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Contenuti per tag: respirazione


Respirazione e diaframma: istruzioni per l'us...

Per vivere abbiamo bisogno di ossigeno, quindi di respirare: ovvio, fin qui siamo tutti d'accordo. Ma siamo sicuri che, pur respirando (altrimenti saremmo morti), lo facciamo nel modo giusto? E se vi dicessi che molti nostri problemi - piccoli o grandi - di salute derivano proprio da una cattiva respirazione e, in particolare, da uno scorretto utilizzo del Diaframma, il muscolo respiratorio per eccellenza? Già. Iniziamo con lo spiegare come è fatto questo Diaframma, dove si trova e qual’è la sua funzione. Si tratta di un muscolo piuttosto grande, a forma di cupola, che grazie alla sua posizione strategica esattamente a metà tra la cavità toracica e quella addominale, ha lo scopo di garantire la massima efficienza delle due fasi respiratorie, l’inspirazione e l’espirazione. Durante la prima esso si sposta verso il basso permettendo l’espansione del torace che quindi può incamerare aria, mentre durante la seconda si sposta verso l’alto in maniera passiva comprimendo la cassa toracica e favorendo lo svuotamento dei polmoni. Questo è, in termini molto semplicistici, come avviene la respirazione e come ognuno di noi respira sin dalla nascita. Poi però, quasi sempre, qualcosa in questo meccanismo innato si inceppa: crescendo la maggior parte di noi perde la completa funzionalità del diaframma e “sporca” la qualità della nostra respirazione. Ma perchè avviene questo? Dovete sapere che il Diaframma è un muscolo che più di tanti altri viene influenzato dalla nostra emotività: stress piccoli o grandi, cronici o acuti possono alla lunga condizionare la corretta funzionalità di questo muscolo andando ad irrigidirlo, retrarlo, ipomobilizzarlo. Esso inizierà a funzionare sempre meno, ma come sapete una delle caratteristiche più importanti dell’essere umano (e del proprio organismo) è quella di adattarsi e quindi, nello specifico, di trovare una strada per compensare questo improvviso “deficit”. Con delle conseguenze. Il diaframma è il muscolo respiratorio più importante, certo, ma non è l’unico. Esistono numerosi altri muscoli che nel processo respiratorio dovrebbero avere una funzione accessoria e che invece si ritroveranno ad affrontare un “superlavoro”: tra questi ci sono ovviamente i muscoli intercostali, i paravertebrali e, soprattutto, i muscoli situati tra il tratto cervicale e dorsale della colonna quali lo SCOM (sterno-cleido-occipito-mastoideo), gli scaleni ed il trapezio. Non funzionando appieno il diaframma, questi muscoli contribuiranno notevolmente all’aumento della capacità toracica contraendosi e, alla lunga, irrigidendosi. Molti problemi di cervicalgie derivano infatti da una cattiva respirazione, e come sappiamo da una problematica cervicale possono a cascata svilupparsene molte altre in zone limitrofe. Infatti il diaframma agisce come una sorta di molla che ad ogni suo movimento va ad influenzare la posizione delle vertebre lombari vicino alle quali si inserisce, tirandole e rilasciandole ad ogni atto respiratorio. Non avvenendo più questo rilasciamento, si provocherà alla lunga quella che si può definire come una “iperlordosizzazione” diaframmatica, riconoscibile a occhio nudo da una rientranza piuttosto profonda a livello lombare. Altra conseguenza di una respirazione cosiddetta “toracica”, la sofferenza degli organi situati al di sotto del diaframma, nella cavità addominale: stomaco, fegato, pancreas, intestino non vengono quasi mai liberati dalla pressione che il diaframma, non spostandosi più a sufficienza verso l’alto, esercita su di loro e questo può, alla lunga, andrà a creare problematiche quali coliti, stipsi, reflussi, gastriti e quant’ altro. Senza escludere problemi di incontinenza o iperattività della vescica dovuti proprio alla pressione che viene esercitata sulla stessa. Come avrete capito, tante patologie e problematiche che non sono riconducibili a problemi diretti dell’organo interessato, potrebbero derivare da un non corretto utilizzo della respirazione. E a questo punto, come agire? Esistono degli esercizi di respirazione presi in prestito dalla ginnastica posturale che, una volta appresi, possono tranquillamente essere eseguiti per conto proprio e che non richiedono l’ausilio di alcun attrezzo. Esistono poi degli apparecchi con in quali andare invece ad allenare la muscolatura respiratoria in maniera selettiva e senza coinvolgere l’apparato locomotore, nè rischiare quei piccoli inconvenienti tipici dell’iperventilazione quali piccoli giramenti di testa o senso di nausea: è l’esempio della Ginnastica Respiratoria con SpiroTiger. In entrambi i casi, la supervisione di un Trainer qualificato è, soprattutto in fase iniziale, assolutamente fondamentale.

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Botta e Risposta: come gestire la tensione in una ...

Tu chiedi e Massimo Binelli Coach risponde. Questa settimana si parla di come gestire la tensione nelle fasi che precedono una gara, in particolare in una gara di sci alpino, e nel corso della competizione.Ecco cosa mi ha chiesto Caterina, una promettente sciatrice:«Quando sta per avvicinarsi il momento della partenza mi prende l’ansia, non ricordo più nulla del tracciato, la mia testa è vuota. E quando inizio la discesa invece di concentrarmi sulle porte da affrontare penso ad altro. Addirittura l’ultima volta mi veniva in mente il mio corpetto! Cosa posso fare?».A Caterina ho dato una risposta “su misura”, ma gli ingredienti della ricetta, lo ribadisco, possono essere adattati anche ad altre situazioni agonistiche. Ecco gli aspetti su cui occorre lavorare.Primo: ansia e perdita di lucidità. Secondo: visualizzazione della gara. Terzo: attenzione e concentrazione.Hai una domanda da rivolgermi? Scrivila nei commenti, oppure visita il sito massimobinelli.it, inserisci il tuo nome e la tua email più importante per iscriverti e per ricevere subito la mia Guida per la tua crescita personale, poi clicca su Contattami: trovi tutte le istruzioni per inviarmi un messaggio. Se il tuo quesito sarà di interesse generale, ti risponderò in uno dei prossimi Botta e Risposta!

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Gestire lo stress agonistico (Risparmiare energie ...

Ogni atleta convive a modo suo con lo stress agonistico, tuttavia quando gli effetti di questa alterazione dei parametri fisiologici superano una determinata soglia di guardia, diversa da atleta ad atleta, e più in generale da individuo a individuo, la prestazione rischia di risentirne pesantemente, perché possono verificarsi perdita di lucidità, di attenzione e persino di memoria. Senza contare che lo stress costa molto, in termini di energia nervosa, dunque va tenuto sotto controllo. Il “segreto” per riuscire a gestire questo stato di tensione fisica, psichica e nervosa che si manifesta in prossimità di una gara, come risposta ai pensieri e alle immagini che iniziano ad affollare la mente di un atleta, consiste nel riuscire a identificare la soglia personale di “normale stress agonistico”, affinché ogni variazione possa essere riconosciuta sul nascere, perché, entro certi limiti, lo stress è un fedele alleato, aiuta ad entrare nello stato di massima attivazione. Un atleta deve imparare a leggere rapidamente tutti gli indicatori di un imminente rischio di “fuori soglia”, come se avesse davanti a sé un cruscotto con tanti strumenti a lancetta che puntano verso la “zona rossa” da tenere sotto controllo. Cos’è che porta le lancette verso la zona rossa? Sono i segnali di nervosismo eccessivo, la salivazione azzerata, lo stimolo troppo frequente di urinare, la respirazione accelerata, il cuore che scalpita, e questi indicatori premonitori vanno riportati in zona di sicurezza prima che sia troppo tardi. Per farlo, occorre agire sul controllo dei pensieri, delle immagini mentali e, soprattutto, della respirazione, per ripristinare stati di calma e rilassamento a cui in precedenza sono stati creati opportuni ancoraggi.Nella https://www.youtube.com/watch?v=M3TE8... ho spiegato come adottare una semplice pratica di rilassamento per controllare la paura e la tensione della gara. A questa tecnica, molto efficace, possiamo affiancare un esercizio specifico, da svolgersi mentre si va verso il luogo di gara oppure negli spogliatoi, basato sul controllo della respirazione, perché il controllo del respiro, per un atleta che si accinge ad affrontare una gara, è importante come il controllo dei materiali da usare, dell’abbigliamento da indossare e di tutto ciò che costituisce il suo personalissimo rituale preliminare alla competizione. La respirazione è correlata ad altre reazioni fisiche e mentali e questo insieme aiuta l’atleta a gestire lo stress e ad affrontare la gara con lo stato d’animo adeguato. In questo video ti spiego qual è il modo corretto di respirare. Al termine delle respirazioni, sempre ad occhi chiusi, puoi iniziare il riscaldamento mentale con la visualizzazione, di cui ho parlato nella Pillola 48: https://www.youtube.com/watch?v=fsiAH...Vuoi saperne di più? Per ricevere un aiuto concreto sul modo corretto di formulare il dialogo interno e sulla visualizzazione, e per continuare in modo consapevole la tua crescita personale, contattami e ne parliamo.Leggi l’articolo completo nel mio Blog: http://massimobinelli.it/il-blog-di-m...Vuoi parlarne? Prenota una Sessione di Coaching Gratuita con me: http://massimobinelli.it/info

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Come respirare in modo corretto durante l'all...

Tutti noi siamo in grado di respirare fin da bambini, il respiro è una delle cose che facciamo senza pensarci perché è naturale. La respirazione è una funzione fisiologica presente e necessaria in tutti gli esseri viventi: il respiro è alla base della vita, in quanto è l’unico modo che abbiamo per ottenere l’ossigeno necessario in tutto il corpo a livello cellulare. La respirazione corretta che tutti dovremmo avere è quella diaframmatica, come avevamo da bambini e che poi abbiamo perso in età adulta. Comincia proprio da sotto l'ombelico e lentamente si espande verso l'alto. Chi canta e chi fa yoga la consce bene! Respirando dal petto, come la maggior parte delle persone fa, la respirazione è superficiale e porta ad avere meno ossigeno nel corpo e, di conseguenza, si ha la sensazione di  dovere respirare prima del necessario. Non hai familiarità con la respirazione diaframmatica? Non preoccuparti, con un po’ di pratica ti verrà naturale. Prenditi 5 minuti durante il giorno per esercitarti con la respirazione diaframmatica: siediti  a gambe incrociate in un posto tranquillo; appoggia la mano destra sull’addome e la sinistra sul petto. La mano destra deve seguire il movimento del tuo addome, mentre la sinistra, quella appoggiata sul petto, deve rimanere ferma; inizia a respirare profondamente facendo partire il respiro dall’addome. In questa posizione riuscirai a concentrarti di più e capire quando non stai respirando nel modo giusto. Questo ti aiuterà non solo a respirare correttamente ed ossigenare al meglio il corpo, ma anche a prenderti 5 minuti per te, eliminare lo stress e sentirti di nuovo carica e piena di energia. Respirare durante l’allenamento Il respiro diventa più importante quando stiamo facendo attività fisica, che sia una semplice camminata fino ad un allenamento intenso, perché il metabolismo e, di conseguenza, il consumo energetico del corpo aumenta. L’apparato respiratorio e quello cardiovascolare sono legati e, per garantire l’apporto di sostanze nutritive essenziali per continuare l’allenamento, il corpo aumenta sia la frequenza cardiaca sia quella respiratoria, aumentando la profondità del respiro e quando l’allenamento diventa più intenso, iniziamo a respirare con bocca e naso (fiatone), perché il corpo ha bisogno di un apporto maggiore di ossigeno e contemporaneamente deve espellere l’anidride carbonica. Preparare il respiro Per ottenere una migliore abitudine a respirare correttamente è bene preparare il respiro. Consideralo parte integrante del tuo warm-up. Inizia facendo cinque respiri profondi,  inspirando dal naso concentrati sull’aria che entra, gonfia la pancia e il diaframma, espirando butta fuori l’aria dalla bocca in modo lento. Questo serve per preparare il corpo a iniziare l’allenamento insieme. Inizia da oggi a respirare correttamente, prova a fare questo riscaldamento di respirazione e poi inizia questo allenamento: FUSION 04 - WORKOUT TABATA BASSO IMPATTO Importantissimo!!! Inspira sempre dal naso ed espira dalla bocca. Come respirare durante l’allenamento con i pesi Nell'allenamento con i pesi è importante respirare sia con il torace che con il diaframma, perché questo fa si che si incamera molta aria e si mantiene in tensione e retrazione la parte inferiore della fascia addominale unendola al pavimento pelvico, così da proteggere e stabilizzare la colonna vertebrale: Espirare dalla bocca durante la fase concentrica, ovvero quando si è in carico e si fa più fatica. In questa fase si ha un accumulo di metaboliti negativi (tossine) nel muscolo e con l’espirazione si favorisce l’eliminazione; Inspirare dal naso durante la fase eccentrica, ovvero quando si è in scarico, quando il peso ritorna alla posizione di partenza. In questa fase si garantisce l’ossigenazione e l’accumulo di sostanze nutritive. Questa respirazione garantisce una corretta ventilazione durante lo sforzo e allo stesso tempo fa si che si rimanga concentrati sulla corretta esecuzione dell'esercizio. Trattenere il respiro per l’intera durata dell’esercizio, o quando si è nel pieno dello sforzo, non va affatto bene, in quanto è possibile avere un aumento della pressione arteriosa e una diminuzione dell’ossigenazione dei tessuti muscolari causandone presto l’affaticamento. Si può fare, però, un’ eccezione agli esercizi che coinvolgono pesantemente la colonna vertebrale, come squat, affondi e deadlift (stacchi), eseguiti con pesi elevati e bilancieri. In questi casi può essere ragionevole trattenere il respiro nella prima fase attiva dell'esercizio corrispondente al movimento concentrico. L'apnea è solo limitata a questa fase parziale, ma consente di coordinare meglio i movimenti, contrarre gli addominali e preservare la colonna vertebrale da potenziali infortuni molto gravi a carico delle vertebre, questa tecnica è chiamata manovra di Valsalva . Come respirare  durante l’allenamento a corpo libero Addominali (es. crunch) Quando devi allenare gli addominali utilizza la respirazione diaframmatica, inspira lentamente per riempire di aria prima la pancia, poi la parte bassa delle costole e, infine, il petto. A questo punto espira e, contemporaneamente, contrai i muscoli addominali. Parte alta (es. push-up: braccia, spalle e pettorali ) Inspira quando pieghi le braccia verso terra ed espira quando le distendi per tornare nella posizione di partenza. Parte bassa (es. squat, Affondi) Fai attenzione al respiro durante la contrazione del muscolo che vuoi allenare: inspira lentamente durante il piegamento delle gambe ed espira durante la fase di ritorno nella posizione di partenza. Stretching Anche durante l’allungamento dei muscoli è importante respirare correttamente. Con lo stretching si distendono i muscoli che sono stati prima contratti e si eliminano le tossine accumulate durante l'allenamento. In questo caso la fase fondamentale è l'espirazione. Se vuoi allungare bene i tuoi muscoli devi farla durare il più possibile, partendo da almeno 10 secondi, così il ritmo cardiaco rallenta e la muscolatura si distende rilassando tutto l’organismo. Inspira quando ti prepari per la posizione ed espira in fase di allungamento. Avere una corretta respirazione durante l'allenamento è importante anche dal punto di vista posturale, in quanto, l’espirazione profonda durante lo sforzo, fa si che la contrazione dei muscoli addominali sia ottimale, di conseguenza vi è una maggior stabilità e quindi meno infortuni. Un ultimo consiglio: quando finisci l’allenamento, soprattutto i nostri che sono intensi, evita di respirare in modo veloce e superficiale. Respira in modo lento e profondo così da permettere all'organismo di utilizzare l'ossigeno per recuperare l'energia persa durante il workout.

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La dimensione dell'errore

Cosa vi viene in mente quando pronunciate la parola “errore”? Quali emozioni vi suscita? Rabbia? Inadeguatezza? Senso di inutilità oppure di incapacità? La natura umana è di per sé stessa imperfetta, pertanto tendente all’errore. Ho trovato un simpatico post-it su Facebook che recita: “L’uomo compie errori, è per questo che hanno messo le gomme sulle matite”. Già un modo per ricordarci che sbagliare è umano e capita a chiunque. Per alcuni l’errore è imperdonabile, diventa un modo per castigare sé stessi, rischiando di disattivare l’autostima.   Innanzitutto cosa significa “errore”? Sbaglio, impeto che avremmo potuto controllare, una parola di troppo oppure detta al momento inopportuno, evento che ci costringe a rivedere una posizione, a discutere, a perdere tempo. Tutto negativo? Non è proprio così. L’errore è come un punto nero su un bel viso: può ingigantire e diventare un foruncolo, ma quanto incide sulla “bellezza dello sguardo”? Aumentano i “punti neri”? Cosa fare? Una bella “pulizia del viso” e la pelle ricomincia a splendere, è depurata e pulita. Chi è “l’estetista” più adatto a noi in questo caso? E’ quella voce interiore che dovremmo alimentare e che ci suggerisce una importante verità: “Tu non sei quell’errore. Tu sei molto di più. Il tuo limite è lo specchio di un atto o di un’azione che hai l’opportunità di rimediare e di migliorare”. La sentite questa voce? Le date spazio di esprimersi? Guardate che esiste in voi, ma, spesso, un SuperIo tosto e strutturato le tarpa le ali e fa prevalere la propria forza fatta di ricatti, critiche, giudizi, severità e allora noi ci condanniamo a sentirci sciocchi, a darci dei falliti. L’errore è un momento in cui ricordiamo a noi stessi che ci stiamo provando, che siamo coinvolti in un progetto, in un obiettivo. Chi nulla fa, nulla sbaglia. Siete d’accordo? Quindi i nostri errori sono punti di partenza o di ri-partenza per ampliare il nostro campo di coscienza e consapevolezza di quanto sia affascinante sapere che a ogni caduta, nel momento in cui ci rialziamo, senza punirci, diventiamo più forti. “Io non sono il mio errore, ma un centro di volontà che sperimenta questa situazione, la accoglie, la vive, la trasforma in una nuova opportunità di apprendimento”. Siamo in cammino e si può inciampare. Forza, in piedi e avanti tutta.    Maria Cristina Caccia

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I 5 Tibetani

I cinque Tibetani sono una serie di semplici esercizi, noti anche come i cinque rituali di ringiovanimento, in cui è racchiuso il segreto per migliorare la propria efficienza fisica e mentale. Un potente mezzo derivato dalla tradizione dello yoga tibetano, per rinvigorire i sensi, potenziare l'energia vitale, eliminare i blocchi energetici ed innescare un processo di profonda trasformazione spirituale.

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Salute dei polmoni: una sana boccata d'aria

Tranquilli, eviterò di dilungarmi eccessivamente sui danni provocati dal fumo ed eviterò ramanzine per non annoiarvi: tanto oramai i danni provocati dal fumo li conosciamo tutti. Voglio con questo articolo indicare qualche rimedio naturale e qualche buona abitudine giornaliera da seguire per migliorare la salute generale del nostro apparato respiratorio.  Smettere di fumare sarebbe già il rimedio principale per purificare i propri polmoni, permettere di rigenerarsi ai tessuti ed evitare danni che a lungo andare possono essere irreparabili: per questo percorso di miglioramento delle proprie abitudini, dobbiamo però prima agire sulla preparazione mentale, percorso molto personale e delicato che non posso sostenere in questa sede. Per coloro i quali desiderino continuare a fumare, ricordate che siamo i responsabili delle nostre abitudini e quindi della nostra stessa salute e felicità: ciò che decidiamo in questo momento, influisce in maniera diretta sul nostro prossimo futuro quindi fate la scelta giusta per voi, ADESSO! Qualche rimedio naturale Detto questo, ecco qualche rimedio naturale che può essere adottato quotidianamente per aiutare i nostri polmoni e farli funzionare al meglio delle loro potenzialità, qualunque sia la nostra scelta. Non dimentichiamoci inoltre di chi deve subire il fumo passivo, questi consigli possono aiutare anche loro!   Anche se può sembrare strano, il cibo può influire grandemente sullo stato dei nostri polmoni e sulla loro capacità di purificarsi. Si consiglia di bandire o diminuire il più possibile il cosiddetto cibo spazzatura, bibite gassate, zuccheri raffinati. L’eccesso di muco proveniente dai cibi maggiormente acidi può vanificare molti vostri sforzi per mantenere o riottenere i vostri polmoni puliti, per questo, molto spesso, si consiglia di limitare l’uso di carne, latticini e grano. Abituarsi a consumare zenzero, rafano, cipolle, aglio, coriandolo e peperoncino che aiutano sia a purificare l’organismo che ad eliminare gli eccessi di muco derivato da alimenti. Bere acqua abbondantemente! Proprio per purificare l’organismo e il carico che ne deriva ai polmoni potete spremere due limoni in 300 ml di acqua e bere il tutto al mattino a digiuno. In alternativa o di supporto: 300 ml di succo di carota o pompelmo o ananas per alcalinizzare la circolazione e aiutare i polmoni. Ottimo come depurativo polmonare anche il mirtillo nero: 400 ml di succo al giorno. Eliminare prodotti chimici normalmente presenti nelle nostre case che appesantiscono il lavoro dei polmoni, primi fra tutti i deodoranti chimici che vantano capacità di assorbiodori ma che, la maggior parte delle volte, contengono sostanze fortemente irritanti per le ciglia bronchiali. Migliorare lo stato dell’aria presente in casa che spesso è anche peggio di quella all’esterno. Eliminare tappeti e moquette che trattengono polveri irritanti e acari, oppure preoccuparsi di utilizzare spesso un aspirapolvere dotato di filtro adeguato o disinfettarli con del vapore. Potete procurarvi un purificatore di aria casalingo e anche abbellire la vostra casa con alcune piante che possono purificare l’aria in modo naturale. La liquirizia può essere un ottimo alleato per purificare i polmoni, senza esagerare perché potrebbe aumentare la pressione arteriosa. L’eucalipto è un buon rimedio: riduce la tosse e pulisce dal muco. La lavanda, con il suo olio essenziale, mantiene i polmoni liberi da germi, evitando la formazione di catarro. La menta contiene resine e sostanze che agiscono come antinfiammatori naturali. Il timo contiene il timolo che è un potente antisettico delle vie respiratorie. Un valido preparato casalingo disintossicante: 15 gr di foglie di eucalipto, 5 gr di foglie di timo, 10 gr di fiori di lavanda, 10 gr di foglie di menta. Preparare un’infusione, filtrare e bere 3 tazze al giorno, lontano dai pasti. Anche solo fare delle inalazioni di semplice vapore, i classici suffumigi, può aiutare la pulizia dei polmoni. Molto utili alcuni integratori che purificano soprattutto le vie respiratorie, come quelli a base di alga Chlorella che aiuta ad eliminare anche i metalli pesanti assorbiti, anche a carico del fegato. La zeolite, è sicuramente il migliore integratore per i fumatori, un minerale microporoso di origine vulcanica, soprannominato “lo spazzino dell’organismo”, riesce efficacemente ad assorbire tossine, metalli pesanti (ottimo contro il piombo contenuto nel fumo delle sigarette), pesticidi e micotossine. E’ possibile ricorrere alle capsule (3 al giorno) o alla polvere: 1 cucchiaino mezz’ora prima dei pasti o la punta di un cucchiaino come cura preventiva. Alcuni utilizzano con successo la Serratia peptidase o serrapeptasi: si tratta di un enzima proteolitico prodotto dal batterio Serratia che vive nell’intestino del baco da seta. Sì, non sembra molto allettante, ma questa sostanza è utilizzata con successo da quasi 40 anni in Europa e in Asia per ridurre le secrezioni eccessive di muco nel corpo. Può ridurre in modo significativo l’incidenza di enfisema polmonare. Fare attività fisica prevalentemente di natura aerobica in un ambiente lontano da fonti inquinanti. Ricordate che una buona abitudine come quella dell'esercizio fisico può diventare negativa se effettuata in ambiente non idoneo oppure inquinato, infatti i polmoni aumentano di gran lunga il volume di aria introdotta durante gli sforzi e di conseguenza anche le sostanze tossiche.

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Cardio per dimagrire?

Non sono un fan delle attività aerobiche ma, diciamolo, il lavoro aerobico fa perdere grasso. Tutto dipende da come e quanto se ne fa. Poi se uno non vuole perdere la massa muscolare o addirittura aumentarla, il cardio oltre un certo livello (che varia da persona e persona e dipende anche dalla quantità di aminoacidi consumati dal muscolo) è chiaro che ostacola la crescita muscolare. Sappiamo bene che l'attività con i pesi (non usando a vita i pesetti rosa/blu, ma cercando di incrementare la massa magra) è un processo altamente dispendioso e avere più muscolo comporta maggiore consumo energetico anche a riposo, per cui il lavoro di muscolarizzazione è in grado di far perdere anche molto grasso senza ridurre la massa muscolare, soluzione direi più fisiologica. Il lavoro aerobico quindi deve essere più ridotto e meno frequente e mirato dopo la giusta progressione adattiva graduale, orientato ad allenare l'apparato cardiocircolatorio più che allo scopo di perdere grasso (per questo ci penseranno i muscoli), e preferibilmente in sedute separate dai pesi (ottimo l'interval training da calibrare bene a ridosso del workout delle gambe). Tutto calibrato in base al peso, funzioni articolari e cardiovascolari del soggetto. Emiliano Caputo

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Training Respiratorio con SpiroTiger

Un gran numero di muscoli respiratori (diaframma, muscoli intercostali e di supporto) sono al lavoro durante le nostre attività quotidiane: se consideriamo che in media si effettuano a riposo più di 20.000 cicli respiratori al giorno (e sotto sforzo molti di più), capiamo come l'apparato respiratorio non possa permettersi alcuna pausa e come i muscoli respiratori non raggiungano mai i propri limiti di affaticamento, proprio al fine di evitare danni permanenti all'organismo. Infatti, per evitare che questa accada, esiste un riflesso neurochimico di protezione: appena il respiro diventa affannoso, l'afflusso di sangue verso i muscoli periferici viene fortemente ridotto, provocando una sensazione di affaticamento negli arti inferiori e superiori dovuto ad un ridotto afflusso d’ossigeno e ad una conseguente accresciuta produzione di acido lattico. La domanda è: a cosa serve inspirare grandi quantitativi di ossigeno se questo non raggiunge i muscoli periferici? Cuore, cervello e polmoni vengono, in condizioni di sforzo, ritenuti dal corpo elementi di massima priorità per il rifornimento di ossigeno ed energia, a discapito delle funzioni cosiddette non-vitali: il rifornimento di ossigeno alle gambe ed alle braccia sotto sforzo è quindi ridotto. Si ha come conseguenza una diminuzione notevole nella forza ed un accumulo rapido di acido lattico nei muscoli. L'allenamento di resistenza dei muscoli respiratori ridurrà il consumo dell'ossigeno dei muscoli stessi ed esso sarà quindi più disponibile per i muscoli periferici. Gambe e braccia si affaticheranno di meno durante lo sforzo e, a parità dello stesso, produrranno meno acido lattico. I risultati di una specifica attività allenante di questi muscoli sono sorprendenti: Incremento della resistenza generale alla fatica Recupero più rapido prima e dopo l'allenamento Ritardata produzione di lattato e smaltimento più veloce Miglioramento dei processi metabolici Ma lo Spirotiger garantisce effetti incredibili anche nella cura e nella prevenzione di innumerevoli patologie, nonché nel miglioramento della postura anche e soprattutto in soggetti decondizionati (cioè non allenati) o con determinati problemi. Soffri di dolori cervicali o, più in generale, di mal di schiena? L'asma ti affligge? Con SpiroTiger puoi controllare gli episodi acuti allontanandoli e beneficiare di miglioramenti inaspettati. Ti hanno diagnosticato una bronchite cronica e la tua spirometria non rientra in un quadro ottimale? Lo SpiroTiger si è dimostrato come ottimo ausilio per risolvere tutti i problemi che ne conseguono. Per la Fibrosi Cistica è dal 2005 utilizzato come metodica fisioterapica presso l'Ospedale Burlo di Trieste, al Centro Regionale FC con ottimi risultati per i pazienti che ne sono affetti. (Dott. Kamin ERS 2006) Sono in fase di ricerca numerose altri utilizzi per patologie maggiori e minori. Grandi fumatori e respiro, integrazione dell'allenamento respiratorio per scoliosi negli adolescenti, disabilità e allenamento respiratorio. Non ultimi l'utilizzo nella riabilitazione cardiologica e nella rieducazione respiratoria del diabete, della sindrome metabolica e negli attacchi di panico. E per i russatori e le apnee notturne... Lasciatevi convincere dall'allenamento... Riassumendo gli effetti: Riduzione di episodi di affanno Allenamento specifico della muscolatura respiratoria Migliore mobilità del torace Aumentata coordinazione del respiro Migliore coordinazione della muscolatura respiratoria ... e i campi d'applicazione: BPCO Fibrosi cistica Malattie neuromuscolari Fibromialgie Para\tetra plegia Affanno\respiro corto Decondizionamento Russamento e apnea da sonno Colpo di frusta e postura Fase pre e post operatoria Allenamento fascia addominale in sciatalgie Ipossiemie periferiche Asma allergica (Tratto dal sito ufficiale www.spirotiger.it)

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