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Un momento delicato, la costrizione a casa

In questo periodo non uscire per evitare il contagio e isolare l’epidemia è fondamentale, il concetto di “Resto a casa”, sebbene sia diventato un hashtag virale, purtroppo ancora fatica a entrare nella psiche delle persone. Le motivazioni di tali atteggiamenti sono molteplici, vi è una sorta di resistenza ad accettare la cruda realtà, a modificare le proprie abitudini, a reimpostare la struttura delle giornate in maniera più lenta rispetto a ciò che si faceva un tempo. Lo spirito di adattamento, ossia la capacità dell’individuo di sapersi adeguare alle mutevoli circostanze dell’ambiente fisico e sociale, la capacità di mettersi in gioco mano a mano che passa il tempo vanno ad affievolirsi.

A livello psicologico sono tanti gli stati d’umore che affiorano nelle persone: la paura, per un qualcosa che non si riesce a tenere sotto controllo o che non si conosce affatto; la rabbia, per un’imposizione nel dover rimanere a casa evitando il più possibile le uscite; la tensione, nel dover gestire le dinamiche familiari che si scatenano conseguentemente ad un’irritabilità di base.

Fondamentale è non trascorrere molto tempo di fronte alla televisione perché molti meccanismi e molti comportamenti vengono messi in atto proprio a causa del grande schermo. Ascoltando le varie notizie si possono sviluppare comportamenti ossessivo compulsivi volti alla ricerca smaniosa di sapere l’ultima news, di essere sempre più aggiornati non limitandosi solamente ai tre telegiornali bensì cercando altri programmi inerenti l’emergenza che l’Italia sta vivendo. Questo meccanismo ne fa scattare altri a catena, l’individuo che, in maniera smaniosa va alla ricerca di notizie, aggiorna i familiari facendo salire sia in lui che negli altri della tensione emotiva. Tutto ciò causa irritabilità all’interno del contesto familiare creando nuovi problemi e nuovi tensioni, che in questo periodo è meglio evitare in quanto ancora non è un periodo prestabilito e forse durerà molto tempo.

Diviene difficile gestire la propria ansia, le tensioni altrui, i litigi dei figli, le discussioni di coppia, i momenti di noi, la difficoltà economica, il lavoro che va scemando. La coppia deve superare un momento difficile, deve imparare a gestire le oscillazioni negative, per evitare di impattare in conseguenze sinistre quali la separazione. Questo periodo può insegnare molto ad ogni persona, il fatto di essere costretti a casa ci impone una grande riflessione su noi stessi e ci sta fornendo una grande possibilità, ovvero il recuperare un valore che con il tempo stava scemando: la famiglia. Bisogna iniziare ad osservare quanto può essere bello ascoltare il punto dei vista dei figli, non perdere il controllo per loro, fornirgli spiegazioni utili in questo periodo perché ne hanno davvero bisogno poiché non sono ancora in grado di dominare le loro emozioni.

Bibliografia Filliozat I. “Le emozioni dei bambini”, Piemme Bestseller, Asti, 2001 Mecacci L. “Manuale di Psicologia Generale”, Giunti, Milano, 2010 Micoli A., “Genitori di fronte la separazione”, Giuffrè Editore, Milano, 2011.

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