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Salute: tutti i benefici dell'esercizio fisico

E’ stato evidenziato come la pratica regolare dell’esercizio fisico moderato di tipo aerobico intervenga nella prevenzione primaria delle patologie dismetaboliche e cardio-vascolari, nonché nella prevenzione primaria del sovrappeso, attraverso anche la modifica della concentrazione degli ormoni che regolano il metabolismo dei macronutrienti.

Tali evidenze hanno indotto il Ministero della Salute ad introdurre delle linee guida per un corretto stile di vita:

  • gli adulti dovrebbero svolgere almeno mezz’ora al giorno di attività moderata per cinque giorni alla settimana o almeno venti minuti di attività intensa per trè giorni alla settimana oppure una combinazione equivalente di attività fisica moderata/intensa;
  • i bambini e gli adolescenti, nella fascia di età 5-18 anni, le raccomandazioni indicano di svolgere 60 minuti di attività moderata/intensa ogni giorno.

E’ attività fisica qualsiasi forza esercitata dai muscoli scheletrici in grado di determinare un aumento del dispendio energetico.
Da un punto di vista energetico infatti l’attività fisica rientra in quella componente “facoltativa” della spesa energetica di un individuo che può essere quindi modificabile andando ad agire sula spesa energetica totale delle 24 ore.
Occorre però subito distinguere nell’ambito dell’attività fisica un tipo di attività che possiamo definire occasionale e una continua o di training fisico.

  • Con la prima ci si riferisce ad un unico episodio o sessione che di per se richiede una varietà di adattamenti metabolici e circolatori per far si che l’organismo adempia al fabbisogno acuto di ossigeno e di substrati energetici per tale attività.
  • La seconda, invece, determina adattamenti sistemici che riflettono il modo in cui l’organismo ottimizza la sua capacità di risposta ad uno stimolo fisico imposto regolarmente con effetto cumulativo. E’ in questo secondo tipo di attività che l’organismo, oltre ai miglioramenti relativi alle funzioni cardio-vascolari e respiratorie, ottimizza anche la sua capacità metabolica di produzione dell’energia attivando vie metaboliche più vantaggiose ai fini energetici. Sono questi miglioramenti, che definiamo globalmente col termine di fitness, che si possono evidenziare in tutti i sistemi fisiologici dell’organismo a riposo, durante esercizio fisico sub massimale e massimale.

Le fonti energetiche impiegate in una data attività fisica sono direttamente influenzate da tre parametri fondamentali:

  1. durata;
  2. intensità;
  3. frequenza.
Sono questi tre parametri che condizionano, secondo il tipo di attività fisica svolto, un metabolismo energetico di tipo aerobico (che richiede maggior consumo di ossigeno a fronte di ossidazione completa dei substrati energetici) e   unmetabolismodi tipoanaerobico che comporta un’ incompleta ossidazione dei substrati con minor consumo di ossigeno e minor produzione di energia. La pratica dell’esercizio fisico contrasta efficacemente tutti i parametri della sindrome metabolica, in quanto induce una serie di vantaggi che portano, in definitiva, ad una correzione (totale o parziale) dell’insulino-resistenza: questo pone nelle mani del medico una potente arma di tipo non farmacologico per un efficace intervento preventivo, terapeutico e riabilitativo.


La terapia della sindrome metabolica non può essere rivolta ai singoli sintomi (es. l’ipertensione) ma alla causa, al grasso periviscerale e alla sedentarietà che determinano l’insulinoresistenza e quindi l’iperglicemia, l’ipertensione e la dislipidemia.

A differenza dei farmaci usati per il trattamento delle varie componenti della sindrome metabolica (diabete, ipertensione, dislipidemiae cc.) che normalmente sono specifici per singolo fattore di rischio (antidiabetici, antipertensivi, ipolipemizzanti, ecc..) l’esercizio fisico di tipo aerobico è in grado di migliorare la totalità dei fattori di rischio cardiovascolare modificabili eproduce effetti, contemporaneamente, su tutti gli aspetti della sindrome metabolica a cominciare dall’obesità viscerale, con i seguenti incontestabili benefici:

  • miglioramento della composizione corporea;
  • miglioramento della sensibilità insulinica e prevenzione del diabete mellito di tipo 2;
  • aumento del colesterolo HDL con riduzione VLDL e LDL piccole e dense (assetto lipidico meno aterogeno);
  • riduzione della pressione arteriosa;
  • riduzione della mortalità da tutte le cause;
  • riduzione della mortalità coronarica;
  • probabile riduzione del rischio di ictus cerebrale;
  • riduzione della mortalità del cancro del colon e mammella;
  • incremento della densità ossea e riduzione delle fratture;
  • riduzione della disfunzione erettile dopo i 50 anni di età;
  • miglioramento della sensazione di benessere fisico e della qualità della vita (azione antidepressiva).

 
I vantaggi indiscutibili dell’attività fisica nei soggetti con sindrome metabolica, si inquadrano in una serie di effetti a vari livelli. I principali sistemi che vengono modificati sonoil cardio-vascolare, il muscolo-scheletrico, l’endocrino-metabolico e l’immunitario, nonché la sfera psichica.
 
I benefici a carico dell’apparato cardio-vascolare riguardano miocardio, circolo coronarico e periferico.
A livello coronarico è stato dimostrato:

  • un aumento del diametro interno delle arterie coronarie maggiori;
  • l’incremento del flusso coronarico massimale;
  • la neoformazione di arteriole e capillari;
  • la riduzione della reattività vascolare coronarica;
  • un’aumentata efficienza del trasporto di ossigeno

   
Nel miocardio dei soggetti allenati si verifica una riduzione del consumo cardiaco di ossigeno, la riduzione delle resistenze periferiche con calo della pressione arteriosa con particolare vantaggio nei soggetti ipertesi.
   
Nel muscolo scheletrico la pratica regolare dell’esercizio fisico aerobico, porta a una modificazione della composizione in fibre del muscolo striato. E’ stato dimostrato l’aumento selettivo delle fibre muscolari lente (rosse), del loro contenuto in mitocondri, lo sviluppo di nuovi capillari muscolari e l’aumento dei trasportatori del glucosio insulino-sensibili.
   
L’incremento della massa muscolare associato alla parallela riduzione della massa grassa cambia sostanzialmente la composizione corporea; la massa magra rappresenta più del 90% del peso di un soggetto ben allenato rispetto al 75-80% riscontrabile nei soggetti sedentari a parità di peso.
A differenza della dieta ipocalorica, che riduce il contenuto di grasso in tutto il corpo, l’esercizio fisico aerobico diminuisce soprattutto il grasso viscerale; anche per questo motivo i chili persi grazie all’esercizio fisico si riprendono con più difficoltà rispetto a quelli persi con la sola dieta.

Si dimagrisce veramente solo quando il consumo calorico supera le calorie introdotte con il cibo; ed è proprio a fronte di un corretto introito calorico, che l’attività fisica garantisce un maggior consumo energetico; spesso si ingrassa non solo perché si mangia di più, ma soprattutto perché pur mangiando le stesse quantità di cibo si consuma di meno, ovvero riduciamo l’attività fisica senza ridurre le calorie.
Siamo abituati ad un certo tipo di alimentazione costante o causale, così l’organismo, in alcuni giorni si ritrova aggravato da una frazione di calorie in più che viene immagazzinata nell’unico deposito a disposizione: gli adipociti, cioè le cellule di grasso.

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