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Contenuti per tag: salute


Esercizio fisico e tumore al seno

L’attività fisica agisce sui sistemi metabolici dell’organismo portando numerosi benefici a livello salutare. Numerosi studi epidemiologici hanno mostrato un forte legame tra lo sviluppo tumorale e la mancanza di esercizio fisico, almeno per quanto riguarda alcuni tipi di tumore. E’ quindi importante che tutti diventino più consapevoli degli effetti positivi dovuti all’allenamento nella prevenzione e nel controllo di numerose patologie, anche quelle più gravi. L’attività fisica agisce su alcuni meccanismi essenziali dell’organismo, come il metabolismo energetico e ormonale, l’infiammazione, il sistema immunitario. Muoversi aiuta a restare in forma, a mantenere giovane l’apparato muscolo-scheletrico e circolatorio e a perdere peso. Lo sport e il movimento hanno però altre virtù nascoste, che oggi i ricercatori sono in grado di studiare nel dettaglio e che spiegano anche gli effetti preventivi nei confronti delle malattie cardiovascolari e del cancro. Diversi studi sono riusciti a fornire una prova dell’utilità dell’esercizio nei confronti di specifici tumori, tra cui quello al seno. La conferenza europea sul tumore al seno nel 2014 ha confermato che un regolare esercizio fisico riduce di circa il 12% il rischio nelle donne, di ogni età e peso, di sviluppare questo tumore. Alcuni studi hanno verificato cosa accade alle donne che dopo la menopausa, nel momento di maggior rischio di ammalarsi, iniziano ad allenarsi, dimostrando che anche in questo caso vi è un beneficio in termini di riduzione del rischio se confrontato con quello delle donne sedentarie. L’esercizio andrebbe prescritto come un farmaco e, esattamente come il tipo, la dose e la durata dei medicinali, anche il tipo, l’intensità e la frequenza dell’esercizio andrebbero misurati sulla persona, in quanto ognuno risponde in maniera differente allo stimolo allenante (Fondazione Umberto Veronesi). Indagini recenti hanno rivelato che le donne che svolgono esercizio fisico regolare hanno in media un rischio di sviluppare cancro al seno inferiore di circa il 30% rispetto alle donne sedentarie (Friedenreich CM. et al., 2008). Nello studio di Antony MP. e i suoi collaboratori, sono stati presi in considerazione i diversi fattori di rischio che sono direttamente coinvolti nello sviluppo del tumore al seno, tra cui l’inattività fisica, scoprendo che un maggiore esercizio fisico riduce il rischio di sviluppare il cancro al seno. Una recente revisione suggerisce che metà dei casi di cancro al seno possono essere prevenuti attraverso il raggiungimento e il mantenimento di un peso sano, attività fisica regolare e un consumo minimo di alcool (Colditz GA. et al., 2014). Esistono prove epidemiologiche che suggeriscono che l’esercizio dopo una diagnosi di cancro al seno può migliorare la mortalità, la morbilità e la qualità della vita (Eyigor S. et al., 2014). L’esercizio è anche importante per prevenire o migliorare molti effetti negativi correlati al trattamento come la stanchezza, la debolezza muscolare, il declino delle funzioni cardiovascolari e delle capacità funzionali complessive (Wolin KY. et al., 2012). L’attività fisica e gli interventi di perdita o mantenimento del peso corporeo stanno diventando elementi chiave per la sopravvivenza al cancro al seno, poichè l’obesità è associata ad un rischio di mortalità maggiore del 30% per le persone affette da tumore, mentre il fatto di essere fisicamente attivi e mantenere un peso costante è associato ad un rischio inferiore del 30% (Patterson RE. et al., 2010).

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Lo sapevi che la cellulite è una vera e propria m...

La cellulite è un’alterazione dell’ipoderma con ipertrofia delle componenti connettive e adipose. Si tratta di una malattia del connettivo in cui si ha un’alterazione dei sistemi venoso e linfatico che provoca un rallentamento del flusso ematico e una stasi dei liquidi negli spazi intracellulari. Nell’ipoderma si trova la riserva energetica dell’organismo: il pannicolo adiposo. Quest’ultimo deve essere ben vascolarizzato e il flusso micro circolatorio deve essere ottimale. Per tal motivo ciò che interferisce con la circolazione, nella massa adiposa provoca a lungo andare una condizione di sofferenza che si manifesta tramite alterazioni morfo-funzionali nell’ipoderma e nel derma. Se si ha un rallentamento della circolazione emolitica si verifica una tendenza al ristagno delle scorie metaboliche, con iniziale intossicazione locale e infiammazione. In tal modo si ha l’innesco della cellulite che poi progredisce sino alla sclerosi dei tessuti. 1° STADIO: CELLULITE EDEMATOSA Caratterizzato dalla presenza di edema dovuto al ristagno dei liquidi nel tessuto e all’accumulo di grassi e acqua nelle cellule a causa di un’iniziale alterazione della permeabilità capillare. Comincia a presentarsi una sensazione di pesantezza agli arti, ma la cellulite non è visibile   2° STADIO: CELLULITE EDEMATOSA AVANZATA Caratterizzato da un progressivo accumulo delle scorie metaboliche. Si vede la pelle a buccia d’arancia, l’accumulo adiposo e la perdita parziale dell’elasticità della cute.   3° STADIO: CELLULITE FIBROTICA Inizia a comparire la fibrosi nel tessuto con formazione di micro noduli , avvertibili al tatto. L’epidermide assume un colorito spento ed è evidente l’aspetto a buccia d’arancia; inoltre la cute può risultare fredda e dolente alla palpazione.   4° STADIO: CELLULITE FIBROTICA AVANZATA Si manifesta un significativo rallentamento del flusso sanguigno e linfatico, con aumento dei noduli e dolore al tatto. Appaiono ematomi e la cute presenta il tipico aspetto materasso, è fredda al tatto. Infine la palpazione suscita dolore e, se la pelle viene compressa, rimane una favea che scompare solo dopo alcuni secondi.

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Sindrome Metabolica: cos'è e come combatterl...

La Sindrome Metabolica è probabilmente una tra le condizioni cliniche più diffuse dei giorni nostri e maggiormente meritevole di attenzione per la sua potenziale pericolosità. Si è stimato che in alcuni paesi industrializzati (Italia compresa) l'insorgenza di tale condizione patologica raggiunga quasi la cifra monstre del 25%! Sebbene ad oggi non vi sia una definizione universalmente riconosciuta e alcuni criteri di diagnosi differiscano tra loro, le principali Organizzazioni a livello mondiale che si occupano di salute sono concordi nel considerare affetti da Sindrome Metabolica tutti quei soggetti che presentino almeno due dei seguenti fattori di rischio associati a quello che può essere considerato il fattore chiave, ovvero l'obesità addominale: - Dislipidemia: HDL (il cosiddetto Colesterolo "buono") al di sotto di 40mg/dl negli uomini e di 50mg/dl nelle donne; - Trigliceridi con valori superiori a 150 mg/dl; - Glicemia superiore a 100 mg/dl (perciò sono iclusi i soggetti diabetici); - Ipertensione arteriosa (valori superiori a 130/85 mmHg).   E' facile comprendere come questo si traduca in una situazione clinica ad alto rischio cardiovascolare. Come potete osservare nell'immagine allegata, c'è convergenza tra gli studiosi nell'attribuire l'insorgenza di questa Sindrome a situazioni patologiche preesistenti (obesità, ipercolesterolemia e condizioni quali l'obesità viscerale, l'iperinsulinemia e/o l'insulino-resistenza) associate quasi sempre a uno stile di vita inadeguato (alimentazione sregolata, vita sedentaria). Come possiamo agire per proteggerci dall'enorme rischio a cui tale sindrome ci sottopone? Oltre ovviamente ad un necessario resyling del nostro stile di vita e del nostro regime alimentare, l'esercizio fisico può esserci di vitale aiuto. Lo scopo dell'attività fisica sarà, attraverso uno specifico lavoro preventivo e adattato alle condizioni del soggetto, di migliorare la condizione di salute dello stesso e in particolare di ottenere i seguenti effetti benefici:    - miglioramenti metabolici dovuti alla riduzione dell' LDL (il colesterolo "cattivo") e dei trigliceridi e all' aumento di HDL (colesterolo "buono"), sensibilità insulinica e tolleranza glicidica; - miglioramenti circolatori dovuti all'aumentata capillarizzazione muscolare e alla conseguente riduzione della pressione arteriosa; - riduzione del consumo di ossigeno e della frequenza cardiaca a riposo e sotto sforzo; - miglioramenti generali anche delle funzioni vagali (effetto antiaritmico). Per ottenere tali effetti, possiamo proporre protocolli di lavoro simili a quelli già molto utilizzati nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e dei disadattamenti metabolici in generale (sovrappeso e/o obesità, diabete mellito ecc..) e che devono prevedere essenzialmente tre tipologie di allenamento, sapientemente miscelate tra loro: fasi di allenamento aerobico di tipo continuato, fasi di allenamento aerobico intervallato (Aerobic Interval Training) e fasi di allenamento dedicate alla resistenza muscolare. Per i primi due (lavoro aerobico continuato e intervallato) sarà possibile lavorare su macchine cardio quali bike e tapis roulant o, perchè no, all'aperto in qualche parco o villa. Nelle sedute di allenamento aerobico continuato bisognerà cercare di assestarsi intorno al 60/70% della propria FcMax (l'uso di un cardiofrequenzimetro per monitorare i battiti è fortemente consigliato), mentre negli allenamenti interval l'ideale sarà alternare fasi più intense (fino all'80% circa) ad altre di recupero attivo intorno al 50%. Le sedute di resistenza si potranno svolgere con l'ausilio dei classici macchinari isotonici presenti nelle palestre ma anche con esercizi a corpo libero o con piccoli attrezzi, coinvolgendo in egual misura la muscolatura di tronco, arti superiori ed arti inferiori.

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Fibromialgia: Imparare a convivere si può!

Iniziamo col dire che chi non ha un problema di questo tipo non può comprendere…  ma chi ha questo disturbo deve comprendere cosa ha e poi cercare di  convivere, cercando di alleviare o contrastare tale sindrome. In questa trattazione vedremo cosa è  e  come riuscire a conviverci. Cenni storci Il termine Fibromialgia deriva dal latino fibra e dal greco myo (muscolo) unito a algos (dolore).Si può dire che la sindrome  fibromialgica  è caratterizzata da dolore muscolare diffuso e rigidità cronica. Sin dal 1800 la sindrome  fibromialgica  era presente ma con altre denominazioni; solo nel 1976 vennero descritte in maniera accurata i sintomi e la denominazione su detta. Organi bersaglio La colonna vertebrale, le spalle le braccia, il cingolo pelvico, le gambe e i polsi subiscono un processo infiammatorio; inoltre si associano disturbi dell’umore, del sonno e astenia (stanchezza).  Chi colpisce In prevalenza chi è affetto da fibromialgia è di sesso femminile e può presentarsi nella fascia d'età che va dai 25-55 anni. Si pensa che alla base di questa sindrome ci sia lo stress sia d’origine fisico che psicofisico. Come conviverci Iniziamo col dire che qualsiasi malattia cronica (cioè permanente) non deve avere nel tempo la meglio su di noi. Ecco perché è importante prima conoscere e poi cercare con positività di reagire in modo da indurre noi stessi ad un possibile rimedio per riuscire a vivere con dignità la nostra esistenza. Oltre alla terapia farmacologica, che al momento non si è dimostrata ancora molto efficace, vi è anche la terapia naturale; che consiste nel riposo, ma non eccessivo, nei primi giorni in cui si manifesta la malattia.   Inoltre si è notato che le attività fisiche come il lavoro aerobico, come la ginnastica dolce,  il nuoto e altro, praticate regolarmente in maniera moderata e progressiva riducono i sintomi. Altro mezzo è l’utilizzo di massaggi e stretching (da non effettuare però, quando si ha il processo di infiammazione acuto in corso).  Non meno importante è osservare una alimentazione povera di cibi raffinati favorendo cibi “vivi”, frutta, verdura e proteine nobili (sia d’origine vegetale che animale, ma queste ultime con moderazione).   In conclusione possiamo dire che: Il giusto atteggiamento mentale verso  la malattia, la sana attività sia fisica che alimentare, possono giovare non poco sul nostro progresso vitale. 

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Cinnamomum zeylanicum. Un aiuto per la tua salute ...

Certo questo nome, Cinnamomum zeylanicum, potrebbe far pensare al principio attivo di un qualche farmaco! Ma così non è. Sapete di cosa sto parlando? Di un alimento, o meglio, una spezia molto nobile: la Cannella. Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/Blog/Alimentazione/Cinnamomum_ZeylanicumUn_Aiuto_Per_La_Tua_Salute_E_Il_Tuo_Girovita--id265.html La cannella proviene da un albero tropicale e viene estratta dalla sua corteccia.Oltre a tannini, polifenoli, terpeni, fenilpropanoidi e zuccheri, la cannella è ricca di micronutrienti quali: Calcio, Manganese, Magnesio, Ferro, Potassio, Selenio, Zinco e vitamine A, C, B1, B2, B3, B5, B6. Ha proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, antitumorali, antimicrobiche. Ma ciò che vorrei mettere in risalto di questa spezia è l'effetto che ha come ipoglicemizzante. Grazie alla presenza di un polifenolo, detto MHcp (Methylhydroxychalcone polymer), la canella sarebbe in grado (secondo una ricerca Scientifica: Mang B, Wolter M, Schmitt B, et al. Effects of a cinnamon extract on plasma glucose, HbA, and serum lipids in diabetes mellitus type 2. Eur J Clin Invest 2006;36(5):340-4.) di attivare i recettori insulinici, favorendo l'ingresso del glucosio nelle cellule. Sembra che mezzo cucchiaino di cannella al giorno possa ridurre in modo significativo i livelli di zucchero nel sangue dei pazienti con diabete di tipo 2. Cosa dire! Usatela con fantasia (caffè, yogurt, avena, frutta) e chi più ne ha più ne metta! 

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Grassi idrogenati, i killer silenziosi!

Vi siete mai chiesti cosa sono e da dove provengono questi famigerati grassi idrogenati? Ma chiediamo direttamente a loro... "Mi presento. Mi chiamo grasso idrogenato e nasco da un processo chiamato Idrogenazione, sono stato concepito attraverso un processo chimico e sono molto apprezzato dall'industria alimentare perché sono consistente e mi conservo meglio dei miei cugini lontani grassi naturali e pensate costo anche molto meno e questo mi permette di  essere più competitivo sul mercato alimentare. Ci sono anch'io! Mi chiamo margarina e sono il prodotto più eccellente, e in quanto a grassi idrogenati nessuno è come me! Ma vorrei presentarvi per umiltà, anche il resto della famiglia li citerò solo per nome e non per fama ovviamente... Dado da brodo, barrette energetiche, snack, pasta sfoglia, patatine confezionate, cracker, grissini, budini, creme... Insomma una famiglia numerosa la nostra..." Ma a parte la storiella, il problema diventa serio quando tocca la nostra preziosa salute. Infatti dovete sapere che studi hanno messo in relazione il consumo di grassi vegetali idrogenati a diverse malattie importanti: Malattie coronariche, sterilità, cancro, squilibri a livello ormonale e quant'altro.  Questo perché non si può trasformare ciò che è già presente di buono in natura e rovesciare la sua giusta armonia.Ma purtroppo per il profitto oggi e anche ieri si fa questo e altro. La prossima volta che vi capita di fare acquisti al super mercato ricordatevi di dare un'occhiata agli ingredienti, credetemi è una buona abitudine! Spero che questo articolo vi sia stato utile. Buona riflessione!

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I rischi del binge drinking

Binge Drinking e assistenza di uno psicologo Un fenomeno che si sta sempre più diffondendo, in particolar modo tra i giovani, e che è alla base di molti incidenti stradali, è il binge driking. Ma cos’è questo fenomeno? Binge drinking è un termine inglese che significa “abbuffata alcolica” e, infatti, è caratterizzato dall’assunzione eccessiva e volontaria di alcol. Tale assunzione avviene in un breve lasso di tempo e con l’obiettivo di raggiungere uno stato di ebbrezza alcolica. Il binge drinking avviene spesso in situazioni sociali. Questo fenomeno è sottovalutato perché l’assunzione massiva di alcol, soprattutto nelle città del Nord Europa, è divenuta una vera e propria moda. Ma quali costi ha quest’abitudine in termini di benessere?  Oltre ai rischi immediati dati dal consumo eccessivo di alcol (es. nausea, vomito…), si perde la capacità di valutare oggettivamente il proprio stato mentale e si tende a sottostimare il livello di ebbrezza raggiunto e quindi a sottovalutare i rischi dati dalla perdita del controllo delle proprie facoltà mentali. Questo comporta rischi quali perdere il controllo, commettere atti di violenza verso oggetti o verso gli altri, mettersi alla guida provocando incidenti stradali. Inoltre, se il binge drinking diventa un’abitudine frequente e consolidata, potrebbero risentirne notevolmente i profitti scolastici o la rendita sul piano lavorativo, le relazioni interpersonali amorose e amicali, nonché familiari. Abbiamo visto i risultati nel breve e medio termine. Ma quali sono gli effetti a lungo termine? Forse questi effetti sono i meno conosciuti e comprendono danni permanenti al sistema immunitario, endocrino, digerente e circolatorio. Sul piano delle abilità cognitive, diminuisce notevolmente la capacità di concentrarsi, di mantenere l’attenzione e di memorizzare sia a breve che a lungo termine. Le difficoltà sul piano neurologico non si limitano ai momenti di ebbrezza, sono effetti a lungo termine che permangono anche nei momenti di sobrietà. E le conseguenze dal punto di vista psicologico? Spesso accade che l’abitudine sociale del binge drinking si trasformi in una vera e propria dipendenza fisica e psicologica che porta a problemi gravissimi sul lavoro fino alla perdita dello stesso, all’abbandono scolastico e alla perdita delle relazioni sociali. In quanto dipendenza non mancano nemmeno le “crisi di astinenza” caratterizzate da sintomi come, ad esempio, insonnia, depressione, irritabilità, disturbi sessuali. Riassumendo, questa abitudine può portare a conseguenze psicologiche e comportamenteli che necessitino dell'intervento di uno psicologo.  

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Cos'è il risveglio muscolare e come farlo al...

La mattina è il risveglio di tutti, della natura, degli animali, degli essere umani, ma anche dei nostri muscoli. Si hai letto bene, anche i muscoli si devono risvegliare, perché durante la notte sono stati immobili e quindi hanno bisogno di ritornare ad essere attivi. Come fare? In questo articolo ti spiegherò come poter risvegliare i tuoi muscoli nel modo migliore,  per iniziare la tua giornata al meglio, positiva e con il buon umore. Il risveglio muscolare migliorerà il modo di iniziare la tua giornata Quando ero adolescente e andavo in vacanza con i miei genitori, in spiaggia c’era l’abitudine di fare tutti i tipi di corsi e spesso mi capitava di sentire corso di “risveglio muscolare”. All’epoca facevo sport, ma non ero tanto appassionata di fitness. Cosi pensavo che il corso di risveglio muscolare fosse una cosa per persone di una certa età. Quando, poi, ho iniziato ad appassionarmi al fitness e fatto diventare il mio lavoro, ho capito che il risveglio muscolare è molto importante e spesso viene sottovalutato. Anche tu eri come me? Pensavi che il risveglio muscolare era un corso per la terza età? Mi sono spesso domandata come potremmo vivere senza muscoli e la risposta è stata: “non si può”. I muscoli sono molto importanti per il nostro organismo, perché ci permettono di fare qualsiasi tipo di movimento e questo è essenziale per il mantenimento di molte funzioni vitali come ad esempio la circolazione sanguigna, la respirazione, la digestione, ma anche di altre funzioni come il mantenimento di una postura corretta, il movimento, etc… Non pensiamo solo ai muscoli come qualcosa che i bodybuilder possono sfoggiare o che non vogliamo si ingrossino troppo perché i muscoli visibili non ci piacciono. Cerchiamo di prenderci cura di loro per aiutare il corpo ad essere tonico ed in forma, ma anche per permettere ai muscoli di svolgere al meglio le loro funzioni. Prima di andare avanti nella lettura dell’articolo e scoprire qual’è il modo migliore per risvegliarli, condividi questo articolo per permettere alle persone che conosci di far sapere che il risveglio muscolare è molto importante e come farlo al meglio. Il risveglio muscolare va fatto ogni mattina, appena svegli, anche se ti senti poco attivo. Non trovare scuse, so che già ti alleni di mattina e se invece non lo fai, potresti cominciare ora. Se non sai come organizzarti per farlo leggi i miei consigli qui Gli esercizi di risveglio muscolare hanno molti benefici: buon umore, perché vengono rilasciate le endorfine; rilassamento dei muscoli, a causa di una scorretta posizione assunta durante il sonno; miglioramento della circolazione sanguigna. I muscoli riprendendo il normale flusso sanguigno reso più lento durante le ore notturne; meno stress, perché ti concentri sulla respirazione e sugli esercizi. Ora che conosci i benefici del risveglio muscolare, inizia subito a farlo insieme a me con questi esercizi, clikka qui. Questi accorgimenti ti faranno iniziare bene la giornata, con il sorriso, con la giusta carica e con il benessere fisico che dovrebbe sempre far parte delle nostre priorità. Dopo aver fatto risveglio muscolare allenati con il programma di allenamento FIT BODY ONE che ti permetterà di prenderti cura del tuo corpo e farti rimanere in forma.   

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Flessibilità: l'importanza dello stretching

Iniziamo col chiarire bene il concetto vero e proprio della parola Flessibilità. La flessibilità è la condizione di cui si gode quando muscoli e articolazioni sono mobili ed elastici. Le articolazioni si muovono grazie alla forza dei muscoli, ma con il passare del tempo questi perdono elasticità e i movimenti risultano più difficili. Lo stretching praticato regolarmente aiuta a ritardare e a rallentare questo processo. Per esempio, chi lavora da anni alla scrivania con una postura sbagliata probabilmente soffrirà di rigidità alla schiena e alle gambe. La famosa postura da "scrivania" provoca l'accorciamento dei flessori dell'anca (i muscoli anteriori che uniscono la coscia al bacino) e l'allungamento della muscolatura dorsale, inducendo la colonna vertebrale a curvarsi in avanti. Se si passano molte ore alla scrivania, inoltre, c'è il rischio che si accorcino i bicipiti femorali (i muscoli posteriori della coscia) con la conseguenza che, quando si sta in piedi, questi tendono a tirare il bacino verso il basso. Quindi, lo stretching praticato regolarmente  allunga i muscoli interessati e li rende più elastici e flessibili. Attenzione però a non esagerare perché durante un eccessivo allungamento del muscolo, l'articolazione arriva a piegarsi o allungarsi oltre la norma, con pericolo di lesioni perché non è più efficacemente protetta dalla muscolatura. Il metodo migliore per migliorare la flessibilità consiste nel praticare uno stretching dolce e regolare che aumenti gradualmente la mobilità delle articolazioni. Quindi l'ideale è praticare uno stretching dolce tutti i giorni, bastano 10 minuti di esercizio per mantenere una buona flessibilità e prevenire problemi futuri. Inoltre, va ricordato che se si pratica regolare attività fisica al termine di ogni seduta allenante va praticato dello Stretching generale, perché appunto lavorando i muscoli si contraggono e si accorciano ed il corpo perde flessibilità. Lo stretching praticato quando i muscoli sono ancora "caldi" e più reattivi riduce il fenomeno dell'accorciamento, può aiutare a disperdere l'acido lattico che si accumula sotto sforzo e riduce il rischio di contrarre lesioni. Lo stretching prima dell'attività fisica non è indispensabile; un buon riscaldamento lento e progressivo che anticipi gradualmente i movimenti previsti dalla seduta è sufficiente a preparare le articolazioni per lo sforzo. Ciao e buon allenamento a tutti, anzi buon... STRETCHING a tutti! Gianpaolo Refuto

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