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Contenuti per tag: dolori muscolari


Distinguere un infortunio dal semplice indolenzime...

 Un argomento sempre di attualità nel campo dello Sport e del Fitness in generale è quello del dolore. Come sappiamo, il dolore può essere una parte del processo di adattamento muscolare a seguito di nuovi stimoli allenanti (i famosi DOMS - Delayed Onset of Muscles Soreness) ma può essere altresì un indicatore importante di qualcosa che non va, come una infiammazione o, peggio, una lesione di qualche tessuto del nostro corpo. Quando qualcuno che alleno mi manifesta un fastidio o un dolore, ci sono una serie di domande attraverso le quali cerco di individuare quelle caratteristiche che mi permettono di capire se quel dolore fa semplicemente parte del processo di allenamento oppure è un segnale da non sottovalutare. Intanto un piccolo ripasso. Ho nominato i DOMS: l’allenamento provoca delle microscopiche lacerazioni del tessuto muscolare che portano gonfiore (spesso non evidente) e il rilascio di un liquido urticante che, a 24-48 dall’evento stressante, inducono quella sensazione di indolenzimento muscolare (per alcuni più forte e/o duraturo, per altri meno) spesso erroneamente associata alla presenza di acido lattico nel muscolo (nulla di più falso). Questo può già essere un primo indizio: se il dolore infatti si avverte già immediatamente dopo l’allenamento, quasi certamente non sarà dovuto ai DOMS! Allo stesso modo, come detto, i DOMS tendono a diminuire e poi sparire nell’arco di 2-3 giorni (a volte di più, ma comunque calando velocemente di intensità) mentre un infortunio può protrarre il dolore molto più a lungo. E ancora: per ridurre i DOMS è sufficiente un corretto uso dello stretching post-allenamento, mentre con dolori dovuti a infiammazioni o lesioni sono fondamentali l’uso del ghiaccio e, ovviamente, il riposo totale della zona. Analizziamo adesso la qualità del dolore. L’indolenzimento, lo dice la parola stessa, da la sensazione di muscoli rigidi, ipersensibili e affaticati. In presenza di infortunio, il dolore è invece quasi sempre di tipo acuto, con fitte improvvise e ben localizzate. Se siete in grado di indicare esattamente il punto in cui il dolore compare, sia esso a livello tendineo, osseo o articolare, molto probabilmente si tratta di un (più o meno serio) infortunio. Quando il dolore riguarda un’area estesa che corrisponde quasi per intero al muscolo, è molto più facile che si tratti di semplici DOMS. Un altra grossa differenza consiste nel fatto che spesso, in presenza di infortunio, il dolore viene avvertito anche stando fermi (persino la notte mentre si è a letto) mentre l’indolenzimento muscolare si manifesta nel momento in cui muoviamo la parte interessata. Anche capire se il dolore si manifesta su entrambi i lati del corpo è molto utile al nostro scopo, perchè a meno che non si faccia un allenamento monolaterale (come negli sport di lancio) i dolori muscolari dovrebbero comparire in egual misura sia a destra che a sinistra. Veniamo ora agli aspetti più evidenti: si è formato un edema o un gonfiore in una zona in particolare? La probabilità di infortunio è molto alta! Avete avvertito un rumore simile ad uno schiocco o un crepitio nel momento subito precedente l’insorgenza del dolore? Questo potrebbe indicare una lesione del muscolo, quindi interrompete subito l’allenamento e consultate un medico! Riconoscere queste differenze può fare una grossa differenza: sempre meglio fermarsi per tempo e lasciar guarire un muscolo in pochi giorni piuttosto che ignorare i segnali che il nostro corpo ci invia, continuare a lavorare sopra un tessuto infortunato e doversi poi fermare magari per mesi... usiamo la testa, sempre!

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Basta dolori muscolari grazie a Trigger Point Ther...

Parliamo di una terapia che consente di alleviare il dolore muscolare attraverso l'impiego di piccoli attrezzi (i Tools: Grid, Massage balls, Footballer, Quadballer) che risultano estremamente efficaci quando sono a contatto con punti ben precisi, ossia i trigger points. I “trigger points” sono dei piccoli nodi, dei punti di tensione che si sviluppano nel muscolo quando è stressato, sovraccaricato o ha subito un trauma. Essi sono la causa di frequenti dolori. In tali circostanze è opportuno detensionare il punto critico, il trigger point appunto, esercitando una pressione, sia attiva che passiva, accompagnata da piccoli movimenti. La terapia trigger point viene utilizzata come protocollo di lavoro per alleviare il dolore muscolare attraverso la pressione esercitata su questi punti con l'aiuto dello stretching (statico e dinamico), ne segue quindi un Release Miofasciale che ha lo scopo di liberare la fascia connettivale dalle tensioni di cui abbiamo detto prima, mediante delle  apposite tecniche. Questi strumenti rappresentano per tutti, agonisti e sportivi amatoriali, un valido supporto nel lavoro quotidiano e portano anche ad un miglioramento della performance sportiva. Seguendo un preciso iter (che può variare in base all’utente) si avrà un sollievo generale per l’amatore che si allena per stare bene, ma anche grandi benefici per chi deve affrontare una prova agonistica.   TP Therapy si pone diversi obiettivi: prevenire le lesioni e il dolore; migliorare il range of motion; migliorare la performance: aumentare forza, rapidità, resistenza e potenza; migliorare la circolazione; recuperare più rapidamente e migliorare l'efficienza neuromuscolare. Questi sono solo alcuni benefici che si hanno con l’utilizzo degli strumenti Trigger Point: aumenta la mobilità e la flessibilità, migliora la performance, diminuiscono i dolori, viene favorito un recupero muscolare più rapido.   Negli ultimi anni sempre più sportivi di alto livello si affidano a professionisti per i trattamenti di questo tipo. Tennisti, calciatori, ciclisti, runners sono solo alcuni esempi; inoltre moltissimi appassionati di sport estremi ne hanno fatto un must del loro modus operandi. Senza dimenticare chi pratica sport e discipline di combattimento, oltre agli sportivi di ultima generazione: gli irriducibili del body weight, dell’allenamento funzionale e a corpo libero, ed infine i seguaci del crossfit.   Il mio consiglio, come sempre, è quello di farvi guidare da un esperto; una persona competente in materia, che abbia la certificazione internazionale “MCT” rilasciata da TRIGGER POINT THERAPY. Sarete quindi indirizzati verso un corretto protocollo che vi aiuterà a sentirvi meglio fin da subito, l’operatore saprà come trattare i vostri Trigger Points usando i suoi attrezzi: Grid, Massage balls, Footballer, Quadballer. Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/Blog/Salute/Basta_Dolori_Grazie_A_Trigger_Point_Therapy--id331.html  

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