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Benessere e salute

Lo yogurt 0,1% di grassi... fa bene?

Tralasciando per un attimo i possibili benefici o danni nell’assumere latte e derivati, si cercherà di far luce su questo diffusissimo quanto oscuro alimento. Partiamo dal presupposto che lo yogurt, per definirsi tale, deve essere ottenuto dal latte fermentato con due soli batteri caratteristici: il lactobacillus bulgaricus e lo streptococcus termophilus (l’equilibrio tra questi due batteri renderà il prodotto più o meno dolce o acido). I prodotti invece che utilizzano bifidus, lactobacillus o altri fermenti possono utilizzare come denominazione solo quella di “latte fermentato”.   La differenza sostanziale che passa tra lo yogurt intero e quello 0,1% di grassi è il latte utilizzato: nel primo caso sarà intero, nel secondo parzialmente scremato. Nel caso degli yogurt 0,1%, per abbassare ulteriormente l’apporto calorico, vengono utilizzati malsani dolcificanti chimici come l’acesulfame k o l’aspartame, pochissima percentuale di frutta (ovviamente in quelli che la contengono, non in quelli “bianchi”, che solitamente va da un 4,2% ad un massimo del 12%), alcuni prodotti invece contengono il comune, quanto tossico, zucchero bianco raffinato, si aggiungono poi una serie di additivi, aromi e coloranti che non rendono questo prodotto adatto ad una alimentazione sana ed equilibrata.   Ci si deve dunque preoccupare di quanto grasso è presente nello yogurt o di quanti altri pessimi ingredienti servono a bilanciare la carenza di grassi per dare gusto e sapore al prodotto?   Un po’ di confronti di yogurt 0,1% alla frutta (il tutto verificabile nei più comuni supermercati):   Vitasnella 0,1% di grassi - Yogurt magro           Marca: Danone Quantità di frutta: 7,2% Calorie per 100 gr: 52 kcal Aromi: sì Additivi: E1422, carragenina, gomma di xantano Coloranti: cocciniglia (E 120) Zuccheri o dolcificanti: fruttosio, xilitolo, acesulfame k, sucralosio   Sterzinger yogurt Vipiteno - 0,1% di grassi       Marca: Cooperativa lattiera Vipiteno Quantità di frutta: 7,5% Calorie per 100 g: 71 kcal Aromi: sì Additivi: amido modificato di mais Coloranti: succo di barbabietola rosso concentrato Zuccheri o dolcificanti: zucchero, sciroppo di glucosio-fruttosio   Yogurt Yomo magro e frutti di bosco      Marca: Yomo (Granarolo) Quantità di frutta: 12% Calorie per 100 g: 69 kcal Aromi: no Additivi: no Coloranti: no Zuccheri o dolcificanti: zucchero   Muller - 0,1% grassi fragole e fragoline in pezzi       Marca: Muller Quantità di frutta: 9% Calorie per 100 g: 77 kcal Aromi: sì Additivi: no Coloranti: succo concentrato di barbabietola Zuccheri o dolcificanti: zucchero, sciroppo di glucosio-fruttosio, zucchero d’uva   Solo per citarne i più comuni, ma l’elenco potrebbe essere molto più lungo (basta osservare almeno una volta nella vita il banco frigo contenente yogurt di un qualsiasi supermercato per valutare l’immensa varietà di marche e gusti).   Il consiglio è presto tratto: se cercate un alimento per la colazione, per uno spuntino o per un pranzo/cena leggeri, lo yogurt 0,1% di grassi alla frutta non è il massimo, non fatevi ingannare dalla pubblicità né tanto meno dai nomi accattivanti o stimolanti. Ciò che fa sempre la differenza è la composizione di un alimento (leggete sempre le etichette!): tanto meno è lavorato e raffinato tanto più è digeribile e di qualità. Un alimento per essere appetitoso e gustoso NON ha bisogno di zuccheri, additivi e aromi! Per quanto riguarda invece gli yogurt 0,1% “bianchi” il discorso non cambia: nella lista ingredienti non è presente solo la frutta, tutto il resto sì. Francesco Moschillo

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L’importanza di conoscere i vari tipi di Stretch...

Gli esercizi di stretching oltre a sollecitare le fibre muscolari, sollecitano il tessuto connettivo (tendini, fasce ecc.) presente nella struttura contrattile. Il tessuto connettivo è estensibile (può essere allungato), ma se non viene regolarmente sollecitato con l’esercizio fisico, in breve tempo perde questa caratteristica essenziale. Quando si parla di stretching è d’obbligo parlare della mobilità articolare (conosciuta anche come articolarità, flessibilità, estensibilità, ecc.): è la capacità di compiere movimenti ampi ed al massimo della estensione fisiologica consentita dalle articolazioni. Questa capacità è condizionata dalla struttura ossea dell’articolazione, dalle sue componenti anatomiche e funzionali (grado di estensibilità dei legamenti, tendini e muscoli), dalla temperatura dell’ambiente e dal livello di riscaldamento del corpo. È importante ricordare che le fibre muscolari si adattano rapidamente a qualsiasi situazione. Al contrario di quanto si pensi non esiste una sola forma di stretching, ma bensì 3 tipi di concetti basilari:   Stretching balistico È il primo tipo di allungamento conosciuto, un po’ pericoloso, in quanto fa attivare nel muscolo il riflesso di stiramento (riflesso incondizionato che ordina al muscolo di reagire ad una tensione brusca con una rapida contrazione, con elevato rischio di trauma muscolare). È un sistema di stretching vecchio e ormai accantonato per la sua pericolosità. Il metodo è molto semplice, si arriva in posizione di allungamento e poi si inizia a molleggiare.   Stretching dinamico Questo sistema è consigliato in programmi sportivi in cui sono previsti movimenti ad elevata velocità, poiché agisce sull'elasticità di muscoli e tendini. Il muscolo agonista contraendosi rapidamente tende ad allungare il muscolo antagonista (il muscolo che in questo esercizio vogliamo allungare); si effettuano, quindi, movimenti a "rimbalzo" con una certa rapidità. La tecnica consiste nello slanciare in modo controllato le gambe o le braccia, in una determinata direzione, senza molleggiare, rimbalzare o dondolare. Si procedere ad un riscaldamento generale (cardiovascolare) e settoriale (rotazione delle articolazioni: collo, spalle, gomiti, polsi, ecc.) dopo di che s’inizia con slanci lenti e sciolti e gradatamente aumentare l’ampiezza oppure la velocità di esecuzione. Molto importante è controllare il movimento. E’ essenziale sapere che bisogna terminare gli slanci quando si manifestano i primi segni di fatica in una diminuzione di ampiezza e velocità. E’ vivamente sconsigliato non allenarsi quando i muscoli sono affaticati, i muscoli stanchi sono meno flessibili, meno veloci e più soggetti a traumi.   Stretching statico È il sistema di stretching più conosciuto. Con le sue posizioni e il suo modo di respirare, prende spunto dallo yoga e fonda la sua pratica in esercizi di stiramento muscolare allo scopo di mantenere il corpo in un buono stato di forma fisica. Si raggiunge l’allungamento muscolare tramite posizioni di massima flessione, estensione o torsione. Queste posizioni devono essere raggiunte lentamente in modo da non stimolare nei muscoli antagonisti il riflesso da stiramento. Daniele Introna

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Burro di arachidi, cos'è e perché è utile

Il burro di arachidi è un alimento ricavato dalla macinatura di semi di arachidi. Fonti non accreditate ne attribuiscono la paternità ad un farmacista di Saint Louis, George A. Bayle jr., il quale alla fine del XIX secolo inventò questo alimento come sostituto proteico della carne, allora alimento molto costoso e non accessibile a molte famiglie delle classi meno abbienti. Noto è infatti il notevole apporto di proteine vegetali che tale prodotto garantisce, oltre ad un considerevole contenuto di grassi (per lo più monoinsaturi) ed una buona percentuale di fibre ed acido linoleico (Wikipedia). I grassi mono e polinsaturi "amici del cuore" contenuti nel burro di arachidi lo rendono un fantastico ingrediente per chiunque voglia mantenere una dieta equilibrata. Il burro di arachidi è ideale anche per le persone attive ed è una buona fonte di proteine ad elevato contenuto calorico, per integrare le diete ad alto apporto calorico.   Valori nutrizionli per 100 gr calorie: 589 Kcal; grassi: 49,94 gr carboidrati: 21,57gr proteine: 24 gr fibre: 8 gr Pur essendo, in effetti, un alimento piuttosto grasso e calorico, contiene un'altissima percantuale di grassi insaturi, quelli "buoni" per intenderci, che sono legati non all'aumento del rischio di insorgenza di patologie cardiovascolari, quanto piuttosto alla loro prevenzione. Totalmente assente il colesterolo. Contiene inoltre un'ottima quantità di sali minerali (magnesio, fosforo, potassio, zinco), vitamina E e vitamine del complesso B! Non contiene glutine né, praticamente, zuccheri semplici. Oltre ai grassi "benevoli" è bene sottolineare anche la presenza di alcuni antiossidanti tra cui, come già ricordato, l'acido oleico e il resveratrolo,  in grado, probabilmente, di avere un ruolo attivo nella prevenzione di alcuni tipi di tumore. Secondo alcuni studi condotti a Taiwan, consumare arachidi almeno per due volte a settimana, contribuirebbe a ridurre il rischio di cancro al colon del 31% Riassumendo Elevato contenuto proteico naturale; buona fonte di vitamine ed antiossidanti; coadiuvante nella prevenzione delle patologie del cuore; probabili effetti antitumorali; privo di colesterolo e grassi "cattivi". Staff di PTOnline   Vorrei vedere un Burro di Arachidi di qualità

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Attività fisica, salute ed equilibrio globale: un...

Per capire meglio il concetto e l'importanza dell'equilibrio nella sfera psico sociale dell'individuo, relazionata alla qualità di vita e alle performance fisiche, è possibile analizzare un caso "clinico" Il bravo artigiano combattente che non riposa mai A. maschio di 36 anni, viene al mio studio su consiglio di un amico. "Vorrei migliorare il mio stato di forma, mi sento spesso stanco e affaticato, soprattutto nell’attività sportiva" A. lavora come idraulico dipendente dalle 8 alle 16, incluso il sabato mattina. Questa attività gli garantisce uno stipendio fisso da 1400€ con il quale vive e con cui cerca di metter da parte qualcosa per poter un giorno ipotetico sposarsi (non ha ancora una fidanzata) e costruirsi una casa. Afferma che queste cose sono importanti perché è affezionato ai valori della famiglia e la casa rappresenta qualcosa di sicuro e tangibile e per fare come hanno fatto i suoi genitori. A. ha anche una grande passione, le arti marziali che pratica da molti anni a livello quasi professionale, ottenendo da questa attività una gratificazione economica poco inferiore al suo stipendio da idraulico. Ogni giorno alle 17 va in una palestra e comincia ad insegnare in corsi e lezioni private fino alle 22. Poi si ritrova con i suoi compagni di squadra e si allena fino a mezzanotte. Spesso, il fine settimana va in trasferta per le competizioni, le fiere e le esibizioni. Mangia tutti i giorni ad orari improbabili, spesso al bar, soffre di stitichezza. Dorme 5-6 ore per notte e fatica a prendere sonno per l’ansia di dimenticare qualcosa dei suoi numerosi impegni quotidiani. A. vorrebbe qualche consiglio da me per ottimizzare le sue prestazioni... e sentirsi meno stanco. Gli suggerisco di prendere in considerazione il fatto che lavorare 16 ore al giorno per 6/7 giorni alla settimana non è cosa normale né salutare. L’organismo necessita dei giusti tempi di recupero sia per la parte fisica che per quella mentale e, nel caso di A., le pause sono praticamente inesistenti, il sonno è cronicamente insufficiente e l’alimentazione approssimativa non è sicuramente in grado di fornirgli tutte le sostanze di cui necessita. A. vive in uno stato di ipersimpaticotonia, ovvero in eccesso di attivazione che alla lunga provoca stanchezza cronica. Se portata avanti per troppo tempo, la situazione può degenerare nella fase finale della sindrome generale di adattamento di Selye, ovvero l’esaurimento o per dirla all’anglosassone “burnout” . Cosa si nasconde, però, dietro questo modo di vivere? Dalle affermazioni più volte rimarcate di A., emerge un distacco mancato dalla famiglia d’origine, nonostante l’età. La paura di non essere all’altezza dei genitori provoca l’insicurezza che “costringe” a tenersi il sicuro lavoro tradizionale da artigiano per “comprare la casa e mettere un giorno famiglia”. La vera passione di A., oltretutto redditizia, rimane nella sfera del “vorrei ma non posso” con conseguente frustrazione ma al contempo permane l’incapacità di “osare” e renderla l’attività principale, riunendo così l’aspetto economico a quello ludico-sportivo. In questo caso non è opportuno considerare nemmeno la possibilità di allenarsi maggiormente: il problema è a monte, nel mancato equilibrio tra la sfera socio-familiare e quella personale. Gli alti livelli tecnici nelle arti marziali dimostrano che A. non deve pertanto “allenarsi meglio” bensì rivoluzionare la propria esistenza, facendo scelte radicali. In questo caso, una volta riequilibrata la sfera vitale con l’aumento delle pause di recupero e il miglioramento dell’alimentazione, le prestazioni di A. aumenteranno in tutti i campi senza bisogno di interventi sull’allenamento o tramite il ricorso a integratori “miracolosi” o farmaci. Giovanni Lazzari

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Avena, cos'è e perché è utile

L'avena comune (Avena sativa) è una pianta della famiglia delle Graminacee ed è la specie più nota del genere Avena. Al momento del raccolto i chicchi d'avena consistono di cariossidi (frutti) altamente digeribili avvolte da un tegumento non digeribile. Sembrerebbe avere origini asiatiche che risalgono all’avena rossa selvatica (o avena bizantina). Questo cereale appare in Europa, verso il VI secolo a.C. A causa della deperibilità, greci e romani la consideravano una “mala erba”, buona solo per cavalli e barbari. Eppure Tacito attribuiva alla pianta grandi qualità: scrisse che, grazie alle elevate quantità di avena ingerita, gli individui delle popolazioni germaniche morivano a tardissima età, dopo aver vissuto una vita senza malattie. Originariamente utilizzata come medicinale anti-infiammatorio e ricostituente, fu poi adottata come alimento da scozzesi, bretoni, tedeschi e scandinavi. Furono i pionieri scozzesi a portare l’avena nel Nuovo Mondo nel XVII secolo.   Proprietà Rispetto ad altri cereali, l'avena integrale produce un alimento ricco di proteine (12%), grassi (7%), fibre (dal 12 al 14%) e carboidrati (circa 64%). Ha anche un buon contenuto di sali minerali, soprattutto calcio, magnesio, potassio, silicio e ferro, che ne fa un ottimo remineralizzante. E' una fonte di carboidrati estremamente salutare poiché è in grado di apportare al corpo un costante flusso di energia. Si tratta pertanto della scelta ideale per tutti coloro che desiderano assumere un carburante ottimale durante l'allenamento o aumentare il consumo di carboidrati durante la giornata L’avena contiene un tipo di fibra solubile, il betaglucano, che funziona come una spugna. Quando si deposita nell’intestino, il betaglucano intrappola il colesterolo di provenienza alimentare in un gel appiccicoso non assorbibile che attraversa l’intestino portandolo via con sé. I benefici dell'avena sono talmente incisivi da aver indotto la Food and Drug Administration Statunitense ad autorizzare l'affermazione che l'avena favorisce l'abbassamento dei livelli di colesterolo. Per chi è a dieta, la farina d’avena è ottima perché controlla l’impulso a mangiare e suscita una sensazione di sazietà: quest’ultima proprietà presenta una caratteristica calmante nei casi di stress, ansia, nervosismo e difficoltà nel dormire. Per questo motivo può essere utilizzata come integratore naturale per chi soffre di questi disturbi. Nonostante l'avena sia poco utilizzata nella dieta degli italiani è senza dubbio un cereale dotato di proprietà interessanti. La sua assunzione viene consigliata in casi di depressione, debilitazione fisica e mentale, nervosismo ed insonnia; è infatti, grazie alla presenza di vitamine del gruppo B, minerali ed altre sostanze, che viene consierato un ottimo alimento energizzante consigliato per adulti, bambini e soggetti in convalescenza.   Grazie all'alto contenuto di fibra alimentare l'avena è un ottimo alimento lassativo e la crusca che ricopre i semi ha proprietà diuretiche e depurative dell'organismo umano.   Riassumendo Straordinaria fonte di carboidrati a basso indice glicemico; proprietà diuretiche e depurative; abbassa i livelli di colesterolo; ha effetti calmanti ed antidepressivi; coadiuvante nella perdita di peso grazie al suo effetto "saziante"; ricca in sali minerali e vitamine del complesso B. Staff di PTOnline   Vorrei vedere un prodotto a base di Avena

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Dieta: le tre tipologie controindicate e perché

Ora illustrerò alcuni tipi di dieta e cercheremo di rintracciare le motivazioni che le rendono contro-indicate.   Diete a basso contenuti di carboidrati Queste diete suggeriscono di diminuire drasticamente i cibi a base di carboidrati (ad esempio pane, pasta, riso... ) il che non solo toglie energia, ma affatica l’organismo che non riesce a fornire performance vicine ai limiti ottimali. Infatti il cervello, il cuore e i muscoli sono organi e strutture che hanno proprio bisogno di carboidrati per svolgere le loro funzioni. Limitandone l’apporto non si fa altro che allontanare l’obiettivo dell’eccellenza fisica.   Diete a basso contenuto proteico Anche le diete che prevedono l’eliminazione di proteine hanno effetti negativi sull’organismo, sia per coloro che si allenano regolarmente che per i sedentari. Un basso apporto proteico in un atleta significa indurre alcuni problemi quali dolenzia muscolare e affaticamento generale. Dato che l’allenamento consuma le proteine muscolari, l’apporto proteico diviene necessario per la reintegrazione e, quando queste non sono disponibili per questi processi, l’allenamento depaupera i muscoli in continuazione e quindi si perde tessuto in modo sostanziale.   Diete a basso contenuto lipidico Nonostante di norma sia corretto ridurre la quantità di grassi introdotti quotidianamente nell’organismo, eliminare completamente i grassi insaturi significa eliminare l’elemento che trasporta le quattro vitamine liposolubili (A, D, E, K) e incidere negativamente sull’attività dei reni, degli organi interni e del sistema nervoso. Ricerche hanno dimostrato come la drastica riduzione di grassi insaturi, diminuendo il colesterolo HDL (buono), aumenti il rischio di ictus e infarto. La diminuzione del peso avviene essenzialmente in tre modi: perdendo liquidi oppure perdendo massa magra (muscoli) o ancora perdendo massa grassa. Le prime due modalità elencate non sono certo le più idonee al raggiungimento dell’obiettivo dimagrimento in quanto diminuire massa magra equivale a perdere tono muscolare mentre la perdita di liquidi induce la disidratazione che, se protratta anche per soli due giorni, può provocare crampi (a causa di perdita di inerali) e aumentare la viscosità del sangue (con rischio di embolia). Perdere peso nel modo corretto significa perdere massa grassa mantenendo invariata quella magra, tutto ciò è possibile soltanto grazie ad una regolare attività fisica caratterizzata sia da lavoro aerobico ad una determinata frequenza cardiaca (camminata, corsa, bici) che anaerobico (esercizi di tonificazione alle macchine isotoniche presenti in sala fitness) associata ad una corretta dieta.  E’ importante non diminuire la massa magra perché quest’ultima determina il nostro metabolismo basale (ossia il numero di calorie che si bruciano nell’arco della giornata); a parità di peso chi ha più massa magra consuma maggiori calorie a riposo! Quindi ha più possibilità di perdere quei chili in eccesso e una volta ottenuto il risultato potrà mantenerlo con più facilità! Se l’organismo umano consuma più energia, sotto forma di calorie alimentari, di quanto ne acquisisca nei processi metabolici (ovvero a seguito della nutrizione) ci sarà un bilancio energetico negativo e l’individuo perderà peso corporeo. Al contrario un introito calorico superiore all’energia spesa comporterà un bilancio energetico positivo e un aumento di peso.  Un’importante regola della nutrizione volta a far perdere peso nel modo corretto è mangiare di più nei giorni di maggiore attività (in cui il consumo calorico si alza in relazione ad esempio ad una sessione di allenamento) e meno nei giorni con attività inferiore. Così facendo la perdita di peso ottimale si aggira intorno ai 900 gr. la settimana (non tralasciando mai la regolarità nell’attività fisica).   Ad esempio per una persona che necessita di 1250 calorie al giorno: 1° giorno 1500 Kcal giornata con attività intensa (sessione di allenamento); 2° giorno 1250 Kcal giornata con attività moderata; 3° giorno 1500 Kcal giornata con attività intensa (sessione di allenamento); 4° giorno 1150 Kcal giornata con scarsa attività; 5° giorno 1300 Kcal giornata con attività moderata (sessione di allenamento); 6° giorno 1150 Kcal giornata con scarsa attività. E’ controindicato diminuire in maniera eccessiva l’entrata calorica rispetto al proprio fabbisogno perché il nostro organismo impara così a conservare energia, per cui il processo di immagazzinamento del grasso diventa estremamente efficiente, a scapito della capacità dell’organismo di bruciare calorie (rallentando il metabolismo sarà molto difficile perdere peso anche praticando attività fisica regolare). Nell'articolo “Allenamento per perder peso nel modo corretto” ho delineato in maniera dettagliata quale possa essere il sistema di allenamento migliore da abbinare ad una corretta alimentazione al fine di perdere peso in modo corretto. Luca Berti Rigo

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10 idee per trovare la palestra giusta (o quella ...

Ok la polivalenza degli istruttori... ma è possibile trovare la palestra vuota e il trainer alla reception? Non mi convince. Sono d’accordo: lì tira davvero una brutta aria. Se non vuoi sprecare soldi e tempo, scegli una struttura professionale. La "fusione" tra receptionista e trainer non è prevista e non è buon segno.   Io e alcuni miei amici abbiamo appena perso un anno di abbonamento perché il centro fitness ha chiuso i battenti dopo un mese. Cosa possiamo fare? Fenomeno molto diffuso. Se vuoi cercare di recuperare i tuoi soldi, corri a mettere il tuo nome nell’elenco dei creditori da risarcire. E poi, tieni le dita incrociate per l'esito della "class-action-palestrara".   Un trucco per... capire al volo se una palestra è valida? Se il sorriso della receptionist è schietto,la palestra funziona. Se invece ti sembra formale e stereotipato e la sua parlantina cantilenante, scappa verso l’uscita!   Mi piace solo correre... perché dovrei andare in palestra invece che al parco? La mia domanda è uguale alla tua: perché dovresti correre su un pavimento che corre su un altro pavimento? Il parco è perfetto.   Non ho più stimoli ad allenarmi nella mini palestra sotto casa... In un’altra tornerò a lavorare sodo? Molti farebbero i salti mortali per aver la fortuna che hai tu. In effetti, però, quando si sceglie la palestra, più che la distanza da casa conta la bravura del trainer: sono pochi capaci di motivarti a fare quella serie o quella ripetizione in più. Hai ragione a metà, anzi a tre quarti...   Mi sono iscritto in un Centro Fitness per sei mesi... ma già mi rincorrono per prolungare l’abbonamento per i prossimi due anni. Ti hanno chiesto di rinnovare la tessera ora che ti sei appena iscritto? Prenditi due anni per dar loro una risposta.   Per molto tempo ho frequentato una palestra senza tante pretese... ma accogliente e con istruttori preparati. Ora mi sono iscritto a un centro che mi darà l’opportunità di allenarmi in altre strutture della stessa catena. Otterrò qualche vantaggio? In effetti le palestre delle “catene” sono molto simili tra loro. Gli standard però mi fanno accapponare la pelle: una catena di palestre non è una catena di hotel. Prediligo i centri che si distinguono per impostazione umana, tecnologia semplice, attitudine/abitudine a personalizzare.   In palestra sto pagando un Personal Trainer... perché sono abbandonato a me stesso. Alternative? Prenota poche lezioni con il trainer per farti spiegare l’essenziale, poi procedi da solo fino a fine abbonamento. Vedrai che più avanti ti proporranno questo servizio extra a un prezzo scontato. In caso contrario, puoi scaricare e caricare il bilanciere da solo. E per sentirti motivato, metti gli Aerosmith nell’i-Pod.   Mi sono appena iscritto in palestra... e mi hanno dato in dotazione di tutto, persino le saponette col logo del network. Se è vero che “il buongiorno si vede dal mattino”, probabilmente è un centro affidabile. Ma attento: quando il buongiorno è troppo luminoso... gatta ci cova. In altre parole, cerca di capire se ci troverai qualcosa di veramente utile in tutto quel fitness-marketing...   Meglio un mega Centro Fitness con la spa e il centro benessere che userò poco o una palestra spartana? La differenza è che nella prima diventerai molle e sofisticato come un antico ateniese, nella seconda ti trasformerai in uno spartano duro e puro. Per la “lounge-area”, poi, non sono un grande esperto e nemmeno un grande fan. Roby Romano

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Fratture: classificazione e riparazione

Esistono differenti tipologie di fratture, ed ognuna di loro risponde ad una diversa classificazione, che cambia considerando alcuni parametri, quali: aspetto esterno, zona della frattura, natura e causa (eziopatenogenesi) dell’incrinatura o della rottura dell’osso. Le fratture più comuni sono le fratture chiuse, senza lesione della cute, a differenza di quelle esposte, dove invece l’osso lacera la pelle; quest’ultime presentano un maggiore grado di pericolosità proprio a causa di queste lacerazioni, che possono provocare emorragie e/o infezioni. Le fratture semplici dividono l’osso in due parti, mentre le fratture comminute generano molteplici residui ossei; le fratture scomposte invece presentano monconi ossei non più in rapporto corretto. Alcune fratture possono rientrare in diverse categorie di “infortuni” contemporaneamente.   La riparazione della frattura avviene in quattro fasi: Immediatamente dopo una frattura avviene un sanguinamento che  forma un ematoma da frattura. I capi della frattura vengono uniti da una rete di tessuto osseo spugnoso internamente, mentre esternamente sono saldati da un callo osteo-cartilagineo. Il callo osteo-cartilagineo viene sostituito da tessuto osseo spugnoso; i frammenti ossei vengono rimossi e alcune aree limitrofe alla rottura ossea vengono sostituite attraverso il processo di “ossificazione”. Nell’ultima fase, viene completato il processo di ossificazione; inizialmente si possono avere segni di rigonfiamento che progressivamente subiranno una ri-modellazione .   Frattura trasversa: rottura trasversale dell’osso rispetto all’asse longitudinale. Frattura scomposta: alterata disposizione dei segmenti ossei. Frattura da schiacciamento: si verificano a causa di carichi abnormi ed eccessivi (es. vertebre del sacro). Frattura a spirale: sono prodotte da forze di torsione che si trasmettono in direzione della lunghezza dell’osso. Frattura epifisaria: generalmente si verificano in zone in cui i condroblasti stanno morendo, a causa dell’ossificazione del disco ipofisario. Frattura comminuta: genera una moltitudine di piccoli frammenti ossei. Frattura a legno verde: questo tipo di frattura si verifica in genere nei giovani, dove il processo di ossificazione non è ancora completato; solitamente in queste fratture solo un lato della diafisi si rompe, mentre l’altro si incurva (rottura parziale). Frattura di Colles:  frattura localizzata nell’epifisi distale del radio (tentando di attutire una caduta si potrebbe verificare al radio). Frattura di Pott: frattura bimalleolare della gamba a livello della caviglia. A cura di, Gabriele Grassadonia  ed  Eugenio Di Maro

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Personal Trainer: chi è, quanto costa e come lo ...

Contrariamente a come viene presentato dai Media o dall’immaginario collettivo, il Personal Trainer non è “quello grosso, ignorantello, tatuato, che mangia solo riso e pollo e si intrattiene solo con le belle ragazze della sala pesi”. Questa figura mitologica è stata creata negli anni da false convinzioni e dalla non regolamentazione della professione in albo da parte dello Stato che hanno contribuito all’inflazione della figura professionale e alla nascita di strani soggetti che si aggirano nelle palestre senza nessuna (o ridicola) qualifica spacciandosi appunto come Personal Trainers. Il Personal Trainer è un professionista che dovrebbe avere come titolo di base almeno la laurea triennale in Scienze Motorie (o diploma ISEF) e poi, a seconda del percorso scelto, le varie specializzazioni o attestati professionali. Nessuno andrebbe mai da un dentista o da un medico che non abbia conseguito la relativa laurea, mentre nel caso di esercizio abusivo della professione (senza averne i titoli anche se alcuni potrebbero essere bravi e preparati) lo Stato prevede severe sanzioni, tutto ciò a tutela della salute del cittadino. E in palestra? Non conoscere l’anatomia, la biomeccanica, la fisiologia, la mancanza di etica professionale a favore del dio denaro, la non curanza delle più basilari regole del “non nuocere” potrebbero creare problemi alla salute del cliente? Ecco che quando si entra in uno studio, in un centro benessere, in una palestra, siccome siete Voi clienti i datori di lavoro che mettete il Vostro corpo (e indirettamente la salute) nelle mani di qualcuno, chiedete SEMPRE a che titolo la persona che vi segue esercita la professione.   Alcune semplici regole da seguire che potrebbero aiutarvi nella scelta del professionista più adatto Laurea in Scienze Motorie o Diploma Isef Esperienza e specializzazioni conseguite (i tuttologi sanno tutto e niente, meglio il giusto ma ben chiaro in mente) Assicurazione RC professionale Certificazione di conformità alla norma tecnica UNI 11475 (in mancanza di un vero albo professionale, la certificazione garantisce il rispetto di un preciso codice deontologico e l’esercizio serio e corretto della professione; in caso contrario il cliente può fare reclamo direttamente agli Organi Competenti che provvederanno a sanzionare, fino a radiare, il professionista) Informatevi direttamente dai clienti: chi ha già sperimentato l’operato saprà consigliarvi o meno l’esperienza Reperite il maggior numero di informazioni (internet è già una buona fonte)   Trovato quindi il professionista, il cliente potrà chiedere al Personal Trainer di essere aiutato affinchè possa raggiungere al meglio gli obiettivi desiderati (perdita di peso, tonificazione, imparare a nuotare, una preparazione per una gara, migliorare la flessibilità ed elasticità muscolare, ecc…). Un bravo professionista non improvviserà e non lascerà nulla al caso, ma saprà eseguire una corretta  anamnesi di partenza, utilizzerà strumenti di valutazione e misurazione, spiegherà con quali mezzi, con quali tecniche e in che tempistiche si potrà raggiungere il traguardo in salute e con piena soddisfazione. Il Personal Trainer sarà un punto di riferimento ed un “appoggio” morale per ogni dubbio, perplessità o problema e saprà collaborare con altri professionisti (medici, dietologi, ortopedici, ecc…) al fine sempre di tutelare al meglio il cliente. Dimenticate le esperienze fatte fino ad ora in sala pesi che, nel 90-95% dei casi portano a non frequentare più la palestra e un gran senso di delusione e frustrazione per aver mancato l’obiettivo. Un percorso con il Personal Trainer è un inizio verso la vitalità, il benessere, l’autostima e la consapevolezza che se si vuole, si può! Bello! Quanto costa? Il Personal Trainer è per tutte le tasche (davvero!), insieme si sceglierà la formula più adatta in base alle esigenze e agli obiettivi. Più che altro incide molto la scala dei valori personali che, purtroppo, la società moderna distorce: telefonini da 800euro, scarpe da 500, un ingresso in un locale alla moda da 150, rate di auto nuove e iperaccessoriate da 600. Insomma, se decidete di investire in altre cose piuttosto che su Voi stessi e sul Vostro benessere, non chiedete l’aiuto di un Personal Trainer e continuate ad allenarvi con improduttive, noiose ed obsolete routine in palestre sempre più low cost (low di servizi e low di professionalità) o continuate ad indossare la sauna belt e ad utilizzare l’ab rocket. Francesco Moschillo

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Acido Lipoico, cos'è e perché è utile

L’acido alfa lipoico, anche chiamato acido lipoico, è un acido grasso/vitamina che si trova naturalmente all’interno di ogni cellula nel corpo. E' una sostanza dotata di spiccate proprietà antiossidanti, per questo viene considerata come uno tra gli anti-invecchiamento più efficaci. Antiossidante "universale", così come viene spesso denominato, l'acido alfa-lipoico (o ALA) resta uno dei nemici dei radicali liberi più affidabile e utilizzato. Ciò che rende speciale l’acido alfa lipoico è che funziona sia nell’acqua che nel grasso, diversamente dai più comuni antiossidanti, come le vitamine C ed E, e sembra esser capace di riciclare altri antiossidanti corporei dopo che sono stati completamente consumati.   Alimenti L’acido alfa lipoico viene prodotto dal corpo, ma si può trovare anche in piccole quantità nei cibi, come ad esempio pomodori, spinaci, patate, broccoli, piselli, lievito di birra, cavoletti di Bruxelles e crusca di riso, anche se la fonte principale rimangono le carni rosse ed in particolare fegato e cuore.   Acido Lipoico e l'attività fisica L'ALA accentua la sensibilità all'insulina, può quindi migliorare il recupero e la crescita muscolare, anche attraverso suo effetto. Se si riesce ad immagazzinare più glucosio nel muscolo, questo si traduce in maggiori scorte di glicogeno muscolare. Una maggiore sensibilità potrebbe significare maggiore sintesi proteica, maggiore recupero e maggiore crescita muscolare. Infine, l'attività antiossidante del ALA aiuterebbe a combattere i radicali liberi che altrimenti ritarderebbero il recupero.   Riassumendo Potente antiossidante; di facile assorbimento; promuove la disintossicazione del fegato; utile nella prevenzione di cataratta e glaucoma; migliora il recupero dopo l'attività fisica; particolarmente utile per le persone che presentano problemi di diabete; migliora salute e bellezza della pelle. Staff di PTOnline   Vorrei vedere un prodotto a base di Acido Lipoico

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DMAE, cos'è e perché è utile

ll DMAE proviene da fonti naturali e si trova in piccole quantità in varie specie di pesce azzurro, tra cui sardine ed acciughe. ll suo effetto è simile ad una anfetamina, ma non è una droga! Contiene due ingredienti attivi principali, 2-dimetilaminoetanolo e il dimetiletanolamina. Si tratta di naturali precursori del composto colina, ossia un importante componente dei neurotrasmettitori, fondamentale per il normale funzionamento dei nervi, nel cervello e in tutto il corpo. Tali proprietà hanno fatto sì che questo integratore sia stato scelto da molti atleti durante gare o sport di resistenza, come la corsa su lunga distanza, il calcio o il ciclismo, al fine di preservare livelli di concentrazione massimi per un intervallo di tempo prolungato.   Quali sono i vantaggi principali? Dagli atleti impegnati in sport di resistenza che desiderano mantenere la concentrazione durante competizioni di lunga durata a chi soffre di ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività) e di morbo di Alzheimer, il DMAE è un prezioso e potentissimo alleato, che ha fornito straordinari risultati in numerosi test clinici di varia natura. I test clinici effettuati sulla colina hanno dimostrato che una maggiore quantità di questa sostanza può avere effetti positivi fisici e mentali. L'aumento dei livelli di colina è stato collegato a una maggiore concentrazione, alla capacità di applicarsi più attentamente su una particolare attività e a una migliore memorizzazione delle informazioni acquisite. Negli ultimi anni, la professione medica ha iniziato a esaminare e analizzare gli effetti del DMAE su condizioni come il morbo di Alzheimer. Come con il disturbo ADHD, l'aumento di colina prodotta dal DMAE ha dimostrato di influire positivamente sulla riduzione degli effetti più gravi causati dalla suddetta condizione.   Ulteriori informazioni Recentemente, il DMAE è stato utilizzato in molti altri prodotti, tra cui i trattamenti anti rughe. Grazie a questi eccezionali effetti sulle prestazioni dei nervi, in molti hanno iniziato ad aggiungere il DMAE alle creme per il viso, dichiarando che tale ingrediente consente di ottenere un miglioramento tangibile sul tono e la morbidezza della pelle, anche se non sono stati effettuati test clinici affidabili a supporto di tali affermazioni.   Riassumendo Favorisce uno stato di benessere generale e di rilassamento; combatte la perdita di memoria associata all'invecchiamento; stimola le capacità mnemoniche e di apprendimento; allevia o previene sintomi di depressione; favorisce la longevità e la qualità dalle vita; migliora la capacità di combattere i fattori di stress ambientale. Staff di PTOnline Vorrei vedere un prodotto a base di DMAE

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Alga Clorella, cos'è e perché è utile

La Clorella è un'alga monocellulare verde d'acqua dolce ed è riconosciuta come una delle forme di vita più antiche della terra. Grazie all'elevata concentrazione di sostanze nutritive, la clorella è considerata un alimento completo, poiché fornisce tutte le sostanze nutritive necessarie alla vita umana. La clorella (video) è particolarmente ricca di proteine, acidi grassi essenziali, vitamine, fibre e acidi nucleici (RNA e DNA), oltre a tantissime altre sostanze nutritive di importanza vitale. I sostenitori della clorella assicurano che questa apporti numerosi benefici alla salute tra cui: controllo del peso; mantenimento dell'equilibrio nutrizionale; purificazione del sangue; aumento dell'alcalinità del corpo umano; riduzione della pressione arteriosa; supporto del sistema immunitario. L'elevato contenuto proteico della clorella consente di stimolare anche la crescita e la riparazione dei tessuti corporei. E’ un’alga ricchissima di clorofilla, ne contiene da 10 a 100 volte in più rispetto ai vegetali a foglia verde. La molecola della clorofilla differisce dalla molecola dell’emoglobina per la presenza di un atomo di magnesio al posto dell’atomo di ferro. Ciò fa sì che tale molecola nel nostro organismo possa svolgere efficacemente un’azione disintossicante e favorendo l’eliminazione di scorie metaboliche, inquinanti ambientali e metalli pesanti.  Il sangue, così ripulito ed adeguatamente ossigenato, può apportare numerosi benefici alla salute, tra cui aumento di energia, migliore funzione cerebrale e maggiore difesa contro le tossine dannose. Le potenti proprietà antiossidanti della clorella possono aiutare il corpo a combattere le malattie ed eliminare tossine e radicali liberi dannosi. L'eliminazione di tali tossine aiuta a purificare sangue, fegato e colon. La clorella possiede anche notevoli concentrazioni di beta-carotene, vitamina B-12 e ferro. L'elevato contenuto di antiossidanti, RNA e DNA può aiutare anche a ritardare il processo di invecchiamento. Tali benefici sono supportati dal potente effetto alcalinizzante della clorella, grazie a cui il corpo riesce a controllare i livelli di acidità, favorendo in tal modo una funzione cellulare ottimale.   Riassumendo Concentrazione di clorofilla superiore a qualsiasi altra pianta Eccezionale contenuto proteico Straordinarie proprietà disintossicanti ed anti-invecchiamento Staff di PTOnline   Vorrei vedere un prodotto a base di Alga Clorella

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Fosfati, cosa sono e perché sono utili

I Fosfati (ioni del Fosforo) si trovano in abbondanza nelle cellule degli esseri viventi: 85% nelle ossa, 10% nel tessuto muscolare, 1% nel cervello e per il resto nel sangue e negli altri tessuti. I fosfati sono praticamente presenti in ogni alimento ma soprattutto negli alimenti proteici, quali latte, pesce, carne, e uova.   Integrazione Gli integratori a base di fosfato vengono utilizzati ormai da tanti anni da atleti professionisti che desiderano aumentare vigore e resistenza, ritardando al contempo l'insorgere dello stato di affaticamento. Uno dei principali vantaggi dell'integrazione di fosfati consiste nella loro abilità di reprimere la produzione di acido lattico. L'acido lattico è noto per la sua capacità di ridurre le prestazioni fisiche durante l'allenamento, infatti la riduzione dei suoi effetti può migliorare notevolmente la resistenza fisica. Oltre ad abbassare i livelli acido lattico, numerosi studi hanno dimostrato che gli integratori a base di fosfato possono abbassare anche i livelli di percezione dello sforzo (RPE - Ratings of Perceived Exertion) durante l'esercizio fisico. I fosfati sono noti per il ruolo essenziale che ricoprono nel metabolismo energetico nell'esercizio aerobico e anaerobico. I fosfati sono utilizzati dal corpo per produrre ATP e CP (creatinfosfato), che rappresentano fonti di energia esplosiva insostituibili. Con l'aumento della capacità del corpo di produrre ATP e CP, viene stimolata una migliore esecuzione di movimenti esplosivi, come lo sprinting e il sollevamento pesi. I fosfati vengono utilizzati anche durante la formazione di un composto denominato 2,3-difosfoglicerato (2,3-DPG), il quale supporta il rilascio di ossigeno dall'emoglobina nelle cellule muscolari. In sostanza un'elevata presenza di 2,3-DPG aumenta anche il rilascio di ossigeno nei muscoli in movimento, generando di conseguenza capacità aerobica e VO2max superiori. Vediamo ora due tra i più utilizzati integratori a base di Fosfati   Fosfato dipotassico Generalmente più adatto a persone che svolgono attività fisica continuativamente per oltre 30 minuti, il fosfato dipotassico è un fosfato in forma di sale, molto apprezzato per la sua bio-disponibilità. Non solo il fosfato dipotassico ha un sostanziale effetto energetico sul corpo, ma è anche benefico a livello mentale, rendendo l'esercizio fisico molto più facile. Poiché i fosfati possono migliorare il metabolismo dei grassi per aumentare l'energia, può risultare utile usare il fosfato dipotassico insieme all'acetil-l-carnitina.   Fosfatidilserina Gli integratori a base di fosfatidilserina sono utili anche per ridurre la produzione di cortisolo. Il cortisolo e gli altri componenti legati allo stress sono generalmente associati alla soppressione del sistema immunitario e al breakdown dei tessuti. Ciò può far sì che le proteine vengano attirate fuori dai tessuti per motivi energetici (diminuzione della massa magra corporea) causando uno stato catabolico. Pertanto, l'utilizzo di fosfatidilserina può aiutare a preservare la massa durante i periodi di forte stress e allenamento intensivo. La fosfatidilserina ha ottenuto risultati positivi anche sulle funzioni mentali e sull'umore. A tal fine è stata prescritta a sofferenti del morbo di Alzheimer e di altre condizioni di declino cognitivo associate all'età. Molti studi suggeriscono che i pazienti trattati nelle prime fasi del morbo di Alzheimer rispondono meglio alla cura. I risultati hanno dimostrato significativi miglioramenti in termini di umore e comportamento grazie all'utilizzo di serina. Inoltre è stato suggerito che la fosfatidilserina può aiutare a migliorare la resistenza aerobica, ritardando l'insorgenza dell'affaticamento.   Riassumendo I Fosfati aiutano a stimolare la produzione di ATP Migliorarano il VO2max e la resistenza Aiutano a reprimere la produzione di acido lattico aiutano a preservare dal declino cognitivo riducono livelli di cortisolo e promuovono il mantenimento della massa magra Efficacia comprovata nel ritardare la sensazione di affaticamento. Staff di PTOnline Vorrei vedere un prodotto a base di Fosfato dipotassico Vorrei vedere un prodotto a base di Fosfatidilserina

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Olio di cocco, cos'è e perché è utile

L'olio di cocco (o burro di cocco) gioca un ruolo fondamentale come alimento fisiologicamente funzionale. Si ottiene dalla lavorazione della polpa essiccata della noce di cocco. Normalmente è alla base di molti prodotti di cosmesi, ma si può utilizzare anche in cucina. E’ adatto alla preparazione di condimenti per i tuoi piatti a base di legumi e cereali, ma anche per carne e verdure, che puoi così provare con un sapore del tutto nuovo. L'olio di cocco è spesso considerato l'olio alimentare più sano in assoluto, poiché contiene eccezionali livelli di grassi saturi, che a loro volta sono ricchi di Acido Laurico e trigliceridi a catena media. Come integratore alimentare, l'olio di cocco è stabile al calore, pertanto può essere utilizzato come sostituto di altri oli per cucinare prodotti al forno, arrosti e fritture. Inoltre, può essere utilizzato come ingrediente di base per creare un drink per lo sport oppure in alternativa al burro. L'olio di cocco è completamente esente da colesterolo e non contiene acidi grassi trans. È anche un'eccellente fonte di trigliceridi a catena media (MCT), che il fegato trasforma direttamente in energia anziché in grassi. I trigliceridi MCT aiutano anche a stimolare il metabolismo e promuovono un senso di sazietà, infatti sono considerati un ottimo ausilio per le persone che desiderano perdere peso. L'olio di cocco, come detto, ha un'elevata concentrazione di acido laurico, un acido grasso a catena media, il quale sembra possedere proprietà antimicotiche e antivirali oltre che risultare utile per supportare la funzione immunitaria. L'acido laurico si trova nel latte materno e viene utilizzato per proteggere i neonati da infezioni. Numerose ricerche hanno dimostrato che l'olio di cocco può aiutare anche a prevenire malattie cardiache, ictus e indurimento delle arterie.   Riassumendo Può aiutare a prevenire malattie cardiache, ictus e indurimento delle arterie Stabile al calore, pertanto può essere utilizzato come sostituto diretto per altri oli da cucina Ricco in trigliceridi a catena media e acido laurico Coadiuvante nella perdita di peso Stimola il metabolismo Ottime qualità cosmetiche (salute, idratazione e protezione di pelle e capelli) Ricchissimo in antiossidanti (proprietà anti-invecchiamento) Ottimo per cucinare, per prodotti al forno, fritture o frullati. Può essere utilizzato al posto di altri oli, inclusi l'olio d'oliva e il burro Staff di PTOnline Vorrei vedere un prodotto a base di Olio di Cocco

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Cromo Picolinato, cos'è e perché è utile

Il cromo è un oligoelemento fondamentale per l'organismo, per una crescita e uno sviluppo normali. Il cromo, come integratore, Cromo picolinato si trova sottoforma di cromo picolinato. Questo sale rappresenta infatti un ottimo compromesso tra biodisponibilità (assorbimento effettivo del cromo) e rischio di effetti tossici. E' spesso usato da coloro che desiderano tenere sotto controllo il metabolismo degli zuccheri per la perdita ponderale. Alcuni studi suggeriscono che il cromo picolinato riduce l'adipe corporeo e aumenta al contempo la massa magra corporea, e ciò lo rende un integratore particolarmente apprezzato da chi desidera tenere sotto controllo il proprio peso. Il cromo picolinato è un prodotto molto amato anche dagli atleti a causa del suo importante ruolo nella produzione di zucchero nel sangue. Il cromo promuove la formazione di riserve di glicogeno nei muscoli e potenzia la sintesi proteica. Inoltre il cromo, oltre a rendere più rapido il metabolismo, favorisce l’utilizzo degli aminoacidi presenti nelle proteine che, entrando più rapidamente a far parte dei muscoli, incrementano l’utilizzo degli zuccheri, aumentando la resistenza alla fatica fisica e allo stress.   Alimenti Dato che il cromo si trova a sufficienza nei cibi, consumare una dieta varia e bilanciata dovrebbe fornire tutto il cromo di cui abbiamo bisogno. Nonostante ciò può rivelarsi utile, in caso di allenamenti intensi, necessità di dimagrimento o stress prolungati nel tempo, utilizzare un integratore a base, appunto, di Cromo Picolinato. C'è da considerare inoltre che la raffinazione a cui sono sottoposti oggi i cibi può essere causa probabile della perdita di cromo, insieme ad un consumo eccessivo di zuccheri ed altri carboidrati raffinati. Si trova in discrete quantità in cibi come broccoli, grano integrale, aglio, vino rosso, succo d’uva, uova, pesce e crostacei in genere.   Carenza La carenza di questo oligoelemento provoca squilibri nel metabolismo che, tendenzialmente, diventa più lento e quindi favorisce l’incremento del peso corporeo. Inoltre, si presenta una maggior difficoltà nell’utilizzo degli zuccheri ingeriti, che vengono in gran parte accantonati come riserva, quindi non utilizzati come energia, con un ulteriore aumento del rischio di sovrappeso. Una carenza di cromo pertanto causa una grave limitazione nelle prestazioni atletiche.   Precauzioni d’uso Rivolgersi al medico, prima di assumere un integratore a base di cromo, in caso di gravidanza o diabete.   Riassumendo Aiuta a controllare il peso Riduce il desiderio di consumare zuccheri Può aiutare a regolare i livelli di glucosio nel sangue Staff di PTOnline   Vorrei vedere un prodotto a base di Cromo  

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Tribulus Terrestris, cos'è e perché è util...

Il Tribulus Terrestris è una pianta appartenente alla famiglia delle Zygophyllaceae ed è nota anche con il nome di vite puntura. Ha la caratteristica di essere spinosa e viene usata nella fitoterapia per la cura di alcune patologie legate alla sfera sessuale. Divenne famoso nella metà degli anni novanta nel Nord America, dopo che gli atleti olimpionici dell’est europeo confessarono di averla utilizzata per migliore le loro prestazioni atletiche. Questo perché un gruppo di ricercatori bulgari è riuscito a dimostrare che era in grado di aumentare la produzione dei componenti che favoriscono la crescita, migliorando i livelli ematici dell'LH (luteina), prodotto dall'ipofisi in grado di stimolare l'equilibrio dei componenti che favoriscono la crescita. Il tribolo terrestre è stato utilizzato da secoli in Grecia, India e Africa per aumentare la fertilità e ringiovanire il corpo. Il tribolo viene utilizzato tuttora da alcuni dei più famosi atleti al mondo, ma è utilissimo a chiunque. La proprietà che più ha attirato l'attenzione verso il Tribulus terrestris è la sua azione stimolante la produzione di ormoni androgeni. Gli effetti ormonosimili sono legati alla presenza nella pianta di alcune sostanze dette saponine; nei semi della pianta è infatti presente una notevole quantità di protodioscina, una saponina steroidea che avrebbe la capacità di innalzare la produzione endogena di vari ormoni (testosterone, diidrotestosterone, LH, DHEA, DHEA-S ecc.). Per le persona attive e per gli atleti ciò si traduce in un aumento della massa muscolare e una maggiore forza fisica, tempi di recupero e di convalescenza minori dopo gli infortuni. Oltre ad incrementare il livello di testosterone, tribulus induce un miglioramento del benessere generale e dell’umore ed un abbassamento del livello di colesterolo. Gli studi condotti hanno dimostrato che tribulus stimola l’attività del muscolo cardiaco, svolge un’azione antibatterica, può essere impiegato nella cura delle micosi e nelle infiammazioni, previene la formazione di calcoli renali, favorisce la formazione dei globuli rossi e bianchi e rafforza il sistema immunitario. Tribulus si è rivelato il mezzo più efficace per rafforzare l’energia e la resistenza nelle attività sportive.

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Vitamina E, cos'è e perché è utile

Considerata una tra le vitamine, ed uno degli integratori, più amate, la vitamina E è utilizzata da moltissime persone in tutto il mondo e offre numerosi vantaggi se usata correttamente come parte di una dieta equilibrata e sana. L’utilità della vitamina E si riscontra nella prevenzione dell’invecchiamento e dell’ossidazione del corpo operata dai radicali liberi. Studi hanno dimostrato che l’assunzione costante e corretta di vitamina E può contribuire alla prevenzione di malattie o attacchi cardiaci, cancro, come il cancro allo stomaco per esempio, e danni alla vista legati all'invecchiamento. Uno degli utilizzi più comuni della vitamina E è il trattamento dei problemi legati alla fertilità. Infatti, il nome "tocoferoli" deriva dal greco tocos, cioè "nascita" e fero "portatore". La vitamina E è nota per la sua capacità di aumentare la fertilità negli uomini e nelle donne, grazie al miglioramento della funzione circolatoria e della produzione di cellule sane. Anche se, appunto, viene consigliata in modo specifico alle donne incinte e a quelle che cercano di aumentare il livello di fertilità, la vitamina E è utile in tutte le fasi della vita, poiché offre numerosi benefici sia all'apparato cardiaco sia a quello circolatorio. Inoltre è fondamentale per il benessere generale del corpo, poiché svolge un ruolo importante nella sintetizzazione delle lipoproteine ad alta densità (colesterolo buono HDL). La vitamina E è nota per la sua importanza in numerose funzioni vitali del corpo umano, inclusa la produzione di cellule. La vitamina E gioca un ruolo fondamentale nella produzione di globuli bianchi, il che la rende essenziale per migliorare le funzioni del sistema immunitario.   Alimenti La vitamina E è costituita da un numero di composti chimici diversi, denominati collettivamente tocoferoli. Queste sostanze organiche si trovano naturalmente in numerosi alimenti di origine vegetale, primi fra tutti i semi (e di conseguenza gli olii da essi derivati), seguiti da cereali, frutta ed ortaggi. Il contenuto vitaminico viene ridotto dai processi di cottura, soprattutto dalla frittura e dalla cottura al forno. Esempi: olio di germe di grano, l'olio di mandorle, l'olio di girasole, l’olio d’oliva, l’olio di soia e di mais; le mandorle, le nocciole, i semi di girasole, le arachidi, i cereali integrali, le uova, gli spinaci, asparagi, ceci, broccoli e pomodori.   Riassumendo La vitamina E ha un potente effetto antiossidante ed anti-invecchiamento Rinforza il sistema immunitario e aumenta la produzione di globuli bianchi e la fertilità Preserva la salute dei vasi sanguigni e produce colesterolo HDL. Staff di PTOnline Vorrei vedere un prodotto a base di Vitamina E

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Alanina, cos'è e perché è utile

La beta-alanina è un aminoacido non essenziale (ovvero autoprodotti dal nostro organismo) che con la l-istidina forma la carnosina. La beta-alanina aumenta le concentrazioni di carnosina nella massa magra ed è utile per tutti coloro che praticano sport che coinvolgono azioni "esplosive", quali lo sprinting, l'allenamento con i pesi o la box.   Quali sono i vantaggi principali? L'utilizzo della beta-alanina consente di aumentare la produzione di carnosina. L'aumento delle concentrazioni di carnosina è fondamentale per gli atleti, poiché la carnosina è in grado di aumentare la capacità dei tessuti di lavorare più intensamente e più a lungo. Inoltre aiuta a prevenire gli accumuli di acido lattico durante un allenamento intensivo, riducendo al contempo l'affaticamento del tessuto.   Alimenti Gli alimenti ricchi di alanina sono: mais, riso, ceci, fagioli, fave, lenticchie, piselli, arachidi tostati, mandorle, nocciole, agnello, coniglio, maiale, merluzzo, sardina e uova Riassumendo Rallenta l'insorgenza dell'affaticamento Aiuta a migliorare le prestazioni fisiche Può aumentare la resistenza durante l'esercizio fisico Può ridurre il colesterolo nel sangue. Staff di PTOnline Vorrei vedere un prodotto a base di Alanina

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Serotonina, cos'è e perché è utile

La serotonina (5-HT) è una triptamina, un neurotrasmettitore ed è comunemente nota come ormone del buonumore. Il 5-HTP (5-idrossi l-triptofano) è un aminoacido prodotto naturalmente nel corpo ed è un precursore del neurotrasmettitore serotonina. Un aumento dei livelli di serotonina ha dimostrato di aiutare a migliorare il sonno e ridurre l'appetito. Per un atleta, ma in generale per chiunque, la capacità di 5-HTP di promuovere un sonno profondo e sereno rappresenta probabilmente il beneficio maggiore. Il sonno è assolutamente essenziale per permettere al corpo di recuperare ciò che si è consumato durante l'esercizio fisico. La regolazione e la produzione di numerosi e importanti ormoni avviene proprio mentre dormiamo. Elementi come la melatonina e il cortisolo sono tutti regolati durante il sonno e hanno un'influenza significativa sulla nostra abilità di crescere e adattarci all'esercizio fisico. Durante i periodi intensi (stress lavorativi, competizioni, allenamenti), con l'integrazione di 5-HTP aumentano i livelli di serotonina corporei, che influenzano positivamente il rilassamento e la riduzione dello stress. Il 5-HTP promuove l'aumento dei livelli di serotonina che regolano concretamente il sonno. Non solo la serotonina riduce il tempo che impieghiamo ad addormentarci, ma aumenta anche la qualità della fase REM, pertanto il sonno diventa più profondo e il numero di volte in cui ci si sveglia è sensibilmente ridotto. Bassi livelli di serotonina sono invece associati a una serie di disturbi tra cui insonnia, depressione, tensione, emicrania ed appetito eccessivo. La ricerca indica che il 5-HTP può aiutare anche a perdere peso. Uno studio in particolare ha dimostrato che l'integrazione di 5-HTP ha aiutato a ridurre il consumo calorico, coadiuvando la perdita di peso in alcune donne che non avevano modificato la loro dieta. Il 5-HTP conferisce anche un senso di sazietà precoce durante i pasti. Ciò vuol dire che per sentirsi soddisfatti non è necessario mangiare grosse quantità di cibo e questo può portare a una potenziale perdita di peso.   Alimenti Alimenti ricchi in triptofano, e che quindi stimolano la produzione di serotonina, sono il cacao e il cioccolato fondente, ma dobbiamo ricordare anche noci, kiwi, ananas, ciliegie visciole, pomodori, banane e prugne. Staff di PTOnline   Vorrei vedere un buon prodotto a base di Serotonina

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Vitamine... B! Cosa sono e perché sono utili

Le vitamine del gruppo B sono un gruppo di vitamine essenziali e idrosolubili, quindi vengono facilmente espulse dall’organismo attraverso i liquidi. Le loro proprietà ci aiutano ad evitare tanti problemi di salute. Le vitamine del complesso B forniscono energia all’organismo convertendo i carboidrati in glucosio, che l’organismo “brucia” per produrre energia. Sono fondamentali nel metabolismo dei grassi e delle proteine. Inoltre, le vitamine B sono necessarie per il normale funzionamento del sistema nervoso e si possono considerare il fattore principale per la salute dei nervi. Sono essenziali per il mantenimento del tono muscolare nel tratto gastrointestinale e per la salute della pelle, dei capelli, degli occhi, della bocca e del fegato.   Funzioni B1 o Tiamina - energia e lucidità mentale; B2 o Riboflavina - salute della pelle e delle mucose; B3 o Niacina - buona digestione e regolarità intestinale; B5 o Acido pantotenico - salute dei capelli; aiuta a combattere lo stress ed il... cattivo umore; B6 o Piridossina - contro acne ed ipercolesterolemia; B8 (B7) o Biotina- buon funzionamento del fegato e regolazione della pressione; B9 o Acido folico- buon funzionamento del sistema nervoso; B12 o Cobalamina - memoria, energia, funzioni anti-anemiche. Alimenti Le vitamine B si trovano in alimenti come il lievito di birra, il germe di grano, nell’erba medica, nel fegato, nella pappa reale, nel grano intero, nei legumi, nella mandorla, nella noce, nel tuorlo d’uovo, nella carne di maiale, verdure a foglie verde (come la cicoria, gli spinaci, la rucola e la bietola) e nelle patate.   Integrazione Seppur difficile assistere ad una carenza vera e propri da vitamine del complesso B, sono talmente tante le loro proprietà che può essere buona norma integrarle con dei supplementi. Le vitamine del complesso vitaminico B sono molto più efficaci quando agiscono sinergicamente, anziché singolarmente. Ciò avviene perché i componenti del complesso vitaminico B devono agire l'uno con l'altro per essere totalmente efficaci. Possono funzionare anche se consumati indipendentemente, tuttavia non al meglio delle loro capacità. Staff di PTOnline Vorrei vedere un prodotto a base di Vitamine B  

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