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Benessere e salute

Benessere psicofisico: come tenere a bada... lo st...

Durante la giornata, mentre mi occupo di accompagnare i clienti verso il raggiungimento dei più svariati obiettivi mi capita sempre più frequentemente di sentire utilizzare questa parola solamente all'interno di frasi ad alto potenziale negativo: "Che stress, non ce la posso fare... Mi sono svegliato questa mattina già stressato...". Quando chiedo loro di associare a queste frasi un'emozione correlata ecco che mi rivelano il significato intrinseco delle loro frasi: paura, ansia.  Il significato della parola stress (termine inflazionato ed utilizzato spesso impropriamente) possiamo estrapolarlo rapidamente con una ricerca su Wikipedia dove per la suddetta si intende (cito, anzi "copio ed incollo"): "Lo stress rappresenta la "pressione" di eventi psicologici che causano, nell'organismo, una reazione generale diadattamento agli stessi. L'adattamento può prendere varie forme, più funzionali o più disfunzionali, e si articola a vari livelli: cognitivi, emotivi, comportamentali, psicofisiologici. Attualmente, in psicologia clinica, si utilizza il termine generico stress per significare la dinamica di pressione ambientale / adattamento dell'organismo, specificando poi in distress lo stress "negativo" e disadattativo, che può condurre anche a reazioni patologiche, ed in eustress lo stress "positivo", che deriva dall'attivazione ed energia che gli impegni derivanti dalle pressioni ambientali stimolano nel soggetto." Quello che succede all'interno del nostro organismo, quando siamo sottoposti a "pressioni ambientali" sono reazioni organiche ereditate dai nostri antenati primitivi che servivano per adattare il nostro organismo ad una situazione di sopravvivenza estrema. Per essere più chiaro, le ghiandole surrenali vengono stimolate a produrre maggiori quantità di adrenalina e cortisolo: la prima è un neurotrasmettitore e la sua azione ha come effetti fisici l'aumento del battito cardiaco, la maggior apertura dei condotti d'aria, il restringimento dei vasi sanguigni mentre il secondo è un ormone (a noi ben noto...) le cui funzioni sono quelle di aumentare la glicemia e dare un beneficio anti-infiammatorio a tutto il sistema. Ma quali sono gli effetti di una tale associazione all'interno del nostro organismo? Diciamo che il nostro corpo non si è evoluto per sopportare grosse quantità di queste due sostanze e soprattutto non per troppo tempo, poiché sono indubbiamente dannose: leggiamo gli effetti collaterali. "L'eccesso di quest'ormone (cortisolo) viene detto ipercorticosurrenalismo, o ipercortisolismo, o sindrome di Cushing, ha come sintomi stanchezza, osteoporosi, iperglicemia, diabete mellito tipo II, perdita di tono muscolare e cutaneo, colite, gastrite, impotenza, perdita della libido, aumento della pressione arteriosa e della concentrazione sanguigna di sodio, strie cutanee, depressione, apatia, euforia, diminuzione della memoria." (Wikipedia)   Come fare, allora per diminuire i livelli endogeni di questa "pericolosa coppia"? Il piano d'azione deve essere composto dal controllo della respirazione, alla quale consegue un rilassamento fisico ma soprattutto bisogna agire in maniera radicale cercando di migliorare il nostro umore. Per quanto riguarda il primo fattore, saranno utili le tecniche di respirazione profonda e rilassamento che utilizziamo nella pratica del training autogeno oppure in discipline per noi occidentali un po'  più complesse come lo yoga. Per quanto riguarda l'umore il cambiamento difficilmente può avvenire attraverso esercizi "fisici" ma passa attraverso una consapevolezza che può essere raggiunta per esempio attraverso delle sedute di Coaching studiate seguendo i bisogni del singolo individuo dato che gli stimoli stressanti sono completamente differenti per ognuno di noi. Un ulteriore alleato endogeno sono le endorfine, un insieme di sostanze conosciute come neurotrasmettitori che vengono prodotte dal'ipofisi in seguito, per esempio a forti emozioni, esposizione alla luce solare ed attività fisica: ecco che anche in questo caso l'aggiunta di un moderato e piacevole allenamento (magari all'aria aperta) oltre a distogliere la nostra attenzione dai fattori stressanti, migliora ulteriormente la risposta del nostro organismo all'esposizione eccessiva a queste due dannose (seppur utili) sostanze. Allora, impariamo a gestire la respirazione ed andiamo a fare un po' di moto per controllare i fattori stressanti e migliorare ancora un po' la nostra vita!    Samuele Viotti

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Psicologia: da dove deriva il bisogno di conferme ...

La “fame di carezze” La psiche dell’uomo - per mantenersi attiva e unitaria nella sua complessità - necessita di un’adeguata ricchezza di contatti col mondo esterno attraverso gli organi sensoriali (si parla appunto di fame di stimoli, ossia fame di riconoscimenti, come di un bisogno basilare dell’individuo umano).  Nel contatto tra persone la carezza rappresenta, per chi la riceve, il percepire che l’altro si è accorto di noi. Per contro, la deprivazione sensoriale (per i bambini come per gli adulti) è un deserto in cui nessuno si accorge della nostra esistenza. Tutti sappiamo che esistono carezze fisiche e verbali: le prime, più vicine alla nostra fame primordiale, hanno un maggior impatto sullo stato dell’Io Bambino; le seconde, invece, si rivolgono alla persona in sé stessa, per il suo essere (è il caso di riconoscimenti quali “Sei un amico”, “Sei veramente in gamba”, “Ti voglio bene”, “Ti amo”). L’aspetto singolare, e proprio per questo affascinante, è che in una situazione di vuoto quasi tutti noi preferiamo una carezza negativa a nessuna carezza, ossia siamo orientati a provocare l’ambiente che ci circonda per averne in risposta reazioni negative piuttosto che non averne affatto, poiché se è vero che l’adulto può resistere in una situazione di povertà di stimoli e di riconoscimenti, è altrettanto certo che questa resistenza impegna tutte le energie della persona. C’è però da riflettere su come questa specie di economia delle carezze venga alimentata da alcuni comandamenti negativi sottintesi nelle abitudini della nostra società (quali la povertà di segnali affettivi e di espressione dei sentimenti, l’obbligo di schermirsi quando si è lodati, l’insincerità nelle relazioni interpersonali): “NON dare carezze agli altri”; “NON rifiutare carezze indesiderate”; “NON chiedere carezze, pur avendone bisogno”; “NON accettare carezze, anche se le desideri”; “NON dare carezze a te stesso”. Questo spiega il motivo per cui molti degli scambi che avvengono fra gli individui non sono soddisfacenti e fonte di benessere, ma terminano spesso con una sensazione negativa: rabbia, paura, tristezza. Si tratta delle “briciole” di cui ci si accontenta pur di soddisfare il bisogno di essere visti e riconosciuti come persone! Al contrario, è necessario regalare carezze agli altri, come e quanto lo si desidera; offrire carezze a se stessi; chiedere le carezze di cui si ha bisogno; accettarle quando ci sono gradite, rifiutarle quando non lo sono. Questa prospettiva è un cammino personale verso l’autonomia e la giusta interdipendenza tra sé e l’altro. Rosanna Di Cosmo 

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Regolare Ansia ed Eccitazione (gestire le emozioni...

In questa Pillola di Coaching ti spiego come puoi riuscire a Regolare l’Ansia e l’Eccitazione. Cosa intendiamo con eccitazione? Possiamo definirla come la misura del livello di attivazione dell’insieme formato da mente e corpo. L’eccitazione, pertanto, passa da un livello minimo, durante il sonno, a un livello intenso, ad esempio durante una competizione, un intervento in pubblico, un esame. Quando parliamo di ansia, invece, ci riferiamo a uno stato emotivo che ci fa sentire a disagio, associato ad emozioni quali tensione, preoccupazione, nervosismo, agitazione, apprensione, paura, che accompagnano lo stato di eccitazione e di massima reattività in cui si trovano la mente e il corpo. Se l’ansia non viene controllata, influisce in modo negativo sulla prestazione fisica e mentale che ci accingiamo ad affrontare. L’ansia può essere passeggera, ossia legata a particolari circostanze del “qui ed ora”, preoccupazioni e pensieri negativi, oppure può essere una caratteristica della persona. Come si può regolare l’eccitazione? Occorre agire sul controllo dei pensieri, delle immagini mentali e della respirazione, per ripristinare stati di calma e rilassamento a cui in precedenza sono stati creati opportuni ancoraggi.

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Psicologia: la trappola della compiacenza

Nelle dinamiche relazionali, solitamente, la maggiorparte delle persone tende ad oscillare tra due opposte modalità: l'aggressività e la compiacenza. Ovviamente si tratta di una definizione del reale che taglia un po' con l'accetta le situazioni per meglio caratterizzarle. Le sfumature esistono sempre. C'è chi, in eterno conflitto con l'altro, tende a prevaricarlo, nella convinzione che solo imponendosi con forza può essere “visto” ed “ascoltato” e c'è chi, al contrario, si preoccupa sempre di piacere agli altri, teme di venire abbandonato, escluso, deriso, rifiutato, teme il conflitto, e per questo indossa la maschera del “buono”, del compiacente che si adatta. In questo articolo ci soffermeremo sulla descrizione di queste modalità di interazione passiva, sottomissione e compiacenza, per vedere che, seppur messe in atto per piacere agli altri, creano un atteggiamento controproducente.   Impariamo a conoscere le caratteristiche di queste persone Fanno tutto quello che gli si chiede, dicono quello che gli altri si aspettano che dicano, sono sempre d’accordo con chi hanno di fronte e, in ogni caso, mai apertamente in disaccordo. Si adeguano ad ogni circostanza e pare non facciano mai lo sforzo di farlo, ma che anzi, gli vada benissimo così. “Dove andare stasera? Mah, decidete voi, a me va bene tutto!”. “Cosa ne penso? Non saprei, ma son d'accordo con te” “Facciamo come vuoi tu!” Le persone mosse dalla spinta alla compiacenza fanno fatica a manifestare le loro reali emozioni o forse anche di esserne consapevoli. Se sono arrabbiati, sorridono. Se sono delusi, sembrano soddisfatti. Se hanno mille impegni, si mostrano disponibili ad accettare anche altre richieste pur di non deludere gli altri. I compiacenti sono persone che vivono dominate dalla paura di scontentare chiunque abbiano davanti, vivono con ansia qualsiasi relazione perchè temono di non piacere o di essere rifiutati se non sono all'altezza delle aspettative degli altri. E inoltre non possono manifestare quello che pensano veramente perché, se questo è contrario a ciò che pensa l'altro, potrebbe generare una situazioni di conflitto o anche solo di tensione e stress che loro temono terribilmente. I compiacenti, con questo modo di fare, portano le relazioni - amicali, sentimentali e lavorative - verso un inevitabile fallimento. Un fallimento di cui non si spiegano le ragioni e che fanno una gran fatica ad accettare, perché convinte che la strategia del “non deludere” sia la migliore per far andare bene le cose. È un caso estremo, certo. Ma è vero che tanti di noi sono mossi nel loro intimo dal desiderio di piacere agli altri, al punto da rischiare a volte di snaturare ciò che siamo.   Paura dell’abbandono Alcuni concetti dell'Analisi Transazionale possono aiutarci a descrivere e comprendere meglio queste dinamiche emotive e relazionali. Sin da piccoli, come dei “Piccoli Professori” (il termine si riferisce all'uso che fa l'Analisi Transazionale del concetto di Piccolo Professore) abbiamo usato la nostra capacità intuitiva, la nostra creatività, per comprendere che all'occorrenza sarebbe stato meglio per noi indossare la maschera di “colui che non delude”, di “colui che asseconda” per aver dei vantaggi, nella relazione con i nostri genitori, per esempio o con altri adulti di riferimento, quali gli insegnanti. Questi meccanismi ci consentono, sin da piccoli, di apprendere regole e comportamenti adeguati ad un contesto, senza però limitare la nostra spontaneità e creatività. Alcuni di noi, poi crescono non riuscendo più a togliersi la maschera, limitando la naturalezza del proprio Bambino Libero, spegnendo l'intuizione del Piccolo Professore e investendo tutta la loro energia in uno Stato dell'Io chiamato Bambino Adattato. Chi non riesce mai a togliersi la maschera di “colui che si adatta” ha una tale paura di deludere e di venire abbandonato che tutta la sua vita viene condizionata. Forse il comportamento dei genitori, e poi le prime esperienze di incontro con il mondo esterno, lo hanno convinto che, se non si contraddicono gli altri, si viene accettati o, quantomeno, non si viene puniti: si ottiene la loro clemenza ed il loro amore.   Ma funziona la compiacenza? Fino a che punto? Chi vive così sacrifica la qualità della propria vita in cambio della sopravvivenza emotiva, ovvero sacrifica la propria personalità, i propri bisogni, il proprio Vero Sé, nello sforzo di diventare e di essere “come tu mi vuoi”. E vivendo fuori dal contatto con sé stesso, chi passa la propria vita nell'adattamento, accumula frustrazione, stress, ansia. Gli altri spesso hanno la sensazione di avere a che fare comunque con una persona poco autentica, fanno fatica ad afferrarne la vera essenza. E' come se si domandassero “ma tu, veramente, chi sei?”. Del resto, chi viva nella compiacenza poi accumula bollini di rabbia, e dall'essere passivo a accondiscendente, passa facilmente nella posizione opposta del Persecutore, accusando gli altri di poca gratitudine. E' tipico in una relazione di coppia, per esempio, uno dei due partner non si espone mai, non esprime disaccordo, ma nemmeno esplicita ciò che desidera, e poi ha uno scoppia di rabbia. L'altra reagisce dicendo: "Potevi dirlo che non eri d’accordo!", ebbene è vero: poteva dirlo. O meglio: doveva. Per rispetto di sé stesso. Avrebbe dovuto affermare sé stesso e sopportare la probabile reazione negativa dell’altro, visto che, alla fine, essa è comunque arrivata, ed è ben peggiore di quella che poteva essere all’inizio.   La profezia che si auto-avvera Occorre riflettere con attenzione su questo punto chiave. Se per motivi legati alla propria storia personale non si fornisce all’altro una conoscenza reale di sé, tutto sarà inquinato fin dall’inizio e ciò che si temeva - il “conflitto” che allontana e l’abbandono - si realizzerà puntualmente. Se invece ci si farà conoscere per come si è, quel che accadrà sarà davvero quel che deve accadere. E la vita, per quanto impegnativa, potrà essere reale e appagante. E quindi impara a piacerti e non a piacere Ma come?   Conosci ed apprezza ciò che sei La prima persona che deve star bene con te sei te stesso. Quindi inizia a scoprire le tue risorse, inizia a metterti in ascolto di ciò che sei, impara a far luce alla dissonanze, alle contraddizioni tra ciò saresti tentato a fare, ad essere e ciò che inizia a germogliare dentro di te, di diverso e che andrebbe proprio in direzione opposta. Dagli spazio, non agirlo in maniera ribelle, ma esprimilo. Riconosci le tue esigenze e falle presenti agli altri. Se non le conoscono non potranno mai prenderle in considerazione, ma se non le conosci neppure tu... non puoi pretendere che lo facciano gli altri.   Ognuno è responsabile delle proprie necessità e delle proprie emozioni A volte, a forza di adattarsi alle esigenze degli altri, si finisce per non sapere più quali sono le proprie. Orientati di più su di te, sulla tua emotività. Dai più ascolto alle tue emozioni, ai tuoi pensieri. Imparerai pian piano a tirarli fuori in maniera adeguata e utile a te, sopratutto.   Annalisa Sammaciccio 

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L'importanza dell'Acido Alfa Lipoico

La funzione principale svolta da questo “acido terapeutico” è quella di liberare l’organismo dalla presenza dei radicali liberi i quali possono essere favorevoli alla comparsa del cancro.  Uno degli scopi principali dell’acido è quello di aiutare il glucosio nel trasformarsi in energia utile. Esso costituisce un potente antiossidante che partecipa alle funzioni di tutte le cellule del corpo. L’acido lipoico è una sostanza che è possibile ottenere da alcuni alimenti, o che altrimenti è reperibile sotto forma di supplementi. All’interno del corpo, l’acido lipoico agisce come un agente anti-infiammatorio naturale. Una delle sue principali proprietà è quella di proteggere le cellule del corpo dai danni in generale e nello specifico dai danni provocati dal tempo. Attraverso l’integrazione di acido lipoico  si ottiene un aumento dell’efficienza delle altre vitamine di cui dispone il corpo.   L’acido lipoico risulta essere particolarmente utile per le persone che presentano problemi di diabete. L’assunzione di supplementi di questa sostanza aiuta il corpo ad utilizzare il glucosio ed allo stesso tempo svolge un importante ruolo di regolazione dello zucchero nel sangue. Grazie alla sua presenza è possibile ridurre le complicazioni che si possono verificare in una persona che ha assunto eccessive quantità di zuccheri. L’acido lipoico risulta essere estremamente efficace per il trattamento del fegato nelle persone che hanno fatto abuso di alcol e di conseguenza provocato danni all’organo. Nello specifico, l’acido è in grado di proteggere fegato e pancreas ancora prima che si verifichi un possibile danno. La sua assunzione risulta, in definitiva, utile per trattare e prevenire eventuali danni alla salute. Utilizzare per un periodo di tempo, integratori arricchiti con acido lipoico, non genera danni alla salute. I positivi effetti possono rivelarsi particolarmente utili per le persone con problemi di diabete. In questi soggetti è stato osservato un miglioramento nella resistenza dell’insulina. Per ottimizzare maggiormente i benefici ei risultati dell’integrazione alimentare è fondamentale osservare un regime alimentare sano, quindi anche attraverso la dieta. Alimenti da i quali è possibile trarre tale sostanza sono: carni rosse, fegato, broccoli, spinaci, piselli, pomodori, crusca di riso, cavolini di Bruxelles.   L’assunzione di integratori contenenti acido lipoico può generare una serie di effetti indesiderati, tra i piu comuni: mal di stomaco e mal di testa.   Fabio Pierini

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L'Allenamento Vibratorio per l'osteropor...

Recenti studi hanno dimostrato gli effetti positivi delle vibrazioni in termini di potenza muscolare e salute ossea. L'allenamento vibratorio (AV), soprattutto nell'anziano, è in grado di interrompere il circolo vizioso che spesso si realizza, determinato dal fatto che, in questi soggetti, la forza muscolare è legata strettamente alle caratteristiche meccaniche della struttura ossea, in decadimento con l'avanzare dell'età. L'AV può essere considerato a tutti gli effetti un esercizio attivo, dato che con esso la muscolatura coinvolta viene sollecitata da brevi ed intense contrazioni eccentriche e concentriche; sollecitazione che comporta un dispendio energetico ben quantificabile. Ad esempio, un Allenamento Vibratorio basato su una frequenza di 26 Hz e con 6 mm di ampiezza oscillatoria, comporta un dispendio energetico paragonabile a quello di un cammino moderato. Il costo energetico può essere ovviamente incrementato, aumentando la frequenza e l'ampiezza delle vibrazioni. L'AV esercita un sollecitazione intensa dell'apparato scheletrico e muscolare senza richiedere un grande impegno da parte del paziente. Quindi, l'allenamento vibratorio è in grado di aumentare la massa ossea. Aspetto da non trascurare è che l'AV è ideale in quei soggetti che non hanno l'abitudine all'esercizio fisico intenso, ottenendo dagli stessi una elevata compliance. Dario Pirozzi

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Il sale: fanne uso... ma senza abuso

Il SALE spesso è il "sapore" delle nostre pietanze, lo utilizziamo praticamente ovunque e spesso in maniera spropositata, ma probabilmente non conosciamo le conseguenze. Secondo le raccomandazioni dell'Oms (Organizzazione mondiale della Sanità) il consumo di sale quotidiano non dovrebbe superare i 5 grammi, mentre recenti statistiche hanno dimostrato che nove italiani su dieci introducono ogni giorno in media 10 grammi circa, quindi il doppio! Al di là del rischio sovrappeso e del conseguente trattenimento di liquidi nel corpo, tutto questo ha una forte incidenza sulla salute, perché un cucchiaino in meno di sale al giorno potrebbe evitare 67 mila casi di infarto all'anno e 40 mila ictus. Il nemico è quindi nascosto e apparentemente innocuo, ma strettamente correlato a malattie cardiovascolari, alle patologie neurodegenerative e ad alcuni tumori. Inoltre potrebbero non bastare i nostri buoni propositi a tavola, in quanto il SALE più pericoloso non arriva dalla nostra "manualità" nel condire, ma da tanti ALIMENTI COMUNI già confezionati. Alcuni di questi sono: il pane e tutti i suoi derivati prodotti da forno. Una fetta, sostengono i ricercatori, potrebbe già contenere il 15% del quantitativo di sale raccomandato; gli affettati, la carne cotta e tagliata a fette già preparata e confezionata; la pizza, con solo una mezza porzione si arriverebbe già al limite del consumo di sale raccomandato; il pollo arrosto confezionato; e zuppe pronte in scatola o in busta; i panini i farciti, che uniscono insieme il pane, gli affettati e le salse (ketchup, mostarda, maionese, salsa di soia), dove il sale regna sovrano.   Piccoli consigli per MIGLIORARE il nostro quotidiano Mangiare frequentemente verdura; consumare pochi alimenti preconfezionati, ma utilizzare il più possibile ciò che la natura ci mette a disposizione; controllare il contenuto di sodio nelle etichette; lavare i cibi in scatola prima di consumarli; sostituire il classico sale con sale iposodico o iodato, limitando al massimo il suo utilizzo; compensare o sostituire con spezie per aromatizzare i piatti. Applicare queste indicazioni vi darà la possibilità di contrastare numerose patologie come l'ipertensione arteriosa, arteriosclerosi, patologie cardiache e osteoporosi. P { margin-bottom: 0.21cm; } Ma tocchiamo più con mano un fattore che si ripercuote sul nostro quotidiano: il sale è uno degli elementi responsabili dell'innalzamento dell'insulina, in quanto aumenta l'assorbimento del glucosio a livello intestinale, veicolando lo zucchero nel sangue. Dunque attenzione, perché un uso spropositato dello stesso è il maggior deterrente per trattenere liquidi e ingrassare! CAMBIA. ADESSO PUOI.™ Vincenzo Borrelli

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Bevande gassate: gustose ma... le conseguenze?

Sapete che ogni lattina del marchio più consolidato al mondo contiene circa 35 grammi di zucchero? Parliamo di 7 bustine in un bicchiere! E in una bottiglia formato famiglia? 44 bustine! Avete visto inoltre per cosa viene utilizzata? Per eliminare la ruggine e lucidare i carter delle macchine o dei motori. Ora immaginate cosa può succedere all'interno del corpo con un assiduo utilizzo... di certo non pensiate che possa "lucidare" anche il vostro organismo. Acidi e zuccheri contenuti nelle bevande gassate favoriscono in primis l'insorgere di malattie: è quindi necessario ridurne drasticamente il consumo, o meglio ancora, evitarle. Abbiamo raccolto gli studi principali di alcuni ricercatori universitari sulle proprietà delle bevande gassate e i loro effetti su organi, struttura scheletrica, muscoli, pelle, ecc.   Iniziamo dagli organi Uno dei primi effetti ad esempio è l’abbassamento del livello di potassio nel sangue che genera debolezza muscolare e conseguenti problemi cardiaci. La perdita di potassio è dovuta principalmente alla presenza di glucosio, fruttosio e caffeina, fra i principali ingredienti delle bibite gassate più diffuse. Segue il fegato, l’importante organo che si occupa della depurazione del sangue: con le bibite lavora tanto, troppo, e si indebolisce. E poi i reni, che filtrano tutti i liquidi, compresi gli acidi delle bibite che trovandosi a passare da questo importante organo possono combinarsi con altre sostanze e formare i calcoli renali. Ma anche se non si arrivasse a questo, alla lunga ne deriverebbe comunque un indebolimento renale. P { margin-bottom: 0.21cm; } Zuccheri, acidi e forma fisica Bere bibite gassate (in particolare a pranzo) porta ad un incremento di peso (anche con quelle classificate come dietetiche, altro dibattito che sarebbe da aprire). Le quantità di zucchero contenute nelle bevande gassate più diffuse sono spaventose, vi basta basta ricordare quanto soprariportato. Altro effetto, ma non certo l’ultimo, legato al consumo di acidi (soprattutto a stomaco vuoto), è quello dell’azione sull'equilibrio basico dello stomaco, che acidificando crea infiammazioni, mal assorbimenti, e favorisce tutta una serie di patologie all'apparato digerente.   Diabete Il consumo di bevande (molto) zuccherate indebolisce la capacità del corpo di gestire il livello di zucchero nel sangue, aggiungendosi tra le cause portatrici dell'aumento del diabete nella popolazione. E poi non sottovalutiamo la carie che potrebbero generare se utilizzate con assiduità. Gli acidi contenuti nelle bibite gassate sciolgono lo smalto e insieme allo zucchero velocizzano l'insorgere delle carie. L’effetto è simile a quello che si ottiene versando dell'acido sui denti: immaginate di farlo quotidianamente… magari anche in abbinamento al consumo di dolci industriali.   Cellulite e ritenzione idrica Le bevande gassate promuovono la formazione della cellulite, stimolano la ritenzione idrica e (creando nell'organismo un ambiente acido) fanno anche invecchiare più velocemente. Già qualche anno fà una ricerca condotta dai medici di Harvard (USA) aveva concluso che il maggior responsabile dell’invecchiamento precoce è l’acido fosforico (quella componente che rende i soft drink gustosi), e che, tale ingrediente genera effetti negativi su pelle e muscoli; non solo, indebolisce l'intera struttura scheletrica, abbassando sensibilmente il livello di calcio nell'organismo, favorendo l’osteoporosi. Se vi fate stregare dalle pubblicità televisive probabilmente vi siete fatti l’idea che ci sono "bibite" che portano la felicità in tavola: ma ovviamente questo è solo un modo per rafforzare il potere del prodotto stesso, niente di più. Aziende come Coca-Cola, Pepsi, Fanta, Marlboro, Mc Donalds e brand di questa appartenenza, sono spesso partner ufficiali dei mondiali di calcio, delle olimpiadi o di grandi manifestazioni sportive; proprio in quelle occasioni, dove dovrebbe padroneggiare la salute e il benessere, sono sempre in luce (e sempre lo saranno) quelle aziende colossali che alimentano le peggiori conseguenze per il nostro corpo, come malesseri, sovrappeso e malattie. La vera azione che possiamo fare a favore della nostra felicità a tavola (e anche di quella dei nostri bambini), è un minor condizionamento sociale/mediatico e una riduzione drastica del consumo di queste grandi "tentazioni", puntando su cibi e bevande meno composte, come tutto ciò che la natura ci mette a disposizione (più o meno inquinati o trattati, sono sempre meglio di quanto descritto). CAMBIA. ADESSO PUOI.™ Vincenzo Borrelli

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Elimina il grasso in eccesso con una sana alimenta...

Per aver un corpo tonico o modellato bisogna ridurre il proprio livello di grasso corporeo. Scegli una dieta bilanciata accompagnata sia da allenamento con i pesi che da cardio training. Devi anche aumentare il tuo apporto proteico e ridurre quello dei carboidrati. Diversi studi hanno dimostrato che è possibile ridurre il proprio livello di grasso corporeo seguendo ogni giorno queste semplici abitudini.   Nutrizione Fare attenzione a quello che mangi non significa però rinunciare ai tuoi cibi preferiti! Il modo migliore per ottenere un corpo tonico e modellato è ridurrre i carboidrati e aumentare l’apporto di proteine. Le proteine attivano il metabolismo che aiuta a mantenere la muscolatura e quindi la forma. Questo non significa che le donne che fanno molto esercizio fisico otterranno una muscolatura eccessiva, ma semplicemente che il loro corpo sarà piu tonico.   Calorie Molti si concentrano solo sulle calorie, ma è la fonte di quelle calorie il fattore più importante. Ci si preoccupa spesso anche dei grassi, ma la ricerca ha dimostrato che il modo migliore di bruciare il grasso accumulato è ridurre l'apporto di carboidrati. Esagerare è molto facile e ogni eccesso viene immagazzinato dal corpo sotto forma di grasso, in particolar modo cel caso dello zucchero. Leggendo le etichette di bevande e alimenti capirai quali hanno un alto contenuto di carboidrati, zuccheri e grassi. Riduci il loro consumo e prediligi quelli con un alto contenuto proteico.   Proteine Le proteine sono fondamentali per la muscolatura, che permette di avere un corpo tonico e modellato, per il sistema immunitario e per la salute di pelle e capelli. Inoltre garantiscono una sensazione di sazietà prolungata. Purtroppo però gli alimenti ricchi di proteine contengono spesso anche molti acidi grassi saturi e calorie. Per questo motivo bisogna prediligire le proteine nobili presenti in alimenti contententi soprattutto grassi sani, come pesce, pollo, tacchino, manzo uova e noci (una manciata al giorno). Un apporto giornaliero di 1,6 grammi di proteine nobili per chilo di peso corporeo rappresenta un ottimo punto di partenza.   Verdure Le verdure, ricche di fibre, contengono una grande varietà di nutrienti essenziali, quali minerali e vitamine, garantiscono un basso apporto calorico e sono ricche di antiossidanti. Sono fondamentali per il nostro benessere e donano un senso di sazietà che ti permette di evitare eccessi. Mimmo D'Elia

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Salute e benessere: il digiuno terapeutico

Con il digiuno "il corpo si ricicla". Quando si digiuna non si mangia, non si fuma e si beve acqua a volontà. Il digiuno integrale non è un regime ipocalorico, una dieta a base di frutta o una dieta liquida. Non si mangia assolutamente niente. Può sembrare sorprendente. Chi di noi non ha avuto una nonna che diceva: «Mangia, ti fa bene»? Molte persone credono di ammalarsi se non mangiano. Ma il digiuno è una terapia!   Perché? Digiunando, smettiamo di apportare alimenti al corpo, che deve quindi sviluppare un nuovo modo per avere energia per sopravvivere. La sua strategia è rivolgersi alle riserve: ispeziona tutti i tessuti per inventariare grassi, proteine, vitamine e minerali di riserva che può usare senza farsi del male. Elenca e distrugge i tessuti usurati, danneggiati o in eccesso, riciclando le parti riutilizzabili ed eliminando quelle nocive. Questo processo viene chiamato autolisi. I tessuti distrutti sono sostituiti da tessuti nuovi creati dall’organismo stesso. Chi dice autolisi dice dunque ringiovanimento. Insomma, il corpo “si mangia da solo”, per rigenerarsi. È un processo sorprendente, ma inevitabile. Il nostro corpo non potrebbe produrre tessuti nuovi senza prima eliminare quelli danneggiati. Ma la cosa migliore è che il corpo ricicla i componenti nutrendosene. Un ottimo esempio di riciclo ecologico! Secondo Christian de Duve, premio Nobel per la biologia: L’autofagia [l’autolisi; N.d.A.] resta una risposta cellulare primordiale alla carenza di nutrimento nella maggior parte degli organismi attuali, nei quali è stimolata da ormoni come il glucagone.... Ma è evidente che la necessità di sostenersi non basta a spiegare il rinnovamento continuo e intenso dei costituenti cellulari. Grazie al rinnovamento, le cellule sostituiscono continuamente i loro componenti con altri appena sintetizzati, realizzando così qualcosa di molto vicino alla giovinezza eterna. Il corpo a digiuno si dedica al rinnovamento. Inoltre, il digiuno accelera la pulizia dei vasi sanguigni, delle cellule e dell’ambiente nel quale queste nuotano (l’ambiente interstiziale). Il grasso, gli scarti, i cristalli di acido urico e i residui vengono digeriti dalle cellule e riciclati. Le tossine non riciclabili vengono semplicemente eliminate. Insomma, il digiuno è una seduta intensiva di riparazione e depurazione dell’organismo. Nella nostra vita assimiliamo cibo regolarmente. Digiunando, il corpo disassimila e investe le sue energie nel rinnovo e nella riparazione di tutte le funzioni biologiche. Il digiuno fa dunque da contrappeso al sovraffaticamento della vita moderna. Il riposo assicura il riequilibrio del nostro metabolismo. ... come sempre la Natura è "sovrana medicatrice di tutti i mali".   Estratto da "La Terapia del Digiuno" - Libro di Nicole Boudreau

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Sport e sana alimentazione

Tre tappe fondamentali per il benessere: corretta e sana alimentazione; buona idratazione; costante attività fisica. L’attività fisica costante e un’adeguata alimentazione dovrebbero essere alla base del nostro stile di vita quotidiano per prevenire obesità e le relative malattie cardiovascolari.   Idratazione Una persona, normalmente, dovrebbe idratarsi in quanto il corpo umano è composto per il 70% di acqua e mediamente in una giornata si perdono almeno mezzo litro di liquidi anche senza sudare eccessivamente. Quindi per stare al meglio bisognerebbe bere circa 2 litri di acqua al giorno.   Assunzione delle proteine E’ necessario, inoltre, assumere le proteine nella quantità di un grammo per ogni chilogrammo di peso corporeo dipartite in tutti i pasti per permettere alla massa magra di svilupparsi correttamente: le migliori fonti di proteine sono i cibi con pochi grassi (petto di pollo e di tacchino, albume d’uovo, pesce, molluschi, latticini a basso contenuto di grassi) che abbinate ad un costante esercizio fisico contribuiscono oltre al rafforzamento della massa muscolare anche alla riparazione dei tessuti.   Un ruolo determinante viene svolto anche dai cereali e dai grassi I cereali, ricchi di fibre, sono costituiti da un involucro esterno di fibra, una parte interna di amido e un germe centrale a base di proteine e forniscono energia a lento rilascio dando un senso di sazietà prolungato. I grassi si dividono in buoni e cattivi e svolgono varie funzioni all’interno dell’organismo umano: energetica - costituiscono la fonte di energia maggiormente concentrata presente nella dieta; di deposito - vengono accumulati in diversi punti dell’organismo per costituire delle riserve di energia; plastica - costituiscono la struttura di tutti i tessuti dell’organismo; protettiva - i depositi di grassi circondano i principali organi (cuore, fegato e reni) e hanno il compito di proteggerli nella loro sede e inoltre uno strato di grasso sottocutaneo protegge il corpo dai cambiamenti della temperatura dell’ambiente; veicolante - l’ultima funzione dei grassi è quella veicolante perchè sono i vettori per le vitamine liposolubili e favoriscono l’assorbimento della vitamina “D” rendendo disponibile all’organismo il calcio, minerale necessario per la salute di ossa e denti. I grassi buoni sono presenti nella frutta con il guscio, nell’avocado, nell’Olio d’Oliva e nel pesce e sono quelli che si possono consumare; i grassi cattivi, possibilmente da limitare sono: lardo, burro, maionese, margarina, cibi conditi con sughi e salse.   Ossido Nitrico Oltre a queste nozioni di base, bisogna considerare un elemento molto importante per la salute: l’ossido nitrico. Esso è un gas prodotto naturalmente dal nostro corpo a livello dell’endotelio: permette di aumentare la capacità cardiovascolare e la circolazione facilitando il trasporto di ossigeno e nutrienti alle cellule. Inoltre aiuta le cellule stesse a liberarsi dei prodotti di scarto, regola il tono muscolare dei vasi sanguigni garantendo una ottimale pressione arteriosa ed evita la formazione di coaguli all’interno che possono provocare trombi, infarti ed ictus; aiuta il sistema immunitario a combattere minacce come batteri, virus e parassiti inoltre svolge un ruolo molto importante anche come antinfiammatorio dopo l’attività fisica. Questa importante molecola è la protagonista assoluta della nostra salute e della forma fisica, però alcuni fattori quali età, sedentarietà, dieta e stress posso influenzare le capacità del corpo di produrlo. Con l’avanzare degli anni l’organismo perde parte della propria capacità di produrlo probabilmente a causa di un danneggiamento nel corso del tempo del tessuto endoteliale; non fare esercizio fisico limita il rilascio di questo gas all’interno dei vasi sanguigni, contrariamente l’attività fisica regolare (anche una camminata di 30 minuti ogni giorno) e una dieta equilibrata con anti ossidanti (frutta e verdura) aiutano la produzione di ossido nitrico. Lorenza Casagni

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Mangiare alimenti locali e stagionali: perché?

L'importanza del consumo quotidiano di verdura e frutta è fondamentale per dare al nostro organismo il giusto apporto di energia e vitamine, penso che ormai sia cosa risaputa. Quello che volevo chiarire è il PERCHÉ sia importantissimo che i suddetti alimenti siano STAGIONALI e LOCALI.  Con questo termine indichiamo i prodotti che per natura, maturano nelle differenti stagioni dell'anno ed al nostro clima.  Nei reparti frutta/verdura abbiamo la possibilità di attingere a grosse varietà di alimenti freschi ma non necessariamente stagionali questo per rispondere ad una scelta commerciale che non è necessariamente quella corretta. Per milioni di anni il nostro organismo si è evoluto cibandosi di prodotti che sottostavano alle regole della natura e non a quelle dell'uomo e soprattutto con alimenti del nostro continente. A volte non pensiamo che prodotti molto recenti ed importati da Paesi lontani oltre ad incrementare l'inquinamento per il loro trasporto, non sono riconosciuti dal nostro organismo e possono produrre intolleranze (come dico sempre, è come mettere la benzina sbagliata nel serbatoio delle nostre macchine): pensiamo a fagioli, mais, patate, peperoni, peperoncini, pomodori, zucche, ananas, arachidi, cacao, fichi d’india e mais solo per iniziare. Diamo un'occhiata alle tabelle inserite per fare la scelta migliore al momento della spesa; inizialmente dovremo fare un piccolo sforzo per adattarci ma i benefici saranno ben ricompensati con un miglioramento della nostra consapevolezza di consumatori e della nostra qualità di vita: prendiamo il tempo di dedicarci al nostro benessere, tutto il resto verrà da sé. Buona scelta! Samuele Viotti

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Migliorare il proprio stile alimentare: linee guid...

Senza invadere il campo della dietologia medica e senza tener conto di eventuali problematiche metaboliche, intolleranze alimentari o spedificità individuali, con il presente articolo intendo dare delle indicazioni di ordine generale indirizzate a chiunque voglia adottare un'alimentazione più sana, sportivi o non, e magari perdere un po' di cara vecchia "ciccia". Vi invito piuttosto a diffidare da chi offre indicazioni alimentari o addiritura diete più specifiche senza avervi prima attentamente valutati e soprattutto senza avere il titolo per farlo. Fermo restando l'importanza dell'effettuare più (piccoli) pasti durante la giornata, voglio in particolare dare dei suggerimenti su cosa preferire e cosa evitare nei nostri pasti quotidiani.   Colazione Partiamo dalla colazione, da molti (giustamente) considerata il pasto più importante della giornata. Per gli amanti del latte, il consiglio è di preferire quello scremato o parzialmente scremato, mentre per gli altri una valida alternativa può essere fornita da uno yogurt magro. In entrambi i casi l'ideale è accompagnarli con delle fette biscottate o biscotti secchi, mentre sconsiglio vivamente il consumo di frollini o di altri biscotti grassi, così come eviterei torte o altri dolci similari. Non parliamo poi della maggior parte delle merendine pubblicizzate in tv, ricche come non mai di grassi idrogenati (leggete le etichette!)   Primi piatti Passiamo ai primi piatti: da bravi "pastasciuttari" italiani, come non goderci dei gustosi piatti di pasta o riso conditi con pomodoro o semplici sughi di verdura, utilizzando come condimento olio extravergine di oliva da aggiungere a crudo? Quello che vi chiedo è (ahimè) di evitare di condire i sughi durante la cottura, preferendo appunto la cottura con acqua e spezie e, ripeto, aggiungendo in un secondo momento l'olio a crudo nel piatto.   Secondi piatti Per quanto riguarda i secondi piatti, di cose da dire ce ne sono diverse. Partiamo da uno degli alimenti più importanti e che andrebbe consumato almeno un paio di volte alla settimana: il pesce. Fresco o surgelato secondo i gusti personali, non deve assolutamente mancare in una dieta che si rispetti! Cotto preferibilmente alla griglia, al forno, al cartoccio o al vapore; se possibille limitate il consumo di pesce fritto, inscatolato, in salamoia o al naturale. Piccola precisazione: per quanto riguarda molluschi e crostacei il discorso è differente, cercate di consumarne solo saltuariamente! Altro alimento troppo spesso assente dalle tavole di molti di noi ma di importanza enorme per una corretta alimentazione: i legumi! Consiglio anch'essi almeno due volte a settimana, possibilmente associati a pasta o riso dato l'apporto di proteine qualitativamente sovrapponibile a quello della carne senza l'inremento della quantità di grassi. Limitate possibilmente il consumo di legumi in scatola. Capitolo carne: inutile (?) ricordarvi di preferire il consumo di carne bianca (quale ad esempio coniglio, maiale e tacchino) alla carne rossa che andrebbe consumata non più di una volta a settimana, mentre i metodi di cottura suggeriti sono al forno, arrosto, bollita e alla griglia. Banale ma importante ricordare di evitare condimenti eccessivi sia durante che dopo la cottura (a proposito, meglio ben cotta che al sangue!), mentre vi consiglio di limitare il più possibile il consumo di carne d'oca e di selvaggina che, nonostante l'ottimo sapore, hanno un elevato contenuto di grassi. Altro alimento che può e deve essere presente sulle nostre tavole è l'uovo: cercate di concentrarne l'uso in un pasto settimanale, magari con due uova cucinate alla cocque, in camicia, al forno, sode o strapazzate! Un pasto alla settimana è ideale anche per quanto riguarda i formaggi: scegliete quelli meno grassi, tra cui mozzarella, ricotta, scamorza e formaggi light, mentre limitate il consumo di formaggi duri, cosiddetti stagionati. Idem per quanto riguarda salumi ed affettati: un giorno alla settimana, scegliete tra prosciutto crudo o cotto magri, bresaola e speck magro. Se proprio vogliamo essere perfetti, togliamo il grasso visibile! Cercate di evitare invece (sigh!) i salumi insaccati quali coppa, pancetta, salami vari e lardo.   Contorni Passiamo ora ai contorni. Verdura, neanche a dirlo! Concedetevi tutta la verdura fresca o surgelata che volete, privilegiando se potete spinaci e cavolini di Bruxelles. Evitate i contorni fritti, e colgo l'occasione per una precisazione importante che sottolinea un aspetto da pochi considerato: le patate fanno parte della categoria dei carboidrati, pertanto possono essere consumate in alternativa al primo piatto di pasta o riso e non in aggiunta ad un altro primo piatto come fossero un contorno!   "E il pane?", direte voi. Il re dell'accompagnamento per antonomasia, ma anche qui potendo scegliere vi suggerisco di preferire il pane toscano, grissini e crackers senza sale e prodotti integrali, riducendo invece il consumo di pane all'olio, crackers e grissini salati ed altri snack decisamente ipercalorici.   Inutile sottolineare l'importanza della frutta, ma lo farò lo stesso. Un ottimo antiossidante naturale, ideale per i pasti cosiddetti "intermedi" (metà mattina e metà pomeriggio): volendo essere pignoli, privilegiate la frutta di stagione, con una predilezione particolare per il consumo di kiwi, albicocche, banane, melone, ananas, fichi e cocomero. Evitate di consumare frutta sciroppata, visto l'eccessivo apporto di zuccheri che ne deriverebbe.   Condimenti Riguardo ai condimenti, ribadisco per la terza volta l'importanza dell'olio extravergine di oliva utilizzato a crudo nel piatto, mentre suggerisco di evitare o quanto meno limitare l'uso di burro, margarina, lardo e strutto ed olio cotto.   Idratazione Concludo questa sorta di vademecum con il capitolo bevande: come non ricordare che "quando si ha sete non c'è niente di meglio di un buon bicchiere d'acqua"? Scherzi a parte, bevete! Tanto e non solo durante i pasti, acqua minerale o gassata a seconda delle abitudini. Anche il vino rosso è concesso e ,entro un certo limite, fa benissimo: non superate il limite di mezzo litro al giorno, e comunque non tutto nello stesso pasto! Anche caffè e tè sono permessi, l'uno in alternativa all''altro, ma cercate di non andare oltre le due tazzine al giorno. Limitate il più possibile il consumo di bibite zuccherate, senza fare nomi, così come i superalcolici e l'abuso di alcool in generale. Vi sconsiglio persino i succhi di frutta zuccherati, piuttosto fatevi una bella spremuta, meno conservanti e sicuramente più polpa e vitamine! Spero di essere stato utile, e sottolineo nuovamente che si tratta di linee guida per uno stile alimentare sano, non di una dieta specifica!   Giulio Bellini

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Calorie: fabbisogno energetico (seconda parte)

(leggi prima parte) L’Efsa (l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha fissato il fabbisogno medio giornaliero per neonati, ragazzi, adulti, anziani, donne in gravidanza e allattamento, basandosi su uno stile di vita moderatamente attivo e considerando un BMI (indice di massa corporea che corrisponde al peso diviso l’altezza al quadrato) di 22, ad esempio: un uomo tra i 30 e 39 anni dovrebbe assumere 2600kcal mentre una donna 2000kcal; un uomo tra i 50 e 59 anni dovrebbe assumere 2500kcal mentre una donna 2000kcal.   Per meglio comprendere quante calorie ingerire è bene considerare 3 variabili fondamentali: Metabolismo basale: rappresenta circa il 60-70% del dispendio energetico e corrisponde al consumo metabolico a riposo al fine di alimentare le funzioni vitali di base come il battito cardiaco, il respiro, la veglia, ecc… Metabolismo cinetico: rappresenta circa il 20-30% del dispendio energetico e corrisponde al consumo metabolico indotto dal movimento come l’attività lavorativa, lo sport, hobby, ecc... Termogenesi indotta dagli alimenti: ovvero per digerire i cibi il nostro organismo consuma energia pari a circa il 5-10% del dispendio totale.   Dopo aver considerato ciò, va precisato che il Metabolismo basale è ulteriormente influenzato da: sesso, età, composizione corporea (massa magra, massa grassa), altezza, stato ormonale (eventuale ipo o iper tiroidismo ad esempio), clima (ebbene sì, nelle regioni più fredde il metabolismo basale sarà più elevato per mantenere la temperatura corporea costante!), abitudini alimentari (diete drastiche e digiuni rallentano notevolmente l’attività metabolica).   Anche il Metabolismo cinetico è influenzato dai valori antropometrici (composizione corporea, altezza, età, sesso, ecc), dalla tipologia di sport, frequenza, intensità, durata, ecc…   Considerato il fatto che la maggior parte della popolazione mondiale è sedentaria, sovralimentata e spesso sovrappeso/obesa, appare abbastanza chiaro come sia praticamente impossibile standardizzare un ipotetico introito calorico, se non con il metodo della personalizzazione: ognuno di noi è fatto a suo modo con esigenze e bisogni differenti! Se vendessero in tutto il mondo solo scarpe n°40 a uomini dai 30 ai 39 anni a quanti andrebbero bene? A quanti andrebbero strette o larghe?   Non ultimo come importanza è stabilire la qualità delle calorie ingerite (dopo averne stabilito il numero). Immedesimandosi nell’uomo medio tra i 30-39 anni, si legge che il fabbisogno è di 2600kcal, dunque ci si dovrebbe alimentare durante tutta la giornata fino al raggiungimento di tale numero. Una crema alle nocciole contiene circa 533kcal per 100gr, basterebbe un po’ meno di mezzo chilo al giorno per soddisfare il fabbisogno. Chi è disinformato o maleinformato potrebbe anche interpretarla in questo modo, ecco perché i numeri sono fini a sé stessi e non hanno uno scopo educativo. Ciò che fa realmente la differenza non sono i numeri, ma una corretta educazione alimentare (o igiene alimentare) che andrebbe iniziata negli asili nido, per proseguire nei diversi gradi dell’istruzione in modo tale da ottenere adulti consci del carburante alimentare a loro disposizione e consapevoli dei rischi di uno stile di vita e di un’alimentazione errati. Chissà perché negli eventi sportivi e nelle manifestazioni di massa gli sponsor sono le multinazionali che promuovono invece tutt’altro…     Francesco Moschillo

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Nutrizione: consigli per migliorare il benessere e...

Sono più d’una le cause per cui l’organismo è intossicato e acidificato: stress; aria e acqua inquinate; scarso movimento; assunzione di troppi cibi concentrati e acidificanti (un eccesso di cibi acidi sottrae minerali al nostro organismo) come carne, formaggio, alimenti raffinati, caffè...; scarsa assunzione di cibi acquosi e alcalinizzanti come la frutta, la verdura ed i legumi (mandorle, uva secca, fagioli secchi, datteri, carote, sedano, melone, albicocche, ananas fresco, cavolo, banana, pesca, mela, pera, zucca, miglio, tisane a base di erbe, yogurt, germogli); errate associazioni alimentari (proteine e carboidrati). Ogni cibo ha un proprio modo di essere digerito, perché staziona secondo tempi diversi nello stomaco e nell’intestino. Oggi sappiamo per certo, grazie soprattutto agli studi di H. M. Shelton e H. Hay, che è determinante combinare bene i cibi tra loro. Zuccheri e amidi o zuccheri e proteine Le proteine e gli amidi vengono digeriti nello stomaco, mentre gli zuccheri semplici vengono digeriti nell’intestino, quindi è bene limitare l’abitudine del dolce a fine pasto. Vino o birra e amidi Il vino e la birra sono sostanze che aumentano l’acidità e quindi rallentano la digestione degli amidi, che necessitano di un ambiente alcalino Grassi cotti con alimenti proteici I grassi sono gli alimenti più difficoltosi da digerire e quindi quelli che rallentano maggiormente la digestione degli altri nutrienti. Nei pasti a base di sole proteine e grassi cotti è bene aggiungere molta verdura cruda, per limitare i danni causati dalla putrefazione delle proteine. Per la soluzione di tantissime questioni relative all’apparato digerente (gonfiori addominali, stitichezza, bruciori di stomaco, emorroidi e difficoltà digestive) occorre tener conto della compatibilità fra gli alimenti e delle associazioni non adatte. Non tutti gli alimenti sono digeriti negli stessi tempi e con le medesime modalità La digestione è resa possibile dagli enzimi (presenti nella bocca, nello stomaco e nell’intestino), che sono specifici, cioè ognuno serve ad una particolare reazione chimica. Particolare importanza assume anche il grado di acidità dell’ambiente dove gli enzimi agiscono, infatti, alcuni lavorano meglio in ambiente alcalino (per esempio la Ptialina, enzima salivare), altri in un ambiente acido (per esempio la Pepsina, enzima preposto alla digestione delle proteine). Per quanto riguarda la frutta, è veramente sconsigliato ingerirla insieme con altri cibi, infatti, risulta digeribile molto rapidamente se mangiata da sola, viceversa, gli zuccheri che la compongono, costretti ad una permanenza più lunga nello stomaco dalla presenza contemporanea di altri alimenti, sono soggetti a fermentazioni che provocano gonfiore e rallentamenti digestivi. Ogni ristagno comporta degenerazione del cibo, affaticamento dell’organismo (la digestione è la funzione che consuma più energia), produzione di tossine e malesseri di varia entità (gonfiore, pesantezza, sonnolenza, scarsa lucidità, acidosi ecc...). Oligoelementi e minerali Anche piante e oligoelementi possono aiutare! Tra i minerali è utile il magnesio, che è un buon regolatore dell’ipotalamo, zona del cervello che coordina il senso della fame. Tra le vitamine quelle del gruppo B non devono mancare: sono presenti in molti cibi quindi basta che la dieta sia variata e ricca di frutta, verdura e cereali. Molte piante poi hanno un’attività modulatrice della sfera psicoemotiva, come la Griffonia simplicifolia, la Rodiola Rosea e il più noto Iperico. Passiflora, Valeriana, Biancospino e Melissa hanno un effetto antiansia e sedativo. Gli estratti di Griffonia simplicifolia, un'interessante pianta africana, e di valeriana in associazione a vitamina B6 e magnesio agiscono in sinergia per supportare in modo naturale la sintesi di serotonina (5HT). La serotonina è una sostanza importante per il normale funzionamento del cervello e gioca un ruolo chiave nel sonno, nel tono dell'umore, nel controllo della sensazione di dolore e di appetito e del comportamento alimentare, determinando una precoce comparsa del senso di sazietà, una minore assunzione di carboidrati a favore delle proteine e una riduzione, in genere, della quantità di cibo ingerita.

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Flessibilità: l'importanza dello stretching

Iniziamo col chiarire bene il concetto vero e proprio della parola Flessibilità. La flessibilità è la condizione di cui si gode quando muscoli e articolazioni sono mobili ed elastici. Le articolazioni si muovono grazie alla forza dei muscoli, ma con il passare del tempo questi perdono elasticità e i movimenti risultano più difficili. Lo stretching praticato regolarmente aiuta a ritardare e a rallentare questo processo. Per esempio, chi lavora da anni alla scrivania con una postura sbagliata probabilmente soffrirà di rigidità alla schiena e alle gambe. La famosa postura da "scrivania" provoca l'accorciamento dei flessori dell'anca (i muscoli anteriori che uniscono la coscia al bacino) e l'allungamento della muscolatura dorsale, inducendo la colonna vertebrale a curvarsi in avanti. Se si passano molte ore alla scrivania, inoltre, c'è il rischio che si accorcino i bicipiti femorali (i muscoli posteriori della coscia) con la conseguenza che, quando si sta in piedi, questi tendono a tirare il bacino verso il basso. Quindi, lo stretching praticato regolarmente  allunga i muscoli interessati e li rende più elastici e flessibili. Attenzione però a non esagerare perché durante un eccessivo allungamento del muscolo, l'articolazione arriva a piegarsi o allungarsi oltre la norma, con pericolo di lesioni perché non è più efficacemente protetta dalla muscolatura. Il metodo migliore per migliorare la flessibilità consiste nel praticare uno stretching dolce e regolare che aumenti gradualmente la mobilità delle articolazioni. Quindi l'ideale è praticare uno stretching dolce tutti i giorni, bastano 10 minuti di esercizio per mantenere una buona flessibilità e prevenire problemi futuri. Inoltre, va ricordato che se si pratica regolare attività fisica al termine di ogni seduta allenante va praticato dello Stretching generale, perché appunto lavorando i muscoli si contraggono e si accorciano ed il corpo perde flessibilità. Lo stretching praticato quando i muscoli sono ancora "caldi" e più reattivi riduce il fenomeno dell'accorciamento, può aiutare a disperdere l'acido lattico che si accumula sotto sforzo e riduce il rischio di contrarre lesioni. Lo stretching prima dell'attività fisica non è indispensabile; un buon riscaldamento lento e progressivo che anticipi gradualmente i movimenti previsti dalla seduta è sufficiente a preparare le articolazioni per lo sforzo. Ciao e buon allenamento a tutti, anzi buon... STRETCHING a tutti! Gianpaolo Refuto

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Salute dei polmoni: una sana boccata d'aria

Tranquilli, eviterò di dilungarmi eccessivamente sui danni provocati dal fumo ed eviterò ramanzine per non annoiarvi: tanto oramai i danni provocati dal fumo li conosciamo tutti. Voglio con questo articolo indicare qualche rimedio naturale e qualche buona abitudine giornaliera da seguire per migliorare la salute generale del nostro apparato respiratorio.  Smettere di fumare sarebbe già il rimedio principale per purificare i propri polmoni, permettere di rigenerarsi ai tessuti ed evitare danni che a lungo andare possono essere irreparabili: per questo percorso di miglioramento delle proprie abitudini, dobbiamo però prima agire sulla preparazione mentale, percorso molto personale e delicato che non posso sostenere in questa sede. Per coloro i quali desiderino continuare a fumare, ricordate che siamo i responsabili delle nostre abitudini e quindi della nostra stessa salute e felicità: ciò che decidiamo in questo momento, influisce in maniera diretta sul nostro prossimo futuro quindi fate la scelta giusta per voi, ADESSO! Qualche rimedio naturale Detto questo, ecco qualche rimedio naturale che può essere adottato quotidianamente per aiutare i nostri polmoni e farli funzionare al meglio delle loro potenzialità, qualunque sia la nostra scelta. Non dimentichiamoci inoltre di chi deve subire il fumo passivo, questi consigli possono aiutare anche loro!   Anche se può sembrare strano, il cibo può influire grandemente sullo stato dei nostri polmoni e sulla loro capacità di purificarsi. Si consiglia di bandire o diminuire il più possibile il cosiddetto cibo spazzatura, bibite gassate, zuccheri raffinati. L’eccesso di muco proveniente dai cibi maggiormente acidi può vanificare molti vostri sforzi per mantenere o riottenere i vostri polmoni puliti, per questo, molto spesso, si consiglia di limitare l’uso di carne, latticini e grano. Abituarsi a consumare zenzero, rafano, cipolle, aglio, coriandolo e peperoncino che aiutano sia a purificare l’organismo che ad eliminare gli eccessi di muco derivato da alimenti. Bere acqua abbondantemente! Proprio per purificare l’organismo e il carico che ne deriva ai polmoni potete spremere due limoni in 300 ml di acqua e bere il tutto al mattino a digiuno. In alternativa o di supporto: 300 ml di succo di carota o pompelmo o ananas per alcalinizzare la circolazione e aiutare i polmoni. Ottimo come depurativo polmonare anche il mirtillo nero: 400 ml di succo al giorno. Eliminare prodotti chimici normalmente presenti nelle nostre case che appesantiscono il lavoro dei polmoni, primi fra tutti i deodoranti chimici che vantano capacità di assorbiodori ma che, la maggior parte delle volte, contengono sostanze fortemente irritanti per le ciglia bronchiali. Migliorare lo stato dell’aria presente in casa che spesso è anche peggio di quella all’esterno. Eliminare tappeti e moquette che trattengono polveri irritanti e acari, oppure preoccuparsi di utilizzare spesso un aspirapolvere dotato di filtro adeguato o disinfettarli con del vapore. Potete procurarvi un purificatore di aria casalingo e anche abbellire la vostra casa con alcune piante che possono purificare l’aria in modo naturale. La liquirizia può essere un ottimo alleato per purificare i polmoni, senza esagerare perché potrebbe aumentare la pressione arteriosa. L’eucalipto è un buon rimedio: riduce la tosse e pulisce dal muco. La lavanda, con il suo olio essenziale, mantiene i polmoni liberi da germi, evitando la formazione di catarro. La menta contiene resine e sostanze che agiscono come antinfiammatori naturali. Il timo contiene il timolo che è un potente antisettico delle vie respiratorie. Un valido preparato casalingo disintossicante: 15 gr di foglie di eucalipto, 5 gr di foglie di timo, 10 gr di fiori di lavanda, 10 gr di foglie di menta. Preparare un’infusione, filtrare e bere 3 tazze al giorno, lontano dai pasti. Anche solo fare delle inalazioni di semplice vapore, i classici suffumigi, può aiutare la pulizia dei polmoni. Molto utili alcuni integratori che purificano soprattutto le vie respiratorie, come quelli a base di alga Chlorella che aiuta ad eliminare anche i metalli pesanti assorbiti, anche a carico del fegato. La zeolite, è sicuramente il migliore integratore per i fumatori, un minerale microporoso di origine vulcanica, soprannominato “lo spazzino dell’organismo”, riesce efficacemente ad assorbire tossine, metalli pesanti (ottimo contro il piombo contenuto nel fumo delle sigarette), pesticidi e micotossine. E’ possibile ricorrere alle capsule (3 al giorno) o alla polvere: 1 cucchiaino mezz’ora prima dei pasti o la punta di un cucchiaino come cura preventiva. Alcuni utilizzano con successo la Serratia peptidase o serrapeptasi: si tratta di un enzima proteolitico prodotto dal batterio Serratia che vive nell’intestino del baco da seta. Sì, non sembra molto allettante, ma questa sostanza è utilizzata con successo da quasi 40 anni in Europa e in Asia per ridurre le secrezioni eccessive di muco nel corpo. Può ridurre in modo significativo l’incidenza di enfisema polmonare. Fare attività fisica prevalentemente di natura aerobica in un ambiente lontano da fonti inquinanti. Ricordate che una buona abitudine come quella dell'esercizio fisico può diventare negativa se effettuata in ambiente non idoneo oppure inquinato, infatti i polmoni aumentano di gran lunga il volume di aria introdotta durante gli sforzi e di conseguenza anche le sostanze tossiche.

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Kiwano, il frutto alleato degli sportivi!

Il Kiwano (cucumis metuliferus), chiamato anche cetriolo spinoso africano o melone cornuto, è un frutto originario dell’Africa Orientale, diffusosi anche in Nuova Zelanda, Francia, Italia, Portogallo, Israele e California.   La pianta del Kiwano è simile alla zucchina e al melone (cucurbitacee), rampicante e a crescita molto veloce (i semi germinano in 7/10 giorni al massimo) con foglie dotate di piccole spine e lunghi tralci, il suo clima ideale è intorno ai 25°C come per i cetrioli e le angurie (ecco spiegato il perché della diffusione anche in Europa).   I Kiwano nascono come piccoli cetrioli verdi con morbide protuberanze che diventeranno poi le spine. Le dimensioni del Kiwano sono mediamente quelle di una pera (circa 10/15cm) e il frutto si presenta, quando non maturo, di colore verde con delle striature giallognole, con una “corazza” caratterizzata da protuberanze appuntite che lo rendono molto decorativo (si presta infatti come centrotavola o, una volta svuotato della sua polpa, come bicchiere o coppetta alternativi per servire dolci, liquori o aperitivi). A maturazione avvenuta (il Kiwano può essere raccolto anche “verde” e lasciato maturare in seguito come avviene per le banane) il frutto si presenta morbido al tatto e con una colorazione giallo-arancione: a questo punto si potranno apprezzare tutti i suoi sapori e godere delle sue virtù nutrizionali.   Il Kiwano, tagliato a metà trasversalmente, si presenta con una polpa gelatinosa di colore verde dove al suo interno sono contenuti i semi (commestibili), ricordando un po’ la struttura della melagrana. Il sapore è simile a quello del cetriolo e lime, con un retrogusto di banana che diventa più intenso se mangiato ancora non completamente maturo.   Proprietà nutritive Povero di calorie, 44 kcal / 100 gr (mela 52 kcal / banana 89 kcal per 100gr), il Kiwano è ricco di Vitamina C, potassio (123mg/100gr) e magnesio (40mg/100gr) è può dunque ritenersi un valido sostituto della banana (potassio 358mg/100gr e magnesio 27mg/100gr) nel reintegro dei sali persi durante l’attività fisica ma con meno della metà delle calorie per porzione. Per il suo gusto fresco e per le proprietà sopra descritte, il kiwano si presta come un ottimo alleato nell’attività fisica di endurance (bici, corsa, nuoto, ecc..), la polpa può essere centrifugata ed utilizzata come integratore energetico-salino completamente naturale. Aggiungendo un paio di ml di acqua di cocco naturale al centrifugato si ottiene un super integratore energetico-salino adatto prima, durante e dopo un’attività fisica intensa (chi si allena con i sovraccarichi apprezzerà) che garantisce un naturale riequilibrio fisiologico dei sali minerali persi e un recupero più veloce.     Francesco Moschillo

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Carico Acido Renale: cos'è e qual'è la...

PRAL, Potential Renal Acid Load (carico acido renale potenziale) La letteratura più recente in materia di nutrizione clinica si è soffermata in più occasioni sulla valenza alcalinizzante o acidificante dei cibi. Gli interventi hanno iniziato a destare particolare interesse dal momento in cui si è fatta strada l'ipotesi di una correlazione tra l'assunzione di cibi proteici in eccesso, rispetto al fabbisogno giornaliero, ed alcuni effetti potenzialmente negativi sul metabolismo osseo con un aumento della demineralizzazione. L'assunzione di un eccesso di proteine rispetto alle capacità di assimilazione dell'organismo comporterebbe la trasformazione degli amminoacidi in eccesso in acidi organici, e la necessità di attivare dei meccanismi tampone renderebbe necessaria la mobilitazione di ioni di calcio dal tessuto osseo per contrastare l'acidosi. Il ruolo centrale della produzione netta di acido endogeno (NEAP, Net Endogenous Acid Production) nell'insorgenza dell'osteoporosi, nella perdita di massa magra e nella formazione di calcoli renali è attualmente oggetto di studio, ed è stato confermato in più occasioni. In particolare, nel campo della nutrizione è stata presa in considerazione la componente alimentare della NEAP che può essere stimata grazie al calcolo del carico acido renale potenziale (PRAL, PotentialRenal Acid Load). Il PRAL di un cibo, secondo la formula più comunemente utilizzata, viene calcolato in base al suo contenuto in proteine, fosforo, potassio, magnesio e calcio, tenendo conto delle capacità di assorbimento intestinale dei singoli microelementi (disregolazione enzimaticometabolica). Gli alimenti a PRAL positivo sono quelli in cui prevale la componente acidificante, mentre quelli a PRAL negativo hanno un carattere alcalinizzante (vedi Tabella Carico Glicemico/PRAL valore massimo). Numerosi studi hanno evidenziato le correlazioni fra il bilanciamento acido-basico dell'alimentazione ed i potenziali effetti avversi sul benessere del paziente. Queste analisi procedono solitamente attraverso delle interviste retrospettive sulle abitudini nutrizionali, in quanto il carico acidificante o alcalinizzante dell'alimentazione agisce tendenzialmente sul lungo periodo. Attraverso questionari validati sull'assunzione dei cibi, è stato possibile correlare positivamente il carico acidificante con l'aumento delle fratture ossee e generalmente con un più scarso tenore minerale del tessuto osseo ed una riduzione della massa magra.

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Qual'è la misura del tuo girovita?

Molto spesso viene trascurata l’importanza di tenere sotto controllo il girovita, pronunciando in specifici momenti dell’anno (dopo le vacanze estive, dopo le vacanze natalizie e l’inizio dell’anno nuovo, dopo Pasqua, prima delle vacanze estive) la famosa frase: “da domani mi metterò a dieta e mi iscriverò in palestra”, senza però poi seguire il buon proposito.  Perché è importante tenere sotto controllo l’accumulo di grasso in sede viscerale? Perché l’aumento della circonferenza del giro vita spesso è associata ad altri fattori di rischio cardiovascolare, come ipertensione, insulino resistenza ed aumento dei trigliceridi nel sangue, ed è precursore di malattie come il diabete di tipo 2. Il limite di tolleranza (per la popolazione europea) è di 80cm per le donne e 94cm negli uomini. Eguagliando o superando questi limiti ed avendo due dei seguenti quattro fattori: valori dei trigliceridi nel sangue maggiori o uguali a 1,7 mmol/l valori di colesterolo “buono” HDL inferiori o uguali a 1,0 mmol/l (per i maschi) e 1,3 mmol/l (per le femmine) pressione sistolica (massima) maggiore o uguale a 130 o pressione diastolica (minima) maggiore o uguale a 85 glucosio plasmatico a digiuno (FPG) maggiore o uguale a 5,6 mmol/l o diabete   ci si trova in presenza di Sindrome Metabolica, il grasso viscerale a questo punto si comporterà come un vero e proprio organo: produrrà sostanze di scarto e influirà (negativamente) con la sua attività sull’intero organismo, aumentando notevolmente il rischio cardiovascolare. Quali sono i principali responsabili dell’accumulo di grasso in sede viscerale? lo stile di vita sedentario e cattive abitudini alimentari; la predisposizione genetica (forma androide, a “mela” - più a rischio - , o ginoide, a “pera”) l’ambiente; una ridotta spesa energetica: proprio così, l’aumento di grasso è dovuto soprattutto ad un ridotto dispendio calorico piuttosto che ad una sovraalimentazione! Consigli? Per chi è già affetto da sindrome metabolica, dopo aver ricevuto il parere favorevole del medico curante, è consigliabile stilare un programma specifico di fitness metabolica (che prevede un’alternanza di attività aerobica e anaerobica) in base al proprio livello di forma: sconsigliato oltremodo il fai-da-te. Per tutti gli altri è opportuno modificare lo stile vita e le abitudini alimentari: l’esercizio fisico e il cibo sono i più potenti farmaci presenti sul mercato che, se usati con criterio, non hanno nessuna controindicazione e fanno vivere meglio e più a lungo!

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