allenamenti o quando svolgi esercizio fisico finalizzato alla perdita del peso. Un aumento della massa muscolare porta ad un aumento del tasso metabolico. Quando si beve acqua, i nervi simpatici vengono stimolati, attivando il metabolismo energetico ed aumentando il consumo calorico, che si traduce in perdita di peso. Quando si stimolano i nervi simpatici, si secerne adrenalina. L’adrenalina attiva la lipasi, un ormone sensibile che si trova nel tessuto adiposo, e rompendo i trigliceridi in acidi, grassi e glicerolo, rende più facile bruciare il grasso accumulato nel corpo. Ci sono delle ricerche che evidenziano come il consumo calorico aumenta attraverso il consumo di acqua alcalina L’alimentazione non è l'unico stimolo acido. Anche le preoccupazioni, l’ansia, la paura, la stessa attività fisica, lo stress sono fattori in grado di produrre acidità organica, e così pure le sostanze inquinanti e le eventuali tossine presenti nell’ambiente in cui viviamo. Allenamenti giornalieri in palestra, training prolungati, allenamenti aerobici ed anaerobici senza i dovuti recuperi sono altri elementi che vanno controllati. Voglio ricordare che l’acido lattico, prodotto di scarto di un allenamento anaerobico è, per l’appunto, un acido. Ricordo, inoltre, che gli allenamenti aerobici di durata sono tra gli stimoli, proprio per lo scambio respiratorio, con la maggiore produzione di radicali liberi. Alleniamoci, dunque, tenendo sempre presente questi elementi. Utilizziamo integratori alcalini nel pre o post allenamento anaerobico (Basenpulver). Recuperiamo tra un training ed un altro. Limitiamo i nostri allenamenti a tempi inferiori ai 60 minuti. A questo punto credo di avere dato tutti gli elementi per dare una svolta decisa e netta alla vostra vita. A voi la scelta se continuare a seguire un’alimentazione acida, uno stile di vita acido o passare ad una alimentazione e stile di vita alcalino. Paleo Diet -Training in stile BIIO - Acqua Kangen - le mie indicazioni.

Continua...

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