Filtra: 

Energia e recupero

Taurina, cos'è e perché è utile

La taurina è un aminoacido sviluppato naturalmente dal corpo presente in alte percentuali nei globuli bianchi, nei tessuti dello scheletro, nel sistema nervoso centrale e nei tessuti cardiaci.   Quali sono i vantaggi principali? La taurina può avere effetti positivi sull'allenamento e la costituzione del corpo. Con proprietà simili a quelle della creatina, la taurina attira l'acqua nelle cellule e compie un'azione volumizzante sulle cellule. Ciò consente di assorbire ulteriori sostanze nutritive, aiutando a ridurre i tempi di recupero e stimolandone lo sviluppo. La taurina è anche un neurotrasmettitore inibitorio e gioca un ruolo fondamentale nella stabilizzazione del battito cardiaco e nell'attività elettrica dei nervi, con il conseguente risultato di un sonno migliore e una maggiore concentrazione. La taurina è stata riconosciuta anche come un eccellente integratore in grado di ridurre i crampi. Regolando i livelli di calcio, ossia uno dei minerali più importanti associati ai crampi, la taurina può aiutare a ridurre la gravità del dolore.   Riassumendo Può aiutare ad aumentare visivamente il volume della massa magra; può ottimizzare la produzione di energia; aiuta la sintesi proteica. Staff di PTOnline   Vorrei vedere un prodotto a base di Taurina

Continua...

Spirulina, cos'è e perché è utile

La spirulina è un tipo di alga che cresce naturalmente nei laghi tropicali e subtropicali ed è considerata un alimento completo, con straordinarie proprietà nutrizionali. Si crede che la spirulina sia ampiamente utilizzata dalle popolazioni del Messico e dell'Africa del Nord da anni, tuttavia la sua popolarità come integratore alimentare è cresciuta notevolmente solo negli ultimi 40 anni. La spirulina (video) è una ricca fonte di proteine, vitamine, minerali, acidi grassi essenziali e antiossidanti. Questa varietà di sostanze nutritive rende la spirulina un potente alimento in grado di rinforzare il sistema immunitario, aiutando il corpo a combattere virus e infezioni, oltre a gravi malattie. In questo ""super-alimento"" vi sono incredibili concentrazioni di vitamine del complesso B, ferro, oligoelementi essenziali, beta carotene e acido gamma linolenico. La spirulina contiene anche clorofilla, la cui efficacia è comprovata anche per quanto riguarda l'aumento della capacità del sangue di trasportare ossigeno Come fonte proteica concentrata, l'abbondanza di aminoacidi essenziali può stimolare la crescita e il recupero della muscolatura dopo l'attività fisica. Inoltre è riconosciuto che il suo contenuto proteico è estremamente biodisponibile rispetto al basso livello di assorbimento di proteine da altri alimenti. Come integratore alimentare, la spirulina può aumentare l'energia, l'equilibrio nutrizionale e il controllo del peso, garantendo un potente effetto disintossicante. È stato inoltre indicato che la spirulina può aiutare nel trattamento delle allergie, aumentando la risposta anti-infiammatoria del corpo e riducendo il rilascio di istamina.   Staff di PTOnline   Vorrei vedere un prodotto a base di Spirulina

Continua...

Stretching - L'allungamento propriocettivo ne...

Si tratta di allungamento delle fasce muscolari in modo propriocettivo facilitato (PNF; Proprioceptive Neuromuscolar Facilitation). Questo sistema di allungamento permette l’aumento della flessibilità e della forza senza danneggiare tendini e legamenti nonostante la fortissima tensione. Deve essere praticato da un valido Istruttore o Personal Trainer oppure un Fisioterapista. Ripetere i seguenti passaggi almeno due volte: allungamento muscolare graduale massimo; contrazione isometrica 7"/10"; rilassamento del muscolo per 5"; ripetizione dell'allungamento per circa 20". Nato negli anni '50 negli USA, verrà poi sviluppato e portato allo scoperto da Bob Anderson, guru dello stretching. Tale pratica viene tuttora utilizzata a scopo terapeutico talvolta abbinata agli esercizi nella Pancafit. La soluzione ideale alle condizioni di ipo-flessibilità o squilibri delle fasce muscolari con scompenso nella postura o nel modo di camminare quindi, è l’allungamento propriocettivo neuromuscolare che tra l’altro risulta molto benefico a fine sessione come rilassante. Può essere praticato dalle due alle tre volte la settimana post seduta allenamento come fase conclusiva; l’unica attenzione la devono mantenere i soggetti che soffrono di ernia discale evitando esercizi che determinano l’allungamento lombosacrale. Mentre per chi soffre di sciatalgia, questo metodo meglio venga effettuato post esercizi di stretching del muscolo piriforme procedendo con cautela nella fase isometrica, sia nella contrazione ed intensità che nella durata. Francesco Zoccheddu

Continua...

Exercise addiction: quando l'allenamento è s...

La dipendenza da sport ha molti aspetti in comune con altre dipendenze come l’alcolismo, l’abuso di droghe, lo shopping compulsivo o il gioco d’azzardo. Una delle più evidenti manifestazioni a livello sintomatico della "dipendenza da sport" è la presenza di un comportamento eccessivo e incontrollabile, ma per poter parlare di exercise addiction, occorre riscontrare un quadro sintomatologico in cui, oltre all’abuso quantitativo di esercizio fisico, siano presenti altri sintomi psicofisici simili ad altre forme di dipendenza. Questo sta a significare che non è sufficiente avere la "mania dello sport", né tantomeno la presenza di problematiche fisiche riconducibili all’overtraining per poter parlare di dipendenza, in quanto l’impegno in un eccessiva attività fisica è solo una delle sfaccettature dell’exercise addiction. Per molto tempo si è ricorso, erroneamente, al criterio della "quantità" di attività fisica svolta e il "modello a cronometro" che contava il numero di ore settimanali di esercizio era generatore di numerosi "falsi positivi" (coloro che non sono realmente dipendenti da sport, nonostante si allenino in misura eccessiva), per individuare realmente il problema si dovrà ricorrere a una serie di segnali "qualitativi", che verranno descritti analiticamente in seguito. Pertanto la frequenza dell’esercizio non può costituire un motivo di diagnosi, quanto invece le motivazioni, le attitudini e lo stato emozionale che possono portare i soggetti a vivere in uno stato di preoccupazione costante, quando non possono allenarsi e a spendere gran parte del loro tempo a pensare come strutturare il proprio allenamento durante il giorno. In questo senso è facile dedurre come l’esercizio possa diventare talmente intrusivo nella vita di un individuo da portarlo a escludere tutte le altre attività della giornata, fino al punto da vivere in uno stato di agitazione, disagio e depressione quando si è impossibilitati ad allenarsi (Lavanco, Croce; 2008). Infatti, spesso, ciò che caratterizza la dipendenza da esercizio è una condizione di crollo psicofisico connesso a sforzi intensi, eccessivamente pressanti nel corso del tempo e tali da non permettere un periodo di recupero; legato a questo aspetto è il perseverare nell’attività fisica nonostante infortuni o lesioni che richiederebbero l’interruzione della pratica sportiva. Inoltre, un’altra area specifica in cui i dipendenti da esercizio fisico mostrano segni di disagio è quella del comportamento alimentare e della rincorsa al "fisico perfetto" che ha portato a distinguere una forma primaria di dipendenza da esercizio fisico (definita anche "pura") in cui non sono presenti sintomi di controllo alimentare, da quella secondaria in cui gli sport-dipendenti mostrano anche segni di disturbi dell’alimentazione. Concludendo, si può parlare di dipendenza da esercizio fisico quando quest’ultima diventa il fulcro attorno a cui ruota tutta la propria esistenza, tanto da assistere a un vero e proprio sconvolgimento degli equilibri in altri ambiti di vita, e questo "funzionamento alterato" andrà a coinvolgere almeno due tra le seguenti aree: psicologica, sociale, lavorativa, fisica e comportamentale, come riportate nella tabella seguente. Area Indicatori Psicologica Stanchezza mentale o mancanza di concentrazione a causa di pensieri ossessivi relativi all’esercizio fisico. Sociale Isolamento, rinuncia alle relazioni per allenarsi. Lo sport in palestra non ha finalità di socializzazione o condivisione. Lavorativa La tendenza ad assentarsi dal lavoro per allenarsi o il pensiero fisso su tabelle di allenamento o diete collegate allo sport possono compromettere seriamente tale ambito. Fisica Non è mai prevista la possibilità di riposare, neanche in seguito a infortuni o prescrizioni mediche. Comportamentale E’ frequente la presenza di comportamenti sportivi stereotipati e ossessivi, come ad esempio la ripetizione di serie uguali di esercizi in modo assolutamente non flessibile e che non tiene conto delle esigenze del momento. Si è visto che spesso vi è una propensione ad allenarsi da soli, questo perché così non si può essere criticati o osservati qualora se ne abusi, a questo è connesso l’atteggiamento di non rispondere o di mentire sulle proprie abitudini di allenamento. Inoltre un’ossessione per il miglioramento del proprio aspetto corporeo, con ricerca di controllo del peso può, oltre che comportare una serie di problemi alimentari, contribuire a quella perdita di controllo sull’attività fisica che conduce sia ad a un aumento del tempo speso nell’esercizio compromettendo ogni altra attività quotidiana sia ad un rischio di sovra-allenamento (Caretti, La Barbera; 2009).   Il paradosso dell'esercizio fisico è che si tratta di un comportamento che è stato tradizionalmente conosciuto con una valenza positiva per tutti gli individui, tuttavia sono state ampiamente rilevate una serie di ripercussioni insalubri a cui un uso smodato può condurre. Dunque è un'attività che ha effetti generalmente positivi, ma qualora se ne faccia un abuso può avere conseguenze deleterie sull'individuo. Martina Berardocco      Il paradosso dell'esercizio fisico è che si tratta di un comportamento che è stato tradizionalmente conosciuto con una valenza positiva per tutti gli individui, tuttavia sono state ampiamente rilevate una serie di ripercussioni insalubri a cui un uso smodato può condurre. Dunque è un'attività che ha effetti generalmente positivi, ma qualora se ne faccia un abuso può avere conseguenze deleterie sull'individuo Il paradosso dell'esercizio fisico è che si tratta di un comportamento che è stato tradizionalmente conosciuto con una valenza positiva per tutti gli individui, tuttavia sono state ampiamente rilevate una serie di ripercussioni insalubri a cui un uso smodato può condurre. Dunque è un'attività che ha effetti generalmente positivi, ma qualora se ne faccia un abuso può avere conseguenze deleterie sull'individuo  

Continua...

Dalla ricerca di benessere alla dipendenza da spor...

Come cita la nota frase latina mens sana in corpore sano, lo sport apporta dei benefici, sia fisici che psichici, all’individuo: fare attività fisica regolare riduce il rischio di obesità, migliora le funzioni cardiovascolari e previene infarto e ictus, aiuta a combattere il diabete e migliora l’umore. Tuttavia fare troppo sport, o farlo in modo sconsiderato, può avere molti effetti negativi: squilibri ormonali, affaticamento cronico, indebolimento del sistema immunitario (un effetto collaterale degli ormoni dello stress mobilitati dall’attività fisica). Inoltre per chi è avanti con gli anni, troppo allenamento mette a rischio il sistema cardiovascolare, come è accaduto alla nota attrice, fanatica di fitness, Sharon Stone che dopo aver partecipato ad una maratona, in seguito a periodi di estenuanti allenamenti e prove atletiche, fu colpita da un aneurisma e successivamente ricoverata per problemi legati a stress da esercizio fisico. Così si comincia a delineare come il correre, il sollevare pesi, il fare flessioni per molti è un supplizio a cui ci si costringe di tanto in tanto, mentre per altri diventa una droga della quale non si può più fare a meno. Per alcuni è sufficiente rivedere le modalità e i tempi di allenamento, per altri invece l’attività fisica diventa un problema psicologico e psichiatrico. L’esercizio fisico è collocabile su un continuum ai cui estremi si trovano da un lato un approccio salutare che deve essere auspicabile per la preservazione del benessere psicofisico dell’individuo, dall’altro l’espressione di un disagio interno di diversa natura che si esplica con lo smodato allenamento a tal punto da alterare gli equilibri degli altri ambiti di vita, condizionare l’interesse nelle consuete attività della propria quotidianità e creare scompensi fisici di entità anche grave. In questi casi, spesso, è possibile parlare di exercise addiction o dipendenza da sport che oramai è riconosciuta da molti psichiatri e psicologi come una delle nuove dipendenze comportamentali, che si aggiunge a quelle ufficialmente diagnosticate da stupefacenti, tabacco e alcool.  Martina Berardocco

Continua...

Aminoacidi ed alimenti... per il benessere mentale

Una guida agli aminoacidi, alle vitamine e agli alimenti utili... per il tuo benessere mentale. Aminoacidi Tra gli aminoacidi interessati per quanto concerne l’ansia e la depressione abbiamo: Tirosina - Aminoacido non essenziale che deriva dalla fenilalanina; è un precursore degli ormoni tiroidei e dei neurotrasmettitori dopamina, norepinefrina (noradrenalina) ed epinefrina (adrenalina). Agisce come antidepressivo. Fenilalanina - Aminoacido essenziale che viene convertito dall’organismo nelle sostanze noradrenalina e dopamina, due neurotrasmettitori dall’impulso nervoso che aiutano a tenere le persone sveglie e favoriscono la prontezza dei riflessi. Agisce come antidepressivo. Triptofano - Aminoacido essenziale precursore della serotonina utilizzato nel trattamento di insonnia, stress, ansietà e depressione. Glutammina - Aminoacido non essenziale (in certi casi lo può diventare) la cui sinstesi avviene principalmente a livello muscolare. Rappresenta l’aminoacido dominante nel sangue e nel liquido cerebrospinale che supera con facilità la barriera ematoencefalica; successivamente viene convertito in Acido Glutammico che è un importante neurotrasmettitore, stimolante nel cervello e nel midollo spinale, nonché il precursore dell’acido gamma amino-butirrico e del glutatione.   Vitamine, minerali e piante medicinali Non meno importanti sono i minerali, le vitamine soprattutto del gruppo B (B1, B2, B3, B5, B6), la colina e l’inositolo (B7), la vitamina C. gli aminoacidi ramificati (valina, leucina e isoleucina), l’arginina, la lisina, la carnitina, gli acidi grassi omega 3, la melatonina, l’Alga Klamath, l’alga spirulina, la fosfatidilserina, le piante medicinali tra cui la valeriana, passiflora, lavanda, tiglio, melissa, kawa, luppolo, camomilla, rhodiola rosea, ginseng, griffonia simplicifolia, curcuma, iperico, biancospino e tante altre. D’altro canto sono da evitare nel modo più assoluto quelle sostanze che possono provocare una sintomatologia simile a quella dell'ansia come per esempio alcuni inibitori della fame agenti a livello centrale o alcuni stimolanti di sintesi e alcaloidi naturali come la caffeina, la teina e la teobromina (presenti rispettivamente anche nel caffè, nel tè e nel cioccolato), l’alcol, il fumo, gli energy drink, i preworkout formulati per aumentare il focus e la resistenza (soprattutto quelli con dosi extra di caffeina), cola, dimetilamilamina, guaranà, yhoimbina (soprattutto per gli attacchi di panico). Sono inoltre da evitare diete o farmaci autoprescritti eventualmente consigliati dai vari settimanali alla moda o dall'amico di turno (magari pizzaiolo) che ne esaltano i miracolosi effetti. Emiliano Caputo Vorrei vedere un prodotto a base di Carnitina Vorrei vedere un prodotto a base di Glutammina

Continua...

Contrattura, stiramento o strappo muscolare?

La contrattura, lo stiramento e lo strappo muscolare. Quali sono le differenze? Durante un periodo di allenamento più o meno intenso si possono manifestare delle problematiche che vengono evidenziate da uno stato doloroso del muscolo interessato più o meno grave a seconda del trauma riportato. Le cause possono essere diverse, tra le più comuni appunto possiamo trovate la contrattura, lo stiramento e lo strappo muscolare. Contrattura Si può definire come l'aumento involontario del tono muscolare, a volte anche doloroso, con il muscolo che si oppone all'allungamento. Può manifestarsi dopo un periodo medio-breve di allenamento e può durare diversi giorni. Il dolore non impedisce al muscolo di continuare  a lavorare, anche se proseguire con l'allenamento potrebbe portare a danni più gravi o lacerazioni. A favorire questo trauma possono essere: un riscaldamento poco adeguato, problemi posturali, eccessivo lavoro muscolare e particolari stati emotivi. Stiramento Si può definire come l'allungamento delle fibre muscolari accompagnato da un forte dolore immediato. Ciò non implica l'arresto dell'allenamento ma può portare a conseguenze molto gravi se vengono sollecitate le zone traumatizzate. Strappo muscolare E' un trauma che porta alla rottura parziale o totale di un muscolo. Dopo la rottura appare un ematoma proporzionale allo strappo stesso.

Continua...

Malesseri digestivi durante le feste, qualche cons...

I malesseri digestivi dopo i giorni di festa sono estremamente frequenti, ma sono anche facilmente prevenibili con comportamenti sensati ed eventualmente ricorrendo a qualche piccolo aiuto naturale. Una cosa è certa: nei giorni di festa è difficile seguire l’alimentazione corretta, sprecando un momento di felice convivialità con le persone care. Quindi è bene concedersi un po’ di libertà alimentare… questo non significa però necessariamente transigere a tutte le indicazioni per una sana alimentazione. Ogni cibo servito dovrà essere masticato e assaporato con cura. Non bisogna dimenticare che masticare aiuta prima di tutto a digerire meglio il cibo velocizzandone la trasformazione a livello gastrico e intestinale e migliorando l’assorbimento dei nutrienti. Inoltre la masticazione dà coscienza e ci aiuta a capire quando si è mangiato a sufficienza, non solo dal punto di vista gastrico ma anche energetico. Inoltre la masticazione prolungata attiva la lipolisi, cioè lo scioglimento dei grassi di deposito. Dopo pranzo perché non andare a fare una passeggiata rilassante all’aria aperta? (se riuscite qualche ora dopo sarebbe meglio una bella sessione " hard" in palestra). Questa minima attività fisica permette di cominciare ad utilizzare tutta l’energia incamerata durante il pranzo. Inoltre è un segnale positivo per l’organismo; oltre a digerire meglio, un po’ di movimento, oltre al masticare, permette di superare la festività senza qualche chilo di troppo. Un regime alimentare deve prevedere dei momenti di sana libertà a tavola (senza sfondarsi)… qualche vizio non potrà alterare l’equilibrio raggiunto dopo un attento percorso di stimolo metabolico. Se, nonostante tutto, la digestione dovesse risultare difficile, è possibile utilizzare sia un infuso di tè, sia un infuso di menta piperita, che agiscono facilitando la digestione (2 prese per tazza d’acqua, 10 minuti di infusione). La menta si può utilizzare anche in tintura madre 15-20 gocce 3-4 volte al dì in poca acqua. Questi rimedi svolgono un’azione di stimolo sulla digestione. Se dopo pranzo permane un senso di pienezza è possibile ripetere l’assunzione dei rimedi anche ogni 15 minuti. In aggiunta è possibile utilizzare della papaia, opportunamente lavorata, che migliora la digestione grazie ai suoi enzimi digestivi. Emilliano Caputo

Continua...

Acido lattico, DOMS e indolenzimento muscolare

Facciamo un po' di chiarezza per quel che riguarda l'acido lattico, DOMS e indolenzimento muscolare. I muscoli scheletrici ricavano energia per l’attività fisica mediante due sistemi energetici: aerobico e anaerobico (suddiviso a sua volta in anaerobico lattacido e anaerobico alattacido). Il sistema aerobico utilizza come “carburante” l’ossigeno per la produzione di energia, mentre il sistema anaerobico utilizza l’adenosintrifosfato -ATP- e la fosfocreatina (alattacido) o glucosio e glicogeno (lattacido). L’acido lattico è un prodotto del sistema anaerobico lattacido, il suo accumulo nel sangue determina la famosa fatica muscolare e la sensazione di “bruciore”. Sfatando il luogo comune “ho ancora i muscoli indolenziti da ieri: sono pieno di acido lattico”, l’acido lattico inizia ad essere smaltito dal circolo ematico nel giro di pochi secondi e viene completamente “eliminato” in circa 2 o 3 ore: l’acido lattico viene convertito in glucosio nel fegato grazie al ciclo di Cori, mentre il cuore lo metabolizza a scopi energetici. I “dolori” muscolari che si avvertono dopo una seduta di allenamento sono da attribuire ai D.O.M.S. (indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata). Il sistema anaerobico lattacido interviene in sforzi compresi tra i 20 secondi e i 2 minuti, sforzi molto prossimi alla soglia massimale in cui intervengono principalmente le fibre bianche-veloci come nei 400metri dell’atletica o nelle 6-15 ripetizioni dell’allenamento con sovraccarichi. L'acido lattico inizia ad accumularsi nei muscoli e nel sangue quando la velocità di sintesi supera la velocità di smaltimento. Approssimativamente, tale condizione si innesca quando durante un esercizio fisico intenso la frequenza cardiaca supera l'80% (per i non allenati) ed il 90% (per i più allenati) della frequenza cardiaca massima: questo aumento di acido lattico nel sangue corrisponde alla soglia anaerobica (con qualche possibile percentuale di scarto). Normalmente la concentrazione del lattato nel sangue è di 1-2mmoli/litro, mentre nella soglia anaerobica la concentrazione raggiunge i 4mmoli/litro…durante sforzi particolarmente intensi si possono raggiungere concentrazioni maggiori superiori anche ai 20mmoli/litro. L’acido lattico è uno stimolante naturale per la secrezione endogena di ormoni quali il testosterone e il GH: per ottenere quindi un piccolo aiuto nell’aumento di massa muscolare, l’allenamento con sovraccarichi ad alta intensità intervallati da brevi pause tra le serie farà la differenza!

Continua...

Riscaldamento e stretching con le basse temperatur...

La temperatura ideale per il muscolo, che ottimizza la performance, è sempre superiore a quella corporea. Siamo solitamente al di sopra dei 38°/39°C, a tale temperatura diminuisce infatti la viscosità dei tessuti e migliora l’elasticità dei tendini, inoltre si aumenta la velocità di conduzione nervosa e si modifica positivamente l’attività enzimatica. L’innalzamento della temperatura muscolare poi costituisce un’efficace misura preventiva nei confronti degli infortuni riducendo i rischi di stiramento o strappo muscolare. Lo stretching è largamente utilizzato nell’ambito del riscaldamento, ma non sempre nella maniera giusta; oltretutto secondo alcuni Autori, la sua possibile efficacia nel provocare un innalzamento della temperatura del muscolo, sarebbe molto discutibile, tanto che alcuni studi dimostrano addirittura un suo effetto negativo in questo senso. In effetti, occorre ricordare che, il tipo d’azione muscolare che ritroviamo nel corso dello stretching (video) è praticamente sovrapponibile a ciò che avviene in una contrazione eccentrica. Dal momento che nel corso di una contrazione di tipo eccentrico (la così detta fase “negativa”) la vascolarizzazione muscolare viene interrotta ed il lavoro svolto diviene in tal modo di tipo anaerobico, determinando un aumento dell’acidosi, oltre ad una marcata assenza di ossigeno nelle cellule, è facilmente comprensibile come lo stretching non possa essere considerato come il mezzo favorevole nell’ambito del riscaldamento. Utilizzare lo stretching come mezzo esclusivo sul quale basare il riscaldamento prima della gara e/o prima dell’allenamento, sembrerebbe quindi sicuramente insufficiente e sbagliato. Tuttavia, integrare razionalmente lo stretching in uno schema di riscaldamento basato soprattutto su altri tipi d’esercitazione, maggiormente efficaci nel far aumentare la temperatura interna del muscolo, come un’idonea alternanza di contrazioni e rilassamenti, è sicuramente la scelta più corretta. Si consigliano esercizi dinamici per lo stretching pre-gara e/o pre-allenamento, con delle oscillazioni degli arti, inferiori e superiori, lente e controllate. Mentre a fine seduta o al termine della gara, può andar bene anche lo stretching statico, ma attenzione al freddo pungente: se la temperatura esterna è troppo bassa, meglio farlo nello spogliatoio o comunque in ambiente sufficientemente caldo! Un ulteriore consiglio che mi sento di dare, specialmente nei primi minuti del riscaldamento, per quelle discipline in cui avvengono numerosi cambi di direzione (sport di situazione ad esempio: tennis e basket, ma anche nello sci) è quello di porre attenzione all’articolazione tibio-tarsica, è fondamentale una buona mobilità della caviglia ed è altresì importante prevenire eventuali traumi della stessa, per questi motivi è necessario durante i periodi più freddi effettuare delle rotazioni della caviglia in senso orario ed antiorario e poi anche dei movimenti di flesso-estensione dell’articolazione che ci permetteranno poi di eseguire i giusti movimenti e potremmo migliorare anche la performance. Questa raccomandazione è sempre valida, a maggior ragione quando le temperature sono basse.   Dario Giuberi

Continua...

Rimedio per dolori articolari

Quante volte vi è capitato di soffrire di fastidi o dolori articolari, magari al gomito o piuttosto al ginocchio, spesso aggravati dal clima umido e freddo? Quale prodotto  risulta efficace nell'attenuazione di questi sintomi? Una buona soluzione può essere l’assunzione di un supplemento a base di glucosamina solfato e condroitina sodio solfato, magari abbinato al MSM (Metilsulfonilmetano). Questo prodotto agisce come condroprottetore (protegge le cartilagini), ovvero favorisce processi antidegenerativi ed antiartrosici. Inoltre la glucosamina è coinvolta nella produzione di cartilagine proteggendo il tessuto connettivo dell’articolazione. Il MSM, è un composto organico contenente zolfo e, per chi non lo sapesse, lo zolfo è l’ottavo elemento più abbondante, in termini di peso, presente nell’organismo umano. Nella combinazione dell’integratore, lo zolfo, svolge l’azione anti infiammatoria determinando la scomparsa dei dolori articolari. Francesco Zoccheddu     Vorrei vedere un prodotto a base di Glucosammina

Continua...

Arriva l'inverno, facciamo il carico di Vitam...

In breve vi illustro le caratteristiche principali della vitamina C, la mia preferita, una vitamina davvero poco considerata in molti ambiti. La Vitamina C -acido ascorbico, sodio ascorbato o calcio ascorbato- è coinvolta in un gran numero di reazioni biochimiche nel corpo umano.            Due delle sue maggiori funzioni sono il potenziamento del sistema immunitario e la sintesi del collagene, una sostanza molto importante che tiene uniti tra loro i vari tessuti del corpo umano. Il collagene rinforza i vasi sanguigni, la pelle, i muscoli e le ossa. L'uomo non può creare collagene senza la vitamina C. Il dosaggio di 60 mg stabilito dagli RDA è piuttosto fdifficile da raggiungere e sottolinea l'importante necessità di assumere integratori di vitamina C. E' contenuta in tutti gli agrumi (limone, arancia, pompelmo...), fragola, kiwi, peperoni, cavolo, cavolfiore, pomodoro e anche in verdure verdi a foglia come la lattuga o il radicchio. in particolare aumenta le difese immunitarie aiutando l'organismo a difendersi dagli attacchi virali; è importante per la crescita in quanto rafforza ossa e denti; aiuta la cicatrizzazione delle ferite; è coadiuvante contro le anemie perché migliora l'assorbimento del ferro. Va evidenziato che sulla vitamina C sono stati effettuati molti studi e alcuni sono ancora in corso: sembra ormai accertato che essa è in grado di prevenire l'insorgere di tumori (in particolare quelli derivati dal fumo), di avere effetti positivi nei malati di AIDS, di difendere dagli effetti dell'inquinamento. Ancora aperta è la discussione riguardo alla capacità della vitamina C di combattere il raffreddore: la cosa certa è che ne riduce i sintomi e ne abbrevia il decorso. E' importante notare che la vitamina C (più ancora di altre) è una sostanza che viene facilmente distrutta durante la cottura. Inoltre il nostro organismo la elimina giornalmente attraverso le urine e il sudore, quindi, mentre sono rare nei paesi occidentali le carenze gravi, può essere frequente il caso di ipovitaminosi se nell'alimentazione mancano o sono scarse frutta e verdura fresche o in particolari condizioni dell'organismo che necessitano di un aumento della dose giornaliera di Vitamina C (per esempio il fumo che la distrugge).   Vorrei vedere un buon integratore di Vitamina C    

Continua...

Integratori per dormire bene

Il sonno è un fenomeno naturale e biologico; all'interno del nostro organismo, abbiamo una sorta di orologio biologico che influenza alcuni processi fisiologici e che condiziona le ore di veglia e quelle di sonno; questo "orologio" corrisponde al ciclo circadiano. In età adulta dovremmo dormire almeno 8 ore a notte, delle quali 2 di fase REM, ovvero di sonno profondo durante il quale accade di sognare intensamente. Tuttavia i pensieri inerenti la vita lavorativa, privata ed altre preoccupazioni spesso influenzano le effettive ore di sonno, creando ripercussioni nella giornata seguente anche di carattere ormonale, agendo in modo negativo se accumuliamo un deficit di sonno rispetto alle esigenze. Potrebbe ad esempio aumentare notevolmente il cortisolo, le difese immunitarie potrebbero abbassarsi e potrebbe comparire cefalea. L'integrazione con principi attivi naturali per prevenire l'insonnia, stimolare il sonno o favorirne la durata, sono diffusi soprattutto in erboristeria.  Personalmente ho assunto alcuni principi attivi con successo. Vi è comunque una considerazione preliminare da fare: bisogna valutare la causa dell'insonnia. Se a volte si è particolarmente tesi a causa dello stress eccessivo, allora estratti di piante come la Valeriana sono idonei per distendere e rilassare il SNC (sistema nervoso centrale) favorendo l'addormentamento; questa pianta non ha controindicazioni importanti ed agisce come ansiolitico (PROVATA: mio voto 8). Se lo stress è persistente consiglio un anti-cortisolo tipo la Fosfatidilserina, fosfolipide che opera come anti-infiammatorio aumentando lucidità mentale, favorendo il rilassamento e combattendo i sintomi depressivi (PROVATA: mio voto 9). Infine vorrei citare la Melatonina, ormone prodotto dalla ghiandola pineale che regola il ritmo sonno-veglia; viene utilizzata con successo contro il jet-lag (sintomi causati dal cambio di fuso orario sul nostro organismo quando si viaggia lontano). Aumenta lo stato di sonnolenza stimolando l'addormentamento; la melatonina è controindicata per i cardiopatici e per chi assume farmaci o prodotti per la cura della depressione. Inoltre è importante valutare tipo e turni di lavoro prima di assumerla, in modo da non concentrarla eccessivamente a livello plasmatico nel pieno del dovere...(PROVATA: mio voto 7). Il sonno è una componente fondamentale per l'anabolismo o recupero di ogni sport e per mantenere lo stato di benessere organico, quindi dovremmo dedicare più attenzione alla qualità e al tempo dedicato al nostro dormire.  Non mi resta quindi che augurare... buona notte a tutti! Francesco Zoccheddu   Vorrei vedere un Prodotto coadiuvante del Sonno

Continua...

Suggerimenti per il recupero post allenamento

Il recupero è fondamentale, anche se viene spesso trascurato. Allenamenti intensi sono fonte di stress per il nostro organismo, il quale ha bisogno di riposare per non andare incontro all'irrigidimento dei muscoli, indolenzimento o addirittura lesioni. Senza contare la netta diminuzione di forza e prestazioni muscolari. Quindi cosa bisogna fare? Riposare - aspettate almeno 24/48 ore prima di riprendere l'allenamento; Dormire - il sonno è importante per la crescita muscolare in quanto, in questo momento, si riscontrano maggiori livelli di Ormone della Crescita (Gh); Idratazione - bere almeno 2,5 litri di acqua al giorno, soprattutto durante l'allenamento dove il corpo elimina molta acqua la quale deve essere ripristinata per il corretto funzionamento dell'organismo; Mangiare - durante l'allenamento l'organismo sfrutta il glicogeno (per produrre energia) e subisce lesioni muscolari di entità variabile. Quindi bisogna ridare energia al corpo mangiando carboidrati e riparare e far crescere il tessuto muscolare assumendo proteine nel pasto post allenamento. Per il resto... ascoltate il vostro corpo e sarà lui a chiedervi quello di cui ha bisogno. Luigi Corvino

Continua...

Quale integratore è il migliore?

IL MIGLIORE SUPPLEMENTO, E’ QUALSIASI INTEGRATORE, PURCHE’ VE NE SIA LA REALE ESIGENZA. Molto spesso si parla degli integratori in modo superficiale o puntando troppo sulla leva dell’impatto marketing come aggancio di massa senza considerare l’anima del concetto della supplementazione, privando il cliente di una possibile correzione alimentare, seppur di tipo integrante, solo per aumentare profitto e consumo. Beh, anch’io credo nella forza del marketing e nella persuasione psicologica, anche questo MAGAZINE seppur gratuito, diventa un mezzo per la fidelizzazione o ampliamento della clientela; eppure credo che tutti gli esercenti possano vendere ottenendo profitto in maniera trasparente seria ed onesta. Qui l’onestà appunto dovrebbe penetrare nella gestione delle pubblicità attraverso un convincimento puro nelle motivazioni che conducono i clienti all’acquisto, e non soltanto “accalappiarli“ come invece spesso capita. soprattutto per quel che riguarda i principianti che si avvicinano timidamente al mondo degli integratori alimentari. E’ proprio per questo motivo che il sottoscritto crede fermamente nella consulenza pre vendita per evitare che il cliente acquisti perché semplicemente attratto da una pubblicità che lo possa aver colpito, cercando di spiegargli se davvero potrebbe risultare utile per il proprio scopo oppure se addirittura potrebbe rivelarsi inutile se non dannoso. Rischiando sì di perdere una vendita, ma tutelando l’idea ed il concetto dell’importanza della supplementazione, in quanto gli integratori nutrizionali devono mantenere il ruolo di macronutrienti complementari all’alimentazione seguita, con la finalità positiva per l’equilibrio metabolico e conseguentemente miglior performance nello sport. In conclusione, qualsiasi sia lo sport in questione, occorre effettuare una personalizzazione, nella scelta del prodotto e nei dosaggi, con persone competenti. Francesco Zoccheddu   Vorrei vedere degli Integratori di qualità

Continua...

Mal d'amore ed attività fisica

L'essenza principale della vita, l'Amore, il Bene puro che si prova per un'altra persona spesso identificata ed intesa nella relazione con il proprio partner e non nei rapporti famigliari tra genitori e figli. Talvolta anche madri e padri soffrono per i figli quanto chi attraversa le pene d'amore di un termine di una storia. E' la stessa cosa, la catastrofe metabolica che si scatena deriva dallo stato depressivo causato dalla secrezione di ormoni catabolici e negativi per il benessere dell'organismo, in quanto prodotti in eccesso, dovuto alle emozioni avvertite che sballano l'asse IPOTALAMO-IPOFISI-SURRENE causando sbalzi d'umore, crisi di pianto, depressione, ansie e disturbi alimentari e del sonno. Beh, direte, che c'entra con il Fitness?! C'entra eccome, il processo metabolico che si attua con la pratica dell'attività fisica, permette di prevenire e curare stati depressivi, sebbene l'allenamento debba essere idoneo, poichè l'incremento eccessivo di cortisolo nel post workout dovuto alla proporzionalità dell'intensità della sessione, inciderebbe negativamente su soggetti sofferenti di ansia o depressione amplificando le crisi una volta terminata l'attività! L'allenamento deve invece portare al rilascio di endorfine per favorire uno stato positivo per l'umore stabilizzando la secrezione di serotonina e poi attraverso un'alimentazione glucidica e con zuccheri quali il fruttosio per non eccedere nell'uso di dolci o gelati evitando picchi glicemici e risposte insuliniche esagerate e costanti. Lo so, è dura quando si soffre, ma l'allenamento vi aiuterà e permetterà di mantenere un approccio corretto con l'alimentazione attenuando la produzione di corticotropina ACTH (ormone dello stress); tale ormone viene espulso attraverso la lacrimazione. Infatti è stato dimostrato che la composizione chimica lacrimale di chi soffre è diversa da quella di una reazione allergica o priva di fattori emotivi alla base. Personalmente mi accadde di piangere in palestra senza controllarmi, purtroppo, da quanto stavo male per una delusione, e decisi assieme all'allora mio PT, di sospendere la seduta in quanto in quel caso la mia situazione ormonale non era favorevole al tipo di attività quale il BB in cui occorre motivazione e testosterone a livelli alti. Per non parlar poi della mancata contrazione muscolare a causa di una scarsa concentrazione a livello cerebrale e del Sistema Nervoso Centrale . Se lo sfogo mi fosse venuto qualche ora prima allora in quel caso l'allenamento mi avrebbe fatto bene. Vi consiglio di non abbuffarvi, di non assumere farmaci anti depressivi, cercate di svolgere appieno i vostri impegni e praticate sport riacquistando autostima e fiducia nel futuro. Esiste persino un prodotto per le pene d'amore (Amorex), non è classificato come farmaco ma come integratore alimentare vegetale grazie alla presenza di Griffonia simplicifolia e vitamina E, B e B6. Non è quindi soggetto a prescrizione medica. Pare che questa pianta, originaria della Costa d’Avorio, contenga molto triptofano, che è un amminoacido precursore della serotonina, neurotrasmettitore che allevia i dispiaceri. Però il triptofano non arriva al cervello perché il problema non è la quantità di serotonina, ma la sua distruzione-ricaptazione nella sinapsi. L'unica soluzione quindi è soffrire fino in fondo a testa alta ringraziando comunque il Cielo che avete amato e avuto il dono di essere sensibili, in quanto fortuna e non debolezza . L'importante è reagire sempre anche quando si è a terra! Un abbraccio a tutti coloro che in questo momento soffrono per amore. Se poi vi occorronno delle indicazioni fitness e alimentari sapete come contattarmi... Francesco Zoccheddu

Continua...

Crampi: come e perché avviene questa reazione mus...

Il crampo muscolare, è una contrazione involontaria del muscolo che origina dolore ed incapacità nella coordinazione dei movimenti causando il blocco dell'attività fisica in atto; ciò può manifestarsi in modo improvviso e violento. Per recuperare la scioltezza delle fibre occorre quindi allungare la fascia muscolare con dello stretching. Tale contrazione può conseguire per diverse cause. Le fibre muscolari si contraggono involontariamente originando il crampo ad esempio quando lo stimolo al quale ci sottoponiamo è superiore alla preparazione atletica del muscolo interessato. Agli atleti capita per affaticamento psicofisico o per deplezione di glicogeno e ATP, tuttavia può anche essere causato da squilibri elettrolitici con deficit di potassio, anche se non bisogna mai attribuirne la causa solo alla carenza di tale elemento. Accade anche in soggetti sedentari qualora vi fossero problematiche alla circolazione sanguigna, oppure con l'uso di farmaci, tipo diuretici, che potrebbero interferire negativamente sull'equilibrio biochimico della persona. Anche l'allenamento in prossimità dei pasti potrebbe causare uno spostamento del flusso circolatorio, interessato alla digestione, riducendo la capacità circolatoria nei muscoli attivati dall'esercizio in atto, favorendo la possibilità dell'insorgenza di crampi. Come del resto gli allenamenti troppo intensi ed una carenza di sali minerali probabilmente potrebbero essere causa di crampi notturni; tuttavia è stato riscontrato che durante il sonno si possono assumere posizioni che possono determinare lo stato di crampo, specialmente al polpaccio. Dunque non è necessario obbligatoriamente l'utilizzo di integratori, ma occorre carpire il fattore scatenante per poter intervenire con un'azione di prevenzione ideale. Francesco Zoccheddu

Continua...

Acido lattico, causa reale dei dolori muscolari?

Solito imputato, l'acido lattico, risulta però innocente. La sua azione determina senza dubbio l'affaticamento muscolare con effetti negativi nella performance sportiva, ma ciò avviene nel momento in cui il sistema anaerobico non riesce a produrre quote di energia sufficienti alla richiesta metabolica innescata dall'attività fisica in atto, passando così dal sistema alattacido a quello lattacido, non redditizio.   Il lattato è il prodotto della glicolisi anaerobica, conseguente ad una fermentazione che avviene quando il piruvato non partecipa al ciclo di Krebs, creando un legame chimico con altri protoni ed elettroni liberati durante la glicolisi dal NAD+ dando luogo al NADH che a sua volta cede i due elettroni ed il protone al piruvato tornando NAD+ mentre il piruvato diviene acido lattico, il quale viene trasportato dal sangue al fegato che riutilizza lo scheletro carbonioso del lattato per sintetizzare ancora glucosio, infatti l'acido lattico conserva parecchio potenziale energetico glucidico. Negli sport esplosivi e massimali, il lattato viene utilizzato come fonte energetica diminuendone la concentrazione nei muscoli; tuttavia per i gruppi muscolari ad elevata presenza di fibre bianche, l'acido lattico prevarrà in quanto non dispongono di molti mitocondri che permettono al piruvato appunto di indursi al ciclo di Krebs, innescando perciò la fermentazione. Nonostante ciò, il tempo di smaltimento del lattato dura mediamente meno di dieci minuti, quindi non può essere il colpevole dei dolori muscolari dopo la prestazione o addirittura nei giorni seguenti; essi sono da attribuire alle micro lacerazioni del tessuto muscolare originate in fase eccentrica del movimento, ovvero in fase di allungamento post contrazione. Tali dolori vengono classificati come DOMS che tradotto significa dolori muscolari ad insorgenza ritardata.   Francesco Zoccheddu

Continua...

Forma fisica e salute: l’equilibrio psico-fisic...

Andando diretti al punto in questione, per equilibrio si deve intendere il perfetto bilanciamento delle componenti che costituiscono l’essere umano, senza alcuna esclusione: salute; forma fisica; aspetti mentali ed emotivi; sessualità; alimentazione; rapporti familiari; rapporti; attività lavorativa e posizione economica; istruzione e cultura; rapporto con la religione e la spiritualità. Tutti questi fattori sono descrivibili separatamente come bilance in cui i piatti sono in costante oscillazione tra i 2 punti estremi. Facendo un parallelo con l’organizzazione anatomica e funzionale del nostro sistema nervoso, esso è improntato su un funzionamento a sistema binario (on/off) che si esplicita nella divisione del cervello in 2 emisferi, ma andando oltre, anche nella suddivisione funzionale mai totale tra “cosciente e autonomo” e all’interno dei sottosistemi “razionale-emotivo” per la parte cosciente mentre il sistema nervoso autonomo si autoregola in un costante oscillare tra componente ortosimpatica, attivante e parasimpatica, inibente.   Questa continua suddivisione in 2 parti, mai completa e totale, richiama un parallelismo con il concetto di Tao delle civiltà orientali. Nel Tao, l’universo e tutto ciò che lo forma si caratterizza per la compenetrazione tra la parte bianca, positiva (Yang) e quella nera, negativa (Yin). Non esiste accezione morale nel definire le due parti: esse si compenetrano a vicenda, bilanciandosi e contenendo ciascuna il “seme” dell’altra. L’unità del Tao si esplicita come un flusso dinamico che, in costante equilibrio, permea il tutto. A questo punto verrebbe da chiedersi cosa c’entra tutto ciò con la salute e le prestazioni psico fisiche… Spesso le persone ricercano un miglioramento in un aspetto isolato della loro vita (voglio perdere 5 chili, voglio fare la mezza maratona in un’ora e trenta, ho dolore alla schiena,…). Non viene considerato, per non conoscenza o per presunzione (assai più raro), che il miglioramento passa attraverso il riequilibrio con la componente complementare del problema in questione e con tutte le altre componenti. Questo riequilibrio spesso è vincolato ad un mutamento, al cambiamento anche radicale di aspetti più o meno profondi dell’esistenza della persona. Sarà difficile quindi curare il mal di schiena se il soggetto non prenderà in considerazione, al di là dell’intervento diretto dell’educatore o del terapeuta, il proprio stile di vita, l’alimentazione, il riposo, la posizione sul luogo di lavoro, vecchi preconcetti ereditati dai genitori (stai dritto!!!), il rapporto di coppia… A volte la soluzione potrà essere comunque raggiunta con un lavoro parziale ma sarà un risultato parziale destinato a durare fintanto che permarranno fattori di disequilibrio marcati. Carlo Lazzari

Continua...

Reintegro idrosalino e sudorazione

OGGETTO:  funzionalità e reale esigenza organica. Quante volte si sente dire attraverso amici o conoscenti o per mezzo dei media: ” in caso di sudorazione reintegrare con sali minerali”. Partiamo con l’analisi dei minerali solitamente commercializzati ed analoghi al reintegro salino e di minerali che in genere contengono: MAGNESIO Mg - importante nei processi metabolici volti al benessere organico e del sistema cardiovascolare e muscolare (es. frutta secca); POTASSIO K - importante per il sistema nervoso e muscolare, previene crampi, ictus ed ipertensione controllando l’omeostasi ed acidità (es. banane e kiwi); Poi ogni marca aggiunge ciò che ritiene più opportuno rispettivamente al target della clientela, se anziani, sportivi, giovani ecc. ecc. La composizione spesso viene arricchita con Vitamine e Maltodestrine e talvolta aminoacidi o creatina. Procediamo ora a comprendere se la funzionalità dell’assunzione dell’integratore idrosalino, magari di una bevanda, sia più o meno opportuna. Durante qualsiasi tipo di attività fisica, si attua un sistema energetico che aumenta la temperatura corporea determinando il fenomeno della perdita di liquidi attraverso le ghiandole sudorifere, ciò avviene per termoregolazione interna volta a mantenere in equilibrio la temperatura del corpo attraverso la sudorazione. Però si eliminano tossine ma non sali minerali. Infatti con l’assunzione integrativa di sali minerali, si rischia un sovraccarico elettrolitico e quindi un’eccessiva presenza nel flusso ematico dei sali appunto, che infine verranno filtrati dai reni per essere eliminati! Tale sovraccarico avviene in quanto la sudorazione non è composta in modo proporzionale tra liquidi e sali minerali, ma quasi completamente di soli liquidi, perciò basterebbe integrare liquidi bevendo molta acqua durante e post workout . Quindi bere tanto ed evitare una massiccia assunzione di sali minerali inutilmente. Tuttavia se l’impegno sportivo è talmente intenso da causare ingenti perdite di liquidi ed aggravando la fatica muscolare con possibilità di crampi, allora l’aggiunta dei sali minerali nell’acqua non solo favorirà un recupero nella performance ma vi permetterà di avere la certezza di assimilare a livello muscolare l’integratore. Inoltre deve essere considerata l’età ed il sesso oltre alla situazione del soggetto, al di là sia sportivo oppure non lo sia, proprio per il fatto della poli funzionalità soprattutto del magnesio. Mentre per gli sportivi in termini di endurance e performance, occorrerebbe che i sali minerali fossero formulati magari assieme a zuccheri a basso indice glicemico e rapidi nell’assorbimento oltre che a ramificati o caffeina… Insomma non assumete integratori idrosalini per nulla o solo perchè è caldo afoso, qualora vi occorressero per la pratica sportiva contattatemi gratuitamente per una consulenza per indicarvi se e quale prodotto da me trattato risulta idoneo.   Francesco Zoccheddu   Vorrei vedere degli Integratori di qualità

Continua...

Are you looking for the best website template for your web project? Look no further as you are already in the right place! In our website templates section you will find tons of beautiful designs - for any kind of business and of any style. You are in a unique place - join us today BIGtheme NET

Filtro contenuti

Filtra: 
Our website is protected by DMC Firewall!