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Contenuti per tag: caffeina


Caffè al ginseng, valido... o pessimo?

Il caffè al ginseng: valido o pessimo alimento di cui si può fare a meno? Consumato al bar o a casa, vediamo nel dettaglio cosa contiene il famigerato caffè al ginseng. Partiamo dal presupposto che i più fortunati, a seconda della marca utilizzata dal barista o a casa, avranno a disposizione circa l’1% di estratto di ginseng… i meno, circa lo 0,46%. Solo? Possibile? E gli altri ingredienti? Beh la fanno da padrone sicuramente i grassi vegetali (che nella stramaggioranza dei casi sono idrogenati) e lo zucchero. Seguono poi latte in polvere e proteine del latte, diversi stabilizzanti, emulsionanti e antiagglomeranti, per giungere poi a delle maltodestrine e del caffè in polvere. Alcuni utilizzano anche del betacarotene come colorante. La famosa “botta” che arriva dopo aver orgogliosamente ordinato al barista “un ginseng in tazza grande, grazie!” più che attribuirla al ginseng e alle sue esigue percentuali, sarà invece merito dello zucchero mixato ai grassi vegetali che ci farà esclamare “Buono! E mi ha anche svegliato!”. Nel cervello, quando si assume zucchero, avvengono dei cambiamenti neurochimici che fanno aumentare la dopamina, e questa è la ragione per cui quando si viene privati improvvisamente della dose zuccherina giornaliera, si genera una vera e propria crisi di astinenza. Prima crea una stimolazione e poi c’è la fase depressiva che crea stati di irritabilità. Un po’ come succede per gli energy drink: prima c’è euforia zuccherina con caffeina e poi fase discendente con super stanchezza e irritabilità. Questo è causato dal rapidissimo assorbimento dello zucchero (alimento ad altissimo indice glicemico) nel sangue che fa salire la glicemia, e costringe il pancreas a secernere insulina. Tale ormone fa scendere bruscamente la glicemia (malessere, sudorazione, irritabilità, debolezza) con bisogno di mangiare ancora zuccheri per sentirsi meglio. Lo zucchero bianco è una sostanza innaturale, tra le più tossiche in commercio, evitatelo!

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Il caffè come integratore

Forse non tutti  sanno che lacaffeinanelle urine oltre una certa misura è considerata doping. Molte persone quindi e soprattutto al sud potrebbero essere dopati e non saperlo; ma a parte gli scherzi secondo una recente ricerca anche bassi dosaggi (in quantità quindi lecite) la caffeina conserva la sua azione; un paio di tazzine sono infatti sufficienti a migliorare le prestazioni agonistiche negli sport aerobici (maratona, ciclismo, nuoto) mentre tre o quattro tazzine sono necessarie per ottenere gli stessi risultati negli sport aerobico-anaerobico (calcio, tennis, pallacanestro). L'effetto della caffeina è principalmente energizzante e si spiega con tre differenti azioni:   sul cervello mediante il rilascio di catecolamine (messaggeri chimici) che facilitano il livello di attenzione e i riflessi (ecco perchè il caffè della mattina ci fa svegliare o sentire svegli);   sui muscoli facilitando la trasmissione di segnali elettrici e di conseguenza la velocità di contrazione degli stessi;  sul metabolismo mobilitando i depositi di zuccheri e acidi grassi e rendendoli disponibili come combustibile durante l'esercizio fisico.   Con questo non sto dicendo che bevendo molti caffè si dimagrisce automaticamente, anzi  troppi caffè fanno male, soprattutto se zuccherati (peggio se col dolcificante che contenendo tracce di fenilalanina, che quando non  accompagnata dagli altri amminoacidi diventa una neurotossina quindi cancerogeno per il cervello) ma che bere un caffè magari dolcificato con zucchero di canna prima di fare attività fisica o allenamento... può essere una buona abitudine.

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