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Contenuti per tag: doping


Controindicazioni nell'uso degli steroidi ana...

In dosi normali terapeutiche, l'uso degli steroidi anabolizzanti dà raramente luogo ad effetti nocivi collaterali, tuttavia l'uso indiscriminato a dosi elevate, così come negli ultimi anni viene praticato da molti atleti, può essere l'origine di stati patologici di notevole gravità. Alcuni di questi prodotti anabolizzanti possono provocare gravi disturbi intestinali, affezioni epatiche con itterizia, scompensi cardiocircolatori, aumento della pressione arteriosa per ritenzione di acqua, acne diffusa. Nei soggetti in fase puberale di entrambi i sessi si può verificare un prematuro arresto dello sviluppo fisico per saldatura delle cartilagini epifisarie che a tale sviluppo presiedono. Nell'uomo l'inibizione del meccanismo di autoregolazione ipofisi-testicolare può provocare una diminuzione dell'attività delle ghiandole della riproduzione ed atrofia testicolare, oltre che disturbi prostatici per aumento di tale ghiandola. Nella donna (anche le atlete infatti utilizzano gli steroidi anabolizzanti) si possono avere disturbi del ciclo mestruale, assieme a segni di virilizzazione come irsutismo e variazione della voce. Bisogna inoltre considerare un altro fenomeno legato all'aumento di volume dei muscoli non associato ad un contemporaneo aumento della resistenza elastica dei tendini e delle loro inserzioni:  che cioè questi soggetti possono andare facilmente incontro a tendiniti o entesiti, specialmente a carico di muscoli potenti quale il bicipite ed il quadricipite. Recentemente è stata, infine, avanzata l'ipotesi, non ancora esaurientemente documentata, di un azione cancerogena degli steroidi anabolizzanti. Già da circa un trentennio la Commissione Medica del C.I.O. aveva considerato l'opportunità di includere gli steroidi anabolizzanti nella lista dei prodotti proibiti perchè considerati dopanti, ma questo non era stato possibile per il fatto che non esistevano ancora metodi di analisi suffucientemente sicuri per rivelare la loro presenza nelle urine, così mentre si poteva, da una parte, constatare l'effetto delle misure prese a riguardo della assunzione di altre sostanze dopanti, dall'altra gli steroidi anabolizzanti vennero inclusi nella lista delle sostanze proibite solo in occasione dei Giochi Olimpici di Montreal nel 1976.

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Doping, lista delle sostanze vietate

Il termine doping inizialmente usato nell'ambiente delle corse per indicare la stimolazione illecita dei cavalli si riferisce all'uso di ogni sostanza, ma soprattutto anfetamine, e di ogni mezzo capace di aumentare il rendimento in vista o in occasione di competizioni sportive, che può recare pregiudizio all'integrità fisica e psichica dell' atleta, e che risulta contraria all' etica dello sport. La battaglia anti-doping è ormai universalmente condotta nel mondo sportivo ed ha ricevuto particolarmente vigore dopo l'adozione del controllo anti-doping da parte della Commissione Medica del Comitato Internazionale. Le norme di controllo vennero per la prima volta applicate durante le Olimpiadi del 1968 svoltesi a Città del Messico e prevedono gravi sanzioni, quali la squalifica a vita, per l'atleta che risulta colpevole. I controlli hanno dato come risultato una riduzione considerevole dell' uso di sostanze eccitanti; resta tuttavia il fatto che ogni giorno vengono messi in commercio nuovi prodotti e che gli atleti poco corretti possono essere tentati di utilizzarli aggirando i controlli del doping. La Commissione Medica del Comitato Internazionale Olimpico vieta agli atleti olimpici l'assunzione delle seguenti sostanze considerate dopanti; conseguentemente la lista è stata adottata dalla maggior parte delle Federazioni Sportive Internazionali: stimolanti psicomotori: anfetamina, benzfetamina, cocaina, demetilanfetamina, etilanfetamina, metilanfetamina, dietilpropion, fencanfamin, metilfenidato, norpseudoefedrina, fendimetrazine, fenmetrazina, prolintane e sostanze similari; stimolanti agenti sul sistema nervoso centrale: amifenazolo, bemegride, nicetamide, pentieletetrazolo, stricnina e sostanze similari; sostanze simpaticomimetiche: efedrina, metoxifenamina, metilefedrina e sostanze similari; analgesici-narcotici: eroina, metadone, destromoramide, dipipanone, morfina, petidina e sostanze similari; steroidi anabolizzanti: metandienone, eximetolone, deconato di nadrolone, fenilpropionato di nadrolone, stanozolol e sostanze similari.   Risulta evidente che in ogni momento, previo parere e comunicazione degli organi competenti, alle sostanze elencate possono esservi aggiunte altre quando questo risulti necessario.

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Il caffè come integratore

Forse non tutti  sanno che lacaffeinanelle urine oltre una certa misura è considerata doping. Molte persone quindi e soprattutto al sud potrebbero essere dopati e non saperlo; ma a parte gli scherzi secondo una recente ricerca anche bassi dosaggi (in quantità quindi lecite) la caffeina conserva la sua azione; un paio di tazzine sono infatti sufficienti a migliorare le prestazioni agonistiche negli sport aerobici (maratona, ciclismo, nuoto) mentre tre o quattro tazzine sono necessarie per ottenere gli stessi risultati negli sport aerobico-anaerobico (calcio, tennis, pallacanestro). L'effetto della caffeina è principalmente energizzante e si spiega con tre differenti azioni:   sul cervello mediante il rilascio di catecolamine (messaggeri chimici) che facilitano il livello di attenzione e i riflessi (ecco perchè il caffè della mattina ci fa svegliare o sentire svegli);   sui muscoli facilitando la trasmissione di segnali elettrici e di conseguenza la velocità di contrazione degli stessi;  sul metabolismo mobilitando i depositi di zuccheri e acidi grassi e rendendoli disponibili come combustibile durante l'esercizio fisico.   Con questo non sto dicendo che bevendo molti caffè si dimagrisce automaticamente, anzi  troppi caffè fanno male, soprattutto se zuccherati (peggio se col dolcificante che contenendo tracce di fenilalanina, che quando non  accompagnata dagli altri amminoacidi diventa una neurotossina quindi cancerogeno per il cervello) ma che bere un caffè magari dolcificato con zucchero di canna prima di fare attività fisica o allenamento... può essere una buona abitudine.

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