Filtra: 

Contenuti per tag: ritenzione idrica


La pedana vibrante contro gli inestetismi della ce...

La cellulite è una combinazione di accumulo di grasso superficiale, ritenzione idrica, infiammazione e un successivo accumulo di tessuto cicatriziale. Le pedane vibranti possono contribuire a migliorare alcuni degli aspetti della cellulite, in realtà non riescono a curarla risolvendo per sempre il problema, ma aiutano comunque a ridurne gli inestetismi. Ciò avviene grazie alla forte stimolazione meccanica della vibrazione prodotta dalla piattaforma vibrante, che “incoraggia” le cellule di grasso a morire presto, mentre allo stesso tempo le cellule di collagene vanno a sostituire le cellule adipose e anche ad aumentare la produzione di collagene ed elastina, due proteine che rendono la pelle soda ed elastica. Ovviamente, questo può avere un effetto diretto su tre aspetti della cellulite: grasso, la elasticità della pelle e la ritenzione idrica, perché le pareti dei vasi sanguigni sono fatte di collagene, elastina e proteine simili, così un miglioramento della produzione di collagene li renderebbe più forti e resistenti, diminuendo in tal modo perdite d’acqua e quindi la ritenzione idrica. Tuttavia, stare in piedi su una pedana vibrante per più di 20 minuti al giorno non è la cosa migliore per altri tessuti, come ad esempio la cartilagine, la quale, si trova nelle articolazioni del ginocchio e dell’anca. Anche la retina nella parte posteriore degli occhi, e molti altri organi, possono essere danneggiati dalle vibrazioni eccessive. Per evitare danni ai vari tessuti è consigliato non utilizzare le pedane vibranti oltre i tempi standard selezionabili sui display, infatti è sempre consigliato impostare il timer e seguire poi la scadenza di ogni sessione di allenamento. Programma intensivo contro la cellulite Per ottenere risultati migliori contro la cellulite, si può intensificare l’allenamento combinando l’azione vibrante della pedana con qualsiasi altro esercizio come lo squat e gli affondi. Oppure fare anche sit up, crunch, push up e altri esercizi per la parte superiore del corpo, il tronco. Combinate questo allenamento con una dieta e l’allenamento cardiovascolare, come tapis roulant, cyclette oppure una semplice corsa, per il massimo risultato. Per un’azione ancora più efficace, unite all’attività fisica anche dei massaggi specifici per la cellulite e un trattamento, come ad esempio una buona crema, prima e dopo ogni allenamento. La pedana inoltre avrà gadget inclusi che serviranno per aiutarvi ad allenare il corpo e ridurre gli inestetismi, ad esempio, ci sono pedane vibranti con bende elastiche ai lati che potranno essere utilizzate sia per arti superiori per allenare bicipiti, tricipiti e deltoidi, ma anche per gli arti inferiori, così da allenare quadricipiti, femorali e glutei. In questo modo, unendo l’attività fisica cardio, l’utilizzo della pedana vibrante che serve a rinforzare e tonificare i muscoli e sciogliere i grassi, e una buona dieta oltre l’uso di specifiche creme, noterete come nel giro di pochi mesi, la pelle a buccia d’arancia scomparirà completamente. Questo trattamento intensivo, per le prime settimane deve essere costante, non dovete scoraggiarvi poiché vedrete i risultati in tempi brevi, ovviamente solo se riuscite a seguire in maniera precisa questi piccoli ma fondamentali consigli. Una volta raggiunta la forma fisica desiderata, continuate con delle sessioni di fitness giornaliere con la pedana vibrante che vi aiuterà a mantenere la forma raggiunta.

Continua...

Dare un senso alla nostra vita passata ci aiuta a ...

La nostra vita come figli è in parte un capitolo della storia dei nostri genitori. Ogni generazione è influenzata da quella precedente e influenza quella successiva. Anche se i nostri genitori possono aver fatto del loro meglio, possiamo aver avuto esperienze precoci che non vorremmo trasmettere ai nostri figli. Eppure da adulti ci ritroviamo a comportarci come faceva mamma con noi o a parlare a nostro figlio o al nostro partner come ci parlava papà… ma anche se molto spesso ci ritroviamo “attaccati” comportamenti che abbiamo a nostra volta ricevuto da bambini, non siamo destinati a ripetere obbligatoriamente i pattern dei nostri genitori o del nostro passato. Se riusciamo a comprendere il senso della storia della nostra vita possiamo costruire esperienze positive che ci consentono di andare oltre i limiti posti dal nostro passato e di creare un modo diverso di vivere per noi.   È importante dare un senso alla nostra infanzia Riflettere sulle esperienze della nostra infanzia può aiutarci a dare un senso alla storia della nostra vita… ma gli eventi della nostra infanzia non possono essere cambiati! Vero. Ma allora perché è utile una simile riflessione? Una comprensione profonda di noi stessi può cambiare ciò che siamo. Dare un significato alla nostra storia ci dà la possibilità di scegliere i nostri comportamenti e di aprire la nostra mente ad uno spettro più ampio di esperienze, di avere un modo di comunicare con il nostro partner e con i nostri futuri figli che promuova sicurezza nel loro attaccamento.   L’attaccamento in età adulta Innanzitutto che cos’è l’attaccamento? È un sistema dinamico di comportamenti che sostengono e creano un legame specifico tra due persone, in cui si percepisce il bisogno di stare vicino emotivamente e fisicamente all’altro di riferimento. Ognuno di noi presenta un atteggiamento generale rispetto all’attaccamento, sviluppato nell’infanzia verso i nostri genitori, che influenza e si ripropone nelle nostre relazioni da adulti. Le modalità e i contenuti con cui raccontiamo le storie della nostra vita infantile lasciano trasparire la tipologia del nostro attaccamento. Di seguito riporto le correlazioni emerse dalle ricerche della psicologa Main (2003): in base al tipo di attaccamento che abbiamo sviluppato da bambini è possibile prevedere che attaccamento avremo da adulti nei confronti del nostro partner e dei nostri figli. Bambino Adulto Sicuro Libero e autonomo Ambivalente Preoccupato o invischiato Disorganizzato Non risolto/disorganizzato            Attaccamento adulto sicuro Le persone che riescono a parlare delle esperienze vissute nella loro storia e nel loro attaccamento, mostrano delle narrazioni caratterizzate da flessibilità, oggettività e capacità di valutare l’importanza delle relazioni interpersonali. Le narrazioni risultano coerenti e riescono ad integrare nei loro discorsi il passato, il presente e ciò che li aspetta dal futuro.   Attaccamento adulto distanziante Questo attaccamento si mostra nelle persone che hanno avuto esperienze infantili dominate da una mancanza di disponibilità emozionale e da comportamenti di rifiuto da parte dei genitori. Può capitare che una volta diventati genitori, questi adulti si mostrano scarsamente sensibili rispetto ai segnali che inviano i figli e il loro mondo interiore sembra avere come componente fondamentale l’indipendenza. Le esperienze infantili raccontano di un “isolamento emotivo”, di un ambiente famigliare freddo e molto spesso sostengono di non ricordare le esperienze vissute da bambini. Nella loro vita sembra mancare un senso al ruolo che gli altri o il passato possono aver esercitato sul loro sviluppo, tenderanno quindi a svalutare la rilevanza delle relazioni interpersonali nella loro vita.   Attaccamento adulto preoccupato È frequente nelle persone che nei primi anni di vita hanno avuto esperienze di genitori che si prendevano cura di loro in modo incostante e imprevedibile. Spesso questi adulti diventano genitori pieni di dubbi e paura per quanto riguarda la possibilità di fare affidamento sugli altri e presentano un atteggiamento di base preoccupato caratterizzato da ansia, incertezza e ambivalenza verso le persone significative della loro vita presente. Le loro narrazioni sono in genere ricche di aneddoti che rivelano come questioni del passato lasciate in sospeso continuano ad entrare prepotentemente nel presente e tali intrusioni hanno un impatto negativo sulla capacità di rispondere in maniera flessibile a ciò che sta capitando nel qui ed ora.   Attaccamento adulto non risolto Persone che hanno vissuto perdite o traumi rimasti irrisolti possono entrare improvvisamente in stati che risultano allarmati o disorientati. Una volta diventati genitori per esempio possono apparire distanti ed estraniati quando il loro bambino è irrequieto o manifestare segni di disagio, oppure possono arrabbiarsi e diventare minacciosi se un bambino eccitato corre cantando “troppo forte”. Ma perché succede questo? La presenza di elementi non risolti determina un’interruzione nei flussi di informazioni nella mente e riduce le capacità di raggiungere un equilibrio emozionale e quindi di mantenere una relazione flessibile con gli altri. Questi processi influenzano in modo diretto le relazioni significative con gli altri nel presente.   E tu, che attaccamento pensi di aver sviluppato nella tua infanzia? Essere consapevoli della nostra storia ci può aiutare a vivere meglio con gli altri e a diventare genitori flessibili e accoglienti. Diversi studi (Siegel – Hartzell, 2005) dimostrano che uno stato di attaccamento sicuro può essere “acquisito” in età adulta attraverso un processo di crescita associato a relazioni positive con amici, partner, insegnanti o terapeuti. Incominciare cercando di approfondire la conoscenza che abbiamo di noi stessi e della nostra infanzia ci aiuta ad elaborare una storia coerente della nostra vita e ci permette di unire e integrare i temi del nostro passato con quelli del nostro presente, mentre ci muoviamo verso il futuro. Noemi Di Lillo

Continua...

Zeolite: il disintossicante naturale

La zeolite è un minerale di origine vulcanica che ha genesi dall’incontro tra lave incandescenti e l’acqua del mare. Viene definita “la pietra che bolle” in quanto si rigonfia e produce vapore acqueo se scaldata. Il minerale naturale si presenta con una struttura microporosa, costituita da migliaia di piccoli canali in grado di legare rilevanti quantità di tossine e metalli pesanti dannosi alla nostra salute: la zeolite risulta quindi un prezioso disintossicante naturale. Una volta ingerita, la zeolite esercita la sua funzione alcalinizzante - disintossicante - depurativa all’interno dell’intestino “ripulendo” l’organismo dalle sostante tossiche prodotte dal metabolismo delle cellule o introdotte tramite l’alimentazione e la respirazione. Non essendo assorbita dal tratto gastro-intestinale, la zeolite verrà espulsa tramite le feci insieme a tutto ciò che avrà assorbito durante il suo tragitto Le zeolite inoltre rilascia nell’organismo minerali quali il calcio, magnesio, sodio e potassio che ricaricano i depositi di minerali: il risultato finale sarà quello di avere un corpo basificato, purificato e “alleggerito”.   Per chi è indicata? Stili di vita scorretti, stress, smog, alimentazione errata, sedentarietà, prolungata esposizione agli agenti inquinanti o al sole, fumo di sigaretta, farmaci producono uno stress ossidativo che genera uno svuotamento dei depositi di minerali e accumulo di sostanze tossiche. L’uso di zeolite naturale contrasta l’effetto dello stress ossidativo, ma anche chi osserva uno stile di vita sano e attivo può beneficiare degli effetti del minerale. Gli sportivi, ad esempio, troveranno giovamento in quanto la zeolite favorisce la riduzione dell’acido lattico e della fatica, aumentando le performance: ideale dunque per atleti di endurance come triatleti, maratoneti, nuotatori e sciatori di fondo, ciclisti.   Dove si trova? La zeolite clinoptilolite (naturale e non sintetica) è un integratore alimentare di libera vendita acquistabile in erboristeria o negozi del settore. Dato l’elevato tasso di inquinamento, di stress della vita quotidiana, di “inquinamento” alimentare e continua esposizione a smog/onde elettromagnetiche/solventi, la zeolite può essere tranquillamente consigliata a... chiunque. Gli effetti del minerale sono reali e non ci sono controindicazioni particolari. Il corpo per essere sano ed efficiente ha bisogno di un ambiente interno basico e non acido, la zeolite è una validissima alleata per una vita meno inquinata! Francesco Moschillo

Continua...

Salute: l'importanza di una buona idratazione

Molte volte chi pratica sport si sofferma troppo sull'alimentazione e sul tipo di allenamento da fare, tralasciando però una componente che a mio parere non è da tenere in secondo piano: l'acqua. L'acqua rappresenta il 40-65% del peso corporeo ed è il costituente principale del nostro organismo. Nell'acqua avvengono tutte le reazioni dei processi metabolici cellulari. Non solo è un elemento della costituzione del sangue e del tessuto connettivo, ma è anche coinvolta nei processi generali di omeostasi dell'organismo, dei liquidi circolanti e tissutali e della termoregolazione, è il mezzo attraverso cui vengono eliminati i cataboliti, per via urinaria, rettale, gastrointestinale e termoregolatoria. Dunque necessita di attenzione il mantenimento di una composizione costante dei liquidi organici, ovvero del bilancio idrico in omeostasi. La regolazione del bilancio idrico coinvolge in larga misura il rene, ma parte in realtà dall'ipotalamo, il quale contiene il "centro della sete". Un difetto di idratazione può essere evidenziato da diversi segnali di disagio: cattiva digestione, gonfiore bevendo, ritenzione idrica, problemi intestinali in risposta all'assunzione di acqua, stipsi, pelle arida, poco elastica, irritabilità, stanchezza mentale e/o fisica, eccessiva sete. Anche il rifiuto verso l'assunzione di bevande può essere un sintomo di cattiva idratazione. Imparando a bere l'organismo impara a sapere quando assumere acqua, senza dovere arrivare al segnale limite della sete, in quel caso è segno che siamo già sotto stress e il corpo lancia i suoi segnali di allarme. Una cattiva disidratazione ha effetti negativi anche sulla circolazione sanguigna, il sangue infatti diviene più vischioso, cioè non favorisce l'ottimale ossigenazione cellulare. Si può calcolare l'assunzione giornaliera di acqua attraverso questo calcolo: 15-25 gr * Kg di peso, questa è la quantità standard in condizioni fisiche ottimali senza particolari attiva fisiche. L'acqua dovrebbe essere pura (non infusi, thè o bibite) e assunta a piccole dosi distribuite durante il corso della giornata e lontano dai pasti. Bisogna porre attenzione anche al tipo si acqua che beviamo, facendo attenzioni ai parametri chimici che possono essere cosi elencati: Residuo fisso a 180° : 50 mg (tendenzialmente leggera); PH : 6.5-6.8 (tendenzialmente acida); Assenza di nitriti, fosfati, ammoniaca (tendenzialmente pura); Ipotonica, più generalmente oligominerale.

Continua...

Coaching: la... non urgenza della relazione

In una relazione di Coaching è importante “fare pulizia” delle proprie emozioni e dei propri “schemi”. Il “campo” tra Coach e Coachee dev’essere “sgombro”, come si dice, da influenze propriocettive per non influenzare il cliente. La prima persona che deve lavorare su sé stessa in modo costante è il Coach: il meccanismo delle proiezioni è attivo nelle nostre interazioni con l’altro e non si disattiva in un “colloquio di coaching”, pertanto è necessario esserne consapevoli e fare in modo che l’unico vero protagonista del confronto sia “la persona unica interessata dei fatti” ossia il Coachee. Si favorisce una “ecologia della relazione” all’interno di una comunicazione autentica, scevra da sovrastrutture, “pulita”, neutra. Colui che ci sta di fronte deve sentirsi liberamente ascoltato e liberamente in grado di essere o non essere, di dire e non dire, di scegliere il silenzio e di non essere giudicato, osservato, interpretato. Non si interpreta in una relazione di Coaching, si ascolta e si dà la parola all’interiorità. Si cresce sul campo, ci si rigenera ogni volta. In questa “relazione di aiuto” il Coach accompagna l’altro alla conoscenza ulteriore di sé stesso attraverso l'esplorazione delle proprie risorse cognitive, emotive, fisiche e in questo agire gioca un ruolo di grande importanza la dimensione della “non urgenza”.   Cosa significa “non urgenza”? Per il Coach vuol dire non avere “fretta” di depositare consigli o suggerimenti che gli derivano da coinvolgimenti personali, dinamiche irrisolte che colgono l’occasione di emergere alla ricerca di conferme.  Coinvolgersi, etimologicamente, rimanda al concetto di “avvolgere insieme” quindi mescolarsi, farsi “un tutt’uno con l’altro”, ruotare “nel medesimo vortice emozionale” ed  è una circostanza da evitare per non alterare la cosiddetta situazione ideale del “campo” ovverosia quella in cui Coach e Coachee siedono uno di fronte all’altro, senza confondersi.  Diventa conditio sine qua non lo “spaesarsi” ovverosia “uscire dal proprio paese” narcisistico, costituto dalla paure, dalle emozioni represse, dagli schemi, dai filtri che fanno parte di noi ma che nell’espletare il ruolo di “ascoltatore attivo e neutro” non devono prevalere né essere assecondati. Su queste dinamiche personali è necessario lavorare costantemente per disapprendere, in fase di colloquio, l’urgenza di interpretare. Si fa strada, invece, la  capacità di riformulare e chiarificare i concetti espressi dal Coachee aiutato ad analizzarli sotto un’altra veste, con radicamento sul qui e ora per orientare scelte future oppure con visione sul domani per comprendere punti di osservazione presenti.  La pratica del rilassamento aiuta il Coach a “spaesarsi” e quindi a dialogare con le proprie emozioni “urgenti” per dare loro uno spazio interiore in cui rimanere sedute e osservare senza interferire nella relazione di aiuto e di ascolto empatico, che, allo stesso tempo, si mantiene lucido e razionale. Difficile pensare a sé stessi come ad esseri neutrali nel momento in cui ascoltiamo il vissuto di un’altra persona con il quale, a volte, ci identifichiamo. Diventa quasi automatico “farsi specchio” dell’altro, perché in fondo, in noi, traspare un “bisogno di aiutare” e di “salvare”. Nel coaching non si operano “conversioni”. Non si “porta l’altro” a pensare in un certo modo, ma lo si accompagna a riformulare il proprio pensiero, che significa dare degli strumenti per uscire dalla “bolla di comfort” e camminare sulla “sponda” verso un cambiamento di paradigma ovverosia di “lettura” di un modo di essere o di credere come un nuovo orizzonte da cui osservare sé stessi per cogliere soluzioni e stimolare la creatività e l’intuizione. Il Coach segue l’arte maieutica che mira a definire la comprensione di processi di trasformazione e di apprendimento come motivazione interna, soggettiva, lontana da qualsiasi forma di persuasione. Socrate agiva come una “levatrice” per “tirare fuori” dall’allievo pensieri assolutamente personali, da ascoltatore “paziente” e “spaesato”.   Maria Cristina Caccia

Continua...

Esiste un’ansia “normale” e un’ansia “pa...

Nella società odierna l’ansia fa ampiamente parte della vita quotidiana di ognuno di noi. Viviamo in un mondo in cui i cambiamenti si susseguono rapidi, ogni giorno si scoprono nuovi rischi, pericoli, malattie, ogni giorno si sente parlare di “crisi”: nell’economia, nei valori di riferimento, crisi che investe la famiglia e le nuove generazioni, crisi nella rappresentazione del futuro. Insomma, molto più che in passato, il clima sociale sembra alimentare una certa quota di ansietà. Tuttavia, ciò non basta per spiegare come mai ci può capitare di vivere periodi della nostra vita in uno stato di forte ansia. Le nostre emozioni, infatti, rispondono sempre a logiche soggettive e spesso hanno radici profonde nella psiche e nella storia di ognuno di noi. Ansia ed inquietudine, in particolar modo, sono emozioni che possono aumentare sotto il peso dei conflitti e degli eventi dolorosi della propria vita. Chi soffre d’ansia può avere difficoltà ad addormentarsi, si sveglia nel corso della notte e al mattino si alza con una sensazione di spossatezza. Così, una forte ansia può diventare estenuante, tanto da generare sintomi tipici dello sfinimento, quali: tensione, infelicità, inattività, cefalea, dolori agli arti o alla schiena, tensione muscolare, tachicardia. Il disturbo più costante e spiacevole spesso concerne proprio il sonno. Tutti questi sintomi possono naturalmente essere mutevoli e possono alternarsi a momenti di maggior benessere e ottimismo. È importante, allora, saper distinguere tra l’ansia “normale” e l’ansia “patologica”.   Ansia "normale" L’ansia “normale” è transitoria e proporzionata agli eventi, non incide sulla salute fisica e mentale, permette anzi un miglior adattamento, in quanto informa l’individuo sui pericoli a cui potrebbe andare incontro e lo indirizza nella ricerca di soluzioni adeguate al contesto. L’ansia “normale” è costruttiva: è una fonte di curiosità, intelligenza, apertura al mondo, provoca uno stato di tensione psicologica che aiuta la persona ad attivare risorse e capacità operative finalizzate alla risoluzione di un problema. Nei casi in cui l’individuo non riesce a trovare soluzioni adattive per fronteggiare situazioni sconosciute o potenzialmente pericolose, l’ansia può perdere le sue caratteristiche funzionali ed assumere un carattere patologico, determinando vissuti di impotenza e di passività nel controllo delle proprie emozioni. Dunque, un criterio differenziale tra la “normale” reazione ansiosa e l’ansia “patologica” è rappresentato dal fatto che la prima amplifica le capacità operative del soggetto, mentre la seconda le disturba inibendole e influendo negativamente sulle prestazioni.   Ansia "patologica" L’ansia “patologica” costituisce spesso un freno: paralizza, blocca, fa sentire impotenti. È intensa, sproporzionata agli eventi, ha una durata ed un’intensità eccessive, è difficile da controllare e anche se talvolta se ne colgono le origini, questo disagio influenza in maniera consistente la propria vita. Spesso interferisce con lo svolgimento dell’attività lavorativa, in quanto insorgono continue preoccupazioni e dubbi assillanti (Ho pensato proprio a tutto? Sarò all’altezza del compito?…), oppure può influenzare il rapporto con gli altri e diventare motivo di apprensione, fin quando sarà sempre più difficile godere della compagnia delle persone. L’ansia patologica, assume inoltre caratteristiche auto-invalidanti, per cui l’individuo perpetua comportamenti disadattivi per lunghi periodi di tempo, spesso giudicati dalla persona stessa come irrazionali e inadeguati. In tal caso, l’ansia diviene sia la causa, sia la conseguenza del nostro malessere.   Cosa fare quando l’animo si agita troppo? Spesso chi soffre a causa di un disagio ansioso si rivolge in prima istanza al medico di base, nella speranza di essere aiutato a “liberarsi” da questa zavorra che limita pesantemente la propria vita. I farmaci in realtà possono offrire un sollievo, ma raramente sono da soli risolutivi. Essi possono attenuare le componenti fisiologiche dell’ansia, tuttavia, in assenza di una rielaborazione, le cause più profonde dell’ansia e le modalità di risposta con cui affrontiamo gli stimoli per noi ansiogeni, rimangono immodificati. È importante ricordare che un’ansia intensa può essere il segnale di una problematica più profonda che necessita di essere compresa. L’ansia è un “segnale d’allarme” che invita a fermarsi. Per questo motivo, chi soffre d’ansia può trarre beneficio da un percorso di psicoterapia eventualmente affiancato da un intervento farmacologico. Quest’ultimo può favorire una comprensione più profonda del proprio disagio, stabilendo dei nessi tra il vissuto ansioso e le condizioni interne che lo generano e favorendo l’individuazione di meccanismi di risposta più adattivi e funzionali e che possono riportarci ad uno stato di benessere. Noemi Di Lillo

Continua...

La cellulite: tutto quello che dovresti sapere!

E’ l’incubo numero uno per oltre il 90% delle donne, croce per le stesse e delizia per le case farmaceutiche e industrie del benessere, pronte a sfruttare il ”business della salute”. La cellulite solitamente viene classificata come “malattia”, quando in definitiva non è altro che un normale quadro fisiologico. Infatti la cellulite non è altro che una risposta di protezione del sistema immunitario per evitare danni peggiori. I sintomi principali della cellulite sono la sensazione dolorosa al pizzicamento, la diminuita elasticità cutanea, abbassamento della temperatura nelle zone coinvolte, fragilità dei capillari, formicolii, anche se normalmente ci si sofferma solo sul risvolto estetico, vale a dire la visibilità della pelle “a buccia d’arancia”. I sintomi risultano tanto più accentuati quanto più è avanzato lo stadio della malattia. Esistono zone del corpo in cui la cellulite è più frequente: per esempio la regione peritrocanterica, cioè la parte estrema in alto della coscia; glutei fianchi e cosce in genere sono tra le zone più colpite ma ci sono anche cellulite della nuca, delle ginocchia, del braccio, del seno, ecc… Le ragioni delle predisposizioni ad ammalarsi di queste zone non sono completamente chiare, ma sembrano in parte legate a fattori ormonali (maggior concentrazioni di recettori per il cortisolo nella nuca e per gli estrogeni nella regione peritrocanterica) ed in buona parte a fattori di natura circolatoria, cioè in relazione alla quantità di sangue che arriva in quelle regioni.   La domanda è ridondante: quali sono i rimedi efficaci per combatterla? Bastano creme, fanghi, dieta, attività fisica e trattamenti di ogni genere? Le soluzioni per sconfiggere il nemico numero uno delle donne sembrano infinite. Ma quali sono quelle realmente valide? Quando ci si trova in uno stadio iniziale, si può intervenire efficacemente sia a livello di trattamento che di prevenzione, agendo prevalentemente sul microcircolo e sul flusso sanguigno e, in aggiunta, sull’accumulo lipidico. Occorre seguire strategie su più fronti, intervenendo su alimentazione, attività fisica e stile di vita. Da sfatare la leggenda metropolitana che le creme anticellulite fanno miracoli e che cancellano la buccia d’arancia in un sol colpo. Idem i raggi infrarossi, acquagym e tutte le cure miracolose che promettono sogni irrealizzabili.  C’è da dire che i principi attivi contenuti nelle creme, uniti al massaggio, all’attività fisica e a tutte una serie di prevenzioni aiutano davvero ad attenuarne gli inestetismi, rendendo la pelle più liscia e tonica, ma comunque il consiglio principale è quello di diffidare sempre dai sistemi che promettono risultati stratosferici senza sottoporsi a sacrifici importanti sotto tutti i punti di vista. Falso mito anche quello che la cellulite compare solo sulle persone in sovrappeso. Niente di più falso: la cellulite si può presentare anche in un soggetto magro.  L’alimentazione è sicuramente il punto cardine per prevenire e combattere la cellulite. Deve esserci un giusto rapporto basico degli alimenti tra acido e alcalino per prevenire l’Acidosi (altra concausa della PEFS, Pannicolopatia Edemato-Fibro Scheletrica). In generale i cibi proteici animali e cereali hanno un elevato indice di acidità (positivo), mentre frutta e verdura hanno un indice negativo e sono chiamati alimenti alcalinizzanti. Non occorre (anzi non si deve) eliminare tutte le sostanze acidificanti, ma solo equilibrarle con le altre, evitando le più dannose. Possiamo dividere gli alimenti in ulteriori tre classi: consigliati, sconsigliati e vietati. Tra i cibi consigliati Frutta, verdura, olio di oliva, pane integrale, pasta integrale, yogurt magri, formaggi freschi, latte scremato, legumi, pesce, carne bianca, succhi di frutta, succhi di verdura, miele. Cibi sconsigliati Pasticceria, carne rossa, caffè, burro, margarina, latte intero, gelati, uova, cereali raffinati, formaggi stagionati, sale, vino, zucchero di canna. Cibi assolutamente vietati Affettati, cibi in scatola, sale, salatini, patate fritte, fritti, hamburger, panna, besciamella, maionese, nutella, cioccolato, frutta sciroppata, confetture, zucchero raffinato, merendine, carne grassa, superalcolici. Da ricordare che occorre bere molto (soprattutto lontano dai pasti): un litro e mezzo di acqua al giorno (due litri d’estate) e di effettuare almeno un minimo di cinque pasti giornalieri su cui suddividere il proprio apporto calorico. Fondamentale programmare i carichi glicemici/insulinici ricordando che la glicemia è alta al mattino, media al pomeriggio e bassa alla sera. Prendendo spunto dai consigli della nonna quindi sarebbe bene seguire una colazione da Re, un pranzo da Principe e una cena da Povero. In definitiva per prevenire e combattere la cellulite è consigliata un’alimentazione adeguata con una buona percentuale di alimenti ricchi di fibre (legumi, carciofi, broccoli, mandorle, avena, ecc... senza eccedere)  reidratandosi adeguatamente, portare sempre almeno a cinque i pasti giornalieri facendo massima attenzione alla programmazione dei carichi glicemici-insulinici e tenendo un PRAL nella norma (equilibrio acido-base). In ultimo ma non per importanza affidarsi ad un buon personal trainer per costruire un allenamento mirato aerobico-anaerobico posturale ed un massaggiatore per eventuali massaggi linfo drenanti.  Consiglio spassionato per le donne Limitare al massimo l’uso di calzature con tacco alto e molto alto. Se proprio indispensabile sarebbe opportuno un lavoro sulla fascia plantare al termine dell’utilizzo delle stesse per alleviare i postumi di una stasi linfo-venosa  (gonfiore a gambe e caviglie) onde evitare danni in futuro.

Continua...

Cellulite, come combatterla nel Fitness!

Cos’è la cellulite? La cellulite “estetica”, più precisamente chiamata PEFS (Pannicolopatia Edemato-Fibro Scheletrica), o anche Liposclerosi, indica un’alterazione del sistema venoso-linfatico, con un rallentamento del flusso sanguigno (ritorno venoso), ed una ritenzione liquida da parte dei tessuti. Inoltre, la cellulite presenta solitamente un'alterazione del tessuto sottocutaneo che è ricco di cellule adipose (questa condizione è probabile, ma non sempre la cellulite ha stretta correlazione con il tessuto adiposo), ovvero, non sempre la cellulite attacca le persone con un'elevata composizione corporea composta da massa grassa. Tutte le alterazioni di tipo ormonale (vedi estrogeni) e vascolare, spesso accomunate ad una vita sedentaria e/o stressata, un’alimentazione scorretta e ancor di più un’idratazione non sufficiente, possono essere le cause scatenanti della formazione di cellulite! Solitamente nella cellulite le cellule adipose tendono ad ipertrofizzarsi e vanno ad occupare gli spazi intracellulari, dove si va a creare un accumulo di liquidi, che perlopiù sono i prodotti derivanti dai processi biochimici. E’ un fenomeno-patologia che interessa in modo particolare il sesso femminile (circa 80-90% della popolazione), e in parte molto minore anche gli uomini. Questo problema inizia a sorgere durante la fase adolescenziale, nella maggior parte dei casi, eziologicamente dovuto ai cambiamenti ormonali. Il termine pannicolopatia, sta ad indicare una patologia del pannicolo adiposo sottocutaneo; l’edema, invece, indica l’accumulo di liquidi nel tessuto adiposo e il loro “persistente ristagno”, mentre i fenomeni di cosiddetta “delimitazione dell’edema” vengono chiamati: fibrosclerotici. La cellulite ha 3 classi di crescita, in cui viene suddivisa: Edematosa; Fibrosa; Sclerotica. Prima si forma l’edema, poi la fibrosi ed infine si crea una sclerosi; ovvero in primo luogo si ipertrofizzano gli adipociti, poi si crea l’edema (accumulo di liquidi) nel tessuto adiposo, o meglio tra lo spazio intercellulare degli adipociti (cellulite edematosa), poi si “indurisce” il connettivo, creandosi appunto la fibrosi (cellulite fibrotica), ed infine nascono sul tessuto connettivo  indurito dei noduli, che danno vita alla terza ed ultima fase, detta sclerosi (o cellulite molle). Come combatterla e sconfiggerla nel Fitness? Per combattere in modo efficace la cellulite, occorre comprendere oltre una buona conoscenza strutturale-anatomica, anche la sua “fisiologia” durante degli sforzi fisici, e valutare con attenzione e accuratezza le modalità di trattamento in palestra. Oltre i soliti clichè e stereotipi già dibattuti ampiamente da anni, es. non fumare, bere molta acqua, alimentazione sana ed equilibrata ecc ecc… che sono giusti ed importantissimi per combatterla, sia chiaro: noi vogliamo fare una riflessione sul trattamento di questo fenomeno nel campo wellness-fitness, andando a cercare di capire fino in fondo tutti i parametri che vanno ad incidere su un allenamento per la cellulite. I macro-problemi sono fondamentalmente due! Il primo più meccanico, mentre il secondo più epatico-ormonale.   Attenzione agli urti! Gli urti con il terreno, di intensità importanti e ripetuti, come la corsa, i balzi, la corda, e quant’altro portano dei problemi, e non delle soluzioni alla “battaglia contro la cellulite”; infatti con impatti di questo genere si creano delle microlacerazioni alle membrane delle cellule adipose, che possono andare a peggiorare la situazione. Oltre a creare una forte produzione di acido lattico.   La regolazione del PH! In più, oltre agli impatti occorre prestare una notevole attenzione, ai lavori che ci portano ad ottenere una forte produzione di lattato, che essendo acido va ad alterare il nostro PH (rapporto acido-basico), che si trova tra i 7,3 e 7,4, fondamentalmente neutro, appena più alcalinizzato che acidificato; infatti una forte produzione di acido lattico può andare ad enfatizzare una situazione di cellulite.   Proposta: Allenate i soggetti in un range che sia di resistenza o di forza, evitando l’ipertofia il più possibile; questo in una fase iniziale, una volta che i problemi sono risolti o in via di risoluzione, potremmo allora incominciare ad inserire altri “protocolli”, con le rispettive attenzioni, cautele e soprattutto progressività del caso. In una fase di condizionamento o ri-condizionamento cominciare con allenamenti a basse intensità e senza la presenza di forti impatti col terreno (es. camminata sì, corsa no), per poi passare ad una fase preparatoria alla forza con carichi che non devono superare le 6 ripetizioni, ed infine cercare una forza che si avvicini sempre più al sub-massimale, successivamente anche massimale, con le cautele e prevenzioni del caso (vedi certificato medico agonista); chiaramente in soggetti che non presentano queste predisposizioni, es. “la signora Pina”, non porteremo mai i carichi ad esaurimento, e cercheremo un lavoro meno intenso, ma senza andare nel range ipertrofico. E’ molto importante una corretta e periodica monitorizzazione, e per farlo ci si può e deve affidare alle tecnologie a disposizione, in modo particolare:BIA (per avere dei dati tricompartimentali del soggetto in questione, soprattutto vanno analizzate l’acqua totale e quella intra ed extracellulare), il test del lattato (per controllare che il soggetto da noi allenato non produca troppo lattato). Ultimo e non ultimo, ricordarsi che la pelle a “buccia d’arancia”, manifestazione estetica della cellulite, solitamente va a localizzarsi sempre nelle stesse zone (glutei, cosce…) e quindi per poterla combattere non dobbiamo andare a creare infiammazione eccessiva in quelle determinate zone, soprattutto nelle prime fasi dell’allenamento, ma cercare un aumento della massa muscolare generale nel corpo, non commettendo l’errore più comune: banalizzare l’allenamento femminile circoscrivendolo solamente alle zone di gambe e glutei!   A cura di, Gabriele Grassadonia ed Eugenio Di Maro

Continua...

Cellulite: attività fisica e consigli utili

Cos'è la Cellulite La Cellulite è un problema che affligge moltissime donne (8 su 10) ed anche uomini seppure in misura minore (4 su 10), infatti interessa oltre la metà della popolazione. Il termine corretto per denominarla da un punto di vista medico è "Dermo-ipodermo-panniculopatia-edemato-fibro-sclerotica" che sta ad indicare un alterazione localizzata nel derma e nell' ipoderma (gli strati sottostanti la cute) con le seguenti caratteristiche: pannicolo adiposo - da cui panniculopatia, il suffisso finale "patia" ci indica che questa è una patologia; caratteristiche edematose - ovvero accumulo di liquidi fuori dalle cellule, la famosa ritenzione idrica; fibrosi - aumento del tessuto connettivo che indurisce quello adiposo, "buccia d'arancia"; sclerosi - avviene formazione di tessuto cicatriziale, caratterizza la forma avanzata della patologia; Una delle conseguenze è una tossicosi progressiva dei tessuti per un'alterazione del microcircolo, soprattutto in zona trocanterica (fianchi-glutei-cosce); quindi i vasi sanguigni non sono in grado di portare ossigeno ai tessuti, nè di ripulirli da sostanze tossiche. Le cause Più che di cause bisognerebbe parlare di "concause" visto che la patologia è multifattoriale, cioè causata da numerosi fattori che agiscono in sinergia tra loro predisponendo alla cellulite. Essenzialmente si possono riconoscere 3 classi di fattori scatenanti suddivisi in: fattori primari: ereditarietà o fattori genetico-costituzionali; fattori secondari: fattori ormonali - ciclo mestruale, gravidanza, sconvolgimento ormonale adolescenziale, sono situazioni aggravanti la cellulite per una maggiore produzione di ormoni estrogeni responsabili di accumulo adiposo localizzato, ritenzione idrica, aumento dell'appetito, ecc..; fattori comportamentali: sono fattori che possono favorire o aggravare uno stato cellulitico. Sono dovuti essenzialmente ad uno stile di vita malsano ed all'adozione di abitudini sbagliate - nutrizione sbilanciata, sedentarietà, fumo di sigaretta, eccesso di alcolici, caffè ed altri stimolanti, dimagrimento troppo rapido, una postura scorretta, utilizzare abbigliamento troppo aderente, scarpe strette con tacco alto, ecc..; I Fattori comportamentali sono quelli modificabili e sui quali possiamo (dobbiamo) agire per prevenire uno stato cellulitico agli stadi iniziali o per migliorarne uno già in atto.   Il giusto allenamento Iniziamo col dire che l'adozione di uno stile di vita salutare ed attivo è necessario per prevenire o migliorare la cellulite, questo vuol dire agire sui fattori comportamentali in maniera giusta ed assimilarli come sane abitudini quotidiane nel tempo. Per quanto riguarda l'attività fisica c'è da dire che se svolta ad intensità troppo elevata è fortemente sconsigliata, in quanto porta alla formazione di acido lattico; questo metabolita è un forte alleato della cellulite poichè essendo una tossina produce effetti negativi sulla circolazione e sull'ossigenazione dei tessuti. Fatta questa piccola premessa vi propongo di seguito una mia proposta allenante praticabile in palestra o anche in casa se avete un minimo di attrezzatura disponibile. La seguente proposta è totalmente generalizzata in quanto non tiene conto delle caratteristiche personali di ogni soggetto, sarà quindi compito di un personal trainer "qualificato" effettuare la valutazione morfo-funzionale individuale e stilarvi un programma ad hoc come un abito cucito su misura per la vostra persona. Ma passiamo all'azione! Circuito con metodica PHA (o cuore-periferico): Riscaldamento x 5' con esercizi di mobilità articolare e leggero stretching total body; Camminata su treadmill x 10' al 60-70% della FcMax (frequenza cardiaca massima) secondo Cooper; Squat corpo libero x 20 reps; reverse crunch x 12/15 reps; easy push-up x 10 reps; (ripetere 2-3 volte prima di passare a..) Ellittica x 5' al 60-70% della FcMax; Affondi walking (quelli in camminata progressiva) x 10 reps/arto; crunch con torsione (alternando gomito/ginocchio controlaterale) x 10reps/arto; Rowing leggermete inclinati al TRX x 10 reps; (ripetere 2-3 volte prima di passare a..) Bike recline (in foto) x 10' al 60-70% della FcMax; stretching globale in sequenza tipo Souchard x 8-10' Potete alternare il soprastante circuito a sedute di Cardio training della durata di 30' - 40' in range aerobico, ovvero ad una FcMax del 60-70% (ottima la camminata con pendenza e la bike reclinata); l'attività aerobica porta numerosi benefici sia a livello cardiocircolatorio che respiratorio nonchè di drenaggio dei liquidi in eccesso. Tra le numerose attività collettive che potrete praticare nei fitness clubs, palestre o qualsivoglia centro sportivo di seguito mi limiterò ad elencare quelle (a mio parere) adatte nel prevenire o migliorare la Cellulite e quelle "meno adatte" perchè intense a livello degli arti inferiori:   Adatte: Acquagym ed attività acquatiche in generale (in acqua avviene uno scarico gravitazionale del peso corporeo, incidendo meno sugli arti inferiori e la colonna, migliora la circolazione sanguigna, ha effetto di un massaggio, c'è un lavoro completo, ecc.. consiglio anche le passeggiate sul bagnasciuga e quelle nell'acqua bassa quando siete al mare, queste favoriscono la riattivazione della circolazione nelle gambe); Walking: l'allenamento di gruppo sui tappeti simula la camminata in salita (meglio se praticata con scarpe dalla suola bassa e morbida per la migliore stimolazione plantare), ha un ottimo effetto drenante e lipolitico nonchè migliora le capacità cardiocircolatorie e respiratorie; Pilates e fitness olistico: ottimi per il recupero posturale, lavorano sulla respirazione, propriocettività e mobilità articolare, abbinando stretching globale e localizzato. Non per ultimo riducono fortemente i livelli di stress e migliorano la stitichezza cronica (una postura errata, una respirazione non fisiologica, difficoltà ad "andare di corpo" ed alti livelli di stress sono tutti fattori predisponenti alla Cellulite). Lavoro in sala attrezzi: in stile funzionale, circuit training, anche bodybuilding purchè sotto la supervisione di un istruttore qualificato o meglio di un personal trainer esperto; (es: il lavoro proposto sopra in modalità circuito).   Meno adatte:  Spinning, Aerobica e Step high impact (quella Low impact o mista vanno bene), le routine "Squat ed Affondi" del Pump, Corsi di tonificazione che vi comportano bruciori intensi della muscolatura degli arti inferiori. Consigli utili       Per combattere la Cellulite sarà necessario associare ad un adeguato programma di attività fisica regolare un regime nutrizionale altrettanto adeguato e regolare, di seguito vi fornisco un piccolo elenco di consigli utili da mettere in pratica: mangiare tanta frutta e verdura per il loro contenuto di antiossidanti e fibre (alleati contro la cellulite); bere tanta acqua per facilitare l'eliminazione delle tossine e combattere la ritenzione idrica; eliminare il sale dalla dieta, quello presente negli alimenti già consente di soddisfarre il fabbisogno giornaliero; evitare di eccedere con bevende alcoliche e stimolanti come il caffè; No al Fumo! basta con queste sigarette! non ne posso più.. oltre a causare tutti i mali di questo mondo il fumo è un potente vasocostrittore del microcircolo, quindi peggiora la circolazione sanguigna e l'ossigenazione ai tessuti;  facilità l'accumulo di sostanze tossiche nel tessuto adiposo già ammalato dalla patologia. Ottimi come trattamenti estetici i massaggi che consentono una riattivazione della circolazione negli arti inferiori come il "Linfodrenaggio" ed il "massaggio plantare". Conclusioni  Concludendo, sappiate che questi consigli che vi ho fornito non porteranno a grandi risultati se presi singolarmente e se non seguiti con regolarità; al contrario se uniti e coltivati giorno per giorno, con costanza e regolarità, facendoli diventare parte delle vostre abitudini di vita, SICURAMENTE porteranno ad un netto miglioramento della situazione, ed in alcuni casi, a risolvere totalmente il problema. p.s: buttate nel cestino quelle dannate sigarette che, come dice spesso una persona a me tanto cara,  "non stai fumando una sigaretta ma ti stai fumando la vita!". Ed io aggiungerei "anche i soldini" ;-) Sportivi saluti a tutti dal vostro personal trainer!

Continua...

Cos'è la cellulite e come si previene

La cellulite o PEFS pannicolopatia-edemato-fibrosclerotica, è un inestetismo provocato da un’alterazione del tessuto sottocutaneo ipoderma con ipertrofia delle cellule adipose. Sotto al derma si verifica una ipertrofia delle cellule adipose, insieme a ritenzione idrica e di liquidi tra le cellule, e ciò è dovuto ad un’alterazione del sistema venoso e linfatico che rallenta il flusso del sangue provocando appunto la ritenzione idrica, ovvero la stasi di liquidi negli spazi intercellulari dell'ipoderma Da cosa è provocata la cellulite Essenzialmente la cellulite è provocata da un’alterazione del microcircolo, ma è causata da un insieme di fattori, in parte legati alla propria genetica, e quindi di tipo ereditario, ed in parte legati all’ambiente in cui viviamo ed allo stile di vita che conduciamo tutti i giorni. Questi fattori causano un’alterazione del sistema venoso e linfatico che provoca il rallentamento del flusso sanguigno, e la ritenzione (stasi) di liquidi nel tessuto, che esteriormente si presenterà a buccia d’arancia. Cause ereditarie Sesso femminile (nelle donne vi è una maggior facilità che si presenti la cellulite, per l’azione degli ormoni femminili, gli estrogeni, che favoriscono un accumulo di peso nei fianchi e fino al ginocchio, favorendo la ritenzione idrica e provocando problemi circolatori). Predisposizione genetica, ereditarietà o familiarità (se altri parenti diretti soffrono della patologia). Fattori aggravanti problemi vascolari; ciclo mestruale e gravidanza (in quanto aumentano gli estrogeni che provocano ristagno dei liquidi e problemi alla circolazione sanguigna); abbigliamento troppo stretto; stress; fumo ed alcool; sovrappeso; alimentazione scorretta (es. ipercalorica, ricca di sodio o di grassi, ecc..); postura sbagliata e con gambe accavallate (ostacola la circolazione sanguigna); vita sedentaria e scarsa attività fisica o sportiva (l’attività fisica oltre che bruciare grassi previene i problemi del microcircolo); dimagrimenti repentini; restare troppo tempo in piedi nella stessa posizione (perché favorisce la stasi circolatoria); malattie epatiche; scarpe troppo strette o con tacchi alti; fattori ormonali. Fasi di evoluzione della cellulite Cellulite Edematosa - questo tipo di cellulite, si presenta solitamente alle caviglie, ai polpacci, alle cosce e alle braccia ed è causata da un accumulo di liquidi (edema) all’interno del tessuto adiposo. Cellulite Fibrosa - In questo tipo di cellulite vi è un maggior produzione di tessuto connettivo-fibroso, e il tessuto adiposo si presenta più duro, con possibile formazione di piccoli noduli. Cellulite Sclerotica - In questo caso i noduli che si creano sono di maggiori dimensioni e il tessuto adiposo diventa ancora più duro (sclerosi). Tipologie di cellulite La cellulite compatta Si presenta dura al tatto, può essere dolente e può provocare smagliature della pelle, e colpisce soprattutto i soggetti in buona forma fisica con una muscolatura tonica. La zona interessata dalla cellulite è spesso dolente e sulla cute compaiono delle smagliature. E’ il tipo di cellulite più frequente, ma anche la più facile da curare, e si presenta con maggior frequenza sulle ginocchia, cosce e glutei, e nelle persone anche in buona forma fisica.   La cellulite molle In questo tipo di cellulite sono presenti dei noduli sclerotizzati, e si presenta spesso all’interno delle cosce e delle braccia in persone di mezza età che svolgono scarsa attività fisica o che hanno repentini aumenti o diminuzioni di peso.   La cellulite edematosa E’ l’ultimo stadio di evoluzione della cellulite, ed il trattamento è piuttosto difficile. Questo tipo di cellulite è dolente al tatto, e si presenta soprattutto negli arti inferiori delle donne (piedi e caviglie) ed è associata ad un ristagno dei liquidi e ad un’insufficienza venosa (problemi di circolazione venosa e linfatica) e infatti ha un aspetto gonfio e spugnoso, e si verifica principalmente nei glutei e nel bacino. Prevenzione della cellulite La prevenzione della cellulite necessita un’attenzione particolare sotto molti punti di vista. Ecco alcuni consigli: bere molta acqua; mangiare molta verdura e frutta; seguire un’alimentazione corretta; fare sport e attività fisica; usare abiti non molto stretti; scarpe con tacchi non troppo alti; postura corretta; eliminare fumo e alcool; non accavallare sempre le gambe; non ingrassare o dimagrire rapidamente; non rimanere seduti o in piedi fermi per troppe ore mantenere sotto controllo il proprio peso forma. Rimedi e cure per la cellulite Di seguito elenchiamo alcuni dei principali trattamenti e terapie che possono essere efficaci per il trattamento della cellulite o pannicolopatia-edemato-fibrosclerotica: Mesoterapia; Linfodrenaggio (per riattivare la circolazione linfatica); massaggi; creme con azione farmacologica; Ginnastica specifica; Ionoforesi; Pressoterapia.

Continua...

Pagina 1 di 2
Are you looking for the best website template for your web project? Look no further as you are already in the right place! In our website templates section you will find tons of beautiful designs - for any kind of business and of any style. You are in a unique place - join us today BIGtheme NET

Filtro contenuti

Filtra: 
DMC Firewall is developed by Dean Marshall Consultancy Ltd