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Contenuti per tag: nutrizione


Parmigiano Reggiano, l'alimento del futuro

Mangiamo più del necessario, oltretutto avvalendoci di un’alimentazione povera, sbilanciata  e talvolta patogena, una vera e propria recessione alimentare. Un trend che sta drammaticamente facendo peggiorare la salute sanitaria della popolazione, predisponendo nel presente e nel futuro noi e i nostri figli alle patologie più comuni a cui oggi assistiamo. Possiamo e dobbiamo cambiare il nostro approccio alla nutrizione, per vivere meglio ed in salute, anche in virtù dell’aspettativa di vita, molto più lunga che in passato.   Esistono alcuni alimenti, che non hanno subito sofisticazioni ne adattamenti alla globalizzazione alimentare. Hanno sempre mantenuto la loro qualità ed integrità, motivo per il quale oggi la loro presenza sul mercato non è più solo utile ma è indispensabile. Dei veri e propri Alimenti Funzionali che fungono da Integratori della Salute. Il Re di questi alimenti è il Parmigiano Reggiano. Un concentrato di salute ricchissimo di sostanze nutritive. Le sue proprietà lo inseriscono di diritto tra gli alimenti più salubri ed efficienti a livello nutrizionale. Un articolo pubblicato su Progress in nutrition -­-Journal of nutrition and internal medicine,(L. Arsenio, S. Bernasconi, F. Cione, M. Nocetti, Il Parmigiano Reggiano: aspetti generali e metabolico/nutrizionali tra tradizione ed evidenze recenti) organo ufficiale della Società italiana di scienza dell’alimentazione, ha tracciato il ritratto del Parmigiano. Contiene solo il 30% di acqua e ben il 70% di sostanze nutritive. L’apporto proteico è poco meno del 33%. il contenuto di grassi è pari al 29,7% e quindi inferiore a quello proteico. I carboidrati sono praticamente assenti. il sale e pari a 1,6 g. E’ una fonte di energia, molto significativa con le sue 402 calorie ogni 100gr di prodotto, che lo rendono un vero e proprio integratore adatto anche a bambini e sportivi, in virtù anche della sua facilità digestiva. Totalmente privo di additivi, cento grammi di Parmigiano coprono praticamente l’intero fabbisogno di calcio (con una più alta biodisponibilità rispetto ad altri alimenti come le verdure) e fosforo di un adulto, l’85 per cento del fabbisogno di rame, il 68 per cento di vitamina B12, il 54 per cento di vitamina A, il 40 per cento di zinco. Contiene esorfine, che hanno un effetto antidolorifico e tranquillizzante determinando, quindi, un senso di benessere.     Un altro aspetto utile al consumo è la presenza in tracce di lattosio (da non dosabile a 0,39 mg per 100 grammi di formaggio) tanto da venire catalogato come alimento che ne è privo. Ma c’è di più. Gli studi si stanno focalizzando sull’utilizzo del Parmigiano come elemento di rieducazione funzionale al consumo di latticini per chi è intollerante al lattosio. Dato di estremo interesse ai fini nutrizionali, anche in chiave di prevenzione verso patologie, come l’osteoporosi. Le ultime ipotesi si spingono a ipotizzare un ruolo del Parmigiano Reggiano nella funzione di modulare il sistema immunitario direttamente o agendo attraverso il microbiota intestinale: due interventi sul tema, oggi all’avanguardia, sono stati tenuti a Milano in occasione di Spazio Nutrizione (Lorenzo Lughetti, Ruolo del Parmigiano Reggiano nella modulazione del microbiota intestinale; Roberto Berni Canani, Azioni sul sistema immunitario). Un cibo funzionale a tutti gli effetti, con delle caratteristiche che lo rendono unico e impossibile da riprodurre fuori dalla sua zona d’origine. 

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Plastica ed alimenti: quale evitare e perché

La plastica utilizzata per la conservazione o confezionamento degli alimenti non è tutta uguale, osservate i simboli e i numeri della foto e preparatevi a fare una drastica selezione al fine di preservare la vostra salute. In alcune plastiche sono contenuti PVC (cloruro di polivinile), polistirene e BPA (bisfenolo A), potenti veleni classificati come cancerogeni dal 2006 dalla European Food Safety Authority (EFSA), in particolare, il Bisfenolo-A sembra favorire lo sviluppo di patologie come il Parkinson, l'Alzheimer, il Diabete di tipo-2, danneggia lo sviluppo sessuale e la fertilità del maschio e può avere effetti devastanti sullo sviluppo cerebrale del bambino. Il Bisfenolo A è una sostanza chimica di larghissimo uso: se ne producono tre miliardi di chili all'anno. Il Bpa si sprigiona spontaneamente a contatto con l'acqua (fino a 50 volte in più se il liquido è caldo), con i detergenti, le sostanze acide e quelle grasse, quindi anche con gli alimenti. In tutti i paesi industrializzati se ne fa uso quotidiano e gli studi dimostrano che si trova maggiore concentrazione del Bpa nel corpo delle donne e nei bambini (fino a 12 volte più degli adulti). Quindi quando cucinate o riscaldate i cibi al microonde, quando utilizzate dei contenitori per conservare sugo o alimenti grassi (burro, maionese, panna ecc), limone, alimenti conditi con aceto, comprate il gelato che è a contatto con la vaschetta di polistirolo, quando acquistate carne/pesce/formaggio a contatto con la pellicola in PVC, quando scaldate il latte nel biberon, beh, ci sono grosse possibilità di assumere massicce dosi dei sopracitati veleni. Ecco la classificazione delle plastiche: 1= PET polietilene tereftalato 2= HDPE polietilene ad alta densità 3=PVC o V vinile o cloruro di polivinile 4= LDPE polietilene a bassa densità 5=PP polipropilene 6=PS polistirolo 7= tutte le altre plastiche tra cui il policarbonato e le resine epossidiche Sono da evitare le plastiche 3,6 e 7! Quando dovete acquistare dei cibi confezionati (compreso alimenti in scatola e sughi), prestate attenzione al numero stampato sul fondo della confezione, quando invece dovete conservare dei cibi, cercate di utilizzare contenitori in vetro, terracotta, acciaio inox, stoffa o carta. Per quanto riguarda invece gli accessori per bambini, controllate che siano tutti siglati con il n°5 e la dicitura BPAfree, anche se sarebbe opportuno evitare qualsiasi tipologia di plastica. Ricordate inoltre che le plastiche non sono solo utilizzate per il confezionamento o la conservazione dei cibi: per mestoli, cucchiai, piatti, bicchieri, packaging per cibo takeaway, sacchetti per la conservazione in freezer, ecc... si dovranno osservare le stesse accortezze!

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Come alimentarsi in spiaggia: consigli utili!

E’ doveroso ricordare alcuni piccoli consigli inerenti l'alimentazione in riva al mare in questi giorni di grande caldo. Sicuramente pranzare in spiaggia in questo periodo è un abitudine a cui difficilmente si può rinunciare. Banditi sicuramente focaccia e gelato per chi segue già un regime nutrizionale consono ai canoni mediterranei, il consiglio principale è scegliere alimenti che forniscano una nutrizione adeguata soprattutto in funzione del fattore esterno. C’è la prassi classica del panino, ma è vivamente consigliato di virare su un pane integrale o comunque senza oli e strutto farcendoli con salumi magri (prosciutto cotto o tacchino al forno), tonno al naturale, roastbeef e verdure. Melanzane grigliate, insalata, pomodori freschi… vanno bene, ma evitare assolutamente le salse, che con il caldo possono deteriorarsi oltre che apportare un quantitativo di calorie extra. Bene la pasta fredda facendo sempre attenzione a bilanciare i nutrienti (ricordate le proteine e le fibre) e non esagerare con i condimenti, che possono rendere la digestione difficile. Insomma utilizzando carboidrati a basso indice glicemico non si sbaglia mai. Alimento imprescindibile in riva al mare è la frutta fresca, leggera e dissetante, che costituisce lo spuntino ideale. Assolutamente vietato il consumo di alcolici e superalcolici. Evitare bevande gassate e gelate. L’immersione in acqua deve essere graduale evitando tuffi repentini da accaldati che andrebbe a creare uno shock termico con conseguente svenimento. Seguendo questi piccoli accorgimenti non si dovrà sopportare il supplizio del luogo comune che vuole 2 ore senza bagno dopo il pranzo. Per fare il bagno sarebbe meglio aspettare che sia terminata la digestione, il cui tempo varia a seconda di cosa abbiamo ingerito, quanti grassi e proteine rispetto a cibi con zuccheri semplici: dopo un piatto di carne e un piatto di patatine fritte bisognerebbe aspettare anche 3 ore, mentre per digerire un gelato alla frutta 1 ora è sufficiente.

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Il Daikon, cos'è e le sue proprietà

Il Daikon è una radice di origine giapponese molto diffusa in Asia, ma ancora poco conosciuta nella cucina occidentale, anche se da alcuni anni viene prodotto in alcune parti d’Europa e in Italia. Il daikon assomiglia ad una grande carota ma di colore bianco, il suo sapore è decisamente meno dolce, più deciso e lievemente pungente. In realtà si tratta di una radice appartenente alla stessa famiglia di verze e cavoli, le Brassicaceae, con le foglie simile a quelle delle rape. Il daikon può essere servito crudo a fine di pasti a base di fritture o cibi molto grassi grazie alla sua proprietà di radice brucia grassi. Ha svariate proprietà benefiche, è ricco di vitamina C e la sua assunzione si prende cura del fegato e di tutto l’apparato digerente. Aiuta a digerire ed è un ottimo rimedio naturale contro nausea e vomito anche nei primi mesi di gravidanza. Il daikon è a tutti gli effetti un vero e proprio alleato della salute e del benessere del nostro corpo: gli enzimi contenuti aiutano a metabolizzare meglio i carboidrati complessi, i grassi e le proteine, rendendoli più facilmente digeribili ed assimilabili. Ha virtù disintossicanti, antigonfiore, diuretiche e drenanti, per questo è consigliato a chi desidera combattere la ritenzione idrica e la cellulite. Presenta effetti benefici anche su tutto il sistema respiratorio, in quanto aiuta a sciogliere il muco ed il catarro, combattendo in maniera efficace le malattie respiratorie quali asma, influenza e bronchite. Questo particolare ortaggio è anche utile per la salute delle ossa, infatti grazie al calcio contenuto nelle foglie, il daikon promuove la crescita sana delle ossa e ridurre il rischio di osteoporosi. Il daikon è buonissimo da consumare crudo, pelato come qualsiasi radice e tagliato a rondelle sottili per essere poi aggiunto a ricche insalate fresche e leggere, ma anche servito come carpaccio e condito con olio extravergine di oliva, sale e succo di limone. Può essere anche cotto come se fosse una rapa bianca, servito tagliato a cubettoni, bollito e condito semplicemente con olio, sale e limone o in alternative può essere aggiunto in zuppe detox e addirittura nella zuppa di miso. VALORI NUTRIZIONALI Ravanelli Daikon Quantità per 100 grammi Calorie 18 Lipidi 0,1 g Acidi grassi saturi 0 g Acidi grassi polinsaturi 0 g Acidi grassi monoinsaturi 0 g Colesterolo 0 mg Sodio 21 mg Potassio 227 mg Glucidi 4,1 g Fibra alimentare 1,6 g Zucchero 2,5 g Proteine 0,6 g Retinolo 0 IU Acido ascorbico 22 mg Calcio 27 mg Ferro 0,4 mg Vitamina D 0 IU Piridossina 0 mg Cobalamina 0 µg Magnesio 16 mg

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Digiuno Intermittente: di cosa si tratta?

Quella del "digiuno intermittente" è una teoria nutrizionale che in ambito sportivo si è fatta strada negli ultimi anni a suon di studi e ricerche scientifiche più o meno validate e che afferma quanto segue: limitare l'apporto di cibo a fasi specifiche della giornata (periodi di 8-12 ore) digiunando per le restanti 12-16 ore può essere più indicato che non alimentarsi con la classica regola del "poco e spesso" (pasti/snack ogni 2-4 ore dal momento del risveglio al momento in cui si va a dormire). Il principio alla base del digiuno intermittente è quello di creare un lasso temporale di digiuno più lungo del "normale" con l'obiettivo di incidere sul bilancio calorico complessivo e soprattutto sul metabolismo ormonale. Questo perchè in condizioni di astinenza alimentare non si avrà alcun incremento insulinico (responsabile di deposito di adipe) mentre si avrà un importante incremento di IGF1, GH (ormone della crescita) e, sembrerebbe, Testosterone. Cosa significa questo? Così come l'insulina, anche il GH è un ormone "anabolico" (che favorisce cioè la crescita muscolare o ipertrofia), ma, e qui sta la differenza più importante, lo fa senza contemporaneamente favorire un deposito adiposo ma anzi stimolando la lipolisi e quindi il dimagrimento! In cosa si traduce tutto ciò? Più massa magra, meno massa grassa! Esistono diverse tipologie di digiuno intermittente, alcune portate all'eccesso oppure organizzate in maniera troppo superficiale, ma se impostato con l'aiuto di uno specialista (nutrizionista, ovviamente) questa forma non convenzionale di alimentazione può apportare diversi benefici che di seguito elenco:   • Diminuzione del grasso corporeo • Minor perdita di massa muscolare rispetto a una tradizionale dieta ipocalorica • Diminuzione dei livelli di glucosio nel sangue • Diminuzione dei livelli di insulina e aumento della sensibilità ad essa • Aumento della lipolisi e dell’ossidazione dei grassi • Aumento del dispendio calorico causa accelerazione del metabolismo • Aumento dei livelli di noradrenalina e adrenalina • Aumento dei livelli del glucagone • Aumento dei livelli del GH • Diminuzione della sensazione di fame   La domanda che ci dobbiamo porre è: è questo un tipo di alimentazione adatta a tutti? Non necessariamente, anzi! Se i risultati ottenuti con una corretta accoppiata allenamento/alimentazione equilibrata "classica" sono buoni e soprattutto vi soddisfano, non vedo motivo per cambiare stile alimentare. Viceversa, in caso di stagnazione dei risultati o di incapacità del vostro corpo di dimagrire nonostante l'applicazione corretta di una dieta ipocalorica, provare a cambiare totalmente visione afffrontando questo stile alimentare per tastare con mano i benefici eventualmente apportati sul vostro metabolismo è fortemente consigliato! Ma mi raccomando, mai affidarsi al fai-da-te!

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Tutti i benefici degli omega 3

Gli omega-3 sono una categoria di acidi grassi essenziali (come gli omega 6). Sono definiti essenziali poiché devono essere obbligatoriamente assunti con la dieta, data l'incapacità del nostro organismo di sintetizzarli. Nello sport 5-10 gr al giorno possono aumentare la forza fino al 3-5%. Lista dei benefici degli omega 3 Riducono lo stress; Migliorano la circolazione sanguigna; Maggiore stabilità cardiaca; Controllano la pressione arteriosa; Combattono le infiammazioni; Aiutano a ridurre gli effetti della sindrome premestruale nelle donne; Riducono il colesterolo LDL (colesterolo cattivo); Aiutano a mantenere i livelli di testosterone; Migliorano le funzioni cerebrali. Dove si trovano? Nei pesci:  • salmoni 150 GR contengono 2,6 GR di omega 3 • merluzzi 100 GR contengono 0,1 GR di omega 3 • sgombri 100 GR contengono 1 GR di omega 3 • aringhe 100 GR contengono 1 GR di omega 2,1 • sardine  100 GR contengono 4,8 GR di omega 3 • trote arcobaleno 1 filetto contiene 1 GR di omega 3 • pescespada 100 GR contiene 0,7 GR di omega 3 • gamberetti 100 GR forniscono 0,3 GR di omega 3 • vongole, ostriche, 100 gr contengono 0,2 GR di omega 3 • tonno bianco 115 GR contengono 1 GR di omega 3 • sogliole e platesse 100 GR contengono 0,4 GR di omega 3 • cozze blu 100 GR contengono 0,7 GR di omega 3 • halibut 150 GR contengono 1,5 gr di omega 3   Nei vegetali: • Olio di lino 15 ml forniscono 6,6 gr di omega 3 • Noci 30 gr forniscono 2 gr di acido Alfa-linoleico • Semi di soia 200 gr forniscono 1 gr di acido Alfa linoleico

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Riso nero, una fonte di salute

Avete una cattiva circolazione sanguigna o problemi Cardiaci? Oppure carenze di minerali e di vitamine? Eccovi un alimento poco utilizzato, forse, ma tanto straordinario! Di cosa sto parlando? Del riso nero. Tra i cereali, il riso nero o " venere" vanta straordinarie proprietà! Eccone alcune... Come molti di voi sanno, il complesso vitaminico B è indispensabile ai nostri enzimi per svolgere migliaia di trasformazioni molecolari che avvengono nel nostro corpo. Si può dire che il riso nero contenga in buone quantità le vitamine: B1 (Tiamina): indispensabile per il catabolismo degli zuccheri e degli aminoacidi; B2 (Riboflavina): mantiene in buona salute le mucose respiratorie e digestive, ed è un ottimo alleato del nostro sistema nervoso centrale, della pelle e dei nostri occhi e tanto altro ancora; B3 (Niacina): ha riconosciuti effetti positivi sul diminuire i livelli di trigliceridi e di colesterolo LDL "cattivo" e aumentare i livelli di HDL "buono" nel sangue. Inoltre, il riso nero è fonte di microelementi minerali, come: calcio, un ottimo alleato per combattere l'indebolimento osseo, come l'osteoporosi di cui tante donne soffrono con l'andare del tempo; selenio, un minerale anti invecchiamento, che aiuta a contrastare il sovrappeso e l'organismo ad assimilare lo iodio per il buon funzionamento della tiroide; zinco, importante per il corretto funzionamento di ormoni come l'insulina, ormoni sessuali e ormoni della crescita; magnesio, un minerale dalle straordinarie funzionalità che aiuta a combattere l'irritabilità, il nervosismo, disturbi dell'umore, difficoltà di concentrazione, stanchezza fisica e mentale e altro ancora... un minerale tra l'altro molto apprezzato dagli sportivi; ferro, necessario per la sintesi dell'emoglobina, proteina che trasporta l'ossigeno nel sangue E non da meno un elevato quantitativo di antociani, i quali aiutano a proteggere da i vari processi di invecchiamento, da processi infiammatori e modificazioni cancerogene. Sono anche un valido aiuto in caso di fragilità capillare. Il riso nero non contiene glutine, ed è quindi ottimo per chi soffre di celiachia. Potremmo dire ancora molte cose su questo favoloso cereale, ma per concludere posso solo dire... provatelo se non l'avete ancora fatto!

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Alimentazione: siamo quel che mangiamo!

Buongiorno a tutti! Intitolo questo articolo con la famosa frase stereotipata che sentiamo ripetere almeno una volta quando il discorso si indirizza sugli argomenti "alimentazione/dieta/consigli alimentari/ecc.." Questa frase diventata ormai di uso comune, è stata ed è tuttora utilizzata come una sorta di Mantra da generazioni di persone, ma cosa significa realmente? Qual era il suo significato originario e come andrebbe interpretata? Innanzitutto iniziamo dicendo che fu coniata dal filosofo tedesco Ludwig Feuerbach nel 1862, che la utilizzò come titolo del suo scritto "Il mistero del sacrificio o l'uomo è ciò che mangia" intendendo che, (cito) "... esiste un legame inscindibile tra la psiche e corpo dell' uomo e ciò che egli mangia, per pensare meglio dobbiamo alimentarci meglio...". Ho volutamente evidenziato la parola pensare proprio per eliminare i preconcetti e le credenze che si sono andate a creare utilizzando in  maniera fuorviante la famosa frase del titolo dell' articolo. Non significa, semplicisticamente ed egocentricamente che noi "siamo fatti  della stessa materia dei cibi che ingeriamo e di conseguenza diveniamo della stessa materia fisica" ma piuttosto che "la fusione del binomio uomo/qualità del cibo, aiuta a migliorare intellettualmente grazie al fatto che interagendo con alimenti di qualità andiamo a stimolare i nostri sensi, miglioriamo la nostra consapevolezza emozionale e nel contempo diamo al nostro corpo gli strumenti per un ottimale ottimali crescita fisica". Lui la coniò proprio per enfatizzare il fatto che l' individuo diviene un tutt'uno con il cibo che mangia, grazie alla complessità dei canali sensoriali ed emozionali che interagiscono durante l'unione con gli alimenti, sia nella fase preparatoria degli stessi che in quella dell'ingestione. Il cibo è una parte inscindibile della nostra esistenza e la sua preparazione richiede da parte nostra delle doti molto raffinate e grandi conoscenze delle interazioni fra i vari gusti, oltre a richiedere una elevata creatività e consapevolezza sensoriale ed emozionale. Il nostro modo di cucinare, la cura che mettiamo nella preparazione dei piatti, l'importanza che diamo alla qualità degli ingredienti, sono tutte espressioni del nostro stesso carattere, della nostra personalità: dimmi come mangi e ti dirò chi sei! Stuzzicare i propri sensi con del buon cibo procura una pari sollecitazione a livello emozionale con un conseguente aumento della propria intelligenza emozionale (intesa come un'aumentata consapevolezza e percezione delle proprie emozioni): meglio ti alimenti e più migliori come individuo. La stimolazione della totalità dei nostri sensi e delle nostre emozioni procura quel senso di totale appagatezza  che raramente possiamo raggiungere in altri momenti della nostra quotidianità ed è proprio questo il motivo per il quale un rapporto con il cibo non soddisfacente ci procura problematiche a livello comportamentale. La potente stimolazione endorfinica (... ebbene si, ancora queste endorfine: per approfondire l'argomento andate a leggere il mio articolo in merito, se non l'aveste ancora fatto...) ci richiama ad altri piaceri della vita ed una limitazione dei nostri rapporti con il cibo ci porterebbe a sensazioni di insoddisfazione e di frustrazione che ricercheremmo in altri ambiti, meno salubri e certamente più pericolosi. Da qualche tempo a questa parte la nostra attenzione nei confronti del cibo è cambiata, parlo della ricerca della maggior qualità ma anche dell'aumentata consapevolezza del suo impatto sulla nostra salute: tutto questo è una prova della corretta visione che Feuerbach aveva profetizzato delle generazioni future quando diceva "solo alle future generazioni sarà concesso di pensare, parlare e agire in modo puramente ed autenticamente umano...". Concludo dicendo che limitarsi in cucina significa limitare la propria crescita personale, il proprio sviluppo intellettuale e la propria creatività. Diventiamo curiosi, andiamo a ricercare cibi e sapori diversi, sperimentiamo nuove ricette e nuovi modi di cucinare condividendo tutto questo con le persone a noi più emozionalmente vicine. Non è necessario essere degli Chef stellati né tantomeno una delle nuove Superstar televisive degli onnipresenti programmi di cucina. Tutte queste nuove stimolazioni miglioreranno la nostra intelligenza, libereranno la nostra creatività e ci faranno passare meravigliosi e divertenti momenti aiutandoci a fare ulteriori passi verso il miglioramento individuale e la conoscenza di noi stessi.

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Training Team uomo-donna: connubio perfetto

La strategia dell'allenamento a due ha un presupposto tecnico. La donna è solitamente più resistente e l'uomo più forte. Dunque, match pari. Molti trainer sia di livello medio che avanzato, tendono a differenziare gli allenamenti uomo-donna perché a loro modo d'intendere mettere un uomo sotto lo squat e una donna a fare slanci alle cavigliere renderà tutti felici. L'uomo avrà cosce enormi (ma si ritroverà inaspettatamente glutei d'acciaio) e la donna in questione sarà lieta perché crederà, per citare un film, che 'Qualcosa sia cambiato'. Non è così. A questo punto perché ogni tanto non far convergere l'allenamento uomo, sacrificante ma decisamente più produttivo, su quello per la donna? Mettere insieme le qualità dell'uno con quelle dell'altro è il piano strategico ideale su cui si fonda ogni allenamento di coppia: fare squadra, non farsi battaglia. Supponiamo perciò di fare una seduta d'allenamento a due (tecnicamente duetto) così impostata: Squat in super-set con il Pullover con manubrio: l'uomo (più forte) esegue una serie pesante con lo squat. La donna-partner (più resistente) esegue una serie di pullover con manubrio e mentre il partner si riposa effettua anche la serie di squat, ovviamente con carico più leggero. Ho eseguito questo genere di test allenando coppie di diversa età e la cosa funziona molto bene. La sola problematicità è legata a un rapporto di grande simbiosi, d'assoluta complicità tra i due. Garantisco che se si riesce a perfezionare questo meccanismo, i due partner miglioreranno i loro parametri di resistenza e di forza. La donna diverrà via via più forte e quindi, per tornare allo squat, le sue gambe e i suoi glutei, più intensamente sollecitati, saranno super-tonici (le cavigliere saranno solo un ricordo) mentre l'uomo sarà portato, per spirito competitivo, a ridurre i tempi di stop tra le serie, frustrato dalla capacità di recupero più rapida mostrata dalla propria compagna. Sappiamo quanto nell'uomo tale meccanismo migliori la qualità muscolare, irraggiungibile messaggiando continuamente con whatsapp o altra diavoleria quando invece bisogna spingere al massimo per ottenere risultati. Il training-team nasconde teoricamente una contraddizione ma può produrre un doppio risultato/obiettivo. Da provare. Roby Romano

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6 cibi crudi per dimagrire in una settimana

E' possibile dimagrire in una settimana? Prova con questi cibi crudi.   Alcuni cibi, come i sei che ti suggerisco in questo articolo, sono particolarmente salutari e benefici per l'organismo. Inoltre questi sei alimenti non mancano mai nella mia cucina in quanto sono semplicissimi da preparare, facili da reperire e si possono consumare appunto crudi così come sono.   Se vuoi dimagrire in una settimana, se segui un programma alimentare sano o una dieta per perdere 10 kg ti consiglio di includere questi sei alimenti.   Se vuoi ottenere risultati concreti devi comunque abbinare questo tipo di alimentazione ad uno stile di vita sano soprattutto devi fare regolare attività fisica. Sono sufficienti 45 minuti tre volte la settimana, ad esempio: delle camminate veloci, una pedalata o una nuotata in piscina.   Gli alimenti che ti suggerisco sono ricchi di proprietà nutritive che contribuiscono al benessere generale dell'organismo. Vediamoli nel dettaglio.   Se non sei abituato a questo tipo di alimentazione, non scoraggiarti, prova ad inserirli man mano nella tua dieta e vedrai che diventerà facile e divertente creare nuove ricette e provare nuovi sapori. La varietà e il gusto sono due ingredienti fondamentali per perdere peso se vuoi dimagrire in una settimana in quanto ti permettono di sentirti soddisfatto senza indurti a consumare cibi ricchi di calorie o altri spuntini improvvisati.   1. Alga Nori Dico sempre che le alghe sono le verdure del Mare e in quanto tali sono ricchissime di minerali e sostanze come lo iodio, il ferro, il calcio. Se vuoi dimagrire in una settimana acquista subito queste croccanti "sfoglie" e utilizzale come una nuova versione sana e gustosa del toast. Puoi usare i fogli di alga Nori per avvolgere le verdure accompagnate da salsa di avocado o per creare involtini con la quinoa.   Le alghe Nori aiutano a liberare l'organismo dalle tossine e a depurare il fegato.   2. Verdure Fermentate Se non le hai mai preparate ti suggerisco di provare, ti bastano dei barattoli di vetro del succo di sedano e dei grani di kefir per preparare ottime verdure fermentate dai numerosi effetti benefici per la salute. Se stai seguendo una dieta per perdere 10 kg o se vuoi dimagrire in una settimana, ti suggerisco di consumare una porzione al giorno di verdure fermentate. I microorganismi contenuti nelle verdure fermentate sono in grado di migliorare la salute dell'intestino, rendere luminoso il tono dell'incarnato e aiutano a purificare l'organismo.   3. Cacao Fra i sei ingredienti che ti suggerisco in questo articolo, il più sfizioso è sicuramente il cioccolato, l'importante è che sia fondente. Puoi consumare il cioccolato fondente fino a tre volte alla settimana, contribuisce ad alleviare lo stress e ad aumentare l'energia oltre che migliorare l'umore. Se vuoi dimagrire in una settimana e ti viene voglia di dolce, rinuncia a torte troppo elaborate o biscotti ipercalorici e scegli un pezzetto di cioccolato fondente.   4. Avocado L'avocado ha delle caratteristiche tali che lo rendono un super alimento immancabile in una dieta per perdere 10 kg o in un programma per dimagrire in una settimana. L'avocado è versatile ed è ricco di grassi buoni per l'organismo. Puoi schiacciarlo e creare un'ottima crema per accompagnare il salmone oppure tagliarlo a pezzetti e mescolarlo con altre verdure e cibi crudi, è perfetto con il pomodoro.   5. Anacardi Gli anacardi possono essere consumati come snack o frullati per creare gustose e cremose mousse. Se vuoi frullarli ti suggerisco di lasciarli ammollo una notte, oltre a renderli più morbidi in questo modo saranno anche più digeribili. Gli anacardi sono ricchi di minerali e possono dare un tocco in più ad una semplice insalata.   6. Foglie Verdi Tutte le foglie verdi che preferisci possono essere inserite in una dieta per perdere 10 kg o in un programma per dimagrire in una settimana. Dal basilico al coriandolo, dal prezzemolo alla menta. Tieni sempre in frigo della rucola fresca e pulita da consumare come antipasto con olive o pomodoro.   Questi erano i sei cibi crudi da inserire nel tuo programma alimentare sia che tu voglia perdere peso sia che tu voglia mangiare sano e mantenerti in forma. Ricordati di bere circa due litri d'acqua naturale tutti i giorni per idratare il corpo, mantenere la mente lucida e liberare l'organismo dalle tossine. Clarissa Lupi 

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