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La stretta correlazione tra ferro e anemia

L’Anemia può essere definita come l’insufficienza funzionale del sistema di trasporto di ossigeno ai tessuti, per riduzione assoluta dell’emoglobina e dell’ematocrito, rispetto ai valori normali per un individuo di età e sesso determinati.
Questa imperfezione del nostro corpo si manifesta con una carenza di ferro.
Valori del ferro sotto i livelli minimi possono dipendere da:

  1. una cattiva alimentazione;
  2. perdite di sangue fisiologiche (come mestruazioni);
  3. condizioni patologiche (come emorragie dell’apparato digerente);
  4. cattivo assorbimento (come per il morbo celiaco).
Osservando le analisi del sangue possiamo vedere che se la Ferritina Sierica è sotto i valori di norma, allora le scorte di ferro si stanno esaurendo, mentre se lo è la Sideremia, anche il ferro circolante è carente.
Per arrivare alla vera anemia (sideropenica), manca l’ultimo elemento, che come avevamo preannunciato all’inizio delle nostre righe, è l’emoglobina che anch’essa si deve manifestare con livelli bassi.

I disturbi tipici di una persona Anemica possono essere:
  • astenia;
  • cefalea;
  • facile affaticabilità;
  • ridotta capacità di concentrazione e lavorativa;
  • irritabilità;
  • palpitazioni;
  • dispnea da sforzo;
  • ridotta tolleranza al freddo.
Solo in rarissimi casi (valutati dal medico) è necessario risolvere un’Anemia attraverso un’integrazione di Ferro.

Normalmente è sufficiente correggere l’alimentazione senza dover, necessariamente, mangiare tutti i giorni carne rossa.

Negli alimenti il ferro assume due forme:
  1. Emico (o ferro animale), cioè legato a una molecola di emoglobina o mioglobina. Il Ferro Emico costituisce circa il 40% del ferro contenuto nei cibi animali (carne e pesce, escluso latte e latticini e uova). Esso è altamente assorbibile, la quota varia dal 20 al 40%, nei soggetti normali. Deve però costituire una piccola porzione del ferro alimentare per non obbligare il nostro corpo a mangiare troppa carne;
  2. Non-Emico (o ferro vegetale), poco assorbibile e influenzato dalla presenza, negli alimenti, di fattori favorenti o inibenti l’assorbimento. In modo più specifico, l’assorbimento del ferro contenuto nei cereali e nelle verdure è inferiore al 5%, ma può aumentare fino al 20% se abbinato ad alimenti ricchi di acidi organici (come crauti, limone, agrumi…). L'assorbimento del ferro non-emico, quindi, è fortemente influenzato dal resto dell'alimentazione.
Potenti inibitori dell’assorbimento di Ferro sono: il caffè, la crusca, il calcio del latte e dei formaggi e il, che imprigionano le molecole di ferro all’interno di composti e lo rendono insolubile.

In conclusione possiamo dire che un’alimentazione varia ed equilibrata possa essere sempre la soluzione migliore per la nostra salute, prima ancora della nostra linea.


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