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Contenuti per tag: palestra


Quanto è importante la tecnica di esecuzione

Una domanda del genere è come chiedere a un dentista: “quanto è importante lavarsi i denti correttamente?" La risposta, quindi, sarebbe scontata, ma spesso sottovalutata...Spesso infatti si sottovaluta l’importanza di una buona tecnica di esecuzione a scapito del carico dei pesi pensando che un maggiore peso equivalga a una migliore prestazione. Confesso che anche io per molto tempo ho trascurato la tecnica di esecuzione che ho “pagato caro” andando incontro ad infortuni che inevitabilmente hanno ostacolato i miei risultati. ✅Bisogna pensare che una corretta tecnica ha la stessa valenza della patente di guida: per poter guidare in strada devi superare il test! ecco, ora non importi di sollevare carichi a qualsiasi costo se non con una corretta forma di movimento.Esattamente come per poter guidare una macchina (in questo caso il tuo corpo) assicurati di aver superato il test per non perdere punti sulla tua patente. Forse sei andato un troppo veloce o hai parcheggiato dove non avresti dovuto: esattamente come potrebbe accadere in palestra conoscere le regole e Il funzionamento del tuo corpo evita di incorrere in infortuni a cui potresti andare incontro trascurando l’importanza dell’esecuzione.  Lo scopo è di sollevare con una buona e studiata tecnica, semplicemente perché è il modo in cui non c'è nulla da perdere ma solo da guadagnare.

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Il covid manager e lo sport

La pandemia da Covid 19 ha imposto l’adozione di nuove linee guida e protocolli che le varie Federazioni e gli Enti di promozione Sportiva devono far rispettare ai propri tesserati, aggregati e affiliati; nonché a tutti coloro che operano in ambito sportivo. La figura del Covid Manager -è stata introdotta nell’ambiente del lavoro per identificare un unico referente di un’azienda, con funzioni di coordinatore per l’attuazione delle misure di prevenzione e controllo del contagio da Sars-Cov2 e con funzioni di punto di contatto con le strutture sanitarie. -deve essere il referente che fa attuare le misure di prevenzione all’interno di un’azienda; nonché il punto di riferimento per le strutture del sistema sanitario nazionale. -deve essere nominato dal datore di lavoro; tuttavia permangono gli obblighi e le responsabilità nei luoghi di lavoro previsti dal Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81, ovverosia il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro. Le nuove norme per le società sportive dalla stagione 2020-2021 Con l’apertura della stagione 2020/2021, cresce il numero delle società e delle associazioni sportive dilettantistiche alle prese con il difficile compito di adeguare la propria attività alle novità normative e ai protocolli federali introdotti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19. Numerose problematiche e temi controversi, infatti, emergono nella fase di riorganizzazione, a cui si aggiunge lo spettro delle pesanti sanzioni minacciate a chi non intenda adottare strumenti e soluzioni utili a prevenire il contagio. La normativa, dunque, prevede espressamente la nomina di un operatore sportivo che sia incaricato di vigilare sulla corretta applicazione dei protocolli “anti-Covid”. La presenza del covid manger nello sport Il Corso “Covid Manager dello Sport” è un corso pratico per adeguare l’attività di ASD/SSD alle disposizioni sanitarie, per proteggere e tutelare atleti, dirigenti e collaboratori e per iniziare la stagione con maggiore sicurezza e consapevolezza di rischi e criticità. Il Covid Manager Sportivo è colui che ha una serie di compiti, - la verifica del corretto utilizzo dei DPI; - delle procedure di accesso all’impianto sportivo; - dell’organizzazione degli spogliatoi; - del corretto svolgimento dell’attività di allenamento; - la raccolta delle autocertificazioni; - l’accertamento della corretta esecuzione dell’attività di sanificazione degli ambienti e l’attuazione delle procedure relative alla gestione dell’atleta sintomatico. Note Elaborato creato grazie alla partecipazione ai corsi di Scuola Centro Sportivo Italiano Educatore sportivo Covid Manager  10-6-2020 Scuola Accademia Domani Addetto alla sanificazione 4-9-2020 Scuola Life Learning Diritto alla salute: il servizio sanitario italiano 2-9-2020 Scuola Alison Coronavirus what you need to know 12-11-2020

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Fitness 2021: se non ne siete dentro, ne resterete...

La diffusione low cost aveva ridotto il business del club fitness tradizionale prima della tempesta. Le difficoltà, per le palestre più costose per se stesse e per gli utenti, sono fuori misura: o si cambia o si esce. Alla ripresa della stagione 2020-2021 (settembre), sarà ancora peggio per i gestori, ma per gli utenti qualcosa migliorerà. Riconversione palestre: dimensioni sale di attività, quantità di macchinari posizionati, numero istruttori presenti, cifra delle utenze contemporanee. Per un po', forse molto, via i corsi, via le attività d'acqua, via altro. Il superfluo sparirà e a fare la dieta non saranno i clienti ma le palestre: si snelliranno. Questo eccesso di servizi si era riflettuto troppo tempo sul prezzo d'abbonamenti “dopati”, che prevedevano l'acquisto di discipline grottesche: sempre più pressati da aggueriti venditori-inseguitori di budget. Come se, acquistando un'auto, fossimo stati costretti per anni ad acquistare ogni accessorio, anche quello che non avremmo utilizzato mai. Il fitness deve togliersi di dosso la polvere costata cara a tutti. Per un po' ci ha rimesso solo il portafoglio utenti, ma con l'avvento low cost, pretestuose palestre avevano cominciato a correggere il tiro. La pacchia era finita. La prossima fitness season sarà da colpo di grazia, perchè vi saranno servizi “erogabili non in loco”. Per quel che riguarda la riconversione cliente, il nuovo fitnessista potrà fruire del fitness come un tagliando auto: tagliando-allenamento con presenza fisica una volta a settimana e sedute successive tracciate via via dal trainer. Sessioni da fare dove, quando e come si vorrà. Senza spendere un patrimonio in lezioni personali che, da un certo momento in poi, anche noi trainer sappiamo essere inutili. Peggio ancora quando competono con servizi a basso costo in remoto. L'altra sorpresa è che due fette di domanda sono arrivate fresche fresche sul piatto: teen agers e anziani. Due mercati non considerati aree di business dai centri fitness, ma che col distanziamento si stanno attivando in un desiderio di movimento potente. Movimento più ludico che sportivo, più divertente che performante. Le palestre in grado d'intercettare questo coi servizi, saranno centri di produzione contenuti extra-struttura (tutorial su come allenarsi a casa, educativi su allenamento e alimentazione, di assistenza on-line e controllo). Molte proposte saranno mirate più fuori che dentro la palestra e così, un piccolo club potrà fornire servizi non ai 500 utenti iscritti prima, ma a 2.500. Sotto forme diverse. A casa, in azienda, in viaggio, al parco, lo smart fitness pack (così definito perchè avrà costi accessibilissimi, quindi smart), non avrà uno spazio di svolgimento dedicato, non avrà macchinari ridondanti e soprattutto non avrà un tempo. La palestra come spazio fisico tradizionale si trasformerà in spazio fisico “occasionale”, come luogo, appunto, di messa a punto. Un'officina specializzata, dove non conta quanto è grande il capannone ma se il meccanico è esperto. Luogo e ora d'allenamento saranno scelti come opzione personalizzata dall'utente e non dall'app-corsi del centro, per un fitness capillarizzato sul territorio ma meno delimitato spazialmente. Sei giorni d'allenamento settimanali saranno improponibili, come improponibile sarà la prenotazione oraria per ogni seduta. Segnali dei quali tener conto nella riconfigurazione strutture in vista della prossima stagione.  

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Consiglio n.29 - Se vai in palestra ogni giorno, n...

E' la prassi in ogni palestra: istruttori che stilano programmi da eseguire giornalmente e avventori-palestrari che eseguono a menadito il programma stabilito. Il problema è che nessuno si rende conto dell'errore che sta commettendo perché sbagliano in due: trainer e allievo. Presupposizioni (sbagliate) del trainer: mettendo giù un piano d'allenamento che presupponga (e uno) di metter piede in palestra ogni santo giorno, si presuppone (e due) che la maggioranza dei fitnessisti non abbia altro da fare che allenarsi (e tre). Come se ognuno dovesse prepararsi all'agonismo o a chissà quale competizione che non ci sarà mai. Altra presupposizione (e quattro): optando per un programma di sei giorni settimanali, tale piano d'azione sarà un vero e proprio un listino bloccato. Doversi allenare ogni giorno prevederà una sequenza d'esercizi talmente specifica che se si salta una sola giornata salta l'intera programmazione settimanale. Quindi il grande dilemma è: vado in palestra per dare una bella sferzata un giorno sì e uno no, o mi aggiro in palestra tutta la settimana allenandomi soft? Osserva oggi osserva domani abbiamo scoperto l'arcano: due terzi delle persone caracollanti tra macchine e attrezzi, fanno salotto. Intensità e rarefazione, è questa la via dell'allenamento per tutti.

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Consiglio n.28 - Se il training non produce, scegl...

Il training perfetto è sotto osservazione da un secolo e da parte di due opposte scuole di pensiero: quella della programmazione accurata e quella dell'istinto. Dal momento che la verità è nel mezzo, con grande probabilità l'allenamento ideale conterrà elementi di entrambe le scuole. Perciò, in linea di principio, eseguire alcune sedute programmate inserendo una giornata “jolly” nel corso della settimana, andrà bene per tutti. Vi sono poi altre considerazioni utili al nostro caso e il nostro caso è, ricordiamolo sempre, essere al top-forma senza obblighi competitivi che c'impongano programmi tassativi. Il primo elemento da verificare non è fisico ma appartiene all'alveo psicologico: il carattere. Sì, proprio lo spirito con cui la persona intende allenarsi, che richiede attenzione e capacità tecnico-creative da parte del trainer. Se si tratta di una persona ondivaga, che ama improvvisare, il training giusto sarà quello che contiene elementi rigidi e altri flessibili. Esempio di rigidità: durata, numero di serie, tipo di esercizi da eseguire nella giornata di palestra. Esempi di flessibilità: libera alternanza nell'esecuzione degli stessi esercizi, libere variazioni di velocità e libera inversione delle sequenze secondo lo spirito giornaliero. La palestra che ameremo sarà quella dove al classico pranzo potremo alternare, di volta in volta, il menù giornaliero proposto da un istruttore bravo a leggere la partita. Proprio come un allenatore di calcio.

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Consiglio n.26 - Se non hai tempo, passa alla rout...

Un buon trainer prima di mettere giù un programma che affermi il proprio ego, deve tener conto dell'esigenza di chi allena. C'è chi ha tempo al mattino, chi nella pausa pranzo, chi alla sera, chi può durante la settimana. Ma c'è chi proprio non può e in nessun orario feriale che si rispetti. Quando è così, trainer e allievo per solito si scoraggiano, provando a risolvere con un accordo posticcio, impegnandosi reciprocamente con allenamento bi-tri-settimanale in palestra. Dopo un po' di tempo, allieva o allievo che sia non potranno onorare l'impegno nell'allenarsi e così si perderà un potenziale appassionato di fitness. La palestra, dal canto suo, avrà un'iscrizione in meno. Doppia sconfitta, eppure una soluzione c'è. L'utente che di fitness proprio non può farne a meno, se ben consigliato può allenarsi con eccellenti risultati nella doppia routine week-end. Per farla breve, il trainer stilerà un programma anomalo che preveda due giorni consecutivi d'allenamento al sabato e alla domenica, senza riposo. L'unico impegno tassativo, per il soggetto che si allena, sarà tenere il proprio diario di bordo relativo ad alimentazione, sonno e altri fattori che incidono sul risultato nell'extra-time, cioè nel tempo di non 'presenza in palestra'. Due persone responsabili e responsabilizzate avranno quindi prodotto la migliore delle routine di allenamento possibili per chi non può allenarsi nei giorni feriali. Sempre al massimo (al lavoro) durante la settimana e sempre al massimo (coi pesi) nel week end.

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Consiglio n.25 - Se il personal trainer è low-cos...

Il lavoro del personal trainer è un mestiere antico, che si è esteso troppo. E' come se a un certo punto, da pochi allenatori in circolazione realmente specializzati e molti buoni trainer che si danno da fare in palestra, si fosse invertito il trend: “tutti esperti”. A dare un'occhiata in giro sia fisica, ovvero osservando nelle palestre più disparate e un'occhiata digitale, cioè scandagliando il web, si trovano schiere di personal trainer super-certificati con due giorni di stage. La provenienza tecnica, giammai da noi giudicabile rispetto ai contenuti dei corsi cui queste schiere di personal trainer partecipano, produce pseudo-professionisti che, visti al lavoro sul campo, non segnalano attenzione per lo stato di forma del proprio cliente. Non di rado s'assiste a una lezione in piena regola dove la sola preoccupazione del personal trainer è tenere il ritmo su whatsapp, piuttosto che controllare il ritmo delle salite-discese sullo step della povera signora. Probabilmente, la malcapitata signora in esame avrà selezionato il personal-trainer sulla base di una trattativa di prezzo che le ha arrecato vantaggio al portafogli. Pagandone però il prezzo vero: quel vantaggio economico si sta rivelando un enorme svantaggio di salute. Fatti due conti e messi sulla bilancia svantaggi economici e svantaggi fisici, meglio stare alle larga dalle politiche low-cost quando mettiamo nelle mani di qualcuno la nostra salute.

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Consiglio n.22 - Se la palestra è troppo elegante...

La palestra è spazio, ferro e un maestro attento. Che ci segue. Ogni atleta ha una sua finalità: migliorare le prestazioni, utilizzare certi esercizi per performare di più, o semplicemente stare meglio, obiettivo dei due terzi degli oltre dieci milioni di fitnessisti italiani. Il problema che si è posto in questi ultimi tempi, non è stato capire quale corrente di pensiero applicata al fitness andasse per la maggiore e incontrasse il maggior numero di adepti. Si fosse riusciti in tale misssione, ovvero intercettare l'esigenza del fitnessista tipo, si sarebbero viste facce più felici sia dei clienti che dei gestori palestra. Ma tutto sarebbe stato troppo semplice e la semplicità, di solito, è vista con sospetto. Perciò, si è partiti dal fronte opposto: mettiamo in palestra i bonsai e un mega schermo sul tapis roulant per accontentare il cliente che corre a sedici chilometri orari smanettando sulla tastiera. Nessuno ce l'ha con la tecnologia, ma inseguendo le ultime app si perde di vista l'essenzialità di uno spazio fitness che prevede attrezzature, una pavimentazione ideale, e buona volontà da colui che si è appena iscritto. Nonché grande pazienza da parte dell'istruttore. Vista la piega che prendevano i centri fitness “trendy”, non nella qualità del fitness ma nelle architetture, si è rincorso progettisti di grido che mettevano al primo posto la combinazione colori, l'effetto luci palestra e il colpo d'occhio reception. Solo all'ultimo veniva posizionata, nella classifica delle cose importanti per allenarsi, la fruibilità degli spazi di chi è arrivato lì non per una passeggiata. Conclusione? Qualche vecchio capannone con due murales e attrezzi spartani ha già piegato in due il centro che ha ricevuto l'award per la lounge area. Niente stimoli niente allenamento. E' la solita vecchia legge.

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Alcuni falsi miti nel fitness

Quante volte in palestra, o quando ci alleniamo sentiamo pronunciare dei falsi miti “duri a morire” da istruttori, compagni di allenamento, appassionati del settore. Sfatiamo qualche falso mito o fake news. PIU’ SUDO PIU’ DIMAGRISCO? FALSO Sudare non equivale a dimagrire. Si perdono principalmente liquidi, il grasso non si “scioglie”. Si suda perché si evita il surriscaldamento del nostro corpo durante l’attività fisica, il sudore aiuta a regolare la temperatura del nostro corpo. Sarà da evitare durante l’attività fisica l’utilizzo di tutte particolari pancere per sudare, uscire nelle ore calde a fare una corsetta soprattutto in estate per sudare di più.  ADDOMINALI ALTI E BASSI ESISTONO? PIU’ADDOMINALI ESEGUO E PIU’ LEVO LA FAMOSA “PANCETTA”? FALSO. Il retto addominale è un unico muscolo, l’addome alto o basso non esiste. Se si sente quella sensazione di “bruciore” nella parte bassa dell’addome è dovuta principalmente al coinvolgimento di altri muscoli e soprattutto dell’ileopsoas. Serie interminate di ripetizioni di addominali per togliere la famosa pancetta non hanno l’effetto sperato, purtroppo il dimagrimento localizzato non esiste. IL DOLORI POST ALLENAMENTO DEL GIORNO DOPO SONO CAUSATI DALL’ACIDO LATTICO? FALSO. L’acido lattico prodotto durante lo sforzo muscolare viene rimosso nei minuti successivi all’ attività o al massimo nel giro di qualche ora. I dolori del giorno dopo vengono chiamati D.o.m.s, (Delayed Onset Muscle Soreness) ossia Indolenzimento Muscolare a Insorgenza Ritardata è imputabile a delle micro lacerazioni del tessuto muscolare che originano principalmente nella fase eccentrica di un movimento, favorendo quel dolore muscolare nei giorni successivi. FLESSIONI SULLE BRACCIA? FALSO. Se entriamo in termini tecnici si devono chiamare PIEGAMENTI sulle braccia. Le flessioni rappresentano un movimento, svolto senza appoggio delle mani o dei piedi ad un piano o ad un attrezzo. Piegamenti sono rappresentati da quei movimenti che consento il passaggio degli arti da un atteggiamento lungo ad uno breve, mantenendo in queste fasi l'appoggio al suolo con le mani o con i piedi. I piegamenti sulle braccia coinvolgono un maggior coinvolgimento muscolare di pettorali, tricipiti, bicipiti e addominali. PER DIMAGRIRE DEVO SVOLGERE ATTIVITA’ AEROBICHE EVITANDO ASSOLUTAMENTE I PESI? FALSO. Vanno bene la corsa o la camminata per dimagrire, ma consiglio di abbinare anche un lavoro con i pesi per ottenere migliori risultati. Un lavoro con i pesi ben impostato aiuta ad aumentare la giusta massa magra, aiutando cosi da rendere un corpo più “tonico” e soprattutto aiuta ad aumentare il metabolismo basale. Aumentare il metabolismo basale aiuta a dimagrire, in termini molto semplici e come se aumentassimo la cilindrata di una macchina. Paragoniamo la macchina al nostro corpo più massa magra e giusta massa muscolare possiedo, più brucio calorie. L’ESERCIZIO FISICO E’ EFFICACE SOLO SE SENTO DOLORE? FALSO Il dolore delle volte è un segnale di allarme e non di efficacia dell’esercizio. Ad esempio durante una sessione di allenamento con i pesi se sento troppo dolore vuol dire che sto caricando troppo con i carichi, rischiando solo di incorrere in infortuni. Non è vero che più carico più sento dolore, più sto svolgendo una buona seduta di allenamento. Fondamentale sarà l’esecuzione, la tecnica e il giusto carico di lavoro durante l’esercizio. ALLENAMENTI MENO DI UN’ ORA, NON SERVONO A NIENTE? FALSO Una sessione di allenamento di 20-30 minuti se impostato bene, può avere i suoi benefici. L’importante sarà la costanza e la frequenza di allenamento che dovrà essere 4-5 giorni alla settimana. Per i più allenati l’allenamento H.I.I.T (Hight Intensity Interval Training), allenamento intervallato ad alta intensità può dare ottimi risultati.

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Consiglio n.20 - Se ti alleni in coppia, scegli un...

La scelta del partner con cui allenarsi non prevede tassativamente l'accoppiata uomo-uomo o donna-donna. In molti casi, l'effetto dell'allenamento misto è migliorativo per entrambi i sessi. Semplificando, diamo per scontato che le donne siano più resistenti e gli uomini più forti. Ora, entrambe le caratteristiche fisiche dovranno essere potenziate e quindi allenate, perciò, nel caso di un allenamento con la propria compagna-compagno, uno dei due dovrà inseguire l'altro sul piano della forza, sostenendolo nel sollevare un po' di peso in più. L'altro, ovvero l'uomo, come detto prima, dovrà imparare invece ad allenarsi con pause ridotte, diventando più resistente, qualità innata nelle atlete donne. Nell'allenamento di coppia alla fine ci guadagnano tutti. Passiamo all'allenamento in team uomo-uomo e donna-donna. Qui valgono due osservazioni. La prima: se ci alleniamo con un partner debole e pigro saremo costretti ad aspettare la sua azione, come un ciclista più veloce aspetta il compagno più lento quando la strada s'inerpica. Seconda osservazione collegata alla prima: se il partner non è motivato, lo sarà sempre meno nella puntualità. Una volta su due saremo costretti ad aspettarlo non solo nell'esecuzione esercizi ma anche quando, già sulla bike (noi), ci arriverà il messaggio che (lui) sta cercando parcheggio. Nell'allenamento di coppia atteniamoci a questa regola tassativa: meglio inseguire che essere inseguiti.

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