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Contenuti per tag: qualità della vita


Benessere: dormi meglio... senza luci!

E' importante conoscersi per sapere qual'è la quantità di sonno necessaria per sentirsi bene.  La maggior parte delle persone ha bisogno di 8-9 ore a notte.  Per alcuni di voi potrebbe essere troppo, ma l'importante è svegliarsi riposati, senza sveglia e soprattutto provate a dormire in una stanza completamente buia. Senza alcuna fonte di luce: coprite tv, computer, sveglie. Perché? Esistono delle proteine, dette porfirine, che compongono i globuli rossi. Queste hanno la capacità di recepire la luce e di trasmettere il messaggio di "esposizione" al cervello. Questa informazione blocca un ormone / neurotrasmettitore antiossidante chiamato melatonina (indispensabile per un buon riposo). Questo processo è correlato con l'ormone dello stress per eccellenza, il cortisolo, che in questo caso tende allora ad aumentare. E' meglio quindi evitare l'innesco di questo circuito che ci impedisce di recuperare le nostre energie durante la notte, ma che anzi... ci fa svegliare ancora più stressati. Avere il controllo del proprio sonno significa avere innumerevoli benefici tra cui: migliorà la memoria e le capacità mentali, si ridurranno i tempi di recupero dopo gli allenamenti e sarete meno infiammati. La qualità del sonno influisce sul vostro benessere tanto quanto l'alimentazione e l'attività fisica. Non trascuratelo!   Vorrei vedere un Prodotto coadiuvante del Sonno

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Nutrizione: consigli per migliorare il benessere e...

Sono più d’una le cause per cui l’organismo è intossicato e acidificato: stress; aria e acqua inquinate; scarso movimento; assunzione di troppi cibi concentrati e acidificanti (un eccesso di cibi acidi sottrae minerali al nostro organismo) come carne, formaggio, alimenti raffinati, caffè...; scarsa assunzione di cibi acquosi e alcalinizzanti come la frutta, la verdura ed i legumi (mandorle, uva secca, fagioli secchi, datteri, carote, sedano, melone, albicocche, ananas fresco, cavolo, banana, pesca, mela, pera, zucca, miglio, tisane a base di erbe, yogurt, germogli); errate associazioni alimentari (proteine e carboidrati). Ogni cibo ha un proprio modo di essere digerito, perché staziona secondo tempi diversi nello stomaco e nell’intestino. Oggi sappiamo per certo, grazie soprattutto agli studi di H. M. Shelton e H. Hay, che è determinante combinare bene i cibi tra loro. Zuccheri e amidi o zuccheri e proteine Le proteine e gli amidi vengono digeriti nello stomaco, mentre gli zuccheri semplici vengono digeriti nell’intestino, quindi è bene limitare l’abitudine del dolce a fine pasto. Vino o birra e amidi Il vino e la birra sono sostanze che aumentano l’acidità e quindi rallentano la digestione degli amidi, che necessitano di un ambiente alcalino Grassi cotti con alimenti proteici I grassi sono gli alimenti più difficoltosi da digerire e quindi quelli che rallentano maggiormente la digestione degli altri nutrienti. Nei pasti a base di sole proteine e grassi cotti è bene aggiungere molta verdura cruda, per limitare i danni causati dalla putrefazione delle proteine. Per la soluzione di tantissime questioni relative all’apparato digerente (gonfiori addominali, stitichezza, bruciori di stomaco, emorroidi e difficoltà digestive) occorre tener conto della compatibilità fra gli alimenti e delle associazioni non adatte. Non tutti gli alimenti sono digeriti negli stessi tempi e con le medesime modalità La digestione è resa possibile dagli enzimi (presenti nella bocca, nello stomaco e nell’intestino), che sono specifici, cioè ognuno serve ad una particolare reazione chimica. Particolare importanza assume anche il grado di acidità dell’ambiente dove gli enzimi agiscono, infatti, alcuni lavorano meglio in ambiente alcalino (per esempio la Ptialina, enzima salivare), altri in un ambiente acido (per esempio la Pepsina, enzima preposto alla digestione delle proteine). Per quanto riguarda la frutta, è veramente sconsigliato ingerirla insieme con altri cibi, infatti, risulta digeribile molto rapidamente se mangiata da sola, viceversa, gli zuccheri che la compongono, costretti ad una permanenza più lunga nello stomaco dalla presenza contemporanea di altri alimenti, sono soggetti a fermentazioni che provocano gonfiore e rallentamenti digestivi. Ogni ristagno comporta degenerazione del cibo, affaticamento dell’organismo (la digestione è la funzione che consuma più energia), produzione di tossine e malesseri di varia entità (gonfiore, pesantezza, sonnolenza, scarsa lucidità, acidosi ecc...). Oligoelementi e minerali Anche piante e oligoelementi possono aiutare! Tra i minerali è utile il magnesio, che è un buon regolatore dell’ipotalamo, zona del cervello che coordina il senso della fame. Tra le vitamine quelle del gruppo B non devono mancare: sono presenti in molti cibi quindi basta che la dieta sia variata e ricca di frutta, verdura e cereali. Molte piante poi hanno un’attività modulatrice della sfera psicoemotiva, come la Griffonia simplicifolia, la Rodiola Rosea e il più noto Iperico. Passiflora, Valeriana, Biancospino e Melissa hanno un effetto antiansia e sedativo. Gli estratti di Griffonia simplicifolia, un'interessante pianta africana, e di valeriana in associazione a vitamina B6 e magnesio agiscono in sinergia per supportare in modo naturale la sintesi di serotonina (5HT). La serotonina è una sostanza importante per il normale funzionamento del cervello e gioca un ruolo chiave nel sonno, nel tono dell'umore, nel controllo della sensazione di dolore e di appetito e del comportamento alimentare, determinando una precoce comparsa del senso di sazietà, una minore assunzione di carboidrati a favore delle proteine e una riduzione, in genere, della quantità di cibo ingerita.

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