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Mobilità articolare e stretching

Mobilità articolare e stretching:differenze e benefici. La Mobilità articolare,risulta essere la capacità di un'articolazione , o di un insieme di esse, di muoversi liberamente per tutto il range di Mobilità. Rappresenta la capacità che un soggetto ha di muovere una o più articolazioni con la massima escursione articolare possibile senza alcun limite e senza provare alcun dolore. Mentre lo stretching è una ginnastica specifica che consiste in esercizi di stiramento e rilassamento muscolare.come si evince dalla mera traduzione letterale, lo stretching più che allungare i muscoli,attua un vero e proprio processo di stiramento,ovvero di allungamento forzato. Il concetto che sta alla base della pratica dello stretching è quello di attuare l'allungamento del muscolo in maniera settoriale isolando le articolazioni e le loro porzioni dal resto del corpo. In una seduta di allenamento, la Mobilità articolare e lo stretching hanno due diverse funzioni: La Mobilità articolare si fa ad inizio allenamento ha la funzione di riscaldare il corpo per prepararlo alla parte centrale dell'allenamento,mentre, lo stretching ha lo scopo di rilassare i muscoli dopo una seduta di allenamento. Spero che il discorso sia stato chiaro.

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Quanto fa ingrassare l'alcol che beviamo?

Conosciamo meglio l'alcol etilico e il suo contributo all'aumento di grasso. I macronutrienti della nostra alimentazione sono tre: carboidrati, proteine e grassi. In essi sono contenute le seguenti Kcal:   1g di carboidrati = 4kcal; 1g di proteine = 4kcal; 1g di grassi = 9kcal; L’alcol etilico contiene invece 7kcal per grammo, ma non può essere considerato un macronutriente. Deve però essere considerato nel caso in cui se ne faccia un uso abituale quotidiano affinchè si possa monitorare l’introito calorico. La gradazione presente in etichetta però non esprime i grammi di alcol, bensì i ml di etanolo: in 100ml di vino al 12% vol. saranno contenuti 12ml di etanolo e 9,48gr di alcol per un totale di 66,36kcal Forniamo un utile schemino per calcolare i grammi di alcol, con le relative Kcal, nelle bevande prendendo come esempio i 100ml di vino come sopra: [(gradi in volume x quantità di prodotto ingerita):100]x0,79 (peso specifico alcol) [(12°x100ml):100]x0,79=9,48gr 9,48x7(Kcal)=66,36 Kcal. Se accompagnassimo invece una pizza con una birra da 500ml al 5% vol. : [(5°x500ml):100]x0,79=19,75gr 19,75x7(Kcal)=138,25 Kcal e se dopo il caffè ci fosse anche un amaro al 40% vol. da 50ml: [(40°x50ml):100]x0,79=15,8gr 15,8x7(Kcal)=110,6 Kcal Escludendo la pizza, un eventuale dolce e lo zucchero nel caffè, solo dalle bevande alcoliche si sarebbero assunte 248,85 Kcal, l'equivalente di circa 70gr di spaghetti cotti e non conditi. Quindi fate attenzione alla gradazione, alla quantità e agli abbinamenti!

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Iniziamo dalle piccole cose

Per vivere il più possibile una vita sana i fattori in gioco sono molteplici. Alcuni sono MACRO e molti altri MICRO, ma non per qiesto meno importanti, anzi! Una mia profonda convinzione è che, per iniziare a migliorare il nostro umore, la nostra energia e la nostra salute dobbiamo pensare in primis alle piccole azioni quotidiane, apportando consapevolezza in ogni cosa.  Di seguito alcuni pratici consigli legati al risveglio mattutino ed ai momenti che precedono il sonno; VAI A DORMIRE PRESTO E SVEGLIATI PRESTO!  L'uomo moderno ha acquisito tantissimi vizi negativi e abitudini pessime tra cui andare a nanna molto tardi e svegliarsi presto solo per recarsi in un posto di lavoro che spesso si detesta. Così facendo abbiamo perso i ritmi ancestrali di sonno-veglia legati all'andamento circadiano e stagionale, alterando in maniera cronica le secrezioni ormonali con conseguenze nefaste sulla salute psicofisica. Staccatevi da ogni dispositivo elettronico almeno un paio d'ore prima di coricarvi. Via lo smartphone, leggete un buon libro mentre sorseggiate una tisana calda rilassante. La stanza da letto possibilmente deve essere totalmente buia e silenziosa.  SVEGLIATI PRESTO!  Se la tua sveglia solitamente è alle ore 7:00 puntala alle 6:00. Siamo troppo abituati a saltare letteralmente giù dal letto perchè vogliamo stare a letto il più possibile... sbagliato! Svegliati con molta calma e magari inizia con qualche esercizio di respirazione diaframmatica o Yoga, svolgi i tuoi riti mattutini di cura del corpo e fai una colazione sana in tutta calma. In alternativa fai una bella corsetta o allenati, farlo al mattino presto a digiuno mette il corpo in condizioni ottimali anche per il dimagrimento oltre a dare una carica di energia eccellente per tutto il giorno.  Spero di esserti stato utile e che inizierai ad applicare queste semplici regole. 

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Quanto è importante la tecnica di esecuzione

Una domanda del genere è come chiedere a un dentista: “quanto è importante lavarsi i denti correttamente?" La risposta, quindi, sarebbe scontata, ma spesso sottovalutata...Spesso infatti si sottovaluta l’importanza di una buona tecnica di esecuzione a scapito del carico dei pesi pensando che un maggiore peso equivalga a una migliore prestazione. Confesso che anche io per molto tempo ho trascurato la tecnica di esecuzione che ho “pagato caro” andando incontro ad infortuni che inevitabilmente hanno ostacolato i miei risultati. ✅Bisogna pensare che una corretta tecnica ha la stessa valenza della patente di guida: per poter guidare in strada devi superare il test! ecco, ora non importi di sollevare carichi a qualsiasi costo se non con una corretta forma di movimento.Esattamente come per poter guidare una macchina (in questo caso il tuo corpo) assicurati di aver superato il test per non perdere punti sulla tua patente. Forse sei andato un troppo veloce o hai parcheggiato dove non avresti dovuto: esattamente come potrebbe accadere in palestra conoscere le regole e Il funzionamento del tuo corpo evita di incorrere in infortuni a cui potresti andare incontro trascurando l’importanza dell’esecuzione.  Lo scopo è di sollevare con una buona e studiata tecnica, semplicemente perché è il modo in cui non c'è nulla da perdere ma solo da guadagnare.

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I livelli di attività fisica nei giovani

L'attività fisica risulta essere un importante fattore per la promozione della salute e dell'efficienza fisica della popolazione. Lo studio dell'attività fisica nei giovani è considerato di particolare importanza per diverse ragioni, uno stile di vita fisicamente attivo è fondamentale per la salute insieme ai benefici di carattere educativo e sociale che ne possono derivare. L'attività fisica determina effetti dal punto di vista del miglioramento dello stato di salute attraverso un miglioramento del tessuto osseo, della funzione cardiaca e muscolare e un decremento di adiposità e una riduzione dello stress, oltre a migliorare la capacità di studio e memorizzazione dopo un allenamento. Inoltre l'attività fisica ha un ruolo importante da un punto di vista sociale, in quanto determina un aumento delle relazioni interpersonali. Alti livelli di attività fisica nei giovani determina più alti livelli di benessere in età adulta. Infatti un maggior dispendio energetico in età giovanile si traduce in un maggior livello di attività fisica in età adulta e , di conseguenza un minore Body Mass Index. Purtroppo l'inattività fisica sta diventando, nel corso degli anni, un comportamento molto diffuso tra i giovani , si sta incrementando il rischio di insorgenza di malattie croniche nell'età adulta. Stili di vita sedentari nell'età evolutiva e nell'adolescenza sono associati a condizioni di morbilità che persistenti nell'età adulta contribuiscono allo sviluppo di patologie croniche quali malattie cardiovascolari, diabete mellito non insulino dipendente, osteoporosi, obesità, problemi articolari. Questo è favorito anche dalla poca attività fisica dei giovani all'area aperta nei parchi o per strada rispetto al passato. e in modo negativo ha contribuito anche la pigrizia associata alla distrazione di cellulari, computer, videogiochi. ecc.. Per non parlare della cara" educazione fisica" (scienze motorie) nelle scuole, dove le ore settimanali sono sempre di meno e manteniamo un primato negativo tra i paesi europei come inattività fisica in ambito scolastico. In Italia i livelli di attività fisica durante la preadolescenza e l'adolescenza (11-13-15 anni) sono tra i più bassi d'Europa (dati Unicef,Istat). il 43% dei bambini tra i 6-10 anni non pratica alcuna attività fisica e tale comportamento permane nelle età successive anche con percentuali più basse. In Italia solo il 10,7% dei maschi e il 5,4% delle femmine pratica 60 minuti al giorno di attività fisica moderata e vigorosa Le linee guida internazionali indicano che rispettare  i 60 minuti giornalieri di attività fisica moderata e vigorosa, occore che il numero dei passi giornalieri sia: -10000-14000 passi al giorno 4-6 anni -13000-15000 passi al giorno nei maschi della scuola primaria e media -11000-12000 passi al giorno nelle femmine di scuola primaria e media -10000-11700 passi al giorno negli adolescenti. In questo periodo storico di pandemia, dato che l'attività fisica e l'esercizio fisico sono visti da qualche ministro purtroppo "come attività non essenziali", al termine di questo clima surreale che si è venuto a creare, speriamo si capiscano gli enormi benefici dell'attività ed esercizio fisico diventando "ESSENZIALI" per la salute di ognuno di noi. Sperando ci sia  a breve una bella riforma nella scuola con l'inserimento dell'attività motoria a partire dalla materna,con insegnanti laureati e qualificati. Per poi passare ad un ampliamento di centri e strutture sportive nei territori. Un saluto SPORTIVO

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Gli allenamenti online nel periodo covid

ALLENAMENTI ONLINE  L'home fitness sta crescendo a vista d’occhio in questi mesi in tutti i paesi interessati dall'emergenza sanitaria. Crescono le video lezioni e si moltiplicano i personal trainer che si stanno specializzando in allenamenti e piani alimentari a distanza come diverse sono le alternative offerte dalle palestre, società sportive e attività ludico motoria. Vengono svolti grazie all’utilizzo di App, dirette social e canali video che permettono a tutti di continuare ad allenarsi e quindi a tenersi in forma.   VANTAGGI -puoi allenarti da casa ed essere seguito dai Trainer a distanza -puoi allenarti in casa, in giardino, al parco, in garage -puoi scegliere il giorno e l’orario della lezione. -gli allenamenti sono vari e adatti a tutte le esigenze. -potranno essere svolti diversi tipi di allenamento, dalla ginnastica posturale agli allenamenti ad alta intensità e di tonificazione.  -gli allenamenti online si svolgono principalmente a corpo libero.   SVANTAGGI -l’istruttore, essendo lontano, potrebbe non riuscire a correggere eventuali errori di movimento -noia e pigrizia potrebbero indurre a rimandare l’allenamento ed eventualmente a sospendere le attività -viene a mancare il rapporto di coinvolgimento che è proprio delle strutture sportive, dei suoi istruttori ed allenatori   A CHI SI RIVOLGONO GLI ALLENAMENTI ONLINE Gli allenamenti online sono adatti a chi ha poco tempo a disposizione ma non vuole rinunciare ad allenarsi. Alle persone che sono abituate ad allenarsi in palestre ma che in questo momento sono chiuse per i nuovi dpcm.   COSA MI OCCORRE PER PARTECIPARE: Per poter partecipare agli allenamenti online ti occorrerà innanzitutto un po’ di spazio: bastano 2×2 metri e un tappetino.  Fondamentale è avere una webcam, oppure un tablet o uno smartphone, e una connessione internet.    DOVE E QUANDO: La comodità degli allenamenti online è proprio quella di decidere tu il luogo e il tempo dell’allenamento, che sia la tua casa, durante un viaggio in vacanza o sul posto di lavoro durante la pausa, insomma dove vuoi! RIFLESSIONE FINALE   Possono chiudere le palestre ma non la voglia di allenarsi. Buon allenamento a tutti.

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Il saturimetro

L’uso del pulsossimetro (detto anche ossimetro o saturimetro) è consigliato sia per controllare lo stato delle pulsazioni prima, durante e a seguito di uno sforzo fisico, sia per monitorare la percentuale di emoglobina satura di ossigeno rispetto all’emoglobina complessiva presente nel sangue. La saturazione di ossigeno è un indicatore della percentuale di emoglobina satura di ossigeno al momento della misura, ossia la frazione di globuli rossi nel sangue che stanno trasportando ossigeno verso gli organi e i diversi tessuti dell’organismo. Per quanto concerne il funzionamento del saturimetro, esso avviene tramite l’utilizzo di un dispositivo a forma di pinza. Tale dispositivo è composto da due diodi che emettono fasci di luce rossa - infrarossa e da una fotocellula che riceve la luce dopo che i fasci hanno trapassato la pelle. L’uso del pulsossimetro è piuttosto semplice e immediato: basta applicare la sonda a forma di pinza sull’indice della mano e osservare sul monitor, oltre che il numero di pulsazioni al minuto, anche la saturazione dell’ossigeno ad ogni singolo battito cardiaco.  Valori Normali I valori normali della saturazione di ossigeno oscillano tra 97% e 99% nei soggetti sani. Una saturazione di ossigeno pari al 95% è clinicamente accettabile in soggetti con un livello di emoglobina normale. Usando la curva di dissociazione ossiemoglobinica, un valore di saturazione di 90% è in genere considerato equivalente a una PaO2di 60 mmHg. Valori più bassi della norma sono causa di affanno e difficoltà respiratoria, perché la quantità di ossigeno circolante non risulta sufficiente alle necessità delle cellule. Interpretazione Di norma è possibile interpretare il risultato da parte di chiunque. un risultato pari a 100, ottenuto senza una somministrazione artificiale di ossigeno, può essere indicativa di iperventilazione (da ansia, per esempio); un risultato sopra il 96% è considerato del tutto normale, tra il 95 e il 93% è indicativo di possibili problemi di ossigenazione, ovvero una parziale carenza di ossigeno (lieve ipossia); tra il 92 e il 90% signica che l'ossigenazione è insufficiente ed è consigliabile sottoporsi ad emogasanalisi(EGA); si rilevano alcune eccezioni in cui i valori intorno al 90% possono risultare normali, è il caso per esempio di pazienti affetti da broncopneumopatie croniche ostruttive (BPCO) al di sotto del 90% è presente una grave carenza di ossigeno (grave ipossia) che richiede l'immediata esecuzione di una emogasanalisi. Le possibili cause di ipossia da carenza di ossigeno nel sangue (ipossia ipossica) sono numerose, tra le più comuni ricordiamo: asma, cancro ai polmoni, broncopneumopatia cronica ostruttiva, altitudine (mal di montagna), intossicazione da anidride carbonica, sindrome da distress respiratorio, enfisema, anemia, ostruzione fisica delle vie aeree, sindrome delle apnee ostruttive del sonno, pneumotorace, polmonite, edema polmonare, embolia polmonare. Tra le cause circolatorie in grado di influenzare i valori ricordiamo infine: aterosclerosi, ictus, angina, infarto. I possibili sintomi con cui può manifestarsi ipossia sono: capogiri, fiato corto, stato confusionale, mal di testa, tachicardia, aumento della frequenza del respiro (tachipnea), aumento della pressione, perdita della coordinazione, problemi di vista, cianosi (colorito blu della pelle, a partire dalle estremità come le dita).

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Il covid manager e lo sport

La pandemia da Covid 19 ha imposto l’adozione di nuove linee guida e protocolli che le varie Federazioni e gli Enti di promozione Sportiva devono far rispettare ai propri tesserati, aggregati e affiliati; nonché a tutti coloro che operano in ambito sportivo. La figura del Covid Manager -è stata introdotta nell’ambiente del lavoro per identificare un unico referente di un’azienda, con funzioni di coordinatore per l’attuazione delle misure di prevenzione e controllo del contagio da Sars-Cov2 e con funzioni di punto di contatto con le strutture sanitarie. -deve essere il referente che fa attuare le misure di prevenzione all’interno di un’azienda; nonché il punto di riferimento per le strutture del sistema sanitario nazionale. -deve essere nominato dal datore di lavoro; tuttavia permangono gli obblighi e le responsabilità nei luoghi di lavoro previsti dal Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81, ovverosia il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro. Le nuove norme per le società sportive dalla stagione 2020-2021 Con l’apertura della stagione 2020/2021, cresce il numero delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche alle prese con il difficile compito di adeguare la propria attività alle novità normative e ai protocolli federali introdotti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19. Numerose problematiche e temi controversi, infatti, emergono nella fase di riorganizzazione, a cui si aggiunge lo spettro delle pesanti sanzioni minacciate a chi non intenda adottare strumenti e soluzioni utili a prevenire il contagio. La normativa, dunque, prevede espressamente la nomina di un operatore sportivo che sia incaricato di vigilare sulla corretta applicazione dei protocolli “anti-Covid”. La presenza del covid manger nello sport Il Corso “Covid Manager dello Sport” è un corso pratico per adeguare l’attività di ASD/SSD alle disposizioni sanitarie, per proteggere e tutelare atleti, dirigenti e collaboratori e per iniziare la stagione con maggiore sicurezza e consapevolezza di rischi e criticità. Il Covid Manager Sportivo è colui che ha una serie di compiti, - la verifica del corretto utilizzo dei DPI; - delle procedure di accesso all’impianto sportivo; - dell’organizzazione degli spogliatoi; - del corretto svolgimento dell’attività di allenamento; - la raccolta delle autocertificazioni; - l’accertamento della corretta esecuzione dell’attività di sanificazione degli ambienti e l’attuazione delle procedure relative alla gestione dell’atleta sintomatico. Note Elaborato creato grazie alla partecipazione ai corsi di Scuola Centro Sportivo Italiano Educatore sportivo Covid Manager  10-6-2020 Scuola Accademia Domani Addetto alla sanificazione 4-9-2020 Scuola Life Learning Diritto alla salute: il servizio sanitario italiano 2-9-2020 Scuola Alison Coronavirus what you need to know 12-11-2020

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Un nuovo timore: sars cov2

Un nuovo timore: la paura del Sars Cov2 Purtroppo stiamo vivendo una anno molto difficile e travagliato a causa dell'emergenza sanitaria dovuta ad un Virus sconosciuto. Il virus del Covid19 ci impone nuovi stili di vita e cambiamenti repentini ai quali spesso, non tutti riescono a far fronte e molti subiscono passivamente molte problematiche che vanno ad innescarsi a causa della triste realtà, una realtà che non avremmo mai immaginato di essere costretti a vivere. Già la chiusura forzata dei mesi di marzo- aprile e maggio hanno creato molteplici difficoltà a coloro che erano labili psicologicamente, inoltre molte persone si sono trovate a fare i conti con tensioni ed ansie e stati d'animo ai quali non erano mai stati esposti prima d'ora e che non conoscevano assolutamente. L'estate ha fornito un pò di respiro ma abbiamo abbassato, erroneamente, la guardia ed ecco che il virus è tornato. La paura, in tutti noi, si è riattivata e sta creando moltissime complicazioni psicologiche se non addirittura psicopatologiche che vanno ad alterare la vita di tutti i giorni. Sono in tanti a soffrire di attacchi di panico a causa di una vita che cambia, spesso, senza la propria volontà senza che riusciamo a decidere per noi stessi e per le nostre famiglie. Si inizia a soffrire di ansia e di depressione perché ci si trova nuovamente di fronte ad un futuro incerto e così sale il timore di non riuscire a stare di nuovo in situazioni difficili, iniziano a sudare le mani, a sentirsi soffocati dentro una stanza, a non dormire la notte. E' fondamentale riuscire a chiedere aiuto ad un professionista, poichè se questi timori e/o problemmatiche passano "inosservate" hanno la possibilità di ingrandirsi prendendo il sopravvento fino al punto di far diventare poco funzionale ogni cosa che facciamo, dal lavoro, allo studio, alla gestione dei rapporti con i familiari e con la realtà sociale che abbiamo intorno. Quali sono i sintomi che ci mettono in allarme? Non riuscire a dormire la notte, svegliarsi sudati, avere poca fame od al contrario senso di fame eccessivo, sentirsi nervosi senza motivo, chiudersi in se stessi, avere poca voglia di parlare, far uso ed abuso di alcool o di sostanze stupefacenti, non riuscire a concentrarsi, gonfiore di stomaco, areofagia, apatia, tachicardia, sonnolenza, problemi di stitichezza, spossatezza.

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Nasce un nuovo sintomo: la paura sars cov2

Purtroppo stiamo vivendo una anno molto difficile e travagliato a causa dell'emergenza sanitaria dovuta ad un Virus sconosciuto. Il virus del Covid19 ci impone nuovi stili di vita e cambiamenti repentini ai quali spesso, non tutti, riescono a far fronte e molti subiscono passivamente molte problematiche che vanno ad innescarsi a causa della triste realtà, una realtà che non avremmo mai immaginato di essere costretti a vivere. Già la chiusura forzata dei mesi di marzo- aprile e maggio hanno creato molteplici difficoltà a coloro che erano labili psicologicamente, inoltre molte persone si sono trovate a fare i conti con tensioni ed ansie e stati d'animo ai quali non erano mai stati esposti prima d'ora e che non conoscevano assolutamente. L'estate ha fornito un pò di respiro ma abbiamo abbassato, erroneamente, la guardia ed ecco che il virus è tornato. La paura, in tutti noi, si è riattivata e sta creando moltissime complicazioni psicologiche se non addirittura psicopatologiche che vanno ad alterare la vita di tutti i giorni. Sono in tanti a soffrire di attacchi di panico a causa di una vita che cambia, spesso, senza la propria volontà senza che riusciamo a decidere per noi stessi e per le nostre famiglie. Si inizia a soffrire di ansia e di depressione perchè ci si trova nuovamente di fronte ad un futuro incerto e così sale il timore di non riuscire a stare di nuovo in situazioni difficili, iniziano a sudare le mani, a sentirsi soffocati dentro una stanza, a non dormire la notte. E' fondamentale riuscire a chiedere aiuto ad un professionista, poichè se questi timori e/o problemmatiche passano "inosservate" hanno la possibilità di ingrandirsi prendendo il sopravvento fino al punto di far diventare poco funzionale ogni cosa che facciamo, dal lavoro, allo studio, alla gestione dei rapporti con i familiari e con la realtà sociale che abbiamo intorno. Quali sono i sintomi che ci mettono in allarme? Non riuscire a dormire la notte, svegliarsi sudati, avere poca fame od al contrario senso di fame eccessivo, sentirsi nervosi senza motivo, chiudersi in se stessi, avere poca voglia di parlare, far uso ed abuso di alcool o di sostanze stupefacenti, non riuscire a concentrarsi, gonfiore di stomaco, areofagia, apatia, tachicardia, sonnolenza, problemi di stitichezza, spossatezza.

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Fitness 2021: corri fitness, corri...

Dai fatti recenti pare che nessuno abbia preso sul serio le cose. Le palestre hanno riaperto lavorando su una comunicazione sottolineante metodiche di “sanificazione”, “distanziamento”, “cautelamento” e “difesa” del fitnessista-consumatore d'assoluta sicurezza. Anche in termini di salute del portafoglio, reintegrato mediante restituzione (non sempre avvenuta) dei mesi perduti causa pandemia. Un quadrimestre di fatturato intanto se n'è andato, assieme a tonnellate di lezioni spesso inutili di trainer incapaci nel motivare clienti se non con le beneamate attrezzature. Il tutto con la scusa che se manca il “piatto pesi” non riusciremo mai a muscolarizzarci. Frottole. Tutti prendono in giro tutti, come quando si tira giù il prezzo per forzare il ritorno di un cliente sul tapis roulant, quando ancora per un bel po' la corsa al parco batterà quel tapis roulant (in palestra non a casa) quattro a zero. Posizionare super-tecnologie ionizzatrici antenendo inalterati vecchi sistemi d'aerazione ricolmi di pulviscolo pluriennale, è svuotare il mare delle paure col retino delle illusioni. Da tempo immemore il centro fitness (qualsiasi) avrebbe potuto riconfigurarsi in una macchina da guerra erogante servizi e prodotti di qualità, soprattutto in chiave extra-struttura. Invece si spera nel “botto” iscrizioni che se non c'era prima della tempesta non si vede perchè debba esserci ora. Ecco cosa deve focalizzare il fitness business se vuol tornare a correre: A) sport&fitness+salute sono un binomio in via di polarizzazione: low-cost per pubblici che non hanno grandi disponibilità economiche e servizio personalizzato accessibile da chi manterrà redditi alti; B) sport&fitness+salute rivestono funzioni sociali e aggregative che verranno meno se il complesso impiantistico locale smetterà di erogare servizi ludico-sportivi “di quartiere"; C) sport&fitness+salute incidono nei processi formativi delle fasce giovanili (13/18 anni), segmento verso cui gli “Allenatori-Influencer” rivestiranno responsabilità social educative più che tecniche; D) sport&fitness+salute saranno diffondibili qualitativamente solo se gli operatori saranno qualitativi anch'essi e da ogni punto di vista; E) sport&fitness+salute saranno inscindibili da campagne d'educazione alimentare d'avviarsi con fasce d'età basse attraverso hub scolastici sia fisici che virtuali; F) sport&fitness+salute sono temi che non avranno mai indirizzo comune con professionalità interne ai centri scarse rispetto a quelle esterne alle palestre, spesso migliori, più ricche d'iniziative e destinate al sopravvento.

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Allenamento a stomaco vuoto o pieno

In generale dipende dalla capacità e dalla velocità del proprio apparato digerente ad assimilare i nutrienti prima di affrontare uno sforzo fisico e dalla quantità e qualità di ciò che andrete a mangiare. Per alcuni allenarsi a stomaco pieno porta dei vantaggi nel creare un'ottima intensità di allenamento e volume allenante, per altri può causare aumento della difficoltà digestiva sotto sforzo e senso di nausea col conseguente calare della prestazione. Un ottimo consiglio è quello di fare uno spuntino almeno 2 ore prima dell'attività motoria. Per chi si allena dopo pranzo, meglio evitare lo spuntino. Per chi si allena al mattino, meglio evitare la colazione o al massimo una mela o un pool aminoacidico. Discorso allenamento a digiuno per favorire il dimagrimento Per anni e ancora oggi, si consiglia di effettuare attività motoria a stomaco vuoto per favorire il dimagrimento poiché non assumendo nutrienti prima dello sforzo andremmo ad utilizzare il grasso depositato. Studi scientifici hanno dimostrato più volte che non è affatto cosi... Il dimagrimento (ricorda che non esiste il dimagrimento localizzato solo sull'addome o solo sui glutei) avviene solamente con un deficit calorico e una dieta ben bilanciata associata ad un movimento costante che non sia obbligatoriamente attività aerobica fino allo sfinimento.

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Carattere di un atleta, quanto incide con la perfo...

Il carattere di un atleta (agonista e amatoriale) influenza tantissimo la sua performance e il lavoro del Personal Trainer. Per quanto mi riguarda sono solito classificare in 4 grandi macro-categorie il carattere dell'atleta che intraprende un programma personalizzato : - ATLETA LAMENTOSO : Nonostante si realizzi un programma personalizzato ad hoc sul soggetto e raggiunga costantemente gli obiettivi prefissati, starà quotidianamente a lamentarsi con le tipiche espressioni : "non ho voglia" , "inutile proseguire" , "gli esercizi sono troppo pesanti" ect... È un atleta che non permette al professionista di esprimere il suo potenziale lavorativo. - ATLETA SOLDATO UBBIDIENTE : Esegue alla lettera e minuziosamente senza mai obiettare qualsiasi esercizio e programma gli venga affidato. Se ha infiammazioni non le comunica perché deve eseguire gli ordini. Se non raggiunge gli obiettivi non comunica perché deve eseguire gli ordini. Non è un atleta che permette di lavorare in sinergia. - ATLETA SACCENTE : Si allena da anni ma si annoia a realizzare un protocollo allenante e chiede un aiuto ad un professionista. Siccome conosce la biomeccanica del movimento e alcuni protocolli allenanti, metterà continuamente in dubbio il lavoro del professionista creando continue tensioni e scontri che non portano al raggiungimento di un obiettivo prefissato (se si notano incapacità trovo giusto mettere in dubbio chi abbiamo di fronte) - ATLETA PERFETTO : Conosce alcuni protocolli allenanti, esegue in modo scrupoloso la programmazione affidatagli, non si lamenta ma cerca il confronto costante, sia per aver modo d'imparare sia per dare feedback utili al Personal permettendogli di lavorare in sinergia e armonia esprimendo il suo massimo potenziale e quello del Personal.  Ricordando che si vuole illustrare in modo generale chi si approccia a contattare un professionista. Il modo migliore per raggiungere gli obiettivi è quello di instaurare un continuo confronto e analisi di ciò che si sta facendo. Se da professionisti affidiamo programmi standard a chiunque, non si può più parlare di allenamento personalizzato.

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Allenarsi col caldo? Beh... Si può

Utilizzando criteri adeguati e non scellerati è fattibile ed anche proficuo allenarsi col caldo. Le giornate più lunghe e luminose ci rendono più attivi e di buon umore, tenendo conto che gli ormoni subiscono un'impennata che parte dalla primavera e prosegue per il periodo estivo. Bisogna preparare il corpo a reggere i ritmi allenanti e le temperature atmosferiche alte. Ecco quindi alcuni miei consigli : Preferire l'allenamento di buon mattino o tardo pomeriggio a stomaco vuoto e ben idratati, Non allenarsi nelle ore più calde con climatizzatore in funzione. È bene che ci sia un buon ricircolo dell'aria nel locale dove ci alleniamo o un ventilatore ma evitando di starci troppo vicino, Aumentare l'assunzione di frutti con alta percentuale d'acqua e introdurre un integrazione di sali minerali opportunamente consigliata, secondo il fabbisogno personale, dal medico in Nutrizione sportiva (evitate integratori idrosalini commerciali pieni di zucchero), Aumentate l'assunzione di acqua durante e dopo l'allenamento (almeno 2 L in più del vostro fabbisogno quotidiano), Evitate i carboidrati ad alto indice glicemico ma assumete carboidrati con un valore glicemico basso. È un macronutriente che a mio avviso non può essere del tutto eliminato dalla dieta tranne in casi di patologie gravi,  Evitate sessioni aerobiche troppo lunghe o particolarmente intense. In estate il forte senso di dimagrimento è dovuto dalla scarsa  reitigrazione di liquidi. Sicuramente non è la corsetta alle ore 14 con 40° e la fascia dimagrante... PURA FOLLIA... Prima di intraprendere un percorso allenante nel periodo estivo, consultate un professionista dell'allenamento che sia in grado di preparare un programma personalizzato per le vostre esigenze e aiutarvi in modo saggio e competente anche in estate soprattutto se non vi siete mai allenati durante l'anno con i pesi o con una corsetta, Con queste accortezze noterete che la stagione estiva è il periodo dove il vostro corpo sarà più muscoloso, tonico e sexy come non è mai stato 

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Il salto della corda nella preparazione atletica

Il salto alla corda è un esercizio fisico ed un gioco. Consiste nel saltare una corda che viene fatta oscillare al di sotto dei piedi ed al di sopra della testa. A far oscillare la corda può essere lo stesso soggetto che effettua il salto, o altri due che ne tengono i capi, anche se questa seconda modalità è principalmente diffusa fra i bambini. Allo stesso modo a saltare la corda possono essere anche più di un soggetto nel caso la lunghezza della corda lo permetta di muoversi con più persone. Viene utilizzato come preparazione atletica per diverse discipline come sport da combattimento, nuoto, ginnastica ritmica e negli sport di salto. Gli esercizi possono essere vari come andature, doppi salti, incrociati, esercizi di coordinazione. Si può effettuare anche soltanto 10 minuti al giorno e migliora il fisico e la reattività. L’allenamento con la corda è un ottimo modo per diversificare l’allenamento, in particolar modo in inverno, per la difficoltà del clima, ma anche in estate quando in vacanza non è facile trovare percorsi di allenamento interessanti. Tecnica – Mantenere sempre la schiena dritta senza piegarla in avanti e non guardare costantemente i piedi – Tenere i gomiti quanto più vicini al corpo: è importante imparare a far girare la corda con il movimento dei polsi. – Durante i salti bisogna impattare a terra con la parte davanti del piede (avampiede). – Evitare di saltare molto in alto, ci si stancherebbe quasi subito. – La lunghezza giusta della corda deve prevedere le impugnature circa all’altezza ascellare una volta che la si fa passare sotto i piedi. Tipi di salto Incrocio delle mani – Quando la corda sta passando dietro ed è circa sopra la testa, incrociare velocemente le mani e saltare la corda con le braccia incrociate. Doppio skip – Avvolgete la corda più velocemente in modo da effettuare due giri per salto. Movimento di Alì – I piedi anziché uniti vengono mossi avanti e indietro nell’intervallo di circa 30-50 cm. Slalom – Simula il passaggio dei paletti di uno slalom sugli sci. Evitate di rendere troppo ampio lo spostamento laterale. Rotazione – Ruotate il corpo (a destra o a sinistra di 90 gradi) mentre la corda è sopra la testa. Il piede più avanti è di circa 50 cm innanzi all’altro. Corsa – Correre con le ginocchia il più in alto possibile mentre si ruota la corda. I vantaggi -Ha un basso costo d’acquisto: varia dai 20 ai 50 euro a seconda del modello; -È replicabile ovunque: basta avere con sé la corda e qualche metro quadro di spazio. È un’ottima soluzione per chi viaggia per lavoro; -Le sessioni sono brevi: un allenamento con la corda arriva a durare al massimo mezz’ora, per cui è ottimale quando si ha poco tempo; -Migliora la coordinazione: l’esercizio del salto con la corda migliora la coordinazione e il colpo d’occhio. La coordinazione è molto importante nel ciclismo, sia su strada che in mtb. Soprattutto è importante sviluppare la capacità di reazione; -Lavora ad ampio raggio sulla forma fisica. Una sessione con la corda migliora sia la resistenza aerobica che quella anaerobica, dipende dal l’intensità dell’allenamento. Un ritmo più blando migliora l’efficienza cardiovascolare e l’ossigenazione dei tessuti. Un lavoro di scatti invece va a influire sulla soglia lattacida, esattamente come farebbe una sessione di ripetute in bici; -Rafforza i muscoli, oltre a quelli delle gambe, lavorare con la corda rafforza i muscoli delle braccia e del petto. Inoltre rinforza l’articolazione del polso, riducendo il rischio di sviluppare tecnopatie fastidiose. Il salto alla corda è un eccellente esercizio per il cuore che favorisce la resistenza muscolare, cardio-vascolare e respiratoria. La resistenza muscolare è la capacità di eseguire un'attività muscolare per un tempo prolungato. Una buona resistenza muscolare permette di raggiungere più facilmente i propri obiettivi e migliorare le performance. E’ un esercizio fitness completo perché coinvolge tutti i muscoli del corpo. -Parte superiore del corpo: il movimento di rotazione della corda sollecita uno sforzo delle braccia, delle spalle e dei pettorali.  -Parte inferiore del corpo: la ripetizione dei salti provoca una contrazione muscolare. I polpacci lavorano per assicurare un buon ammortizzamento ad ogni contatto della punta del piede con il suolo. I muscoli si definiscono, ma senza aumentare il volume muscolare. -Cintura addominale: per assumere una postura corretta e mantenere l'equilibrio durante l'esercizio, eseguire un lavoro di rafforzamento muscolare sulla cintura addominale. Poco per volta scolpisci gli addominale e riduci il girovita. La corda per saltare è un vero e proprio bruciatore di calorie. Il salto alla corda è un esercizio che sollecita contemporaneamente tutti i muscoli del corpo. Per eseguire questo esercizio ad alta intensità, il corpo deve attingere alle sue riserve energetiche e quindi si bruciano calorie. È un esercizio efficace contro la cellulite. L’oscillamento verticale durante il salto ha l'effetto di massaggiare i tessuti muscolari favorendo la circolazione sanguigna e prevenendo le varici e o qualsiasi problema venoso. I muscoli coinvolti nel salto con la corda sono numerosi. In ordine di importanza citiamo: -Polpacci sia il gastrocnemio che il soleo -Flessori ed estensori del piede e delle dita -Estensori della gamba quadricipite femorale -Flessori della gamba bicipite femorale -Adduttori e abduttori degli arti inferiori -Grande gluteo -Deltoide e trapezio.   Bibliografia Biomeccanica degli esercizi fisici. Dalla preparazione atletica sportiva al fitness, Alfredo Stecchi Preparazione fisica per gli sport di combattimento, Emerson Franchini,Tomas Herrera Valenzuela

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I fondamentali del sollevamento pesi

Il Sollevamento Pesi La Pesistica Olimpica o Sollevamento Pesi è uno sport nel quale gli atleti tentano di sollevare grossi carichi disposti equamente a destra e sinistra su una barra d’acciaio, detta bilanciere dal peso, di 20 kg per le competizioni maschili, 15 Kg per quelle femminili. I dischi, anch’essi costruiti con un’anima d’acciaio, vengono successivamente rivestiti in gomma colorata.  Il colore della gomma determina il peso del disco: Kg 25 colore rosso; kg 20 colore blu; kg 15 colore giallo; kg 10 colore verde; kg 5 colore bianco; kg 2,5 colore rosso; kg 2 colore blu; kg 1,5 colore giallo; kg 1 colore verde; kg 0,5 colore bianco. I dischi sono bloccati sul bilanciere da anelli metallici detti “fermi” il cui peso è di 2,5 kg. Il bilanciere ha delle zigrinature che aiutano gli atleti ad avere una migliore e più salda impugnatura. Gli atleti eseguono l’esercizio con il bilanciere posizionato al centro di una pedana di legno dalle dimensioni di metri 4×4. Le gare di pesistica sono diffuse sin dall’antichità ed hanno fatto parte del programma del programma Olimpico già dai primi Giochi moderni di Atene del 1896. Il sollevamento pesi femminile ha iniziato a diffondersi negli anni ’80 ed è stato aggiunto al programma olimpico nel 2000. Le specialità della pesistica sono: l’esercizio di “strappo”, nel quale gli atleti devono sollevare il bilanciere sopra la loro testa in un unico movimento e l’esercizio di “slancio”, nel quale si porta prima il bilanciere all’altezza delle spalle (con un movimento detto “girata”) e poi si solleva il peso al di sopra della testa. In entrambi i casi, per un sollevamento corretto, gli atleti devono reggere il bilanciere saldamente sopra la testa, con braccia e gambe tese e senza movimenti di flessione. Fino al 1972 il sollevamento pesi consisteva invece in tre specialità; comprendeva infatti un ulteriore esercizio chiamato "distensione lenta". Nella prima fase (la girata) la "distensione lenta" era uguale allo "slancio"; mentre differiva nella seconda fase in quanto il peso doveva essere spinto dal petto oltre la testa con l'aiuto delle sole braccia, cioè senza l'intervento degli arti inferiori con divaricata frontale o sagittale, arti che quindi dovevano rimanere distesi. Questo esercizio, che portava ovviamente a sollevare pesi minori rispetto allo strappo, venne eliminato a causa della difficoltà nel giudicare se il sollevamento veniva effettivamente eseguito in maniera corretta, cioè senza aiutarsi con le gambe come avviene con lo slancio. Lo slancio è una delle due (in passato, tre) specialità del sollevamento pesi. A differenza dello strappo, in cui l'atleta compie un unico movimento per portare il bilanciere sopra la propria testa, nello slancio l'atleta prima compie un movimento detto girata, in cui porta il bilanciere all'altezza delle spalle, e poi un altro movimento per portarsi sotto il bilanciere e concludere l'alzata al di sopra del capo, a braccia tese. Questo secondo movimento può essere svolto a piedi pari o sforbiciata, cioè portando un piede in avanti e un piede dietro. Per essere valido, il sollevamento deve concludersi comunque con l'atleta a piedi paralleli e braccia tese; in questa posizione aspetta il segnale dell'arbitro per poter posare il bilanciere. Lo slancio durante una gara Durante una gara, gli atleti devono eseguire sei prove: tre prove di strappo e tre di slancio. Si inizia con lo strappo per poi eseguire lo slancio. Nello slancio, non è obbligatorio sollevare il peso con una sforbiciata, ma lo si può anche alzare tenendo i piedi allineati. Lo slancio permette di sollevare pesi più pesanti di quelli usati nello strappo perché: -Le braccia sono verticali e ortogonali al bilanciere e possono così sostenere un peso maggiore; -La girata termina all'altezza delle spalle e non sopra la testa, quindi il corpo del sollevatore è sottoposto ad una coppia meccanica orizzontale inferiore risultando meno bilanciato; -L'atleta ha il tempo di riposarsi alla fine della prima fase di girata. La girata è molto importante in tutti gli sport di salto. La girata non è un esercizio analitico come quelli che si fanno in sala pesi con le macchine.  E' sintetico, coinvolge una percentuale elevata della massa muscolare totale, inducendo importanti adattamenti a livello nervoso ed ormonale.  Infatti questo esercizio, come tutti quelli di carattere generale, rappresenta un fattore di modulazione del carico di allenamento ed ha la funzione di incidere sulla capacità di prestazione dell'atleta non direttamente, ma indirettamente, migliorando i presupposti della stessa. La girata, esprimendosi attraverso la catena cinetica propria del salto verticale (i pesisti sono tutti grandi saltatori), da tempo è parte integrante dell'allenamento in molte discipline sportive. Le fasi della girata sono: -Fase preparatoria (bilanciere a terra, arti inferiori piegati e arti superiori tesi) l'atleta deve contrarre isometricamente la muscolatura estensoria del dorso per allineare perfettamente i corpi vertebrali. Questo formidabile impegno posturale, stimolando anche la sensibilità propriocettiva a livello dei suddetti distretti muscolari (cioè aiutando a "sentire" i propri muscoli), risulta particolarmente efficace anche e soprattutto con i più giovani. Con loro l'allenamento a carico "artificiale" (bilanciere, manubri, macchine) deve interessare soprattutto la muscolatura del tronco (allenamento centrifugo) -Fase di stacco l'atleta apre l'angolo gamba - coscia sollevando il bilanciere appena al di sotto delle ginocchia, mantenendolo a contatto con le gambe. -Fase di caricamento (o di reazione pliometrica) l'atleta chiude, seppure di poco, l'angolo gamba - coscia aprendo l'angolo coscia - bacino e portando il bilanciere appena al di sopra delle ginocchia. -Fase di tirata l'atleta rizza energicamente gli arti inferiori sollevando le spalle e mantenendo gli arti superiori tesi, affinché quelli inferiori, protagonisti dell'azione, possano imprimere all'attrezzo la massima accelerazione. -Fase aerea i piedi dell'atleta perdono momentaneamente contatto con il terreno mentre il bilanciere prosegue nella sua traiettoria ascendente -Fase di incastro l'atleta fissa il bilanciere sulle spalle con gli arti inferiori semipiegati -Fase di risalita rizza gli arti inferiori riducendo contemporaneamente il passo delle gambe -Fase conclusiva accompagna il bilanciere a terra mantenendo la schiena tesa e piegando gli arti inferiori   Bibliografia Biomeccanica degli Esercizi Fisici, dalla preparazione atletica sportiva al fitness, Alfredo Stecchi Enciclopedia degli Esercizi di Muscolazione, tavole anatomiche, biomeccanica e corretta esecuzione, Oscar Moran Esquerdo Guida pratica alla pesistica di FIPE, Strenght academy A scuola di fitness, Pierluigi De Pascalis

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Lo squat tecnica e muscoli

Lo squat è un esercizio complesso, soprattutto se parliamo di squat con i pesi, ed è importante imparare la tecnica corretta di esecuzione. È definito come il “il Re” degli esercizi, perché permette di rassodare e tonificare in modo completo gambe e glutei e allo stesso tempo rinforzare addome e schiena. Lo squat è, quindi, uno dei migliori esercizi nel bodybuilding per le donne che vogliono gambe e glutei sodi e per gli uomini che vogliono gambe ipertrofiche.  Esistono vari tipi di squat -squat a corpo libero -squat isometrico -squat bulgaro -squat con manubri -squat al multipower -squat sumo -back squat con bilanciere -frontal squat -full back squat -zercher squat -overhead squat -box squat La tecnica corretta di esecuzione dello squat non è universale, ma dipende dalla singola persona. Questo vale a maggior ragione se si esegue lo squat con i pesi. La posizione corretta di partenza -Posizionare i piedi poco più larghi delle spalle e le punte dei piedi leggermente aperte (extraruotate) verso l’esterno; -Inspirare lentamente e mandare l’aria nella pancia; -Aprire il petto, tenendo le scapole rilassate; -Puntare lo sguardo e, quindi, la testa leggermente verso il basso, come se guardassi un fiore a pochi metri davanti a te; -Iperestendere leggermente (senza estremizzarla) la schiena, mandando indietro il sedere. La fase di discesa Una volta raggiunta la posizione di partenza inizia la fase di discesa, ossia l’accosciata: -Tenendo la curvatura della schiena neutra, iniziare a scendere in modo controllato; -Idealmente durante la discesa si dovrebbe sentire il peso del corpo nel centro del piede; -Mentre si scende bisogna pensare ad aprire le ginocchia verso l’esterno; -È opportuno arrivare a una profondità tale per cui si mantiene o si perde leggermente la curvatura neutra. Piano piano nel tempo si riuscirà a scendere sempre più in basso senza perdere la curvatura. L’obiettivo nel lungo periodo è quello di farne uno almeno al parallelo. Ancora meglio sotto il parallelo, per stimolare i muscoli posteriori della coscia in cocontrazione, tra cui i glutei. La fase di risalita Una volta arrivati a terra, si deve risalire mantenendo lo stesso identico assetto che abbiamo usato nella discesa. Per capire se si stà risalendo correttamente, occorre prestare attenzione a dove si sente il peso del corpo, che idealmente dovrebbe essere al centro del piede. In generale, uno squat corretto è uno squat fluido e compatto, in cui non si sentono particolari tensioni e in cui si controlla perfettamente il carico senza sbilanciarsi e senza tremare. Gli errori più comuni durante l’esecuzione -Iperestendere troppo schiena, ossia sculare troppo; -Iniziare il movimento mandando avanti subito le ginocchia e non usando, invece, il bacino; -Mandare le ginocchia verso l’interno; -Flettere la schiena perdendo la curvatura neutrale che permette alla schiena di sopportare carichi elevati; -Sollevare i talloni da terra; -Irrigidire e iperestendere il collo; -Salire prima con le gambe, sollevando il sedere, e poi con la schiena.   I benefici di uno squat corretto Uno squat corretto ha molteplici benefici. In particolare, ti consente di: -attivare correttamente cosce e glutei; -ridurre al minimo il rischio di infortunio alla schiena, mantenendo quest’ultima in una posizione neutra; -rinforzare le ossa e le articolazioni, aumentando la densità minerale ossea; -migliorare la mobilità del bacino e delle caviglie. In sintesi, i benefici maggiori dello squat sono il rinforzo di molti gruppi muscolari in contemporanea e la mobilizzazione di tante articolazioni allo stesso tempo. Lo squat con i pesi non è per tutti: rischi e problemi durante l’esecuzione Nel Bodybuilding non troveremo esercizi insostituibili, sicuramente alcuni saranno più efficaci di altri, ma mai insostituibili. Di conseguenza inutile incaponirsi su un esercizio che non fa per noi quando ci presenta troppe problematiche, come può verificarsi proprio nel caso dello Squat. Lo squat è un esercizio difficile e non è assolutamente per tutti in quando per approcciarsi ad esso è d’obbligo farlo in totale sicurezza sotto tutti gli aspetti. Ecco quali potrebbero essere le principali problematiche che si riscontrano durante uno squat: -problemi di schiena di ogni genere -fatica a mantenere la curva lombare in fisiologia sotto carico -femori troppo lunghi in proporzione all’altezza che ci costringono a buttare il busto eccessivamente in avanti -scarsa mobilità dell’articolazione tibio-tarsica -i due punti precedenti ci impongono dei “compensi” con gli altri anelli articolari della catena interessata -valgismo alle caviglie -valgismo o varismo alle ginocchia -muscolatura eccessivamente “corta” (in primis gli Ischiocrurali) impediscono un’accosciata fluida e che arrivi alla profondità richiesta -scarsa coordinazione motoria, non all’altezza del gesto tecnico I muscoli più coinvolti A livello anatomico durante un’accosciata con bilanciere possiamo notare: -un’estensione del femore sulla tibia (muscoli quadricipiti) -un’estensione dell’anca sul femore (muscoli ischiocrurali e grande gluteo) -una sinergia tra adduzione ed abduzione dell’anca (muscoli adduttori e grande, piccolo e medio gluteo) -un’estensione dell’articolazione tibio-tarsica (muscoli polpacci) -un’alta componete statica per la stabilità del CORE (muscoli addominali e paravertebrali) Lo squat è indiscutibilmente uno tra gli esercizi che più interessano in modo completo la muscolatura delle cosce e dei glutei, ma non solo, andando a colpire tutta la catena estensoria posteriore (grande gluteo, femorali, polpacci ed erettori spinali), i quadricipiti, adduttori ed abduttori fino ad arrivare all’addome che ci garantisce una stabilità globale durante l’alzata. Una delle variabili più importanti che notiamo nelle esecuzioni dei vari Squat è appunto la profondità con cui viene eseguita l’accosciata. Non esiste l’esecuzione corretta o sbagliata, ma va contestualizzata in relazione allo stimolo muscolare che noi vogliamo generare, di conseguenza la stessa medesima esecuzione potrebbe essere corretta per un soggetto e contemporaneamente errata per un altro.     Bibliografia Biomeccanica degli esercizi fisici. Dalla preparazione atletica sportiva al fitness, Alfredo Stecchi A scuola di fitness, Pierluigi De Pascalis Manuale per l’istruttore di sala, Davide Zanichelli Manuale per l’istruttore di body building, Nicolò Ragalmuto

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