Filtra: 

Performance sportiva

Resilienza, Volontà e Motivazione (Miglioramento ...

Sai cos’è la “resilienza”? È un termine usato il molti campi, dall’ingegneria all’informatica e persino alla biologia, ma in ambito sportivo indica la capacità di lavorare sodo, mantenendo la motivazione al livello più elevato possibile per tutto il tempo necessario al raggiungimento del tuo obiettivo principale. Nella definizione di resilienza sono contenuti quattro concetti fondamentali, che fanno la differenza tra un buon atleta e un Atleta Vincente:Lavorare sodoMotivazioneTempoObiettivo principaleQual è la differenza tra “volontà” e “resilienza”? La volontà è il motore che ti consente di puntare ai tuoi obiettivi con costanza e determinazione, affrontando sacrifici talvolta importanti in termini di ore di sonno perse, relazioni sociali compromesse e dolori fisici. La resilienza, invece, è il carburante del motore volontà, è una forza ancora più intensa che ti permette di mantenere costanti motivazione e volontà anche quando i risultati tardano ad arrivare e ti verrebbe voglia di smettere. È la capacità straordinaria, tipica delle persone vincenti, di rialzarsi dopo ogni errore, aumentare ancora di più l’impegno per migliorarsi e diventare così sempre più bravi. Il “segreto” della resilienza è tutto qui: ho sbagliato - reagisco - posso migliorare

Continua...

Botta e Risposta: come gestire la tensione in una ...

Tu chiedi e Massimo Binelli Coach risponde. Questa settimana si parla di come gestire la tensione nelle fasi che precedono una gara, in particolare in una gara di sci alpino, e nel corso della competizione.Ecco cosa mi ha chiesto Caterina, una promettente sciatrice:«Quando sta per avvicinarsi il momento della partenza mi prende l’ansia, non ricordo più nulla del tracciato, la mia testa è vuota. E quando inizio la discesa invece di concentrarmi sulle porte da affrontare penso ad altro. Addirittura l’ultima volta mi veniva in mente il mio corpetto! Cosa posso fare?».A Caterina ho dato una risposta “su misura”, ma gli ingredienti della ricetta, lo ribadisco, possono essere adattati anche ad altre situazioni agonistiche. Ecco gli aspetti su cui occorre lavorare.Primo: ansia e perdita di lucidità. Secondo: visualizzazione della gara. Terzo: attenzione e concentrazione.Hai una domanda da rivolgermi? Scrivila nei commenti, oppure visita il sito massimobinelli.it, inserisci il tuo nome e la tua email più importante per iscriverti e per ricevere subito la mia Guida per la tua crescita personale, poi clicca su Contattami: trovi tutte le istruzioni per inviarmi un messaggio. Se il tuo quesito sarà di interesse generale, ti risponderò in uno dei prossimi Botta e Risposta!

Continua...

Migliorare la corsa con il Functional Training

Sappiamo tutti cos'è la corsa, ma probabilmente in pochi ne conoscono l'esatta definizione: per corsa si intende l'andatura che siamo in grado di sviluppare mediante una prosecuzione di balzi dal momento in cui si stacca il primo piede da terra all'evoluzione dei passi in più fasi di volo. Proprio la "fase di volo" distingue la corsa da una semplice camminata veloce: quando camminiamo, per quanto velocemente, un piede da sempre il cambio all'altro e non vi è mai un momento in cui almeno uno dei due non sia a contatto col suolo (fase di volo), cosa che invece rappresenta la caratteristica distintiva della corsa. Segue il concetto di falcata: si intende appunto la distanza tra i due punti di appoggio, primo piede che stacca e secondo piede che atterra.  Inutile dire che la falcata si differenzia da persona e persona: ognuno ha un proprio stile, una propria morfologia, e quasi sempre la falcata migliore per ciascuno di noi è quella spontanea. Ciò non toglie però che sia possibile allenare questo gesto per renderlo il più efficace e redditizio possibile, migliorare cioè il rapporto tra energie impiegate e velocità sviluppata. Tralasciamo le capacità condizionali che entrano in gioco nella corsa e che sono abbastanza facilmente allenabili (forza, velocità, resistenza, capacità aerobica). Quali sono i parametri sui quali possiamo concentrarci per ottimizzare la tecnica di corsa? Sono fondamentalmente tre: la famigerata "Core Stability" (il potenziamento della zona centrale del corpo: addome trasverso e obliqui, pavimento pelvico, quadrato dei lombi), la coordinazione motoria e la gestione del nostro baricentro durante la corsa. E' qui che entra in gioco l'Allenamento Funzionale! Conoscete un modo migliore di questo per lavorare sulle caratteristiche appena descritte in maniera altrettanto poliedrica e facilmente applicabile per chiunque? Ne dubito fortemente! Utilizzare esercitazioni che permettano di migliorare la consapevolezza e la gestione del proprio corpo nello spazio durante ciascuna delle fasi analizzate (passo, volo e falcata) porterà sicuramente elevate prestazioni in termini di coordinazione e stabilità e quindi benefici immediati sui tempi di percorrenza e sul risparmio di energie. E questi benefici di rendimento saranno indubbi sia per i velocisti (distanze brevi, elevata velocità) che per i podisti (distanze anche molto lunghe, velocità ben al di sotto della massima). Vediamo nella pratica alcune esercitazioni che a mio avviso non dovrebbero mancare nella preparazione fisica di un runner: - Plank statico e con torsioni laterali - Mountain Climber - Reverse Crunch al Trx - Skip con spinte braccia in alto/avanti/fuori  - Affondi con curl bicipiti - Piegamenti (push ups) più rowing manubri o kettlebell - Wall ball con palla medica - Squat Jump e Alternate Lunge Jump - Affondi in camminata ...e tanti altri esercizi di questo tipo! Le varianti sono praticamente infinite, l'ideale è sempre quello di farsi seguire da un Trainer preparato che sappia adattare le esercitazioni al livello e alle caratteristiche di ciascun atleta.

Continua...

Gestire lo stress agonistico (Risparmiare energie ...

Ogni atleta convive a modo suo con lo stress agonistico, tuttavia quando gli effetti di questa alterazione dei parametri fisiologici superano una determinata soglia di guardia, diversa da atleta ad atleta, e più in generale da individuo a individuo, la prestazione rischia di risentirne pesantemente, perché possono verificarsi perdita di lucidità, di attenzione e persino di memoria. Senza contare che lo stress costa molto, in termini di energia nervosa, dunque va tenuto sotto controllo. Il “segreto” per riuscire a gestire questo stato di tensione fisica, psichica e nervosa che si manifesta in prossimità di una gara, come risposta ai pensieri e alle immagini che iniziano ad affollare la mente di un atleta, consiste nel riuscire a identificare la soglia personale di “normale stress agonistico”, affinché ogni variazione possa essere riconosciuta sul nascere, perché, entro certi limiti, lo stress è un fedele alleato, aiuta ad entrare nello stato di massima attivazione. Un atleta deve imparare a leggere rapidamente tutti gli indicatori di un imminente rischio di “fuori soglia”, come se avesse davanti a sé un cruscotto con tanti strumenti a lancetta che puntano verso la “zona rossa” da tenere sotto controllo. Cos’è che porta le lancette verso la zona rossa? Sono i segnali di nervosismo eccessivo, la salivazione azzerata, lo stimolo troppo frequente di urinare, la respirazione accelerata, il cuore che scalpita, e questi indicatori premonitori vanno riportati in zona di sicurezza prima che sia troppo tardi. Per farlo, occorre agire sul controllo dei pensieri, delle immagini mentali e, soprattutto, della respirazione, per ripristinare stati di calma e rilassamento a cui in precedenza sono stati creati opportuni ancoraggi.Nella https://www.youtube.com/watch?v=M3TE8... ho spiegato come adottare una semplice pratica di rilassamento per controllare la paura e la tensione della gara. A questa tecnica, molto efficace, possiamo affiancare un esercizio specifico, da svolgersi mentre si va verso il luogo di gara oppure negli spogliatoi, basato sul controllo della respirazione, perché il controllo del respiro, per un atleta che si accinge ad affrontare una gara, è importante come il controllo dei materiali da usare, dell’abbigliamento da indossare e di tutto ciò che costituisce il suo personalissimo rituale preliminare alla competizione. La respirazione è correlata ad altre reazioni fisiche e mentali e questo insieme aiuta l’atleta a gestire lo stress e ad affrontare la gara con lo stato d’animo adeguato. In questo video ti spiego qual è il modo corretto di respirare. Al termine delle respirazioni, sempre ad occhi chiusi, puoi iniziare il riscaldamento mentale con la visualizzazione, di cui ho parlato nella Pillola 48: https://www.youtube.com/watch?v=fsiAH...Vuoi saperne di più? Per ricevere un aiuto concreto sul modo corretto di formulare il dialogo interno e sulla visualizzazione, e per continuare in modo consapevole la tua crescita personale, contattami e ne parliamo.Leggi l’articolo completo nel mio Blog: http://massimobinelli.it/il-blog-di-m...Vuoi parlarne? Prenota una Sessione di Coaching Gratuita con me: http://massimobinelli.it/info

Continua...

Come migliorare l'attività aerobica

In questo video scoprirai come migliorare la tua attività aerobica e quindi anche il tuo condizionamento aerobico. Partendo dal presupposto che è fondamentale di base utilizzare il cardiofrequenzimetro (Lo trovi qui: http://goo.gl/xioIBb) per conoscere la tua frequenza cardiaca mentre ti alleni, ti parlerò delle due soglie che incontri allenandoti:- la soglia aerobica: il primo punto nel quale l'acido lattico comincia ad accumularsi. Puoi trovare questa soglia con il "talk test", ossia parlando mentre ti alleni per scoprire il punto nel quale la respirazione diventa più difficile e non riesci più a parlare;- la soglia anaerobica, il punto in cui l'accumulo di acido lattico è così elevato che non puoi continuare l'attività dal momento che il corpo non riesce più a riconvertirlo.

Continua...

Pensieri negativi – Paura di non farcela – Pau...

Tu chiedi e Massimo Binelli Coach risponde. Questa settimana si parla di Cambiamento, di Paura di vincere e di Rendimento in gara.Ecco cosa mi hanno chiesto Chiara, Cristiano e Davide.Domanda di Chiara, una brava mezzofondista iscritta al mio videocorso Atleta Vincente:«Buongiorno Massimo, ho iniziato il percorso con il primo video “Allenamento Mentale, Dialogo Interno e Pensiero Positivo” e ho svolto il “compito a casa”, quello dove dovevo scrivere i miei pensieri durante una gara e poi a fianco riformularli con il metodo CCCP. Ho lavorato sia con una gara andata bene che con una gara andata male, ti allego il risultato. Non sono riuscita a trovare un pensiero CCCP per ogni mia affermazione ma credo che sia perché quando corro penso troppo. Ieri sera in allenamento ho provato a mettere in pratica il tutto ma mi è risultato un po’ difficile, sembrava che dentro la mia testa ci fossero due vocine che discutessero fra loro, una positiva e una negativa, non è la prima volta che mi capita, però ieri ho provato d’istinto a non ascoltare né una né l’altra e a concentrarmi sul movimento di corsa che stavo compiendo, e sono riuscita a fare un buon allenamento. Che cosa ne pensi? Grazie, Chiara».Domanda di Cristiano, arrivata tramite il mio sito MassimoBinelli.it:«Ciao Massimo, sono un giocatore di tennis e vorrei iniziare un percorso mentale per poter finalmente fare quel passo avanti che da una vita aspetto. Quest’anno sono stato a un passo dal raggiungere la serie B tennistica ma ho dovuto combattere con la mia negatività, ansia, paura di non farcela, pessimismo e insicurezza, tutti fattori che mi hanno bloccato a un soffio dal traguardo. Io sono di Alghero, quindi non so se sia possibile incontrarci in qualche modo: un lavoro a distanza potrebbe essermi ugualmente di aiuto? Ti ringrazio, Cristiano».Domanda di Davide, arrivata tramite il mio sito MassimoBinelli.it:«Caro Massimo, ho 18 anni e pratico ciclismo da tre anni, vorrei qualche consiglio per prepararmi mentalmente prima di una gara, dato che ritengo che sia fondamentale. Quando sono in gara ho paura di rischiare, mi trovo in difficoltà ad affrontare alcune situazioni credendo di non riuscire ad andare avanti. Per esempio, quando affronto una salita e vengono a farmi male le gambe, cosa normale, tendo a mollare perché penso di non farcela. E quando arrivo al traguardo ripenso a quella situazione e mi dico “che stupido che sei stato, se tenevi ancora un po’, potevi scollinare con i primi”. Spero che tu mi risponda. Saluti, Davide».Ascolta cosa ho risposto…Hai una domanda da rivolgermi? Scrivila nei commenti, oppure visita il sito massimobinelli.it, inserisci il tuo nome e la tua email più importante per iscriverti e per ricevere subito la mia Guida per la tua crescita personale, poi clicca su Contattami: trovi tutte le istruzioni per inviarmi un messaggio. Se il tuo quesito sarà di interesse generale, ti risponderò in uno dei prossimi Botta e Risposta!

Continua...

Botta e Risposta: Visualizzazione - Parlare in pub...

Tu chiedi e Massimo Binelli Coach risponde. Questa settimana il Botta e Risposta è con Emanuele, Andrea e Gabriele. Si parla di Cambiamento, di Paura di vincere e di Rendimento in gara.Ecco cosa mi hanno chiesto Giada, Christian e Karen.Domanda di Giada:«Buonasera Massimo, mi chiamo Giada e ho 29 anni. Sono arrivata a lei, perché andando ad un seminario aziendale ho avuto la “visione” che mi ha fatto capire che, nonostante la mia conoscenza della Legge di Attrazione, c’è qualcosa che non riesco a fare, ed è proprio il potere di visualizzare. Non riesco a visualizzare le cose che desidero come vorrei, con la giusta energia. Credo che lei possa darmi una grande mano».Domanda di Christian:«Ciao Massimo, ti contatto per avere qualche consiglio utile per gestire lo stress e l’ansia di parlare in pubblico, davanti ad una platea di professionisti. Nello specifico, a breve dovrò moderare un importante convegno e me la sto “facendo sotto”. In passato l’ho già fatto, ma questa volta il livello è molto alto e ho paura che l’ansia possa giocarmi brutti scherzi, farmi balbettare e rovinare un’occasione importante con un blocco o una figuraccia. Altre volte mi è capitato di parlare a singhiozzo e di bloccarmi un po’ davanti ad un pubblico numeroso: vorrei che non accadesse più. Spero che tu possa aiutarmi».Domanda di Karen: «Ciao, mi chiamo Karen e pratico da sei anni tiro con l’arco. Tra poco avrò i Campionati Italiani. Sapendo che nelle altre gare importanti ero sempre agitata, ho cercato su Internet qualche “trucchetto” per non essere stressata e sono capitata sul tuo profilo YouTube. Dato che una gara di tiro con l’arco può durare anche più di 8 ore, volevo chiederti se mi puoi aiutare a rimanere concentrata e soprattutto a non essere agitata, perché è difficile rimanere padroni di sé stessi senza che ti sfuggano pensieri negativi. Poi mi preoccupa la finale, dove sei uno contro uno (come alle Olimpiadi) e dietro di te c’è il pubblico, ci sono le telecamere... Nelle gare di qualificazione, mentre tiravo ha cominciato a tremarmi una gamba, il che può diventare un disastro, perché nel tiro con l’arco ogni movimento inappropriato può farti perdere. Puoi darmi dei consigli?».Ascolta cosa ho risposto…Hai una domanda da rivolgermi? Scrivila nei commenti, oppure visita il sito massimobinelli.it, inserisci il tuo nome e la tua email più importante per iscriverti e per ricevere subito la mia Guida per la tua crescita personale, poi clicca su Contattami: trovi tutte le istruzioni per inviarmi un messaggio. Se il tuo quesito sarà di interesse generale, ti risponderò in uno dei prossimi Botta e Risposta!

Continua...

Botta e Risposta: Cambiamento - Paura di vincere -...

Ogni giorno ricevo messaggi e mi vengono sottoposte domande, molte delle quali sono di carattere generale, e dunque ho pensato che le risposte possono essere di grande aiuto a tutti coloro che mi seguono qui su YouTube.Per questa ragione ho pensato al Botta e Risposta. Ecco cosa mi hanno chiesto Emanuele, Andrea e Gabriele.Domanda di Emanuele:«Ciao Massimo, mi chiamo Emanuele, sono un semplice operaio di una ditta che si occupa della pulizia della stazione di Napoli con una retribuzione nella normalità del giorno d’oggi. Sono sposato, ho un bambino di un anno, mia moglie lavora, ma se devo dirti di essere felice a livello economico, ti dico che non lo sono. Vorrei trovare un’idea che mi porti una certa abbondanza economica, ma non so come fare. Mi farebbe piacere ricevere una tua risposta».Domanda di Andrea:«Ciao, il mio nome è Andrea e sono un atleta. Sono un ragazzo timido, molto timido, e penso che questo mi ostacoli molto nella mia “carriera” di atleta. A volte, quando sono alle gare, non è che abbia paura di vincere, ma quasi... Non so come spiegarlo, però è come se non mi sentissi abbastanza forte per vincere. Hai qualche consiglio da darmi, o delle cose da farmi fare per prendere più coraggio?» Domanda di Gabriele: «Ciao, sono Gabriele, pratico canoa slalom. Sono nella squadra nazionale e sono campione italiano, però ho un problema: a volte faccio delle gare bellissime e a volte faccio delle pessime gare. In allenamento vado bene, ma in gara non riesco a sfoderare il mio 100%: cosa posso fare?».Ascolta cosa ho risposto…Hai una domanda da rivolgermi? Scrivila nei commenti, oppure clicca qui http://massimobinelli.it/info: troverai tutte le istruzioni per inviarmi un messaggio. Se il tuo quesito sarà di interesse generale, ti risponderò in uno dei prossimi Botta e Risposta!

Continua...

La Profezia che si autoavvera (“Chiedi e ti sar...

Nelle mie Pillole parlo spesso della profezia che si autoavvera: la tua mente ti accontenta sempre, sia quando vuoi ottenere qualcosa di positivo, sia quando inconsciamente ti stai auto-sabotando.Si tratta di un auto-sabotaggio, o “Legge di Attrazione della sfiga”, come l’ho ribattezzata (https://www.youtube.com/watch?v=Gy2k9...), che accade puntualmente quando temiamo fortemente che una nostra paura (di perdere, fallire, essere traditi, ammalarci…) possa diventare realtà. Ne sanno qualcosa quegli atleti che sentono gravare sulle loro spalle il peso dell’ultimo punto che li separa dalla vittoria, oppure quei calciatori a cui viene affibbiata la responsabilità del rigore che può dare la svolta alla partita, e via discorrendo. Lo stesso fenomeno “magnetico” avviene anche in positivo, quando cioè riusciamo ad entrare in armonia con le nostre aspettative e con i nostri obiettivi, e dunque otteniamo ciò che abbiamo visualizzato e desiderato, che poi è la versione 2.0 della massima evangelica “Chiedi e ti sarà dato”, rinominata, perché fa più figo e produce business, Legge di Attrazione, di cui ti ho parlato nella Pillola del “Sei nato ricco”, che ti invito a rivedere: https://www.youtube.com/watch?v=PdPu7...Quali risultati possiamo ottenere grazie all’allenamento mentale? Possiamo iniziare un percorso che innanzitutto ti permetta di imparare a controllare i pensieri, per migliorare il tuo dialogo interno. Poi sarà importante acquisire le tecniche per praticare la visualizzazione, affinché tu possa vederti e percepire il successo al posto dell’evento negativo che scatena la profezia che si autoavvera. Infine, sarà importante comprendere come tenere sotto controllo la rabbia e l’ansia, e come applicare le strategie più efficaci per aumentare la motivazione e l’autostima. In definitiva, si tratta di imparare a riprendere il controllo della nostra mente, per evitare i suoi sabotaggi. Contattami e ne parliamo…

Continua...

Atleta Vincente (Formule, Strategie e Tecniche per...

Dopo molti mesi di duro lavoro, sono felice di poter annunciare il lancio del progetto “Atleta Vincente”. “Atleta Vincente” è un marchio registrato, è un sito Internet, http://atletavincente.com, ma soprattutto è un progetto di ampio respiro, incentrato su un videocorso rivolto ad atleti che credono nelle loro potenzialità e vogliono compiere il salto di qualità per diventare Atleti Vincenti. Nel video ti racconto come è nato, così comprenderai che quando ogni tanto parlo di “deliri binelliani” un motivo c’è! Faccio una premessa, assolutamente necessaria, a questo punto. Da oltre vent’anni mi occupo di consulenza, formazione e coaching, ma soprattutto sono stato e sono tuttora un Atleta Vincente. Nel video ti spiego perché lo affermo serenamente e senza timore di peccare di presunzione… È così importante sottolineare che mi ritengo un Atleta Vincente? Sì, è importate, perché vuol dire che i fattori di successo che ho condensato nelle 10 Sessioni di allenamento mentale, messi a punto in oltre 35 anni di esperienza, tra Atletica Pesante e Leggera, continuo a sperimentarli e a perfezionarli sulla mia pelle, giorno dopo giorno, e questa è la miglior garanzia di qualità e di serietà che io possa offrire a chi si fiderà di me. Puoi leggere alcune testimonianze nella sezione http://massimobinelli.it/chi-sono/dic... per scoprire cosa pensa chi si è fidato di Massimo Binelli Mental Coach fino ad oggi.Ogni atleta desidera realizzare in gara risultati pari o superiori a quelli che ottiene durante la preparazione, perché essere dei “fenomeni” in allenamento non serve a nulla: contano solo i risultati ufficiali, quelli che valgono una convocazione, una qualificazione, un primato o una medaglia. Per queste ragioni, per poter affrontare le gare da Atleta Vincente, è necessario adottare le stesse strategie che usano i campioni per arrivare al successo, strategie che ho studiato, sperimentato e perfezionato.Il corso “Atleta Vincente” è formato da 10 Sessioni, supportate da 4 Schede di Lavoro, da 9 Esercizi guidati dalla mia voce, 10 Compiti a casa e moltissimi esempi pratici. Inoltre, proprio perché “ci metto la faccia”, garantisco a tutti il mio supporto via email e fino a 6 Sessioni di Coaching in videoconferenza.

Continua...

Basta dolori muscolari grazie a Trigger Point Ther...

Parliamo di una terapia che consente di alleviare il dolore muscolare attraverso l'impiego di piccoli attrezzi (i Tools: Grid, Massage balls, Footballer, Quadballer) che risultano estremamente efficaci quando sono a contatto con punti ben precisi, ossia i trigger points. I “trigger points” sono dei piccoli nodi, dei punti di tensione che si sviluppano nel muscolo quando è stressato, sovraccaricato o ha subito un trauma. Essi sono la causa di frequenti dolori. In tali circostanze è opportuno detensionare il punto critico, il trigger point appunto, esercitando una pressione, sia attiva che passiva, accompagnata da piccoli movimenti. La terapia trigger point viene utilizzata come protocollo di lavoro per alleviare il dolore muscolare attraverso la pressione esercitata su questi punti con l'aiuto dello stretching (statico e dinamico), ne segue quindi un Release Miofasciale che ha lo scopo di liberare la fascia connettivale dalle tensioni di cui abbiamo detto prima, mediante delle  apposite tecniche. Questi strumenti rappresentano per tutti, agonisti e sportivi amatoriali, un valido supporto nel lavoro quotidiano e portano anche ad un miglioramento della performance sportiva. Seguendo un preciso iter (che può variare in base all’utente) si avrà un sollievo generale per l’amatore che si allena per stare bene, ma anche grandi benefici per chi deve affrontare una prova agonistica.   TP Therapy si pone diversi obiettivi: prevenire le lesioni e il dolore; migliorare il range of motion; migliorare la performance: aumentare forza, rapidità, resistenza e potenza; migliorare la circolazione; recuperare più rapidamente e migliorare l'efficienza neuromuscolare. Questi sono solo alcuni benefici che si hanno con l’utilizzo degli strumenti Trigger Point: aumenta la mobilità e la flessibilità, migliora la performance, diminuiscono i dolori, viene favorito un recupero muscolare più rapido.   Negli ultimi anni sempre più sportivi di alto livello si affidano a professionisti per i trattamenti di questo tipo. Tennisti, calciatori, ciclisti, runners sono solo alcuni esempi; inoltre moltissimi appassionati di sport estremi ne hanno fatto un must del loro modus operandi. Senza dimenticare chi pratica sport e discipline di combattimento, oltre agli sportivi di ultima generazione: gli irriducibili del body weight, dell’allenamento funzionale e a corpo libero, ed infine i seguaci del crossfit.   Il mio consiglio, come sempre, è quello di farvi guidare da un esperto; una persona competente in materia, che abbia la certificazione internazionale “MCT” rilasciata da TRIGGER POINT THERAPY. Sarete quindi indirizzati verso un corretto protocollo che vi aiuterà a sentirvi meglio fin da subito, l’operatore saprà come trattare i vostri Trigger Points usando i suoi attrezzi: Grid, Massage balls, Footballer, Quadballer. Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/Blog/Salute/Basta_Dolori_Grazie_A_Trigger_Point_Therapy--id331.html  

Continua...

Come funziona la visualizzazione (Allenamento ment...

“Se lo vedi, ci credi!”. Quanto sei disposto a impegnarti per incrementare le tue abilità, nello sport, per rendere più veloce l’apprendimento di un’abilità, o nella vita privata, ad esempio per potenziare lo studio o per imparare a suonare uno strumento? Quanto sei disposto ad assumerti la responsabilità dei tuoi errori?

Continua...

I poteri della mente: l'atteggiamento mentale...

Penso che LA FITNESS, intesa come grado di performance psico-fisica e stato di salute di un essere umano, sia dovuto essenzialmente a tre fattori:   ESERCIZIO FISICO; ALIMENTAZIONE; ATTEGGIAMENTO MENTALE. Quest'ultimo punto viene spesso (erroneamente) tralasciato, anche se in realtà è importante, anzi il più importante, poiché un corretto atteggiamento mentale, è fondamentale per proseguire in maniera duratura e stabile con un corretto piano di attività fisica e con un corretto stile alimentare. Il cervello poi è il nostro organo più potente, ed è attraverso di esso che riusciamo a vedere e percepire tutto cio che ci circonda (il mondo al di fuori di noi). Un corretto atteggiamento mentale risulta quindi essere fondamentale, non solo per quanto riguarda allenamento e alimentazione, ma anche in tutte le altre sfaccettature della vita.   Se siamo negativi, il nostro cervello processerà (quindi poi ci farà vedere ) solo cose negative. Questo atteggiamento mentale risulta essere deleterio, poiché un perenne stato di negatività non ci fa vedere le opportunità che ad esempio si possono celare in una situazione apparentemente normale e routinaria. Quando vi sentite negativi, quando pensate che la situazione che state affrontando non stia andando per il verso giusto, fermatevi e riflettete, basta poco. Molte volte vi accorgerete che basta guardare la situazione da un'altra prospettiva, perché tutto si risolva per il meglio. Vi lascio ora con una piccola poesia che trovai molto tempo fa in un libricino su Bruce Lee (Il Tao del Dragone), con la cui lettura comincio sempre la giornata:   Se pensi di essere sconfitto, lo sei. Se pensi di non osare, non lo farai. Se vuoi vincere, ma pensi che non ce la farai, è quasi certo che non vincerai. Se pensi che perderai, sei perso. Perchè fuori nel mondo capiamo che il successo COMINCIA con la VOLONTA' dell'individuo. Tutto dipende dallo stato mentale. Se pensi di essere un perdente, lo sei. Per crescere hai bisogno di pensare in grande. Hai bisogno di essere sicuro di te stesso per poter vincere un premio. La battaglia della vita non è sempre a favore  dell'uomo più forte o più veloce. Prima o poi chi vince è colui CHE SA DI POTERCELA FARE. Se i vostri intenti sono SANI e non ledono la LIBERTA' ALTRUI, andate avanti per la vostra strada, anche quando le cose si fanno difficili, un passo alla volta, un obbiettivo alla volta. NON MOLLATE!!! OVER THE TOP Alberto Fanin

Continua...

Per vincere bisogna saper perdere (Imparare dai fa...

Sei consapevole dell’importanza di accettare gli insuccessi per continuare a crescere, ossia, per dirla in altre parole, del fatto che per riuscire a vincere bisogna saper perdere? La delusione deve diventare una forza esplosiva per la vittoria più bella, «quella che deve ancora venire», come amava dire il Drake, Enzo Ferrari. Iscriviti al mio sito http://www.massimobinelli.it e ricevi la Guida per la tua Crescita Personale.

Continua...

Perché ti va tutto storto? (Legge di Attrazione d...

“Non me ne va mai bene una!”, “La mia vita è uno schifo!”, “Non ci provo nemmeno, tanto so già che sarà un disastro!”: hai mai detto o pensato qualcosa di simile? Se ti è capitato, sappi che avevi proprio ragione, e nel video ti spiego il perché… Iscriviti al mio sito http://www.massimobinelli.it e ricevi la Guida per la tua Crescita Personale.

Continua...

Coaching: conosci il tuo limite?

"Limite": in senso più astratto, confine ideale, livello massimo, al disopra o al di sotto del quale si verifica normalmente un determinato fenomeno (Treccani). Qual è il tuo livello massimo, il tuo confine ideale? Bella domanda! Innanzitutto, in quale ambito? Di cosa stiamo parlando? Di lavoro oppure di Vita? Quanto conosciamo di noi stessi al punto da stabilire che questo o quel livello è il "Nostro limite"? Ce lo dice l'esperienza oppure ce lo suggerisce la Mente? Una grande porta si apre, se entriamo nella sfera mentale. Lì, giacciono sedimentati schemi di pensiero e di comportamento appresi e introiettati nel percorso di crescita, dalla nascita al punto in cui siamo oggi. Siamo ciò che abbiamo imparato ad essere: siete sconvolti? Un po' fa pensare... eppure, non lo dico io, lo dicono grandi Maestri del passato, lo dicono studiosi, lo dice una branchia della psicoterapia, lo dice la cultura umanistica, da Carl Rogers ai giorni nostri. Tara Bennet, psicoterapeuta e moglie di Daniel Goleman, teorico dell’Intelligenza Emotiva, è autrice di un interessante manuale, Alchimia Emotiva, in cui esplicita in modo molto chiaro alcuni degli schemi principali ai quali attingiamo per costruire il nostro atteggiamento rispetto agli eventi della vita, tutto rigorosamente a livello non consapevole. Tali "cornici" limitano la nostra azione, costantemente disegnata all'interno di questi spazi pre-costruiti che ci fanno credere di muoverci in totale autonomia. Il limite è nella mente: ciò che decidi di non essere in grado di fare, non lo farai, perché in te si dispone un atteggiamento tale per cui non riuscirai a trovare il modo di procedere, non troverai motivazione, non avrai la vista acuita per guardare lontano. Perché non pensi di farcela? Perché la tua autostima è in pessimo stato, non per colpa tua, ma per la tua storia di vita e per le circostanze in cui ti sei trovato che non hanno fatto altro che potenziarne il dis-valore anziché scioglierla dalle briglie dell'insicurezza e lasciarla libera. Cos'è, dunque, il limite? Un ostacolo davanti a te: come ti comporti? Lo salti, lo raggiri oppure torni indietro? Lì si manifesta il vero pensiero limitante: se lo salti, sai concederti l'onere e l'onore della sfida e sei coraggioso, non hai timore e ti lasci andare, vai a vedere cosa c'è al di là e non ti spaventa "saltare" ossia "correre il rischio" di cadere e, metaforicamente, fanne quello che vuoi per la tua vita attuale... Se lo raggiri, avrai intuito che ciò significa un voler "non vedere" il problema, pertanto è come se chiudessi gli occhi e cercassi la via più semplice per non prenderti alcuna responsabilità: comodo, certo, ma dove ti porta? Se, invece, torni indietro, beh, fatti delle domande: ti spaventa così tanto? Cosa ti fa più paura? Un percorso di Life Coaching è salutare per capirlo se impari ad ascoltarti un po' di più... Insomma il limite non è l'ostacolo, ma il modo in cui tu guardi quell'ostacolo, che ne pensi? Non è il caso di prendere in mano la tua vita e ogni tanto fare un test per vedere a che punto ti sai ancora stupire? Guarda oltre la cima e stai a guardare cosa accade: la vita è un viaggio da vivere intensamente, pertanto, vai, sogna e... osa!   Maria Cristina Caccia

Continua...

Allenamento funzionale vs allenamento classico

Torno su un argomento molto di attualità che riguarda la (ri)scoperta in questi ultimi anni di una metodica d'allenamento completamente diversa da quella classica e che prende il nome di Allenamento Funzionale (o Functional Training). Ma è davvero un allenamento così innovativo e, soprattutto, migliore? La risposta, come spesso accade, è: "dipende dall' obiettivo"! La pesistica classica con manubri, bilanceri e macchinari isotonici si fonda prevalentemente su aumenti di forza e/o condizionamenti fisici di tipo localizzato e settoriale. Movimenti precisi, che sono spesso guidati dal macchinario stesso e, nel caso di esercizi di isolamento (ad esempio i bicipiti sulla Panca Scott), che prevedono un lavoro monoarticolare. Perfetto, se il nostro obiettivo è solo il tono muscolare, l'ipertrofia o l'aumento della forza assoluta a carico di quel singolo distretto muscolare. Fermo restando alcuni capisaldi della pesistica e del bodybuilding quali ad esempio le distensioni su panca, gli Squat, le trazioni alla sbarra ed altri esercizi multiarticolari fondamentali dai quali un allenamento a 360° non dovrebbe probabilmente mai prescindere, si sta riscoprendo un concetto di fitness più complesso e, a mio parere, maturo, che mira a un più generale benessere senza trascurare i giusti benefici estetici che, siamo sinceri, tutti noi ricerchiamo nell'attività fisica. Così come in quasi tutte le preparazioni atletiche l'ultima frontiera è data dalla ricerca della riproduzione in allenamento del gesto che dovrà poi essere riproposto in gara, seguendo la massima specificità dello stimolo, anche nella vita quotidiana il nostro organismo deve muoversi in maniera coordinata, all'unisono, gestendo più distretti corporei contemporaneamente.  Facendo un esempio, caricare pesi stratosferici nello squat non necessariamente aiuterà un saltatore a saltare più in alto; allo stesso modo molti movimenti dell quotidiano richiedono delle abilità particolari come un controllo posturale di tipo dinamico, capacità di movimento multiplanare, differenti ritmi esecutivi e così via. Non siamo solo una sommatoria di muscoli, tendini e articolazioni a se stanti, ma un corpo unico e complesso e come tale dobbiamo muoverci. In virtù di questo l'allenamento funzionale e/o integrato rappresenta un approccio completo che mira a migliorare tutte le componenti fisiche essenziali per permetterci di svolgere prestazioni di ogni genere in modo ottimale. Anche da un punto di vista metabolico, esercizi integrati (l'esempio perfetto è lo Swing con il Kettlebell) garantiscono un coinvolgimento significativamente superiore rispetto ad un qualunque esercizio base di muscolazione in quanto più numerosi sono i distretti corporei coinvolti nel gesto, con risposte adattative non solo di tipo locale ma, data la vasta parte dell'organismo coinvolta, sistemiche. Ciò si traduce in maggiori risposte cardiovascolari e un aumentato consumo calorico!   Volendole quindi riassumere, tra le componenti principali di un allenamento funzionale troviamo la Flessibilità; la Stabilizzazione del Core (Core Stability); l' Equilibrio; la Reattività Neuromuscolare; la Potenza; la Velocità; la Forza Funzionale; la Capacità Aerobica Partendo dal presupposto che, come sempre avviene, la scelta migliore è quella di trarre il meglio da ciascuna tipologia di allenamento, moderna o classica che sia, riflettete bene sul vostro obiettivo e... buon fitness! Giulio Bellini

Continua...

Analizziamo la vostra performance con Beast!

Il futuro dell'allenamento potrebbe essere un simpatico oggettino rettangolare. Beast è il primo sistema che permette di monitorare ed analizzare le Performance di Allenamento sul proprio Smartphone, analizzando ogni singolo movimento in tempo reale e con dati ad alta precisione. Consiste in un piccolo sensore (38 grammi, 20x19x40 mm) con un magnete integrato e studiato per rendere possibile la connessione rapida su tutti i tipi di resistenza: pesi liberi, macchine isotoniche, Kettlebell e perfino sul nostro corpo! Garantisce 50 misurazioni al secondo per ogni movimento effettuato e la trasmissione dei  dati in tempo reale via Bluetooth. Si tratta di un sistema portabile di dimensioni ridotte, dalla massima usabilità, dall’estrema versatilità, che garantisce una bassa intrusività nel processo di allenamento e l’assoluta libertà di movimento. Il sensore permette un monitoraggio continuativo dell’ atleta in ogni suo movimento, visualizzando in real time forza, potenza  e velocità espressa ad ogni ripetizione effettuata! Questo rende possibile una approfondita valutazione funzionale dell’atleta e la costruzione di un profilo atletico: forza, potenza, velocità, esplosività e resistenza sono visualizzati in un grafico a poligono e confrontati con lo storico dei dati salvati in precedenza. Per gli esercizi propriocettivi o di core stability  sarà possibile persino visualizzare dati relativi alla stabilità mantenuta durante l’esecuzione!   Al termine di ciascuna serie è infatti possibile visualizzare i seguenti parametri: Massimale (1RM):  calcolo del massimale dell´atleta per un determinato esercizio in base ai dati raccolti Intensità di allenamento: è il rapporto tra il peso utilizzato e il massimale. Definisce la qualità dello stimolo allenante per il sistema nervoso. Volume di allenamento: Rappresenta il peso totale sollevato dall’esercizio ed indica la quantità di lavoro svolto. Densità di allenamento: è il rapporto tra il Volume dell’allenamento e il tempo dell’allenamento e rappresenta il collegamento tra l’allenamento muscolare e quello cardiaco. Time Under Tension: il tempo trascorso sotto sforzo dai muscoli. E’ un parametro che distingue il lavoro muscolare dal lavoro tendineo. Rate of force development: Indica la rapidità con cui si sviluppa la forza, di fondamentale importanza per gli atleti che ricercano la massima esplosività. Index of fatigue: rileva l´affaticamento dell´atleta durante un esercizio   I dati relativi a ciascun atleta potranno essere salvati su un portale web dove sarà possibile la visualizzazione e comparazione delle prestazioni ottenute in differenti allenamenti. Ma non solo, sarà possibile la creazione di nuovi allenamenti ed esercizi da inviare direttamente sul proprio smartphone o su quello degli atleti!   Il trainer potrà consultare in qualunque momento: Elenco dei Workout completati dall’utente e dai componenti dei gruppi a cui è iscritto. Elenco delle sessione di allenamento complete in ordine cronologico Visualizzazione del profilo di ogni atleta Visualizzazione nel dettaglio di ogni allenamento effettuato Analisi dell´attuale stato di forma per l´atleta   E’ possibile creare cicli di allenamento, singoli workout e addirittura nuovi esercizi. Creando un ciclo si programma l’attività degli allenamenti per il periodo di tempo desiderato. Pianificare il workout permette di registrarlo sull’account dell’atleta. Una volta entrato nell’app, l’atleta troverà automaticamente l’allenamento nella sezione “workout of the day”.   Una volta aggiunto un esercizio si possono impostare i parametri target dell’esercizio: Carico dell’esercizio Intensità di lavoro Volume o numero di ripetizioni Obiettivo dell’esercizio (forza massima, ipertrofia, resistenza)   TRAINING GROUPS. La divisione in gruppi permette all’altleta di confrontarsi con i compagni di allenamento e al trainerdi programmare l’allenamento per l’atleta o per l’intero gruppo. Al Trainer sarà infatti possibile gestire il team, inviando allenamenti a visualizzando i dati di ogni atleta, e comparare i dati di tutti gli atleti del gruppo a scopo valutativo.   PORTA IL TUO ALLENAMENTO AL LIVELLO SUCCESSIVO! KNOW YOUR BEAST! Giulio Bellini

Continua...

Perché un atleta, preparato e dotato, perde! (Pau...

Tu hai mai avuto paura di vincere? Sappi che è un problema comune a molte persone, e la “colpa” è sempre di quel fatidico 50% che spesso viene trascurato: un atleta può raggiungere un’ottima preparazione tecnica e fisica, ma siamo ancora a metà dell’opera, perché per forgiare un campione occorre curare anche l’altra metà, quella che riguarda la mente: un campione è l’espressione di un equilibrio perfetto tra il 50% di bagaglio tecnico e fisico e il 50% di potenza mentale. Iscriviti al mio sito http://www.massimobinelli.it e ricevi la Guida per la tua Crescita Personale.

Continua...

Are you looking for the best website template for your web project? Look no further as you are already in the right place! In our website templates section you will find tons of beautiful designs - for any kind of business and of any style. You are in a unique place - join us today BIGtheme NET

Filtro contenuti

Filtra: 
Our website is protected by DMC Firewall!