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Salute

Stanchezza: vincerla naturalmente e realmente

Ecco come aiutare il nostro corpo a recuperare una forte spossatezza. Tutti abbiamo avuto una giornata (anche più di una) in cui le forze erano sotto le scarpe ma la giornata ci richiedeva concentrazione, forza e concentrazione fino alla sera. La stanchezza era a livelli altissimi e le nostre occhiaie erano di blu intenso. E tutti ci siamo lasciati abbindolare dal miraggio del caffè e delle varie bevande energizzanti e stimolanti per rimetterci in piedi e ripartire svegli e pimpanti. Peccato che tutto questo abbia un prezzo, e non sto parlando del costo in termini di denaro di questi prodotti, ma del costo in termini fisici richiesti al nostro corpo per vincere la stanchezza. Infatti, come ho già spiegato in questo articolo, queste sostanze danno si una sferzata di energia al nostro organismo, ma poi chiederanno il conto in futuro, proprio come un motore su cui viene azionato un turboboost e poi non potrà più essere usato per la gara successiva. Certo, non è un prezzo che pagheremo subito, ma a lungo andare questo chiedere energia extra (non presente nel corpo) può portare problematiche anche gravi. Ma allora come fare se proprio a letto non si può andare. Beh, una soluzione c’è, in realtà più di una. Sono pratiche naturali che hanno un grande potere energizzante e ricaricante, non hanno controindicazioni e sono praticabili da chiunque. La prima pratica di cui parlo è l’acqua fredda. Una bella doccia fredda (potete farla anche calda all’inizio) vi ricaricherà le batterie. Chiaramente non parlo di una sciacquata veloce sotto il getto fresco dell’acqua, ma proprio stare dentro una vasca gelata, o sotto il getto di acqua fredda per qualche minuto. All’inizio sarà un po’ traumatico, quindi andateci piano, anche perché l’acqua fredda risveglia emozioni e paure molto profonde, quindi fai un passo alla volta. La seconda è l’enteroclisma (o più comunemente clistere), è un toccasana per la mente che, per medicina tradizionale cinese, è collegata in maniera diretta al colon. Si tratta di una pratica che permette di riacquistare un po di energie e sopratutto lucidità mentale. Un’altra pratica sono i bagni genitali. Si tratta in pratica di tenere i genitali (il prepuzio per gli uomini e il clitoride per le donne) a bagno in acqua fredda (con ghiaccio) per 45-50 minuti. Infatti in questi punti passa il triplice riscaldatore e quindi questa pratica darà una sferzata di energia al corpo molto forte. Chiaramente il cibo ha un ruolo essenziale. Se siamo stanchi si avrà la tendenza ad avere più appetito, ma cerchiamo di non cadere nella trappola di mangiare qualsiasi cosa ci capiti a tiro. Prediligiamo cibi leggeri e che non appesantiscano il corpo, così da non rubare ulteriori energie. Per finire il consiglio migliore è quello, se possibile, di riposarsi facendo una sonnellino di almeno una ventina di minuti. C’è però da dire che tutte queste pratiche hanno due piccole controindicazioni. Infatti potrebbero dare l’effetto opposto, ovvero una grande sonnolenza, ma questo solo se siamo arrivati al punto in cui la stanchezza che ci prende non ci fa dormire. Allora queste pratiche possono avere un riscontro molto positivo sui peggiori casi di insonnia. Altra piccola controindicazione è che la maggior energia a disposizione potrebbero essere usata dal corpo per espellere tossine o cose che l’organismo non desidera. Quindi qualche brufolo o anche un po' di febbre potrebbero essere “comprese nel prezzo”, ma sono comunque casi estremi.

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Catene cinetiche: siamo segmenti o anelli di una c...

Vi siete mai chiesti che cosa sono le “catene cinetiche” o le “catene muscolari”? Questi termini vengono spesso utilizzati dai professionisti come fisioterapisti, personal trainer e tutti coloro che hanno a che fare con lo sport o il benessere delle persone. In questo articolo cercherò di spiegarvi in termini semplici che cosa sono e la loro funzione. La parola cinetica deriva dal greco " kinetikos " che significa movimento e quindi movimento dei muscoli. La catena cinetica è un insieme di segmenti rigidi rappresentati dalle ossa uniti tramite delle giunzioni mobili chiamate articolazioni, dai legamenti, dai muscoli e dai nervi. La catena è molto utile per interpretare il movimento dello sportivo e la sua postura. Esistono molte catene cinetiche e sono tutte interconnesse al fine di compiere azioni nella maniera più economica senza creare scompensi. Spesso i muscoli tendono a perdere la loro elasticità, anche a causa dello stress, della postura scorretta e della breve respirazione toracica. Tutto questo può provocare danni a livello posturale e quindi avremo: Dolori del rachide (cervicali, dorsali, lombari, sacrali) Dolori articolari (anca, ginocchio, piede) Deformazione della colonna vertebrale (scoliosi, cifosi, iperlordosi). La soluzione per evitare questi dolori è effettuare dello stretching di allungamento decompensato, il metodo più utilizzato sono le tre squadre di Mezieres: Squadra I: stendersi supini con le gambe, posizionate a 90°,  totalmente attaccate alla parete Squadra II: sedersi con la schiena attaccata al muro, gambe stese. Squadra III: da ritti, con gambe tese, piegare il busto di 90gradi e cercare di toccarsi i piedi con le mani. Un altro metodo utilizzato è il Metodo Pancafit che tutt'ora eseguo per riequilibrare eventuali scompensi posturali. Anch'io la uso per ricercare gli adattamenti per una postura sempre al top... ecco come! La postura esprime il nostro vissuto e per questo è sempre bene prendercene cura. Martina Marchiori Giulia Cavaliere

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Sindrome Metabolica: cos'è e come combatterl...

La Sindrome Metabolica è probabilmente una tra le condizioni cliniche più diffuse dei giorni nostri e maggiormente meritevole di attenzione per la sua potenziale pericolosità. Si è stimato che in alcuni paesi industrializzati (Italia compresa) l'insorgenza di tale condizione patologica raggiunga quasi la cifra monstre del 25%! Sebbene ad oggi non vi sia una definizione universalmente riconosciuta e alcuni criteri di diagnosi differiscano tra loro, le principali Organizzazioni a livello mondiale che si occupano di salute sono concordi nel considerare affetti da Sindrome Metabolica tutti quei soggetti che presentino almeno due dei seguenti fattori di rischio associati a quello che può essere considerato il fattore chiave, ovvero l'obesità addominale: - Dislipidemia: HDL (il cosiddetto Colesterolo "buono") al di sotto di 40mg/dl negli uomini e di 50mg/dl nelle donne; - Trigliceridi con valori superiori a 150 mg/dl; - Glicemia superiore a 100 mg/dl (perciò sono iclusi i soggetti diabetici); - Ipertensione arteriosa (valori superiori a 130/85 mmHg).   E' facile comprendere come questo si traduca in una situazione clinica ad alto rischio cardiovascolare. Come potete osservare nell'immagine allegata, c'è convergenza tra gli studiosi nell'attribuire l'insorgenza di questa Sindrome a situazioni patologiche preesistenti (obesità, ipercolesterolemia e condizioni quali l'obesità viscerale, l'iperinsulinemia e/o l'insulino-resistenza) associate quasi sempre a uno stile di vita inadeguato (alimentazione sregolata, vita sedentaria). Come possiamo agire per proteggerci dall'enorme rischio a cui tale sindrome ci sottopone? Oltre ovviamente ad un necessario resyling del nostro stile di vita e del nostro regime alimentare, l'esercizio fisico può esserci di vitale aiuto. Lo scopo dell'attività fisica sarà, attraverso uno specifico lavoro preventivo e adattato alle condizioni del soggetto, di migliorare la condizione di salute dello stesso e in particolare di ottenere i seguenti effetti benefici:    - miglioramenti metabolici dovuti alla riduzione dell' LDL (il colesterolo "cattivo") e dei trigliceridi e all' aumento di HDL (colesterolo "buono"), sensibilità insulinica e tolleranza glicidica; - miglioramenti circolatori dovuti all'aumentata capillarizzazione muscolare e alla conseguente riduzione della pressione arteriosa; - riduzione del consumo di ossigeno e della frequenza cardiaca a riposo e sotto sforzo; - miglioramenti generali anche delle funzioni vagali (effetto antiaritmico). Per ottenere tali effetti, possiamo proporre protocolli di lavoro simili a quelli già molto utilizzati nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e dei disadattamenti metabolici in generale (sovrappeso e/o obesità, diabete mellito ecc..) e che devono prevedere essenzialmente tre tipologie di allenamento, sapientemente miscelate tra loro: fasi di allenamento aerobico di tipo continuato, fasi di allenamento aerobico intervallato (Aerobic Interval Training) e fasi di allenamento dedicate alla resistenza muscolare. Per i primi due (lavoro aerobico continuato e intervallato) sarà possibile lavorare su macchine cardio quali bike e tapis roulant o, perchè no, all'aperto in qualche parco o villa. Nelle sedute di allenamento aerobico continuato bisognerà cercare di assestarsi intorno al 60/70% della propria FcMax (l'uso di un cardiofrequenzimetro per monitorare i battiti è fortemente consigliato), mentre negli allenamenti interval l'ideale sarà alternare fasi più intense (fino all'80% circa) ad altre di recupero attivo intorno al 50%. Le sedute di resistenza si potranno svolgere con l'ausilio dei classici macchinari isotonici presenti nelle palestre ma anche con esercizi a corpo libero o con piccoli attrezzi, coinvolgendo in egual misura la muscolatura di tronco, arti superiori ed arti inferiori.

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Magri fuori e grassi dentro: conosci l'effett...

Chi di noi non è mai venuto a contatto con un amico, un parente o un conoscente che pur mangiando tanto (e male) e senza praticare attività fisica si vanta di essere magro?Quell’essere “magro” però è solo apparente perché, all’interno, i livelli di grasso viscerale sono alti e simili a quelli delle persone obese. Questa particolare condizione viene definita con l’acronimo di “TOFI”: thin on the outside, fat inside, ovvero magro fuori e grasso dentro. Il grasso interno (viscerale) si sedimenta su organi come fegato, cuore, polmoni e arterie, raddoppiando il rischio di malattie cardiovascolari e gettando le basi per l’insorgenza del diabete di tipo II. Circa il 25% degli adulti che sembrano magri presentano livelli di colesterolo e trigliceridi simili a quelli delle persone obese. Alla base di tutto questo ci sono stili di vita errati, alimentazione scorretta e, soprattutto, sedentarietà. Ricordiamo che dagli studi effettuati dall’Associazione Fitness Metabolica di Monterotondo (Roma), crea più danni l’inattività fisica rispetto ad una sovralimentazione. Per misurare il grasso viscerale viene utilizzato un particolare software per Risonanze Magnetiche chiamato Hippo fat (realizzato dall’Istituto di Fisiologia Clinica), ma per valutare il proprio stato di salute potrebbero essere sufficienti le analisi del sangue che analizzano i valori dei trigliceridi, della glicemia e del colesterolo. Infatti un valore basso di colesterolo buono (HDL) potrebbe far sospettare un accumulo di grasso nelle arterie. Al fine di contrastare l’accumulo di grasso viscerale, sarebbe opportuno praticare con regolarità attività fisica per almeno 3 volte a settimana, abbinandola ovviamente ad una corretta alimentazione che limiterà il consumo di grassi “cattivi” come quelli di origine animale (burro e strutto ad esempio) e quelli ricchi di grassi saturi come l’olio di palma (49g per 100gr contro i 14g per 100gr dell’olio extravergine di oliva).

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Fibromialgia: Imparare a convivere si può!

Iniziamo col dire che chi non ha un problema di questo tipo non può comprendere…  ma chi ha questo disturbo deve comprendere cosa ha e poi cercare di  convivere, cercando di alleviare o contrastare tale sindrome. In questa trattazione vedremo cosa è  e  come riuscire a conviverci. Cenni storci Il termine Fibromialgia deriva dal latino fibra e dal greco myo (muscolo) unito a algos (dolore).Si può dire che la sindrome  fibromialgica  è caratterizzata da dolore muscolare diffuso e rigidità cronica. Sin dal 1800 la sindrome  fibromialgica  era presente ma con altre denominazioni; solo nel 1976 vennero descritte in maniera accurata i sintomi e la denominazione su detta. Organi bersaglio La colonna vertebrale, le spalle le braccia, il cingolo pelvico, le gambe e i polsi subiscono un processo infiammatorio; inoltre si associano disturbi dell’umore, del sonno e astenia (stanchezza).  Chi colpisce In prevalenza chi è affetto da fibromialgia è di sesso femminile e può presentarsi nella fascia d'età che va dai 25-55 anni. Si pensa che alla base di questa sindrome ci sia lo stress sia d’origine fisico che psicofisico. Come conviverci Iniziamo col dire che qualsiasi malattia cronica (cioè permanente) non deve avere nel tempo la meglio su di noi. Ecco perché è importante prima conoscere e poi cercare con positività di reagire in modo da indurre noi stessi ad un possibile rimedio per riuscire a vivere con dignità la nostra esistenza. Oltre alla terapia farmacologica, che al momento non si è dimostrata ancora molto efficace, vi è anche la terapia naturale; che consiste nel riposo, ma non eccessivo, nei primi giorni in cui si manifesta la malattia.   Inoltre si è notato che le attività fisiche come il lavoro aerobico, come la ginnastica dolce,  il nuoto e altro, praticate regolarmente in maniera moderata e progressiva riducono i sintomi. Altro mezzo è l’utilizzo di massaggi e stretching (da non effettuare però, quando si ha il processo di infiammazione acuto in corso).  Non meno importante è osservare una alimentazione povera di cibi raffinati favorendo cibi “vivi”, frutta, verdura e proteine nobili (sia d’origine vegetale che animale, ma queste ultime con moderazione).   In conclusione possiamo dire che: Il giusto atteggiamento mentale verso  la malattia, la sana attività sia fisica che alimentare, possono giovare non poco sul nostro progresso vitale. 

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Cinnamomum zeylanicum. Un aiuto per la tua salute ...

Certo questo nome, Cinnamomum zeylanicum, potrebbe far pensare al principio attivo di un qualche farmaco! Ma così non è. Sapete di cosa sto parlando? Di un alimento, o meglio, una spezia molto nobile: la Cannella. Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/Blog/Alimentazione/Cinnamomum_ZeylanicumUn_Aiuto_Per_La_Tua_Salute_E_Il_Tuo_Girovita--id265.html La cannella proviene da un albero tropicale e viene estratta dalla sua corteccia.Oltre a tannini, polifenoli, terpeni, fenilpropanoidi e zuccheri, la cannella è ricca di micronutrienti quali: Calcio, Manganese, Magnesio, Ferro, Potassio, Selenio, Zinco e vitamine A, C, B1, B2, B3, B5, B6. Ha proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, antitumorali, antimicrobiche. Ma ciò che vorrei mettere in risalto di questa spezia è l'effetto che ha come ipoglicemizzante. Grazie alla presenza di un polifenolo, detto MHcp (Methylhydroxychalcone polymer), la canella sarebbe in grado (secondo una ricerca Scientifica: Mang B, Wolter M, Schmitt B, et al. Effects of a cinnamon extract on plasma glucose, HbA, and serum lipids in diabetes mellitus type 2. Eur J Clin Invest 2006;36(5):340-4.) di attivare i recettori insulinici, favorendo l'ingresso del glucosio nelle cellule. Sembra che mezzo cucchiaino di cannella al giorno possa ridurre in modo significativo i livelli di zucchero nel sangue dei pazienti con diabete di tipo 2. Cosa dire! Usatela con fantasia (caffè, yogurt, avena, frutta) e chi più ne ha più ne metta! 

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Grassi idrogenati, i killer silenziosi!

Vi siete mai chiesti cosa sono e da dove provengono questi famigerati grassi idrogenati? Ma chiediamo direttamente a loro... "Mi presento. Mi chiamo grasso idrogenato e nasco da un processo chiamato Idrogenazione, sono stato concepito attraverso un processo chimico e sono molto apprezzato dall'industria alimentare perché sono consistente e mi conservo meglio dei miei cugini lontani grassi naturali e pensate costo anche molto meno e questo mi permette di  essere più competitivo sul mercato alimentare. Ci sono anch'io! Mi chiamo margarina e sono il prodotto più eccellente, e in quanto a grassi idrogenati nessuno è come me! Ma vorrei presentarvi per umiltà, anche il resto della famiglia li citerò solo per nome e non per fama ovviamente... Dado da brodo, barrette energetiche, snack, pasta sfoglia, patatine confezionate, cracker, grissini, budini, creme... Insomma una famiglia numerosa la nostra..." Ma a parte la storiella, il problema diventa serio quando tocca la nostra preziosa salute. Infatti dovete sapere che studi hanno messo in relazione il consumo di grassi vegetali idrogenati a diverse malattie importanti: Malattie coronariche, sterilità, cancro, squilibri a livello ormonale e quant'altro.  Questo perché non si può trasformare ciò che è già presente di buono in natura e rovesciare la sua giusta armonia.Ma purtroppo per il profitto oggi e anche ieri si fa questo e altro. La prossima volta che vi capita di fare acquisti al super mercato ricordatevi di dare un'occhiata agli ingredienti, credetemi è una buona abitudine! Spero che questo articolo vi sia stato utile. Buona riflessione!

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Sensibilità all'insulina

In questo video ti illustro un concetto molto importante che raramente viene preso in considerazione: la sensibilità all'insulina.L'insulina è un ormone prodotto dalle cellule beta del pancreas che ha la principale funzione di abbassare la glicemia nel sangue nel momento in cui questa salga oltre un certo livello.L'insulina viene definito "ormone di deposito" proprio perché favorisce l'entrata nelle cellule dei nutrienti presenti nel sangue. Il nostro obiettivo è fare in modo di avere una buona sensibilità all'insulina in modo tale che il pancreas faccia meno fatica e ne debba produrre meno. Sviluppando una buona massa muscolare, aumentiamo le potenziali riserve muscolari di glicogeno (carboidrati) e miglioriamo la sensibilità all'insulina.

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I rischi del binge drinking

Binge Drinking e assistenza di uno psicologo Un fenomeno che si sta sempre più diffondendo, in particolar modo tra i giovani, e che è alla base di molti incidenti stradali, è il binge driking. Ma cos’è questo fenomeno? Binge drinking è un termine inglese che significa “abbuffata alcolica” e, infatti, è caratterizzato dall’assunzione eccessiva e volontaria di alcol. Tale assunzione avviene in un breve lasso di tempo e con l’obiettivo di raggiungere uno stato di ebbrezza alcolica. Il binge drinking avviene spesso in situazioni sociali. Questo fenomeno è sottovalutato perché l’assunzione massiva di alcol, soprattutto nelle città del Nord Europa, è divenuta una vera e propria moda. Ma quali costi ha quest’abitudine in termini di benessere?  Oltre ai rischi immediati dati dal consumo eccessivo di alcol (es. nausea, vomito…), si perde la capacità di valutare oggettivamente il proprio stato mentale e si tende a sottostimare il livello di ebbrezza raggiunto e quindi a sottovalutare i rischi dati dalla perdita del controllo delle proprie facoltà mentali. Questo comporta rischi quali perdere il controllo, commettere atti di violenza verso oggetti o verso gli altri, mettersi alla guida provocando incidenti stradali. Inoltre, se il binge drinking diventa un’abitudine frequente e consolidata, potrebbero risentirne notevolmente i profitti scolastici o la rendita sul piano lavorativo, le relazioni interpersonali amorose e amicali, nonché familiari. Abbiamo visto i risultati nel breve e medio termine. Ma quali sono gli effetti a lungo termine? Forse questi effetti sono i meno conosciuti e comprendono danni permanenti al sistema immunitario, endocrino, digerente e circolatorio. Sul piano delle abilità cognitive, diminuisce notevolmente la capacità di concentrarsi, di mantenere l’attenzione e di memorizzare sia a breve che a lungo termine. Le difficoltà sul piano neurologico non si limitano ai momenti di ebbrezza, sono effetti a lungo termine che permangono anche nei momenti di sobrietà. E le conseguenze dal punto di vista psicologico? Spesso accade che l’abitudine sociale del binge drinking si trasformi in una vera e propria dipendenza fisica e psicologica che porta a problemi gravissimi sul lavoro fino alla perdita dello stesso, all’abbandono scolastico e alla perdita delle relazioni sociali. In quanto dipendenza non mancano nemmeno le “crisi di astinenza” caratterizzate da sintomi come, ad esempio, insonnia, depressione, irritabilità, disturbi sessuali. Riassumendo, questa abitudine può portare a conseguenze psicologiche e comportamenteli che necessitino dell'intervento di uno psicologo.  

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Vuoi migliorare il tuo stato di salute? Inizia a m...

La necessità di fare attività fisica  è letteralmente scritta nel nostro corredo genetico. Quando la necessità di fare attività fisica resta ignorata, ne conseguono gradualmente disfunzioni metaboliche. Tra queste patologie sono incluse: il diabete e il complesso di sintomi che, noti sotto il nome di sindrome metabolica, sono precursori del diabete e delle patalogie cardiache. I nostri antenati, uomini cosiddetti dell’età della pietra o paleolitici, si trovano regolarmente impegnati in attività fisica di bassa intensità come parte necessaria della loro esistenza. Ai giorni nostri, invece, è abbastanza facile riuscire ad evitare persino le più piccole occasioni. L’organismo risponde all’esercizio fisico regolando vari processi e geni collegati alla produzione di energia e all’attività muscolare, al contrario, tutto ciò che non è utilizzato nel corpo è perso. Ciò vale per qualunque struttura corporea, dalla testa alla punta dei piedi. Un recente studio ha scoperto, che dopo diverse ore di inattività totale, si verificano cambiamenti nell’espressione genetica di più di 100 geni. Uno studio ha preso in esame gli effetti dell’attività fisica su uno specifico enzima, la lipasi lipoproteica (LPL) che è presente sia nel grasso che nei muscoli. Nelle cellule adipose, è coinvolta nella sintesi del grasso. Nei muscoli, l’enzima agisce per incrementare il livello dei trigliceridi intramuscolari, che costituiscono un’importante fonte di energia per  l’attività fisica. A questo punto vi starete probabilmente chiedendo: che utilità può avere un enzima che sembra essere principalmente implicato nella sintesi di grasso? Ma la LPL ha anche altre funzioni protettive per la salute. In breve, la LPL, gioca un ruolo metabolico fondamentale. Nel modo in cui il corpo gestisce i vari tipi di lipidi in circolo,come i triglicerdi e il colesterolo. Questo effetto è cosi potente che una riduzione nell’attività della LPL porta ad un aumento del 500% nel rischio di sviluppare problemi cardiovascolari. Potete considerare la LPL come una specie di conduttore di grasso, in grado di determinare dove e in che misura l’organismo utilizzerà i vari grassi o lipidi. In assenza di LPL, si perdono tutti i suoi effetti  sul metabolismo del grasso e ne possono risultare disfunzioni. Senza LPL, per esempio, i trigliceridi del plasma, cioè il grasso in circolo nel sangue, non vengono assorbiti in modo appropriato dai tessuti. Il grasso, allora, rimane in circolo fino a tornare al fegato, dove è utilizzato  per produrre cortisolo e altri lipidi. Questo  carico aggiuntivo di lipidi esercita pressioni sull’organismo che finiscono per tradursi in problemi cardiovascolari, che a loro volta costituiscono la prima causa di morte. La grande domanda che assilla gli scienziati dello sport è quanta attività fisica sia necessaria per una salute ottimale. In un recente libro sulla prevenzione delle patologie cardiovascolari,il cardiologo dottor Robert Superko ha suggerito che, per ottenere benefici cardiovascolari massimi, ci si dovrebbe impegnare in intesi esercizi di endurance ogni giorno per almeno un’ora. Ma gli autori del recente studio in cui erano presi in esame gli effetti dell’esercizio fisico sull’attività della LPL, hanno scoperto che una semplice camminata su nastro meccanico (i soggetti di studio erano costituiti da topi) induceva un considerevole aumento dell’attività della LPL, corrispondente all’ 800% dai livelli inattivi, e ciò avveniva con rapidità. Ma un limite dei risultati di questo studio era dato dal fatto dei benefici dell’esercizio fisico erano transitori. Per ottenere i maggiori benefici  dovreste in realtà impegnarvi in qualche forma di attività aerobica quasi ogni giorno; gli enzimi e i geni implicati negli effetti di protezione della salute indotti dall’esercizio fisico sono estremamente collegati al livello di attività. Quando si cessa l’attività, i geni coinvolti si bloccano con la stessa velocità con cui si può spegne la luce con  un interruttore. Tutto ciò significa che non dovete ammazzarvi di aerobica alta intensità, ma dovete farne un po’ nei diversi giorni alla settimana, per ottenere i maggiori benefici per la salute.  

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Allenamento FAI DA TE: meglio di NO!

Buongiorno a tutti! Se ci pensate bene... quando avete male a un dente, perché c'è una carie, vi mettete davanti lo specchio e con un cacciavite provate a curarvi da soli o andate dal dentista? Spero per voi che la riposta sia la seconda. La stessa cosa vale per il vostro corpo quando parliamo di allenamento e di attività fisica. Invece NO. Se parliamo di allenamento, tutti sanno tutto. Basta andare in internet o leggere una rivista. Eppure il Movimento è un argomento importante. Quando vi allenate stimolate muscoli, articolazioni, il sistema nervoso, il sistema cardiaco, i vostri polmoni e molte altre strutture. Come andate dal dentista se avete bisogno di uno specialista per i Denti, è bene andare da un Personal Trainer quando volete iniziare a muovervi con consapevolezza. Soprattutto quando in entrambi casi parliamo della vostra Salute. Questo perché l'allenamento deve essere calibrato: Sul vostro vissuto; Studiato con la giusta progressione; Personalizzato sul vostro stile di vita, luogo di allenamento, tempo a disposizione, tipo di lavoro svolto; Basato sul vostro obiettivo. Quindi... non accontentatevi. Prendetevi veramente cura di voi stessi! ORA!

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Esame Baropodometrico: in cosa consiste e quando s...

La valutazione Baropodometrica rappresenta un esame della qualità d'appoggio dei piedi al suolo e fornisce preziose informazioni sullo scambio di pressioni tra la superficie d'appoggio dello stesso e il terreno, approfondendo così eventuali alterazioni posturali e della deambulazione.   In cosa consiste questo test? Normalmente il soggetto viene posto in posizione eretta ed anatomicamente neutra su una pedana sensibile alla pressione, collegata ad un sistema computerizzato sul cui monitor viene appunto riprodotta l'analisi accurata dell'appoggio podalico. E' generalmente possibile eseguire due tipi di analisi: statica e dinamica. Nel primo caso viene valutato l'appoggio di entrambi i piedi identificando (in base alle diverse colorazioni, vedi foto) le aree di maggiore e minore carico e registrando nello specifico: percentuale di carico sui due piedi distribuzione di carico anteriore e posteriore analisi stabilometrica e dei baricentri. analisi della superficie di appoggio delle piante dei piedi. Nell'analisi dinamica viene chiesto al soggetto di camminare da un estremo all'altro della pedana per poi tornare indietro, ripetendo il gesto più volte per garantire una più accurata valutazione e ridurre eventuali errori. Ciò che in questo caso verrà rilevato dal sistema computerizzato saranno lo spostamento del peso, le percentuali di appoggio antero/posteriore e laterale dell'appoggio e i tempi di carico durante la deambulazione. Un esame così approfondito consente una valutazione anatomica e funzionale del piede, fornendo quindi una registrazione grafica a 360° della pressione esercitata sul terreno, sia da fermi che durante la camminata. Quali migliori informazioni per valutare la biomeccanica posturale e locomotoria di un atleta e le sue eventuali variazioni patologiche? Il test permette perciò di conoscere in maniera approfondita la morfologia del piede, la sua funzionalità ed eventuali disfunzioni e/o asimmetrie posturali (spesso le indicazioni fornite danno infatti informazioni riguardo altre zone del corpo anatomicamente e funzionalmente collegate dalle quali possono dipendere tali squilibri). Utilissime sia nei soggetti in età di sviluppo che in fasce d'età più avanzate, è facile intuire come queste valutazioni possano avere enormi e benefiche implicazioni sia cliniche che sportive: nel primo caso lo studio del carico del piede può indicare eventuali disturbi del sistema muscolo-scheletrico ed ha quindi un interesse di natura prevalentemente ortopedica (pensiamo a tipici problemi quali piede piatto, piede cavo, alluce valgo e così via), neurologica, vascolare e persino ortodontica o otorinolarigoiatrica. Grazie allo studio baropodometrico sarà perciò possibile non solo individuare eventuali problematiche, ma sarà soprattutto possibile indicare le necessarie contromosse terapeutiche (posturali e non solo), riabilitative e/o di trattamento ortesico permettendo la realizzazione di plantari adatti a ciascuna situazione.

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Rieducare la postura (parte 2): il Metodo Souchard

Abbiamo parlato della Rieducazione Posturale secondo il Metodo Mèzières, oggi toccherà invece ad un altra importantissima tecnica: il Metodo Souchard o RPG (Rieducazione Posturale Globale). Tale metodo deriva direttamente dal Mèzières, essendo stato il suo fondatore allievo (prima) e collaboratore (poi) della posturologa francese. Si basa su una netta distinzione di comportamento e ruolo dei cosiddetti MUSCOLI DELLA STATICA e dei MUSCOLI DELLA DINAMICA.   Tale metodica prevede come principio cardine l’assioma secondo cui i muscoli statici debbano essere esercitati in modo eccentrico e quelli dinamici in modo concentrico. Questo avviene in quanto un accorciamento (e quindi una contrazione concentrica) dei muscoli della statica porterebbe gli stessi ad una retrazione e ad una eccessiva resistenza all'allungamento, mentre la muscolatura dinamica può essere accorciata (contratta) liberamente e anzi favorita in questo da un pre-allungamento. Il Metodo Souchard pone inoltre particolare attenzione al muscolo respiratorio per eccellenza, il diaframma, nonché al nervo fibroso che lo sostiene, tenendo perciò in forte considerazione anche la sua azione sinergica con i muscoli della catena posteriore e con il muscolo ileo-psoas (per intenderci, il principale muscolo flessore dell'anca).   Souchard ha individuato una serie di catene muscolari che possono poi riassumersi in due catene più ampie: ANTERIORE E POSTERIORE.   In cosa consiste una seduta di RPG? Prima di iniziare il trattamento e al fine di selezionare le corrette posture nelle quali consisterà poi lo stesso, si effettua sempre una accurata valutazione del paziente in modo differenziato sia sui muscoli dinamici che su quelli statici, dopo una anamnesi sul suo stato di salute generale e sullo stile di vita (posture sul posto di lavoro, traumi od incidenti pregressi, ecc..).   Tramite suddetta valutazione è possibile individuare prevalentemente due quadri morfologici. Il primo, detto anteriore, prevede caratteristiche quali anteposizione del capo (testa in avanti), ipercifosi, iperlordosi, antiversione del bacino, femore intraruotato e ginocchia valghe (cosiddette ginocchia ad x), calcagno e piede valgo. Il secondo, o posteriore prevede caratteristiche del tipo: nuca corta, dorso piatto, verticalizzazione lombare e susseguenti problemi diaframmatici, bacino retroverso, ginocchia vare, calcagno e piede varo.   Una volta individuati gli squilibri su cui lavorare,starà alla bravura del Terapista proporre adeguate esercitazioni e posture con l'obiettivo di eliminarli e riportare il paziente alla postura anatomicamente corretta.

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Rieducare la postura: il Metodo Mèzières

La Rieducazione Posturale secondo il Metodo Mézières viene spesso confusa con altre tecniche di ginnastica cosiddetta “correttiva” o dolce, mentre in realtà si tratta di un impegnativo lavoro posturale al quale il paziente partecipa in maniera assolutamente attiva.   Da tale metodo sono scaturite una serie infinita di varianti che si rifanno ai suoi principi sviluppandoli in modi diversi. Il  Mèzières originale, in particolare, è perfetto per normalizzare tutti i problemi osteo-muscolo-articolari ed ha come campo di applicazione quello della patologia funzionale della colonna vertebrale, e nello specifico: lombalgie, lombo sciatalgie, cervicalgie, cervicobrachialgie, etc... patologie articolari come periartrite scapolo-omerale, coxartrosi, gonartrosi, ecc... patologie muscolari quali sindrome degli scaleni, sindrome dello stretto toracico superiore, sindrome dell’angolare, ecc... dismorfismi come le classiche iperlordosi, ipercifosi, valgismo e varismo, piede piatto o cavo, ecc..   Viene inoltre utilizzato molto spesso con gli sportivi, professionisti e non, per prevenire contratture muscolari, stiramenti, strappi, tendiniti e qualunque altra problematica legata ad eventuali squilibri tra i vari distretti che compongono il nostro corpo.   Il presupposto fondamentale del Metodo Mèzières è quello di curare la persona cercando di ripristinare la simmetria delle varie parti del corpo con un lavoro di rieducazione posturale che preveda un’infinità di esercizi (applicabili differentemente a seconda dei casi) che favoriscono l’allungamento dei muscoli contratti o in generale privi di elasticità. I nostri muscoli, specialmente quelli che compongono le fasce posteriori del corpo, si comportano come un unico grande e potente muscolo in grado di deviare la corretta posizione delle vertebre e dei capi articolari su cui hanno inserzione.   Attraverso uno studio minuzioso dell’anatomia e della biomeccanica muscolare, Mèzières è arrivata a sostenere come ogni muscolo del corpo sia collegato all’altro, costituendo così diverse catene muscolari, le quali si trovano sempre in una condizione di ipertonicità e costante retrazione e se non dovutamente corrette attraverso un lavoro di allungamento possono causare una lunga serie di dimorfismi come scoliosi, iperlordosi, ipercifosi etc… Il trattamento, durante il quale il paziente riferisce spesso la sensazione di un dolore “benefico”, ha sempre inizio dopo un’attenta osservazione del paziente da parte del terapeuta, e consiste in una successione di posture che lo stesso paziente dovrà attivamente mantenere per lassi di tempo più o meno brevi, con l'obiettivo di allungare le catene muscolari facendo riferimento alla forma anatomicamente perfetta.

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Salute: l'importanza di una buona idratazione

Molte volte chi pratica sport si sofferma troppo sull'alimentazione e sul tipo di allenamento da fare, tralasciando però una componente che a mio parere non è da tenere in secondo piano: l'acqua. L'acqua rappresenta il 40-65% del peso corporeo ed è il costituente principale del nostro organismo. Nell'acqua avvengono tutte le reazioni dei processi metabolici cellulari. Non solo è un elemento della costituzione del sangue e del tessuto connettivo, ma è anche coinvolta nei processi generali di omeostasi dell'organismo, dei liquidi circolanti e tissutali e della termoregolazione, è il mezzo attraverso cui vengono eliminati i cataboliti, per via urinaria, rettale, gastrointestinale e termoregolatoria. Dunque necessita di attenzione il mantenimento di una composizione costante dei liquidi organici, ovvero del bilancio idrico in omeostasi. La regolazione del bilancio idrico coinvolge in larga misura il rene, ma parte in realtà dall'ipotalamo, il quale contiene il "centro della sete". Un difetto di idratazione può essere evidenziato da diversi segnali di disagio: cattiva digestione, gonfiore bevendo, ritenzione idrica, problemi intestinali in risposta all'assunzione di acqua, stipsi, pelle arida, poco elastica, irritabilità, stanchezza mentale e/o fisica, eccessiva sete. Anche il rifiuto verso l'assunzione di bevande può essere un sintomo di cattiva idratazione. Imparando a bere l'organismo impara a sapere quando assumere acqua, senza dovere arrivare al segnale limite della sete, in quel caso è segno che siamo già sotto stress e il corpo lancia i suoi segnali di allarme. Una cattiva disidratazione ha effetti negativi anche sulla circolazione sanguigna, il sangue infatti diviene più vischioso, cioè non favorisce l'ottimale ossigenazione cellulare. Si può calcolare l'assunzione giornaliera di acqua attraverso questo calcolo: 15-25 gr * Kg di peso, questa è la quantità standard in condizioni fisiche ottimali senza particolari attiva fisiche. L'acqua dovrebbe essere pura (non infusi, thè o bibite) e assunta a piccole dosi distribuite durante il corso della giornata e lontano dai pasti. Bisogna porre attenzione anche al tipo si acqua che beviamo, facendo attenzioni ai parametri chimici che possono essere cosi elencati: Residuo fisso a 180° : 50 mg (tendenzialmente leggera); PH : 6.5-6.8 (tendenzialmente acida); Assenza di nitriti, fosfati, ammoniaca (tendenzialmente pura); Ipotonica, più generalmente oligominerale.

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Alluce valgo: problemi di postura e di... lingua

Che cos'è l'Alluce Valgo? L'Alluce Valgo è la deformazione dell'alluce che risulta deviato verso l'esterno del piede, ossia verso le altre dita.  A livello dell'attaccatura dell'alluce, ovvero sulla prima metatarsale, si evidenzia una protuberanza che, quando si infiamma, diventa dolorosa. Questo soprattutto dovuto al fatto che batte contro le scarpe comportando gonfiore e rossore. Come conseguenza, la testa metatarsale devia nel lato opposto a quello in cui è andato l’alluce, ovvero verso la linea mediana del piede.In casi gravi l’alluce valgo arriva a sovrastare tutto il secondo dito fino a toccare il terzo. Oltre al disagio a carico della capsula articolare della testa metatarsale e dell’alluce, spesso si aggiungono formazioni di tendiniti, borsiti, caduta delle teste metatarsali (che si evidenziano ben evidenziate con le classiche dita “griffate) e di calli sotto le teste metatarsali (un piede sano non deve avere calli in nessun punto). La caduta dell’arco plantare anteriore, fa sì che le teste metatarsali si scontrino con il terreno, determinando ulteriore dolore e maggiore difficoltà nella deambulazione.In questi casi è frequente la manifestazione di un’ulteriore patologia, il neuroma di Morton. E perché la lingua? Si è sempre creduto che il piede fosse la causa delle varie alterazioni posturali e relativi problemi, che si propagavano fino alla parte alta del corpo. Oggi si è scoperto che accade proprio l’opposto: il piede è principalmente la vittima delle alterazioni posturali. Per esempio, nei casi di deglutizione atipica (infantile), frenulo corto, disturbi occlusali, la catena muscolare denominata glosso-podalica, interagisce dalla lingua fino ai due pollici e ai due alluci. Ogni disagio che tale catena subisce (lingua disfunzionale) si trasmette immediatamente fino ai suoi estremi, causando di frequente il valgismo dell’alluce. In questi casi è d’obbligo un intervento adeguato, nell’ambito dell’odontoiatria e della logopedia. A tal riguardo, con le conoscenze attuali, è fondamentale agire sulla catena linguale attraverso la rieducazione funzionale della lingua in un contesto di globalità (esercizi specifici per la lingua abbinati ad esercizi specifici per il diaframma e per le catene muscolari). Non vanno escluse le disfunzioni vestibolari, visive, alterazioni respiratorie, le quali, attraverso le catene neuromuscolari, interagiranno fino ai piedi. Altro elemento di estremo interesse sono le calzature: il piede, nato libero, dovrebbe vivere scalzo per ricevere costantemente molteplici stimoli dal suolo. Invece trascorre troppo tempo rinchiuso dentro scarpe inadeguate, con piante e punte strette, tacchi alti, etc. che contribuiscono alla formazione dell’ alluce valgo. State attenti a come utilizzate la lingua... non solo per parlare! Potrebbe condizionare tutta la vostra postura.

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Benessere: dormi meglio... senza luci!

E' importante conoscersi per sapere qual'è la quantità di sonno necessaria per sentirsi bene.  La maggior parte delle persone ha bisogno di 8-9 ore a notte.  Per alcuni di voi potrebbe essere troppo, ma l'importante è svegliarsi riposati, senza sveglia e soprattutto provate a dormire in una stanza completamente buia. Senza alcuna fonte di luce: coprite tv, computer, sveglie. Perché? Esistono delle proteine, dette porfirine, che compongono i globuli rossi. Queste hanno la capacità di recepire la luce e di trasmettere il messaggio di "esposizione" al cervello. Questa informazione blocca un ormone / neurotrasmettitore antiossidante chiamato melatonina (indispensabile per un buon riposo). Questo processo è correlato con l'ormone dello stress per eccellenza, il cortisolo, che in questo caso tende allora ad aumentare. E' meglio quindi evitare l'innesco di questo circuito che ci impedisce di recuperare le nostre energie durante la notte, ma che anzi... ci fa svegliare ancora più stressati. Avere il controllo del proprio sonno significa avere innumerevoli benefici tra cui: migliorà la memoria e le capacità mentali, si ridurranno i tempi di recupero dopo gli allenamenti e sarete meno infiammati. La qualità del sonno influisce sul vostro benessere tanto quanto l'alimentazione e l'attività fisica. Non trascuratelo!   Vorrei vedere un Prodotto coadiuvante del Sonno

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Ambienti chiusi e radon, apriamo le finestre!

Nella società moderna particolare attenzione viene dedicata al risparmio energetico, sia in termini di riscaldamento che di raffreddamento, delle abitazioni e degli ambienti di lavoro. Se da un lato i nuovi materiali e le nuove tecniche di costruzione hanno portato dei benefici al portafogli, dall’altro minacciano la nostra salute causando un notevole aumento della concentrazione di radon.   Il radon (Rn) è un gas inerte e radioattivo di origine naturale. È un prodotto del decadimento nucleare del radio all’interno della catena di decadimento dell’uranio, è incolore, inodore, insapore e non può essere avvertito dai sensi: chiaramente nocivo per la salute, se inalato è causa di tumore al polmone (secondo solo al fumo di sigaretta).   Il radon è un gas talmente dannoso che l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), attraverso l’International Agency for Research on Cancer (Iarc), ha classificato il radon appartenente al gruppo 1 delle sostanze cancerogene per l’essere umano. Dove si trova questo gas? Il radon è presente in tutta la crosta terrestre. Si trova ovunque, in quantità variabile, nel terreno e nelle rocce e si può trovare anche nell’acqua potabile. Il suolo è la principale sorgente del radon che arriva in casa. I materiali edili che derivano da rocce vulcaniche (come il tufo), estratti da cave o derivanti da lavorazioni dei terreni, sono ulteriori sorgenti di radon. Essendo un gas, il radon può spostarsi e sfuggire dalle porosità del terreno disperdendosi nell’aria o nell’acqua. Grazie alla forte dispersione di questo gas in atmosfera, all’aperto la concentrazione di radon non raggiunge mai livelli elevati ma, nei luoghi chiusi (case, uffici, scuole ecc) può arrivare a valori che comportano un rischio rilevante per la salute dell’uomo, specie per i fumatori in quanto già soggetti a rischio.   Il radon si distribuisce uniformemente nell’aria di una stanza, mentre i suoi prodotti di decadimento si attaccano al particolato (polveri) dell’aria che noi respiriamo e poi si depositano sulle superfici dei muri, dei mobili ecc. La maggior parte del radon che inaliamo viene espirata prima che decada (ma una piccola quantità si trasferisce nei polmoni, nel sangue e, quindi, negli altri organi), mentre i prodotti di decadimento si attaccano alle pareti dell’apparato respiratorio e qui irraggiano (tramite le radiazioni alfa) soprattutto le cellule dei bronchi.   Le concentrazioni di radon possono essere differenti anche tra edifici vicini e subiscono forti variazioni tra il giorno e la notte, estate e inverno e condizioni meteo: affinché si possa misurare con precisione la quantità di radon presente in una stanza occorre affidarsi ad enti o aziende specializzate. E’ scientificamente provato che l’esposizione al radon crei un significativo aumento del rischio di tumore al polmone: il radon è considerato il contaminante radioattivo più pericoloso negli ambienti chiusi ed è stato valutato che il 50% circa dell’esposizione media delle persone a radiazioni ionizzanti è dovuto al radon. Soluzioni? Nell’immediato e a costo zero bisogna aumentare la ventilazione degli edifici e delle stanze in cui si soggiorna di più: cucina e camera da letto in casa, il luogo di lavoro, le aule delle scuole, ecc… Evitiamo di “tapparci” come dei barattoli ermetici e cerchiamo di far circolare sempre aria “nuova” anche durante i mesi invernali: risparmiare sul riscaldamento o sull’aria condizionata ha davvero più importanza della salute?

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Sciatalgia: cos'è e come può essere trattat...

Sentiamo spesso parlare di Sciatalgia... che cos'è? Con sciatalgia si riferisce al dolore o sofferenza associati al nervo sciatico.  Un trauma o una pressione sul nervo sciatico possono causare un dolore lancinante e bruciante che s'irradia dalla zona lombare o anca, seguendo il percorso del nervo fino ad arrivare al piede. In altri casi uno stiramento della schiena può causare spasmi muscolari nella zona sacro-iliaca. Raramente invece può essere causata da infezioni, tumori, infiammazioni delle ossa o altre patologie che possono comportare una pressione della zona. Detto questo, cosa può fare un TRATTAMENTO OSTEOPATICO? Il trattamento iniziale per la sciatica si focalizza nel sollievo dal dolore. In casi dolori o acuti, è consigliabile riposo a letto per un'intera settimana insieme a eventuali farmaci per alleviare lo stato di infiammazione e dolore. Se il dolore lo permette, le manipolazioni e le mobilizzazioni osteopatiche sono di grande beneficio. Sono consigliate quelle che si focalizzano sulla zona lombare, glutei e muscoli Hamstring. Le mobilitazioni includono anche posizioni che riducono il dolore e procurano conforto. Con la diminuzione del dolore e il successo di una terapia iniziata precocemente, l'individuo è incoraggiato a seguire un programma di lunga durata per mantenere la salute della schiena e prevenire il ritorno del trauma. Per raggiungere questo risultato a lungo termine bisogna apprendere gli esercizi corretti per migliorare la propria postura ormai compromessa. Concludendo, ricorda che la Scitatalgia è una vittima... di un comportamento o di una postura scorretta: cerca di prevenirla.

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