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Benessere e salute

Zinco, cos'è e perché è utile

Lo zinco è un oligominerale essenziale utilizzato in migliaia di funzioni fisiche, dalla sintesi proteica per la muscolatura allo sviluppo cellulare, dalla cicatrizzazione, è stato usato infatti fin dai tempi degli antichi egizi per migliorare la guarigione delle ferite, Potenzialmente è coinvolto più di altri minerali in molte funzioni fisiche. Lo zinco è molto apprezzato per il ruolo svolto nel rinforzare il sistema immunitario e lo stato di salute generale. Le fonti principali di questo elemento sono i frutti di mare (in particolar modo le ostriche), carne, pesce, funghi, cacao e il tuorlo d’uovo Alle persone molto attive si raccomanda di tenere d'occhio i livelli di zinco, in quanto è particolarmente efficace nella lotta contro i radicali liberi ma tuttavia viene facilmente eliminato attraverso la sudorazione. È stato dimostrato che la mancanza di zinco può causare un indebolimento del sistema immunitario. Risultati di studi recenti indicano che lo zinco può ridurre inoltre la durata del raffreddore. Diversi studi clinici compiuti su gruppi di persone hanno rilevato come l'integrazione di Zinco e Magnesio abbia evidenziato significative differenze statistiche tra il gruppo Zinco e Magnesio e il gruppo placebo, a seguito di 8 settimane di allenamento intensivo (maggiore incremento della forza).   Ulteriori informazioni Zinco e Magnesio, insieme alla vitamina B6, sono una combinazione eccezionale di due minerali alimentari essenziali. Lo zinco e il magnesio generalmente non vengono consumati in quantità adeguata nella nostra dieta, mentre la vitamina B6 spesso lo è. Lo zinco gioca un ruolo fondamentale per l’apparato riproduttore; basti pensare che l’uomo perde circa il 20% del contenuto totale di zinco nell’organismo con il liquido seminale. Alcuni studi hanno dimostrato che la supplementazione di zinco, in atleti e persone mediamente attive fisicamente, può elevare del 30% il livello del testosterone.   Dosaggio consigliato Come integratore alimentare, gli uomini dovrebbero assumerne dai 20 ai 40 mg al giorno, le donne dai 20 ai 30 mg, preferibilmente a stomaco vuoto, 30-60 minuti prima di andare a dormire. Per risultati ottimali, evitare di assumere con prodotti caseari oppure con altri alimenti o integratori contenenti calcio.   Riassumendo Tempi di recupero più brevi; Favorisce l'aumento di massa; Aumenta la forza; Coadiuvante del sonno; Migliora la depressione in persone con disordini alimentari come l' anoressia nervosa; Osteoporosi - l'assunzione di zinco sembra essere legata alla massa ossea. L'assunzione di un integratore di zinco in combinazione con il rame e manganese, potrebbe anche diminuire la perdita ossea nelle donne in postmenopausa. Aumenta la fertilità Promuove la salute della prostata Ritarda l’invecchiamento È efficace contro il diabete. Staff di PTOnline   Vorrei vedere un prodotto a base di Zinco

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Glucosammina, cos'è e perché è utile

La salute complessiva delle giunture del corpo è molto importante e la glucosammina può aiutare proprio in tal senso. La glucosammina è un blocco da costruzione fondamentale del tessuto connettivo presente nel corpo umano. Fra cui aree quali cartilagini e valvole cardiache, ed è molto utile agli atleti e alle persone anziane in quanto promuove la salute generale delle giunture. Questo solfato contiene estratto di molluschi e crostacei ed è in grado di stimolare la produzione della struttura della cartilagine e di mantenere le giunture forti e solide, senza dolore. La glucosammina può essere utilizzata anche per prevenire l'insorgenza di mali e dolori persistenti.   Ulteriori informazioni sulla glucosammina Una nuova ricerca ha dimostrato che la glucosammina può risultare utile anche per supportare la massa magra in situazioni di deficit calorico, canalizzando le sostanze nutritive nel percorso della biosintesi delle esosamine e ingannando il corpo nel credere di aver assunto glucosammina, che in realtà non è stata fornita. Ciò vuol dire che non si verificherà alcuna scomposizione di massa magra.   Riassumendo Eccellente protezione delle giunture Aiuta a riparare e ricostruire una cartilagine più forte Promuove giunture più sane. Staff di PTOnline   Vorrei vedere un prodotto a base di Glucosammina

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Differenze di alimentazione nelle diverse pratiche...

Alimentarsi bene, non significa solo mangiare sano o con i giusti apporti giornalieri di nutrienti ma, significa anche saper cosa mangiare in funzione dell'attività fisica che si svolge abitualmente o che si andrà a fare.   Sport di resistenza Chi svolge sport di resistenza (maratona, fondo e mezzofondo, gli sciatori, i ciclisti, calciatori...), necessita di una grande scorta di carboidrati che garantisca loro un apporto di glicogeno sufficiente a fornire energia durante gli sforzi prolungati. L'apporto di macro-nutrienti per questi sportivi dovrebbe essere suddiviso in: 60% carboidrati, 25% grassi, 15% proteine. Via libera, quindi, a pasta, riso, patate, pane, cereali, verdura, frutta fresca e secca.   Sport di forza Per chi invece pratica sport di forza, quali sollevamento pesi, lancio del peso, martello o disco, è importante l'apporto proteico, che favorisce lo sviluppo della massa muscolare. Ovviamente, non deve mancare una buona percentuale di carboidrati, che forniranno il necessario apporto di energia, senza il quale l'organismo sarebbe costretto ad intaccare le riserve di proteine. L'apporto di grassi deve essere invece moderato, per consentire un ottimale consumo delle proprie energie. Una corretta proporzione di macro-nutrienti può essere così suddivisa: 55% carboidrati, 25% proteine, 20% grassi con frutta e verdura annessi, ma non in quantità eccessiva.   Attività di velocità e scatto Per gli sportivi che praticano attività di velocità e scatto (gare di sprint, salto in lungo, 100 metri, nuoto sulle brevi distanze) sarà importantissimo un giusto apporto di carboidrati, l'unico nutrimento che garantisce energia immediata con il minor dispendio di ossigeno. Inoltre, i carboidrati garantiscono la concentrazione mentale e la velocità di reazione. Altrettanto importanti per questi sportivi sono le vitamine ed i sali minerali, quindi la loro dieta deve prevedere molta frutta e verdura fresche, carne magra, pesce, alimenti integrali.  Una giusta proporzione dei macro-nutrienti sarà: 60% carboidrati, 20% proteine, 20% grassi. L'apporto proteico per una persona che pratica attività fisica moderata dovrebbe essere di circa 1 grammo per ogni kg di peso corporeo; per coloro i quali svolgono attività agonistica, la dose giornaliera consigliata sale da 1,1 a 1,7 grammi per ogni kg di peso corporeo. Alimenti proteici poveri di grassi sono: latte scremato, yogurt, carne magra, pesce, legumi, soia.   L'acqua Un alimento che non deve mancare nella dieta di qualunque sportivo, sia esso fondista, velocista o sollevatore di pesi, è l'acqua: preziosa fonte di sali minerali ed elemento essenziale per una buona costituzione dell'organismo umano. Un'altra importante considerazione va fatta riguardo al tempo di digestione dei vari alimenti: è infatti importantissimo non appesantire lo stomaco che, altrimenti, sottrarrebbe preziose energie all'organismo per digerire gli alimenti pesanti che si sono ingeriti. I ritmi alimentari riguardano essenzialmente la distribuzione calorica nella giornata e questa deve tenere conto dell'orario dell'allenamento o della gara, è in base a ciò che si formulano e adoperano schemi alimentari diversi. In ogni caso tra la fine del pasto e l'inizio dello sforzo fisico devono intercorrere almeno 3 ore e devono passare da 6 a 8 ore perché gli alimenti assunti possano essere utilizzati ai fini energetici.  Infine, poco tempo dopo l'attività, si dovrà consumare un pasto ricco di carboidrati complessi e proteine facilmente assimilabili, acqua, succhi di frutta e frutta fresca a volontà. La performance passa attraverso la corretta alimentazione. Luca Berti Rigo

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Principi di alimentazione nella pratica sportiva

L'alimentazione dello sportivo non è molto diversa dall'alimentazione bilanciata seguita da un soggetto sedentario. La differenza riguarda principalmente la quantità di calorie introdotte, ossia il carburante che deve essere bruciato quotidianamente per soddisfare la maggior richiesta di energia determinata dall'aumento del lavoro muscolare. Alimentazione bilanciata significa introdurre ogni giorno una buona varietà di alimenti - cereali, legumi, carne, latte, frutta e verdura - per essere certi di assumere tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno per far funzionare il nostro organismo. Il fabbisogno calorico di una persona che pratica attività fisica regolare può oscillare dalle 2.000 alle 3.500 kcal al giorno a seconda del sesso, dell'età e dell'intensità e durata dello sforzo sostenuto. Consumando più alimenti aumenta anche la quantità di sali minerali e vitamine introdotte. Quindi bisogna prestare attenzione all'abuso di integratori visto che basta solo rispettare come in tutte le diete bilanciate la giusta ripartizione tra i nutrienti:   Carboidrati (circa 55-60% dell'introito calorico giornaliero) sono la fonte principale di energia per l'organismo; Proteine (circa 13-17% dell'introito calorico giornaliero, contro il 10-12% consigliato a chi non pratica sport ) servono a costruire ed a riparare i tessuti muscolari; gli enzimi, molti ormoni e gli anticorpi sono sostanze proteiche. Lipidi Totali (25-30% dell'introito calorico giornaliero) sono la fonte di energia alimentare più concentrata; forniscono alcuni nutrienti essenziali, ossia gli acidi grassi polinsaturi; trasportano le vitamine lipo-solubili. Minerali (secondo le raccomandazioni valide per la popolazione generale) (LARN*) sono indispensabili per la buona salute e l'accrescimento; partecipano a processi cellulari vitali e alla regolazione dei liquidi corporei; fanno parte del tessuto osseo e di vari altri tessuti. Vitamine aiutano a regolare i vari processi e le reazioni chimiche dell'organismo; non apportano energia né materiali ma partecipano ai processi di rilascio di energia dal cibo. Acqua (almeno 1-1.5 l al giorno e comunque tanta quanta ne viene persa attraverso sudore, urine) rappresenta circa il 60% del nostro corpo; rende possibili le reazioni chimiche dell'organismo, trasporta i nutrienti, assicura il turgore dei tessuti, ecc. è essenziale assumerla regolarmente perchè non possiamo ne conservarla ne depositarla. E' bene ricordare che: non esistono alimenti particolari che migliorano la prestazione sportiva; una corretta alimentazione ti garantisce la salute anche quando vieni sottoposto a stress fisico: nutrizione e allenamento sono il binomio vincente; l'assunzione degli integratori deve rispettare necessità effettivamente dimostrate. Non eccedere: sarebbe solo un lavoro in più per l'organismo. Non servono diete o rimedi miracolosi per ottenere le performance o gli obbiettivi prefissati, inizia a alimentarti meglio e in modo intelligente. Luca Berti Rigo

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Fai attenzione durante la spesa? Leggi le etichett...

“Siamo ciò che mangiamo”, mai nulla di più vero. Un’alimentazione corretta è fondamentale per una buona salute, una vita lunga e, soprattutto, sana. Spesso si dà più importanza a possedere l’ultimo modello di telefono cellulare o l’ultima giacca alla moda, piuttosto che alla qualità e alla quantità del cibo che ingeriamo ogni giorno. Per il principio che nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma va considerato che sangue, pelle, unghie, capelli, peli, cellule, insomma tutto ciò che fa parte del nostro corpo è in stretta relazione con il cibo ingerito: durante la spesa bisognerà quindi prestare la massima attenzione a ciò che verrà messo nel carrello.   Leggete SEMPRE le etichette Evitate TUTTI i cibi che contengono zucchero, grassi vegetali idrogenati, organismi geneticamente modificati, glutammato, solfiti, dolcificanti artificiali, coloranti e conservanti (se ne ingeriscono talmenti tanti che ormai i cadaveri non si decompongono più); gli ingredienti devono essere pochi e semplici, in questo modo il cibo sarà meno lavorato e il più naturale possibile. Non fatevi attirare da promozioni, sconti, sottocosto o robe simili, valutate se ciò che state per acquistare sarà utile al vostro benessere. Probabilmente trascorrerete un po’ più di tempo all’interno del supermercato e spenderete qualche euro in più, ma l’investimento che farete su voi stessi non avrà prezzo! Considerate poi che l’alimentazione ha un ruolo fondamentale sull’equilibrio acido-base del nostro corpo (e quindi sulla salute!)  in quanto il cibo, in seguito alla sua metabolizzazione, è responsabile della formazione di acidi. Quando gli acidi superano determinati limiti di concentrazione, possono avvelenare e danneggiare organi, cellule, tessuti, ghiandole e funzioni, creando la maggior parte delle malattie conosciute come infarto, ictus, diabete mellito, colite, tumori, trombosi, gastrite, dermatite, ecc… L’obiettivo quindi sarà creare all’interno del nostro corpo un ambiente il più basico possibile attraverso la metabolizzazione degli alimenti che verranno ingeriti.   Quali sono gli alimenti basici o alcalinizzanti? Miele, limone, tutti gli alimenti crudi di origine vegetale, dopo essere stati metabolizzati, liberano nell’intestino tenue ceneri basiche creando un’ alcalinizzazione dell’organismo. Tutti questi alimenti, forniscono quei minerali colloidali importantissimi per nutrire cellule e organi, e per neutralizzare gli acidi in eccesso. Qualsiasi tipo di cottura snatura questi minerali facendoli diventare inorganici e quindi di difficile assimilazione. Viceversa, tutte le proteine di origine animale (carne, pesce, uova, latticini), tè, caffè, gli zuccheri, i cereali sono profondamente acidificanti. Un’alimentazione sana dovrebbe consistere nell’80% di cibi alcalinizzanti e per il 20% di cibi acidificanti. “Fa che il cibo sia la tua medicina e che la tua medicina sia il tuo cibo” - Ippocrate   Francesco Moschillo

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Spirulina, cos'è e perché è utile

La spirulina è un tipo di alga che cresce naturalmente nei laghi tropicali e subtropicali ed è considerata un alimento completo, con straordinarie proprietà nutrizionali. Si crede che la spirulina sia ampiamente utilizzata dalle popolazioni del Messico e dell'Africa del Nord da anni, tuttavia la sua popolarità come integratore alimentare è cresciuta notevolmente solo negli ultimi 40 anni. La spirulina (video) è una ricca fonte di proteine, vitamine, minerali, acidi grassi essenziali e antiossidanti. Questa varietà di sostanze nutritive rende la spirulina un potente alimento in grado di rinforzare il sistema immunitario, aiutando il corpo a combattere virus e infezioni, oltre a gravi malattie. In questo ""super-alimento"" vi sono incredibili concentrazioni di vitamine del complesso B, ferro, oligoelementi essenziali, beta carotene e acido gamma linolenico. La spirulina contiene anche clorofilla, la cui efficacia è comprovata anche per quanto riguarda l'aumento della capacità del sangue di trasportare ossigeno Come fonte proteica concentrata, l'abbondanza di aminoacidi essenziali può stimolare la crescita e il recupero della muscolatura dopo l'attività fisica. Inoltre è riconosciuto che il suo contenuto proteico è estremamente biodisponibile rispetto al basso livello di assorbimento di proteine da altri alimenti. Come integratore alimentare, la spirulina può aumentare l'energia, l'equilibrio nutrizionale e il controllo del peso, garantendo un potente effetto disintossicante. È stato inoltre indicato che la spirulina può aiutare nel trattamento delle allergie, aumentando la risposta anti-infiammatoria del corpo e riducendo il rilascio di istamina.   Staff di PTOnline   Vorrei vedere un prodotto a base di Spirulina

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Attività fisica, salute e... motivazione

Un vecchio studio dell’università di Harvard su 17.000 allievi seguiti dal 1916 al 1950, ha mostrato come la curva di rischio cardiovascolare diminuisca all’aumentare dell’esercizio fisico praticato fino ad avere un minimo con 6-8 ore settimanali; all’aumentare dell’attività fisica il rischio di morte torna leggermente a salire. Lo studio di Harvard, seguito da numerosi più recenti, suggerisce che non solo è consigliabile fare sport, ma che questo è necessario per la salute. Sebbene da anni la scienza e i mass media indichino l’attività fisica come una delle componenti fondamentali per il mantenimento del benessere psicofisico, vi sono ancora grandi fasce di popolazione italiana che vivono nella sedentarietà o con attività fisica comunque non sufficiente. Si parla di 38,3% di sedentari totali contro il 22,8% di praticanti continuativi* Parlando con un collega che allena atleti semiprofessionisti, mi sono accorto che spesso, il maggior impegno e la più frequente difficoltà di un professionista del movimento non è dosare carichi e recuperi o scegliere il miglior tipo di esercizio. La difficoltà, per esperienza, siede a monte: nel creare la motivazione che porta l’essere umano, dalla sua naturale inerzia alla “fatica volontaria”. Il collega continuava a ripetermi: “faccio un test, preparo la scheda, la faccio provare, rifaccio un test, cambio la scheda…” e mi accorgevo che non si era mai trovato a dover convincere qualcuno a scendere dal divano, prendere la bicicletta ed andare al negozio per scegliere un paio di scarpe giuste per correre.   Sintesi delle più comuni antimotivazioni e i fattori che ostacolano la scelta di uno stile di vita attivo La naturale inerzia: tutti i sistemi biologici, per loro essenza profonda, tendono a passare da stati di moto verso stati di quiete. Questo moto centripeto verso l’equilibrio statico ha permesso la sopravvivenza delle specie in quanto limitava l’attività fisica causa di dispendio di energia e di rischio potenziale traumatico (es. la caccia preistorica). Pertanto è naturale la ricerca da parte dell’uomo della minor fatica e lo stato attuale della società dei consumi non fa che assecondare questa tendenza. In altre parole, il cervello antico, quello preposto alla sopravvivenza, alle pulsioni e ai sentimenti comanda: “Chi te lo fa fare? Non serve per vivere fino a domani…” Il fattore ambientale/culturale: l’uomo, animale sociale, è sopravvissuto fino ad ora grazie a strategie di “branco”. L’individuo pertanto è portato ad imitare ed assecondare le abitudini inveterate del suo gruppo: la famiglia in primis e l’ambiente sociale e lavorativo in seconda battuta. Se il valore dell’attività fisica o dello sport non è presente nell’ambiente in cui l’individuo cresce e agisce, a meno di eccezioni, sarà portato ad assumere gli stessi atteggiamenti. La cattiva (in)formazione medica: Il sistema sanitario nazionale Italiano, costituisce il 5° potere politico. La convinzione inveterata e acritica dell’infallibilità del giudizio medico, porta molte persone ad affidarsi completamente alla medicina convenzionale, demandando passivamente ad essa tutta la responsabilità della propria salute. Un potere che si regge sul numero dei “pazienti-clienti” non incentiverà, a meno di isolati casi illuminati, le pratiche preventive autonome e tenderà a riportare ogni aspetto collegato al mantenimento della salute sotto la sua sfera. Questo atteggiamento (nemesi medica), facendo leva sulla naturale inerzia di cui al punto 1, porta alla deresponsabilizzazione dell’individuo alla cura della propria salute (“tanto ci sarà una cura”.) *I numeri dello sport italiano – La pratica sportiva attraverso i dati Coni e Istat (2011) Giovanni Lazzari

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La tiroide e le sue disfunzioni

La tiroide è un organo impari, situato nella regione anteriore del collo alla base della gola. Questa ghiandola ricopre un ruolo fisiologico estremamente importante, poiché influenza direttamente lo sviluppo scheletrico e celebrale, partecipa alla regolazione del metabolismo corporeo e allo sviluppo di pelle, apparato pilifero ed organi genitali. Nonostante le ridotte dimensioni, la tiroide influenza l'attività di buona parte dell'organismo attraverso gli ormoni che produce e secerne nel circolo sanguigno. La tiroide è quindi una ghiandola endocrina; ghiandola perché sintetizza e libera ormoni, endocrina perché riversa il suo secreto nei liquidi interni all'organismo, nello specifico nel sangue. Riccamente vascolarizzata, produce due ormoni importantissimi, la triiodotironina (T3) e la tiroxina (T4). Per sintetizzare questi ormoni la tiroide ha bisogno, innanzitutto, di un minerale - lo iodio - contenuto nel sale marino, in quello iodato, nel pesce ed in molti frutti di mare. Non a caso, troviamo quattro molecole di iodio in ciascuna molecola di tiroxina, da cui l'abbreviazione T4, e tre atomi di iodio per ogni molecola di triodiotironina, da cui l'abbreviazione T3. In secondo luogo, la tiroide necessita di un amminoacido ordinario, la tirosina, che l'organismo può sintetizzare a partire da un aminoacido essenziale, la fenilalanina, contenuto negli alimenti proteici, come la carne, il pesce, le uova ed i legumi. Mentre le carenze di tirosina sono estremamente rare, esistono alcune regioni del pianeta in cui l'apporto alimentare di iodio è del tutto insufficiente ad assicurare la normale attività della tiroide. Nel tentativo di sopperire a queste carenze, la ghiandola aumenta di dimensioni formando il cosiddetto gozzo: una massa voluminosa visibile ad occhio nudo nella parte anteriore del collo. Una simile alterazione può verificarsi anche nelle condizioni opposte, cioè quando l'organismo riceve esagerate quantità di iodio - attraverso la dieta o farmaci specifici - che lo inducono a sintetizzare un surplus di ormoni tiroidei. Ipertiroidismo Si definisce ipertiroidismo una condizione clinica caratterizzata dall'aumento degli ormoni tiroidei in circolo.  L'ipertioridismo causa un aumento del consumo di ossigeno e della produzione metabolica di calore. Gli ormoni tiroidei sono infatti termogenici e, mentre un loro difetto è spesso alla base di un sovrappeso patologico, un eccesso si correla a disturbi come ipersudorazione, tremori, intolleranza al calore e magrezza eccessiva. Sintomi ipertiroidismo Il quadro clinico dell'ipertiroidismo è piuttosto vario e, oltre ai sintomi appena descritti, comprende numerosi disturbi, in gran parte legati all'aumentata attività metabolica. La cute di un paziente ipertiroideo si presenta calda per l'incrementato flusso ematico e per la vasodilatazione periferica, con la quale il corpo cerca di disperdere l'energia termica prodotta in eccesso. Un eccesso di ormoni tiroidei aumenta il catabolismo proteico e può causare astenia (debolezza muscolare). Anche il cuoio capelluto soffre tale condizione ed i capelli, fragili e sottili, tendono a perdere le naturali ondulazioni diventando lisci; frequente alopecia. L'ipertiroidismo influenza l'attività del sistema nervoso centrale, causando disturbi psicologici come nervosismo, agitazione e insonnia, fino a causare una vera e propria psicosi. Per quanto riguarda le ripercussioni sull'apparato cardiovascolare, si associa ad aumento della frequenza cardiaca (tachicardia) e della forza di contrazione del cuore. Si osserva inoltre ipertensione, spesso associata a ipertrofia del ventricolo sinistro. Altri segni minori dell'ipertiroidismo comprendono: mestruazioni irregolari, infertilità sia nel maschio che nella femmina, calo della libido, ginecomastia nel 5% dei maschi, congiuntivite, epidermide sottile ma non atrofica, edema periorbitale e disfunzione della muscolatura extra oculare. Il sintomo più evidente associato ai disturbi oculari è l'esoftalmo, ovvero la protrusione dei bulbi oculari che conferisce al paziente un'espressione apprensiva e spaventata. Ipotiroidismo Ricalca invece la condizione opposta (sindrome clinica caratterizzata da sintesi insufficiente o carente azione di T3 e T4 a livello tissulare). L'ipotiroidismo è una condizione morbosa causata dall'incapacità della tiroide di sintetizzare una quantità di ormoni adeguata alle esigenze dell'organismo; più raramente, può sussistere una resistenza all'azione dei suddetti ormoni a livello tissutale. Sintomi ipotiroidismo Le conseguenze dell'ipotiroidismo variano in base allo stadio evolutivo durante il quale insorgono. Nella vita fetale si verificano gravi ed irreversibili alterazioni dello sviluppo corporeo e cerebrale. Anche nel bambino si possono verificare permanenti alterazioni dello sviluppo somatico ed intellettivo (gli ormoni tiroidei sono essenziali per la completa espressione dell'ormone della crescita). Si osserva inoltre un ritardo nello sviluppo sessuale. Quando insorge in età adulta, l'ipotiroidismo si manifesta attraverso alcuni sintomi caratteristici: cute secca e capelli radi, sottili, affaticamento fisico e debolezza muscolare cronica (l'ipotiroidismo determina una riduzione della sintesi proteica). L'espressione del viso, caratterizzata da zone palpebrali gonfie e rime ristrette, capelli e sopracciglia scarsi, bocca semiaperta che lascia intravedere una lingua ingrossata, conferisce al volto del paziente l'aspetto inconfondibile e poco intelligente della "facies mixedematosa"; anche i tessuti sottocutanei sono caratterizzati dal cosiddetto mixedema, su cui la pressione delle dita non lascia il segno della fovea. L'ipotiroidismo determina infatti un accumulo cutaneo di mucopolisaccaridi che richiamano acqua determinando questo tipico aspetto. Cute fredda e intolleranza alle basse temperature: una diminuzione degli ormoni tiroidei rallenta il metabolismo e il consumo di ossigeno; viene meno anche la loro attività termogenica. Sonnolenza (letargia) che può arrivare fino al coma, depressione, rallentamento dei processi ideativi e sensazione di stanchezza; questi sintomi insorgono a causa delle alterazioni nervose indotte dall'ipotiroidismo. Altri sintomi: costipazione, aumento del peso corporeo, pallore e anemia, raucedine ed abbassamento del tono della voce, diminuzione dell'udito e della memoria, diminuzione della fertilità, flussi mestruali abbondanti (menorragia), crampi, bradicardia e riduzione della forza contrattile del cuore, vasocostrizione, aumento dei livelli di lipoproteine a bassa densità (LDL) e trigliceridi nel siero, con conseguente e sensibile aumento del rischio di malattia coronarica. Quando è primitivo, dovuto cioè a malattie della tiroide, l'ipotiroidismo nell'adulto è caratterizzato da un esordio lento e molto graduale che può pertanto sfuggire a lungo agli occhi del medico e dello stesso paziente. DIAGNOSI: la conferma di ipotiroidismo avviene generalmente attraverso un semplice esame del sangue, tramite il quale si andranno a valutare i livelli ormonali del paziente. Alti valori ematici di TSH e bassi livelli di T3 e T4 confermano i sospetti di ipotiroidismo. Ormoni tiroidei ed esercizio fisico Dopo un'intensa ma breve attività fisica non si sono osservate modificazioni elevate dei livelli plasmatici degli ormoni tiroidei. Solamente dopo prolungate sedute di allenamento è stato notato un marcato aumento di T3 e T4. Uno studio condotto in Norvegia da Herald E. Refsum ha mostrato elevati livelli plasmatici di T3, T4, TSH e della proteina che lega gli ormoni tiroidei TBG, in atleti che praticavano sci di fondo subito dopo una prestazione, notando che i livelli plasmatici ritornavano entro i limiti iniziali solo dopo vari giorni di recupero. Tale processo sembra sia dovuto al fatto che durante l'attività fisica vengono consumati in maniera consistente gli ormoni tiroidei, quindi per effetto dell'azione fisiologica del feed-back si stimola l'ipofisi a produrre elevate quantità di TSH con conseguente aumento dei livelli plasmatici degli ormoni tiroidei.

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Shirataki e glucomannano... per perdere peso

Gli Shirataki, tipici della cucina giapponese, sono degli spaghetti realizzati con la farina ricavata dalla radice di konjac (Amorphophallus konjac). Grazie alle proprietà di questa radice, gli Shirataki risultano ricchi di fibra vegetale, chiamata glucomannano, che aumenta il senso di sazietà e limita l’assorbimento di carboidrati e grassi. Per questa ultima caratteristica, l’assunzione massiccia di glucomannano è sconsigliata durante le terapie che prevedono l’uso di farmaci, in quanto potrebbe limitarne l’assorbimento. Questi spaghetti, di colore bianco/trasparente, sono insapore e si trovano in vendita in negozi etnici e negozi specializzati, alcune volte sono disponibili anche nelle catene della Grande Distribuzione, e apportano solamente circa 7 kcal per 100gr di prodotto, sono privi di carboidrati, proteine e con solo lo 0,2% di grassi, senza glutine e sono confezionati in una soluzione acquosa alla quale viene aggiunto idrossido di calcio come correttore di acidità. Per quanto riguarda le modalità di consumo si consiglia di risciacquarli e di bollirli per due minuti per poi farli “saltare” in padella con il condimento preferito: una volta cotti avranno più che raddoppiato il loro volume! Rallentando l’assorbimento di carboidrati nel sangue, il glucomannano avrebbe una certa rilevanza nell’alimentazione delle persone affette da diabete, ma anche delle persone con il “colesterolo alto” e, grazie alla sua azione igienizzante e regolatrice, è indicato in caso di ridotto apporto dietetico di fibra ed aiuta a risolvere i problemi di stitichezza. Ovviamente l’assunzione di glucomannano potrebbe essere un valido aiuto per tutti coloro che hanno intrapreso o intraprenderanno una progressiva riduzione della loro massa grassa.

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Postura: pilates, nuoto, yoga o...?

Il termine postura proviene dal latino “positura” che significa posizione ed è il rapporto dei vari segmenti corporei fra di loro e la loro posizione ed organizzazione nello spazio. Ma è anche l’espressione del nostro vissuto. La postura è gestita dal Sistema Tonico Posturale (STP) che, attraverso i recettori podalico - visivo  - vestibolare - muscoloarticolare ecc., “modula” il tono muscolare; quando il STP è turbato da situazioni critiche (dolore, paure, traumi, ecc..), il tono muscolare sarà alterato verso un aumento del tono ottenendo quindi un muscolo ipertonico. “Sono un po’ teso…”, “oggi mi sento particolarmente rigido..”, “sono un po’ legato, dovrei sciogliermi un po’..” sono solo alcuni dei modi di dire che effettivamente evidenziano un’alterazione del tono muscolare dovuta ad una perturbazione del STP (un esame importante, lo stress della vita quotidiana, una scadenza imminente, il traffico, un lavoro pesante e stressante, uno sport faticoso e impegnativo, ecc..). Il corpo umano si basa su tre leggi: del non dolore - il dolore sottrae energia e altera le funzioni vitali; dell’economia - risparmiando energia ci si stanca meno e si può fare di più e per più tempo; dei bisogni - respirare, mangiare, bere, ecc, cioè i bisogni primari che garantiscono la sopravvivenza. Come detto prima, le “perturbazioni” della vita causano ipertono a livello muscolare, l’ipertono causerà un avvicinamento dei capi articolari interessati, ci sarà un’usura precoce delle cartilagini che causerà inevitabilmente dolore. Per il principio del non dolore, il STP attuerà dei compensi posturali (indipendenti quindi dalla volontà come una spalla più alta, il capo leggermente ruotato e flesso, ecc..) al fine di non sentire dolore. Ogni compenso attuato, nel tentativo di risolvere un problema nel presente, causerà inevitabilmente un’alterazione posturale e un problema nel futuro: quando una postura è alterata prima o poi le articolazioni ne risentiranno. Una difesa dal dolore protratta nel tempo ,per il principio dell’economia, causerà “fissazione” con conseguente retrazione muscolare (stato di fissità permanente in accorciamento del muscolo per via della perdità di elasticità del tessuto connettivo): dietro ad un effetto c’è sempre una causa! Tutta questa spiegazione, breve perché il discorso è molto più ampio e complesso, per far comprendere che “ginnastiche” attive come il Pilates, il nuoto, lo Yoga, ecc.. (che spesso vengono consigliate proprio per “sistemare” posture scorrette) non sono la scelta migliore per risolvere i problemi: è inutile tonificare dei muscoli che sono già ipertonici, sarebbe più utile ed efficace optare per delle sedute in allungamento passivo decompensato in modo tale da “ristendere” il tessuto connettivo senza compensi e “allentare” la morsa dell’ipertonia muscolare, liberando così le articolazioni dalle tensioni e guadagnando un corretto riallineamento dei segmenti corporei. L.Bousquet: “l’uomo, pur di non soffrire, fa di tutto: si torce, si flette, si piega, riduce la sua mobilità” - ”per vivere in modo confortevole il soggetto inventa schemi di compenso, soluzioni posturali”   Francesco Moschillo

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Dimagrire con il CLA

Il CLA (acido linoleico coniugato) è un acido grasso della famiglia degli Omega 6, si trova nella carne animale e nel latte intero ma anche nell’olio di girasole. L’azione metabolica attuata risulta molto rilevante sia come anti-trombosi, a tutela dell’apparato cardiovascolare, sia come riduttore di reazioni allergiche, ma soprattutto per le reazioni molecolari nel mitocondrio favorendo la preservazione della massa magra ed il consumo di acidi grassi. Ciò relativamente alla termogenesi indotta, ovvero alla differenza tra macronutrienti ingeriti e spesa calorica. Dunque perché avvenga tale processo metabolico con azione dimagrante, occorre seguire diete ipocaloriche ed effettuare attività fisica. Per un eccellente azione, senza eccedere, come dosaggio d’assunzione personalizzato, calcolate 0.05 grammi moltiplicato il vostro peso corporeo. Il risultato equivale al dosaggio giornaliero da assumere, quindi in base al contenuto di una capsula softgel, valutate quante assumerne dividendole nei tre pasti principali, durante i pasti. Sconsiglio l’utilizzo a soggetti ipertesi, soggetti con resistenza all’insulina o con patologie renali in atto. Francesco Zoccheddu   Vorrei vedere un buon Integratore di CLA

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Dalla ricerca di benessere alla dipendenza da spor...

Come cita la nota frase latina mens sana in corpore sano, lo sport apporta dei benefici, sia fisici che psichici, all’individuo: fare attività fisica regolare riduce il rischio di obesità, migliora le funzioni cardiovascolari e previene infarto e ictus, aiuta a combattere il diabete e migliora l’umore. Tuttavia fare troppo sport, o farlo in modo sconsiderato, può avere molti effetti negativi: squilibri ormonali, affaticamento cronico, indebolimento del sistema immunitario (un effetto collaterale degli ormoni dello stress mobilitati dall’attività fisica). Inoltre per chi è avanti con gli anni, troppo allenamento mette a rischio il sistema cardiovascolare, come è accaduto alla nota attrice, fanatica di fitness, Sharon Stone che dopo aver partecipato ad una maratona, in seguito a periodi di estenuanti allenamenti e prove atletiche, fu colpita da un aneurisma e successivamente ricoverata per problemi legati a stress da esercizio fisico. Così si comincia a delineare come il correre, il sollevare pesi, il fare flessioni per molti è un supplizio a cui ci si costringe di tanto in tanto, mentre per altri diventa una droga della quale non si può più fare a meno. Per alcuni è sufficiente rivedere le modalità e i tempi di allenamento, per altri invece l’attività fisica diventa un problema psicologico e psichiatrico. L’esercizio fisico è collocabile su un continuum ai cui estremi si trovano da un lato un approccio salutare che deve essere auspicabile per la preservazione del benessere psicofisico dell’individuo, dall’altro l’espressione di un disagio interno di diversa natura che si esplica con lo smodato allenamento a tal punto da alterare gli equilibri degli altri ambiti di vita, condizionare l’interesse nelle consuete attività della propria quotidianità e creare scompensi fisici di entità anche grave. In questi casi, spesso, è possibile parlare di exercise addiction o dipendenza da sport che oramai è riconosciuta da molti psichiatri e psicologi come una delle nuove dipendenze comportamentali, che si aggiunge a quelle ufficialmente diagnosticate da stupefacenti, tabacco e alcool.  Martina Berardocco

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Peso e analisi della composizione corporea

“Peso xx kg, dovrei dimagrire…” , “devo perdere xx kg, assolutamente!”, “ho messo su un po’ di kg, ma da lunedì mi metterò a dieta”, “ma quanti kg hai perso?” sono solo alcune delle frasi di uso comune quando si parla del peso misurato da una bilancia. Vedere un numero che appare su un display o che viene indicato da una lancetta non fornisce però un quadro completo e dettagliato della situazione: i kg indicati sono la somma del peso della massa magra, della massa grassa e dell’acqua. E’ evidente come da questo dato sommario sia impossibile stabilire a priori i kg da perdere o da guadagnare. Per ottenere un’analisi della composizione corporea accurata sarebbe opportuno effettuare (in ordine crescente di affidabilità e precisione) una bioimpedenziometria o una plicometria (video) o un’adipometria (solo per indicare le più comuni e presenti sul mercato) da un esperto qualificato del settore per valutare le percentuali delle masse e stabilire una corretta personalizzazione dell'allenamento. Ciò che fa dunque la differenza è il rapporto che c’è tra la percentuale di massa magra e grassa e l’acqua, non il “peso”! Una persona che pesa 100kg con una percentuale di grasso del 10% è più magra e tonica di una persona che pesa 50kg con il 40% di grasso. Il concetto è che non è fondamentale la quantità ma la qualità del peso: bisogna utilizzare la percezione visiva dello specchio, il centimetro per misurare le circonferenze e monitorare la composizione corporea per valutare i progressi e l’efficacia di un allenamento e/o di un regime alimentare. Il “peso” fine a sé stesso è solo un semplice dato numerico.

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Inverno, è tempo di tisane. Quali sono le più in...

Una tisana è una preparazione estremamente semplice che consiste nel versare dell'acqua calda sull’essenza della pianta, solitamente essiccata e sminuzzata, lasciare in infusione per poco tempo e poi filtrare per eliminare i residui vegetali; una volta tiepido, non rimane che gustarlo! Si tratta pertanto di una semplice estrazione acquosa, che non richiede tecnologie sofisticate, ma che nella sua semplicità permette di apprezzare molte delle virtù delle piante medicinali. Gli infusi sono stati sicuramente una delle prime forme in cui l’uomo ha iniziato ad apprezzare gli effetti benefici delle piante e che lo hanno poi accompagnato nei secoli e nelle diverse regioni del mondo, grazie alla loro efficacia, alla semplicità della preparazione, alla facilità di reperire le materie prime necessarie (acqua e piante medicinali). Anche nella vita contemporanea, sempre più frenetica e piena di impegni è importante riuscire a trovare il modo di apprezzare il benessere di una tisana che racchiude al suo interno il piacere, la funzionalità e il calore delle piante medicinali. Il sapore e l’aroma Non sempre ciò che fa bene è anche buono e gradevole. Molte volte le tisane vengono associate a qualcosa di salubre e sicuramente benefico, ma che può essere poco gradevole al palato. È quindi importante rendere più piacevole il gusto, che, così come l’aroma e il colore, è un aspetto che contribuisce alla sensazione complessiva di benessere e di piacere che una tisana ben fatta è in grado di fornire. Un po’ di relax Una tisana tiepida può essere un utile rimedio da gustarsi la sera prima di coricarsi per favorire il sonno, oppure semplicemente per rilassarsi dopo una giornata intensa. Per questo consigliamo una tisana contenente: valeriana, passiflora (per il relax del sistema nervoso) e camomilla, che ha anche un effetto rilassante per l’apparato digerente. Dopo i pasti A volte ci sentiamo un pò appesantiti, magari facciamo fatica a riprendere il lavoro nelle prime ore del pomeriggio, la sonnolenza sembra non volerci dare tregua.  Si tratta di situazioni abbastanza comuni nelle quali una tisana può essere particolarmente indicata. Per questo consigliamo una tisana contenente: carciofo, tarassaco, fumaria, boldo e menta piperita. Un infuso caldo per il benessere delle vie respiratorie I piccoli disturbi tipici della stagione fredda possono essere contrastati anche con l’aiuto di una tisana calda, magari con l’aggiunta del miele, noto per le sue utili proprietà. La natura ci offre varie piante dall’azione balsamica, ricche di olio essenziale e capaci di dare sollievo alle vie respiratorie, messe a dura prova dal freddo invernale. Per questo consigliamo una tisana contenente: mirto, timo eucalipto, menta e anice stellato.

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Cos'è la cellulite e come si previene

La cellulite o PEFS pannicolopatia-edemato-fibrosclerotica, è un inestetismo provocato da un’alterazione del tessuto sottocutaneo ipoderma con ipertrofia delle cellule adipose. Sotto al derma si verifica una ipertrofia delle cellule adipose, insieme a ritenzione idrica e di liquidi tra le cellule, e ciò è dovuto ad un’alterazione del sistema venoso e linfatico che rallenta il flusso del sangue provocando appunto la ritenzione idrica, ovvero la stasi di liquidi negli spazi intercellulari dell'ipoderma Da cosa è provocata la cellulite Essenzialmente la cellulite è provocata da un’alterazione del microcircolo, ma è causata da un insieme di fattori, in parte legati alla propria genetica, e quindi di tipo ereditario, ed in parte legati all’ambiente in cui viviamo ed allo stile di vita che conduciamo tutti i giorni. Questi fattori causano un’alterazione del sistema venoso e linfatico che provoca il rallentamento del flusso sanguigno, e la ritenzione (stasi) di liquidi nel tessuto, che esteriormente si presenterà a buccia d’arancia. Cause ereditarie Sesso femminile (nelle donne vi è una maggior facilità che si presenti la cellulite, per l’azione degli ormoni femminili, gli estrogeni, che favoriscono un accumulo di peso nei fianchi e fino al ginocchio, favorendo la ritenzione idrica e provocando problemi circolatori). Predisposizione genetica, ereditarietà o familiarità (se altri parenti diretti soffrono della patologia). Fattori aggravanti problemi vascolari; ciclo mestruale e gravidanza (in quanto aumentano gli estrogeni che provocano ristagno dei liquidi e problemi alla circolazione sanguigna); abbigliamento troppo stretto; stress; fumo ed alcool; sovrappeso; alimentazione scorretta (es. ipercalorica, ricca di sodio o di grassi, ecc..); postura sbagliata e con gambe accavallate (ostacola la circolazione sanguigna); vita sedentaria e scarsa attività fisica o sportiva (l’attività fisica oltre che bruciare grassi previene i problemi del microcircolo); dimagrimenti repentini; restare troppo tempo in piedi nella stessa posizione (perché favorisce la stasi circolatoria); malattie epatiche; scarpe troppo strette o con tacchi alti; fattori ormonali. Fasi di evoluzione della cellulite Cellulite Edematosa - questo tipo di cellulite, si presenta solitamente alle caviglie, ai polpacci, alle cosce e alle braccia ed è causata da un accumulo di liquidi (edema) all’interno del tessuto adiposo. Cellulite Fibrosa - In questo tipo di cellulite vi è un maggior produzione di tessuto connettivo-fibroso, e il tessuto adiposo si presenta più duro, con possibile formazione di piccoli noduli. Cellulite Sclerotica - In questo caso i noduli che si creano sono di maggiori dimensioni e il tessuto adiposo diventa ancora più duro (sclerosi). Tipologie di cellulite La cellulite compatta Si presenta dura al tatto, può essere dolente e può provocare smagliature della pelle, e colpisce soprattutto i soggetti in buona forma fisica con una muscolatura tonica. La zona interessata dalla cellulite è spesso dolente e sulla cute compaiono delle smagliature. E’ il tipo di cellulite più frequente, ma anche la più facile da curare, e si presenta con maggior frequenza sulle ginocchia, cosce e glutei, e nelle persone anche in buona forma fisica.   La cellulite molle In questo tipo di cellulite sono presenti dei noduli sclerotizzati, e si presenta spesso all’interno delle cosce e delle braccia in persone di mezza età che svolgono scarsa attività fisica o che hanno repentini aumenti o diminuzioni di peso.   La cellulite edematosa E’ l’ultimo stadio di evoluzione della cellulite, ed il trattamento è piuttosto difficile. Questo tipo di cellulite è dolente al tatto, e si presenta soprattutto negli arti inferiori delle donne (piedi e caviglie) ed è associata ad un ristagno dei liquidi e ad un’insufficienza venosa (problemi di circolazione venosa e linfatica) e infatti ha un aspetto gonfio e spugnoso, e si verifica principalmente nei glutei e nel bacino. Prevenzione della cellulite La prevenzione della cellulite necessita un’attenzione particolare sotto molti punti di vista. Ecco alcuni consigli: bere molta acqua; mangiare molta verdura e frutta; seguire un’alimentazione corretta; fare sport e attività fisica; usare abiti non molto stretti; scarpe con tacchi non troppo alti; postura corretta; eliminare fumo e alcool; non accavallare sempre le gambe; non ingrassare o dimagrire rapidamente; non rimanere seduti o in piedi fermi per troppe ore mantenere sotto controllo il proprio peso forma. Rimedi e cure per la cellulite Di seguito elenchiamo alcuni dei principali trattamenti e terapie che possono essere efficaci per il trattamento della cellulite o pannicolopatia-edemato-fibrosclerotica: Mesoterapia; Linfodrenaggio (per riattivare la circolazione linfatica); massaggi; creme con azione farmacologica; Ginnastica specifica; Ionoforesi; Pressoterapia.

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Le proprietà benefiche del peperoncino

In questo articolo vi parlerò di tutte le proprietà benefiche del peperoncino. Il peperoncino appartiene al genere del Capsicum, della famiglia delle Solanacee, la cui radice latina capsa significa "scatola" e deve il nome alla forma del frutto, che sembra rimandare proprio ad una scatola contenente semi. Il peperoncino era già usato come spezia dagli indiani del Messico e del Cile e fu importato in Europa da Colombo nel 1493 e successivamente diffuso nel continente dagli spagnoli. La pianta, un arbusto perenne a vita breve, può essere coltivata anche su un balcone. La semina avviene a febbraio al centro-sud e a marzo al nord, i frutti si raccolgono in estate-autunno. E’ bene consumare freschi i peperoncini, affinché non perdano le loro proprietà, ma possono anche essere conservati sott’olio o in polvere (dopo averli fatti seccare al sole e tritati). Lo stesso composto dei peperoncini che provoca il bruciore in bocca sembra uccidere le cellule del cancro alla prostata. Un nuovo studio ha dimostrato che in topi trattati con il composto principale dei peperoncini, la capsaicina, il volume dei tumori alla prostata si è ridotto ad un quinto di quello dei tumori non trattati. I ricercatori del Cedars Sinai Medical Center di Los Angeles negli Stati Uniti, hanno studiato l´effetto della capsaicina in vitro ed hanno potuto dimostrare che la capsaicina diminuisce fortemente la proliferazione delle cellule tumorali del cancro alla prostata in coltura. Questo effetto è inoltre dipendente dalla dose usata, cioè aumenta all´aumentare della dose di capsaicina. Le cellule muoiono attraverso la apoptosi, la cosiddetta morte cellulare. La capsaicina deve necessariamente essere concentrata in pillole, visto che per ottenere la dose richiesta a seconda del peso corporeo sarebbero necessario ingerire peperoncini in quantitá immangiabili! L'uso regolare di peperoncino rosso, grazie alle sue proprietà antiossidanti, sembra inibire lo sviluppo di manifestazioni cancerose a livello di stomaco. Naturalmente il tutto deve ancora essere confermato da ulteriori studi e verifiche sull'uomo per poter affermare con certezza quanto sopra. Particolarmente interessante l'effetto di regolarizzazione della circolazione sanguigna che il peperoncino rosso svolge nel corpo umano unito ad un effetto benefico in caso di infiammazioni. Se somministrata per via orale, la capsaicina, sollecita una secrezione maggiore di enzimi digestivi favorendo appunto il processo digestivo. Sembra, inoltre, che il peperoncino, oltre a favorire la circolazione sanguigna, sia un efficace vasodilatatore, e renda elastici i capillari sanguigni. Si è riscontrato che nelle regioni dove è diffuso il suo uso, malattie come gli infarti, l'arteriosclerosi e l'eccesso di colesterolo siano notevolmente limitate. In ultimo pare che anche i capelli traggano beneficio dall'uso del peperoncino rosso; infatti una miglior circolazione sanguigna avrebbe effetti positivi anche sulla vita dei bulbi capilliferi. E' importante ricordare che come per tutti gli alimenti, non bisogna abusarne, rischiando quindi di tramutare un alimento da salutare in dannoso per la nostra salute. Inoltre, prima di terminare con l'articolo, ci sarebbe una curiosità sul peperoncino, ossia la "scala di Scoville", una scala che serve a misurare la piccantezza del peperoncino, dal cognome del farmacista americano Wilbur Scoville, che lasviluppò nel 1912. La scala determina l’attività della capsaicina - la sostanza responsabile del piccante - sui recettori del calore della lingua. I valori vanno da 0 (per un normale peperone), a 16 milioni (per la capsaicina pura). Il Trinidad moruga, il Thay dragon e l’Habanero sembrano essere i peperoncini più piccanti al mondo. Angelo Benedetto

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Aminoacidi ed alimenti... per il benessere mentale

Una guida agli aminoacidi, alle vitamine e agli alimenti utili... per il tuo benessere mentale. Aminoacidi Tra gli aminoacidi interessati per quanto concerne l’ansia e la depressione abbiamo: Tirosina - Aminoacido non essenziale che deriva dalla fenilalanina; è un precursore degli ormoni tiroidei e dei neurotrasmettitori dopamina, norepinefrina (noradrenalina) ed epinefrina (adrenalina). Agisce come antidepressivo. Fenilalanina - Aminoacido essenziale che viene convertito dall’organismo nelle sostanze noradrenalina e dopamina, due neurotrasmettitori dall’impulso nervoso che aiutano a tenere le persone sveglie e favoriscono la prontezza dei riflessi. Agisce come antidepressivo. Triptofano - Aminoacido essenziale precursore della serotonina utilizzato nel trattamento di insonnia, stress, ansietà e depressione. Glutammina - Aminoacido non essenziale (in certi casi lo può diventare) la cui sinstesi avviene principalmente a livello muscolare. Rappresenta l’aminoacido dominante nel sangue e nel liquido cerebrospinale che supera con facilità la barriera ematoencefalica; successivamente viene convertito in Acido Glutammico che è un importante neurotrasmettitore, stimolante nel cervello e nel midollo spinale, nonché il precursore dell’acido gamma amino-butirrico e del glutatione.   Vitamine, minerali e piante medicinali Non meno importanti sono i minerali, le vitamine soprattutto del gruppo B (B1, B2, B3, B5, B6), la colina e l’inositolo (B7), la vitamina C. gli aminoacidi ramificati (valina, leucina e isoleucina), l’arginina, la lisina, la carnitina, gli acidi grassi omega 3, la melatonina, l’Alga Klamath, l’alga spirulina, la fosfatidilserina, le piante medicinali tra cui la valeriana, passiflora, lavanda, tiglio, melissa, kawa, luppolo, camomilla, rhodiola rosea, ginseng, griffonia simplicifolia, curcuma, iperico, biancospino e tante altre. D’altro canto sono da evitare nel modo più assoluto quelle sostanze che possono provocare una sintomatologia simile a quella dell'ansia come per esempio alcuni inibitori della fame agenti a livello centrale o alcuni stimolanti di sintesi e alcaloidi naturali come la caffeina, la teina e la teobromina (presenti rispettivamente anche nel caffè, nel tè e nel cioccolato), l’alcol, il fumo, gli energy drink, i preworkout formulati per aumentare il focus e la resistenza (soprattutto quelli con dosi extra di caffeina), cola, dimetilamilamina, guaranà, yhoimbina (soprattutto per gli attacchi di panico). Sono inoltre da evitare diete o farmaci autoprescritti eventualmente consigliati dai vari settimanali alla moda o dall'amico di turno (magari pizzaiolo) che ne esaltano i miracolosi effetti. Emiliano Caputo Vorrei vedere un prodotto a base di Carnitina Vorrei vedere un prodotto a base di Glutammina

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Ridurre il grasso addominale per ridurre la mortal...

In questo articolo ti spiego la relazione che c'è tra eccesso di grasso addominale ed un aumentata mortalità. Ingrassare è stato l’unico modo che ha avuto la specie umana per sopravvivere a se stessa, altrimenti si sarebbe estinta. L’uomo primitivo cacciatore doveva ingrassare, mangiando le sue prede, prevedendo periodi di carestia. Se fino ad un recente passato le persone grasse erano invidiate perché ritenute ricche, per il  facile accesso al cibo, adesso sono considerate portatrici di problemi di varia natura. La disposizione del grasso corporeo nelle varie fasi della vita generalmente si accumula in relazione al sesso e al tipo di alimentazione del soggetto. Il grasso addominale (o viscerale) aumenta al 90% dei casi in soggetti di sesso maschile ed anche in soggetti femminili dopo la menopausa. Anche le ragazze, nella stragrande maggioranza dei casi, mettono la “pancetta”, ma perché tendono a mangiare troppi zuccheri (pane, pasta, pizza,dolci, riso, ecc.) soprattutto la sera. Le misure di girovita ritenute “critiche” sono 88 cm per la donna e 102 cm per l’uomo.   Tra le tante funzioni del grasso addominale ve ne sono 2 negative tende ad accumulare sostanze tossiche; forma sostanze pro – cancerogene (adipochine).   Se ne deduce, quindi, che avere molto grasso addominale, indipendentemente dal peso corporeo, già dai primi anni di vita, predispone a un rischio mortalità 5 volte maggiore della norma. In più si sa per certo che aumenta il rischio di: diabete di tipo 2 (alimentare); ipercolesterolemia; pressione arteriosa alta; cancro.   I soggetti, che hanno avuto poca “pancetta” in gioventù ed in età adulta si sono poi “arrotondati”, hanno accorciato senza volerlo le loro aspettative di vita.   Per ridurre il rischio mortalità occorre agire sul grasso addominale. Quindi c’è bisogno di: Attività fisica; Dieta. Affidarsi quindi a Professionisti, meglio se lavorano in equipe (Laureati Scienze Motorie, Dietologi Sportivi, Nutrizionisti dello Sport, ecc).

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Malesseri digestivi durante le feste, qualche cons...

I malesseri digestivi dopo i giorni di festa sono estremamente frequenti, ma sono anche facilmente prevenibili con comportamenti sensati ed eventualmente ricorrendo a qualche piccolo aiuto naturale. Una cosa è certa: nei giorni di festa è difficile seguire l’alimentazione corretta, sprecando un momento di felice convivialità con le persone care. Quindi è bene concedersi un po’ di libertà alimentare… questo non significa però necessariamente transigere a tutte le indicazioni per una sana alimentazione. Ogni cibo servito dovrà essere masticato e assaporato con cura. Non bisogna dimenticare che masticare aiuta prima di tutto a digerire meglio il cibo velocizzandone la trasformazione a livello gastrico e intestinale e migliorando l’assorbimento dei nutrienti. Inoltre la masticazione dà coscienza e ci aiuta a capire quando si è mangiato a sufficienza, non solo dal punto di vista gastrico ma anche energetico. Inoltre la masticazione prolungata attiva la lipolisi, cioè lo scioglimento dei grassi di deposito. Dopo pranzo perché non andare a fare una passeggiata rilassante all’aria aperta? (se riuscite qualche ora dopo sarebbe meglio una bella sessione " hard" in palestra). Questa minima attività fisica permette di cominciare ad utilizzare tutta l’energia incamerata durante il pranzo. Inoltre è un segnale positivo per l’organismo; oltre a digerire meglio, un po’ di movimento, oltre al masticare, permette di superare la festività senza qualche chilo di troppo. Un regime alimentare deve prevedere dei momenti di sana libertà a tavola (senza sfondarsi)… qualche vizio non potrà alterare l’equilibrio raggiunto dopo un attento percorso di stimolo metabolico. Se, nonostante tutto, la digestione dovesse risultare difficile, è possibile utilizzare sia un infuso di tè, sia un infuso di menta piperita, che agiscono facilitando la digestione (2 prese per tazza d’acqua, 10 minuti di infusione). La menta si può utilizzare anche in tintura madre 15-20 gocce 3-4 volte al dì in poca acqua. Questi rimedi svolgono un’azione di stimolo sulla digestione. Se dopo pranzo permane un senso di pienezza è possibile ripetere l’assunzione dei rimedi anche ogni 15 minuti. In aggiunta è possibile utilizzare della papaia, opportunamente lavorata, che migliora la digestione grazie ai suoi enzimi digestivi. Emilliano Caputo

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Latte, fa bene continuare a berlo anche in età ad...

In natura, il latte (prodotto di secrezione delle ghiandole mammarie dei mammiferi dopo il parto) è l'alimento previsto per la crescita dei cuccioli dei Mammiferi, ed il Latte di ogni specie va ad esclusivo beneficio di quella specie; questo è evidente dalla diversa composizione dei vari tipi di Latte, come vedremo in seguito. Sebbene nei mammiferi l'allattamento dei cuccioli sia la manifestazione di un legame madre-figlio che va ben oltre il semplice aspetto fisiologico di nutrimento, in questa sede parleremo del latte solamente per quanto concerne le sue proprietà nutrizionali. Il Latte di tutti i Mammiferi contiene, disciolti in Acqua, Zuccheri (Lattosio), Proteine, Grassi, Vitamine ed Enzimi, oltre agli Anticorpi propri della specie di appartenenza, ma la composizione del Latte differisce tra le varie specie di Mammiferi. Queste differenze di composizione sono veramente enormi. Si va dal Latte di focena che contiene solo il 40% di acqua, al latte di cavalla che ne contiene il 90%. Mentre il latte di cavalla ha soltanto l'1.5 % di grassi, il latte di focena ne contiene il 46 %. La cavalla produce un Latte più ricco di Lattosio di quello dei cetacei, mentre il Latte di coniglio è il più ricco di tutti in Proteine e Sali Minerali, e così via.   Qual è la logica che sottende a queste differenze? Le più recenti ricerche trovano una giustificazione nel rapporto madre-figlio, inquadrandolo in un grande schema nel quale possono venir distinti due gruppi di Mammiferi. A un estremo si collocano i Primati, nei quali il neonato è completamente dipendente dalla madre ed in continuo contatto. Il latte di queste specie è relativamente acquoso e scarso di grasso e di proteine, ed il cucciolo, sempre attaccato alla madre, poppa molto frequentemente, ingerendo ogni volta piccole quantità di latte. Avendo una alimentazione continua, il piccolo non ha bisogno di riserve. All'estremo opposto vi sono tutti gli altri Mammiferi che dopo il parto nascondono i neonati in nidi o tane e che passano gran parte del tempo a procurarsi il cibo, rientrando soltanto ad intervalli. In questa situazione l'allattamento è intermittente e quindi il neonato ha bisogno di un Latte molto sostanzioso (poco acquoso) e da digerire lentamente (molto grasso); inoltre in queste specie il piccolo poppa in modo rapido e si sazia in pochi minuti. Anche i cuccioli dei mammiferi marini necessitano di un latte con queste caratteristiche, a causa dell'ambiente freddo, dei contatti tra madre e figlio che non sono sempre facili, e della necessità di poppare in modo rapido (perchè sott'acqua, in apnea).   Il latte specie-specifico contiene non solo tutti i nutrienti nelle proporzioni ottimali per la crescita, ma anche sostanze enzimatiche ed anticorpi che hanno la funzione di aumentare le difese immunitarie in un periodo della vita in cui un'infezione potrebbe avere conseguenze gravissime. Dopo lo svezzamento, però, nessun mammifero continua a bere latte, che non è cibeo adatto ai bambini ed agli adulti; neppure quello della propria specie, perchè le esigenze nutrizionali dell'adulto sono differenti da quelle del lattante. Il piccolo mammifero diviene in grado di vivere cibandosi degli alimenti per cui la specie è biologicamente adatta. Inoltre, nessun mammifero tranne l'Uomo consuma, in nessuna epoca della vita, il latte di un'altra specie. Nel caso dell'uomo, invece, il consumo di latte di altre specie, di mucca in particolare, sin dai primissimi anni di vita è considerato fisiologico e raccomandabile, nonostante il latte vaccino - previsto per la crescita del vitello - sia molto diverso per composizione rispetto al latte di donna perché: contiene troppe proteine: 36 gr/litro contro 9 gr/litro, - quattro volte di più; contiene proteine molto diverse: rapporto Caseina/Lattoproteine 4.5:1 contro 0.4:1 contiene poco lattosio: 49 gr/litro contro 70 gr/litro; presenta un rapporto grassi saturiiInsaturi svantaggioso; contiene una percentuale di calcio troppo elevata: 1170 mg/litro contro 340 mg/litro; presenta un rapporto Calcio/Fosforo svantaggioso: 1.3:1 (Latte vaccino) contro 2.4:1 (Latte umano); contiene troppi Sali Minerali: 7 gr/litro contro 2 gr/litro. Dunque, ad ogni mammifero il proprio latte, e a questa regola deve adeguarsi anche l'Uomo. Emiliano Caputo

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