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Contenuti per tag: genetica


Dimagrire, diamo l'imput giusto?

Dimagrire: un annoso problema che porta con se mille dubbi e opinioni. Dimagrire d’accordo, ma come? E soprattutto in che modo? Partiamo dal presupposto che non esiste un attività fisica giusta per tutti. Che siamo diversi, che quello che occorre a me non necessariamente è giusto anche per te. Sono diversi gli ormoni, sono diversi i fenotipi, le abitudini, l’allenamento. Tuttavia vogliamo considerare il corpo umano come un organismo soggetto a delle sue regole. Queste spesso e volentieri eludono i nostri “buoni propositi” e le nostre convinzioni sui metodi di dimagrimento. In primis è bene ricordare che il nostro organismo ricerca con estrema efficacia l’omeostasi; ovvero mantenere costante il valore di alcuni parametri interni, che tende di continuo a essere modificato da vari fattori esterni e interni. Ricerca inoltre il minor dispendio di energie regolando il nostro metabolismo di conseguenza. Il nostro corpo ha un fortissimo potere di adattamento. Qualora si trovasse in una situazione di ridotto apporto calorico, sarà in grado di abbassare notevolmente i suoi consumi. Il principale centro di controllo omeostatico è rappresentato dal sistema nervoso centrale, che determina il tipo di risposta più appropriata (endocrina, immunitaria ecc.). Particolarmente importante è poi il ruolo del sistema endocrino (dipendente da quello nervoso, attraverso l’ipotalamo), che controlla e regola gli altri sistemi dell’organismo; la sua risposta è tuttavia lenta (minuti, ore, giorni; di questa lenta risposta ne fanno gioco molti preparatori e dietisti per cercare di “ingannare” il metabolismo) Da qui possiamo evincere che non è così semplice ottenere il risultato sperato. Non così facile e ovvio come ci aspetteremmo. Non basta ridurre drasticamente le calorie per far si che il nostro corpo dimagrisca nella MANIERA CORRETTA. In questo articolo parleremo degli IMPUT che inviamo al nostro corpo. Se abbassiamo  le calorie ingerite e ci mettiamo su di un tapis roulant 4 ore al giorno, perderemo del peso sicuramente, ma non sarà certamente un dimagrimento. Si tratterà di perdita di peso. Sarà molto probabile che la percentuale di grasso sarà di poco variata a discapito della massa magra. Andiamo a fare un esempio su come il nostro corpo ragiona in base agli imput che  forniamo. Come si può osservare dalla foto, abbiamo preso in considerazione due atleti con allenamenti differenti. Il Nostro efficacissimo atleta Francesco Bona e il centometrista Maurice Greene. Nel caso del maratoneta il corpo è allenato a percorrere lunghissime distanze. Ne consegue che sfrutterà il sistema energetico lipolitico. Il metabolismo avrà il tempo di scindere i grassi necessari per l’energia, avrà l’ossigeno necessario per sfruttare il sistema aerobico. “Bene”, direte. Non proprio. Il corpo ragionerà nella maniera in cui ogni grammo di quel grasso è PREZIOSO. Cercherà sempre di abbassare il metabolismo per spendere sempre meno e quindi avere maggior durata. Troverà sempre il modo di riservare parte delle calorie assimilate per trasformarle nel PREZIOSISSIMO grasso. Inoltre tutto il muscolo in eccesso sarà considerato PESO e fonte di consumo energetico e verrà gradualmente eliminato (fermo restando che sarà efficacissimo allo scopo per il quale si è allenato) Come vediamo gli allenamenti e le abitudini si trasformano in IMPUT nel lungo termine. Sempre ragionando per estremi, il centometrista darà L’imput opposto. Il muscolo è prezioso perché gli permette di eseguire quello scatto di potenza necessario. Il grasso non verrà preso nemmeno in questione come sistema energetico. Il centometrista lavora “in debito di ossigeno”. Con allenamenti BREVI E INTENSI. Il grasso sarà considerato peso in eccesso (si notano anche nella foto nette differenze in termini di “definizione”). In seguito ad esercizi di ALTA INTENSITA’ il nostro corpo andrà in EPOC (excess post exercise oxygen consuption). Trattasi in parole povere di un debito di ossigeno. L'EPOC è direttamente proporzionale all'intensità e alla durata dell'esercizio. Più aumentano intensità e durata e più a lungo il livello metabolico rimane a valori superiori rispetto al suo livello basale. Nelle ore successive a tali allenamenti anaerobici si innalzerà percentualmente il metabolismo basale per sopperire le scorte di glicogeno, per il controllo della temperatura, lo smaltimento dell’acido lattico. Inoltre nel periodo successivo a questo tipo di esercizio vi è il rilascio di GH o ormone della crescita. Questo è primariamente responsabile del consumo di energia per attivazione del metabolismo di tipo anabolico e conseguente incremento della massa muscolare. Aumenta il nostro metabolismo basale, sia direttamente, comportando un maggior consumo di energia, sia indirettamente favorendo la formazione del muscolo, vero e proprio.   Qual è il risultato che vogliamo ottenere? La via dell’esercizio: breve e intenso sembra essere la più proficua. Manderà i giusti segnali. Preserveremo i nostri muscoli perché considerati “ancora necessari” per via degli sforzi a cui siamo sottoposti e condanneremo le scorte di grassi ad una SUCCESSIVA disgregazione per pagare il debito di ossigeno causato. Questi verranno bruciati in condizioni di riposo in cui la percentuale di grasso consumato rispetto al glicogeno muscolare è notoriamente più a favore dei primi. Questo avverrà più rapidamente per via del metabolismo accelerato. E’ inutile bruciare 1000 calorie su un tapis roulant e fermarsi lì. Non è più proficuo consumarne 400 in un allenamento intenso ma fare in modo che durante l’arco della giornata il nostro corpo ne bruci un 15/20% in più del normale, preservando la nostra massa muscolare? Questo è valido per le donne quanto e più che per gli uomini. Per quanto si debba valutare di caso in caso a seconda di diversi parametri e differenze. Siamo talmente diversi gli uni dagli altri che non esisterà mai una soluzione standard. Parlando di diete, il famoso preparatore Stuart McRobert, asseriva che dobbiamo mangiare in maniera sana (e questo sembrava bastare). Riguardo alle quantità? “Fino a che avete fame.” Questo perché se il nostro corpo è stimolato dai giusti imput richiederà cibo nella maniera corretta e lo utilizzerà nella maniera che ritiene opportuna a secondo dello stimolo a cui è abituato rispondere. Sta a noi decidere cosa vogliamo che faccia il nostro corpo. A volte non è così diretta la risposta tra quello che la nostra mente desidera e il modo in cui il nostro corpo agisce. Sapere come inviare i giusti imput può aiutarci a prendere la via desiderata. Distogliere l’attenzione sull’ultima miracolosa dieta uscita, o su quell’allenamento per “la definizione” fatto di mille blande ripetizioni e ore di cardio… non sarebbe quindi una cattiva idea. Che imput stiamo mandando al nostro corpo??? Michele Petrolino

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Chewing gum e caramelle senza zucchero… sarà ve...

Analizzando nel dettaglio la composizione dei sopracitati “alimenti” si può notare l’abilità delle industrie alimentari nell’ingannare gli ignari consumatori. Molti di questi ultimi infatti associano al concetto di “senza zucchero” quello di “senza calorie” e, dunque, al fatto che se ne possa consumare in grosse quantità senza rischi per la linea e la salute.   Vediamo nel dettaglio un’etichetta-campione di una famosa marca di gomme da masticare (pubblicizzate come “spazzolino portatile”) ricordando sempre che gli ingredienti sono inseriti in ordine di concentrazione (dunque i primi 3 sono “il grosso” di quello che si andrà ad ingerire).   Ingredienti Edulcoranti: xilitolo (25%), sorbitolo, mannitolo, sciroppo di maltitolo, aspartame, acesulfame k; gomma base; Addensante: gomma arabica; Stabilizzante: glicerolo; aromi; Colorante: E171; Emulsionante: Lecitine (soia); Agente di rivestimento: Cera di carnauba; Antiossidante: E320; - astuccio (confetti) 30gr.   I primi 4 ingredienti sono alditoli e non sono altro che surrogati del comune zucchero da cucina, vengono utilizzati per il loro discreto potere dolcificante, per un contenuto inferiore di calorie (2,1/3 kcal rispetto allo zucchero che è di 4kcal/gr) e per il fatto che i batteri che causano la carie non riescono ad utilizzarli per il loro metabolismo. Gli alditoli potrebbero essere estratti da fonti vegetali, ma a livello industriale vengono prodotti per sintesi in laboratorio e sono responsabili di disturbi gastrici (come flatulenza e diarrea) se consumati in grosse quantità.   Analizzando invece la lista ingredienti di una nota marca di caramelle alle erbe di stampo svizzero si nota che, oltre alle solite concentrazioni di alditoli, sono presenti anche i grassi vegetali idrogenati (sui quali mi sono già soffermato in passato per i danni che provocano alla salute) e una percentuale ridicola di estratti di erbe (0,5%).   Arriviamo al potere calorico di questi alimenti: gli alditoli si comportano a tutti gli effetti come dei carboidrati qualsiasi ed ecco dunque che riusciamo a raggiungere quota 235kcal per 100gr di prodotto. Considerando che mediamente un pacchetto di chewing gum è composto da 30gr di prodotto, mentre un pacchetto di caramelle da 50gr, il consumo calorico di un pacchetto oscillerà tra le 70,5 e le 117,5kcal (nei chewing gum con ripieno il valore aumenta notevolmente).   Il tutto ovviamente per un solo pacchetto, ma ci sono consumatori (come magari chi cerca di smettere di fumare o dimagrire con diete fai da te) che arrivano ad ingerire anche 10 pacchetti al giorno, sfiorando le 1200kcal, motivo per cui si tende ad accumulare inevitabilmente grasso corporeo.    Il consiglio è presto tratto: questi prodotti vengono venduti mediamente all’utente finale con un prezzo che varia dai 35 ai 50 euro/kg, con queste cifre si può mangiare di meglio che dei prodotti di sintesi di laboratorio, senza contare il fastidio che si prova nel pestare una gomma masticata o nel vederla appiccicata ovunque. Francesco Moschillo

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Genetica, anabolizzanti ed esercizio fisico

  La crescita dei muscoli è una ricerca che interessa numerose branche della scienza, da quelle mediche alla genetica, endocrinologia e biologia molecolare per lo studio e la risoluzione delle malattie come le distrofie, fino alle scienze del movimento come la chinesiologia, la biomeccanica e la metodologia dell'allenamento. Avere muscoli sviluppati significa essere forti, e questo è l'obiettivo di molti atleti per migliorare la performance sportiva, così come è lo scopo di persone normali che vorrebbero migliorare il proprio aspetto fisico. La motivazione di natura estetica porta milioni di persone a frequentare palestre e svolgere allenamenti con i pesi, utilizzando diverse attrezzature e metodologie, consumando quantità di cibo a volte eccessivo, assumendo sostanze spesso inutili come integratori, erbe, pro-ormoni, fino ad arrivare a pericolose sostanze come gli steroidi anabolizzanti, ormoni tiroidei, diuretici, doping chimico. Ma davvero un tipo di allenamento o un farmaco anabolizzante possono modificare la struttura muscolare incrementando il numero di miofibrille? In diverse pubblicazioni scientifiche è scritto che con l'esercizio fisico si aumentano il numero delle miofibrille con incremento del diametro e quindi della forza, mentre uno studioso di fine ‘800, B. Morpurgo, dopo lunghi e approfonditi studi dimostrò che l'ingrossamento funzionale dei muscoli volontari è determinato dall'aumento del sarcoplasma senza incremento di miofibrille, geneticamente determinate.   Questo concetto, a distanza di anni, dopo prove e sperimentazioni sul campo sembra il più probabile e reale; a sostegno di questa tesi c'è quella genetica che per un caso è venuta fuori in modo evidente. Nel giugno 2004 è apparso un articolo nella prestigiosa rivista New England Journal of Medicine (vol. 350, n.26, pagg. 2682-2688) in cui si descrive la mutazione del gene che modifica l'espressione della proteina miostatina in un bambino di 5 anni, che presenta uno sviluppo abnorme della muscolatura scheletrica con una riduzione della massa adiposa. La mutazione in questione impedisce la sintesi di miostatina nei muscoli dell'individuo che ne è affetto. L'assenza di miostatina appare l'unica causa responsabile di sviluppo muscolare riscontrato in questo bambino considerando che sia il testosterone che l'IGF-1 non sono presenti dalle analisi effettuate. La mutazione di questo gene provoca l'aumento del calibro delle miofibre muscolari; in questo bimbo le fibre muscolari e la forza contrattile sono uguali a quelle ottenute da un adulto che si sottopone a un allenamento costante. Scoprire che la massa muscolare può essere indotta molto prima dell'età adulta e senza esercizio fisico pone determinate considerazioni: la crescita dei muscoli scheletrici può essere regolata dalla miostatina senza l'influenza degli ormoni anabolizzanti come il testosterone che vengono prodotti in seguito al completo sviluppo degli organi genitali. Inoltre, il calibro della muscolatura può essere ottenuto senza allenamento muscolare, ma inattivando la miostatina. Altro fattore di grande interesse è la riduzione della massa adiposa. La mutazione genetica riscontrata in questo bambino è dovuta all'assenza di entrambi gli alleli (le due copie del gene ereditate una dal padre e una dalla madre) della miostatina; in individui con una riduzione parziale della miostatina (mutazione di un solo allele) si determinerà uno sviluppo muscolare particolarmente accentuato, come accade in atleti o individui dotati di una forza superiore al normale. I livelli circolanti di miostatina contribuiscono in modo essenziale alla predisposizione genetica per sviluppare massa muscolare e adiposa, regolandone il metabolismo. Come agisce la miostatina sulle cellule muscolari? La miostatina è prodotta soprattutto dalle cellule muscolari e una volta secreta è mantenuta inattiva da un inibitore, la follistatina. Quindi, i livelli di follistatina determinano l'attività biologica della miostatina. Nel topo, alti livelli di follistatina determinano ipertrofia muscolare; al contrario, la sua inattivazione produce un difettoso sviluppo muscolare. L'azione contrapposta tra miostatina e follistatina regola lo sviluppo muscolare mediante il controllo della rigenerazione muscolare indotto dalle cellule satelliti e staminali muscolari. Questi rigeneratori sono reclutati dalle fibre muscolari in seguito a uno sforzo come potrebbe essere un esercizio fisico intenso, o a seguito di un danno dovuto alla degenerazione delle miofibre, come avviene in alcune malattie neuro muscolari (distrofie). Le cellule satelliti non attivate hanno livelli più alti di miostatina e bassi livelli di follistatina. In seguito a stimoli rigenerativi le cellule satelliti producono maggior quantità di follistatina, riducendo i livelli di miostatina, con conseguente aumento dei calibri muscolari interessati. La farmacologia sta studiando delle vie chimiche che possano incrementare la follistatina a scopi di rigenerazione muscolare per combattere le malattie muscolari come le distrofie, e la perdita di massa muscolare che si riscontra nell'età avanzata o per l'insorgenza di tumori.   Risultati promettenti sono stati ottenuti con l'IGF-1 e con le cellule staminali muscolari (mesangioblasti). Ora, in attesa di ulteriori sviluppi della ricerca nel campo della follistatina, l'utilizzo delle somatomedine (IGF 1-2) dovrebbe essere circoscritto al campo medico come nel caso delle malattie neuro motorie o a quelle di scarso sviluppo in età puberale, mentre un utilizzo per scopi sportivi,incrementare la massa muscolare,non solo pone dei problemi di tipo etico ma anche di salute. E' necessario fare una premessa relativa al funzionamento degli ormoni: sono dei messaggeri chimici che esplicano la loro azione solo a livello delle cellule bersaglio, le quali dotate di specifici recettori le riconoscono e interagiscono;questi recettori a seconda della classe di ormoni si possono trovare sulla membrana cellulare,nel citoplasma o,per gli ormoni steroidei nel nucleo. Gli ormoni steroidei derivano tutti dal colesterolo via pregnenolone, il comando di formazione di sintesi proteica avviene con meccanismo di trascrizione. Gli anabolizzanti sono una classe di sostanze chimiche simili al testosterone per struttura molecolare con l'obiettivo di amplificare l'effetto anabolico (sintesi proteica) e ridurre al minimo l'effetto androgenico (mascolinizzante). La formazione di queste proteine avviene in base alle necessità del corpo e del periodo di vita in cui questo si trova. Quindi, un aumento del GH e del Testosterone sono utili e necessari durante la pubertà per aumentare i parametri ossei e muscolari e differenziare le tipologie tra maschio e femmina; in questo periodo di vita l'aumento di questi ormoni non solo è auspicabile ma necessario. La natura, nel corso di millenni di evoluzione, ha programmato la presenza di ormoni in quantità e per periodi ben precisi per gli scopi di cui sopra, quindi innalzare la quantità di sostanze ormonali con il Testosterone esogeno o con altri composti chimici significa denaturare il corso programmato dello sviluppo umano. E' quindi un non senso aumentare i livelli di Testosterone in tarda età attraverso i farmaci perché gli obiettivi di questo ormone non sono essenziali come durante l'adolescenza per la crescita e la successiva maturità sessuale quindi per la procreazione; anzi l'effetto può essere negativo considerando che la trasformazione di questo ormone in diidrotestosterone (composto molto androgeno) ha tra i molteplici organi bersaglio la prostata accentuandone il rischio di tumore. Innalzare i livelli del testosterone con l'utilizzo degli steroidi risulta quindi inutile e pericoloso, mentre la stessa cosa, in modo naturale e senza modificare equilibri delicati e autoregolati, si può ottenere attraverso un costante, logico allenamento con i pesi. In questo modo il corpo deve fare fronte a una nuova esigenza costruire proteine muscolari che servono a riparare quelle che si usurano per l'allenamento e incrementarne i diametri per far fronte alle nuove esigenze. Bisogna evidenziare che la produzione degli ormoni si riduce nel tempo per mancanza di necessità, una delle prime manifestazione fisiologiche che si riscontrano nel corpo con il passare degli anni e l'avanzare dell'età è la riduzione di massa magra, le proteine muscolari, quindi un serio e costante allenamento con i pesi potrebbe essere un meccanismo di richiesta ormonale endogena di GH e Testosterone; se si comprende questo meccanismo naturale si evita di assumere steroidi e sostanze chimiche. Bisogna inoltre considerare che gli ormoni steroidei potrebbero non essere efficaci per gli scopi proposti come lo sviluppo muscolare in quanto per poter agire queste sostanze devono trovare i recettori cellulari a loro corrispondenti e la risposta biologica indotta dalla molecola ormonale è proporzionale al numero di recettori specifici. Una volta che l'ormone ha saturato i recettori si raggiunge il massimo di reazione, ulteriori quantità di ormone non ha effetto. Qui entra in azione la genetica che potrebbe essere favorevole (numerosi recettori cellulari alla molecola ormonale) o, come per la maggior parte dei casi, contraria. Infatti se i genitori o quantomeno i nonni non hanno trasmesso potenziali genetici per la formazione di proteine muscolari gli steroidi che devono dare il comando cellulare di trascrizione genetica possono o non entrare nella cellula, (assenza di recettori specifici) o entrarne pochi (scarsa presenza di recettori) con una debole risposta cellulare; l'agente ormonale che non viene utilizzato resta in circolo per essere eliminato dagli organi adibiti, fegato e reni, oltre a dare un segnale a feedback a livello ipotalamico di eccesso di sostanze ormonali e una susseguente diminuzione di sostanza endogena. Un eccesso di ormoni potrebbe anche causare il fenomeno della "down-regulation", cioè una rapida riduzione dei recettori per internalizzazione del complesso ormone-recettore con meccanismo endocitotico (clatrino dipendente). La teoria genetica spiega perché nella maggioranza dei casi atleti di colore riescono a costruire fisici molto muscolosi, la modificazione strutturale dei geni è stata costruita in centinaia di anni, decine di generazioni, per una continua sollecitazione del corpo a duri lavori muscolari dovuti allo stato di schiavitù che queste popolazioni hanno dovuto subire. In questo modo la necessità di avere muscoli più forti ha indotto i geni adibiti alla costruzione di proteine muscolari a sviluppare la struttura nucleare, il DNA, la conformazione enzimatica e recettoriale più efficiente per questi obiettivi. Una considerazione, gli atleti che hanno subito gravi patologie, spesso culminati con la morte, per uso di steroidi sono per la maggior parte di razza bianca, forse una predisposizione genetica a una migliore recettorialità steroidea e quindi a una più efficiente utilizzazione rende minori i rischi dell'assunzione esogena di ormoni da parte della popolazione di colore. I costi economici (acquisto dei farmaci) sono molto alti e i pericoli non mancano, a volte sono molto insidiosi come potrebbe accadere con il GH e le Somatomedine, IGF-1-2, in quanto molte cellule tumorali hanno gli stessi recettori usati dall'IGF quindi potrebbero innescare, accelerandone, lo sviluppo e la propagazione della malattia. Se è ipotizzabile che l'azione degli steroidi non ha effetto sulla crescita delle fibre muscolari ma aumenta la quantità di liquidi intracellulari, di glicogeno, di creatinfosfato (Cp), e di altre sostanze presenti nel sarcoplasma (mitocondri), oltre a un incremento della quantità di sangue che migliora l'effetto di vascolarizzazione (pompa steroidea) insomma gonfia i muscoli senza modificarne la struttura di base allora è spiegabile come molta gente che ha usato steroidi per tempi più o meno lunghi non ha ottenuto risultati importanti o comunque circoscritti al periodo di utilizzo degli steroidi. In periodi di assunzione steroidea è necessario incrementare l'introito calorico, arrivando anche ad assumere 4/5 mila al giorno. La situazione metabolica diventa disastrosa in quanto a un iniziale aumento di massa muscolare, per i fattori sopra descritti, segue un aumento di tessuto adiposo e si determina un paradosso, ex culturisti che diventano nel tempo in sovrappeso a volte obesi, insomma sempre al limite tra corpo muscoloso e corpo adiposo. A questo và aggiunto che i culturisti oltre a mangiare enormi quantità di cibo insieme agli anabolizzanti devono utilizzare diverse strategie allo scopo di regolare i flussi di acqua nell'organismo, con i diuretici o con il preciso dosaggio dell'acqua e sale per coinvolgere alcuni ormoni come l'aldosterone che ha il compito di trattenere il sodio e quindi i liquidi che saranno scaricati, attraverso precise dinamiche metaboliche, il giorno prima della gara. Lo sviluppo muscolare riguarda fondamentalmente l'allenamento con i pesi, al riguardo molti metodi di esercizio sono stati ideati, ciascuno con le sue regole, teorie e meccanismi di azione alcuni su fondamento scientifico (pochi) altri su ipotesi inverosimili. Considerando che la contrazione muscolare segue delle precise regole di neurofisiologia e di biochimica, oltre a i fattori genetici sopraesposti, i metodi di lavoro validi sono pochi, ma comunque è importante sottolineare che esasperare i muscoli con carichi eccessivi, allenamenti ravvicinati e continuati per lunghi periodi potrebbero innescare una accelerazione nel processo di invecchiamento cellulare per accresciuta azione del telomero, la parte terminale dei cromosomi, una zona in cui una parola TTAGGG (le basi che formano il nucleotide) senza nessuna utilità ai fini della costruzione della proteina, ripetuta circa 2000 volte, impedisce, durante la duplicazione del DNA, di perdere parti di testo importanti e che quindi permette la copiatura integrale del cromosoma. Questa zona, il telomero appunto, a ogni duplicazione si accorcia di alcune lettere (nel nostro organismo i telomeri si accorciano di circa 31 lettere all'anno), l'accorciamento è dunque direttamente proporzionale alle duplicazioni del DNA; quando una cellula è molto stimolata invecchia precocemente perché il telomero si accorcia a tal punto che innesca un meccanismo di non replicazione, funge da orologio biologico, non permettendo altre duplicazioni e quindi la morte della cellula; solo le cellule germinali e quelle tumorali non subiscono questo processo in quanto in esse agisce un enzima, la telomerasi, che ripara i telomeri riallungando le estremità. Questo potrebbe spiegare perché atleti di elevato valore agonistico che si sono sottoposti a lunghi ed estenuanti allenamenti subiscono un precoce invecchiamento e una caduta del sistema immunitario fattore quest'ultimo legato a un eccessivo utilizzo, da parte dell'organismo, dell’ormone anti stress cortisolo.

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Ruolo della genetica nel bodybuilding

Vi siete appena iscritti con un amico in palestra. L'istruttore vi da la prima scheda, uguale per entrambi, ma vi accorgete col passare del tempo che c'è qualcosa che non quadra... Mentre voi avete avuto mediocri risultati, il vostro amico invece è cresciuto parecchio. Eppure vi allenate assieme, con lo stesso schema di serie/ripetizioni/recupero/frequenza e a questo punto la domanda nasce spontanea, perchè? Perchè molto probabilmente il vostro amico ha quello che fà la differenza: è geneticamente portato a mettere su massa muscolare. I motivi per cui la genetica conta parecchio nel bodybuilding sono molteplici, evidenziati da Stuart McRobert nel libro che ha rivoluzionato il bodybuilding natural: Brawn. Analizziamoli uno per uno:   1) Tipo morfologico possiamo distinguere 3 tipi di somatotipo: Mesomorfo: aspetto muscoloso, poco grasso e ossatura robusta; Endomorfo: aspetto tondeggiante con molto adipe; Ectomorfo: aspetto magro, struttura ossea lunga e muscolatura poco svulippata. Come si può notare un mesomorfo avrà più probabilità di crescita di un ecto-endomorfo.   2) Inserzioni muscolari I muscoli permettono il movimento grazie alle loro inserzioni sui capi ossei. Esse prendono il nome di origine e inserzione. L'origine del muscolo non varia molto, mentre l'inserzione è quella che cambia molto da soggetto a soggetto, facendo appunto la differenza in ambito di leva articolare, permettendo una maggiore facilità nel sollevare un peso.   3) Efficienza neuro-muscolari E' la capacità di attivare le fibre muscolari grazie ai segnali provenienti dal Sistema Nervoso Centrale (SNC). Più questa efficienza è grande, maggior numero di fibre muscolari si riesce a reclutare e maggiore sarà il carico sollevato.   4) Lunghezza del ventre muscolare Il muscolo è composto dal ventre muscolare e dai tendini, che si inseriscono nelle ossa. Più il ventre è grande, più i tendini saranno corti, con conseguente possibilità di crescita. Se invece il ventre è piccolo e tendini lunghi, si avrà minor possibilità di crescita.   5) Tipo e quantità di fibre muscolari il muscolo è composto da 3 diversi tipi di fibre: bianche, intermedie e rosse. Le bianche hanno maggior potenziale di crescita, in quanto più grosse e forti rispetto alle intermedi e rosse, più resisetnti ma meno forti. Quindi se un soggetto nasce con una quantità di fibre bianche sarà predisposto maggiormente alla crescita rispetto a un soggetto con fibre rosse. A questo punto, prendiamo un soggetto che presenti tutte e 5 le caratteristiche sopra riportate e avremo sicuramente il campione!!! Purtroppo la maggior parte delle persone non nasce con tutte e 5 le cratteristiche, limitando appunto il potenziale di crescita. Da qui nasce appunto il concetto di Hardgainer, ovvero "duro a crescere", ma di questo ne parleremo prossimamente..

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