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Contenuti per tag: diaframma


Respirazione e diaframma: istruzioni per l'us...

Per vivere abbiamo bisogno di ossigeno, quindi di respirare: ovvio, fin qui siamo tutti d'accordo. Ma siamo sicuri che, pur respirando (altrimenti saremmo morti), lo facciamo nel modo giusto? E se vi dicessi che molti nostri problemi - piccoli o grandi - di salute derivano proprio da una cattiva respirazione e, in particolare, da uno scorretto utilizzo del Diaframma, il muscolo respiratorio per eccellenza? Già. Iniziamo con lo spiegare come è fatto questo Diaframma, dove si trova e qual’è la sua funzione. Si tratta di un muscolo piuttosto grande, a forma di cupola, che grazie alla sua posizione strategica esattamente a metà tra la cavità toracica e quella addominale, ha lo scopo di garantire la massima efficienza delle due fasi respiratorie, l’inspirazione e l’espirazione. Durante la prima esso si sposta verso il basso permettendo l’espansione del torace che quindi può incamerare aria, mentre durante la seconda si sposta verso l’alto in maniera passiva comprimendo la cassa toracica e favorendo lo svuotamento dei polmoni. Questo è, in termini molto semplicistici, come avviene la respirazione e come ognuno di noi respira sin dalla nascita. Poi però, quasi sempre, qualcosa in questo meccanismo innato si inceppa: crescendo la maggior parte di noi perde la completa funzionalità del diaframma e “sporca” la qualità della nostra respirazione. Ma perchè avviene questo? Dovete sapere che il Diaframma è un muscolo che più di tanti altri viene influenzato dalla nostra emotività: stress piccoli o grandi, cronici o acuti possono alla lunga condizionare la corretta funzionalità di questo muscolo andando ad irrigidirlo, retrarlo, ipomobilizzarlo. Esso inizierà a funzionare sempre meno, ma come sapete una delle caratteristiche più importanti dell’essere umano (e del proprio organismo) è quella di adattarsi e quindi, nello specifico, di trovare una strada per compensare questo improvviso “deficit”. Con delle conseguenze. Il diaframma è il muscolo respiratorio più importante, certo, ma non è l’unico. Esistono numerosi altri muscoli che nel processo respiratorio dovrebbero avere una funzione accessoria e che invece si ritroveranno ad affrontare un “superlavoro”: tra questi ci sono ovviamente i muscoli intercostali, i paravertebrali e, soprattutto, i muscoli situati tra il tratto cervicale e dorsale della colonna quali lo SCOM (sterno-cleido-occipito-mastoideo), gli scaleni ed il trapezio. Non funzionando appieno il diaframma, questi muscoli contribuiranno notevolmente all’aumento della capacità toracica contraendosi e, alla lunga, irrigidendosi. Molti problemi di cervicalgie derivano infatti da una cattiva respirazione, e come sappiamo da una problematica cervicale possono a cascata svilupparsene molte altre in zone limitrofe. Infatti il diaframma agisce come una sorta di molla che ad ogni suo movimento va ad influenzare la posizione delle vertebre lombari vicino alle quali si inserisce, tirandole e rilasciandole ad ogni atto respiratorio. Non avvenendo più questo rilasciamento, si provocherà alla lunga quella che si può definire come una “iperlordosizzazione” diaframmatica, riconoscibile a occhio nudo da una rientranza piuttosto profonda a livello lombare. Altra conseguenza di una respirazione cosiddetta “toracica”, la sofferenza degli organi situati al di sotto del diaframma, nella cavità addominale: stomaco, fegato, pancreas, intestino non vengono quasi mai liberati dalla pressione che il diaframma, non spostandosi più a sufficienza verso l’alto, esercita su di loro e questo può, alla lunga, andrà a creare problematiche quali coliti, stipsi, reflussi, gastriti e quant’ altro. Senza escludere problemi di incontinenza o iperattività della vescica dovuti proprio alla pressione che viene esercitata sulla stessa. Come avrete capito, tante patologie e problematiche che non sono riconducibili a problemi diretti dell’organo interessato, potrebbero derivare da un non corretto utilizzo della respirazione. E a questo punto, come agire? Esistono degli esercizi di respirazione presi in prestito dalla ginnastica posturale che, una volta appresi, possono tranquillamente essere eseguiti per conto proprio e che non richiedono l’ausilio di alcun attrezzo. Esistono poi degli apparecchi con in quali andare invece ad allenare la muscolatura respiratoria in maniera selettiva e senza coinvolgere l’apparato locomotore, nè rischiare quei piccoli inconvenienti tipici dell’iperventilazione quali piccoli giramenti di testa o senso di nausea: è l’esempio della Ginnastica Respiratoria con SpiroTiger. In entrambi i casi, la supervisione di un Trainer qualificato è, soprattutto in fase iniziale, assolutamente fondamentale.

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Come respirare in modo corretto durante l'all...

Tutti noi siamo in grado di respirare fin da bambini, il respiro è una delle cose che facciamo senza pensarci perché è naturale. La respirazione è una funzione fisiologica presente e necessaria in tutti gli esseri viventi: il respiro è alla base della vita, in quanto è l’unico modo che abbiamo per ottenere l’ossigeno necessario in tutto il corpo a livello cellulare. La respirazione corretta che tutti dovremmo avere è quella diaframmatica, come avevamo da bambini e che poi abbiamo perso in età adulta. Comincia proprio da sotto l'ombelico e lentamente si espande verso l'alto. Chi canta e chi fa yoga la consce bene! Respirando dal petto, come la maggior parte delle persone fa, la respirazione è superficiale e porta ad avere meno ossigeno nel corpo e, di conseguenza, si ha la sensazione di  dovere respirare prima del necessario. Non hai familiarità con la respirazione diaframmatica? Non preoccuparti, con un po’ di pratica ti verrà naturale. Prenditi 5 minuti durante il giorno per esercitarti con la respirazione diaframmatica: siediti  a gambe incrociate in un posto tranquillo; appoggia la mano destra sull’addome e la sinistra sul petto. La mano destra deve seguire il movimento del tuo addome, mentre la sinistra, quella appoggiata sul petto, deve rimanere ferma; inizia a respirare profondamente facendo partire il respiro dall’addome. In questa posizione riuscirai a concentrarti di più e capire quando non stai respirando nel modo giusto. Questo ti aiuterà non solo a respirare correttamente ed ossigenare al meglio il corpo, ma anche a prenderti 5 minuti per te, eliminare lo stress e sentirti di nuovo carica e piena di energia. Respirare durante l’allenamento Il respiro diventa più importante quando stiamo facendo attività fisica, che sia una semplice camminata fino ad un allenamento intenso, perché il metabolismo e, di conseguenza, il consumo energetico del corpo aumenta. L’apparato respiratorio e quello cardiovascolare sono legati e, per garantire l’apporto di sostanze nutritive essenziali per continuare l’allenamento, il corpo aumenta sia la frequenza cardiaca sia quella respiratoria, aumentando la profondità del respiro e quando l’allenamento diventa più intenso, iniziamo a respirare con bocca e naso (fiatone), perché il corpo ha bisogno di un apporto maggiore di ossigeno e contemporaneamente deve espellere l’anidride carbonica. Preparare il respiro Per ottenere una migliore abitudine a respirare correttamente è bene preparare il respiro. Consideralo parte integrante del tuo warm-up. Inizia facendo cinque respiri profondi,  inspirando dal naso concentrati sull’aria che entra, gonfia la pancia e il diaframma, espirando butta fuori l’aria dalla bocca in modo lento. Questo serve per preparare il corpo a iniziare l’allenamento insieme. Inizia da oggi a respirare correttamente, prova a fare questo riscaldamento di respirazione e poi inizia questo allenamento: FUSION 04 - WORKOUT TABATA BASSO IMPATTO Importantissimo!!! Inspira sempre dal naso ed espira dalla bocca. Come respirare durante l’allenamento con i pesi Nell'allenamento con i pesi è importante respirare sia con il torace che con il diaframma, perché questo fa si che si incamera molta aria e si mantiene in tensione e retrazione la parte inferiore della fascia addominale unendola al pavimento pelvico, così da proteggere e stabilizzare la colonna vertebrale: Espirare dalla bocca durante la fase concentrica, ovvero quando si è in carico e si fa più fatica. In questa fase si ha un accumulo di metaboliti negativi (tossine) nel muscolo e con l’espirazione si favorisce l’eliminazione; Inspirare dal naso durante la fase eccentrica, ovvero quando si è in scarico, quando il peso ritorna alla posizione di partenza. In questa fase si garantisce l’ossigenazione e l’accumulo di sostanze nutritive. Questa respirazione garantisce una corretta ventilazione durante lo sforzo e allo stesso tempo fa si che si rimanga concentrati sulla corretta esecuzione dell'esercizio. Trattenere il respiro per l’intera durata dell’esercizio, o quando si è nel pieno dello sforzo, non va affatto bene, in quanto è possibile avere un aumento della pressione arteriosa e una diminuzione dell’ossigenazione dei tessuti muscolari causandone presto l’affaticamento. Si può fare, però, un’ eccezione agli esercizi che coinvolgono pesantemente la colonna vertebrale, come squat, affondi e deadlift (stacchi), eseguiti con pesi elevati e bilancieri. In questi casi può essere ragionevole trattenere il respiro nella prima fase attiva dell'esercizio corrispondente al movimento concentrico. L'apnea è solo limitata a questa fase parziale, ma consente di coordinare meglio i movimenti, contrarre gli addominali e preservare la colonna vertebrale da potenziali infortuni molto gravi a carico delle vertebre, questa tecnica è chiamata manovra di Valsalva . Come respirare  durante l’allenamento a corpo libero Addominali (es. crunch) Quando devi allenare gli addominali utilizza la respirazione diaframmatica, inspira lentamente per riempire di aria prima la pancia, poi la parte bassa delle costole e, infine, il petto. A questo punto espira e, contemporaneamente, contrai i muscoli addominali. Parte alta (es. push-up: braccia, spalle e pettorali ) Inspira quando pieghi le braccia verso terra ed espira quando le distendi per tornare nella posizione di partenza. Parte bassa (es. squat, Affondi) Fai attenzione al respiro durante la contrazione del muscolo che vuoi allenare: inspira lentamente durante il piegamento delle gambe ed espira durante la fase di ritorno nella posizione di partenza. Stretching Anche durante l’allungamento dei muscoli è importante respirare correttamente. Con lo stretching si distendono i muscoli che sono stati prima contratti e si eliminano le tossine accumulate durante l'allenamento. In questo caso la fase fondamentale è l'espirazione. Se vuoi allungare bene i tuoi muscoli devi farla durare il più possibile, partendo da almeno 10 secondi, così il ritmo cardiaco rallenta e la muscolatura si distende rilassando tutto l’organismo. Inspira quando ti prepari per la posizione ed espira in fase di allungamento. Avere una corretta respirazione durante l'allenamento è importante anche dal punto di vista posturale, in quanto, l’espirazione profonda durante lo sforzo, fa si che la contrazione dei muscoli addominali sia ottimale, di conseguenza vi è una maggior stabilità e quindi meno infortuni. Un ultimo consiglio: quando finisci l’allenamento, soprattutto i nostri che sono intensi, evita di respirare in modo veloce e superficiale. Respira in modo lento e profondo così da permettere all'organismo di utilizzare l'ossigeno per recuperare l'energia persa durante il workout.

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A settembre mi iscrivo in Sala Attrezzi! (consigli...

Dopo la lunga pausa estiva e le innumerevoli abbuffate serali di agosto, molti  Italiani meditano di iscriversi in Palestra. La scelta in molti casi cade verso la Sala Attrezzi. Vorrei, in questo caso, dare dei consigli in merito. Inutile dire che la scelta della Palestra è in relazione alle proprie esigenze. L’iscrizione è condizionata quasi sempre da 2 obiettivi (diversi a seconda del sesso e dell’età): Obiettivo Primario (dimagrimento, tonificazione, ipertrofia, forza, funzionale, preparazione a sport, correttivo, posturale, ecc); Obiettivo Secondario (socializzazione, ecc).   E’ buona norma, all’atto dell’iscrizione, esibire certificato medico (sia esso di tipo Agonistico o non agonistico). Il Professionista della Sala Attrezzi (LSM, Istruttore) deve redigere una scheda quindi, senza timore, esponete tutti i vostri problemi, eventuali patologie ed i vostri reali obiettivi in quanto i succitati non hanno doti di chiaroveggenza. Non siate troppo pretenziosi soprattutto se avete problemi o patologie che necessitano del lavoro “ad personam” di un Personal Trainer; non pretendete che siano soddisfatte nello stesso tempo richieste contrastanti come, ad esempio, dimagrimento ed ipertrofia. I “SuperTramp”, coloro che frequentano saltuariamente la Palestra o nei  mesi di:   ottobre, novembre, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, sono invitati ad astenersi dal chiedere la periodizzazione o la ciclizzazione dell’allenamento. Se avete patologie vertebrali (scoliosi, ernie discali, spondiliti, ecc) o vascolari (varici, ecc) affidatevi esclusivamente a personale esperto e referenziato (Chinesiologo con Specializzazione e che effettui protocolli ISICO, PT Laureato Scienze Motorie, ecc). Io sconsiglio la pratica dei pesi ai soggetti che soffrono di varici o tendenza a flebiti o che abbiano grosse problematiche vascolari. I principianti sono invitati a non chiedere allo Staff della Palestra di effettuare allenamenti tratti da schede copiate da internet (è come entrare in un ristorante con la  merenda in mano, non è logico). Gli obesi evitino di fare 700.000 addominali e di prendere in ostaggio il tapis roulant (inutile) ma dotarsi di catena da 7 metri per avvolgerla attorno al frigorifero. Non chiedete di perdere grasso accumulato in 1 anno in 2 o 3 mesi; un Professionista serio vi dirà che il grasso corporeo ha un tempo di accumulo e di  smaltimento simile, se si forza questo meccanismo si paga pegno. Egli vi dirà anche che il corpo è un mercante che non paga il sabato ma vi presenta sempre  il conto. Diffidate delle Palestre che pubblicizzano una perdita di 1000 Kcal / ora in sala attrezzi (l’ultima volta che avete bruciato tali Kcal è quando avete dimenticato la torta nel forno). Quando l’obiettivo  secondario diventa primario, ditelo chiaramente senza far impegnare inutilmente il  Professionista che vi sta  davanti.   Inoltre non disturbate coloro che realmente vanno in Palestra per allenarsi. Se il Professionista in Palestra affermerà invece, che vi farà fare un allenamento specifico e lo monitorerà costantemente per poche decine di euro mensili, probabilmente avete incontrato una delle seguenti persone: un filantropo (se lo conoscerete non siate ingrati, perché l’ingratitudine è il morbillo della razza umana. Ringraziatelo per ciò che fa per voi ed in futuro, in un angolo della vostra mente,dedicategli un piccolo spazio; il Mago Casanova; il Signor Bistefani (Noi della Bistefani ci sbagliamo sempre, volevamo fare dei biscotti, invece sono usciti dei pasticcini).     Se il Professionista, addirittura, professerà di essere capace di risolvere tutti i vostri problemi estetici e/o funzionali e/o posturali, ecc, non avete dubbi, avete incontrato Gesù. Non esiste una persona onnisciente, chiunque lo affermi verrà travolto dalle risate di Dio. Infatti, ci sono più cose tra il cielo e la terra di quante ne sogni la tua filosofia (Shakespeare - Amleto). Infine, si potrebbe proseguire ancora, ma  preferisco augurarvi... BUON ALLENAMENTO!   Nello Iaccarino

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Training Respiratorio con SpiroTiger

Un gran numero di muscoli respiratori (diaframma, muscoli intercostali e di supporto) sono al lavoro durante le nostre attività quotidiane: se consideriamo che in media si effettuano a riposo più di 20.000 cicli respiratori al giorno (e sotto sforzo molti di più), capiamo come l'apparato respiratorio non possa permettersi alcuna pausa e come i muscoli respiratori non raggiungano mai i propri limiti di affaticamento, proprio al fine di evitare danni permanenti all'organismo. Infatti, per evitare che questa accada, esiste un riflesso neurochimico di protezione: appena il respiro diventa affannoso, l'afflusso di sangue verso i muscoli periferici viene fortemente ridotto, provocando una sensazione di affaticamento negli arti inferiori e superiori dovuto ad un ridotto afflusso d’ossigeno e ad una conseguente accresciuta produzione di acido lattico. La domanda è: a cosa serve inspirare grandi quantitativi di ossigeno se questo non raggiunge i muscoli periferici? Cuore, cervello e polmoni vengono, in condizioni di sforzo, ritenuti dal corpo elementi di massima priorità per il rifornimento di ossigeno ed energia, a discapito delle funzioni cosiddette non-vitali: il rifornimento di ossigeno alle gambe ed alle braccia sotto sforzo è quindi ridotto. Si ha come conseguenza una diminuzione notevole nella forza ed un accumulo rapido di acido lattico nei muscoli. L'allenamento di resistenza dei muscoli respiratori ridurrà il consumo dell'ossigeno dei muscoli stessi ed esso sarà quindi più disponibile per i muscoli periferici. Gambe e braccia si affaticheranno di meno durante lo sforzo e, a parità dello stesso, produrranno meno acido lattico. I risultati di una specifica attività allenante di questi muscoli sono sorprendenti: Incremento della resistenza generale alla fatica Recupero più rapido prima e dopo l'allenamento Ritardata produzione di lattato e smaltimento più veloce Miglioramento dei processi metabolici Ma lo Spirotiger garantisce effetti incredibili anche nella cura e nella prevenzione di innumerevoli patologie, nonché nel miglioramento della postura anche e soprattutto in soggetti decondizionati (cioè non allenati) o con determinati problemi. Soffri di dolori cervicali o, più in generale, di mal di schiena? L'asma ti affligge? Con SpiroTiger puoi controllare gli episodi acuti allontanandoli e beneficiare di miglioramenti inaspettati. Ti hanno diagnosticato una bronchite cronica e la tua spirometria non rientra in un quadro ottimale? Lo SpiroTiger si è dimostrato come ottimo ausilio per risolvere tutti i problemi che ne conseguono. Per la Fibrosi Cistica è dal 2005 utilizzato come metodica fisioterapica presso l'Ospedale Burlo di Trieste, al Centro Regionale FC con ottimi risultati per i pazienti che ne sono affetti. (Dott. Kamin ERS 2006) Sono in fase di ricerca numerose altri utilizzi per patologie maggiori e minori. Grandi fumatori e respiro, integrazione dell'allenamento respiratorio per scoliosi negli adolescenti, disabilità e allenamento respiratorio. Non ultimi l'utilizzo nella riabilitazione cardiologica e nella rieducazione respiratoria del diabete, della sindrome metabolica e negli attacchi di panico. E per i russatori e le apnee notturne... Lasciatevi convincere dall'allenamento... Riassumendo gli effetti: Riduzione di episodi di affanno Allenamento specifico della muscolatura respiratoria Migliore mobilità del torace Aumentata coordinazione del respiro Migliore coordinazione della muscolatura respiratoria ... e i campi d'applicazione: BPCO Fibrosi cistica Malattie neuromuscolari Fibromialgie Para\tetra plegia Affanno\respiro corto Decondizionamento Russamento e apnea da sonno Colpo di frusta e postura Fase pre e post operatoria Allenamento fascia addominale in sciatalgie Ipossiemie periferiche Asma allergica (Tratto dal sito ufficiale www.spirotiger.it)

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L'importanza della Core Stability in un progr...

La maggior parte dei programmi d'allenamento che propongo ai miei clienti, sia in ambito riabilitativo e/o preventivo che in ambito sportivo e di preparazione atletica, prevedono una parte dedicata alla cosiddetta "Core Stability" (video). Ma di cosa di tratta? Vediamo intanto che cosa si intende per "Core": con questo termine (che letteralmente significa "centro") si indica la muscolatura profonda del tronco e nello specifico quel complesso di muscoli costituito da trasverso dell'addome, obliqui dell'addome, diaframma, quadrato dei lombi, pavimento pelvico, multifido, paravertebrali, muscoli interspinosi, muscoli intertrasversari e muscoli trasverso-spinali. Parliamo perciò di muscoli che negli sportivi vengono altamente sollecitati da movimenti quali cambi di direzione, frenate improvvise, atterraggi in equilibrio precario dopo fasi aeree, e che anche per chi non pratica attività sportive, per varie ragioni, spesso perdono tono e forza e soprattutto non godono del pieno controllo da parte del nostro sistema neuromuscolare.   In effetti lavorare su alcuni di questi muscoli non è semplice in quanto molto piccoli, profondi e difficili da contrarre selettivamente durante le classiche esercitazioni. Per andare quindi a lavorare in modo specifico su questi muscoli occorre stimolare la ricerca del controllo motorio. Oltretutto è stato scientificamente provato come un defict nel controllo e nella stabilità del CORE sia un fattore predisponente a numerose patologie, quali lombalgia, ernie e protusioni discali, pubalgia, sindrome della benderella ileotibiale, tendiniti e condropatie del ginocchio, sindromi dolorose della pelvi o delle anche.  Si tratta perciò di una sorta di "corsetto" anatomico la cui funzione è quella di stabilizzare il corpo durante movimenti semplici e/o complessi, di consentire una corretta respirazione, di migliorare la postura spesso compromessa da atteggiamenti quotidiani errati. Di conseguenza un corretto protocollo di Core Stability porta evidenti miglioramenti della funzionalità respiratoria, della postura ed in generale, riduce le sintomatologie dolorose soprattutto nel tratto lombare, apporta benefici estetici in quanto (grazie in particolare al rafforzamento del trasverso dell'addome, il muscolo che svolge un lavoro di contenimento dei visceri) aiuta ad appiattire il ventre ed, infine, per tutti gli atleti è di rilevante importanza nella prevenzione degli infortuni durante la pratica sportiva. Come si può allenare questo importante distretto muscolare? Si possono effettuare una serie pressocché infinita di esercizi, tanto a corpo libero quanto, per chi possiede un maggiore controllo motorio, con attrezzi quali fitball, bosu, tavolette propriocettive e affini, TRX e Pilates Reformer. I più classici esercizi (video) sono rappresentati da stabilizzazioni frontali e laterali, elevazioni del bacino, esercizi di slancio alternato braccio e gamba opposti in quadrupedia o in appoggio monopodalico, esercizi statici e/o dinamici al TRX Suspension Training e così via. Se inserita in un contesto di allenamento adeguato, la Core Stability può perciò rivelarsi una pratica molto divertente e stimolante, oltre che di grande utilità sia a livello preventivo che di miglioramento della performance sportiva!   Vorrei vedere un buon Libro sull'allenamento del Core

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