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Energia e recupero

Nutrizione: consigli per migliorare il benessere e...

Sono più d’una le cause per cui l’organismo è intossicato e acidificato: stress; aria e acqua inquinate; scarso movimento; assunzione di troppi cibi concentrati e acidificanti (un eccesso di cibi acidi sottrae minerali al nostro organismo) come carne, formaggio, alimenti raffinati, caffè...; scarsa assunzione di cibi acquosi e alcalinizzanti come la frutta, la verdura ed i legumi (mandorle, uva secca, fagioli secchi, datteri, carote, sedano, melone, albicocche, ananas fresco, cavolo, banana, pesca, mela, pera, zucca, miglio, tisane a base di erbe, yogurt, germogli); errate associazioni alimentari (proteine e carboidrati). Ogni cibo ha un proprio modo di essere digerito, perché staziona secondo tempi diversi nello stomaco e nell’intestino. Oggi sappiamo per certo, grazie soprattutto agli studi di H. M. Shelton e H. Hay, che è determinante combinare bene i cibi tra loro. Zuccheri e amidi o zuccheri e proteine Le proteine e gli amidi vengono digeriti nello stomaco, mentre gli zuccheri semplici vengono digeriti nell’intestino, quindi è bene limitare l’abitudine del dolce a fine pasto. Vino o birra e amidi Il vino e la birra sono sostanze che aumentano l’acidità e quindi rallentano la digestione degli amidi, che necessitano di un ambiente alcalino Grassi cotti con alimenti proteici I grassi sono gli alimenti più difficoltosi da digerire e quindi quelli che rallentano maggiormente la digestione degli altri nutrienti. Nei pasti a base di sole proteine e grassi cotti è bene aggiungere molta verdura cruda, per limitare i danni causati dalla putrefazione delle proteine. Per la soluzione di tantissime questioni relative all’apparato digerente (gonfiori addominali, stitichezza, bruciori di stomaco, emorroidi e difficoltà digestive) occorre tener conto della compatibilità fra gli alimenti e delle associazioni non adatte. Non tutti gli alimenti sono digeriti negli stessi tempi e con le medesime modalità La digestione è resa possibile dagli enzimi (presenti nella bocca, nello stomaco e nell’intestino), che sono specifici, cioè ognuno serve ad una particolare reazione chimica. Particolare importanza assume anche il grado di acidità dell’ambiente dove gli enzimi agiscono, infatti, alcuni lavorano meglio in ambiente alcalino (per esempio la Ptialina, enzima salivare), altri in un ambiente acido (per esempio la Pepsina, enzima preposto alla digestione delle proteine). Per quanto riguarda la frutta, è veramente sconsigliato ingerirla insieme con altri cibi, infatti, risulta digeribile molto rapidamente se mangiata da sola, viceversa, gli zuccheri che la compongono, costretti ad una permanenza più lunga nello stomaco dalla presenza contemporanea di altri alimenti, sono soggetti a fermentazioni che provocano gonfiore e rallentamenti digestivi. Ogni ristagno comporta degenerazione del cibo, affaticamento dell’organismo (la digestione è la funzione che consuma più energia), produzione di tossine e malesseri di varia entità (gonfiore, pesantezza, sonnolenza, scarsa lucidità, acidosi ecc...). Oligoelementi e minerali Anche piante e oligoelementi possono aiutare! Tra i minerali è utile il magnesio, che è un buon regolatore dell’ipotalamo, zona del cervello che coordina il senso della fame. Tra le vitamine quelle del gruppo B non devono mancare: sono presenti in molti cibi quindi basta che la dieta sia variata e ricca di frutta, verdura e cereali. Molte piante poi hanno un’attività modulatrice della sfera psicoemotiva, come la Griffonia simplicifolia, la Rodiola Rosea e il più noto Iperico. Passiflora, Valeriana, Biancospino e Melissa hanno un effetto antiansia e sedativo. Gli estratti di Griffonia simplicifolia, un'interessante pianta africana, e di valeriana in associazione a vitamina B6 e magnesio agiscono in sinergia per supportare in modo naturale la sintesi di serotonina (5HT). La serotonina è una sostanza importante per il normale funzionamento del cervello e gioca un ruolo chiave nel sonno, nel tono dell'umore, nel controllo della sensazione di dolore e di appetito e del comportamento alimentare, determinando una precoce comparsa del senso di sazietà, una minore assunzione di carboidrati a favore delle proteine e una riduzione, in genere, della quantità di cibo ingerita.

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Catabolismo muscolare, come riconoscerlo ed arrest...

Lo stato di catabolismo è l’incubo di ogni atleta, specialmente per praticanti del Body building e Fitness in sala pesi. Si tratta di una condizione metabolica che disgrega la muscolatura per ottenere aminoacidi dalle fibre e poi scinderli in glucosio con il fine di produrre energia. Tale stato metabolico equivale ad una sorta di esaurimento nervoso e dunque scatenato da situazioni di stress elevato derivante potenzialmente da sovra allenamento, sovra affaticamento, stato iper adrenalinico o iper cortisolemico causato quindi non solo da pesante stanchezza accumulata oppure da allenamenti troppo intensi e frequenti, ma anche dallo stress nella vita sociale e lavorativa. Cosa accade all’organismo dunque? Quali sono i sintomi che si avvertono? Bene, li vediamo e capiamo se oggettivamente siamo in una condizione di catabolismo muscolare: irrequietezza e stati d’ansia a tratti Emicrania ed aumento frequenza cardiaca a riposo Insonnia e dolori articolari Inappetenza e necessità di  zuccheri Disturbi nella digestione ed assimilazione Spossatezza e poca voglia Poca creatività e scarsa lucidità intellettuale Sensazione di vuoto muscolare Poca capacità di contrazione e concentrazione Insoddisfazione nell’allenamento Umore depresso Difese immunitarie diminuite Perdita di peso BMI (perdita muscolare) Accumulo nel deposito di massa grassa   Vediamo come intervenire per arrestare il catabolismo ed invertire lo stesso all’anabolismo! Personalmente provato e tuttora gestito nei clienti che si presentano con tale condizione. Scarico completo da qualsiasi allenamento; eliminare le cattivi abitudini alimentari; assumere un multivitaminico ed enzimi digestivi; dedicare più tempo al riposo; bere molta acqua alcalina; bere tisane e camomille; mangiare molta frutta e verdure; riprendere gli allenamenti solo quando si avverte il desiderio; svolgere due settimane di ricondizionamento muscolare; effettuare un piano di ripristino ipertrofico con alimentazione idonea. Risulta necessario dunque bloccare l’allenamento, riposare e dedicarsi anche ad una purificazione alimentare volta al rilassamento del sistema nervoso centrale con una quota elevata di vitamine ed antiossidanti per ripristinare le difese immunitarie. Gli enzimi permetteranno di assimilare bene i macro nutrienti rallentando sempre più la perdita muscolare, la fase di ricondizionamento introdurrà il metabolismo ad una inversione di marcia per prepararsi in modo graduale nelle fasi di supercompensazione quando il muscolo dovrà rigenerarsi dai nuovi allenamenti sostenuti. Francesco Zoccheddu

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Flessibilità: l'importanza dello stretching

Iniziamo col chiarire bene il concetto vero e proprio della parola Flessibilità. La flessibilità è la condizione di cui si gode quando muscoli e articolazioni sono mobili ed elastici. Le articolazioni si muovono grazie alla forza dei muscoli, ma con il passare del tempo questi perdono elasticità e i movimenti risultano più difficili. Lo stretching praticato regolarmente aiuta a ritardare e a rallentare questo processo. Per esempio, chi lavora da anni alla scrivania con una postura sbagliata probabilmente soffrirà di rigidità alla schiena e alle gambe. La famosa postura da "scrivania" provoca l'accorciamento dei flessori dell'anca (i muscoli anteriori che uniscono la coscia al bacino) e l'allungamento della muscolatura dorsale, inducendo la colonna vertebrale a curvarsi in avanti. Se si passano molte ore alla scrivania, inoltre, c'è il rischio che si accorcino i bicipiti femorali (i muscoli posteriori della coscia) con la conseguenza che, quando si sta in piedi, questi tendono a tirare il bacino verso il basso. Quindi, lo stretching praticato regolarmente  allunga i muscoli interessati e li rende più elastici e flessibili. Attenzione però a non esagerare perché durante un eccessivo allungamento del muscolo, l'articolazione arriva a piegarsi o allungarsi oltre la norma, con pericolo di lesioni perché non è più efficacemente protetta dalla muscolatura. Il metodo migliore per migliorare la flessibilità consiste nel praticare uno stretching dolce e regolare che aumenti gradualmente la mobilità delle articolazioni. Quindi l'ideale è praticare uno stretching dolce tutti i giorni, bastano 10 minuti di esercizio per mantenere una buona flessibilità e prevenire problemi futuri. Inoltre, va ricordato che se si pratica regolare attività fisica al termine di ogni seduta allenante va praticato dello Stretching generale, perché appunto lavorando i muscoli si contraggono e si accorciano ed il corpo perde flessibilità. Lo stretching praticato quando i muscoli sono ancora "caldi" e più reattivi riduce il fenomeno dell'accorciamento, può aiutare a disperdere l'acido lattico che si accumula sotto sforzo e riduce il rischio di contrarre lesioni. Lo stretching prima dell'attività fisica non è indispensabile; un buon riscaldamento lento e progressivo che anticipi gradualmente i movimenti previsti dalla seduta è sufficiente a preparare le articolazioni per lo sforzo. Ciao e buon allenamento a tutti, anzi buon... STRETCHING a tutti! Gianpaolo Refuto

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Dolori muscolari dopo l'attività? Ecco le ca...

Anche a voi capita di provare dolori muscolari dopo aver svolto attività fisica? Questo problema si presenta generalmente quando il corpo non è regolarmente allenato, quando cioè si pratica sport solo in maniera sporadica. Molti pensano che la causa dei dolori post-allenamento sia da ricondurre all’acido lattico. Quante volte vi è capitato di provare dolore muscolari dopo un’attività intensa in palestra o dopo una corsetta nel parco? E di sentirvi rispondere: “è colpa dell’acido lattico!” In realtà le cose non stanno cosi. L'acido lattico o lattato è un sottoprodotto del metabolismo anaerobico lattacido. Si tratta di un composto tossico per le cellule, il cui accumulo nel torrente ematico si correla alla comparsa della cosiddetta fatica muscolare. Il lattato viene prodotto già a partire da basse intensità di esercizio; i globuli rossi, per esempio, lo formano continuamente anche in condizioni di completo riposo. L'acido lattico inizia ad accumularsi nei muscoli e nel sangue quando la velocità di sintesi supera la velocità di smaltimento. Approssimativamente, tale condizione si innesca quando durante un esercizio fisico intenso la frequenza cardiaca supera l'80% (per i non allenati) ed il 90% (per i più allenati) della frequenza cardiaca massima. L'acido lattico viene smaltito nel giro di 2 o 3 ore, e la sua quantità si dimezza ogni 15-30 minuti a seconda dell'allenamento e della quantità di acido lattico prodotto L'acido lattico non è il responsabile del dolore muscolare avvertito il giorno seguente ad un allenamento molto intenso, alla base dei dolori infatti, vi sarebbero in realtà delle microlesioni delle fibrocellule muscolari e del tessuto connettivo dei tendini, lesioni naturalmente microscopiche che non devono in alcun modo allarmare, e che regrediranno naturalmente nell’arco di 72 ore. Trai i vari rimedi per alleviare i dolori vi consiglio: una corsa di defaticamento a fine sessione; del ghiaccio poggiato sulla parte per circa 5 minuti; usare oli essenziali e bere molta acqua. Ricordate inoltre di fare almeno 10 minuti di stretching prima e dopo la vostra attività,specialmente se siete dei soggetti poco allenati, e come sempre la prima regola è la sana alimentazione, ricca di frutta e verdura (che contengono vitamine e antiossidanti naturali) e di proteine.   Buon allenamento! Daniele Origlio

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Kiwano, il frutto alleato degli sportivi!

Il Kiwano (cucumis metuliferus), chiamato anche cetriolo spinoso africano o melone cornuto, è un frutto originario dell’Africa Orientale, diffusosi anche in Nuova Zelanda, Francia, Italia, Portogallo, Israele e California.   La pianta del Kiwano è simile alla zucchina e al melone (cucurbitacee), rampicante e a crescita molto veloce (i semi germinano in 7/10 giorni al massimo) con foglie dotate di piccole spine e lunghi tralci, il suo clima ideale è intorno ai 25°C come per i cetrioli e le angurie (ecco spiegato il perché della diffusione anche in Europa).   I Kiwano nascono come piccoli cetrioli verdi con morbide protuberanze che diventeranno poi le spine. Le dimensioni del Kiwano sono mediamente quelle di una pera (circa 10/15cm) e il frutto si presenta, quando non maturo, di colore verde con delle striature giallognole, con una “corazza” caratterizzata da protuberanze appuntite che lo rendono molto decorativo (si presta infatti come centrotavola o, una volta svuotato della sua polpa, come bicchiere o coppetta alternativi per servire dolci, liquori o aperitivi). A maturazione avvenuta (il Kiwano può essere raccolto anche “verde” e lasciato maturare in seguito come avviene per le banane) il frutto si presenta morbido al tatto e con una colorazione giallo-arancione: a questo punto si potranno apprezzare tutti i suoi sapori e godere delle sue virtù nutrizionali.   Il Kiwano, tagliato a metà trasversalmente, si presenta con una polpa gelatinosa di colore verde dove al suo interno sono contenuti i semi (commestibili), ricordando un po’ la struttura della melagrana. Il sapore è simile a quello del cetriolo e lime, con un retrogusto di banana che diventa più intenso se mangiato ancora non completamente maturo.   Proprietà nutritive Povero di calorie, 44 kcal / 100 gr (mela 52 kcal / banana 89 kcal per 100gr), il Kiwano è ricco di Vitamina C, potassio (123mg/100gr) e magnesio (40mg/100gr) è può dunque ritenersi un valido sostituto della banana (potassio 358mg/100gr e magnesio 27mg/100gr) nel reintegro dei sali persi durante l’attività fisica ma con meno della metà delle calorie per porzione. Per il suo gusto fresco e per le proprietà sopra descritte, il kiwano si presta come un ottimo alleato nell’attività fisica di endurance (bici, corsa, nuoto, ecc..), la polpa può essere centrifugata ed utilizzata come integratore energetico-salino completamente naturale. Aggiungendo un paio di ml di acqua di cocco naturale al centrifugato si ottiene un super integratore energetico-salino adatto prima, durante e dopo un’attività fisica intensa (chi si allena con i sovraccarichi apprezzerà) che garantisce un naturale riequilibrio fisiologico dei sali minerali persi e un recupero più veloce.     Francesco Moschillo

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Caffè, domande e risposte... espresse!

Lo conosciamo tutti, in tutte le sue varianti: espresso, americano, macchiato, in cialde, etc... Il caffè è una delle bevande più consumate al Mondo: con circa 6 milioni di tonnellate l'anno di produzione, è la merce più trattata nei mercati mondiali dopo il petrolio quindi per ragioni commerciali sicuramente una delle più sottoposte all'altalena dei giudizi. Fa male? Fa bene? Quanta caffeina mi serve? Insomma, in questo articolo utilizzerò il modello "domanda-risposta" perchè ritengo sia quello più valido per dare informazioni in breve tempo...   Il caffè ci sveglia realmente? A questa domanda alcuni di voi hanno già risposto mentalmente: "Senza il mio caffè della mattina, non riuscirei mai ad ingranare!". Dagli studi più recenti (2013 Università di Bristol, Peter Rogers e colleghi) dopo aver somministrato placebo e caffeina a 369 persone, si è riscontrato che "chi assumeva caffeina regolarmente, otteneva risultati peggiori del gruppo sottoposto a placebo nelle prove di memoria e rapidità di riflessi".  Una compressa di caffeina migliorava il loro rendimento ma non più di tanto rispetto a coloro i quali non assumevamo MAI oppure RARAMENTE caffeina. A quanto pare, "l'effetto stimolante nei consumatori abituali, deriva dalla capacità della caffeina di alleviare i sintomi di astinenza che altrimenti insorgerebbero".   Il caffè dà quindi dipendenza? La caffeina contenuta nel caffè (vedi immagine) può indurre dipendenza fisica e psichica, ma in misura molto ridotta. Al contrario di nicotina e cocaina, infatti non stimola il nucleo accumbens (area del cervello deputata alle ricompense e che interviene nelle dipendenze). Se dei consumatori abituali cessassero improvvisamente di assumere caffè avrebbero sintomi di astinenza (mal di testa in primis...) e come sottolinea il Dottor Rogers sopracitato "Quando i partecipanti ai nostri studi rinunciano alla caffeina per qualche giorno, rimangono sorpresi di quanto e quanto velocemente si sentano stanchi...". Un consumo di caffè irregolare può dare sintomi di astinenza.   Il caffè disturba il sonno? Altri volontari hanno assunto differenti compresse di caffeina per quattro giorni di seguito, sei ore prima, tre ore prima e subito prima di andare a dormire tenendo un diario sul quale scrivevano i loro commenti sulla qualità del sonno. E' emerso che se assunta tre ore prima di coricarsi oppure subito prima, riduceva notevolmente la qualità e quantità di sonno. Anche la caffeina assunta sei ore prima riduceva i tempi di sonno, ma "solo" di un'ora. Teniamo conto del fatto che la compressa conteneva 400 mg di caffeina quindi, ovviamente tenendo conto della tolleranza individuale alla sostanza emerge che "un consumo moderato nelle persone sane, NON influisce sul sonno anche se la bevanda viene assunta la sera".    Il caffè rende nervosi? Ecco un punto importante: in alcune persone la caffeina proprio per via del suo effetto eccitante può causare sintomi ansiosi tra cui tachicardia, sudorazione o problemi di addormentamento.  Fra coloro i quali consumano caffeina meno regolarmente, la condizione di ansia è più intensa. Le persone che soffrono di attacchi di ansia e panico hanno una reazione anche solo dopo l'assunzione di 150 mg di caffeina quindi come scrive il Dott. Rogers "quando un individuo ansioso assume tazze e tazze di caffè per rendere di più, altro non fa che provocare attacchi di panico più intensi".  Gli individui che soffrono delle suddette problematiche, devono evitare l'assunzione di caffeina.   Il caffè danneggia il cuore? La caffeina aumenta la pressione sanguigna e stimola l'attività cardiaca, per questo motivo è stata additata come responsabile di alcune problematiche cardiovascolari. Alcuni studi hanno confermato questa affermazione ma senza tenere conto che spesso, chi beve troppi caffè soffre anche di altre dipendenze tra i quali quello del fumo. Uno studio condotto in Germania, a  lungo termine, ha studiato per nove anni le abitudini di vita di 42600 persone di entrambi i sessi ed è emerso che "chi beveva più di quattro tazze di caffè al giorno NON presentava un rischio di infarto, ictus o cancro rispetto a coloro i quali ne assumevano meno".  Tuttavia il caffè non filtrato il cosiddetto turco, può aumentare il livello di colesterolo cattivo e predisporre a lungo termine a problematiche cardiache: le sostanze che lo aumentano (cafestolo e cafeolo) vengono infatti eliminate con la filtrazione.   Il caffè protegge dalle malattie? E quanto posso berne? Il caffè ha un effetto protettivo conclamato su alcune patologie come il Morbo di Parkinson e quello di Alzheimer ma questo non si sa se sia dovuto alla caffeina oppure ad altre sostanze contenute nello stesso (più di 1000 e tante delle quali impossibili da produrre artificialmente). Gli studi incrociati hanno messo in luce che "un consumo giornaliero di 300 mg di caffeina al giorno, può indurre gli effetti positivi della sostanza senza averne i danni collaterali legati all'abuso".    Insomma, beviamo caffè senza troppi sensi di colpa a seconda della nostra tolleranza individuale e godiamoci il piacere legato alle nostre tradizioni ma... ATTENZIONE ALLO ZUCCHERO! Samuele Viotti

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Di nuovo in forma... dopo uno stop forzato!

Dopo uno stop dovuto a infortunio-spalla (gioco a tennis), non riesco a ritrovare la solita efficienza fisica: vado sotto il bilanciere e non scatta il “clic”. Lascia perdere il bilanciere ancora una settimana e fai walking, alternando piccoli scatti e rallentamenti. Il pettorale non sparirà se gli concederai un’attesa supplementare.   Nel riprendere col cardio quanto devo andarci cauto se sono stato senza correre causa una distorsione? Riprendi con la camminata, aumenta via via le pendenze e dopo una settimana comincia con una corsetta. Corsetta un po’ “oziosa”, se può passare il termine.   Vero che ci sono distretti muscolari che quando ci si ferma per un po’, causa traumi, perdono per primi tono e densità? Vero ma soggettivo. Dorsali e gambe, per massa e posizione (sulla schiena agisce meno la forza di gravità rispetto all’area petto-spalle e sulle gambe ci cammini), resistono più a lungo nei periodi di stop: inoltre, i muscoli allenati con sferzate pesanti hanno più durata, mentre quelli pompati coi pesi leggeri spariscono come (ex) stelle alle prime luci del mattino   Di solito faccio esercizi pesanti per i tricipiti, tra cui la french-press con bilanciere sdraiato su panca. Riprendo con quello dopo uno stop prolungato? Nemmeno per sogno. L’articolazione del gomito è troppo sollecitata. Passa ai cavi per un po’ e il tono del tricipite lo recupererai senza stress articolari che rallenterebbero la ripresa, invece di velocizzarla.   Non sopporto l’appannamento del mio six-pack dopo essere stato a letto per dieci giorni super-influenzato. Come devo attaccare l’area? Non allenandola. Si allenerà con tutti gli altri esercizi, perché, come sai, l’addome è un distretto muscolare stabilizzatore. Mangia stra-pulito e il... disappannamento sarà sotto controllo. Quando avrai pulito lo strato, attaccalo definitivamente con un “abdome-training” potente.   Un mio amico è rientrato in palestra dopo una sublussazione e si è massacrato con gli stacchi da terra. Allora si può ricominciare fortissimo? Come al solito, dopo un ‘tot’ vi sono domande che si auto-rispondono.   È negativo riprendere subito con le trazioni alla sbarra dopo uno periodo di lontananza dal workout? Se non ti sei allenato con le trazioni a un platano, meglio tornare alla lat-machine tradizionale e... lat-machine avanti (non dietro), per evitare stress scapolo-omerali. Vacci piano.   I primi allenamenti da fare dopo una pausa forzata come devono essere combinati? Quale schema devo eseguire? Sempre meglio fare una-due settimane di circuit-training. Un paio di serie per gruppo muscolare e fai tutto il giro. A differenza del circuito standard, recupera quanto ti pare tra un esercizio e l’altro: le pulsazioni devono essere tenute basse, come basse le tensioni osteo-articolari.   Ho sentito che la migliore strategia per rientrare in pista è cominciare con la forza subito dopo un periodo d’inattività. È vero? Niente di peggio per stramazzare tu e le tue articolazioni, specie se sei reduce da un piccolo crack. Per la forza passare più avanti.   Ho intenzione di riprendere da un infortunio alternando squat e affondi con il solo bilanciere al multipower. Grande e grosso come sono non si metterà a ridere tutta la palestra? Tra sei mesi riderai tu, di nuovo sotto cento chili di squat, con ginocchia saldee di nuovo in condizione. Gli altri si accontenteranno di un “leg-press” da quaranta chili, causa scarsa cura post-riabilitativa. Roby Romano

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Allenamento e massaggio: binomio vincente!

Diversi studi hanno accertato che molte emozioni vengono per così dire "trattenute" nei muscoli provocando contrazione e tensione: il massaggio riesce a sciogliere e rilasciare i blocchi muscolari che rendono il corpo rigido e disarmonico e libera i muscoli dalla dolorosa sensazione di stanchezza. Il ricorso al massaggio risale alla notte dei tempi. Probabilmente, rappresenta la più antica forma di trattamento medico. Il massaggio svolge poi un'azione benefica sull'apparato scheletrico, migliorando la funzionalità della zona trattata. Più in generale, il massaggio è consigliabile in caso di cattiva circolazione, reumatismi, artrosi, emicrania, cellulite, stanchezza, depressione, ansia e stress; in questo il massaggio si rivela una vera e propria esperienza personale e sensoriale validissima ed è un'ottima strada verso uno stato di benessere sia fisico che interiore. Meglio ancora sarebbe se il massaggio diventasse una buona abitudine, un appuntamento a cui non mancare perché fa stare bene, può migliorare la vita, aiuta a recuperare l´energia interiore e a mantenerla integra, così da beneficiare della innata tendenza auto-curativa del nostro corpo. Occorrerebbe effettuare dei cicli da 9/10 massaggi (2 a settimana) nei periodi più difficili per il nostro organismo, come potrebbero essere i cambi di stagione (soprattutto prima dell´inverno o prima dell´estate), o a seconda della tipologia di vita quotidiana. Un ottimo connubio training-wellness è il massaggio dopo la palestra o l´allenamento: la sua peculiarità principe sta nell'aiutare i muscoli a mantenersi tonici. Un massaggio dopo un'ora e mezza di allenamento è quello che ci vuole. Distende i nervi, rilassa i muscoli; perfetto dopo lo stretching. Un'attività questa che si completa alla perfezione con il fitness e che di certa aumenta il tono muscolare, la flessibilità e anche la pelle si mantiene più idratata. Inoltre risulta essere un toccasana per la schiena, cosce e gambe.  Nella fase successiva all'allenamento l'organismo si trova in una condizione di stress determinata da più fattori concorrenti. Oltre a consumare glicogeno ed altre risorse energetiche, il tessuto muscolare accumula scorie durante tutto lo svolgimento dell´attività ed è soggetto all'attacco dei radicali liberi, generati come sotto prodotti del metabolismo energetico. Inoltre, a livello più macroscopico, le contrazioni ripetute possono generare contratture e rigidità al tessuto. Gli olii utilizzati per il massaggio sono quelli di eucaliptolo, di mandorla, di olio di oliva e karitè. Oltre ad emulsioni preparate con estratti vegetali ed alghe marine. L´ideale è farsi massaggiare dopo una doccia, e soprattutto dopo aver fatto almeno 20 minuti di stretching. Un bagno turco potrebbe essere fatto una volta a settimana per permette ai muscoli di recuperare e di rilassarsi. Non solo di espellere le tossine e di trovare una nuova energia. Il massaggio dopo la palestra è un toccasana che non si deve per nulla evitare e soprattutto aiuta i muscoli.  Il massaggio inizia con sfioramenti ripetuti. La prima fase di un massaggio può essere rappresentata dallo sfioramento, utile per scaldare la parte da massaggiare, riattivare la circolazione sanguigna, quella linfatica superficiale ed eventualmente stendere una crema defaticante idonea. Si prosegue con lente frizioni (in questa fase può essere utile comprimere leggermente il muscolo tra le mani), risalendo dalla periferia verso il centro del corpo. In questo modo si favorisce il drenaggio del muscolo e il riflusso della circolazione venosa verso il cuore. Una tecnica è particolarmente utile sugli arti che hanno lavorato a lungo e intensamente. L´impastamento è la fase successiva del massaggio e può essere eseguita con una leggera "spremitura" del muscolo, con movimenti alternati delle mani, al fine di favorire il deflusso sanguigno, liberando il tessuto dai cataboliti da esercizio. Per terminare si procede con lo scarico: è l'ultima fase di un buon massaggio post training. E' sempre volta al drenaggio del tessuto in modo da consentire l´afflusso di sangue "nuovo" e consentire un´ottimale ri-ossigenazione della muscolatura.  

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Lombaggine e sciatica, cosa fare

L’ischialgia deriva da un’irritazione della radice del nervo sciatico che esce dal canale vertebrale per innervarsi alle gambe; quando vi è una compressione causata da contratture muscolari dei lombari, accade tale infiammazione con dolore percepito nella bassa schiena sino al fianco o inguine estendendosi lungo l’arto inferiore. Spesso può esser causata da problematiche quali ernie, protusioni, spondilolisi oppure condizioni di ipotrofia di alcuni muscoli, paramorfismi o problemi posturali che incidono negativamente sui lombi o tal volta ma più raro per compensazione posturale involontaria da sindrome dell’anca, frequente nella donna. Personalmente ho riscontrato in alcune sedute di allungamento terapeutico anti sciatica, situazioni di persone con referti medici che non identificavano nessun tipo di degenerazione della colonna vertebrale o presenza di ernie e con un buon tono della muscolatura; ed in quel caso il problema che scatenava il dolore acuto al cliente era un Trigger Point localizzato in sede del distretto muscolare del Piriforme, un musoclo che si trova dietro al Gluteo ed incontra la radice sciatica; quando tale muscolo è troppo contratto o adirittura presenta punti Trigger per evitare di innescare la sciatica occorre praticare Stretching P.N.F. o nel caso dei Trigger della manipolazione da personale qualificato quali fisioterapisti o massaggiatori specializzati. La lombaggine sciatica infiamma il nervo dando irritazione localizzata in punti diversi della gamba relativamente al punto scatenante. Per evitare la lombaggine sciatica consiglio quanto segue: disporre di referto medico per verificare presenze di ernie; agire di conseguenza con potenziamento o allungamento muscolare; verificare la propria postura o appoggio plantare; verificare eventuali squilibri tra quadricipiti ed ischio crurali; se escluse ernie, praticare sedute p.n.f. con un professionista; potenziare la muscolatura della parete addominale e dei lombi; evitare sforzi massimali o ripetuti in presenza di ernie; evitare il riposo totale o la completa inattività anche con ernie; evitare attività come bicicletta o cyclette (specie la recline).

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L'ABC dell'allenamento: periodizzazione,...

Nell'articolo precedente, ho introdotto il concetto di allenamento "NO PAIN NO GAIN", e ho evidenziato due dei maggiori limiti di questa concezione di allenamento. In questo articolo  e in altri che seguiranno, cercherò di esaminare questi LIMITI.  Buona lettura :)   Periodizzazione dell'allenamento La periodizzazione dell'allenamento non è altro che il mettere in fila delle sessioni di allenamento, in modo tale che siano complementari le une alle altre. Lo scopo finale della periodizzazione, è il raggiungimento di un obiettivo prefissato, in un tempo prestabilito. Viene così a scemare il concetto di allenamento fine a se stesso, dove si deve dare il massimo sempre e comunque, ad ogni costo.   Periodizzazione: vediamola un pò più da vicino La periodizzazione prevede una ciclizzazione degli allenamenti. I "mattoni fondamentali" sono le sedute di allenamento, alle quali seguono poi i microcicli (solitamente formati dagli allenamenti che si compiono in una settimana), i  mesocicli (insieme di più microcicli, solitamente composti da tre microcicli di carico e uno di scarico attivo) e i macrocicli (insieme di due o più mesocicli ). La fine del MACROCICLO corrisponde con la gara, oppure l'obiettivo prefissato. Segue poi una settimana di scarico, attivo o passivo a seconda delle condizioni di affaticamento del soggetto.   Periodizzazione vs allenamento "NO PAIN NO GAIN". Le differenze tra le due concezioni di allenamento sono enormi! Con la periodizzazione cerco di forzare il corpo a raggiungere un risultato (fattibile e concreto), in un tempo prestabilito, non ci si focalizza più tanto sulla singola sessione, ma  bensì sull'intero MACROCICLO. Le sessioni di allenamento non sono più fine a se stesse, ma sono viste come un mattone fondamentale, che insieme ad alle sedute successive, e a quelle precedenti, vanno a formare un muro solido e ben strutturato. Nell'allenamento "NO PAIN NO GAIN" invece, c'è il più delle volte al centro la seduta di allenamento, la quale, molto spesso non  ha congruenza con le sedute precedenti e poi con quelle successive, tanto l'importante è dare il massimo ogni volta! Nei prossimi articoli approfondirò ulteriormente il discorso PERIODIZZAZIONE e cercherò di darvi alcuni consigli utili da mettere in pratica! OVER THE TOP Alberto Fanin

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Alimenti ed integratori per migliorare il proprio ...

Oggi come oggi, molte persone sono vittime di un sistema immunitario sgretolato, in parte causa di un'alimentazione scorretta, della mancanza di esercizio fisico e di fattori ambientali. E' difficile negare che una dieta nutriente faccia bene alla salute, se poi è associata ad una regolare attività sportiva, diventa doppiamente efficace durante la stagione delle sindromi influenzali e da raffreddamento. Per meglio gestire lo stress dell'esercizio fisico le persone attive possono trarre giovamento da alcuni integratori e sostanze nutritive. Oltre a seguire una dieta adeguata, per rimanere in buona salute bisogna anche imparare a gestire lo stress e dormire a sufficienza. Alimenti consigliati Yogurt - lo yogurt è ricchissimo di probiotici, batteri simili a quelli naturalmente presenti nell'intestino. Il 60% dei recettori del sistema immunitario si trova nel colon e un altro 15% nella parte inferiore dell'intestino tenue, vale a dire che il 75% del sistema immunitario è alla mercè di ciò che accade nell'intestino. Inoltre se l'intestino non funziona bene non si riescono ad assorbire le sostanze nutritive e le proteine necessarie per accrescere la massa muscolare. Nella maggior parte dei casi questi batteri benefici sono costituiti da lactobacillus o da bifidobacterium. Consiglio di acquistare yogurt greco o povero di zucchero, perchè un eccessivo apporto di zucchero può ridurre l'immunità. Pesce grasso - Gli acidi grassi omega-3 presenti nell'olio di semi di lino e in alcuni pesci grassi come sgombro, salmone e sardine, rafforzano il sistema immunitario potenziando l'attività dei fagociti, globuli bianchi che distruggono i batteri. Gli acidi grassi essenziali proteggono l'organismo anche dai danni provocati dalle infezioni e rendono le membrane più permeabili a nutrienti fondamentali, inoltre aiutano a dimagrire. Aglio - Per migliaia di anni l'aglio è stato considerato un alimento benefico e anche immunostimolante. In base ad una recente revisione scientifica, può anche prevenire il normale raffreddore e ha proprietà antibatteriche, antifungine, e antivirali. Stimola la normale attività delle cellule chiamate ''natural killer'', globuli bianchi specializzati che combattono virus e infezioni. L'aglio contribuisce inoltre ad aumentare i livelli di testosterone abbassando quelli di cortisolo (ormone dello stress) e favorisce la perdita di grasso. Miele - E' un prezioso alimento dotato di proprietà antimicrobiche e antiossidanti. La caratteristica più interessante del miele è la sua capacità di ridurre i sintomi e la durata delle infezioni del tratto respiratorio superiore e di stimolare le difese immunitarie. Tè - Studi recenti indicano che il tè nero e il tè verde, pur contenendo antiossidanti diversi (catechine ed epicatechine), sono entrambi in grado di rafforzare il sistema immunitario e di aiutare l'organismo a combattere le malattie. Pompelmo - L'estratto di semi di pompelmo,  che si ottiene dalla polpa, dai semi e dalle membrane bianche del frutto, è dotato di proprietà antibatteriche, antifungine e antivirali; inoltre è ricco di vitamina C. Il pompelmo è anche una sostanza fondamentale per la crescita e per la riparazione della pelle, una delle barriere principali contro le malattie. Carne rossa - Una bella bistecca magra è una potente fonte d'energia per il sistema immunitario, perchè gli anticorpi e gli enzimi hanno bisogno di proteien per svolgere le loro funzioni.  Pur avendo a disposizione molte fonti proteiche, bisogna tenere presente che la carne di manzo contiene più zinco e ferro rispetto al pollo e al pesce. Un altro vantaggio del consumo di carne di manzo è l'elevato contenuto di carnitina. Il sistema immunitario necessita di molta energia a livello cellulare e di carnitina, un composto simile agli aminoacidi che svolge un ruolo fondamentale nella produzione d'energia ed è quindi una sostanza importante per le difese immunitarie. Ne basta una piccola dose per neutralizzare l'effetto immunosoppressivo dei grassi: l'eccessivo consumo e accumulo di grassi altera il funzionamento dei globuli bianchi. Funghi - I funghi rinforzano i globuli bianchi e difendono l'organismo dalle infezioni. I funghi curativi come i reishi, maitake e shiitake sono apprezzati da secoli per le loro proprietà immunostimolanti. Sono ricchi di betaglucani, che stimolano l'azione delle cellule NK. I funghi, perfino i normali champignon, hanno anche proprietà antimicrobiche e antiossidanti. Frutta e semi oleosi - Uno dei più importanti micronutrienti presenti nell'organismo, il magnesio, contribuisce a sviluppare l'immunità innata e acquisita. In base alle ricerche, è importante anche per aumentare la forza e la massa muscolare. Mangiando molta frutta a guscio e semi si può raggiungere l'apporto giornaliero consigliato di 400mg al giorno; particolarmente consigliati sono i semi di lino, le mandorle e le noci. Integratori che potenziano il sistema immunitario Probiotici - Raramente si associa il sistema immunitario all'apparato gastrointestinale, che invece svolge un ruolo di primo piano per proteggere l'organismo dalle infezioni. Quando cominciate ad assumere un integratore di probiotici, prendete 10 miliardi di unità che formano colonie (cfu) per circa due settimane, poi passate a 1-2 miliardi di cfu al giorno come dose di mantenimento. Radice di Astragalo - Utilizzata da millenni per curare il comune raffreddore, la radice di astragalo può anche stimolare le cellule NK e altri fattori del sistema immunitario. Il dosaggio consigliato è di 500-1000 mg due volte al giorno durante i pasti. Glutammina - Questo aminoacido non essenziale influisce sulla produzione e sull'azione di linfociti, macrofagi e neutrofili, tutti indispensabili per il corretto funzionamento del sistema immunitario. Per ridurre le infezioni, accellerare la crescita muscolare e favorire la perdita di grasso si consigliano 5-10 grammi prima e dopo il workout. N-AcetilCisteina (NAC) - E' un precursore del glutatione, un potente disintossicante. Per prevenire o ridurre i sintomi dell'influenza e aumentare i livelli energetici durante il workout, si possono prendere 600 mg due volte al giorno, assumendone una dose insieme al pasto pre-allenamento. Carnitina - Questo aminoacido svolge un ruolo fondamentale nel trasporto di acidi grassi a catena lunga nei mitocondri, dove vengono bruciati per produrre energia. Livelli troppo bassi di carnitina possono far aumentare la percentuale di grasso corporeo e indebolire le difese immunitarie. Il dosaggio consigliato è di 1000-3000 mg sotto forma di L-carnitina, acetil-L-carnitina, L-carnitina L-tartrato a colazione, prima e dopo l'allenamento e insieme al pasto serale. Zinco - Stimola la produzione naturale di cellule NK e protegge l'integrità delle pareti intestinali, che sono una fonte primaria di immunoglobuline A capaci di neutralizzare gli agenti patogeni. Il modo migliore per assumere zinco è sotto forma di ZMA (che contiene 30 mg di zinco) a stomaco vuoto, 30-60 minuti prima di coricarsi. Magnesio - L'abbassamento dei livelli di questo micronutriente può avere effetti fisiologici rilevanti. Si rischia nervosismo ed irritabilità, tensioni muscolari, crampi, aritmie cardiache e indebolimento immunitario. Il modo migliore per assumere magnesio è sotto forma di ZMA (che contiene 450 mg di zinco) a stomaco vuoto, 30-60 minuti prima di coricarsi. Vitamina C - Questo antiossidante si diffonde in tutto il corpo ostacolando e bloccando l'ossidazione delle molecole. Per mantenersi in buona salute ed evitare di contrarre numerose malattie, consiglio di assumerne 1-4 grammi al giorno e di mangiare molta frutta e verdura.   Vorrei vedere dei buoni integratori per il potenziamento dell'immunità

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Esercizio per una schiena libera e... leggera!

Care lettrici e Cari lettori, in questo articolo vorrei che vi concentraste su un semplice, e allo stesso tempo, importante esercizio che potrà aiutarci a sentire la nostra parte bassa della schiena, più libera e “leggera” e, soprattutto, ci permetterà di migliorare due aspetti molto importanti: la flessibilità e la mobilità di una zona spesso delicata e dolente. L’esercizio proposto si chiama: Antiversione e Retroversione del bacino da posizione supina. Sono definiti movimenti della cerniera lombo-sacrale tali da annullare o aumentare la fisiologica lordosi lombare. Per poter facilmente illustrare e far capire al lettore l’esercizio proviamo ad immaginare di essere sdraiati a terra appoggiando la schiena al pavimento ovvero supini, e osservando il corpo di una persona lateralmente, la parte bassa della schiena non appoggia completamente al pavimento. Questa indicazione ci permette di capire e di apprendere, che in questa posizione in particolare modo nella parte bassa si nota la curva fisiologica del tratto lombare nella sua naturale curva- tura. Il movimento completo dell’esercizio proposto dovrà essere effettuato nella seguente sequenza e diviso un due parti: Prima parte: si chiederà̀ all’allievo durante la fase di inspirazione di controllare che la curvatura della parte bassa della schiena non aumenti in modo eccessivo e cioè che non si accentui esageratamente la curva fisiologica. Seconda parte: si chiederà all’allievo durante l’espirazione di schiacciare tutta il dorso per terra, di aumentare cioè la superficie di contatto della sua schiena con il pavimento. Questo esercizio possiamo effettuarlo durante la giornata ogniqualvolta abbiamo il piacere e la necessità di rilassare la parte bassa della schiena ed è vivamente consigliato dopo ogni seduta di allenamento per 3 serie per 10 ripetizioni. La retroversione del bacino è molto utile anche nella vita quotidiana; pensiamo a quando si solleva un peso o quando si deve stare per molto tempo in piedi o seduti: in queste occasioni è bene alternare un po’ la retroversione e la antiversione del bacino. La retroversione del bacino è consigliata in particolar modo a quelle persone che presentano una fisiologica lordosi particolarmente accentuata, o a persone che denunciano dolore nella zona lombare dopo che sono state per lungo tempo in piedi. Mi auguro che i consigli possano portarvi il miglior beneficio e che ogni articolo possa essere preso in considerazione come una “tessera” del nostro puzzle chiamato allenamento, ovvero passo dopo passo verso una strada corretta del nostro benessere quotidiano.   Grazie per la vostra attenzione. Sandro Castellana

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Guerra agli acidi mangia-muscoli!

Sebbene nessuno oserebbe negare seriamente il ruolo di una dieta ricca di proteine nella costruzione muscolare (anche se non occorrono supplementazioni proteiche eccessive se si rispetta un introito calorico adeguato al mantenimento del peso corporeo), c'è un inconveniente che, spesso, non è preso in considerazione: le persone non mangiano una quantità sufficiente di cibi alcalini che bilanciano gli acidi derivanti dall'assunzione di una dose elevata di proteine e anche dal resto di altri cibi acidi come pasta, pane, pizza, coca cola ecc.  Perchè la funzionalità corporea sia ottimale, è necessario un pH specifico (cioè il rapporto fra acidità e alcalinità nel sangue), quindi l'organismo contiene una serie di sostanze tampone, come bicarbonato e fosfato, che tengono sotto controllo gli aumenti di acidità. Tuttavia, se non sono bilanciate dai cibi alcalini (o basici), come frutta e verdura, le proteine possono sconvolgere questo sistema. Il corpo utilizza i minerali alcalini (in particolare, calcio e magnesio) per tamponare l'acidità in eccesso. La perdita di calcio in questo processo ha portato a ipotizzare che le diete ricche di proteine inducono un'escrezione eccessiva di questo minerale. Se non si fornisce il calcio con la dieta, si possono sviluppare sintomi della carenza del minerale, come i crampi muscolari. A lungo termine, l'assunzione di una dose insufficiente di calcio (o una sua perdita eccessiva) possono causare l'osteoporosi. Il potassio è un minerale alcalino e numerosi studi hanno mostrato che gli integratori della sostanza possono prevenire l'escrezione proteica e la perdita di calcio eccessive che possono essere causate da diete ricche di proteine e alimenti acidi. Le migliori fonti naturali di potassio sono frutta e verdure, e questo aiuta a capire perchè essi sono considerati cibi alcalini. In uno studio di 41 giorni su 19 uomini e donne sani di 54-82 anni, i soggetti hanno seguito sia una dieta povera, che una ricca di proteine, oltre ad assumere fino a 4.230 mg al giorno di un integratore di bicarbonato di potassio, oppure un placebo. Risultati: l'integratore di potassio ha ridotto l'escrezione di azoto provocata dalle diete ricche di proteine e di acidi, oltre a incrementare l'assorbimento del calcio quando i soggetti hanno seguito una dieta povera di proteine. Inoltre, il potassio  ha ridotto del 50% l'escrezione di azoto attraverso le urine, il che significa minor perdita muscolare. Tuttavia, la scoperta più interessante dello studio è stato il fatto che l'integratore ha anche aumentato il livello di fattore di crescita insulinosimile 1 (IGF-1). L'IGF-1 è un ormone altamente anabolico che è sintetizzato nel fegato e, localmente, nei muscoli. La maggior parte degli scienziati pensa che praticamente tutti gli effetti anabolici attribuiti all'ormone della crescita (GH) siano legati al fatto che esso partecipa alla sintesi di IGF-1 nel fegato. Quindi, la protezione di calcio e azoto attuata dal potassio che è stata osservata nello studio è dovuta a un aumento dell' IGF-1. La carenza sia di GH che di IGF-1 tipica della maggioranza degli anziani potrebbe spiegare la lora maggiore fragilità ossea.  Implicitamente, quindi, lo studio mostra che il mantenimento di un giusto equilibrio fra acidi e basici negli anziani (in questo caso aumentando la dose di potassio) può avere effetti anabolici, favorendo il rilascio di IGF-1. Le diete ricche di cibi acidi possono stimolare la perdita muscolare anche aumentando il rilascio di cortisolo, il principale ormone catabolico; quando questo avviene normalmente il livello degli ormoni anabolici si riduce e questo induce una perdina significativa di massa muscolare. Tuttavia, alcuni studi mostrano che aumentare la dose di cibi alcalini può ostacolare l'aumento del cortisolo. Dato che il cortisolo in eccesso è stato collegato anche a obesità, malattie cardiovascolari e depressione, assumere una giusta dose di cibi alcalini può proteggere anche contro questi disagi. Inoltre, l'attività fisica (e, soprattutto l'allenamento con i pesi ad alta intensità) induce un'acidosi temporanea,  che è esacerbata dall'apporto elevato di proteine. Un giusto equilibrio fra acidi e basici aiuta a migliorare l'azione tampone del sangue e il recupero dopo l'allenamento. Ma, allora, cosa bisogna fare se non si può o non si vuole mangiare più frutta e verdura? Una possibilità è assumere un integratore a base di bicarbonato di potassio e una dose adeguata degli minerali alcalini, come calcio e magnesio. Aumentando la riserva alcalina, potrete prevenire la perdita di minerali e muscoli e, in più, migliorerete la sensazione di benessere, soprattutto se seguite abitualmente diete ricche di proteine, che aumentano l'acidità. Vittorio Pedone

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La caffeina nello sport

La caffeina rappresenta una delle sostanze ergogene di maggiore consumo in tutto il mondo. I suoi effetti sulla prestazione sportiva già sono stati oggetto di numerosi lavori e rassegne. Mentre per alcune procedure di test e certi gruppi target si è riusciti a dimostrare effetti di miglioramento delle prestazioni, i risultati in altri settori sono inconsistenti. Per questa ragione, questa rassegna sistematica si propone di riassumere gli effetti diretti del consumo di caffeina sulla capacità di prestazione sia aerobica, sia anaerobica sulla base dei dati di ricerche di elevato valore metodologico. In base a tali dati si può affermare che attraverso un’assunzione di caffeina da 2,1 a 5,3 mg · kg-1 di massa corporea si può produrre un effetto d’incremento sulla prestazione in carichi aerobici di resistenza superiori ai 5 min. Per quanto riguarda la capacità di prestazione anaerobica, ad esempio, sprint brevi d’intensità elevata, invece, non si è trovato alcun effetto di incremento della prestazione.   Capacità di prestazione fisica Capacità di prestazione aerobica: Produrre un determinato lavoro o percorrere una distanza nel più breve tempo possibile. Produrre entro un determinato periodo di tempo il massimo lavoro o la maggiore potenza possibili. Mantenere quanto più a lungo possibile una determinata prestazione fino all’interruzione del carico provocata dall’affaticamento.   Capacità di prestazione anaerobica: Registrazione di un carico massimo attraverso la massima potenza media o la potenza massima. Percorrere una determinata distanza (m) nel più breve tempo possibile. Andrea Venturi

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Il circolo vizioso della fatica e il circolo virtu...

Molto spesso i miei conoscenti che svolgono attività lavorative manuali o pesanti obiettano dicendomi che non si possono iscrivere in palestra perché, pur potendo trovare il tempo per frequentarla, al termine della loro giornata lavorativa si sentono troppo stanchi per svolgere esercizi fisici. Sembrerebbe una cosa ovvia!! Se per tutto il giorno hai spostato pesi a lavoro, dove puoi trovare l’energie per sollevarne altri in palestra? Eppure non è cosi! Il circolo vizioso della fatica e il circolo virtuoso delle energie vitali Il dolore e la fatica non sono sensazioni universali e misurabili, ma dipendo da fattori fisici e psicologici individuali. Infatti ogni individuo ha una propria soglia della fatica e del dolore. La buona notizia è che la soglia della fatica (ma anche quella del dolore) può essere “allenata”, ovvero è possibile, attraverso un training specifico, innalzare la propria soglia della fatica e del dolore. Come? Il nostro corpo e la nostra mente rispondo ad una legge universale che potremmo descrivere così: “Più si fa e più si ha voglia di fare!”, viceversa “Meno si fa e meno si ha voglia di fare!” Questa legge potremmo chiamarla la legge del circolo virtuoso dell’energia vitale e il circolo vizioso della fatica. Mi è capitato e mi capita tutt’ora di seguire in palestra persone che svolgono professioni di fatica come, ad esempio, muratori, parrucchiere, magazzinieri, operai addetti al movimento di carichi, eccetera. Quasi tutti quando si iscrivono in palestra e cominciano a farsi seguire da me sono un po’ scettici sull’efficacia dell’esercizio fisico per loro. Un po’ perché le prime volte arrivano in palestra già stanchi e un po’ perché anche loro svolgono il medesimo percorso mentale che ci porterebbe a pensare che chi svolge un lavoro pesante, al termine della sua giornata lavorativa non debba fare altro che buttarsi sul divano di casa. Ebbene, nell’arco di pochissimi allenamenti, avviene un “quasi miracolo della natura”!! Queste persone sperimentano la piacevolissima sensazione di sentire le proprie energie fisiche moltiplicarsi, iniziano a patire meno la fatica della loro giornata lavorativa, smettono di alzarsi stanche la mattina e arrivano la sera in palestra ancora energici e pronti ad affrontare un’altra ora di esercizi fisici. La spiegazione di questo fenomeno è complessa ma può essere spiegata semplicemente così: “L’attività fisica migliora tutti i nostri sistemi: il sistema respiratorio, il sistema articolare, quello muscolare, quello nervoso, quello digestivo ed escretivo. Migliorando tutti i sistemi organici, la capacità di recuperare un qualsiasi sforzo fisico migliora enormemente e si accelera permettendo alla persona di recuperare in poche ore le stesse energie che prima si recuperavano un svariati giorni o che non si riusciva a recuperare mai andando inevitabilmente in riserva e poi iniziando a logorare il proprio organismo.” Adesso è più facile capire il concetto di circolo virtuoso dell’energie e di circolo vizioso della fatica. Perché il lavoro fisico è diverso dall’esercizio fisico. Potremmo schematizzare così il concetto: LAVORO FISICO = STRESS ESERCIZIO FISICO = ANTI STRESS Vediamo un altro meccanismo con cui l’esercizio fisico ci da dei benefici che il lavoro fisico non potrà mai darci. I lavori manuali vengono, quasi sempre, svolti in posizioni lavorative estremamente scorrette e pericolose per la nostra postura, per le nostre articolazioni e per i nostri muscoli. Tutto questo comporta, con l’andare del tempo, l’insorgenza di svariate problematiche fisiche a carico del nostro organismo: dolori in zona lombare se non addirittura ernie, protrusioni e schiacciamenti discali; dolori alle ginocchia e alle spalle e così via. Il protrarsi di questa situazione può portare nel tempo anche allo sviluppo di una inabilità specifica per la professione che si sta praticando e questo avviene perché il lento logorio articolare e muscolare a cui la nostra professione ci espone, in un arco di tempo lungo, danneggia irreversibilmente il nostro organismo fino a impedirci di continuare a svolgerla. Questo è un grosso problema, oltre che fisico, anche finanziario! In questi casi la pratica costante di attività fisica ha lo specifico obbiettivo di compensare con alcuni esercizi svolti correttamente i danni provocati dai molti movimenti errati svolti durante le ore di lavoro. Per capire meglio riporto alcuni esempi: tipicamente le parrucchiere hanno problemi alle spalle perché trascorrono moltissimo tempo con le braccia alzate in modo che i gomiti siamo più in alto delle spalle stesse. Questa tipica posizione di lavoro permette loro di usare bene il phon e la spazzola. Peccato che questa posizione logori moltissimo l’articolazione della spalla e alla lunga porti all’insorgenza da una sindrome da over-use definita sindrome da impingement. Tutte le parrucchiere che ho avuto modo di seguire e che seguo ancora adesso hanno ricevuto moltissimi benefici alle spalle svolgendo degli esercizi specifici di irrobustimento di tutti i muscoli della spalla e in particolar modo dei muscoli extra-rotatori. Il lavoro di fatica per eccellenza a cui tutti pensiamo è sicuramente quello del muratore. Infatti non se ne vedono molti in palestra, ma io ho la fortuna di seguire e di poter aiutare anche moltissimi muratori afflitti da un infinità di dolori articolari, specialmente in zona lombare ma anche alle ginocchia e alle spalle. La cosa che inizialmente mi ha stupito è stata che la maggior parte dei muratori che seguo sono persone ancora giovani e non gravate da moltissimi anni di professione! Riesco ad alleviare i loro dolori e a donare loro un aspetto estetico migliore adottando alcuni accorgimenti ed insistendo in particolar modo su alcuni esercizi. Potrei annoverare anche molti altri esempi, ma quello che più mi interessa adesso è aiutare il mio lettore a compiere un cambiamento di paradigma e se prima era portato a pensare: “chi svolge un lavoro fisico non può fare palestra!” adesso deve pensare: “proprio perché una persona svolge un lavoro fisico ha bisogno di fare palestra!” per stare meglio e per apparire al meglio!!

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La palestra fa bene all'amore! (motivo n°8)

Eccoci arrivati all’ottavo motivo per iscriversi in palestra subito: fare fitness fa migliorare la nostra prestazione sessuale! A chi non interessa questo motivo? Credo a nessuno, tant’è che forse avrei dovuto metterlo come primo motivo e non come ultimo! Chi l’avrebbe mai detto! Eppure è così e i motivi sono molteplici. Il primo motivo per il quale possiamo affermare senza ombra di dubbio che il fitness giova alla nostra pratica sessuale è che fare l’amore è a tutti gli effetti una prestazione fisica. Non solo, fare l’amore è la principale prestazione fisica dell’essere umano perché è quella attività che permette il mantenimento della specie. Da un punto di vista evoluzionistico e sociologico possiamo affermare che ogni nostra attività giornaliera è finalizzata al metterci nelle migliori condizioni possibili per accoppiarci e riprodurci, ovvero fare l’amore. E’ così da sempre ed è tutt’ora così! Il problema è che il moderno stile di vita sedentario, oltre alle altre problematiche che abbiamo sopra esposto, comporta anche la perdite di alcune... capacità di base necessarie per svolgere in modo completo e soddisfacente la nostra attività sessuale! Non per fare ridere nessuno ma fare l’amore richiede: forza muscolare; resistenza aerobica; coordinazione; agilità. Non sono forse queste le capacità che si allenano normalmente in palestra? Quando lo stile di vita dell’uomo era più attivo, queste qualità di base venivano automaticamente “allenate” durante le normali attività quotidiane. Oggi non è più cosi!! La sedentarietà, oltre a farci perdere altri vantaggi, ci ha fatto perdere anche la capacità di fare bene l’amore! Fortunatamente una buona routine di allenamento pone rimedio a tutto questo! Infatti ritornando ad allenare i muscoli, specialmente la muscolatura addominale e delle gambe, facendo allenamento aerobico e partecipando ai corsi di fitness che allenano la nostra coordinazione, la nostra agilità e la nostra capacità di seguire un ritmo, la nostra prestazione sessuale torna rapidamente a migliorare! Più fitness, più voglia! C’è un altro motivo che spiega come l’attività fisica giova ai nostri rapporti sessuali. Chi svolge regolarmente esercizio fisico, sia uomo che donna, ha una maggiore produzione dell’ormone testosterone. Il testosterone svolge molteplici funzioni nel nostro organismo, tra le quali c’è, per esempio, che è il principale stimolatore del nostro desiderio sessuale!! Dunque più esercizio fisico, più produzione endogena di testosterone, più desiderio sessuale!! Se ho più desiderio, facilmente farò più spesso l’amore e se faccio più spesso l’amore diventerò a breve più bravo a fare l’amore traendone, via via, sempre più piacere! Ed ecco un altro modo in cui l’attività fisica giova alla nostra vita sessuale, più autostima, più amore! Nel corso di questa guida ho già spiegato come la pratica regolare di fitness permetta di sviluppare una sensazione di autostima e di sicurezza maggiore. Una evidente sfaccettatura della sensazione di un’aumentata autostima è senz’altro quella di sentirsi più sexy ed attraenti! Da alcune interviste svolte su campioni di persone, uomini e donne, che svolgevano regolarmente fitness, questa caratteristica è apparsa molto evidente. Infatti la maggior parte degli intervistati ha dichiarato che grazie alla pratica regolare di attività fisica si sentono più sexy ed attraenti e questa sensazione li aiuta a vivere meglio, non solo le relazione umane in generale, ma anche la loro vita sessuale in particolare!! Il fitness ci fa stare meglio con noi stessi!! Stare meglio con noi stessi, ci mette automaticamente nelle condizioni di stare meglio anche con gli altri e, quando si tratta di fare l’amore, anche di fare meglio l’amore! E questo mi sembra un terzo ottimo motivo per affermare che il fitness fa bene all’amore! Più stiamo bene, meglio facciamo l’amore!! Quando ci sentiamo in ottima salute e pieni di energie, abbiamo più risorse per affrontare tutte le nostre attività quotidiane e per affrontarle meglio. Sentirci bene ci fa essere più ottimisti, più motivati e da questo atteggiamento deriva il successo che riscuotiamo nello svolgere le nostre attività. Anche l’amore trae i medesimi benefici. Viceversa quando non stiamo bene, svolgere le nostre attività quotidiane, anche le più piccole, diventa un peso enorme. Approcciare ai nostri impegni con questa sensazione di fatica e di dolore ci mette nelle condizioni di non dare il meglio di noi stessi e, dunque, di non avere pieno successo nello svolgere tali attività. E anche in questo caso la nostra vita sessuale non è immune da tali influssi negativi. Non solo, quando stiamo bene, tutto nel nostro organismo funziona meglio e quando questo avviene anche i nostri sensi sono più acuti. La vista, l’udito, il tatto ma anche il gusto e l’olfatto diventano più sensibili. Alla base di questo fenomeno c’è una spiegazione fisica molto semplice: l’attività fisica da grandissimi benefici, in particolar modo, al nostro sistema circolatorio e la nostro sistema nervoso. La migliore circolazione sanguigna e la miglior conduzione degli impulsi nervosi rendono i nostri sensi più acuti perché gli organi deputati alla percezioni di tali sensazioni funzionano meglio: sono irrorate da una maggiore quantità di sangue e ricevono ed inviano una maggiore quantità di impulsi nervosi. Quando i nostri sensi sono più sviluppati, tutte le esperienze che viviamo sono più intense e piacevoli!! Ecco il quarto motivo per cui la pratica regolare di fitness giova alla nostra attività sessuale!! Più siamo rilassati, più rendiamo a letto!! Il nostro moderno stile di vita ci stimola e ci abitua a reagire d’impulso e a comportarci energicamente di fronte alle vicende quotidiane. Questo atteggiamento è ottimo e chi più bravo diventa ad essere reattivo ed energico, più bravo diventa a gestire le molteplici situazioni complicate della vita moderna. Lo sappiamo bene: oggigiorno dobbiamo fare tanto, dobbiamo fare bene e dobbiamo farlo in fretta! Ma non per tutto è così e non per tutto vale questa regola! Nella pratica sessuale, per esempio, questa regola è sbagliatissima e causa di tante frustrazioni ed insuccessi!! Certo non è facile comportarsi in questa situazione di vita all’opposto di come ci si comporta in tutte le altre. Fortunatamente anche a questa problematica c’è una soluzione... in palestra! Infatti anche la pratica di fitness richiede la capacità, da parte di chi la pratica, di sviluppare quel senso di rilassatezza e pazienza sul quale si costruiscono i risultati sportivi e di allenamento. La regola del fare tanto, fare bene e farlo subito nel fitness non trova un riscontro e anzi è causa di insuccesso e frustrazione. Esattamente come nel fare l’amore! Per questo chi è abituato a fare fitness e a mettersi nelle condizioni psicologiche giuste per farlo è anche abile a farlo quando si tratta di andare a letto con il proprio partner. Da questo punto di vista fitness e sesso si assomigliano molto e chi è bravo nell’uno è bravo anche nell’altro!! Questo è il quinto e ultimo motivo per il quale fare fitness fa bene all’amore! Matteo Vignali

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Iscriviti in palestra per sconfiggere ansia e depr...

Fare palestra fa bene al fisico come abbiamo visto negli articoli dedicati al primo e al secondo buon motivo per iscriversi in palestra subito, giova al nostro lavoro e alla nostre relazioni personali come abbiamo scoperto negli articoli dedicati ai motivi tre e quattro per iscriversi subito in palestra e reca grandi vantaggi anche alla nostra psicologia come scopriremo in questo nuovo articolo con il quinto buon motivo per iscriversi subito in palestra.   Ansia e crisi di panico L’ansia è una complessa combinazione di emozioni negative quali paura, apprensione e preoccupazione. Stati d’ansia passeggeri e saltuari rappresentano la normalità poiché sono il retaggio della nostra evoluzione, infatti uno stato d’ansia passeggero mette il nostro corpo e la nostra mente in pre-allarme e in guardia da potenziali pericoli imminenti. Questo meccanismo è stato molto utile ai nostri antenati per salvarsi la vita nelle situazioni di maggiore pericolosità che un’esistenza vissuta all’aperto comportava. Ben diverso è quando accusiamo uno stato d’ansia generalizzato e cronico. Questo disturbo è caratterizzato da uno stato d’ansia durevole e non correlato a nessun motivo specifico. Chi soffre di questo disturbo si sente costantemente preoccupato e in apprensione senza sapere a causa di che cosa. Lo stato d’ansia generalizzato è un forte handicap psicologico poiché chi ne soffre si sente come frenato nello svolgere anche le più semplici attività quotidiane. Le crisi di panico possono essere una conseguenza di uno stato d’ansia generalizzato. Questo particolare stato emotivo è caratterizzato da improvvisi e brevi attacchi di terrore, tremore, scosse, vertigini, difficoltà respiratorie e l’imminente sensazione di morire. La principale causa di questi due disturbi è da ricercarsi nello stress lento e silente della vita di tutti i giorni o in un evento emotivo intenso e stressante vissuto nel nostro passato.   Depressione La depressione invece è una patologia dell’umore o disturbo dell’umore. Chi ne soffre accusa di uno stato cronico di malumore o tristezza. Questo disturbo compromette seriamente la vita di relazione delle persone che ne soffrono interferendo con la loro capacità di creare e mantenere relazioni personali stabili. La depressione sembra essere correlata ad una scarsa o totalmente assente autostima nelle persone che ne soffrono. Le reali cause dello stato depressivo sono molteplici e non ancora del tutto spiegate.   Il Fitness contro ansia e depressione Sono disponibili molti studi scientifici che dimostrano come la pratica costante, regolare e senza eccessi di fitness può prevenire e alleviare i sintomi dell’ansia, delle crisi di panico e della depressione. L’allenamento contribuisce a generare alcuni importanti benefici fisici: rilassare la tensione muscolari; migliorare la circolazione sanguigna; normalizzare l’attività neuronale; aumentare il rilascio di endorfine. Le endorfine sono sostanze chimiche di natura organica prodotte dal cervello capaci di regolare l’umore influendo positivamente sullo stato d’animo. Inoltre l’attività fisica produce altri e più importanti benefici psicologici utili alle persone che soffrono di ansia e depressione: migliora la sensazione di auto-efficacia e di fiducia in se stessi; offre delle distrazioni positive; aumenta la nostra autostima; aumenta la consapevolezza corporea; migliora il rapporto personale con le cose e le persone; migliora la nostra consapevolezza emotiva. L’ansia e la depressione sono due disturbi oggigiorno molto diffusi. Nei casi più gravi vengono curati con potenti psico-farmaci che però oltre a ridurne i sintomi comportano dei gravi effetti collaterali per la salute delle persone che li assumono. C’è un farmaco poi molto efficace che non ha alcun effetto collaterale, anzi oltre ai benefici desiderati porta con se altri benefici extra per la nostra salute: è la palestra! Non bisogna poi dimenticare che è si importante curare ma è ancor più importante prevenire. Non dobbiamo aspettare di ammalarci per iscriverci in palestra! Spesso l’indecisione o la pigrizia potrebbero portarci a procrastinare la nostra iscrizione in palestra. Sarà bene allora porci queste due domande per smuovere la nostra motivazione ad iniziare subito a praticare fitness: “Cosa posso guadagnare per me e la mia salute dalla pratica costante e regolare di fitness?” Viceversa “Cosa posso perdere in termini di salute e bellezza se non inizierò subito a praticare fitness?” Matteo Vignali

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Se vuoi di più dalle relazioni interpersonali... ...

Il motivo n°4 per iscriversi in palestra l’ho soprannominato “sano egoismo”! Questo motivo risponde alla scusa o all’obiezione “non ho tempo per frequentare la palestra”. Mi capita di sostenere spesso un tipo di dialogo come questo con conoscenti e amici. Chiedo io: “come va?” Risposta del mio interlocutore: “Mah… non sono molto in forma in questo periodo!” Allora dico io: “Perché non ti iscrivi in palestra da me, ti sentirai subito meglio e la tua forma fisica e la tua salute ne trarranno beneficio!” Obiezione del mio interlocutore: “Mi piacerebbe davvero molto ma NON HO TEMPO, sai il lavoro poi ho la casa e i figli...” Cosa si nasconde dietro un dialogo di questo genere? La paura di non avere tempo sufficiente per dedicarsi alle cose importante della vita è molto diffusa ed è molto comprensibile. Nessun buon padre o madre di famiglia vorrebbero percepire di essere manchevole nei confronti dei propri figli e della propria casa. Nello stesso modo nessun lavoratore o studente serio vorrebbero venire meno ai propri doveri. In realtà le corrette domande da porci sono queste: “La palestra è realmente una distrazione dai nostri doveri?” “Non è forse essere vero che fare palestra potrebbe mettermi nelle condizioni di rendere di più e meglio nei mie doveri lavorativi, famigliari e casalinghi?” “E’ meglio avere a disposizione molto tempo di qualità inferiore o un po’ meno tempo di qualità nettamente superiore?” In sostanza: “meglio qualità o quantità?” Nell’articolo dedicato al terzo buon motivo per iscriversi in palestra subito ho già illustrato tutti i benefici che persone impegnate in attività lavorativa o di studio possono cogliere praticando regolarmente esercizio fisico. In questo nuovo articolo voglio spiegare come anche chi ha una intensa vita sociale e relazionale avrebbe molti vantaggi dal frequentare una palestra. Le nostre relazioni sociali infatti ci richiedono un grande sforzo sotto il punto di vista emotivo, psicologico e anche fisico. Per godere appieno di queste nostre relazione dobbiamo avere la capacità di essere al top della nostra forma emotiva, psicologica e fisica mentre le viviamo. Quanto spesso capita che un nostro malessere fisico o un malumore o scarsa concentrazione ci portano a trattare male i nostri cari? Rispondiamo in modo sgarbato, secco, arrabbiato al nostro amico o parente che chiede la nostra attenzione quando, magari, abbiamo un “tremendo mal di testa”. Trattiamo con superficialità i nostri cari se ci chiedono aiuto ma in quel momento ci sentiamo noi stessi le persone più bisognose di aiuto ed attenzioni del modo. Quante energie possiamo donare ai nostri cari quando di energie non ne abbiamo neanche per noi stessi?? A volte percepiamo la necessità di “ricaricare le batterie”, “staccare la spina”,“evadere”. In quei particolare momenti potremmo divenire intrattabili e poco disponibili per le altre persone che ci circondano. Non vi è mai capitato di fare una sgridata, ai vostri figli o ad un amico o al vostro compagno/a, superflua, solo perché in quel momento eravate troppo nervosi e avevate bisogno di tirare fuori un po’ di rabbia? Ebbene sappiate che c’è un modo semplice per “ricaricare la batterie”, “staccare la spina”, “evadere”… Questo semplice motivo è dedicare a se stessi un po’ di tempo praticando una salubre attività fisica. Frequentare una palestra può presentare due diversi e benefici aspetti per le nostre relazioni. Il primo è che quando ci prendiamo del tempo per noi stessi e ci dedichiamo delle attenzioni e delle cure, riceviamo subito una scarica di buon umore, di positività, di motivazione. In altre parole ricarichiamo istantaneamente le batterie. In secondo luogo, come abbiamo già detto, praticare regolarmente fitness rende il nostro fisico più efficiente e quando il corpo è più efficiente tutto funziona meglio: ci ammaliamo meno spesso; sopportiamo meglio il dolore; gestiamo meglio la fatica; gestiamo meglio stati d’ansia e preoccupazione; siamo più equilibrati e pazienti; abbiamo un umore più stabile; siamo più positivi. Da qui la mia idea di definire la pratica di fitness come momento di sano egoismo. E’ vero che stiamo dedicando del tempo a noi stessi, sottraendolo a cose importanti della nostra quotidianità e in questo modo dimostrando di essere “egoisti”, ma è anche vero che questo breve momento, questa breve pausa dai nostri impegni, ci permetterà di tornare a dedicarci ai nostri cari con una ritrovata e rinvigorita energia vitale e da questo tutte le nostre relazioni personali ne trarranno un grandissimo beneficio! Matteo Vignali

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Allenarsi in palestra può allungare la vita! (mot...

Vediamo in questo breve articolo come può lo sport e soprattutto l’allenamento con i pesi allungare la vita! Dobbiamo iniziare chiedendoci quando inizia l’invecchiamento di un individuo. Tutti noi sappiamo bene che il ciclo della vita di un essere umano è scandito da 4 fasi ben precise che sono: nascita; crescita o accrescimento; invecchiamento; morte. Dunque l’invecchiamento è una fase naturale dell’esistenza a cui tutti andiamo incontro. Se chiedessi: “quando termina l’invecchiamento?”, penso che tutti saremmo pronti a rispondere che l’invecchiamento termina con la morte dell’individuo. E’ ovvio! Viceversa se chiedessi: ”quando inizia l’invecchiamento?”, credo che questa domande genererebbe ben altri imbarazzi e incertezze. Magari qualcuno risponderebbe a 40 anni, qualcun’altro a 50 anni o a 60 e così via. Secondo te quando realmente inizia il processo di invecchiamento? Prova a rispondermi prima di continuare a leggere! Se rivediamo l’elenco delle 4 fasi della vita possiamo notare che l’invecchiamento è la fase che è subito dopo l’accrescimento. Da qui la ovvia risposta alla domanda: Quando iniziamo ad invecchiare? L’essere umano raggiunge la piena maturazione fisica e mentale tra i 20 e i 25 anni e non appena tocca l’apice della sua crescita comincia subito dopo a declinare, a discendere la sua curva. In altre parole a invecchiare. IN REALTA’ INIZIAMO AD INVECCHIARE MOLTO PRIMA DI QUELLO CHE SIAMO PORTATI A PENSARE!! Potremmo definire l’invecchiamento come la somma di numerosi modificazioni che avvengono a carico del nostro corpo nella sua totalità rendendolo, via via che gli anni passano, sempre meno efficiente. Le principali modifiche avvengono a carico dei seguenti apparati: apparato muscolare; apparato cardio-circolatorio; apparato nervoso; composizione corporea.   Invecchiamento dell’apparato muscolare L’atrofia muscolare indotta dall’invecchiamento causa una riduzione del 40-50% della forza e delle capacità di contrazione dei muscoli, passando dai 25 agli 80 anni.   Invecchiamento dell’apparato cardio-circolatorio L’invecchiamento ha un effetto notevole sulla capacità di trasportare e utilizzare ossigeno da parte del sistema cardiovascolare. Alcuni studi affermano che il massimo consumo di ossigeno diminuisce di circa 0,4-0,5 ml kg-1 (circa l’1%) per ogni anno di età dopo i vent’anni.   Invecchiamento dell’apparato nervoso Gli effetti dell’invecchiamento portano a una perdita del 37% del numero di fibre nervose e riduzione del 10% della velocità di conduzione.   Modifiche della composizione corporea Dopo i 35 anni di età gli individui, indipendentemente dal sesso, tendono ad aumentare la massa grassa fino a che raggiungono i 60 anni; in seguito la massa corporea totale si riduce. Anche la massa ossea si riduce, portando all’osteoporosi, fenomeno particolarmente allarmante specie nei soggetti femminili. Se state prendendo queste informazioni con scetticismo vi capisco perché anche io quando ho letto per la prima volta questi dati nonci avrei voluto credere. Continuavo a dirmi: come può una persona che a 25 anni si sente nel pieno delle sue forze, iniziare a invecchiare? Il divario tra ciò che dice la scienza e ciò che ci viene logico pensare è dato dal fatto che all’inizio il processo di invecchiamento è molto lento, lentissimo. Per i primi 15 anni, quindi fino ai 40, per i più è quasi impercettibile però è già in atto. Dopo i 40 anni e per ogni decade successiva è in costante accelerazione e per questo motivo diventa anche evidente ed accettato. L’allenamento con i pesi e lo sport in generale possono ritardare l’inizio del processo di invecchiamento e rallentarne l’evolversi quasi come se l’attività fisica prolunghi la fase di accrescimento o ce ne faccia rivivere una seconda. Anche a suffragio di questo dato ci sono un gran numero di studi scientifici e molti altri continuano a essere pubblicati. I principali motivi che stanno alla base di questo fenomeno sono di natura ormonale. Infatti un altro apparato che, passati i 25 anni, comincia a modificare il suo funzionamento è quello ormonale (o endocrino) riducendo le quantità di ormoni secreti. In particolar modo diminuisce la secrezione dell’ormone GH (Growth Hormon), ormone della crescita appunto, e del testosterone. Man mano che la quantità di questi ormoni prodotti dal nostro organismo diminuisce, avvengono tutte quelle modifiche che abbiamo descritto poco sopra. Fortunatamente, però, l‘allenamento, specialmente l’allenamento con i pesi, è un potente stimolatore di questi due ormoni. Infatti chi pratica sport, soprattutto sport di potenza, quindi anche e soprattutto i pesi, continua ad avere secrezioni ormonali di GH e testosterone in quantità molto maggiori rispetto ai coetanei che non praticano nessuna disciplina sportiva o discipline non di potenza. Più allenamento di potenza e con i pesi è uguale a più secrezione ormonale. Più la secrezione ormonale di GH e testosterone è elevata, più tardi inizierà il processo di invecchiamento e con più lentezza procederà. Dobbiamo considerare che gli ormoni sono l’orologio biologico che regola il nostro corpo, di conseguenza innalzare i livelli di GH e testosterone è per il nostro corpo come sarebbe per noi spostare le lancette dell’orologio indietro e poi farle tornare a girare più lentamente. Il fisico prova la stessa sensazione che proveremmo noi se la sveglia poco prima di suonare la mattina, tornasse indietro di due o più ore e poi ricominciasse a funzionare ad un ritmo molto più lento. Non è meraviglioso?? Da sempre l’uomo è alla ricerca dell’elisir di lunga vita; della formula per prolungare la sua esistenza e soprattutto per conservare la sua energia vitale (o vitalità, salute). Come spesso accade, quando desideriamo troppo una cosa la ricerchiamo nei posti più reconditi perché, considerandola preziosissima, riteniamo giusto ritenere che debba essere stata nascosta con cura in un luogo inaccessibile e misteriori. Questo modo di pensare ci offusca la vista e non ci fa rendere conto che una cosa preziosa per noi potrebbe anche essere in un posto molto prossimo a noi e per nulla celato e misterioso. Così accade per l’elisir di lunga vita che, contrariamente a quanto potremmo pensare, non è nascosto su chissà quali monti o in chissà quali deserti. L’ELISIR DI LUNGA VITA’ E’ VICINISSIMO A NOI E SI TROVA NELLA SALA PESI DELLA PALESTRA PIÙ’ VICINA A CASA ED E’ ACCESSIBILE A TUTTI!!! Matteo Vignali

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