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Benessere e salute

Fibromialgia: Imparare a convivere si può!

Iniziamo col dire che chi non ha un problema di questo tipo non può comprendere…  ma chi ha questo disturbo deve comprendere cosa ha e poi cercare di  convivere, cercando di alleviare o contrastare tale sindrome. In questa trattazione vedremo cosa è  e  come riuscire a conviverci. Cenni storci Il termine Fibromialgia deriva dal latino fibra e dal greco myo (muscolo) unito a algos (dolore).Si può dire che la sindrome  fibromialgica  è caratterizzata da dolore muscolare diffuso e rigidità cronica. Sin dal 1800 la sindrome  fibromialgica  era presente ma con altre denominazioni; solo nel 1976 vennero descritte in maniera accurata i sintomi e la denominazione su detta. Organi bersaglio La colonna vertebrale, le spalle le braccia, il cingolo pelvico, le gambe e i polsi subiscono un processo infiammatorio; inoltre si associano disturbi dell’umore, del sonno e astenia (stanchezza).  Chi colpisce In prevalenza chi è affetto da fibromialgia è di sesso femminile e può presentarsi nella fascia d'età che va dai 25-55 anni. Si pensa che alla base di questa sindrome ci sia lo stress sia d’origine fisico che psicofisico. Come conviverci Iniziamo col dire che qualsiasi malattia cronica (cioè permanente) non deve avere nel tempo la meglio su di noi. Ecco perché è importante prima conoscere e poi cercare con positività di reagire in modo da indurre noi stessi ad un possibile rimedio per riuscire a vivere con dignità la nostra esistenza. Oltre alla terapia farmacologica, che al momento non si è dimostrata ancora molto efficace, vi è anche la terapia naturale; che consiste nel riposo, ma non eccessivo, nei primi giorni in cui si manifesta la malattia.   Inoltre si è notato che le attività fisiche come il lavoro aerobico, come la ginnastica dolce,  il nuoto e altro, praticate regolarmente in maniera moderata e progressiva riducono i sintomi. Altro mezzo è l’utilizzo di massaggi e stretching (da non effettuare però, quando si ha il processo di infiammazione acuto in corso).  Non meno importante è osservare una alimentazione povera di cibi raffinati favorendo cibi “vivi”, frutta, verdura e proteine nobili (sia d’origine vegetale che animale, ma queste ultime con moderazione).   In conclusione possiamo dire che: Il giusto atteggiamento mentale verso  la malattia, la sana attività sia fisica che alimentare, possono giovare non poco sul nostro progresso vitale. 

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Grassi idrogenati, i killer silenziosi!

Vi siete mai chiesti cosa sono e da dove provengono questi famigerati grassi idrogenati? Ma chiediamo direttamente a loro... "Mi presento. Mi chiamo grasso idrogenato e nasco da un processo chiamato Idrogenazione, sono stato concepito attraverso un processo chimico e sono molto apprezzato dall'industria alimentare perché sono consistente e mi conservo meglio dei miei cugini lontani grassi naturali e pensate costo anche molto meno e questo mi permette di  essere più competitivo sul mercato alimentare. Ci sono anch'io! Mi chiamo margarina e sono il prodotto più eccellente, e in quanto a grassi idrogenati nessuno è come me! Ma vorrei presentarvi per umiltà, anche il resto della famiglia li citerò solo per nome e non per fama ovviamente... Dado da brodo, barrette energetiche, snack, pasta sfoglia, patatine confezionate, cracker, grissini, budini, creme... Insomma una famiglia numerosa la nostra..." Ma a parte la storiella, il problema diventa serio quando tocca la nostra preziosa salute. Infatti dovete sapere che studi hanno messo in relazione il consumo di grassi vegetali idrogenati a diverse malattie importanti: Malattie coronariche, sterilità, cancro, squilibri a livello ormonale e quant'altro.  Questo perché non si può trasformare ciò che è già presente di buono in natura e rovesciare la sua giusta armonia.Ma purtroppo per il profitto oggi e anche ieri si fa questo e altro. La prossima volta che vi capita di fare acquisti al super mercato ricordatevi di dare un'occhiata agli ingredienti, credetemi è una buona abitudine! Spero che questo articolo vi sia stato utile. Buona riflessione!

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Riso nero, una fonte di salute

Avete una cattiva circolazione sanguigna o problemi Cardiaci? Oppure carenze di minerali e di vitamine? Eccovi un alimento poco utilizzato, forse, ma tanto straordinario! Di cosa sto parlando? Del riso nero. Tra i cereali, il riso nero o " venere" vanta straordinarie proprietà! Eccone alcune... Come molti di voi sanno, il complesso vitaminico B è indispensabile ai nostri enzimi per svolgere migliaia di trasformazioni molecolari che avvengono nel nostro corpo. Si può dire che il riso nero contenga in buone quantità le vitamine: B1 (Tiamina): indispensabile per il catabolismo degli zuccheri e degli aminoacidi; B2 (Riboflavina): mantiene in buona salute le mucose respiratorie e digestive, ed è un ottimo alleato del nostro sistema nervoso centrale, della pelle e dei nostri occhi e tanto altro ancora; B3 (Niacina): ha riconosciuti effetti positivi sul diminuire i livelli di trigliceridi e di colesterolo LDL "cattivo" e aumentare i livelli di HDL "buono" nel sangue. Inoltre, il riso nero è fonte di microelementi minerali, come: calcio, un ottimo alleato per combattere l'indebolimento osseo, come l'osteoporosi di cui tante donne soffrono con l'andare del tempo; selenio, un minerale anti invecchiamento, che aiuta a contrastare il sovrappeso e l'organismo ad assimilare lo iodio per il buon funzionamento della tiroide; zinco, importante per il corretto funzionamento di ormoni come l'insulina, ormoni sessuali e ormoni della crescita; magnesio, un minerale dalle straordinarie funzionalità che aiuta a combattere l'irritabilità, il nervosismo, disturbi dell'umore, difficoltà di concentrazione, stanchezza fisica e mentale e altro ancora... un minerale tra l'altro molto apprezzato dagli sportivi; ferro, necessario per la sintesi dell'emoglobina, proteina che trasporta l'ossigeno nel sangue E non da meno un elevato quantitativo di antociani, i quali aiutano a proteggere da i vari processi di invecchiamento, da processi infiammatori e modificazioni cancerogene. Sono anche un valido aiuto in caso di fragilità capillare. Il riso nero non contiene glutine, ed è quindi ottimo per chi soffre di celiachia. Potremmo dire ancora molte cose su questo favoloso cereale, ma per concludere posso solo dire... provatelo se non l'avete ancora fatto!

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Vuoi migliorare il tuo stato di salute? Inizia a m...

La necessità di fare attività fisica  è letteralmente scritta nel nostro corredo genetico. Quando la necessità di fare attività fisica resta ignorata, ne conseguono gradualmente disfunzioni metaboliche. Tra queste patologie sono incluse: il diabete e il complesso di sintomi che, noti sotto il nome di sindrome metabolica, sono precursori del diabete e delle patalogie cardiache. I nostri antenati, uomini cosiddetti dell’età della pietra o paleolitici, si trovano regolarmente impegnati in attività fisica di bassa intensità come parte necessaria della loro esistenza. Ai giorni nostri, invece, è abbastanza facile riuscire ad evitare persino le più piccole occasioni. L’organismo risponde all’esercizio fisico regolando vari processi e geni collegati alla produzione di energia e all’attività muscolare, al contrario, tutto ciò che non è utilizzato nel corpo è perso. Ciò vale per qualunque struttura corporea, dalla testa alla punta dei piedi. Un recente studio ha scoperto, che dopo diverse ore di inattività totale, si verificano cambiamenti nell’espressione genetica di più di 100 geni. Uno studio ha preso in esame gli effetti dell’attività fisica su uno specifico enzima, la lipasi lipoproteica (LPL) che è presente sia nel grasso che nei muscoli. Nelle cellule adipose, è coinvolta nella sintesi del grasso. Nei muscoli, l’enzima agisce per incrementare il livello dei trigliceridi intramuscolari, che costituiscono un’importante fonte di energia per  l’attività fisica. A questo punto vi starete probabilmente chiedendo: che utilità può avere un enzima che sembra essere principalmente implicato nella sintesi di grasso? Ma la LPL ha anche altre funzioni protettive per la salute. In breve, la LPL, gioca un ruolo metabolico fondamentale. Nel modo in cui il corpo gestisce i vari tipi di lipidi in circolo,come i triglicerdi e il colesterolo. Questo effetto è cosi potente che una riduzione nell’attività della LPL porta ad un aumento del 500% nel rischio di sviluppare problemi cardiovascolari. Potete considerare la LPL come una specie di conduttore di grasso, in grado di determinare dove e in che misura l’organismo utilizzerà i vari grassi o lipidi. In assenza di LPL, si perdono tutti i suoi effetti  sul metabolismo del grasso e ne possono risultare disfunzioni. Senza LPL, per esempio, i trigliceridi del plasma, cioè il grasso in circolo nel sangue, non vengono assorbiti in modo appropriato dai tessuti. Il grasso, allora, rimane in circolo fino a tornare al fegato, dove è utilizzato  per produrre cortisolo e altri lipidi. Questo  carico aggiuntivo di lipidi esercita pressioni sull’organismo che finiscono per tradursi in problemi cardiovascolari, che a loro volta costituiscono la prima causa di morte. La grande domanda che assilla gli scienziati dello sport è quanta attività fisica sia necessaria per una salute ottimale. In un recente libro sulla prevenzione delle patologie cardiovascolari,il cardiologo dottor Robert Superko ha suggerito che, per ottenere benefici cardiovascolari massimi, ci si dovrebbe impegnare in intesi esercizi di endurance ogni giorno per almeno un’ora. Ma gli autori del recente studio in cui erano presi in esame gli effetti dell’esercizio fisico sull’attività della LPL, hanno scoperto che una semplice camminata su nastro meccanico (i soggetti di studio erano costituiti da topi) induceva un considerevole aumento dell’attività della LPL, corrispondente all’ 800% dai livelli inattivi, e ciò avveniva con rapidità. Ma un limite dei risultati di questo studio era dato dal fatto dei benefici dell’esercizio fisico erano transitori. Per ottenere i maggiori benefici  dovreste in realtà impegnarvi in qualche forma di attività aerobica quasi ogni giorno; gli enzimi e i geni implicati negli effetti di protezione della salute indotti dall’esercizio fisico sono estremamente collegati al livello di attività. Quando si cessa l’attività, i geni coinvolti si bloccano con la stessa velocità con cui si può spegne la luce con  un interruttore. Tutto ciò significa che non dovete ammazzarvi di aerobica alta intensità, ma dovete farne un po’ nei diversi giorni alla settimana, per ottenere i maggiori benefici per la salute.  

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Le funzioni del cibo

È importante essere consapevoli delle motivazioni che guidano il nostro consumo di cibo! Il cibo può avere diverse funzioni: Nutrimento: legata alla sopravvivenza, è una risposta alla sensazione di fame segnalata dall’organismo; Sociale: il tempo del pasto è occasione per ritrovarsi con il proprio gruppo di appartenenza (famiglia, colleghi, amici). Quando si cena in compagnia si condividono esperienze, argomenti, opinioni (episodi quotidiani, lavoro, pettegolezzi), ciò che viene consumato diventa secondario; Psicologica: il cibo è un regolatore emotivo. Quante volte è capitato di abbuffarsi in risposta ad uno stato emotivo come la tristezza, la rabbia, la noia o la felicità? Le emozioni incidono sulla nostra alimentazione, su cosa mangiamo, come lo mangiamo e quando lo mangiamo! Quando i sentimenti diventano troppo intensi e negativi, il cibo diventa un “anestetico emotivo”, un modo per regolare l’impatto di ciò che stiamo sentendo.

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Cos'è il risveglio muscolare e come farlo al...

La mattina è il risveglio di tutti, della natura, degli animali, degli essere umani, ma anche dei nostri muscoli. Si hai letto bene, anche i muscoli si devono risvegliare, perché durante la notte sono stati immobili e quindi hanno bisogno di ritornare ad essere attivi. Come fare? In questo articolo ti spiegherò come poter risvegliare i tuoi muscoli nel modo migliore,  per iniziare la tua giornata al meglio, positiva e con il buon umore. Il risveglio muscolare migliorerà il modo di iniziare la tua giornata Quando ero adolescente e andavo in vacanza con i miei genitori, in spiaggia c’era l’abitudine di fare tutti i tipi di corsi e spesso mi capitava di sentire corso di “risveglio muscolare”. All’epoca facevo sport, ma non ero tanto appassionata di fitness. Cosi pensavo che il corso di risveglio muscolare fosse una cosa per persone di una certa età. Quando, poi, ho iniziato ad appassionarmi al fitness e fatto diventare il mio lavoro, ho capito che il risveglio muscolare è molto importante e spesso viene sottovalutato. Anche tu eri come me? Pensavi che il risveglio muscolare era un corso per la terza età? Mi sono spesso domandata come potremmo vivere senza muscoli e la risposta è stata: “non si può”. I muscoli sono molto importanti per il nostro organismo, perché ci permettono di fare qualsiasi tipo di movimento e questo è essenziale per il mantenimento di molte funzioni vitali come ad esempio la circolazione sanguigna, la respirazione, la digestione, ma anche di altre funzioni come il mantenimento di una postura corretta, il movimento, etc… Non pensiamo solo ai muscoli come qualcosa che i bodybuilder possono sfoggiare o che non vogliamo si ingrossino troppo perché i muscoli visibili non ci piacciono. Cerchiamo di prenderci cura di loro per aiutare il corpo ad essere tonico ed in forma, ma anche per permettere ai muscoli di svolgere al meglio le loro funzioni. Prima di andare avanti nella lettura dell’articolo e scoprire qual’è il modo migliore per risvegliarli, condividi questo articolo per permettere alle persone che conosci di far sapere che il risveglio muscolare è molto importante e come farlo al meglio. Il risveglio muscolare va fatto ogni mattina, appena svegli, anche se ti senti poco attivo. Non trovare scuse, so che già ti alleni di mattina e se invece non lo fai, potresti cominciare ora. Se non sai come organizzarti per farlo leggi i miei consigli qui Gli esercizi di risveglio muscolare hanno molti benefici: buon umore, perché vengono rilasciate le endorfine; rilassamento dei muscoli, a causa di una scorretta posizione assunta durante il sonno; miglioramento della circolazione sanguigna. I muscoli riprendendo il normale flusso sanguigno reso più lento durante le ore notturne; meno stress, perché ti concentri sulla respirazione e sugli esercizi. Ora che conosci i benefici del risveglio muscolare, inizia subito a farlo insieme a me con questi esercizi, clikka qui. Questi accorgimenti ti faranno iniziare bene la giornata, con il sorriso, con la giusta carica e con il benessere fisico che dovrebbe sempre far parte delle nostre priorità. Dopo aver fatto risveglio muscolare allenati con il programma di allenamento FIT BODY ONE che ti permetterà di prenderti cura del tuo corpo e farti rimanere in forma.   

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Alimentazione: siamo quel che mangiamo!

Buongiorno a tutti! Intitolo questo articolo con la famosa frase stereotipata che sentiamo ripetere almeno una volta quando il discorso si indirizza sugli argomenti "alimentazione/dieta/consigli alimentari/ecc.." Questa frase diventata ormai di uso comune, è stata ed è tuttora utilizzata come una sorta di Mantra da generazioni di persone, ma cosa significa realmente? Qual era il suo significato originario e come andrebbe interpretata? Innanzitutto iniziamo dicendo che fu coniata dal filosofo tedesco Ludwig Feuerbach nel 1862, che la utilizzò come titolo del suo scritto "Il mistero del sacrificio o l'uomo è ciò che mangia" intendendo che, (cito) "... esiste un legame inscindibile tra la psiche e corpo dell' uomo e ciò che egli mangia, per pensare meglio dobbiamo alimentarci meglio...". Ho volutamente evidenziato la parola pensare proprio per eliminare i preconcetti e le credenze che si sono andate a creare utilizzando in  maniera fuorviante la famosa frase del titolo dell' articolo. Non significa, semplicisticamente ed egocentricamente che noi "siamo fatti  della stessa materia dei cibi che ingeriamo e di conseguenza diveniamo della stessa materia fisica" ma piuttosto che "la fusione del binomio uomo/qualità del cibo, aiuta a migliorare intellettualmente grazie al fatto che interagendo con alimenti di qualità andiamo a stimolare i nostri sensi, miglioriamo la nostra consapevolezza emozionale e nel contempo diamo al nostro corpo gli strumenti per un ottimale ottimali crescita fisica". Lui la coniò proprio per enfatizzare il fatto che l' individuo diviene un tutt'uno con il cibo che mangia, grazie alla complessità dei canali sensoriali ed emozionali che interagiscono durante l'unione con gli alimenti, sia nella fase preparatoria degli stessi che in quella dell'ingestione. Il cibo è una parte inscindibile della nostra esistenza e la sua preparazione richiede da parte nostra delle doti molto raffinate e grandi conoscenze delle interazioni fra i vari gusti, oltre a richiedere una elevata creatività e consapevolezza sensoriale ed emozionale. Il nostro modo di cucinare, la cura che mettiamo nella preparazione dei piatti, l'importanza che diamo alla qualità degli ingredienti, sono tutte espressioni del nostro stesso carattere, della nostra personalità: dimmi come mangi e ti dirò chi sei! Stuzzicare i propri sensi con del buon cibo procura una pari sollecitazione a livello emozionale con un conseguente aumento della propria intelligenza emozionale (intesa come un'aumentata consapevolezza e percezione delle proprie emozioni): meglio ti alimenti e più migliori come individuo. La stimolazione della totalità dei nostri sensi e delle nostre emozioni procura quel senso di totale appagatezza  che raramente possiamo raggiungere in altri momenti della nostra quotidianità ed è proprio questo il motivo per il quale un rapporto con il cibo non soddisfacente ci procura problematiche a livello comportamentale. La potente stimolazione endorfinica (... ebbene si, ancora queste endorfine: per approfondire l'argomento andate a leggere il mio articolo in merito, se non l'aveste ancora fatto...) ci richiama ad altri piaceri della vita ed una limitazione dei nostri rapporti con il cibo ci porterebbe a sensazioni di insoddisfazione e di frustrazione che ricercheremmo in altri ambiti, meno salubri e certamente più pericolosi. Da qualche tempo a questa parte la nostra attenzione nei confronti del cibo è cambiata, parlo della ricerca della maggior qualità ma anche dell'aumentata consapevolezza del suo impatto sulla nostra salute: tutto questo è una prova della corretta visione che Feuerbach aveva profetizzato delle generazioni future quando diceva "solo alle future generazioni sarà concesso di pensare, parlare e agire in modo puramente ed autenticamente umano...". Concludo dicendo che limitarsi in cucina significa limitare la propria crescita personale, il proprio sviluppo intellettuale e la propria creatività. Diventiamo curiosi, andiamo a ricercare cibi e sapori diversi, sperimentiamo nuove ricette e nuovi modi di cucinare condividendo tutto questo con le persone a noi più emozionalmente vicine. Non è necessario essere degli Chef stellati né tantomeno una delle nuove Superstar televisive degli onnipresenti programmi di cucina. Tutte queste nuove stimolazioni miglioreranno la nostra intelligenza, libereranno la nostra creatività e ci faranno passare meravigliosi e divertenti momenti aiutandoci a fare ulteriori passi verso il miglioramento individuale e la conoscenza di noi stessi.

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Cibi light: davvero salutari?

Durante l’ultimo decennio si è assistito ad un incremento esponenziale dell’offerta di prodotti alimentari classificati come “light” e “low calories” che hanno come obiettivo quello di apportare un quantitativo di grassi e di calorie inferiori nella dieta quotidiana. Tutto ciò è nato da un costante aumento della popolazione obesa/sovrappeso mondiale, tant’è che anche l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) l’anno scorso ha voluto rivedere e ridettare le linee guida sull’alimentazione ricalcolando i famosi GDA (Guideline Daily Amounts ovvero i valori giornalieri di riferimento). Per trasformare un alimento (ad esempio le sottilette) in un altro alimento light (ad esempio le sottilette light) occorre togliere il grasso. Ma cosa succede ad un alimento se lo si priva del grasso? Che perde di sapore, il gusto diventa simile ad un foglio di carta ed ecco che l’industria alimentare deve controbilanciare questo “effetto collaterale”: si aggiungono zucchero, additivi chimici e aromi affinché il consumatore finale non si accorga di nulla. Il trucco del marketing è quello di pubblicizzare questi prodotti come salutari e adatti alla perdita di peso, sfoggiando nelle pubblicità in tv e sulle confezioni a caratteri ben delineati la famosa scritta “light” oppure “10% di calorie in meno”, ecc… Eccoci quindi al cospetto di mozzarella, maionese, biscotti, torte, spalmabili, gomme da masticare, gelati, ecc... tutto light! Quindi se è light fa bene, fa dimagrire e posso mangiare quanto voglio. Ma è davvero così? Riprendiamo le nostre Sottilette (in questo caso le kraft), dunque la versione “base” ha per singola fetta 63kcal, 4,3gr di proteine, 0,9 gr di carboidrati (di cui zuccheri 0,9gr) e 4,5gr di grassi. La versione “light” ha per singola fetta 49kcal, 5,1gr di proteine, 2,4gr di carboidrati (di cui zuccheri 1,8gr) e 2,4gr di grassi. Visto che i media e la pubblicità in generale si basano esclusivamente sull’apporto calorico (quantità di calorie in un cibo) ecco che il consumatore, che ha scelto di fare una vita più sana o di perdere qualche chilo, sceglierà le 49kcal della sottiletta light rispetto alle 63kcal della sottiletta normale. In realtà, ciò che fa REALMENTE la differenza, è la qualità delle calorie assunte: dai valori nutrizionali dei due prodotti si evince chiaramente come il quasi dimezzamento dei grassi (da 4,5gr a 2,4gr ) sia stato bilanciato con una quasi tripla porzione di zucchero (da 0,9gr a 2,4gr). Lo zuccherò farà innalzare immediatamente i valori di insulina nel sangue creando inevitabilmente una conversione da zucchero in grasso ed immediato immagazzinamento (sui classici punti: pancia, fianchi, gambe, sedere, ecc). Senza tralasciare il non meno importante fattore dipendenza: ricordiamoci che lo zucchero è come la cocaina o l’eroina. I prodotti light sono prodotti dalle stesse industrie che producono i prodotti “base”, queste industrie non hanno come obiettivo la salute del consumatore ma solo quello di vendere… e molto! Da notare anche la fittizia dicitura light nei cereali: esaminati vitalis muesli croccante miele e mandorle dove per 100gr si hanno 479kcal, 21gr di grassi, 59gr di carboidrati e 10gr di proteine rispetto a vitalis light croccante classico dove per 100gr si hanno 437kcal, 16gr di grassi, 57gr di carboidrati, 11gr di proteine… praticamente due prodotti quasi identici, ma sulla confezione dei vitalis light appare una bella scrittona “ –37% di zuccheri rispetto alla media dei cereali croccanti più venduti”, sarebbe stato più corretto scrivere “solo 2gr in meno di zucchero rispetto alla nostra versione base”. Per perdere peso e condurre uno stile di vita sano ciò che dovete tenere sotto controllo non è il numero di calorie ingerite e il numero di calorie bruciate, ma la qualità delle calorie ingerite in un contesto bilanciato e con il giusto supporto dell’attività fisica. Soprattutto dovete ELIMINARE definitivamente i cibi industriali preconfezionati di tutte le versioni e modelli, a favore di cibi non lavorati e come si troverebbero normalmente in natura (difficile trovare un pacco di gocciole che cresca su di un albero…magari è più facile trovare delle mele, albicocche, ecc..) Altrimenti si potrebbe cadere in quel baratro di depressione e frustrazione in cui: “Ma non è possibile, ho mangiato poco, sto mangiando tutto light o con poche calorie, mi muovo e non riesco a perdere peso”. Ogni cibo che noi ingeriamo ha un effetto metabolico all’interno dell’organismo: è inutile conoscere il suo valore calorico se non si conosce l’effetto che avrà all’interno del corpo!       Francesco Moschillo

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Rieducare la postura (parte 2): il Metodo Souchard

Abbiamo parlato della Rieducazione Posturale secondo il Metodo Mèzières, oggi toccherà invece ad un altra importantissima tecnica: il Metodo Souchard o RPG (Rieducazione Posturale Globale). Tale metodo deriva direttamente dal Mèzières, essendo stato il suo fondatore allievo (prima) e collaboratore (poi) della posturologa francese. Si basa su una netta distinzione di comportamento e ruolo dei cosiddetti MUSCOLI DELLA STATICA e dei MUSCOLI DELLA DINAMICA.   Tale metodica prevede come principio cardine l’assioma secondo cui i muscoli statici debbano essere esercitati in modo eccentrico e quelli dinamici in modo concentrico. Questo avviene in quanto un accorciamento (e quindi una contrazione concentrica) dei muscoli della statica porterebbe gli stessi ad una retrazione e ad una eccessiva resistenza all'allungamento, mentre la muscolatura dinamica può essere accorciata (contratta) liberamente e anzi favorita in questo da un pre-allungamento. Il Metodo Souchard pone inoltre particolare attenzione al muscolo respiratorio per eccellenza, il diaframma, nonché al nervo fibroso che lo sostiene, tenendo perciò in forte considerazione anche la sua azione sinergica con i muscoli della catena posteriore e con il muscolo ileo-psoas (per intenderci, il principale muscolo flessore dell'anca).   Souchard ha individuato una serie di catene muscolari che possono poi riassumersi in due catene più ampie: ANTERIORE E POSTERIORE.   In cosa consiste una seduta di RPG? Prima di iniziare il trattamento e al fine di selezionare le corrette posture nelle quali consisterà poi lo stesso, si effettua sempre una accurata valutazione del paziente in modo differenziato sia sui muscoli dinamici che su quelli statici, dopo una anamnesi sul suo stato di salute generale e sullo stile di vita (posture sul posto di lavoro, traumi od incidenti pregressi, ecc..).   Tramite suddetta valutazione è possibile individuare prevalentemente due quadri morfologici. Il primo, detto anteriore, prevede caratteristiche quali anteposizione del capo (testa in avanti), ipercifosi, iperlordosi, antiversione del bacino, femore intraruotato e ginocchia valghe (cosiddette ginocchia ad x), calcagno e piede valgo. Il secondo, o posteriore prevede caratteristiche del tipo: nuca corta, dorso piatto, verticalizzazione lombare e susseguenti problemi diaframmatici, bacino retroverso, ginocchia vare, calcagno e piede varo.   Una volta individuati gli squilibri su cui lavorare,starà alla bravura del Terapista proporre adeguate esercitazioni e posture con l'obiettivo di eliminarli e riportare il paziente alla postura anatomicamente corretta.

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Carne di maiale, meglio evitarla?

La Bibbia in merito al suino: “Il maiale è una bestia immonda, non disdegna di nutrirsi di rifiuti e carogne e si suppone che il consumo della sua carne provochi malattie della pelle”. Anche nell'islamismo la carne suina risultando impura è vietata nell'alimentazione.   Attualmente le procedure di allevamento permettono di avere maiali sicuramente più sani rispetto ad una volta, tuttavia tale carne è predisposta a contaminazioni batteriche che attraverso la cottura si debelleranno. Il valore biologico delle proteine è elevato ma pure l'apporto di lipidi e colesterolo, anche se ciò varia in base alla parte di maiale che terminerà in tavola:   TESTA - Farine proteiche GOLA - Guanciale, Insaccati e Salumi pregiati SPALLA - Cotto, Salsiccia, Cotechino e Salame COSTATO ANTERIORE - Pancetta COSCIA - Prosciutto crudo ZAMPE - Contenitore dello zampone VISCERALE - Frattaglie PELLE - Cotenna diventa gelatina animale GRASSO - diventa lardo.   La parte più grassa - COPPA CAPOCOLLO La parte più magra - BRACIOLE   In ogni caso dovrete cuocerla parecchio sino all'interno dell'alimento, sia per necessità igienica sia per amplificarne il sapore, infatti le proprietà organolettiche rispondono bene quando la carne è ben cotta. I grassi della carne di maiale sono di tipo saturo, tali trigliceridi sono composti da colesterolo ed acidi grassi che aumentano i valori del LDL (colesterolo cattivo) nel sangue, dunque da evitare per chi soffre di ipercolesterolemia. Sono presenti vitamine del gruppo B (1,2,3) A, D oltre a ferro potassio e fosforo.   Come capire se la carne è sicura ? Dal 1 aprile 2015 è entrato in vigore il regolamento UE 1337/2013 che estende una etichetta di origine per la carne di maiale, riportando luogo dell'allevamento, lotto numero, e Paese di macellazione.   I miei consigli: evitare gli insaccati se soffrite di ipertensione; prediligere parti magre se avete colesterolo alto; meglio evitare la carne suina in regimi di definizione; evitare tale carne se si soffre di gotta.   Personalmente mangio carne ma la evito assolutamente se suina; vi spiego perché:   Uno studio condotto dal Prof. H. Reckeweg, medico tedesco e fondatore dell'omotossicologia, ha dimostrato che la presenza di "sutossine" nel maiale è estremamente elevata e che nutrirsene potrebbe comportare danni al nostro organismo. Prima di essere ucciso per la macellazione, il maiale infatti subisce una cura ormonale diverse settimane prima, al fine di eliminare il cattivo odore che altrimenti avrebbe la carne al punto di non renderla commestibile!   Generalmente i maiali vivono circa sei anni, oltre questa età le loro cellule degenerano sviluppando tumori. C'è da considerare poi che nei polmoni dei maiali vi si trovano i virus influenzali che stazionano d'estate per poi liberarsi ed espandersi d'inverno e che è statisticamente provato che chi mangia salsicce riscontra una maggiore esposizione al virus invernale in arrivo... Il professore poi ha collegato problematiche di calcoli biliari con l'assunzione di affettati oltre alle forme d'infiammazione come ascessi, acne, cistiti, ed altro come reazione dell'organismo che tenta di "bruciare" le proprietà introdotte per sbarazzarsene. L'assunzione elevata di carne suina porta potenzialmente a ipercolesterolemia, ipertensione, arteriosclerosi, appendicite, tromboflebiti, adiposità, acromegalia, ipertrofia organi, obesità, artrite, osteocondrosi, miogelosi, reumatismi, agenti oncogenici iniziatori di fasi neoplastiche, parassiti e virus. Inoltre secondo il Professor Reckeweg, chi si alimenta di carne suina ha difficoltà ad eliminarla dalle abitudini come e quanto chi deve smetter di fumare, avvallando la sua tesi del gusto da suino-dipendenza. Paesi del Medio ed Estremo Oriente hanno spesso evidenziato conferme sulla tossicità del maiale ma questo non è mai avvenuto in Occidente. Che i testi Sacri abbiano argomentazioni concrete per aver bandito il "porco" oppure solo astratte dettate dall'ignoranza dei Tempi? Francesco Zoccheddu

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Camminare nella natura per evitare la depressione

Camminare nella natura previene il rischio di depressione e riduce lo stress: una ricerca statunitense ci spiega il perché. Stare a contatto con la natura migliora il nostro benessere psico-fisico e adesso l'ennesima conferma arriva da una ricerca sviluppata dalla Stanford University e pubblicata su "Proceedings of the National Academy of Science". Per la ricerca è stato selezionato un campione di 38 persone suddivise in 2 gruppi da 19: al primo gruppo è stato chiesto di fare una passeggiata in mezzo alla natura per 90 minuti, al restante gruppo di camminare in una zona urbana trafficata.  Al termine della prova sono stati misurati il battito cardiaco, la frequenza respiratoria e il livello di attività della corteccia prefrontale subgenuale.  E' stata scelta specificatamente quest'area in quanto coinvolta principalmente nel fenomeno della ruminazione, il rimuginare in maniera ossessiva su pensieri negativi, fattore di rischio per lo sviluppo di depressione e altre malattie mentali. I risultati hanno dimostrato che tutti coloro che avevano trascorso del tempo passeggiando in mezzo al verde avevano riportato una riduzione dell'attività neuronale associata alla corteccia prefrontale subgenuale. Ciò significa che si è potuta osservare una diminuzione della ruminazione favorita dall'ambiente naturale in grado di suscitare emozioni positive distraendo dai pensieri ricorrenti negativi. Questa ricerca lancia un allarme importante sul rischio che un'urbanizzazione sempre crescente possa indurre un aumento delle malattie mentali. Nello stesso tempo offre dati utili per poter pensare ad un modo diverso di organizzare la vita in città, privilegiando parchi, giardini, piste ciclabili immerse nel verde.

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Rieducare la postura: il Metodo Mèzières

La Rieducazione Posturale secondo il Metodo Mézières viene spesso confusa con altre tecniche di ginnastica cosiddetta “correttiva” o dolce, mentre in realtà si tratta di un impegnativo lavoro posturale al quale il paziente partecipa in maniera assolutamente attiva.   Da tale metodo sono scaturite una serie infinita di varianti che si rifanno ai suoi principi sviluppandoli in modi diversi. Il  Mèzières originale, in particolare, è perfetto per normalizzare tutti i problemi osteo-muscolo-articolari ed ha come campo di applicazione quello della patologia funzionale della colonna vertebrale, e nello specifico: lombalgie, lombo sciatalgie, cervicalgie, cervicobrachialgie, etc... patologie articolari come periartrite scapolo-omerale, coxartrosi, gonartrosi, ecc... patologie muscolari quali sindrome degli scaleni, sindrome dello stretto toracico superiore, sindrome dell’angolare, ecc... dismorfismi come le classiche iperlordosi, ipercifosi, valgismo e varismo, piede piatto o cavo, ecc..   Viene inoltre utilizzato molto spesso con gli sportivi, professionisti e non, per prevenire contratture muscolari, stiramenti, strappi, tendiniti e qualunque altra problematica legata ad eventuali squilibri tra i vari distretti che compongono il nostro corpo.   Il presupposto fondamentale del Metodo Mèzières è quello di curare la persona cercando di ripristinare la simmetria delle varie parti del corpo con un lavoro di rieducazione posturale che preveda un’infinità di esercizi (applicabili differentemente a seconda dei casi) che favoriscono l’allungamento dei muscoli contratti o in generale privi di elasticità. I nostri muscoli, specialmente quelli che compongono le fasce posteriori del corpo, si comportano come un unico grande e potente muscolo in grado di deviare la corretta posizione delle vertebre e dei capi articolari su cui hanno inserzione.   Attraverso uno studio minuzioso dell’anatomia e della biomeccanica muscolare, Mèzières è arrivata a sostenere come ogni muscolo del corpo sia collegato all’altro, costituendo così diverse catene muscolari, le quali si trovano sempre in una condizione di ipertonicità e costante retrazione e se non dovutamente corrette attraverso un lavoro di allungamento possono causare una lunga serie di dimorfismi come scoliosi, iperlordosi, ipercifosi etc… Il trattamento, durante il quale il paziente riferisce spesso la sensazione di un dolore “benefico”, ha sempre inizio dopo un’attenta osservazione del paziente da parte del terapeuta, e consiste in una successione di posture che lo stesso paziente dovrà attivamente mantenere per lassi di tempo più o meno brevi, con l'obiettivo di allungare le catene muscolari facendo riferimento alla forma anatomicamente perfetta.

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Uomo, unità di psiche e soma

La medicina psicosomatica considera la salute come un “armonico funzionamento dell’uomo, inteso nella sua unità di psiche e soma, inserito nel proprio ambiente, nel rispetto delle caratteristiche funzionali del corpo, dei suoi ritmi, dell’intensità e della sua capacità di autoregolazione, detta omeostasi”. Esisterebbe, dunque, un’intima interconnessione fra vita psichica e biologica, tesa a riscoprire la dimensione più intima e spirituale dell’individuo, fatta di emozioni, passioni, stati d’animo, vissuti depositati in quello spazio buio e inconscio che pulsa dentro di noi. Diventa, quindi, fondamentale comprendere che, dietro la malattia, esiste un “soggetto sofferente”, che ne disegna i contorni, li definisce, fino a immedesimarsi in quel dolore che, probabilmente, viene da molto lontano e ha una storia da raccontare. Nel IV secolo a.C., Ippocrate, considerato il padre della medicina moderna, teorizzò l’esistenza di una fondamentale interrelazione tra corpo, mente e ambiente. Giunse a definire gli equilibri chimici e ormonali come “umori” in contrapposizione con le “passioni”, sostenendo che è necessario un  reciproco equilibrio, affinché gli uni non prevalgano sulle altre e viceversa, pena il verificarsi di alterazioni cagionevoli per il benessere del corpo. Nel corso dei secoli, la medicina scientifica si è sempre più specializzata, fino a vantare scoperte importantissime per la cura e la prevenzione, in grado di salvare la vita a generazioni di persone, ma, questa corsa verso sperimentazioni sempre più sofisticate si è svolta a discapito della dimensione emozionale dell’uomo. Le “passioni” sono forze che vibrano dentro di noi, energia pura che alimenta i nostri stati d’animo, guida il nostro comportamento e il nostro modo di essere nel mondo. Le circostanze quotidiane, intrise di monotonia e, spesso, eccessiva superficialità, a lungo andare paralizzano la nostra spontaneità che teme di essere giudicata e, quindi, rifiutata, condannandosi alla solitudine. Per questo motivo, tendiamo a omologarci agli altri per non sentirci diversi e, quindi, più facilmente accettati. Così facendo, ci dimentichiamo di noi stessi. L’anima si appesantisce, il respiro si accorcia e l’ossigeno circola tra gli organi vitali in maniera insufficiente. Qualcosa, dentro, inizia a cambiare e il nostro corpo sembra procedere in completa autonomia. Lo scollamento tra mente e fisico è riconducibile allo sganciarsi di un carro dal suo prode cavallo: senza guida, la traiettoria è perduta e quel carro è destinato a sbattere, prima o poi, e a spezzarsi. L’approccio psicosomatico suggerisce di dedicare più attenzione ai messaggi del corpo, che riflettono il nostro sentire più profondo. Ascoltiamo cosa ha da dirci. Esistono dolori contro cui nulla possiamo e, che, per la loro stessa natura, difficilmente riusciremmo a vivere come espressione di un Io lacerato, ma un ritrovato rapporto con la propria interiorità, può rivelarsi un eccellente risorsa per non perdere mai il coraggio di guardare avanti e portare la vita in trionfo, contro l’irreversibile finitezza che ci appartiene dalla notte dei tempi.   Maria Cristina Caccia

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Dieta dimagrante veloce: vegetariano o vegano. Com...

Diminuire i carboidrati aiuta a perdere peso ma se sei vegetariano o vegano e stai seguendo una dieta dimagrante veloce, o un programma per smaltire i chili in eccesso, potrebbe non essere così semplice. Se vuoi seguire una dieta dimagrante veloce a basso contenuto di carboidrati e non sei vegano o vegetariano, ti basta sostituite i carboidrati semplici (gli zuccheri) con alimenti come i legumi, le verdure e alcuni tipi di frutta.   Con questo articolo ti fornisco alcuni suggerimenti utili per seguire una dieta dimagrante veloce sia che tu voglia semplicemente perdere i chili in eccesso sia che tu prediliga la cucina vegana o vegetariana.   Molti studi hanno dimostrato che ridurre l'apporto di carboidrati porta molti effetti benefici tra cui la perdita di peso, la riduzione del gonfiore addominale, l'incremento del colesterolo HDL (quello buono) e la riduzione dei trigliceridi. Inoltre controllare l'apporto di carboidrati ti aiuterà a mantenere costante il livello di zuccheri nel sangue evitando così gli attacchi di fame improvvisa.   Seguire una dieta dimagrante veloce a basso contenuto di carboidrati riduce in modo significativo la sensazione di appetito e di conseguenza induce a mangiare meno e introdurre quindi un minor quantitativo di calorie.   Seguire una dieta veloce a basso contenuto di grassi può essere meno efficace, ai fini della perdita di peso, rispetto ad una dieta dimagrante veloce a basso contenuto di carboidrati. Molti cibi infatti, come l'avocado e la frutta secca per chi è vegetariano o vegano, ma anche il salmone per chi non lo è, sono cibi grassi ma benefici che andrebbero sempre inclusi in un programma alimentare sano.   Vediamo nello specifico come seguire una dieta veloce nel caso in cui si prediliga la cucina vegetariana o vegana Intanto è necessario specificare che la differenza sostanziale tra vegano e vegetariano è che la cucina vegetariana include prodotti di origine animale come i latticini e i suoi derivati, e le uova. La cucina vegana invece prevede il consumo di alimenti esclusivamente di origine vegetale.   Vegetariano Se prediligi la cucina vegetariana ti suggerisco di includere le uova, lo yogurt e alcuni tipi di formaggi nella tua dieta dimagrante veloce in quanto sono ricchi di proteine ed hanno un basso contenuto di carboidrati. In generale dovresti prediligere i formaggi freschi e leggeri oppure i formaggi di capra. Scegli uova preferibilmente biologiche da allevamento da terra; piuttosto che la margarina prediligi il burro di buona qualità. Il burro va consumato esclusivamente crudo e in piccole quantità. Inserisci il kefir e lo yogurt magro naturale nella tua alimentazione.   Vegano Se prediligi la cucina vegana ti suggerisco di consumare prodotti come il tofu, a base di soia, che rappresentano un'ottima alternativa ai prodotti di origine animale. In commercio esistono moltissime varietà di latte vegetale tra le quali poter scegliere: dal latte di riso al latte di avena, così come il latte di mandorla o di cocco.     Vegetariano e Vegano: cosa includere nella dieta dimagrante veloce a basso contenuto di carboidrati: Verdure: i cavolini di Bruxelles, i broccoli, i cavolfiori e le melanzane, ma anche le cipolle ad esempio, sono verdure che contengono pochi carboidrati e vanno consumate in abbondanza. Frutta: soprattutto i mirtilli e i frutti rossi. Avocado: per creare ottime mousse o da mangiare con le verdure. Olio extra vergine d'oliva: per condire i tuoi piatti. Frutta secca: includi sempre nella tua dieta dimagrante veloce diverse varietà di noci, mandorle, anacardi e pistacchi. Ottimi come snack. Semi oleosi: semi di chia, semi di canapa. Sono molto buoni nell'insalata o con lo yogurt (yogurt di soia per chi è vegano). Legumi: chi è vegano e vegetariano dovrebbe sempre includere i legumi nell'alimentazione in quanto costituiscono la miglior fonte vegetale di proteine. Cioccolato fondente: fino a tre volte alla settimana puoi consumare un pezzetto di cioccolato fondente come snack. Chi è vegano deve accertarsi che non ci sia il latte.   Questi sono gli alimenti principali che non dovrebbero mai mancare in un programma alimentare sano in particolare, questo elenco, è molto utile per chi ha scelto un'alimentazione vegana o vegetariana e vuole seguire una dieta dimagrante veloce.   Puoi variare gli ingredienti per creare ottime ricette sane, leggere e gustose.   A colazione puoi mangiare uno yogurt magro naturale o uno yogurt di soia con dei frutti rossi e un cucchiaino di miele.   A pranzo un'insalata di legumi misti con olio extra vergine d'oliva e peperoncino oppure un mix di verdure crude con salsa al sesamo (salsa Tahin).   A cena una quiche di asparagi, spinaci e feta oppure la versione vegana: quiche a base vegetale con asparagi, spinaci e tofu.   Puoi preparare le "lasagne" di melanzane grigliate con pomodoro e basilico fresco. Oppure un mix di verdure cotte al forno con funghi e avocado.   Se vuoi dimagrire in fretta abbina a questa alimentazione un programma di regolare attività fisica e bevi almeno un litro e mezzo di acqua naturale tutti i giorni. Clarissa Lupi

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Succhi di frutta: tutto quel che c'è da sape...

Molto spesso si utilizza il termine “succo di frutta” in maniera non appropriata per definire una bevanda più o meno a base di frutta. I consumatori, ignari delle differenze sostanziali presenti in un prodotto o un altro, credono di ingerire bevande “magre” e salutari, sovente come alternativa alla frutta fresca. L’idea di genuinità che dilaga fa sì che queste bibite vengano iperdiffuse soprattutto tra i bambini, con un consumo smisurato quotidiano ed un conseguente eccessivo introito calorico che gettano le basi per il sovrappeso e l’obesità. Partiamo sempre dal presupposto che la frutta utilizzata per la produzione di succhi o bevande non è di prima qualità, anzi, molto spesso proviene da scarti del prodotto fresco o da “avanzi” di altre produzioni industriali.   Facciamo chiarezza e dividiamo i “succhi” per categorie 1 – succo di frutta: è l’unica dicitura che garantisce il 100% di frutta presente nel prodotto, senza l’aggiunta di zuccheri o dolcificanti, la frutta viene spremuta e il succo imbottigliato.   2 – succo di frutta concentrato: tramite una lavorazione industriale al succo viene tolta una parte di acqua in modo tale da ottenere una bevanda dolce senza l’aggiunta di zuccheri, aumentando però il potere calorico (solitamente è il doppio del frutto corrispondente). Il succo concentrato può essere congelato, liofilizzato per essere spedito alle varie industrie alimentari. Un concentrato di “calorie vuote” dal punto di vista nutrizionale.   3 – succo di frutta da succo concentrato: si riaggiunge una parte di acqua che era stata tolta al succo (spesso aggiungendo anche aromi e stabilizzanti). In alcuni casi oltre all’acqua si aggiungono anche zuccheri. “Calorie vuote” diluite o potenziate.   4 – nettare succo e polpa di frutta: è una purea contenente tra il 30% e il 50% di frutta a cui si aggiungono zucchero e/o miele e/o dolcificanti e acqua. “Calorie vuote” con l’aggiunta di altre calorie provenienti da zuccheri aggiunti (la clientela preferita dalle industrie per questi prodotti sono i bambini) che spesso raggiungono e superano l’apporto calorico delle più diffuse bibite gassate o tè.   5 – bevanda a base di frutta: la frutta qui raggiunge al massimo il 12%, la restante componente se la dividono zuccheri, aromi, additivi e acqua.   Appare dunque chiaro come i succhi di frutta NON sostituiscano il consumo di frutta fresca, sia per proprietà organolettiche sia per quantitativo calorico. Nei succhi ai quali vengono aggiunti zuccheri molto spesso si usa lo sciroppo di fruttosio/glucosio (uno zucchero che costa ancora meno del comune zucchero bianco) il quale inibisce l’azione della leptina (che indica al cervello quando nell’organismo si è accumulato troppo grasso) e non fa percepire il senso di sazietà, mettendo a dura prova il pancreas e creando i presupposti per l’obesità e il diabete di tipo II.   Se avete voglia di succo di frutta comprate la frutta fresca e spremetela a casa e abituate i bambini al consumo di frutta fresca e non di questi succhi-bomba!   Francesco Moschillo

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Integratore alcalino: perché può essere utile

Tutti i processi metabolici che ci mantengono in vita, trasformano gli alimenti e l'ossigeno in energia, producono scorie metaboliche acide. Con l'allenamento il corpo produce acido lattico in maggiori quantità e ciò comporta una maggiore produzione di scorie metaboliche acide (pH acido); queste vengono tendenzialmente eliminate attraverso sistemi "tampone": reni, fegato, pelle e bicarbonati presenti nel sangue. Normalmente l'organismo è in grado di eliminare questi acidi grazie ad una serie di processi fisiologici in grado di mantenere un corretto equilibrio. Se viene costantemente prodotto un eccesso di sostanze acide, l'organismo non riesce più ad eliminarle e queste si accumulano nel tessuto connettivo o nella matrice extracellulare. Questa condizione indica uno stato di acidosi metabolica latente, acidosi tissutale, o iperacidità le cui cause principali sono: insufficiente apporto di nutrimenti alcalinizzanti (frutta, verdura); eccesso di alimenti acidificanti (carne, formaggi, salumi); insufficiente apporto di liquidi; farmaci, integratori proteici, ecc. stress; nicotina, alcool; intensa attività fisica. Tale problematica può essere risolta con l'apporto di sali minerali alcalinizzanti in grado di tamponare le scorie acide che produce il nostro organismo produce. Mimmo D'Elia

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Dal divano alla palestra: chi ben comincia è a me...

Ci sono diverse cause che spingono una persona sedentaria e pigra a iscriversi in palestra: il voler perdere qualche kg, il desiderio di aumentare la massa magra oppure semplicemente praticare un’attività che lo faccia liberare dallo stress e dalla routine quotidiana. Qualunque obiettivo esso voglia raggiungere, all’inizio non conta. Il primo passo da fare (a parer mio quello più difficile) è quello di alzar le chiappe dal divano e mettersi in gioco, cambiando abitudini giornaliere e alimentari (magari affidandosi ad un nutrizionista fidato) e iscrivendosi in palestra, ma non in una qualunque. Una palestra seria, con istruttori e personal trainer professionali che lo seguano nel suo percorso,s oprattutto all’inizio ,cercando di farlo sentire a suo agio e cercando di farlo avvicinare allo sport nel modo più leggero e divertente possibile. Il primo mese deve essere di “conoscenza”, due-tre allenamenti di un’ora massimo a settimana sono più che sufficienti per cominciare. Dopo avergli fatto fare un’anamnesi,e dopo avergli fatto compilare la sua scheda personale (che io chiamo intervista), il cliente sarà pronto per cominciare in palestra. Dopo il lavoro delle prime due settimane (logicamente tenendo conto dei dati dell’intervista) bisogna conoscere i suoi massimali di carico (calcolati con diverse ripetizioni tramite l’apposita tabella) in modo da personalizzare al massimo l’allenamento a cominciare dalla seduta successiva. Trascorsi i primi due mesi e tirate le prime somme il cliente sarà pronto per affrontare delle nuove sessioni di allenamento, diverse a seconda degli obiettivi concordati insieme al personal trainer. Chi ben comincia è a metà dell’opera.   Andrea Buttè

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Zeolite: il disintossicante naturale

La zeolite è un minerale di origine vulcanica che ha genesi dall’incontro tra lave incandescenti e l’acqua del mare. Viene definita “la pietra che bolle” in quanto si rigonfia e produce vapore acqueo se scaldata. Il minerale naturale si presenta con una struttura microporosa, costituita da migliaia di piccoli canali in grado di legare rilevanti quantità di tossine e metalli pesanti dannosi alla nostra salute: la zeolite risulta quindi un prezioso disintossicante naturale. Una volta ingerita, la zeolite esercita la sua funzione alcalinizzante - disintossicante - depurativa all’interno dell’intestino “ripulendo” l’organismo dalle sostante tossiche prodotte dal metabolismo delle cellule o introdotte tramite l’alimentazione e la respirazione. Non essendo assorbita dal tratto gastro-intestinale, la zeolite verrà espulsa tramite le feci insieme a tutto ciò che avrà assorbito durante il suo tragitto Le zeolite inoltre rilascia nell’organismo minerali quali il calcio, magnesio, sodio e potassio che ricaricano i depositi di minerali: il risultato finale sarà quello di avere un corpo basificato, purificato e “alleggerito”.   Per chi è indicata? Stili di vita scorretti, stress, smog, alimentazione errata, sedentarietà, prolungata esposizione agli agenti inquinanti o al sole, fumo di sigaretta, farmaci producono uno stress ossidativo che genera uno svuotamento dei depositi di minerali e accumulo di sostanze tossiche. L’uso di zeolite naturale contrasta l’effetto dello stress ossidativo, ma anche chi osserva uno stile di vita sano e attivo può beneficiare degli effetti del minerale. Gli sportivi, ad esempio, troveranno giovamento in quanto la zeolite favorisce la riduzione dell’acido lattico e della fatica, aumentando le performance: ideale dunque per atleti di endurance come triatleti, maratoneti, nuotatori e sciatori di fondo, ciclisti.   Dove si trova? La zeolite clinoptilolite (naturale e non sintetica) è un integratore alimentare di libera vendita acquistabile in erboristeria o negozi del settore. Dato l’elevato tasso di inquinamento, di stress della vita quotidiana, di “inquinamento” alimentare e continua esposizione a smog/onde elettromagnetiche/solventi, la zeolite può essere tranquillamente consigliata a... chiunque. Gli effetti del minerale sono reali e non ci sono controindicazioni particolari. Il corpo per essere sano ed efficiente ha bisogno di un ambiente interno basico e non acido, la zeolite è una validissima alleata per una vita meno inquinata! Francesco Moschillo

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Salute: l'importanza di una buona idratazione

Molte volte chi pratica sport si sofferma troppo sull'alimentazione e sul tipo di allenamento da fare, tralasciando però una componente che a mio parere non è da tenere in secondo piano: l'acqua. L'acqua rappresenta il 40-65% del peso corporeo ed è il costituente principale del nostro organismo. Nell'acqua avvengono tutte le reazioni dei processi metabolici cellulari. Non solo è un elemento della costituzione del sangue e del tessuto connettivo, ma è anche coinvolta nei processi generali di omeostasi dell'organismo, dei liquidi circolanti e tissutali e della termoregolazione, è il mezzo attraverso cui vengono eliminati i cataboliti, per via urinaria, rettale, gastrointestinale e termoregolatoria. Dunque necessita di attenzione il mantenimento di una composizione costante dei liquidi organici, ovvero del bilancio idrico in omeostasi. La regolazione del bilancio idrico coinvolge in larga misura il rene, ma parte in realtà dall'ipotalamo, il quale contiene il "centro della sete". Un difetto di idratazione può essere evidenziato da diversi segnali di disagio: cattiva digestione, gonfiore bevendo, ritenzione idrica, problemi intestinali in risposta all'assunzione di acqua, stipsi, pelle arida, poco elastica, irritabilità, stanchezza mentale e/o fisica, eccessiva sete. Anche il rifiuto verso l'assunzione di bevande può essere un sintomo di cattiva idratazione. Imparando a bere l'organismo impara a sapere quando assumere acqua, senza dovere arrivare al segnale limite della sete, in quel caso è segno che siamo già sotto stress e il corpo lancia i suoi segnali di allarme. Una cattiva disidratazione ha effetti negativi anche sulla circolazione sanguigna, il sangue infatti diviene più vischioso, cioè non favorisce l'ottimale ossigenazione cellulare. Si può calcolare l'assunzione giornaliera di acqua attraverso questo calcolo: 15-25 gr * Kg di peso, questa è la quantità standard in condizioni fisiche ottimali senza particolari attiva fisiche. L'acqua dovrebbe essere pura (non infusi, thè o bibite) e assunta a piccole dosi distribuite durante il corso della giornata e lontano dai pasti. Bisogna porre attenzione anche al tipo si acqua che beviamo, facendo attenzioni ai parametri chimici che possono essere cosi elencati: Residuo fisso a 180° : 50 mg (tendenzialmente leggera); PH : 6.5-6.8 (tendenzialmente acida); Assenza di nitriti, fosfati, ammoniaca (tendenzialmente pura); Ipotonica, più generalmente oligominerale.

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